* Solstizio di inverno, tre giorni di buio per rinascere al divino

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Solstizio d’inverno: 21 dicembre

In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima.

Si verificano cioè la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.

Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Tre giorni dal 21 al 25 dicembre.

Tre giorni di buio apparente quindi occorrono perchè il Sole torni a mostrarsi visivamente a risplendere come fonte di ogni vita in cammino verso il nuovo ciclo dell’anno.

Ogni anno il Solstizio invernale appare come una fine e una rinascita. La fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo. E questo è il ciclo della Vita.

Le genti dell’ antichitá si consideravano parte dei fenomeni della natura che ritenevano l’espressione nella vita terrestre dei grandi cicli del cosmo.

Al centro di questi cicli c’era l’astro che scandiva il ritmo della giornata, la “stella del mattino” che determinava i ritmi della fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo. Temere che il sole non sorgesse più, vederlo perdere forza d’inverno riducendo sempre più il suo corso nel cielo, era un’esperienza che minacciava la vita di ogni regno di natura.

Così celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano fuochi per sostenerne la forza e per incoraggiare la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

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Questo avvenimento iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati, ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica.

Esso, inoltre, ispirò il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide).

Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”. (1)

Durante queste feste venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che, con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.
Spesso questi rituali avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati alla riproduzione. Da qui l’usanza, nelle antiche celebrazioni, di danze e cerimoniali propiziatori dell’abbondanza e in alcuni casi, come negli antichi riti celtici e germanici, ma anche romani e greci, di accoppiamento durante le feste.

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Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco.

Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita.

Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della Dea: all’alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perche’ anche se ora è regina del gelo e dell’ oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconderá riportando calore e luce al suo regno.

I solstizi possono anche leggersi come portali energetici, passaggi dimensionali per nuovi cambiamenti : ”il portale degli uomini”, corrispondente al solstizio d’estate, mentre il solstizio d inverno e’ ” la porta verso il divino”.

Il Solstizio d’Inverno corrisponde alla presa di coscienza della propria spiritualità, come uscita nella luce. Un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della “caverna” e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intelleggibile”.

La rinascita solare rappresenta il simbolo della rigenerazione cosmica, e il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo, che rinnova la sua nascita spirituale, verso una maggiore acquisizione della sua consapevolezza, nelle notti del solstizio d’inverno.

E’ il momento in cui, quando la notte ed il buio sembrano prevalere e sovrastarci, è necessario mantenere accesa la fiamma della Coscienza, che al mattino con la Luce ci spingerà a nuove e potenzianti scelte per realizzare i nostri obbiettivi.

Questa è l’opportunità che ogni anno si rinnova nei “ tre giorni di buio” del sosltizio invernale.

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Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

(canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk)

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* Solstizio di Inverno: La forza Giorno e la forza Notte tessono i loro disegni di relazione in ritmica azione reciproca

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” Va e vieni, così batte il cuore della realtà.

Va e vieni, la forza Giorno e la forza Notte tessono il loro disegni di relazione organica in ritmica azione reciproca.

Ma l’uomo non è nè sistole nè diastole, nè il lavoro del giorno, nè l’attività onirica della notte. l’uomo è il campo in cui la battaglia dei due corsi di energie procede incessantemente con un’alternanza di sconfitta e di vittoria; oppure, l’uomo è la totalità integrata e creativa entro ui le due polarità dell’esperienza umana, equilibrandosi in armonia dinamica, contribuiscono costantemente all’attività della totalità creativa di quel tutto che le usa.”

Dane Rudhyar

Uno dei sette principi ermetici del Kybalion, testo di scienza esoterica occidentale, afferma che ogni cosa nell’Universo si manifesta attraverso un ritmo, un’oscillazione tra due opposte polarità tra loro complementari.

L’esistenza in ogni cosa di questo ritmo oscillatorio bi-polare si manifesta in ogni forma di vita, in ogni attività nel macro e nel micro, sia nel regno minerale che animale, umano e soprattutto evidente in quello vegetale nei cicli della natura.

Tutto è un continuo alternarsi di luce e ombra, caldo e freddo, secco e umido, crescita e caduta, veglia e sonno, attrazione e repulsione…

L’essere umano fa esperienza di questo senso di alternanza ritmica riflettendo sulla sua esperienza quotidiana che gli si presenta con una sequenza regolare di giorno e notte, di luce e oscurità.

Avere coscienza di questo ritmo di alternanza tra polarità opposte è mettersi in sintonia e in armonia con i ritmi dell’Universo, e con le sue leggi cosmiche.

Il Solstizio è uno dei punti culminanti di uno di questi cicli cosmici.

Durante il Solstizio infatti il Sole raggiunge la massima o la minima altezza sull’orizzonte, determinando il massimo e minimo numero di ore di luce o di buio nei due emisferi terrestri.

