*La buona notizia del venerdì: Mille pecore per aiutare i pastori del Centro Italia.

I pastori sardi donano mille pecore a quelli di Cascia che hanno perso le greggi

Mille pecore per aiutare i pastori del Centro Italia a rimettersi in piedi dopo il terremoto, che ha causato tra il resto anche la morte di molti animali.

Il dono arriva dai colleghi sardi in nome di un’antica tradizione isolana di solidarietà chiamata “Sa paradura”, in base alla quale i pastori regalano uno o più capi a chi ha perso i suoi a causa di roghi o calamità naturali.

Sabato 1 aprile le prime 780 pecore sono arrivate nella città umbra di Cascia e nei prossimi giorni arriveranno le altre. All’iniziativa hanno aderito oltre 600 pastori di circa 150 Comuni della Sardegna. Gli animali sono stati caricati su due autotreni imbarcati su una nave a Olbia assieme a 500 quintali di foraggio.

Domenica pomeriggio alle 16, in piazza Leone XIII, ci sarà la cerimonia di consegna al comitato “Pastori di Cascia e frazioni” costituito da 38 allevatori umbri. “E’ un gesto carico di significati e soprattutto un atto di vera solidarietà”, ha detto all’Ansa il vicesindaco di Cascia Mario De Carolis, ricordando che “nella prima fase post sisma, la nostra città è stata assistita dai volontari della Protezione civile della Sardegna: quindi, con questo ennesimo atto di generosità, il legame tra la nostra terra e l’isola si rafforza ulteriormente”.

Un’iniziativa simile era stata realizzata anche nel 2009 in occasione del sisma dell’Abruzzo. Il progetto stavolta è nato da un’idea di Gigi Sanna, pastore e leader del gruppo musicale Istentales, ed è stato sposato da Coldiretti Sardegna. Sanna dopo la consegna terrà un concerto insieme a Tullio de Piscopo e Roberto Vecchioni.

La consegna del gregge, che conta anche numerosi agnellini, è avvenuta in un clima di festa con uno scambio di prodotti tipici della tradizione sarda e umbra, rallegrato da musiche folcloristiche e che ha coinvolto centinaia di agricoltori e allevatori, oltre ai rappresentanti delle Istituzioni. 

L’area del cratere, sottolinea la Coldiretti, è a prevalente indirizzo agricolo con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinchè la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo. 

Sono 25mila le aziende agricole e le stalle nei 131 comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo con 292mila ettari di terreni agricoli coltivati soprattutto a seminativi e prati e pascoli da imprese per la quasi totalità a gestione familiare (96,5%), secondo le elaborazioni Coldiretti sull’ultimo censimento Istat.

Significativa la presenza di allevamenti con quasi 65 mila bovini, 40 mila pecore e oltre 11 mila maiali che sviluppano un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo.

Il crollo di stalle, fienili, caseifici e la strage di animali hanno limitato l’attività produttiva nelle campagne, con lo stress da scosse e freddo che ha tagliato del 30% la produzione di latte mentre lo spopolamento ha ridotto le opportunità di mercato. 

Il dono del maxigregge è stato realizzato grazie ad una operazione logistica organizzativa senza precedenti coordinata dalla Coldiretti con l’arrivo di pecore da tutta la Sardegna, dalla Barbagia alla Gallura, dall’Ogliastra al Campidano, dalla Nurra al Sarrabus. 

Un gesto di solidarietà che acquisisce ancora maggiore valore se si considera che tantissimi pastori si sono privati di parte del proprio gregge nonostante la drammatica situazione di crisi che sta vivendo l’allevamento in Sardegna dove si trova il 40% delle pecore italiane.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/01/terremoto-i-pastori-sardi-donano-mille-pecore-a-quelli-di-cascia-che-hanno-perso-le-greggi/3491953/

https://www.ascolinews.it/2017/04/02/terremoto-pastori-sardi-donano-mille-pecore-ai-colleghi-di-cascia/

* La buona notizia del venerdì: 238 Euro inviati ai terremotati italiani da un villaggio del Congo

Un gesto di solidarietà che abbatte ogni distanza e non solo quella geografica.

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Dal cuore dell’Africa, in dei villaggi dove nove abitanti su dieci vivono alla giornata, arriva un bonifico per i terremotati del centro Italia.

238 euro raccolti a Kingoué, un distretto di trenta villaggi e quindicimila abitanti nella Repubblica del Congo che vivono immersi nella foresta pluviale senza luce e acqua corrente.

