* Il primo Crop Circle del 2017


Il primo Crop Circle del 2017 ha fatto la sua comparsa a Cherhill White Horse, Wiltshire ( UK)

Finalmente è incominciata la stagione dei cerchi di grano nella terra magica del Wiltshire.

Questo Circle Crop è stato scoperto il 16 aprile scorso a poche centinaia di metri dal cavallino bianco e dal momumento di Landsdowne che sarebbe l’obelisco in cima alla collina.

Il pittogramma è stato disegnato all’interno di un campo di colza e misura circa 80 metri.

Le immagini sono state presentata dagli amici del sito web Cropcircleconnector.com.

Un evento cosmico imminente?

Forse è un riferimento a quello relativo al 21 agosto 2017 quando la Terra, la Luna, il Sole e Venere si troveranno allineati.

Forse il tutto coincide con un eclisse solare nelle stesso giorno?

Ma ciò che incuriosisce di più è che lo stesso simbolo può essere trovato sulla Pietra di Cochno che si trova a West Dunbartonshire in Scozia, che secondo i ricercatori rappresenta una antica mappa cosmica.

Questo simbolo del Crop Circle non è il primo che corrisponde alla Pietra Cochno.

In passato altri simboli con una interpretazione astronomica sono stati trovati nei cerchi di grano e sono simili ai simboli antichi sulla Pietra di Cochno.

Una serie di misteriose incisioni rupestri vecchie di 5000 anni, potrebbe rivedere la luce del giorno, dopo essere state sepolte 50 anni fa per proteggerle dai vandali.

La pietra di Cochno nel West Dunbartonshire riporta quello che è considerato il più bell’esempio dell’Età del Bronzo di scultura a coppelle e anelli in Europa.

La pietra, che misura 14×8 metri, è stata scoperta dal Rev. James Harvey nel 1887 su terreni vicino a quello che oggi è il complesso residenziale Faifley sul confine di Clydebank.

È coperto da circa 90 rientranze scavate, o coppelle, e spirali scanalati, insieme ad una croce anellata e un paio di piedi con quattro dita.

A causa della serie di marcature su di essa, la Pietra di Cochno è stata riconosciuta di importanza nazionale e considerata come un monumento.

Nel 1964, gli archeologi dell’Università di Glasgow hanno accomandato che fosse sepolta sotto diversi metri di terreno per proteggere le sculture da ulteriori danni di vandali. La pietra è stata coperta da allora.

A cavallo del giardino di una proprietà privata e del parco di proprietà del Comune, è ora coperta da vegetazione e circondata da alberi.

Nel suo libro L’arte rupestre preistorica del sud della Scozia, l’archeologo Ronald Morris, un esperto di antiche incisioni rupestri, ha descritto la pietra come “una delle più raffinate collezioni di pietroglifi della Scozia”.

Il ricercatore e storico Alexander McCallum, che ha fatto pressioni perché la pietra fosse coperta, ha detto che ci sono molteplici interpretazioni per le incisioni: “Alcune persone pensano che La Pietra di Cochno è una mappa che mostra gli altri insediamenti nella Valle del Clyde – che è una delle teorie. Penso che sia stata probabilmente usata per un sacco di cose; non è mai stata utilizzata solo per una cosa e per centinaia di anni ne è cambiato l’uso.

“Per quanto riguarda il simbolismo, alcuni credono che si tratti di un portale, di vita e morte, di rinascita, di un grembo materno e di una tomba – queste persone credevano nella reincarnazione”.

McCallum crede anche possibile che la pietra fosse usata nelle cerimonie sacrificali, con latte o acqua versata nelle scanalature e canali come offerte, o che le marcature siano mappe astronomiche, che mostravano le costellazioni agli agricoltori preistorici, indicando periodi propizi alla semina e al raccolto.

Sculture simili sono state trovate in tutto il mondo, tra cui in Hawaii, India, Africa e Italia, mentre in Scozia tendevano a essere trovati lungo la costa occidentale vicino al mare o lungo i fiumi, spesso in prossimità di miniere di rame.

I cambiamenti nelle opzioni a disposizione degli organismi che gestiscono la conservazione del patrimonio dei siti antichi e un cambiamento nell’atteggiamento verso il modo in cui dovrebbero essere trattati, hanno portato alla possibilità che la Pietra di Cochno Pietra sia di nuovo scoperta.

La pietra è stata descritta dal cineasta scozzese May Miles Thomas in The Devil’ Plantation, acclamato dalla critica, un percorso su come i monumenti antichi collegano la moderna Glasgow al suo passato preistorico. Il film è basato sul libro del 1980  “Geometria nascosta”, dell’archeologo Harry Bell.

 

Fonti:

http://www.segnidalcielo.it/il-primo-crop-circle-del-2017-ha-fatto-la-sua-comparsa-a-cherhill-white-horse-wiltshire-uk/

http://tycho1x4x9.blogspot.it/2014/07/la-pietra-di-cochno-rivede-la-luce-dopo.html

* Luna piena di Aprile: Scegli di amare e farti amare


Tenere le cronache celesti in questi giorni di Aprile 2017 sta diventando estremamente impegnativo per il susseguirsi di aspetti particolarmente forti, potenti, stimolanti.

Il Plenilunio del mese è un altro step importante verso il raggiungimento di uno stato di coscienza sempre più centrato sul Sé e raccoglie tutte le correnti aperte in precedenza da Venere retrograda congiunta a Chirone (il Ritorno dell’Amore Perduto – qui il LINK) e da Saturno retrogrado (la Guarigione della Vittima – qui il LINK).

Durante il Plenilunio diventiamo estremamente sensibili alle tematiche sopra indicate e ogni strato di percezione, ogni stato emozionale, ogni livello dell’essere prende vita contemporaneamente.

