* Sebben che siamo donne

50 donne che stanno cambiando il mondo

Ci sono le  scienziate, quelle che passano la vita a cercare la cura contro il cancro o a stanare  supervirus, che vanno a caccia di vita extraterrestre o che scavano nella storia dell’Universo. O quelle  appassionate di informatica, che hanno visto nascere la Rete, ne hanno costruito gli algoritmi e l’hanno accompagnata mentre muoveva i primi passi. Ci sono le  esploratrici, le  intrepide, le  donne da record, che si sono lanciate per prime in sfide pericolose o hanno viaggiato nei luoghi più reconditi del Pianeta. E oltre. Vere eroine, e  non della fantascienza. Ci sono poi le  donne leader delle compagnie più innovative, quelle col pallino del marketing che spostano pacchi di milioni di dollari col pensiero. Le boss delle grosse istituzioni, le leader politiche. E anche le  attiviste, le  scrittrici, quelle che non hanno paura di dire ciò che pensano e di fare ciò che dicono, in nome di un diritto o per raccontare un’epoca. Così come le  blogger e le  guru dei media, artigiane del Web che capillarizzano la Rete raggiungendo pubblici sterminati.

  • Lisa RandallLisa RandallFisica, cosmologa, insegna a Harvard e vuole capire le leggi che muovono l’Universo. Ce l’ha raccontato al Wired Next Fest (Wikimedia Commons)
  • Jane GoodallJane Goodall

La primatologa per eccellenza, pioniera negli studi sul comportamento degli scimpanzé. Ma anche attivista per la salvaguardia dell’ambiente (Corbis)

  • Hawa AbdiHawa Abdi

Una delle prime donne diventate ginecologo in Somalia, ha iniziato visitando gratuitamente le donne in una clinica di una stanza soltanto. Raccogliendo fondi è riuscita ad aprire un vero ospedale (Getty)

  • Ilaria CapuaIlaria Capua

Conosciuta in tutto il mondo per i suoi studi sull’influenza aviaria, è una strenua sostenitrice della scienza open source (Getty)

  • Athene DonaldAthene Donald

Ha studiato fisica, ma fa ricerca interessandosi a campi anche per niente convenzionali per un fisico, come l’Alzheimer. Ha un blog dove scrive delle  difficoltà delle donne che vogliono fare scienza (Getty)

  • Fabiola GianottiFabiola Gianotti

La donna del bosone di Higgs, che abbiamo seguito passo passo durante la ricerca della tanto ambita particella (Getty)

  • Molly StevensMolly Stevens

Una top scientist della ricerca sui materiali biomedici e la medicina rigenerativa. La prima donna a vincere, nel 2006, una prestigiosa Royal Pharmaceutical Society Conference Science Medal (Imperial College London)

  • Sara SeagerSara Seager

Mestiere: astronoma. Caratteristiche: cacciatrice di esopianeti. Missione: trovarne di abbastanza vicini da poter valutare se ci sono condizioni adatte alla vita (Len Rubenstein/Mit)

  • Susan WicklundSusan Wicklund

Medico abortista americano, ha dovuto sostenere forti scontri con gli antiabortisti fino a dover girare armata e con addosso un giubbotto antiproiettile per minacce di morte (New York Times)

  • Jocelyn Bell BurnellJocelyn Bell Burnell

Ha scoperto la prima pulsar. Il Nobel per questa scoperta fu assegnato solo ai suoi superiori, Antony Hewish e Martin Ryle, ma lei rimane la prima donna a dirigere il prestigioso Institute of Physics (Corbis)

  • Cynthia RosenzweigCynthia Rosenzweig

I suoi studi di valutazione avevano anticipato gli effetti devastanti dell’uragano Sandy, abbattutosi l’anno scorso su New York. Contribuisce alle strategie per contrastare le minacce dovute al cambiamento climatico (Nasa)

  • Molly ShoichetMolly Shoichet

Spazia dall’ingegneria dei materiali alla chimica passando per la biologia, lavorando con un approccio multidisciplinare al recupero dei tessuti dopo lesioni cerebrospinali (Getty)

