* Arrivano i leoni …del cielo

Picco di stelle cadenti visibili per molti giorni dalla costellazione del Leone

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Le nuvole si preparano ad alzare il sipario per le Leonidi: le stelle cadenti di novembre, uno sciame di meteore visibile osservando verso Sud, il cui picco è previsto proprio in questi giorni.

Le Leonidi sono uno dei più importanti sciami meteorici: è causato dalla Cometa Tempel-Tuttle.

Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 18 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa durante il suo passaggio accanto al Sole.

Devono il loro nome alla posizione del radiante, il punto cioè da cui sembrano provenire, localizzato nella costellazione del Leone: le meteore infatti sembrano irradiarsi proprio da quel punto del cielo.

Si tratta di uno sciame di stelle cadenti, meno celebri delle ‘sorelle’ visibili in agosto e forse meno spettacolari, ma che possono riservare sempre bellissime sorprese. Nel ’66 vi fu una bellissima pioggia di queste meteore talmente luminose che furono visibili anche dagli abitanti di Londra, una città che soffriva già allora di forte inquinamento luminoso.

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La Terra, nel suo movimento di rivoluzione intorno al sole, attraversa la scia dei meteoroidi lasciati dal passaggio della cometa: la scia è formata da particelle solide, i meteoroidi appunto, emesse dalla cometa man mano che il gas ghiacciato sublima a causa della vicinanza al Sole (solitamente a una distanza inferiore a quella dell’orbita di Giove).

Le Leonidi formano una scia in rapido movimento che attraversa l’orbita terrestre a 72 km/s[1].

Tra le stelle cadenti, esse sono ben note per la brillantezza delle meteore e dei bolidi che possono avere una sezione di 9 mm e una massa di 85 g e che penetrano nell’atmosfera con una intensità pari a quella di un’automobile che urta a quasi 100 km/h. Le sue piogge meteoriche, che talvolta assumono il carattere di tempeste meteoriche, possono in un anno far depositare 12-13 tonnellate di particelle sul nostro pianeta.

I meteoroidi persi da una cometa danno vita a delle scie con orbite simili ma leggermente diverse da quelle della cometa che le origina. Il loro percorso, infatti, viene disturbato dai pianeti, in particolare da Giove[2] e in misura minore dalla pressione radiativa del sole (effetto Poynting–Robertson ed effetto Yarkovsky[3]): in generale, le scie vecchie sono spazialmente meno dense e danno luogo a piogge meteoriche con qualche meteora al minuto.

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Nel caso delle Leonidi esse raggiungono l’apice il 18 novembre, sparpagliandosi per diversi giorni intorno all’apice stesso che cambia di anno in anno[4]; per contro, le scie giovani sono spazialmente più dense e danno luogo, quando la Terra le attraversa, a tempeste meteoriche con oltre 1000 meteore all’ora [5], in confronto a circa 1-2 meteore l’ora degli anni normali e a qualche meteora l’ora in occasione delle piogge meteoriche.

Le Leonidi presentano un ciclo di 33 anni, pari al periodo orbitale della cometa Tempel-Tuttle: tra le piogge meteoriche ad esse associate vanno ricordate quelle del 1698, 1799, 1833[6], 1866, 1966[7], e 2001.

La sigla internazionale dello sciame è LEO.

Questa costellazione sorge dopo la mezzanotte a est ed è osservabile dalla mezzanotte fino all’alba.

“Nel 1998 hanno mostrato una fantasmagorica tempesta di bolidi e meteore luminose. Nel 2002, oltre alla normale attività annuale, hanno mostrato due grossi picchi di frequenza, uno dei quali osservato nel nostro paese. Attualmente la frequenza delle Leonidi è ritornata verso la normalità con un numero contenuto di eventi” spiega l’Uai.