Diventiamo una fonte di luce iper-stimolata, iper-attivata. Veniamo shakerati affinché i sedimenti vengano a galla, dividendosi tra loro per permettere la nascita di una chiarezza mai raggiunta finora.

Tutto questo avrà delle ripercussioni fondamentali nella relazione sentimentale che stiamo vivendo, visto che la Luna è congiunta a Giove retrogrado in Bilancia (segno simbolo della vita di coppia) ed il Sole è congiunto a Urano in Ariete (segno simbolo dell’individualità).

L’aspetto principale su cui lavorare nel 2017 diventa inevitabile e, che lo vogliamo o meno, veniamo presi e messi a sedere uno di fronte all’altro per un confronto definitivo. Siamo pronti ad accogliere l’altro incondizionatamente, così come stiamo facendo con noi stessi? Oppure veniamo seduti davanti allo specchio per comprendere le nostre difficoltà ad attrarre una relazione nella nostra vita.

Il risveglio dell’amore incondizionato sollecitato dalla congiunzione di Venere e Chirone a 27/26° dei Pesci è supportato da Marte in Toro (22°), che ci permette forse per la prima volta nella vita di vedere realizzato un pezzo di paradiso dentro il Cuore.

E’ l’apertura del Quarto Chakra, il Portale del Profondo, lì dove noi esistiamo oltre il Tempo.

Questo tipo di vibrazione ci dona la forza di affrontare  i pesi del passato (quadratura Venere-Chirone con Saturno retrogrado a 27° in Sagittario ).

Abbiamo finalmente abbastanza spazio dentro di noi per contenere la vista delle emozioni inconsce, ciò che finora non siamo riusciti ad affrontare. Questa bolla dell’animo è ciò che ha creato tutte le situazioni invalidanti perché non siamo mai riusciti a starci davanti, abbiamo voluto dimenticarcene.

Tuttavia nel corso di questi ultimi mesi abbiamo sviluppato una quantità tale di amore da voler andare a portare luce in queste bolle di dolore contenute nel corpo, così da sciogliere gli addensamenti.  

Possiamo lasciar andare. Possiamo dimenticare gli abbandoni, non risuonare più con essi. Possiamo comprendere che il cuore si è spezzato perché era necessario creare uno spazio più grande per aumentare la consapevolezza.

Così guarisce la vittima, come illustrato nel post su Saturno retrogrado.

Tutti gli aspetti fondamentali di questi ultimi giorni (rari, devo dire, come la retrogradazione di Venere in Pesci!) sono perle di saggezza, codici di informazioni che attivano i cristalli interiori, quei chip di memoria che attendevano la giusta vibrazione per essere messi in funzione, in modo che al momento giusto potessimo ricordare e guarire, e risvegliarci.

Questo è il momento.

Luna e Sole, i due Luminari, indicano la Via del superamento della dualità. O meglio, del senso estraniante della dualità, e ci accompagnano nel prendere atto della differenziazione quale valore aggiunto. L’altro può arricchire anziché sfidare. L’altro crea una sfida perché è un maestro che mette in luce i punti fragili che stanno chiedendo di essere guariti. Noi lo abbiamo attratto nella nostra esistenza con questo scopo preciso.

Possiamo fare un respiro e togliere dalle sue spalle ogni tipo di aspettativa. Riusciamo a farlo? Riusciamo a prenderci questa assoluta responsabilità?

E’ un atto liberatorio. Ci protegge da qualunque tipo di vampirismo perché non diamo più il potere a nessuno di decidere della nostra felicità.

Saturno è la colonna vertebrale, ciò che ci centra e ci radica. Nel suo movimento retrogrado si ferma per portare il movimento a fissità nel profondo. Supporta la Luna ed il Sole nel loro mostrare la via ed aiuta a prenderci il tempo per stare dentro questo processo. 

Luna Piena in Bilancia congiunta a Giove retrogrado rappresenta la fine del senso di separazione che attanagliava i nuclei familiari.

Sole congiunto ad Urano in Ariete è l’IO SONO, il momento in cui l’individuo sa chi è e non teme più il confronto e l’apertura. Possiamo decidere di donarci, di prendere e di dare in egual misura, senza dover dimostrare più nulla.

Cosa cambia per chi non è in relazione da tanto tempo?

Vengono al pettine i nodi che ci hanno tenuto lontano dal metterci in relazione: quale paura, quale irretimento ci ha mantenuto soli, distaccati, chiusi? Quale peso avevamo sul cuore che non ci ha permesso di voler rischiare? Quale antica storia ci ha tenuti ancorati in un’attesa infinita? La fedeltà a quale storia di solitudine familiare stiamo ancora mantenendo? Possiamo sciogliere le lacrime, accogliendo la scintilla dell’amore di Venere-Chirone, portarla nella realtà grazie a Marte in Toro, superando ogni paura? Siamo pronti a ricevere amore e a farci amare?

Chi vuole può dire sì e quel sì inizia a lavorare sulla matrice della realtà.

La Vita è ciò che ne facciamo di essa, sempre.

Una volta messo in chiaro il nodo, con molta onestà e coraggio, abbiamo già percorso metà del cammino fino in fondo al tunnel.

E’ molto più semplice di quanto si possa credere.

Stefania Gyan Salila

http://ashtalan.blogspot.it/2017/04/plenilunio-in-bilancia-linvito-ad-amare.html

* La Luna Piena in Vergine di Marzo : seminiamo i fiori dei nostri sogni.


Siamo arrivati all’ultimo ciclo Lunare che si compie ora nella sua massima espansione con il Plenilunio in 
Vergine, iniziato con la Luna Nuova in Pesci  del 26 febbraio 2017.

