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Se mi piace questa idea?

Mi piace moltissimo e la voglio condividere subito!

“L’idea è quella di inondare i social con immagini di opere d’arte per contrastare i selfie, le foto di cibo, le notizie di cronaca nera, la propaganda politica ed altri post del genere.

A coloro che metteranno un “mi piace” verrà assegnato il nome di un artista e dovranno in seguito pubblicare una sua opera d’arte accompagnata da questo testo.”

E lo farò!

Io ho scelto I Preraffaeliti!

 

John William Waterhouse (1849 – 1917)

del resto …

Un’idea, un concetto, un’idea 
finché resta un’idea è soltanto un’astrazione 
se potessi mangiare un’idea 
avrei fatto la mia rivoluzione 
la mia rivoluzione, la mia rivoluzione.

……………………………………………….

Giorgio Gaber

http://www.musictory.it/musica/Giorgio+Gaber/Un%27idea

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Se mi piace questa idea?

Mi piace moltissimo e la voglio condividere subito!

“L’idea è quella di inondare i social con immagini di opere d’arte per contrastare i selfie, le foto di cibo, le notizie di cronaca nera, la propaganda politica ed altri post del genere.

A coloro che metteranno un “mi piace” verrà assegnato il nome di un artista e dovranno in seguito pubblicare una sua opera d’arte accompagnata da questo testo.”

E lo farò!

Io ho scelto I Preraffaeliti!

E se metti mi piace ti suggerisco l’artista che pubblicherai

 

La bella addormentata

Burne-Jones  Sir Edward Coley (1833 – 1898)

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“L’idea è quella di inondare i social con immagini di opere d’arte per contrastare i selfie, le foto di cibo, le notizie di cronaca nera, la propaganda politica ed altri post del genere.

A coloro che metteranno un “mi piace” verrà assegnato il nome di un artista e dovranno in seguito pubblicare una sua opera d’arte accompagnata da questo testo.”

E lo farò!

Io ho scelto I Preraffaeliti!

 

Il Giardino delle Esperidi

 

Sir Edward Coley BurneJones, 1st Baronet ARA (1833 – 1898)

* Revolution ?

RIVOLUZIONE
Dici che vuoi una rivoluzione,
Beh, sai
Tutti vogliamo cambiare il mondo.
Mi dici che è evoluzione,
Bene, sai
Tutti vogliamo cambiare il mondo.
Ma quando parli di distruzione,
Non sai che puoi considerarmi fuori?
Non sai che andrà tutto a posto?

Dici che hai una vera soluzione
Beh sai
non aspettiamo altro che vedere il piano
Mi chiedi un contributo
beh sai
si fa quel che si può
Ma se vuoi soldi per gente con la mente piena d’odio
tutto ciò che ti posso dire, fratello, è che devi aspettare
Non sai che andrà tutto a posto?

Dici che cambierai la costituzione
Beh sai
tutti noi vogliamo cambiare la tua testa
Mi dici che è l’istituzione
Beh sai
Faresti bene a liberare la tua mente, invece
ma se vai innalzando ritratti del Presidente Mao
Non ce la farai con nessuno, in nessun modo
Non sai che andrà tutto a posto?

Revolution è una canzone dei Beatles, scritta da John Lennon anche se attribuita alla coppia Lennon/McCartney. Il testo del brano, fu ispirato dai fermenti giovanili che si verificarono proprio nell’anno di pubblicazione dell’album (1968).

Il testo della canzone dice chiaramente a chi lo ascolta che, in caso di rivoluzione, Lennon ed eventualmente anche gli altri Beatles, devono ancora riflettere se aderirvi o meno. Il dubbio di Lennon non riguarda tanto la necessità o meno di “rivoluzionare” il mondo dell’epoca, quanto la qualità e le idee delle persone che si erano fatte portavoce di tale esigenza – si vedano i versi: “but if you want money for people with minds that hate…” (“ma se volete soldi per persone la cui mente è portata all’odio…”) e “but if you go carrying pictures of Chairman Mao…” (“ma se ve ne andate in giro con effigi del presidente Mao Tse Tung…”).

La canzone più politica del “White Album” (e di tutta la produzione beatlesiana), composta da John Lennon traendo spunto dai disordini studenteschi del maggio parigino che raggiunsero il culmine in seguito alla decisione di De Gaulle di sciogliere l’Assemblea nazionale francese. E ciò curiosamente avveniva proprio nella sera in cui, a Londra, i Beatles realizzavano la canzone. Nel frattempo gli studenti britannici occupavano le loro università proclamando lo “stato di anarchia” in solidarietà coi colleghi di Nanterre e della Sorbona. I più politicizzati, all’uscita di Revolution, incolparono Lennon di avere espresso toni troppo rassicuranti.

Lennon, di fatto, aveva già sposato la causa pacifista e in seguito, reagendo alle provocazioni di Black Dwarf, l’organo di stampa del comitato per la solidarietà al Vietnam, dichiarerà: “Sapete cosa c’è di sbagliato nel mondo? La gente. E allora volete distruggerla? Finché voi-noi non cambieremo il nostro modo di pensare, non c’è alcuna possibilità. Ditemi una rivoluzione che ha avuto successo. Che cosa ha rovinato il comunismo, il cristianesimo, il capitalismo, il buddismo, eccetera? Le menti bacate, e nient’altro”.