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* La buona notizia del venerdì: ricercatrici, professoresse,scienziate,professioniste,bioingegnere, biofisiche,premi nobel,strateghe,dirigenti…….che donne alla Casa Bianca!

Il volto dell’amministrazione Biden, e quindi dell’America, sarà donna.

 

Non era mai successo prima che l’intera leadership della comunicazione alla Casa Bianca fosse femminile.Questo si aggiunge alla vice presidente Kamala Harris, e alle nomine ufficializzate ieri per la squadra economica, anch’essa guidata da donne, a conferma di una scelta strategica che va oltre la gratitudine elettorale.

In realtà non ci sarebbe nemmeno da chiedersi il motivo, perché la popolazione femminile è oltre metà degli Usa (e del mondo), e quindi la stranezza era che non fosse abbastanza rappresentata prima. Piuttosto si tratterebbe di capire cosa significano queste scelte sul piano politico, in base a competenze e posizioni, aldilà del genere.

La direttrice della comunicazione sarà Kate Bedingfield, che aveva già avuto questo ruolo quando Biden era vice presidente, ed è stata la vice manager della campagna elettorale. Durante la corsa alla Casa Bianca teneva i briefing via zoom con i giornalisti e si occupava di strategia.

La portavoce sarà Jen Psaki, vecchia conoscenza, perché aveva diretto la comunicazione di Obama e poi era stata portavoce di Kerry al dipartimento di Stato. Le vice saranno Pili Tobar e Karine Jean-Pierre, mentre della first lady si occuperà Elizabeth Alexander.

La direttrice delle comunicazioni di Kamala Harris sarà Ashley Etienne e la portavoce Symone Sanders.

Biden si è vantato di aver scelto sole donne, per convinzione e necessità politica di ringraziare un gruppo decisivo per la sua vittoria, e le future battaglie elettorali dei democratici. «Comunicare in maniera diretta e veritiera col popolo americano è uno dei doveri più importanti del presidente. Questa squadra avrà la tremenda responsabilità di collegare la gente alla Casa Bianca».

Anche Kate e Jen sono due partigiane, naturalmente, e Biden si aspetta che riportino sul podio valori professionali perduti a scapito della credibilità dell’intero Paese.

Janet Yellen prima donna Segretario al Tesoro , ma la squadra economica è stata completata con la professoressa afroamericana della Princeton University,Cecilia Rouse, prima donna di colore a presiedere il Council of Economic Advisers, e Neera Tanden, dal 2011 presidente del Center for American Progress,prima donna indiana a dirigere l’Office of Management and Budget.

Deb Haaland sarà la prima donna segretaria del Dipartimento degli Interni.La signora Haaland fa parte del Comitato per le risorse naturali della Camera, che sovrintende al Dipartimento degli interni. Quell’esperienza potrebbe indirizzare le scelte del suo lavoro.

Linda Thomas Greenfiel,afroamericana nota come Ltg al dipartimento di Stato, dove è stata in servizio per 35 anni, Thomas Greenfield è stata assistente segretario di Stato per l’Africa nella Amministrazione di Barack Obama sarà Ambasciatrice ONU.

Come Rappresentante per il Commercio, Biden ha scelto Katherine Tai – attualmente capo consulente commerciale della commissione Fisco e Bilancio della Camera dei Rappresentanti.

Guardando oltre genere e razza, si intuisce la direzione scelta.

Rouse è specializzata nel lavoro, e Tanden era leader del Center for American Progress, think tank fondato dal braccio destro di Hillary John Podesta.

L’intelligence Nazionale l’ha già affidata ad Avril Haines, prima donna a ricoprire questo ruolo mentre a Jennifer Granholm il Dipartimento dell’Energia che avrà un ruolo chiave nel sostenere politiche per la salvaguardia dell’ambiente.

Frances Arnold, bioingegnere al California Institute of Technology di Pasadena e premio Nobel, e Maria Zuber, geofisica al Mit, co-presiederanno il President’s Council of Advisors on Science and Technology .

Alondra Nelson, ricercatrice pluripremiata,scrittrice e accademica americana, presidentessa del Social Science Research Council e docente all’Institute for Advanced Study, sarà vice-direttrice dell’Office of Science and Technology Policy.

E poi Dana Remus, che ha guidato il team legale della campagna Biden-Harris. Mentre Annie Tomasini, capo dello staff della campagna di Biden, è stata scelta come direttore delle operazioni dello Studio Ovale.

Julie Rodriguez, ex capo dello staff elettorale di Kamala Harris, sarà invece direttore dell’Ufficio degli affari intergovernativi della Casa Bianca.

Jennifer O’Malley Dillon, manager della campagna di Biden, scelta come vice capo dello staff.

Donne, dunque, ma con motivazioni politiche precise e missioni che vanno oltre il genere.

( e per il momento ho trovato solo questi nomi !)

Tutte donne che si sono distinte per impegno, professionalità,determinazione,serietà e competenza e hanno raggiunto i grandi obbiettivi distinguendosi nelle varie discipline a livello personale e mondiale.

Le donne cambieranno il mondo !

https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/12/01/news/biden-punta-su-un-team-di-donne-la-casa-bianca-parla-al-femminile-1.39603170

sebben che siamo donne

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* La buona notizia del venerdì: Il Nobel 2020 per quattro donne! E se ne parla solo nei rispettivi ambiti! E nemmeno tanto!

Secondo il Global Media Monitoring Project del 2015 la percentuale di donne a cui viene data visibilità sui media tradizionali di tutto il mondo è del 24% rispetto agli uomini.