Ultimo ciclo che conclude l’inverno e precede l’inizio della primavera, chiudendo il percorso annuale – l’inizio dell’anno Astrologico, viene simbolicamente fatto iniziare con l’Equinozio di Primavera e il segno dell’Ariete del 21 marzo, di cui avremo modo di riparlare.

Nel Plenilunio, Luna e Sole si trovano uno di fronte all’altra; la Luna illuminata dai raggi del Sole è visibile e noi possiamo riconoscere l’altra metà di noi stessi, quella parte più lontana dalla coscienza e dalla razionalità.

In questo Plenilunio viene coinvolto l’asse Vergine – Pescila ritualità della natura e del nostro appartenere ad essa, rispettandone le leggi che sono le stesse, che se vi prestiamo ascolto, regolano anche il nostro corpo fisico.

L’attenzione al corpo e ai suoi messaggi è una delle chiavi evolutive di questo Plenilunio, in cui avvertiamo tanta stanchezza fisica affiorare, di cui una delle cause primarie è il rilascio emozionale che sta avvenendo a livello globale, e la tensione del tempo che è sempre più accelerato, così che il nostro corpo fisico ci impiega tanto a riprendersi da tutte le scosse emozionali e i passaggi evolutivi e di rilascio che sta compiendo.

E’ venuto il momento di prenderci cura di esso, della nostra prima imbarcazione che possediamo, grazie alla quale possiamo fare il viaggio fisico in questa vita.

La Luna Nuova in Pesci in Casa VIII del 26 febbraio 2017,  ci ha condotto fino al Plenilunio in Vergine in Casa II. Entriamo e concludiamo il viaggio iniziato allora (Asse Casa II – Casa VIII), nella caverna e calderone alchemico, dove purificare ogni nostra antica pulsione e reazione legata alle emozioni – antiche ferite legate al nostro passato e schemi di comportamento atti a difenderci da essi

La Luna Nuova in Pesci in Casa VIII del 26 febbraio 2017,  ci ha condotto fino al Plenilunio in Vergine in Casa II. Entriamo e concludiamo il viaggio iniziato allora (Asse Casa II – Casa VIII), nella caverna e calderone alchemico, dove purificare ogni nostra antica pulsione e reazione legata alle emozioni – antiche ferite legate al nostro passato e schemi di comportamento atti a difenderci; schemi di difesa non più adeguati al nostro presente, bisognerà lasciare andare qualcosa, o trasformare e riuscire a mutare alcune nostre “fissazioni”.

Siamo dentro un imbuto con l’imboccatura sempre più piccola e stretta, alcune cose passeranno, altre forse ci metteranno più tempo, nel frattempo saremo soggetti a una grandissima revisione.

La Luna Piena in Vergine, si troverà in opposizione di Sole, Chirone, Mercurio in Pesci, nella Casa VIII, ancora una volta dunque, il difficile passaggio attraverso l’ombra e la complessità di questa Casa d’Acqua, che ci richiede un rapporto e una presa di coscienza lucida delle nostre intenzioni profonde, spesso inconsapevoli e celate anche a noi stessi, con le paure e le emozioni che ci è più difficile gestire e soprattutto riconoscere,  come quelle della paura dell’abbandono e della reazione nel controllo, quelle ci agiscono da dentro come re – azioni e compulsioni.

Il corpo è quello che più si prenderà carico di mostrarci incongruenze interiori che non sappiamo riconoscere e ci può dare messaggi pratici, attraverso sintomi di salute o stati di benessere, ed è quello a cui possiamo fare affidamento. Sarà il “colino” attraverso cui filtrare emozioni e ristagni energetici trattenuti o bloccati.

Ora è il momento di posare i piedi per bene alla terra su cui camminiamo, riorganizzare il più prezioso veicolo di cui disponiamo: il corpo fisico, di cui l’energia Vergine, elemento Terra, legata alla ritualità e alla conoscenza di questo mistero, possiede la maestria, deve solo ricordare di riattivarla.

In che modo però farlo? Intanto, iniziamo a sentire quando vogliamo risposare. Sostare.

 

Nel nostro Tema Natale, vi è un settore in cui passa il segno della Vergine, opposto all’Asse di fronte a lui, in cui c’è il segno dei Pesci; ora molti pianeti si trovano lì in questa Lunazione, ed è lì che ci viene richiesta l’attenzione speciale, dove poter effettuare una selezione, tema caro alla Vergine, e una riorganizzazione, di ciò che ci lega e imprigiona e ciò che invece va rilasciato e portato verso la libertà e l’assenza di limite, del simbolo Pesci.


Tutto ciò che siamo e tutto nell’universo e sulla Terra, proviene dalla polvere di stelle e galleggia continuamente dentro di noi anche oggi. Ci si collega direttamente all’universo, ricostruendo i nostri corpi più e più volte nel corso della nostra vita”, ci racconta Karel Shrijver, astrofisico, che si è occupato di ricercare cosa accomuna le due materie, l’uomo e le stelle…. e si è addentrato in un tema di cui, fin dagli albori del tempo, l’uomo ha tentato di dare risposte: l’anima e la natura dell’universo.

L’infinito è il finito di cui siamo fatti.

 La nostra immaginazione è infinita, e noi stessi siamo immersi in una galassia piccolissima, che fa parte dell’illimitatezza dell’universo, le nostre potenzialità e possibilità sono altrettanto sconfinate, ma noi non ce ne rendiamo conto, siamo imbrigliati in una griglia spazio – temporale attraverso cui muoverci e orientare ciclicamente il movimento: il giorno e la notte, le maree, le stagioni, i cicli lunari, i due Solstizi ed Equinozi dividono in porzioni il nostro tempo e sono solo alcune delle nostre occasioni per trovare dei puntelli d’orientamento, in mezzo ad uno spazio altrimenti senza alcun confine né punto di riferimento. 