  • Jo HandelsmanJo Handelsman

Ha dimostrato scientificamente che il pregiudizio di genere in ambito accademico esiste (via YouTube)

  • Rosie RedfieldRosie Redfield

La microbiologa che ha smentito una ricerca su Science dove affermavano che può esistere una vita costruita su mattoni diversi da quelli conosciuti. Fervida blogger e accanita sostenitrice dell’open science (via YouTube)

  • Juliana RotichJuliana Rotich

Una campionessa dell’informatica. Ha ideato Ushaidi, il software open source che aiuta le persone che vivono in zone di crisi e guerra. E blogga su Africa (e non solo) (Getty)

  • Elizabeth IornsElizabeth Iorns

Ha ideato la Reproducibility Initiative, un metodo innovativo per certificare se una ricerca è riproducibile oppure no. Una svolta per il metodo degli scienziati (elizabethiorns.com/)

  • Lisa JacksonLisa Jackson

Ingegnere chimico, attualmente a capo dell’EPA degli Stati Uniti. Da sempre impegnata con coraggio nella lotta per la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini (Getty)

  • Shafi GoldwasserShafi Goldwasser

Esperta di crittografia e intelligenza artificiale, premio Turing 2012 e vincitrice in passato di due premi  Gödel per l’informatica (Wikimedia Commons)

  • Martha Lane FoxMartha Lane Fox

Fondatrice di Lastminute.com, crede fermamente nella Rete come strumento sociale: “Non puoi essere davvero un cittadino della nostra società del futuro se non sei coinvolto online” (@Kmeron via Flick

  • Mitchell BakerMitchell Baker

La boss di Mozilla, icona dell’open source (Corbis)

  • Marissa MayerMarissa Mayer

Classe ’75, primo ingegnere donna ad essere assunto in Google, attuale numero uno di Yahoo! (che ha appena acquistato anche Tumblr). E sulla copertina del magazine di questo mese, che celebra i 20 anni di Wired (Getty

  • Amy HoodAmy Hood

Da poco nominata Chief Financial Officier di Microsoft, è una delle responsabili dell’acquisizione di Skype da parte dell’azienda. Una vera leader (via Microsoft)

  • Elizabeth J. FeinlerElizabeth J. Feinler

Mentre era ricercatrice informatica a Stanford è passata dai motori di ricerca della biblioteca a far crescere Arpanet. Google è arrivata solo molto dopo (Wired.com)

  • Radia PerlmanRadia Perlman

Per come mastica software design, ingegneria e sicurezza informatica la chiamano La mamma di Internet (ma a lei non piace). Ora è in Intel a sfornare un brevetto dopo l’altro (IntelFreePress @Flickr)

  • Yoani SanchezYoani Sanchez

Cubana. Attivista. BloggerIspirata. In lotta per la libertà (Getty)

  • Aung San Suu KyiAung San Suu Kyi

Nobel ’91 per la pace, si dedica da sempre con coraggio alla lotta non violenta per la difesa dei diritti umani in Birmania (Getty)

  • Valentina TereškovaValentina Tereškova

La prima donna ad andare nello Spazio. Idem, la prima a compiere un’Eva (la passeggiata spaziale che spetta anche al nostro Luca Parmitano). Sovietica, impegnata nella politica del suo Paese in nome della scienza e della cultura (Getty)

  • Eileen CollinsEileen Collins

La prima astronauta donna a pilotare, nel ’95, uno shuttle, e a diventarne poi comandante. Si è ritirata nel 2006, ma continua a essere una fonte di ispirazione per chi vuole seguire le sue orme (Getty)

  • Kira SalakKira Salak

Il New York Times l’ha definita “una Lara Croft in carne e ossa”. Scrive, fotografa… ma soprattutto viaggia in lungo e in largo nei posti più ignoti e inospitali del Pianeta. Da sola (Remi Bernali/kirasalak.com)

  • Sue HendricksonSue Hendrickson

A caccia di fossili da autodidatta, arecheologa marina, esploratrice. Lo scheletro di tirannosauro più completo del mondo (quello nella foto) lo ha trovato lei e, per riconoscenza, l’hanno soprannominato proprio Sue (The Field Museum)