Perchè i traguardi femminili vengono o poco citati o raccontati come eccezioni?

E sono quasi sempre accompagnati da luoghi comuni e stereotipi sul ruolo delle donne?

Eppure sono passati tanti anni anni da quando Charles Darwin in una lettera inviata all’attivista Caroline Kennard, il padre dell’evoluzione affermava che le donne “sebbene generalmente superiori agli uomini in qualità morali, sono intellettualmente inferiori”.

Andrea Ghez, la quarta donna Nobel per la fisica dal 1903 !

 

«Spero di poter essere una fonte di ispirazione per altre giovani in questo campo di ricerca», ha detto oggi Andrea Ghez alla notizia di essere fra i vincitori del Nobel per la fisica 2020

«Sono entusiasta», ha detto ancora e «prendo molto sul serio la responsabilità di essere la quarta donna a ricevere questo riconoscimento».

La ricercatrice, che con il collega tedesco Reinhard Genzel ha dimostrato l’esistenza del buco nero supermassiccio Sagittarius A* al centro della Via Lattea, spera che molte giovani possano avvicinarsi all’astronomia: «è un campo – ha osservato – capace di offrire moltissime soddisfazioni e se si ha una passione per la scienza c’è davvero moltissimo da fare».

Andrea Ghez sognava di diventare astronauta, affascinata dallo spazio dopo aver seguito i primi sbarchi sulla luna verso questa carriera, ed è per questo che ha intrapreso gli studi scientifici.

Sua madre ha sempre sostenuto questa sua ambizione. Ha iniziato al College studiando matematica, per poi passare alla Fisica. Si è laureata presso il Massachusettes Institute of Technology nel 1987 e ha conseguito il suo dottorato di ricerca sotto la direzione di Gerry Neugebauer presso il California Institute of Technology nel 1992. Nel 2004 è stata accolta tra i membri dell’accademia nazionale delle scienze. L’impegno nella carriera non le ha impedito di costruire una famiglia. Andrea Ghez, infatti, è sposata con il geologo Tom LaTourrette, ricercatore presso la RAND Corporation ed ha due figli.

E’ anche un’appassionata nuotatrice: considera questa disciplina la sua evasione dalla scienza.

Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna hanno vinto il premio Nobel per la chimica per lo “sviluppo di un metodo per la scrittura del genoma”, il sistema di editing CRISPR/Cas9.

Qui l’eccezionalità della notizia è doppia: sono due donne a vincere il Nobel e sono le uniche due donne a vincere da sole. In parole povere, non era mai successo che il Nobel venisse assegnato a solo due ricercatrici, c’era sempre un collega nella doppietta o tripletta.

Questo è un evento per la storia della scienza di massima importanza, pari all’assegnazione del premio a Marie Curie nel 1903. Perché con la vittoria di Charpentier e Doudna è un cambio di tendenza  che ostacola le donne da secoli.

Intervistate durante le rispettive conferenza stampa, Andrea Ghez e Emmanuelle Charpentier hanno riconosciuto il valore del premio non tanto da un punto di vista scientifico quanto per il ruolo d’ispiratrici che hanno nei confronti delle giovani ragazze che vogliono intraprendere una carriera scientifica. Siamo tutte e tutti consapevoli che le donne oggi fanno parte della scienza e che insieme a molti colleghi si stanno impegnando sempre più per ottenere il giusto riconoscimento del loro lavoro.

Premio Nobel per la letteratura 2020 alla poetessa  Louise Glück..

Di origine ungherese, nata a New York nel 1943, appartiene ad una tradizione americana che arriva fino a Sylvia Plath e alla cosiddetta ” poesia confessionale”

Autrice strutturata e forte, da tempo apprezzata in patria e all’estero, dal Premio Pulizer per la poesia (1993) al National Book Awaed (2014), alla nomina a poeta laureato degli Stati Uniti nel 2003.

È dunque una poetessa dura, tenace e poco conciliante Louise Glück.

Per avvicinarsi a questa poesia, si potrebbe cominciare proprio da L’iris selvatico, che uscita negli Stati Uniti nel 1992 costituisce la sua raccolta forse più apprezzata .e che più le fa meritare il titolo di erede di Emily Dickinson.

Si tratta di una sorta di sinfonia poetica che racconta di un periodo trascorso dalla scrittrice col figlio in una casa del Vermont, nel nord-est degli Stati Uniti, una casa corredata da un giardino.

Il periodo è tra la fine della primavera e la fine dell’estate: quello dunque del rigoglio della natura, degli alberi, delle erbe e dei fiori. E in molte di queste poesie sono proprio i giorni, alla lettera, a parlare di sé, a raccontare alla scrittrice e a noi le loro pene e le loro gioie, i loro sogni. E’ sempre e comunque il giardino il mondo creato il protagonista delle poesie. E questo mondo, che non è facile, va non solo amato ma curato, proprio come fa qui il poeta giardiniere della vita e delle parole, con la sua passione, la sua giustizia e appunto la sua cura.

Come accade nei versi che seguono :

«Nel giardino, nella pioviggine

la giovane coppia che pianta

un solco di piselli, come se

nessuno l’avesse mai fatto prima,

le grandi difficoltà non fossero mai state

affrontate e risolte».

L’assegnazione di questi Nobel 2020 fa sperare in un serio cambio di rotta da parte di un’istituzione importante come quella dei premi Nobel.

https://oggiscienza.it/2019/11/28/inferiori-scienza-penalizzato-donne/

https://www.corriere.it/cultura/louise-gluck-premio-nobel-letteratura/

Sebben che siamo donne