Fonte: Wikipedia

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…

è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia…

tutte le stelle…

tutto l’universo

 

* La buona notizia del venerdì: Leonardo Di Caprio e il Punto di non ritorno

Leonardo Di Caprio, nominato nel 2014 ambasciatore ONU contro i cambiamenti climatici, ha girato il mondo per mesi intervistando politici, scienziati e attivisti sul tema del riscaldamento globale e vedendo di persona i tragici effetti della devastazione ambientale perpetrata dalle grandi multinazionali.

Questo viaggio è raccontato in un film: Punto di non ritorno.

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È uscito , in chiaro e in forma gratuita su National Geographic e su diverse piattaforme, Punto di non ritorno (titolo originale Before the flood), il film documentario del Leonardo DiCaprio ambientalista, che sta onorando il suo ruolo di ambasciatore ONU contro i cambiamenti climatici, adoperandosi per diffondere consapevolezza su questa tematica in tutto il mondo

Evento centrale del film – diretto dal regista Fisher Stevens – è la Conferenza sul Clima di Parigi, una tappa cruciale sulla strada per l’adozione di misure concrete per il contenimento dei gas serra.

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Molte delle interviste che l’attore conduce in giro per il mondo, coinvolgono personalità politiche di spicco che saranno poi protagoniste di COP21 – da Obama a John Kerry, ai capi di stato minori come Anote Tong, Presidente di Kiribati –, ma anche tanti altri protagonisti della lotta ai cambiamenti climatici, come l’attivista indiana Sunita Narain, il fondatore di Tesla Motors Elon Musk Papa Bergoglio, autore dell’enciclica ecologista Laudato Si.

INDONESIA- Leonardo with Orangutans in the Leuser Ecosystem. For two years, Leonardo DiCaprio has criss-crossed the planet in his role as UN messenger of Peace on Climate Change. This film, executive produced by Brett Ratner and Martin Scorsese, follows that journey to find both the crisis points and the solutions to this existential threat to human species. © 2016 RatPac Documentary Films, LLC and Greenhour Corporation, Inc. All rights reserved.

INDONESIA- Leonardo with Orangutans in the Leuser Ecosystem.

DiCaprio gira il mondo per diversi mesi: visita la Cina, dove la popolazione comincia ad acquisire consapevolezza sul tema dell’inquinamento e a esercitare pressione sulla politica; si reca in India, toccando con mano le conseguenze dei cambiamenti climatici sul settore agricolo; va in Groenlandia, il cui ecosistema è gravemente minacciato dallo scioglimento dei ghiacci; visita le foreste indonesiane e i campi di sabbie bituminose canadesi, teatro della tragica devastazione ambientale perpetrata dalle multinazionali.

 

THE BAHAMAS- Leonardo diving with Jeremy Jackson discussing the oceans. For two years, Leonardo DiCaprio has criss-crossed the planet in his role as UN messenger of Peace on Climate Change. This film, executive produced by Brett Ratner and Martin Scorsese, follows that journey to find both the crisis points and the solutions to this existential threat to human species. © 2016 RatPac Documentary Films, LLC and Greenhour Corporation, Inc. All rights reserved.

THE BAHAMAS- Leonardo diving with Jeremy Jackson discussing the oceans.

Un’ora e mezza di forti emozioni. 

Nozioni scientifiche sul riscaldamento globale, denunce contro le lobbies che cercano di nascondere il problema, dati allarmanti sul trend di crescita delle temperature negli ultimi anni – il 2015 ha fatto segnare un tragico record su questo fronte.

Si tratta di informazioni che da anni circolano negli ambienti più sensibili e consapevoli e che, fortunatamente, stanno raggiungendo fette sempre più grandi di cittadinanza.

Il vero valore aggiunto di Punto di non ritorno risiede quindi non tanto nelle informazioni che fornisce, quanto piuttosto nella modalità dirompente con cui esse vengono trasmesse. Questa volta la fama, i soldi e le raffinate tecniche di comunicazione hollywoodiane sono al servizio dell’ambiente e il risultato è un messaggio di grandissimo impatto.