Noi dunque abbiamo bisogno di darci delle regole e di imparare ad autoregolarci in modo sano, (sano, come salute psico-fisica tema caro alla Vergine) per poter poi andare oltre le regole. Le regole e il ritmo del tempo, sono la nostra base sicura a cui aggrapparci per trovare costruttività nella nostra vita. La parola regola, non mi è mai troppo piaciuta, e preferisco chiamare con un altro nome questa possibilità: la chiamo ritualità.

La ritualità del Sole che sorge ogni mattina ci porta ad apprendere in modo naturale, il rito del risveglio, e il nostro bisogno notturno di riposare datoci dalla notte, ci porta in maniera fluida al caricare le batterie e lasciar fluire il mondo dei sogni e del mondo onirico di cui necessitiamo. Potremo dire che nella notte interviene l’energia Nettuniana e Pescina, a cullarci in altri spazi lontani dalla coscienza dormiente, in cui il tempo e lo spazio non hanno più le regole diurne. Sogniamo per qualche minuto e ci è forse sembrato di percorrere più tempo, nel sogno possiamo volare, andare sott’acqua senza soffocare e fare cose che nel corpo fisico non sono possibili.

Durante il giorno la coscienza diviene la padrona e torniamo con gli orologi in mano, la difficile gestione della nostra giornata, tra quello che vorremmo e quello che in verità possiamo.

Abbiamo bisogno del giorno  polarità Vergine) e della notte (polarità Pesci), entrambi fanno parte di una stessa Unità che attraversiamo da sempre, nel bio – ritmo. Quando questo salta, siamo stanchi, nervosi, non stiamo più fluendo secondo natura.

La presa di realtà e l’organizzazione sana del settore diurno del quotidiano, ha molto a che fare con l’energia Vergine, ma rischiamo di venire schiacciati nelle incombenze quotidiane, se non riuscissimo a volgere lo sguardo dell’Anima, verso un Altrove, che sempre come esseri umani, inseguiamo (polo opposto Pesci), fin dal tempo in cui gli antichi, per aver meno paura della casualità della natura, iniziarono a volgere lo sguardo alle stelle, e a comprenderne i meccanismi che regolano l’apparente caos dell’universo.

 

Grazie a quell’osservazione del cielo, abbiamo imparato a decodificare delle costanti, di cui anche il ciclo lunare fa parte, e avere meno paura – A sentirci meno soli e spaventati sulla terra – A trovare Senso. Significato.

A sentirci Amati, da quello che per alcuni è Dio, per altri Buddha, o per altri ancora è l’amore di cui è permeato tutto l’universo perfetto di cui facciamo parte. Essendo noi facenti parti di questo universo, siamo Amore noi stessi.

 

L’asse Vergine – Pesci, racconta di questa dualità: finito – infinito, frammentazione – unità, corpo – spirito, – anima – materia. 

La Luna in Vergine in Casa II e il denso cielo che ci sta accompagnando in questo anno importante a livello evolutivo, ci sta portando a riconoscere e a connetterci con il primo possesso avuto nella nostra vita.

Il nostro primo “Io ho”, è legato a un “Io ho un corpo, lo posso toccare, sentire, vedere.

Il bambino in Casa II compie la sua prima esperienza sensoriale.

I sensi sono il nostro canale percettivo, e questa Casa, detta anche dei possessi e dei valori, ci racconta di come è stata la nostra prima esperienza, a seconda di come siamo stati “toccati, nutriti” dalla figura primaria – madre – o chi per essa – abbiamo acquisito un valore, autostima e senso di pienezza e soddisfazione di noi stessi.

E’ il primo valore affettivo, e il più delicato. Anche se nei tempi lontani di quel primo accudimento, le cose non dovessero essere andate a meraviglia, ciò aveva senso per il nostro cammino, è venuto il momento di imparare a darci valore noi stessi, e ripercorrere quel passaggio. 

La Luna in Vergine in Casa II, è come se cercasse di realizzare il magico connubio: dare veramente valore alla nostra parte concreta e fisica permettendoci di essere noi per primi a prendercene cura amorevole, costruendo dei valori permanenti che ci possano nutrire e farci sentire pieni,  degni di essere amati.

 

Ci siamo sentiti scissi, distaccati dagli altri, incompresi nelle nostre orbite solitarie ultimamente?

Siamo stanchi di essere scollegati dagli altri?

Siamo stanchi di sentirci distanti delle altre stelle che gravitano intorno a noi..?

Non lo siamo infatti. Non lo siamo più.

Questa Luna opposta a Sole, Chirone e Mercurio nei Pesci, ci racconta una storia antica che appartiene a tutti gli esseri umani: la ferita di separazione dall’Infinito da cui tutti proveniamo. Culla Ancestrale, Liquido amniotico, madre Universale, sostanza angelica ed essenza Divina, sogno primordiale, Paradiso Terrestre da cui siamo stati cacciati: il dolore del primo rifiuto è avvenuto nel distaccarci da tutto questo e trovarci nella nostra imperfezione come esseri umani.

Questa però è la feritoia da cui sta passando la luce, per mostrarci la lacerazione in tutta la sua interezza, e allo stesso tempo, permetterci di abbracciarla e riconoscerci vivi e presenti, qui, con il nostro respiro, con il nostro corpo fisico. Far pace con noi stessi, perdonarci, osservarci con tenerezza e lasciarci andare.

 Dove noi ci sentiamo più frammentati, inadeguati, e imperfetti?

