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* la buona notizia del venerdì:“ Pedibus”, “Ventibus”, “Ombrellibus” a piedi i bambini vanno a scuola con più entusiasmo

Pedibus”, “Ventibus”, “Ombrellibus”

a piedi i bambini vanno a scuola con più entusiasmo

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Abbiamo intervistato Isabella Triassi, una dei genitori della Scuola Cardinal Borromeo di via Casati, referente della Linea Verde e accompagnatrice di 20 bambini ogni mattina per il progetto Pedibus milanese, finanziato dal Comune e organizzato da ABCittà e Legambiente

Siamo molto contenti del Pedibus della Scuola di via Casati e speriamo che questo progetto possa presso estendersi anche alle scuole meno fortunate della Cardinal Borromeo, in una zona (Porta Venezia, ndr) dove molti bambini già avevano la buona abitudine di andare a scuola a piedi.

Ci dobbiamo impegnare a fare capire ai milanesi che camminare per andare a scuola può essere anche molto divertente e speriamo che anche nelle scuole più periferiche il Pedibus possa svilupparsi”, ci ha raccontato Isabella Triassi, madre di tre bambini e accompagnatrice di una delle 4 “linee”, la “Verde”, che ogni giorno portano a destinazione circa 20 bambini ciascuna, con tanto di fila indiana, pettorine e fermate di raccolta.

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Qual è il bilancio di questo primo anno di Pedibus “su larga scala” del Comune di Milano?

Per noi genitori è un successo. La scuola elementare di via Casati è piccola, ha circa 250 scolari, ma al momento abbiamo attive 4 linee di accompagnamento, che coinvolgono circa 20 bambini ciascuna e quindi si può dire che almeno 1/3 dell’utenza è coinvolta.

Anche i bimbi dell’asilo vicino ci vedono ogni giorno arrivare a scuola col Pedibus e poiché l’esperienza è coinvolgente, contiamo che i loro genitori da settembre iscrivano anche i nuovi “primini”.
Una volta però, da bambini, noi a scuola andavamo a piedi e da soli, senza bisogno del Pedibus …
E’ vero e sicuramente oggi i bambini sono “iper protetti”, sotto questo aspetto c’è una regressione della loro autonomia. Però oggi c’è un pericolo che 30 anni fa non c’era ed è purtroppo il traffico. La nostra scuola è vicinissima a C.so Buenos Aires, dove le macchine a volte sfrecciano ad alta velocità, un bambino delle primarie che debba attraversarlo da solo per andare a scuola affronta un reale pericolo. 

Il Pedibus è promosso anche come pratica per l’autonomia dei bambini e per conoscere meglio il quartiere. Questo succede nella vostra esperienza?

Sì, dopo un po’ che le colonne dei bambini del Pedibus prendono confidenza col tragitto, gli stessi bambini imparano a conoscere meglio vie, palazzi, giardini e negozi. Alla mattina i negozianti e i custodi dei palazzi ci salutano quando passiamo, sono felici di vederci e gli scolari sono entusiasti. Abbiamo esperienze di bambini che ora sono più felici di andare a scuola e non vedono l’ora di congiungersi alla colonna del Pedibus. Tant’è che si aggregano con qualsiasi condizione di tempo; in questi mesi siamo andati a scuola a piedi con il vento, con la pioggia, diventando “Ventibus”, “Ombrellibus” …. E’ molto divertente per loro.

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Come può ancora migliorare questo Pedibus milanese?

Estendendosi a più scuole possibili (ora sono circa 15 quelle coinvolte, ndr) e soprattutto a quelle della fascia della seconda Circonvallazione. Il Pedibus è un progetto gratuito per le famiglie che debbono aderire solo sottoscrivendo un regolamento ed impegnandosi ad accompagnare i figli alla fermata prevista – sono circa 3 o 4, con il “capolinea” da cui si parte e dove si radunano il più dei bambini, e le altre segnalate lungo il percorso. 

L’esperienza si deve allargare per fare capire che anche a Milano andare a scuola a piedi si può e camminare non è davvero un male … 

Fonte: ecodallecittà

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* Giardinieri sovversivi

Un mondo più verde, un’aiuola alla volta!

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Il gruppo romano è entrato in azione alle 12.00. Wired.it lo ha visto lavorare la terra e piantare semi per riportare in vita l’ennesimo giardino abbandonato a se stesso

Sono pronti a tutto. D’altro canto questa non è la prima azione del commando. Tuttavia l’obbiettivo è ambizioso, è l’ultimo della stagione. Poi le “armi” verranno deposte. Per lo meno per tutta l’estate, in attesa di un clima più favorevole, l’autunno.