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Uno degli uomini più conosciuti e amati del pianeta ci comunica che la situazione è gravissima, che molti mezzi d’informazione ci nascondono la verità e che è giunta l’ora in cui ciascuno di noi deve passare all’azione. Lo fa con un film che viene trasmesso in tutto il mondo su una delle reti televisive più seguite. 

A questo punto, non ci sono proprio più scuse per continuare a far finta che vada tutto bene!

http://www.italiachecambia.org/2016/10/dicaprio-ambientalista-film-cambiamenti-climatici/

 

 

Punto di non ritorno Before the flood :  https://youtu.be/zypPDeH_fQ4

* La buona notizia del venerdì: Lo stato che ha piantato 50 milioni di alberi in un solo giorno

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Piantare alberi contro la deforestazione in India.

Ecco la decisione dello Stato dell’Uttar Pradesh per riportare il verde nel Paese. L’11 luglio le autorità hanno distribuito alla popolazione 50 milioni di alberelli da piantare in tutto lo Stato per aumentare la copertura boschiva e per superare il Guinness dei Primati per quanto riguarda il numero di alberi messi a dimora in 24 ore.

Secondo Akhilesh Yadav, primo ministro dell’Uttar Pradesh, questo tentativo si superare un record è utile per diffondere consapevolezza e entusiasmo per il rimboschimento e la protezione degli alberi.

Il mondo ormai dovrebbe sapere che sono necessari degli sforzi per contrastare i cambiamenti climatici e per ridurre le emissioni di Co2. L’Uttar Pradesh ha pensato di intervenire piantando nuovi alberi per contrastare la deforestazione e l’inquinamento.

L’India si è già impegnata ad ampliare la propria copertura arborea e ora tutti gli Stati del Paese dovrebbero seguire l’esempio dell’Uttar Pradesh per migliorare la situazione esistente. Ora resta da comprendere se lo Stato indiano abbia superato davvero il Guinness dei Primati precedente, che nel 2013 era stato ottenuto dal Pakistan.

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Migliaia di persone hanno partecipato all’evento – che ha coinvolto almeno 800 mila abitanti del Paese – e hanno contribuito a piantare nuovi alberi. Durante laConferenza sul clima di Parigi dello scorso dicembre l’India aveva promesso di piantare nuovi alberi per contrastare i cambiamenti climatici e ora il Governo ha investito più di 6 miliardi per mantenere l’impegno preso.

Il Governo indiano sta incoraggiando tutti i 29 Stati del Paese ad avviare il rimboschimento. Speriamo che l’esempio dell’Uttar Pradesh apra la strada a molte altre iniziative simili per proteggere il Pianeta.

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Gli alberi sono i guardiani del Pianeta.

Sono una fonte di ossigeno, di cibo, di riparo e di vita. Ci basta osservare un albero da lontano per capire quanto possa essere importante la sua presenza sulla Terra.

In un mondo in cui la deforestazione prosegue in continuazione in modo illegale senza tenere conto del valore degli alberi e delle foreste, possiamo provare a riflettere su ciò che gli alberi possono insegnarci per vivere meglio.

Possiamo accostare agli alberi numerose qualità e provare ad acquisirle nella nostra vita. Gli alberi sono molto forti ma nello stesso tempo anche estremamente delicati. Impariamo le lezioni di vita che possono insegnarci ma nello stesso tempo ricordiamoci di rispettarli.

1) Resilienza

Nel mondo esiste un albero che più di ogni altro ci insegna cosa sia la resilienza, cioè la capacità di superare una difficoltà o un cambiamento in modo positivo, cogliendo ciò che esiste di buono anche in una situazione traumatica. Si tratta dell’Albero della Vita di Kalaloch, che continua a resistere e a vivere anche se ormai le sue radici faticano ad ancorarsi al terreno. Un albero straordinario come questo ci insegna che possiamo continuare a crescere anche quando veniamo lasciati soli e con risorse limitate.