  • Junko TabeiJunko Tabei

La prima donna che, nel 1975, ha raggiunto il tetto del mondo: la cima dell’Everest (Corbis)

  • Laura DekkerLaura Dekker

17 anni e un giro del mondo in solitaria su una barca a vela alle spalle (Getty)

  • Diana NyadDiana Nyad

Si è fatta a nuoto il tratto di mare Bahamas-Florida, e tuttora sta cercando di percorrere la distanza Cuba-Florida. Se non fosse per i morsi delle meduse, ce l’avrebbe probabilmente già fatta. Nonostante i suoi 63 anni di età (Getty)

  • Aleks KrotoskiAleks Krotoski

Una top-journalist quando si parla di tecnologia e interattività. Nel suo libro: “Untangling the Web: What the Internet is Doing to You” parla di come le informazioni si disseminano nel Web attraverso i social network

  • Gina TrapaniGina Trapani

La fondatrice di Lifehacker, uno di quei blog che non puoi più vivere senza (Canary Mason @Flickr)

  • Doris LessingDoris Lessing

 “Cantrice dell’esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”: questa la motivazione del suo Nobel per la letteratura, nel 2007(Getty)

  • Marjane SatrapiMarjane Satrapi

Con la sua graphic novel Persepolis ha raccontato la sua (dura) storia autobiografica di bambina e poi giovane donna in Iran (Getty)

  • Eve EnslerEve Ensler

I monologhi della vaginasono una sua creazione. Drammaturga, attivista, disinibita, coinvolgente. In prima linea per difendere le donne di tutto il mondo dalla violenza (Getty)

  • Jessica ValentiJessica Valenti

Ha dato voce al blog Feministing.com, consacrandosi come pioniera del femminismo contemporaneo: quello online (Wikimedia Commons)

  • Malalai JoyaMalalai Joya

C’è un video, su YouTube, del momento in cui è diventata la donna più coraggiosa d’Afghanistan (Getty)

  • Hessa Sultan Al-Jaber

Segretaria generale del Supreme council of information and communication technology del Qatar, ha avviato la svolta digitale del suo Paese, ora uno dei più connessi al mondo. Incoraggia e sostiene da sempre l’innovazione (Wikimedia Commons)

  • JK RowlingJK Rowling

La penna che ha dato vita a Harry Potter. Non è un Nobel per la letteratura, ma (a detta degli insegnanti di mezzo mondo) con la sua saga ha contribuito in modo eccezionale all’alfabetizzazione infantile (Getty)

  • Gro Harlem BrundtlandGro Harlem Brundtland

Medico, politico, prima donna Primo ministro in Norvegia e per cinque anni direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (La Presse)

  • Lubna HusseinLubna Hussein

Giornalista e attivista sudanese, è stata arrestata nel 2009 nel suo paese per aver indossato i pantaloni. “È la mia chance per fare qualcosa per difendere le donne del Sudan” fu la sua reazione (La Presse)

  • Shami ChakrabartiShami Chakrabarti

Direttrice, da ormai dieci anni, di Liberty, gruppo britannico che spinge avanti la conquista dei diritti civili (Getty)

  • Shirin EbadiShirin Ebadi

È stata la prima iraniana e la prima donna musulmana ad ottenere il premio Nobel per la pace (La Presse)

  • Aparajita GogoiAparajita Gogoi

Coordina in India White Ribbon Alliance, associazione per la tutela di mamme e bambini che vuole prevenire le morti per parto (via OutlookIndia)

  • Giuliana BrunoGiuliana Bruno

Media Guru di fama mondiale, è docente a Harvard dove si occupa di geografia emozionale, un filone di ricerca che trova nuove chiavi interpretative per le tendenze artistiche del mondo contemporaneo

  • Rebecca AllenRebecca Allen

Artista, di un’arte tutta nuova, che si ispira ai media e pesca dalla grafica 3D all’animazione, dai videogiochi ai video musicali passando attraverso interfacce multisensoriali e installazioni interattive (rebeccaallen.com)

  • Lady GagaLady Gaga

Amatela o odiatela, ma è un’innovazione vivente, a partire dal look. E poi ha un social network tutto suo (Getty)

50, ma in realtà sono molte, molte di più. 