Comunque le “bombe” sono pronte. E loro si sono preparati a lanciarle, lo sanno tutti, questa è gente che non scherza. Improvvisamente silenzioso sbuca anche il capo. Anche se i rivoluzionari verdi, di gerarchie, non vogliono proprio sentirne parlare. Però è lei ad avere la pala in mano… I guerriglia gardening tenteranno, per l’ultimo attacco di primavera, il così detto salto di qualità.

Alle 12.00  è previsto l’attacco. E loro, precisi come un orologio svizzero, entrano in azione. Con le pale smuovono la terra. Le zappe servono a tracciare i solchi e rimuovere le erbacce dell’ennesimo giardino pubblico abbandonato a se stesso. Poi sarà la volta delle “bombe”. Anche se queste non uccidono, e nonostante il nome, servono a dare la vita. Dagli esplosivi verdi, un mix di argilla, terra e semi, nasceranno dei bellissimi girasoli. All’improvviso, però, sbuca una pattuglia della polizia.

Un attimo di panico tra i 30 guerrilla gardening. Ma l’agente alza il pollice ed esclama: “ Continuate così ragazzi”. È fatta, anche le forze dell’ordine sposano la causa, pensa Vanessa Scarpa, il leader dei rivoluzionari dal pollice verde.

Dall’inizio dell’anno abbiamo fatto tre azioni per il recupero del verde pubblico abbandonato – spiega Vanessa. A Tor bella Monaca, San Paolo e a Corviale. Ma cosa ancora più importante, a gennaio, abbiamo aperto la scuola del giardiniere sovversivo, ad Acrobax, nell’ex cinodromo a Roma”.  

Nel frattempo i 30 componenti della colonna si muovono in perfetta sincronia. Ognuno sa quello che deve fare. Ognuno in mano ha la sua “arma”. In un paio di ore l’operazione è conclusa. L’area è rinata. E la dove c’era uno spazio degradato, in via di Poggio verde, ora c’è una bella superficie fiorita. Chissà come saranno felici i residenti del quartiere. E chissà cosa penseranno, invece, dal comune.

Tuttavia l’operazione non è ancora conclusa. Manca il marchio di fabbrica. La firma. Il lavoro deve essere rivendicato. Il capo estrae il documento. È una bandiera con lo stemma del commando: Giardinieri sovversivi romani. Che, naturalmente, viene piantata al centro del giardinetto.

Per l’autunno – racconta Vanessa – stiamo preparando delle azioni eclatanti. L’ultima del 2012, in inverno, a ridosso del Natale sarà clamorosa. Un mix tra recupero di un’area abbandonata e un’opera artistica. Però è segreta e non la si può svelare”.

Lassù nel cielo, c’è un sole splendente, ad  osservare il commando verde.

Chi sono i giardinieri sovversivi?

Sono persone di tutte le età unite dal comune interesse per il giardinaggio, sostenitori dell’ecologia e aperti a nuove amicizie. C’è chi ha il pollice verde, chi ha senso estetico, chi è esperto nel fai da te. C’è anche chi non ha particolari abilità, ma partecipa lo stesso per curiosità, voglia d aiutare e costruire insieme, per imparare in compagnia com’è facile migliorare qualcosa se lo si vuole e se non si è soli.

Alcuni giardinieri partecipano attivamente in cerca di zone da ripristinare e facendo sopralluoghi, accordandosi con gli abitanti del quartiere per cercare collaborazione; alcuni si occupano di reperire piante, attrezzi, concime e tutto ciò che è necessario ad una guerriglia perfetta, così come altri ci regalano tutte queste cose.

C’è chi è attivo sul terreno (è proprio il caso di dirlo) e lavora in prima persona estirpando, zappando, concimando e piantando e c’è chi ci aiuta annaffiando e controllando le nostre aiuole nei giorni successivi all’azione guerrigliera.

Sono attivamente impegnati a migliorare il mondo, anche se con piccole azioni, perché credono nel potere delle idee e della loro capacità di espandersi e perdurare: succede spesso, durante una guerrilla gardening, che persone si avvicinino, chiedano, si informino o addirittura aiutino.

Questo è il nostro potere, comunicare qualcosa in cui credi facendo qualcosa che ti piace fare; come piccole api portano a distanza un messaggio che si moltiplica e si espande, ed è bellissimo vedere che oltre alle aiuole fioriscano anche i nostri ideali nelle menti di chi li supporta.

Il giardinaggio sovversivo è per tutti!

Un mondo più verde, un’aiuola alla volta!

Gelsomino Group

Guerrilla Gardening (Soresina, Cremona),

Terra di Nettuno (Bologna),

Zappata Romana (Roma).

Badili Badola (Torino)

Giardinieri sovversivi romani

fonti:http://life.wired.it *

http://www.guerrillagardening.net