2) Gratitudine

Gli alberi donano alla Terra e alle sue creature la possibilità della vita senza chiedere nulla in cambio. La loro presenza come guardiani del Pianeta viene spesso data per scontata. Forse gli alberi, se potessero parlarci e ascoltarci, vorrebbero che li ringraziassimo. Impariamo a ringraziare ogni giorno gli altri e la Natura per ciò che ci donano e per i traguardi che ci permettono di raggiungere.

3) Consapevolezza

Uno degli insegnamenti più importanti che possiamo trarre dagli alberi che ci circondano è la consapevolezza del momento presente. E allora quando stiamo camminando in un parco proviamo a trovare il tempo di avvicinarci ad un albero per cogliere il momento presente e concentriamoci solo sulla gioia che proviamo in quell’attimo.

4) Guarigione

Gli alberi, secondo la tradizione, hanno il potere di farci sentire meglio. La silvoterapia suggerisce di abbracciare un albero o semplicemente di passeggiare tra gli alberi per mantenerci in salute. Quando vediamo un albero ricordiamo quale grande risorsa possa rappresentare per noi e non dimentichiamo l’importanza di prenderci cura della nostra salute grazie ad un ritrovato contatto con la natura.

5) Pazienza

Le radici degli alberi, anche quando crescono ad un ritmo molto lento anno dopo anno, possono riuscire ad oltrepassare i terreni più ostili per andare alla ricerca del nutrimento necessario per la vita di rami e foglie. Ecco allora che gli alberi ci insegnano l’importanza della pazienza e di saper attendere il raggiungimento di un traguardo, senza rinunciare alla prima difficoltà.

6) Umiltà

Ogni albero nasce a partire da un seme, un piccolo seme che contiene un immenso potere. Possiamo incontrare alberi secolari e imponenti, ma ognuno di loro fino a prova contraria è nato proprio nello stesso modo e ha impiegato anni per diventare ciò che ora è. Anche quando raggiungiamo risultati importanti nella vita, impariamo ad essere umili.

7) Coraggio

Non dimentichiamo che gli alberi ci insegnano il coraggio e l’importanza della lotta per affrontare la vita. Gli alberi ogni giorno sono esposti a numerose avversità, senza la possibilità di spostarsi dal luogo in cui si trovano. Subiscono gli effetti della pioggia, del sole e del vento e portano avanti la loro capacità di affrontare le avversità della natura per anni, persino per secoli, senza darsi mai per vinti.

8) Saggezza

Alcuni antichi alberi per tradizione sono considerati un vero e proprio simbolo di saggezza. Pensiamo, ad esempio, alle querce, e ad altri grandi alberi che affondano le loro radici in profondità nel terreno. Chiediamoci allora se possiamo già considerarci delle persone sagge o se la vita si sta preparando a porci di fronte a nuove sfide per incrementare il nostro valore.

9) Accoglienza

Gli alberi sono sempre pronti ad accoglierci e a proteggerci con la loro ombra. Possiamo sederci in qualsiasi momento sotto un albero, vicino al tronco, per godere della sua energia e della sua capacità di offrirci un riparo sotto la chioma. Possiamo imparare dagli alberi ad offrire riparo a chi ne ha bisogno e ad accogliere al meglio le persone che ci circondano.

10) Generosità

Gli alberi ci donano principalmente ossigeno, ombra e frescura, ma non dobbiamo dimenticare che sono anche una fonte fondamentale di cibo con i loro frutti. Il contributo degli alberi per la nostra alimentazione non va sottovalutato, così come la loro importanza per la salvaguardia del Pianeta. I frutti degli alberi sono un dono completamente gratuito, un grande esempio di generosità.