Durante gli Equinozi le due forze contrapposte sono in perfetto equilibrio tra loro e la durata di giorno e notte è esattamente uguale.

Nel mondo antico si usava celebrare ed attribuire grande importanza a queste fasi cicliche solstiziali ed equinoziali, in quanto si vedeva nell’alternarsi dei cicli astronomici il manifestarsi dell’attività di entità divine.

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Un mito racconta infatti che nel momento in cui il Sole raggiunge il suo minimo di influssi sulla Terra un Raggio Verde parta dal più profondo dell’Universo ed attraversi per un istante la Terra stessa.

E’ il Raggio del Puro Spirito, del maggior contatto della Materia con le Forze Superiori Cosmiche che ne sono causa e vita insieme.

Il sole, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, e pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre.

Il solstizio stesso è chiamato “la porta”, simbolo di una contemporanea esistenza di due dimensioni, che durante i solstizi si congiungono e le porte sono aperte ed è permesso il varco; è il tempo della morte simbolica.
È un passaggio ciclico considerato nell’antichità magico e drammatico: i giorni diventano sempre più corti e bui, fino ad arrivare alla notte più lunga dell’anno.
L’oscurità prende il sopravvento sulla luce, la notte è più lunga del giorno.
Tutta la natura è come sospesa in questa morte simbolica che attende una resurrezione.

Morte della luce, morte del sole ; il sole cede il posto alla tenebra, per poi rinascere come rigenerato.

Le giornate dopo il solstizio divengono sempre un po’ più lunghe, e di nuovo il potere del Dio Sole cresce e si manifesta nella sua luce.

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E’ il momento di prepararsi ad affrontare la metà dell’anno nel corso della quale la luce e il calore si ritirano dal mondo esterno e risplendono attraverso il pensiero e l’azione dell’uomo nobile.

Quando si avvicina l’inverno l’uomo nobile si concentra su ciò che deve compiere, sugli enigmi che deve sciogliere, su ciò che può imparare, su ciò che vuole migliorare dentro di sé e intorno a sé.

Impara specialmente dalle proprie esperienze che lo hanno arricchito.

In tal modo il calore della volontà accende l’organismo, e questo calore divenuto più intenso diventa luce interiore, la luce che illumina il mondo mentre fuori calano le tenebre ed il buio ed il freddo continuano a dominare.

Il giorno in cui ciò accade è il più corto dell’anno e si ha quasi l’impressione che questo “sole” tramonti, sprofondi quasi per non riapparire più, ma subito dopo si rialza nel cielo a risplendere di nuovo chiarore…è un nuovo anno, un nuovo ciclo che comincia.
Spesso nell’antichità all’idea del nuovo anno, del sole intramontabile si associava il simbolismo dell’albero sempre verde o albero della vita ed era in uso presso molti popoli nordici l’accensione di candele sopra l’albero proprio il giorno in cui cadeva il Solstizio.

La celebrata Festa delle luci.

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Ciò sottolineava appunto il carattere di rinascita di luce che aveva l’ evento.

L’ albero natalizio non è altro che una reminiscenza di tale significato.

“Possiamo avvertire qualcosa nell’albero che ci sta innanzi come albero di Natale, qualcosa come un simbolo di quella luce che deve sorgere dall’intimo dell’anima nostra e per mezzo della quale possediamo l’immortalità nell’esistenza spirituale.
[…] Sia per noi un simbolo per ciò che deve illuminare e ardere nelle nostre anime, per innalzarci al mondo spirituale!”

R. Steiner

Riconoscere in ogni cosa l’esistenza di questi ritmi contribuisce ad avere un atteggiamento più consapevole nei confronti della vita e dei suoi eventi.

Del resto la vita è l’intervallo tra la nascita e la morte, ed è così per ogni essere manifesto. La morte è solo un cambiamento di stato e così prepara la rinascita. A volte un evento ci appare come una fine, poi è l’occasione del cambiamento che desideravamo.

E se ci fermiamo a riflettere sulla qualità del nostro desiderio in relazione alle nostre capacità allora riusciamo ad avere una visione chiara del nostro futuro.

E se progettiamo il percorso necessario per ottenere il risultato desiderato la strada è in piano e diritta e la meta in vista.

Questo è il momento! Come il chicco di grano, al calduccio sotto terra progetta la spiga che sarà, pianifichiamo il futuro con determinazione.

Nulla nell’universo rimane statico, così nel macro così nel micro.

Tutto gira e cambia di stato, stelle e galassie esplodono e si rigenerano in altre stelle e galassie, l’energia è inarrestabile, la luce avanza ancora, e ancora, e ancora..

WiccaAnimation

Buon Solstizio!

Fonti

http://www.larosenoire.it

http://www.ilboscodisellena.

Dane Rudhyar.I segni astrologici.Astrolabio