Una cifra raccolta a fatica da chi vive senza uno stipendio fisso coltivando la terra e allevando il bestiame.

Eppure, anche gli abitanti dell’Africa, hanno voluto dare il loro contributo alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto.

A far conoscere la triste realtà italiana era stato don Ghislain, un sacerdote congolese che aveva mostrato ai fedeli le immagini di Amatrice, Accumuli, Arquata e delle zone vicine.

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Con gli occhi pieni di quegli scatti di devastazione e distruzione, il sindaco e il capo del villaggio decidono di avviare una raccolta fondi sostenuti dall’associazione ‘Amici del Congo’ di don Ghislain.

Un’impresa ardua che sa tanto di azione disperata. C’è chi non può permettersi di donare nemmeno dieci centesimi. Si decide così di coinvolgere tutti i villaggi vicini e all’inizio di dicembre si raggiunge la cifra di 156.400 franchi congolesi, ovvero 238 euro.

Ogni domenica, subito dopo la messa, gli abitanti hanno donato ciò che potevano, da 10 centesimi a 15 euro da inviare per solidarietà ai terremotati.

Dopo le due scosse che hanno messo in ginocchio anche l’Umbria la raccolta si è intensificata e a metà dicembre è arrivato il bonifico della donazione.

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Denaro che viene consegnato a una volontaria del gruppo MultiSolidarietà impegnato da anni in aiuti umanitari.

“Mi hanno chiamato dicendo: visto che voi fate tanto qui, vogliamo anche noi aiutarvi in questa situazione difficile per voi”, spiega la ventisettenne Jenny Peppucci.

In una lettera indirizzata al presidente della Regione Umbria, Daniel Mouangoueya, sindaco del distretto scrive:

“Ci siamo sentiti coinvolti nel lutto che tocca il vostro Paese e l’Umbria. Ogni giorno tanti italiani e umbri realizzano numerose attività socio-umanitarie per gli abitanti della zona. Quindi abbiamo deciso di organizzare una raccolta minima di denaro per manifestare la nostra solidarietà”.

Un gesto che dovrebbe farci riflettere.

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/22485-colletta-villaggio-congo

 

Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.” ( proverbio africano)

* La buona notizia del venerdì: Arriva il “giocattolo sospeso”

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Natale solidale a Napoli: arriva il “giocattolo sospeso”

 

Nella lista dei regali da fare questo Natale aggiungine uno in più ma “anonimo”:  l’iniziativa solidale promossa dal Comune di Napoli permette di lasciare un dono già pagato per un bambino bisognoso

Dopo il celebre “caffè sospeso” (usanza partenopea di pagare un caffè a un futuro avventore bisognoso del bar) per Natale a Napoli arriva anche il “giocattolo sospeso”. Il principio è lo stesso: compra un giocattolo e lasciane pagato uno per un bambino bisognoso.

L’iniziativa solidale di Natale è stata promossa dagli assessorati ai Giovani e alle pari opportunità del Comune di Napoli. Il progetto permette a tutti i bambini, anche quelli meno fortunati, di ricevere un dono da Babbo Natale.

Chiunque voglia lasciare un giocattolo sospeso può recarsi nei negozi che hanno aderito all’iniziativa. All’atto della donazione verrà rilasciato uno scontrino gift e il donatore verrà aggiunto al registro dei “benefattori”. Il ritiro del giocattolo è ancora più semplice: basta esibire al negoziante un documento d’identità valido. 

Padrini dell’iniziativa sono i due attori Adriano Pantaleo e Francesco Di Leva.
Per maggiori informazioni basta consultare il sito del Comune di Napoli

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I negozi che hanno aderito all’iniziativa sono i seguenti:
Junior Giocattoli, via Pisciscelli 25
Casa mia, via Cilea 115
Natullo toys , via Nazionale 52
Natullo toys, Corso Garibaldi 301
Natullo toys, via A. Ranieri 51
Leonetti, via Toledo 350
Leonetti, via Crispi 82
La Girandola giocattoli, via Toledo 400
La Girandola giocattoli, via E.Nicolardi 158-162
Gerardi e Fortura, viale Kennedy 119
Baby bendrew, via Kerbaker 100/102
L’Etoile, via Stella 140
Arcobaleno toys, Viale Colli Aminei 72
Arcobalocchi. Via Pasquale del Torto 45

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Anche Marcianise aderisce all’iniziativa “Giocattolo Sospesoe cioè una sorta di regalo “in più” pagato da chi può permetterselo e destinato ai bambini meno fortunati che, altrimenti, rischierebbero di passare le feste senza alcun dono sotto l’albero.