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Fonte:

http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/20866-piantare-alberi-india

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/18344-lezioni-vita-alberi

Leggi anche: PIANTARE ALBERI E’ IL MIGLIOR MODO PER RIDURRE LE EMISSIONI DI CO2, LA CONFERMA DI OXFORD

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ALLA PUGLIA IL PRIMATO DI QUOTE ROSA IN AGRICOLTURA

Marisa Moles's Weblog

PREMESSA
Riprendo con questo post la vecchia consuetudine di dedicare ogni venerdì a una buona notizia. Sospesa da quasi due anni, questa “rubrica” oggi diventa ancora più necessaria: nel mondo succedono fatti terribili che inevitabilmente “occupano la scena”, ma abbiamo bisogno anche di qualche buona notizia. Per sperare in un futuro migliore o, senza pretendere l’impossibile, rallegrarci sapendo che ci sono sempre tante cose belle da scoprire.
Spero di poter continuare in questo proposito. Lo devo a me stessa, perché parlare di cose belle mi fa bene, e lo devo soprattutto all’amica Laura (laurin42), promotrice di questa iniziativa, che recentemente ha rinnovato l’appello agli amici blogger perché diano la “caccia” alle buone notizie e le pubblichino il venerdì.

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Quante volte abbiamo sentito dire, da parte degli insegnanti, che alcuni allievi sono da considerare “braccia rubate all’agricoltura”?

Personalmente non ho mai amato questa battuta che considero…

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* La buona notizia del venerdì: Il concerto di Ludovico Einaudi per salvare l’Artico

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Greenpeace diffonde oggi le spettacolari immagini di Ludovico Einaudi, musicista e compositore di fama mondiale, mentre esegue al pianoforte il suo inedito “Elegy for the Arctic” su una piattaforma galleggiante alla deriva nel Mar Glaciale Artico. La performance dell’artista italiano si è svolta di fronte al ghiacciaio Wahlenbergbreen, alle Isole Svalbard (Norvegia), in sostegno della campagna di Greenpeace a difesa dell’Artico.

Einaudi in passato aveva già suonato in alta quota, nel silenzio della natura delle montagne. Ma di sicuro il freddo non era mai stato così intenso come in questa nuova performance, realizzata in pieno Mar Glaciale Artico, sullo sfondo del ghiacciaio Nordenskiöld (a Svalbard, Norvegia), davanti ad uno dei ghiacciai che piano piano si sta scigliendo per effetto del surriscaldamento climatico.

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Solo per raggiungere la “location” di questa insolita performance, Einaudi ha affrontato un viaggio a bordo della nave di Greenpeace Arctic Sunrise, insieme al suo pianoforte a coda, trasportato nella stiva della nave sin dalla Germania. Il tutto per portare un messaggio “di allarme” in difesa dei ghiacci che si sciolgono, per il surriscaldamento del clima e per effetto dello sfruttamento commerciale sempre più insistente di questa area geografica.

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L’inusuale “concerto” si è tenuto alla vigilia di un’importante riunione dell’OSPAR, la commissione internazionale che vigila sulla conservazione dell’Atlantico nordorientale, che proprio in questi giorni potrebbe decidere di istituire un’area protetta di più di 226 mila chilometri quadrati nelle acque internazionali del Mar Glaciale Artico per un’area grande quanto la Gran Bretagna.

Essere qui è stata una grande esperienza. Ho potuto vedere la purezza e la fragilità di questa zona con i miei occhi e interpretare un brano che ho scritto per essere eseguito sul migliore palco del mondo”, ha detto Einaudi, che ha suonato il brano“Elegia per l’Artico” composto ad hoc per l’occasione. “È importante che capiamo l’importanza della regione artica, arrestare il processo di distruzione e proteggerla”.

La performance è stata organizzata alla vigilia di un summit sulla salvaguardia degli Oceani, che – nelle speranze degli organizzatori – potrebbe garantire la prima area protetta in acque internazionali artiche. “Con la sua musica”, ha scritto Greenpeace sul sito dedicato all’iniziativa, “Einaudi ha aggiunto la sua voce a quella di otto milioni di persone che da tutto il mondo chiedono la salvaguardia dell’Artico”.