Dove ci critichiamo costantemente? Osserviamoci fino in fondo. Stanno venendo sempre più fuori le richieste dell’Anima che ci chiede di accorgerci di quanto male ci facciamo e quanto poco ci amiamo.

Al lavoro non sentiamo riconosciuto il nostro valore?

Continuiamo a cercare di soddisfare capi, genitori, figli, accorgendoci, che nonostante tutti gli sforzi, non è mai abbastanza?

Ci sentiamo sempre più stanchi a livello energetico e nonostante questo continuiamo ad alzare l’asticella delle pretese che abbiamo con noi stessi?

Il simbolo della Vergine, è per me nella sua realizzazione massima, il simbolo dell’Integrità

Integrità tra la Terra e ciò che manifestiamo nel nostro quotidiano che ha a che fare con la materia, i giorni, gli orologi, le scadenze, il corpo, il cibo, il ritmo, e il Cielo, tutto ciò dunque che non è tangibile, le stelle e i sogni a cui aneliamo, gli ideali, la nostra Anima, l’amore infinito.

La frattura che c’è tra questi due mondi, è quello che ora faticosamente ci sta portando a ricompattare il disegno dell’universo. Mai come ora ci è possibile avvertire questa lacerazione e l’urgenza allo stesso tempo di sanarla.

La quadratura tra Chirone e Mercurio e Sole in Pesci con Saturno in Sagittario che a sua volta compie un’altra quadratura con la Luna in Vergine, ci porta a tentare finalmente di ricongiungere il pensiero con l’ideale, la forma con l’essenza, lo spirito con l’umano.

Avvertiremo una grande tensione interna, già presente da tempo e causata anche dalla permanenza dell’opposizione Urano in Ariete e Giove in Bilancia, ma se ci faremo capaci di ascolto profondo, sapremo percepire esattamente cosa si nasconde sotto la superficie della materia: saremo in grado di capire e sentire come verità tangibile, che il corpo è il veicolo dell’Anima, e la lotta tra questi due mondi non deve più esistere.

Siamo portatori di luce, la emaniamo in ogni momento, impegniamoci a portare il nostro corpo nella direzione che ha scelto la nostra Anima. A lasciarci condurre come piccole stelle lungo la danza della vita che non conosce scissioni né fratture, semplicemente è.

Fluiamo come l’acqua primordiale dei Pesci, che esiste da prima di tutte le cose ed esiste anche quando le cose terminano, e nel corpo saggio della Vergine che sa porre limite quando è troppo faticoso il fardello, sa sentirsi perfetta già così com’è nel momento in cui si trova adesso senza perdersi nella ricerca affannosa di compiutezza che la possa tranquillizzare.

Che le possa dare senso.  

Accoglietevi… respirate .. cucinate un cibo che vi piace, seminate dei fiori nuovi per la primavera e allo stesso tempo i fiori dei vostri sogni.

Con la stessa cura e attenzione, discriminate le azioni, le parole, i gesti e i più bei propositi di amore.
Buona Luna Piena a tutti,

Anna Elisa Albanese

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”

William Shakespeare



* La buona notizia del venerdì: Novità dal cosmo: la Terra ha sette sorelle

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Scoperto un nuovo sistema planetario!

“Abbiamo chiamato la stella sole “Trappist-1” in onore allo strumento con cui l’abbiamo scoperta, il telescopio belga Trappist (acronimo per Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope) “. ( Amaury Triaud, ricercatore all’Istituto di Astronomia dell’Università di Cambridge, che ha preso parte alla scoperta)

E’ a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa TRAPPIST-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c’è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell’Universo

 

IMMAGINATE un lontano “cugino” del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra.

Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all’altro a bordo di sofisticate navette spaziali. Un’ambientazione che sembra essere uscita dalla penna di Isaac Asimov o di un altro autore di fantascienza.

Ma ancora una volta la realtà supera la fantasia, e rende reali anche gli scenari più futuristici. Perché, alieni e navicelle a parte, questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi. TRAPPIST-1, una stella nana rossa nella costellazione dell’Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra.

Un risultato attesissimo da giorni  dopo l’annuncio della NASA di una imminente conferenza stampa sui pianeti extrasolari.

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Nel maggio dello scorso anno il team di astronomi, guidati da Michaël Gillon dell’Università di Liegi, aveva pubblicato la scoperta di tre pianeti intorno a TRAPPIST-1. Il risultato delle analisi aveva però spinto Gillon e colleghi a sospettare la presenza di altri pianeti, e per questo il team aveva deciso di condurre nuove osservazioni, sfruttando anche il telescopio spaziale infrarosso “Spitzer”. Analizzando i dati, gli astronomi hanno potuto identificare quattro nuovi pianeti, portando questo sistema planetario a sette membri, denominati TRAPPIST-1 b,c,d,e,f,g, h in ordine crescente di distanza dalla stella. “E’ un sistema planetario sorprendente”, commenta Gillon, “non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti, ma perché sono sorprendentemente simili alla Terra”.

Tris di Terre.

Le stime di densità hanno mostrato che i pianeti più interni dovrebbero essere rocciosi, proprio come i pianeti interni del Sistema Solare. Le orbite di questi pianeti non sono molto diverse da quelle dei satelliti medicei di Giove, e sono molto più piccole dell’orbita di Mercurio. Ma nonostante siano così “impacchettati” intorno alla stella, questi pianeti non sono soggetti a temperature infernali. TRAPPIST-1 ha infatti una massa inferiore a un decimo di quella solare, ed è quindi molto fredda e poco luminosa. Numeri alla mano, questo significa che la temperatura su questi pianeti potrebbe potenzialmente consentire la presenza di acqua liquida, e sfruttando opportuni modelli climatici è possibile farsi un’idea più precisa di quali pianeti abbiano le condizioni ambientali più favorevoli.