Visionariestudiosegeniali,  a volte  geek: ognuna di loro, a modo suo, ha fatto cose grandi. E per chi è a caccia di ispirazione, ce n’è per tutti i gusti.

Attenzione però: il pericolo di contagio è elevatissimo e domani potreste svegliarvi anche voi con una nuova  missione da compiere.

fonte: http://www.wired.it/

* Canto alla luna piena

plenilunio

Diana un giorno disse a sua figlia Aradia:

“E’ vero che tu sei uno spirito,

ma tu sei nata per essere ancora

mortale, e tu devi andare

sulla Terra e fare da maestra

a donne e uomini che avranno

Volonta’ di imparare la tua scuola

che sara’ composta di stregonerie….”

Canto di Aradia:

Io sono la Volontà degli Dei

Io sono la Vita

Io sono la Signora del Plenilunio

Colei che ritorna

Per ricordare ai Figli del Cielo

L’Antica Arte

Io sono la Dea dell’Amore

Che stende un mantello di stelle sopra la notte

Io annuncio l’alba e saluto il tramonto

Io possiedo il segreto di ogni incantesimo

Io sono Colei che comanda la folgore

Io sono la rugiada che scende sui prati fioriti

La linfa che scorre nei boschi

Che anima i venti e le acque

Che sposa e feconda la terra

Che nasce nel fuoco e alimenta

La fiamma perenne che grida giustizia agli Dei

Io sono Colei che sconfigge la morte

E spezza le catene della paura

Io sono lo Spirito puro della Natura

Lo Spirito libero dell’Universo

Io sono la Gloria Immortale

Della Verità mai tradita

Io sono l’Amore

Io sono la Vita

Io sono la figlia della Luce Infinita.”

Aradia, dopo aver imparato alla perfezione l’arte della stregoneria, l’insegnò ai suoi discepoli dicendo loro:

“Quando io saro’ partita da questo mondo,

qualunque cosa avrete bisogno,

una volta al mese, quando la luna e’ piena,

Dovete venire in luogo deserto,

in una selva tutte insieme,

e adorate lo spirito potente della vostra regina

di mia madre Diana, e chi vorra’ imparare la stregoneria,

Che ancora non conosce

mia madre le insegnera’ tutte le cose sconosciute.

Sarete liberi dalla schiavitu’!

E cosi’ diverrete tutti liberi!

E come segno della vostra vera liberta’

uomini e donne nei vostri riti

sarete tutti nudi…”

Testi tratti da “Aradia, o il vangelo delle streghe” di C.G. Leland:

* Siamo tutte streghe

 

Non importa chi sono.

Non importa come mi chiamo.

Potete chiamarmi Strega.

Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.

Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.

E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!

Per cui sono Strega.

Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale… sono io!

Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e … folle ingegnere della mia vita.

Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.

Sono Strega perché spesso dò fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici.

Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.

[Monologo di B.Giorgi per Franca Rame]

* La quarta luna

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Solidificare, pietrificare, raccogliere tutta la forza in un batter d’occhio, e andare oltre…

Questa è la qualità dell’energia della Quarta Luna.

Il simbolo è lo sguardo pietrificante delle Gorgoni.

Le Gorgoni erano donne di straordinaria bellezza, trasformate dagli dei, a causa del loro orgoglio (!) in mostri con la capigliatura di serpenti. La loro voce ammaliava ogni mortale che ne udiva il canto. Ogni uomo che osava guardale negli occhi rimaneva pietrificato.

Con il loro sguardo le Gorgoni liberano di colpo la coscienza della vita e della morte, della schiavitù e della libertà. Il pietrificarsi è un irrigidirsi nel riconoscere. Il tempo si ferma, addirittura non esiste più.

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Sapere è potere, questa è la mia magia.

Come arrivo senza aiuto sulla vetta di una montagna di vetro, e soprattutto dove si trova?

Come svuoto il mare con un ditale?