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Processo approvazione che, tra l’altro, i governi di Norvegia, Danimarca e Islanda stanno cercando di ostacolare. Eppure, non ci vuole molto a capire che il surriscaldamento di un ecosistema unico come l’Artico si ripercuote per forza sull’intero clima terrestre. Perché giocare coi nostri destini?

Firmate allora anche voi la petizione per salvare l’Artico!

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/Musica-per-lArtico-Ludovico-Einaudi-al-piano-fra-i-ghiacci/

* La buona notizia del venerdì: I murales che riducono l’inquinamento

LA STREET ART RENDERÀ PIÙ GREEN LE NOSTRE CITTÀ

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Street artists di fama internazionale uniti contro l’inquinamento. 

12 città italiane dal 2 al 9 giugno saranno invase dalla street art a sfondo naturalistico per omaggiare il Pianeta in tutte le sue forme.

I murales saranno realizzati con una speciale pittura che attraverso l’energia della luce è in grado di ridurre gli agenti inquinanti presenti nell’aria fino all’88,8%.

In pratica, dipingendo 100 mq con questa pittura si riducel’inquinamento dell’aria pari a un’area di 100 mq coperta da alberi ad alto fusto.

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L’idea è del colosso Ikea e fa parte del progetto “Ikea loves earth” che prevede appunto una street art performance collettiva che coinvolgerà artisti del calibro di EDF Crew, Giulio Vesprini, NEVE, Orticanoodles, PAO, Poki&ANC, reFRESHink, Santy, SCAP – Sud Colorato A Pezzi, Tellas, UNO, ZED1 che dipingeranno i muri delle città celebrando la Terra e la natura.

Nel mese di giugno Ikea si trasforma in un vero e proprio centro creativo che vedrà il lancio della prima edizione diStreet Art Performance, un evento di due giorni dedicato all’arte e alla sostenibilità.

I comuni che parteciperanno all’iniziativa sono Afragola, Bari, Baronissi, Carugate, Catania, Collegno, Milano, Parma, Rimini, Roncadelle, Sesto Fiorentino, Villesse.

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Oltre all’urban performance, per il 10 e 11 giugno sono poi previsti seminari tematici, workshop e laboratori per bambini per insegnare fin da piccoli l’importanza di agire nel quotidiano in maniera più sostenibile. In queste immagini, le anteprime delle opere di street art che verranno realizzate dagli artisti. 

http://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/20391-street-art-citta-ikea-loves-earth

http://www.curioctopus.it/read/8491/14-capolavori-di-street-art-cosi-realistici-da-togliere-il-fiato

* Tutta per noi l’Energia prorompente di Marte così vicino vicino

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Oggi 30 maggio il pianeta Marte si troverà alla distanza minima dalla Terra, a 75,28 milioni di km.

Anche se sarà meno luminoso rispetto al 22, quando si ritrovò allineato al Sole e alla Terra, nel suo cammino attraverso il cielo Marte questa sera si ritroverà a passare ancora più vicino a noi, lungo la sua orbita attorno al sole. 

Domenica 22 maggio, il pianeta rosso ci regalò una bellissima immagine di se, trovandosi a un diametro angolare di 19 secondi d’arco e alla massima luminosità (mag. –2,06).

Ricorda l’Uai che il pianeta si muove con moto retrogrado (ossia quando un corpo celeste si muove nel verso opposto al moto diretto, cioè nel verso contrario a quello normalmente atteso, NdR) attraversando in queste notti la parte superiore della costellazione dello Scorpione, fino a tornare nella Bilancia ieri 29 maggio.

Sarà un evento da non perdere visto che il prossimo grande appuntamento sarà il 31 luglio 2018, quando Marte sarà ancora più vicino alla Terra.

Nella sua orbita attorno al sole, infatti, il pianeta rosso raggiungerà una distanza ancora più ridotta rispetto a quella di oggi, a 57,6 milioni di km.


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Marte entra in movimento retrogrado nel segno dello Scorpione.

Da sabato 28 maggio fin al 28 giugno, il suo movimento retrogrado si sentirà tantissimo; poi dal 29 giugno ritorna diretto, uscendo dallo scorpione a fine luglio.