In particolare i dati suggeriscono che i tre pianeti TRAPPIST-1 e, f, g potrebbero trovarsi nella cosiddetta fascia di abitabilità: sarebbero cioè a una distanza sufficiente a permettere la presenza di acqua liquida sulla superficie.

Quelli più interni sarebbero infatti troppo caldi, mentre quello più lontano, TRAPPIST-1h potrebbe essere troppo distante e quindi avere una superficie ghiacciata.

This infographic displays some artist's illustrations of how the seven planets orbiting TRAPPIST-1 might appear — including the possible presence of water oceans — alongside some images of the rocky planets in our Solar System. Information about the size and orbital periods of all the planets is also provided for comparison; the TRAPPIST-1 planets are all approximately Earth-sized.

L’acqua liquida è uno degli ingredienti fondamentali per lo sviluppo della vita come la conosciamo, quindi i pianeti nella fascia di abitabilità sono i candidati migliori per andare a caccia di forme di vita aliene. E’ importante però ricordare che la presenza di acqua allo stato liquido in questi casi è solamente un’ipotesi che si basa su modelli climatici e sulla distanza dei pianeti dalla stella.

Per TRAPPIST-1 non è stata rivelata in modo diretto la presenza di acqua, né tantomeno sono state scattate immagini della superficie di questi pianeti, che sono ovviamente troppo distanti per i telescopi attuali.

l passo successivo sarà quindi studiare, con telescopi di nuova generazione, le atmosfere di questi pianeti, per identificare le “firme” chimiche di organismi viventi, come ricorda il coautore Emmanuël Jehin: “Con la prossima generazione di telescopi, come l’European Extremely Large Telescope dell’Eso e il James Webb Telescope di Nasa/Esa/Csa potremo presto esser capaci di cercare l’acqua e persino l’evidenza di vita su questi pianeti”.

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Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose.
(William Shakespeare)

FONTE:

http://www.repubblica.it/scienze/2017/02/22/news/nasa_la_terra_ha_sette_sorelle_scoperto_un_nuovo_sistema_solare-

* Solstizio di inverno, la nascita del nuovo Sole porta verso il divino

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Solstizio d’inverno: 21 dicembre

In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima.

Si verificano cioè la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.

Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Tre giorni dal 21 al 25 dicembre.

Tre giorni di buio apparente quindi occorrono perchè il Sole torni a mostrarsi visivamente a risplendere come fonte di ogni vita in cammino verso il nuovo ciclo dell’anno.

Ogni anno il Solstizio invernale appare come una fine e una rinascita. La fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo. E questo è il ciclo della Vita.

Le genti dell’ antichitá si consideravano parte dei fenomeni della natura che ritenevano l’espressione nella vita terrestre dei grandi cicli del cosmo.

Al centro di questi cicli c’era l’astro che scandiva il ritmo della giornata, la “stella del mattino” che determinava i ritmi della fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo. Temere che il sole non sorgesse più, vederlo perdere forza d’inverno riducendo sempre più il suo corso nel cielo, era un’esperienza che minacciava la vita di ogni regno di natura.

Così celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano fuochi per sostenerne la forza e per incoraggiare la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

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Questo avvenimento iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati, ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica.

Esso, inoltre, ispirò il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide).

Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”. (1)

Durante queste feste venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che, con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.
Spesso questi rituali avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati alla riproduzione. Da qui l’usanza, nelle antiche celebrazioni, di danze e cerimoniali propiziatori dell’abbondanza e in alcuni casi, come negli antichi riti celtici e germanici, ma anche romani e greci, di accoppiamento durante le feste.

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Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco.

Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita.

Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della Dea: all’alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perche’ anche se ora è regina del gelo e dell’ oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconderá riportando calore e luce al suo regno.

I solstizi possono anche leggersi come portali energetici, passaggi dimensionali per nuovi cambiamenti : ”il portale degli uomini”, corrispondente al solstizio d’estate, mentre il solstizio d inverno e’ ” la porta verso il divino”.

Il Solstizio d’Inverno corrisponde alla presa di coscienza della propria spiritualità, come uscita nella luce. Un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della “caverna” e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intelleggibile”.

La rinascita solare rappresenta il simbolo della rigenerazione cosmica, e il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo, che rinnova la sua nascita spirituale, verso una maggiore acquisizione della sua consapevolezza, nelle notti del solstizio d’inverno.

E’ il momento in cui, quando la notte ed il buio sembrano prevalere e sovrastarci, è necessario mantenere accesa la fiamma della Coscienza, che al mattino con la Luce ci spingerà a nuove e potenzianti scelte per realizzare i nostri obbiettivi.

Questa è l’opportunità che ogni anno si rinnova nei “ tre giorni di buio” del sosltizio invernale.

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Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

(canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk)

Leggi anche:

Solstizio d’inverno ” Sol Invictus”

Chiamata per il solstizio d’inverno

* Ti svegli alle tre di notte? Sei cittadino del mondo

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Sono parecchi mesi che tra le 2 e le 3 di notte mi sveglio indipendentemente dall’ora in cui sono andata a dormire; dopo aver guardato l’ora, a volte mi riaddormento e a volte rimango in ascolto per percepire qualcosa che penso dovrei sentire, altrimenti perchè mi sono svegliata?
Parlando con altre persone, sembra che il fenomeno sia dilagante e che addirittura alcuni lo vivono da anni. Cercando una risposta ho trovato questo articolo di Giuliana Conforto che pur trattando un argomento di geopolitica ne fa cenno e avendo rispetto per l’autrice non mi sento di togliere parti dell’articolo, però la spiegazione è senz’altro interessante!
Patrizia di Visione Alchemica

“Sono cittadino del mondo, figlio del Padre Sole e della Madre Terra diceva Giordano Bruno con quella sintesi geniale che tanti riconosciamo come profonda verità.