Per sciogliere questi interrogativi il tempo deve fermarsi, perchè il mio tempo di creatura terrestre non basta per adempiere ai difficili compiti in questa vita.

Devo pietrificarmi, affidarmi alla potenza superiore della Strega/ Gorgone, della donna saggia, sperimentare un’altra realtà al di fuori dal mio tempo e dal mio spazio.

La “ Strega cattiva ” che ti pietrifica per darti la possibilità di riflettere su quello che sai, quello che sai fare. lasciando che il tempo si fermi.

Lo sguardo della pietrificazione: puoi andare oltre? Cosa porti con te? Ce la fai oppure morirai la morte dell’essere eternamente inconsapevole e vegetante?

Scarsità e prova. Orrore e bellezza. Irrigidimento. Queste sono le pietre miliari dell’iniziazione.

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L’animale che accompagna gli iniziati è il corvo,.

Portatore di disgrazia secondo la tradizione popolare come anche il tredici, la notte, la luna, il femminile. Gli antichi attributi della personalità magica!

Il suo simbolismo è duale, essendo collegato sia con la saggezza, la preveggenza e la lungimiranza, sia con la morte e la distruzione: le sue peculiarità lo fanno animale solare e notturno al tempo stesso.

Nelle fiabe invece il corvo ha una funzione importante: è lui a sapere! Trasmette messaggi di importanza vitale solo per chi può udire e comprendere.

I corvi siedono sul confine tra la vita e la morte, possono guardare in entrambe le direzioni e avrebbero potuto fare da mediatori, ma…chi capisce la lingua dei corvi?

Un ricercatore ha scoperto che i corvi non solo hanno un linguaggio differenziato, ma si prendono persino gioco degli esseri umani che li disprezzano. Corvi e cornacchie hanno una sorta di comunicazione telepatica, vivono in solitudine liberamente scelta, perchè girano volentieri da soli e vivono la comunità solo come una rete intorno a sé.

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La pianta che corrisponde alla Quarta Luna è il Cardo. Spinoso e respingente, pieno di forza e di sostanze guaritrici.

Scientificamente conosciuta con il termine greco dipsao (= aver sete), per la  forma concava delle foglie della pianta, che dopo le piogge contengono una discreta quantità d’acqua. La tradizione celtica descrive, infatti, elfi e gnomi che bevono utilizzando come tazze le foglie del cardo silvestre.

Nella mitologia cristiana simboleggia dolori, in quella cinese è simbolo di una vita sana e duratura, perchè anche se reciso ed essicato mantiene la sua forma. Il segreto della vita nella forma fissa, irrigidita, pietrificata, nell’estasi, nell’arrestarsi e nel superamento di tempo e spazio.

Dalla tendenza del Cardo a crescere in luoghi impervi deriva il significato nel linguaggio dei fiori: isolamento e solitudine.

Per chi è nato in questo periodo il tema di vita è pietrificazione e solidificazione, ma anche la forza guaritrice e vitale nell’aspetto essenziale.


Fonti:
www.giardinaggio.it/Linguaggiodeifiori

Luisa Francia “ le tredici lune”

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* La seconda luna

LA SECONDA LUNA, LA DAMA BIANCA

All’oscurità della Prima Luna segue, nella Seconda Luna, la luce della Dama Bianca.

La Dama Bianca, la Saliga, come viene chiamata nelle Alpi, è una mediatrice tra esseri umani e spiriti.

Il suo nome,Saliga, deriva da salix, salice, quindi è la Donna Salice, la sapiente della trasformazione legata al salice.

Per il suo legame con la Luna e con il mondo sotterraneo e notturno – mondo di magia – il salice venne dal Medioevo ritenuto albero delle “streghe”, albero di malefici, benché con la sua linfa le guaritrici ottenessero pozioni e unguenti per risanare malanni dovuti all’umidità

Alla Grande Dea il salice è sacro, scrive Robert Graves, perché è albero d’acqua, sorge lungo i torrenti lungo fiumi e stagni. E’ albero di umidità come umida è la notte che la Luna irrora di rugiada, umido è l’utero che dispensa la vita.