Quando questo pianeta è in questa fase di retrogradazione, significa che è nel suo punto massimo di vicinanza al pianeta terra. Il suo influsso è forte, la sua energia penetra in ogni nostra cellula facendola vibrare più di ogni altro transito.

Ricordo che Marte è il pianeta della volontà, del coraggio, della determinazione, della conquista e della forza energetica. Nel nostro tema natale di nascita, se in buon aspetto, ci permette di realizzare tutto quello che ci siamo prefissati, con volontà, determinazione e con l’aggiunta di una buona dose di coraggio.

Quando è retrogrado, il suo posto nell’universo è di opposizione al sole. Due energie vibranti, forti che creano, grazie proprio a questa configurazione, un’energia ancora più intensa.

Quando un pianeta è retrogrado, la sua energia verso l’uomo fa si che questi si rivolga all’interno di se, elaborando con vibrante determinazione, i suoi aspetti più reconditi.

Se poi lo mettiamo nel segno dello Scorpione, ecco che la persona è chiamata a distruggere quelle parti della sua vecchia personalità che hanno finito per allontanarlo dagli altri, dalle situazioni favorevoli, dalle occasioni di successo; invece, spesso, si tende a distruggere se stessi e quelle parti positive che ci farebbero divenire essere illuminati invece che animali, con potenzialità spirituali.

Marte in questo periodo, ci consentirà di elaborare tutti gli aspetti negativi, le paure, i blocchi emotivi, che sono causa dei nostri fallimenti. Un lavoro certosino, se consideriamo che è Mercurio che dirige l’orchestra, il pianeta dei dettagli.

Marte delle prossime settimane, è un enorme bisturi che opera chirurgicamente tutti i nostri cuori a cielo aperto. Taglia, rimuove, aggiusta. Lasciamogli fare il suo lavoro con fiducia e ritrovato ottimismo.

Lo Scorpione, si sa, è un segno particolare.

Marte ne esalta le qualità che sono di volontà, determinazione e intensità. Non ci penseremo tanto a tagliare cose, persone, situazioni che stanno limitando la nostra crescita. In alcuni casi saranno veri e propri scontri personali, guerre contro un nemico che vuol impedirci di esprimere la nostra bella luce. Benchè il mito di Lucifero viene associato al pianeta Venere per la sua lucentezza, prima stella a comparire la sera, invece è Marte quando transita nel segno scorpione che esalta questo mito.

Lucifero (portatore di luce) nella mitologia religiosa è un angelo caduto che si mette contro Dio e combatte per distruggerlo, per annientare la sua forte luce. Ora, se riportiamo il concetto di fisica quantistica in questo contesto, la materia ci viene spiegata come “energia caduta”.

Possiamo vederci similitudini con Lucifero: se così fosse, ognuno di noi è un Lucifero che combatte tutta la sua vita per esprimere la sua vera luce. Continuamente ci ribelliamo agli eventi che ci sconfiggono, che ci fanno soffrire e spesso diamo la responsabilità ad un Dio ipotetico che ci costringe a vivere continue prove.

Ma nel suo aspetto positivo, questo mito ci spiega che ognuno di noi nasce per scoprire, in questo viaggio chiamato vita, le proprie potenzialità, il proprio talento, la propria luce.

 

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In questo periodo, il lavoro emozionale serve proprio a ricercare dentro di noi la fiamma luminosa della nostra consapevolezza, esprimendo chi siamo, e accorgendoci che alla fine, siamo esseri spirituali che fanno un’esperienza materiale.

Fino alla fine di luglio, incontreremo tante prove con le quali dovremo fare i conti, ma che saranno lo strumento che ci farà crescere e, se lo vogliamo, essere in armonia con noi stessi.

Raggiungere l’armonia degli opposti è lo scopo di questo transito.

 

FONTE:http://akash.it/marte-retrogrado-in-scorpione-il-mito-di-lucifero/