Che cos’è il mondo? Se siamo sinceri e onesti, riconosciamo che del mondo abbiamo tante diverse immagini che non collimano affatto tra loro.

Una visione comune è quella geopolitica.

Alla fine di agosto, a Teheran, c’è stato il Summit di 120 paesi non allineati che rigettano l’ingerenza di quelli allineati (i 70 restanti tra cui l’Italia dei 190 partecipi all’ONU). La loro proposta è una riforma dell’ONU. Iniziativa interessante che i media locali non hanno diffuso. Riconosciute le guerre senza fine, visti il dolore e i costi che ricadono sulle spalle dei popoli e gli effetti deleteri delle truppe ONU, una sua riforma è senza dubbio auspicabile.

Ma… è sufficiente per avere la pace? Io credo proprio di no. Trovo giusto rifiutare l’ingerenza, anzi la prepotenza di USA, Europa e Israele in Medio Oriente, ma considero ingenuo sperare nei governi non allineati, in particolare, quelli islamici. Se vogliamo la pace, è urgente discernere tra popoli e stati, riconoscere l’artificialità di quei confini che devono essere “difesi” con le armi.

I popoli non hanno confini e non hanno bisogno di protezione “contro” gli altri popoli.

I popoli non vogliono la guerra..

I popoli vogliono vivere bene, con dignità e prosperità.

Che cosa serve per avere in un mondo giusto e saggio, senza confini ed eserciti? Serve la coscienza che siamo cittadini del mondo, che abbiamo tutti gli stessi bisogni primari e abbiamo anche quelli  secondari che non sono affatto superflui: vogliamo essere liberi tutti, donne e uomini, esprimere la nostra creatività, coltivare l’amicizia e il rispetto, condividere gli eventi insieme, godere della natura, usare tecnologie non invasive e davvero utili a facilitare l’esistenza e, perché no, anche eliminare l’uso sconsiderato dei farmaci.

Sapete che significa tutto questo in termini di energia, oltre che di felicità? Significa che le risorse sono abbondanti e che il problema energetico non esiste affatto, è inventato da chi coltiva la sindrome della scarsità. I massimi consumi di energia provengono, infatti, dalle industrie belliche e da quelle farmaceutiche. Solo mantenere un aereo militare in volo è un costo enorme in termini di carburante, di personale addestrato e delle intelligenze che lo hanno progettato. Riconvertire gli eserciti per ricostituire l’ambiente, incanalare le acque, risanare la rete idrica ecc. aiutare i popoli in difficoltà è possibile. Perché tutti lo considerano impossibile? Perché identificano il mondo con la storia che ci raccontano, credono all’abisso temporale tra uomo e universo.

Prima il Big Bang, la nascita dell’universo in pochi minuti, 13,7 miliardi di anni fa, poi quella del sistema solare in pochi giorni, 4,7 miliardi di anni fa, e poi, circa due miliardi di anni fa, l’arrivo di quell’entità misteriosa – la Vita – che popola solo la terra, evolve attraverso le sue stesse catastrofi e arriva fino all’Homo Sapiens. Ed eccoci qua. Siamo davvero sapienti? No, siamo credenti alle frottole che ci raccontano, ignoranti come cucuzze, anzi peggio, alcune zucche sono buone.

Il tempo è il grande bluff di un mondo che non conosce se stesso.

Ci sono infiniti mondi intelligenti scriveva Giordano Bruno.

Poco dopo Galileo Galilei punta il telescopio al cielo e, da allora, lo spazio appare vuoto, popolato da stelle e pianeti, molto distanti tra loro, e tutti rigorosamente privi di Vita. Ho scritto e riscritto che la Vita è una Forza universale e qui non lo ripeterò. Rimane il problema: perché non vediamo mondi intelligenti? Perché usiamo strumenti che non ci consentono di vederli e non usiamo, invece, la porzione più cospicua del nostro cervello – la materia bianca – in comunione naturale con la Forza. È questa comunione la coscienza che non va confusa con la consapevolezza, né con le canalizzazioni di entità che stanno diffondendo il panico della catastrofe.

Questa ci sarà, anzi è già in atto, ma nel significato originario del termine greco – katastrofé – che significa rovesciamento, rinnovamento e riguarda solo una piccola porzione del nostro cervello: è la nostra mente intorpidita – la materia grigia – che confonde quello che vede, cioè quasi niente, per realtà. Le immagini possono non coincidere con i corpi reali tanto più se la Terra è immersa in una grande sala di specchi come è ormai provato dalle osservazioni in microonde. Con tanti specchi che riflettono infinite immagini di un stesso corpo, possiamo capire che non solo il tempo, ma anche la spazio è un bluff, un’illusione ottica.

Oggi ci sono novità che pochi diffondono, perché tutti credono che l’astrofisica osservi lo spazio. Non è così: osserva il campo elettromagnetico e solo una metà, quella che proviene dal passato. Non osserva l’altra metà, quella proveniente dal futuro che, secondo le stesse leggi fisiche deve già esistere. Le sonde della NASA, THEMIS, hanno riconosciuto che congiunti agli “earthquake” (terremoti) ci sono gli “spacequake” (tremori del campo magnetico) che si ripercuotono sulla Terra rivolta al lato opposto al sole, cioè verso le due, le tre di notte, come si può vedere in questo breve filmato.