Dai complessi significati di vita e di morte, il salice serviva per costruire i cestelli che anticamente venivano usati per vagliare i cereali. Ceste di vimini contenevano i sacrifici che gli antichi sacerdoti celtici offrivano nelle notti di luna agli dei.

Il nome greco del salice – helike – diede il nome in Tessaglia al monte Elicona, dimora delle Muse. Oltre alla vita e alla morte, il salice fu albero connesso con l’eloquenza mistica : ne ebbe il dono il poeta Orfeo toccando i salici del bosco sacro alla Dea della morte.

Albero sacro all’ispirazione, ai poeti, il salice è il quinto albero dell’alfabeto arboreo, e il numero cinque è sacro alla Grande Dea nel suo aspetto lunare.

La Dama Bianca aiuta le persone e chi la incontra viene colpito da un infinito desiderio di lei. Può assumere sembianze umane quando le piace vivere tra la gente.

Molto spesso si narra delle tre Damine Bianche. L’antica triplice figura della dea lunare ( crescente, piena e calante) è stata tramandata fino ai tempi odierni.

La incontriamo come voce ammonitrice che evita una disgrazia, come angelo custode.

La Dama Bianca è tramandata non solo nelle leggende e nei miti europei, ma anche in quelli africani. Henri Lhote , un famoso studioso di storia antica del Sahara le ha dato il nome di dama bianca di Aouanrhet.

La tradizione delle Dame Bianche ha generato molte leggende delle mitologie nordiche.

Le Dame Bianche appaiono anche nelle sembianze di tre Vergini Bianche, spiriti protettori o dee tribali.

Spesso le Dame Bianche appaiono cantando, accompagnate da un cane o da un cervo e portano un mazzo di chiavi. Aiutano soprattutto donne e bambini che si trovano in difficoltà

Si presentano come protettrici degli animali selvatici e talvolta puniscono cacciatori, bracconieri o sacrileghi della natura.

Lucia, la dea della luce, è una manifestazione della Dama Bianca.

Con il tempo la luminosa, splendente Lucia (lux significa infatti luce) è degenerata in Lucifero. La chiesa ha demonizzato il tempo antico. La luce delle antiche religioni naturali è il diavolo per i cristiani.

Al solstizio d’inverno la luce viene invocata per tenerla in vita nel periodo più buio.

Alla Dama/Dea Bianca si chiede protezione, guarigione, saggezza ( illuminazione)

Nell’usanza del Natale svedese una donna che simboleggia Lucia va nelle case con una ghirlanda luminosa sulla testa. Anche il Natale è una residuo dell’antica Festa della Luce.

Al solstizio d’inverno si costruisce un grande falò con legno di quercia ( apre il passaggio con l’altro mondo) e di faggio ( favorisce il riconoscimento e la comprensione dei segni). Nel fuoco va bruciato un ciuffo di salvia.

La salvia, erba medicinale dal forte profumo di oli eterici, è strettamente legata alla Dama Bianca. Con questa erba si può invocarla in uno dei suoi posti preferiti.

L’animale totemico di questa luna è la cerva, che simboleggia l’aspetto materno della femminilità. In molte fiabe donne e ragazze vengono trasformate in cerve e salvate così dalla persecuzione.

Nei miti orientali per esempio in Mongolia, la cerva, la Hindin, rappresenta il lato femminile, terrestre dell’unione tra cielo e terra.

Nella mitologia greca la cerva è sacra ad Artemide e tira il suo carro.

Artemide, nota ai romani come Diana, era la dea della Luna e della caccia.

Come Dea della Luna veniva rappresentata nell’atto di portare la luce, con in mano una torcia o con il capo circondato dalla Luna e dalle stelle. Percorreva le montagne accompagnata dalle sue ninfe e puniva chiunque la importunasse.

La pianta di questa luna è la salvia, il tema è luce e guarigione.

Se sei nata nel periodo della Seconda Luna dopo il Capodanno delle Streghe, hai uno stretto legame con le piante medicinali e con le energie guaritrici.

La tua madrina è dunque la Dama Bianca.

Fonti:

http://www.amyrill.it/

Luisa Francia “ Le tredici lune”