* La buona notizia del venerdì: Sebben che siamo donne…premiate negli Usa le ricercatrici italiane

Sono donne, italiane e lottano contro il cancro: premiate negli Usa le nostre ricercatrici

Quattro ricercatrici italiane hanno ricevuto il Merit Award negli Stati Uniti per l’importanza dei loro studi in campo oncologico: un incoraggiamento forte per la ricerca nostrana e per la parità di genere nel nostro paese.

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Emanuela Palmerini, Carlotta Antoniotti, Caterina Fontanella e Marta Schirripa

Mentre in Italia il problema dei pochi fondi destinati alla ricerca è uno dei più sentiti e dibattuti, accanto al precariato del settore, negli Stati Uniti quattro giovanissime ricercatrici che lavorano nel nostro Paese ricevono uno dei più prestigiosi premi internazionali nel campo dell’oncologia.

Si chiamano Emanuela Palmerini, Carlotta Antoniotti, Marta Schirripa e Caterina Fontanella e hanno un’età compresa tra i 29 e i 33 anni.

Durante il congresso ancora in corso a Chicago, hanno ricevuto il Merit Award dalla Conquer Cancer Foundation dell’American society of clinical oncology (Asco)

Carlotta Antoniotti lavora all’azienda ospedaliera universitaria di Pisa, e si occupa di tumore del colon-retto, tra le forme a più alta incidenza e mortalità nei paesi occidentali.

La sua collega Emanuela Palmerini, invece, si occupa di tumori dell’apparato locomotore e sta conducendo uno studio sulla sinovite pigmentosa, considerata malattia rara, presso l’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna.

Lo scopo della ricerca è di curare il male con un farmaco, evitando la strada chirurgica finora praticata, che raramente porta alla risoluzione definitiva del problema e può arrivare fino all’amputazione dell’arto nei casi più gravi. 

Marta Schirripa, specializzanda all’Università pisana, è stata premiata per uno studio sul gene Inos e sulla sua implicazione nel prevedere i tumori al colon.

Caterina Fontanella invece si sta specializzando all’Ospedale di Udine e si è distinta per una ricerca di tipo prognostico sulle recidive del tumore al seno.

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Il Merit Award è uno dei premi internazionali più importanti per l’oncologia ed è dedicato a giovani ricercatori che abbiano ottenuto risultati particolarmente brillanti e rappresenta un’importante trampolino di lancio per gli studiosi emergenti.

Una grande soddisfazione e un giusto riconoscimento per queste donne che, con i loro colleghi, fanno tanto per il bene collettivo nel silenzio di un laboratorio, tra mille difficoltà, di studio e di budget.

Questa premiazione contribuisce, poi, a illuminare un altro dei problemi del mondo del lavoro italiano ed europeo.

Soprattutto nei settori scientifici, sono ormai numerosi gli studi che mostrano come la disparità tra uomini e donne rimanga ancora significativa, non tanto nell’accesso alla professione, quanto nel prosieguo della carriera.

Sono pochissime, intorno al 15%, le donne che riescono a raggiungere ruoli dirigenziali, e a parità di grado, scontano una differenza sulla retribuzione che può raggiungere anche il 30% in meno.

Eppure casi come questo dimostrano come il ruolo femminile sia fondamentale nella ricerca, e quanto sia importante favorire una pluralità di punti di vista che la differenza di genere può solo che arricchire.

Una speranza quindi, oltre che per i mali che queste donne cercano di combattere, anche per una maggiore parità nella professione.

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http://donna.fanpage.it/le-italiane-sono-le-donne-piu-in-forma-d-europa/

* La buona notizia del venerdì: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del Cern

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Ancora una volta dobbiamo essere orgogliosi dei nostri ricercatori e scienziati: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del #CERN, e la terza italiana in 60 anni di attività del centro di ricerca. Coordinatrice dell’esperimento Atlas è lei che ha dato l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs.

Nel 2012 il Times l’ha classificata tra le persone più importanti del mondo, mettendola al quinto posto.

E’ il primo Direttore donna e una delle pochissime donne a ricoprire un simile incarico nella fisica.

«In un certo senso trovo naturale che questo sia avvenuto al Cern. Il nostro laboratorio è un luogo che celebra la diversità e che ha una totale apertura verso tutte le differenze, non solo di sesso ma anche di età, etnia, religione, tradizioni. Ricordo poi che in questo momento è una donna anche il Presidente del Consiglio, la scienziata polacca Angieszka Zalewska».

Fabiola Gianotti,  suggella così la straordinaria scoperta del Bosone di Higgs avvenuta il 4 luglio del 2012 grazie all’esperimento Atlas guidato proprio dalla scienziata italiana, uno degli esperimenti di punta del Large Hadron Collider (Lhc) che si snoda sotto Ginevra. 

La scoperta della particella associata al campo di Higgs, che secondo la teoria permea l’Universo e conferisce la massa alle particelle elementari, alla materia, è stato un risultato scientifico di immenso valore, premiato l’anno successivo con il Nobel per la Fisica ai teorici che per primi avevano ipotizzato l’esistenza di questa particelle.

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Lavorare “per la scienza al servizio della pace” è quanto intende fare Fabiola Gianotti, sottolineando di essere “molto orgogliosa” e “molto contenta” per la prestigiosa nomina al vertice del Cern di Ginevra e, con il suo proverbiale low profile da grande scienziata, nella sua prima conferenza stampa via web dal Cern ha assicurato che “studierà” per diventare una buona direttrice generale dell’Istituto, incarico che assumerà ufficialmente dal gennaio del 2016.

Il Cern, ha detto, “ha insita la cultura della diversità, in termini di genere e di religione”, ed ha assicurato il suo pieno impegno perché questa cultura sia “preservata”.