Molti, infatti, si svegliano alle tre di notte, così provando che non c’è divisione tra cielo e terra e che il mondo reale è l’unione di entrambi ed è anche quella tra passato e futuro che è qui, nascosto dalla cecità dell’astronomia e… popolato di astronavi.

Domani 21 settembre ci dovrebbe essere l’incontro della Keshe Foundation, che propone tecnologie straordinarie, con i rappresentanti di governo. Che cosa mi aspetto da questo evento? Niente di speciale. È importante sapere che queste tecnologie esistono, sono valide e sono trasmesse da quei cittadini del mondo che già viaggiano sulle astronavi. Credere che la tecnologia ci salverà è un’altra pia illusione, secondo me.

Noi, cittadini del mondo che siamo sulla superficie terrestre, ci salveremo da soli, usando tutto il nostro cervello, prendendo coscienza che finora non abbiamo visto la realtà, ma solo creduto a una scienza, l’astronomia copernicana, che ha dipinto un film in 3D, inchiodandoci all’idea falsa che solo il passato sia reale. Pochi? Si, pochi, ma utili a tutti. Il cambio è compiuto dalla, Vita, la Forza dolce e imponente che non ha certo bisogno della “massa critica”, come si sente dire in giro. Il compito dei pochi coscienti sarà quello di aiutare il prossimo e se stessi a comprendere che il cambio è una catastrofe percettiva e non è affatto la fine del mondo, anzi, al contrario è la rivelazione del sole cristallino e dell’inganno mostruoso che ha dominato le menti umane, è l’inizio di una nuova era in cui tutti i cittadini del mondo, in cielo e in terra, si riuniranno.

Fonte http://www.visionealchemica.com/category/giordano-bruno-2/

Fonte: http://www.giulianaconforto.it/?p=1268

* Cosa ci suggerisce questa onda energetica della superluna

La grande onda dopo la Super Luna

La Luna piena nel “progetto energetico” è l’occasione di ascolto per risolvere quegli aspetti che hanno ostacolato la realizzazione.

Da molti anni seguo questo percorso e posso dire che i giorni del plenilunio sono realmente produttivi di segnali e di suggerimenti per poter procedere, liberandoci prima di tutto dalle zavorre e dalla condizioni di impedimento alla realizzazione.

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In questi giorni, la Super Luna ci suggerisce con grande intensità, di ritrovare quell’armonia di cui abbiamo bisogno, liberandoci di tutto quello che ostacola il nostro benessere. E’ proprio in questi giorni che possiamo vedere nell’opposizione tra Giove e Urano un percorso di riforma  che rivoluziona il nostro pensare, capire e anche le nostre relazioni. E’ questo il tempo di lottare?

Giove transita in Bilancia, dando un particolare significato alla relazione soprattutto quando è vista in termini contrattuali (matrimoni, affari, società) cioè quando viene firmato un contratto per quei rapporti. Potrebbe dare un nuovo significato ai matrimoni ma anche alle relazioni contrattuali di qualsiasi genere. In opposizione a questo significato troviamo Urano in Ariete, che dal 2011 e fino al 2019 sta cercando in tutti i modi di dare energia nuova al sistema umano. L’ultimo transito storico è culminato con la crisi di Wall Street del 1932 (industriale, economica, sociale). Questo simboleggia quanto forte sia la sinergia tra l’impulso dell’Ariete, sempre poco riflessivo e necessariamente in azione (eterno work in progress) verso la forza del tempo nel Toro quando la primavera dimora finalmente in una fase di fioritura e di benessere. Senza questa forza impulsiva, infatti, non ci potrebbe esserci la primavera.

Come può l’energia uraniana incanalata nel segno dell’Ariete dimorare senza cercare la rottura, di infrangere quel velo di ipocrisia e di falsità che nell’aspetto negativo di un Giove in Bilancia cerca di mediare anche a rischio di nascondere l’inganno?

Urano sosta nel cerchio celeste tra l’energia di Saturno e Nettuno. Cosa significa questo? Nella visione geocentrica, riportando un significato centrico dell’energia planetaria espressa, l’Amore profondo di Saturno viene incanalato nell’energia di Urano per rivoluzionare la visione di Nettuno. Ho già parlato di questo, vi invito a rileggere.

Negli ultimi tempi ho letto molte informazioni discutibili su transiti e spiegazioni parziali e non esatte.

Tutti vorremmo vivere un tempo di Pace e Amore. Vedete questo sul nostro pianeta?

Ecco, forse è tempo di consapevolezza che sveli la potenzialità di tutto quello che potete fare (e dovete fare per impegno karmico con l’umanità) per riportare Amore e Pace. Quello su cui vi invito a riflettere è questo importante transito che porta nuova conoscenza ma anche improvvisi cambiamenti senza nessun preavviso.

E’ un tempo di fulmini a ciel sereno, come si dice, ma questo è funzionale a quel cambiamento che occorre fare per la sopravvivenza dell’umanità sul nostro pianeta.

L’opposizione planetaria di Giove e Urano ci parla anche di Marte, energia incanalata nel pianeta Giove e molto in sinergia con Urano in Ariete. Questa miccia prorompente non può essere annunciata ma non sarà difficile scorgerne gli effetti. Del resto ogni opposizione ci parla di una lezione difficile a cui poniamo naturale resistenza, contrasto, lotta.

Cosa può aiutarci a superare questo conflitto?.

L’opposizione attivata dalla Luna piena di Novembre che si perfezionerà nel mese di febbraio 2017, porta con sè messaggi importanti che ognuno dovrà ascoltare nel profondo per risvegliare nelle sue qualità quel dono fondamentale per il bene del mondo (e di sè stessi).

Sii consapevole, portatore di Amore nel cambiamento del mondo.

 

fonte.

La grande onda dopo la Super Luna