È l’idea promossa dall’Assessorato alla Integrazione Socio-Sanitaria del Comune di Marcianise, retto da Antonietta Paolella, per permettere a tutti i bambini di vivere la magia del Natale. Chiunque lo voglia può, come si fa tradizionalmente con il tradizionale rito partenopeo del “caffè sospeso”, acquistare un gioco da lasciare nei negozi che aderiscono all’iniziativa e permettere a chi ne ha bisogno di ritirarlo.

L’idea è nobile e semplice, tant’è vero che prende le mosse da una tradizione che, a Napoli, ha radici molto antiche: quella del caffè sospeso, in cui, in un bar, un cliente lascia un caffè pagato ad un avventore che non può permetterselo. Partendo da questo concetto, il Comune di Marcianise ha adottato la stessa  iniziativa promossa dal Comune di Napoli. Si entra in un negozio aderente all’iniziativa, si acquista un giocattolo e lo si dona ad un bambino meno fortunato, così che anche lui possa godersi l’atmosfera e la gioia del Natale. L’iniziativa di solidarietà terminerà il 5 gennaio 2017. Nei prossimi giorni sarà resa nota la lista dei negozi che aderiscono all’iniziativa.

http://d.repubblica.it/attualita/2016/12/15/news/giocattolo_sospeso_napoli_bambini_bisognosi_natale-3350669/?ref=fbpr&ch_id=sfbk&src_id=0001&g_id=1&atier_id=00&ktgt=sfbk0001100

http://www.marcianise.info/2016/12/anche-a-marcianise-lanciata-liniziativa-di-solidarieta-giocattolo-sospeso/

* La buona notizia del venerdì: In Iran i muri della gentilezza

In Iran i “muri della gentilezza” per donare gli abiti usati ai poveri

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L’iniziativa nata a Mashhad e ora diffusa in tutto il Paese: muri colorati su cui tutti possono lasciare cappotti, maglioni, pantaloni e camicie che non si utilizzano più, per donarli a chi ne ha più bisogno.

Solo qualche mese fa vi abbiamo raccontato le bellissime iniziative portate avanti in Spagna Brasile per aiutare i poveri: frigoriferi solidali in cui tutti possono lasciare il cibo ancora buono in eccedenza che poi, chi ne ha più bisogno, può portare via.

E non solo: aumentano ogni giorno di più, anche in Italia, i ristoranti, le pizzerie e i bar in cui i poveri possono portare via il pane e le focacce invendute o i pasti in eccedenza.

Iniziative importanti che non solo aiutano chi è in difficoltà ma permettono anche di non buttare via il cibo ancora buono: purtroppo ancora oggi sono tantissime le quantità di cibo che ogni giorno vengono gettate via per motivi diversi, perché in scadenza o perché si tratta di frutta e verdura esteticamente “brutta”, perfettamente commestibile ma difficile da vendere.

Oggi invece ci spostiamo in Iran, precisamente a Mashhad, per parlarvi di un progetto simile, ideato dai cittadini per aiutare i senzatetto: i “muri della gentilezza” ossia muri colorati in diverse strade della città in cui qualcuno vi ha appeso degli attaccapanni su cui tutti possono lasciare cappotti, maglioni, pantaloni e camicie che non si utilizzano più.

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Se non ne hai bisogno, lascialo. Se ti serve, prendilo”: questo il motto alla base dell’iniziativa che, da Mashhad, si sta diffondendo in tante altre città del Paese, grazie anche al passaparola sui social.

Come rilevano i dati ufficiali, in Iran vi sono ben 15mila senzatetto anche se le organizzazioni umanitarie sostengono che questa cifra riguarda solo la Capitale e il numero di persone in difficoltà è purtroppo molto più alto. E non solo: anche in Iran iniziano a diffondersi ogni giorno di più i frigoriferi solidali.

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Iniziative importanti che testimoniano sempre più l’importanza della condivisione, la necessità di aiutarsi reciprocamente e riscoprire il valore della comunità e dello stare insieme.

(Fonte immagini: Twitter – Instagram)

http://www.nonsprecare.it/muri-gentilezza-iran-abiti-usati-aiutare-poveri