La scienziata ha ricordato inoltre che sono “quattro i capisaldi che caratterizzano il Cern: scienza, tecnologia, formazione e pace“. Tutti elementi “che portano ad una ‘buona scienza” che porta, a sua volta, ad avere “persone migliori” ha osservato Gianotti ricordando che ad ispirarla nella sua scelta professionale è stata la storia e la vita di Marie Curie, la scienziata che ha scoperto il radio e Nobel per la Fisica nel 1903.

Tante le attese per il futuro, quando nella primavera del 2015 rientrerà in funzione il grande acceleratore Lhc: “saranno ancora tante – ha detto – le sorprese che la natura ci riserverà”.

Altre buone notizie:

Premio alla carriera a Giulia Crespi Presidente del FAI

* Le piante comunicano tra loro

Ecco Come le Piante si Parlano tra di Loro per Aiutarsi a Crescere

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Avere un vicino con cui fare “due chiacchiere” può migliorare moltissimo la germinazione in alcune piante!

Questo è quello che un gruppo di ricercatori di biomedicina hanno scoperto e pubblicato recentemente nel giornale scientifico “BMC Ecology“. Anche quando viene bloccato ogni contatto di comunicazione conosciuto, come il contatto, o la possibilità di scambiarsi segnali di luce o chimici, le piante usate (dei peperoncini), hanno comunque trovato il modo di comunicare con le vicine piante di basilico, crescendo così molto meglio. Questo suggerisce che forse sotto potrebbe esserci qualcosa di ancora sconosciuto. I ricercatori propongono la possibilità di comunicazione tramite vibrazioni nanomeccaniche a livello cellulare.

Monica Gagliano e Michael Renton, dell’Università della Western Australia, hanno tentato di far crescere delle piante di peperoncino in presenza ed in assenza di altre piante di peperoncino o di basilico. Nell’assenza di una pianta vicina, le percentuali di germinazione della pianta erano molto basse, ma quando c’erano delle piante vicine con cui erano in grado di comunicare liberamente, il numero di semi formati aumentava notevolmente.
I ricercatori hanno poi bloccato la comunicazione tra le piante con un telo nero di plastica, che non permetteva ne la comunicazione attraverso luce ne segnali chimici. Ma i peperoncini continuavano a germinare come se potessero comunicare lo stesso con le piantine di basilico. Una risposta parziale è stata trovata nel caso di piante di peperoncino pienamente cresciute a cui è stata bloccata la comunicazione conosciuta con i semi.

Impostazione dell’esperimento

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Dr. Gagliano spiega i risultati dicendo: “I nostri dati mostrano che le piante sono in grado di influenzare positivamente la crescita dei semi, per via di un qualche meccanismo ancora sconosciuto. Cattivi vicini, come il finocchio, bloccano la germinazione del peperoncino allo stesso modo in cui il basilico la aiuta. Pensiamo che la risposta possa trovarsi in segnali acustici generati usando oscillazioni nanomecaniche all’interno delle cellule, che permettono una rapida comunicazione tra le piante vicine.”

non si può non comunicare

Fonte:
http://www.biomedcentral.com/content/pdf/1472-6785-13-19.pdf

* 50 anni di esplorazione nello spazio

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Siamo sempre stati esploratori, sin dalla notte dei tempi!

I motivi per cui l’abbiamo fatto sono tra i più vari e vanno dai più futili ai più nobili, ma resta il fatto che come specie non riusciamo proprio a starcene fermi un attimo! Ci abbiamo messo secoli per imparare a costruire delle barche decenti, ma appena le abbiamo ottenute, in poco tempo siamo andati alla scoperta di ogni pezzettino di questo pianeta! Così anche con i razzi!

Al di là di tutto, siamo riusciti a fare cose grandiose in meno di un secolo! Nell’arco di metà della vita di una persona siamo passati dal non essere mai andati fuori dall’atmosfera, all’essere arrivati a visitare tutti i pianeti del Sistema Solare, aver mandato uomini sulla Luna, aver costruito una base spaziale orbitante, aver fatto atterrare sonde sulla superficie di altri mondi, e persino l’aver quasi fatto uscire dal Sistema Solare almeno 4 delle nostre sonde spaziali.
Ed è solo l’inizio!

Il poster sopra celebra queste grandissime storiche imprese!

Molto spesso non ci rendiamo conto del fatto che l’esplorazione spaziale di quest’epoca è la fase pionieristica di un nuovo mondo che ci si apre davanti, e tra molte generazioni, le missioni che oggi guardiamo con molta famigliarità, ammirazione o noncuranza, saranno in musei che celebreranno l’ingegno umano in questi momenti tecnologicamente così diversi.

Indubbiamente è cambiato moltissimo da quando abbiamo lanciato il primo satellite, lo Sputnik1, nel 1957, ma una cosa è rimasta la stessa, ed è il motivo per cui quel piccolo primissimo satellite è anche il simbolo di questo sito: lo sputnik fece sentire tutti sul pianeta come parte di una stessa famiglia. Sapere che il satellite orbitava la su sopra tutti quanti, e poter accendere la radiolina a casa e sentire i suoi segnali, e anche vederlo la notte passare nel cielo, ha unito tutti noi come umani, dandoci per la prima volta il senso profondo che quello che facciamo ci riguarda tutti quanti, e che insieme possiamo e dobbiamo e vogliamo andare ad esplorare il cosmo.

Come disse Carl Sagan, noi siamo fatti di atomi, che sono fatti dalle stelle, e quindi siamo dello stesso materiale dell’universo… Insomma, noi siamo l’universo che ha preso coscienza per interrogarsi su se-stesso.

Sempre con lo sguardo in su!

Cielo sereni a tutti!

E restate esploratori.

http://www.link2universe.net