* La Pace e l’avvoltoio 25 aprile


Un giorno nel mondo finita fu l’ultima guerra, il cupo cannone si tacque e più non sparò,
e privo del tristo suo cibo dall’arida terra, un branco di neri avvoltoi si levò.

Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla terra mia,
che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò dal fiume
ed il fiume disse: “No,
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
Nella limpida corrente
ora scendon carpe e trote
non più i corpi dei soldati
che la fanno insanguinar”.

Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla terra mia,
che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò dal bosco
ed il bosco disse: “No
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
Tra le foglie in mezzo ai rami
passan sol raggi di sole,
gli scoiattoli e le rane
non più i colpi del fucil”.

Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla terra mia,
che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò dall’eco
e anche l’eco disse “No
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
Sono canti che io porto
sono i tonfi delle zappe,
girotondi e ninnenanne,
non più il rombo del cannon”.

Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla terra mia,
che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò ai tedeschi
e i tedeschi disse: “No
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
Non vogliam mangiar più fango,
odio e piombo nelle guerre,
pane e case in terra altrui
non vogliamo più rubar”.

Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla terra mia,
che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò alla madre
e la madre disse: “No
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
I miei figli li dò solo
a una bella fidanzata
che li porti nel suo letto
non li mando più a ammazzar”

Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla terra mia,
che è la terra dell’amor.

L’avvoltoio andò all’uranio
e l’uranio disse: “No,
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via.
La mia forza nucleare
farà andare sulla Luna,
non deflagrerà infuocata
distruggendo le città”.

Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla terra mia,
che è la terra dell’amor.

Ma chi delle guerre quel giorno aveva il rimpianto in un luogo deserto a complotto si radunò
e vide nel cielo arrivare girando quel branco e scendere scendere finché qualcuno gridò:

Dove vola l’avvoltoio?
avvoltoio vola via,
vola via dalla testa mia…
ma il rapace li sbranò.

E la pace trionfò!

” Dove vola l’avvoltoio”

(1961)
Testo di Italo Calvino
Musica di Sergio Liberovici

Illustrazione di Lele Luzzati

Leggi anche. ” Pace…è una parola!”

* La buona notizia del venerdì: Amore è un giardino profumato



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Crea un enorme profumato giardino per la moglie non vedente

Una dolcissima storia d’amore lunga 56 anni e centinaia di fiori rosa a testimoniare l’affetto di un uomo per la sua compagna.

Teatro di questa tenera vicenda è il Giappone e protagonisti sono il signore e la signora Kuroki, proprietari di quella che oggi è anche un’attrazione turistica per veri romantici: una sconfinata distesa di fiori profumati, nata dalla perseveranza di Mr. Kuroki, determinato a far tornare il sorriso alla moglie privata della vista.

A raccontarla è il Telegraph.

Da 20 anni non vede più a causa del diabete.

La signora Kuroki ha perso la vista e per un periodo anche la voglia di vivere.

Ma il marito le ha fatto un bellissimo regalo: un enorme manto di fiori profumati, grazie ai quali la donna ha ritrovato il sorriso.

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I due coniugi, prima della malattia della moglie, avevano vissuto una vita felice. Guadagnando da vivere attraverso il proprio caseifico nelle campagne del Giappone, la coppia ha avuto due bei bambini.

Ma la loro esistenza è cambiata quando la signora Kuroki è stata colpita dal diabete e ha dovuto fare i conti con una delle complicazioni più terribili: la perdita della vista.

Nel giro di qualche settimana la donna non riusci a vedere più nulla.

Allora, cadde in depressione, chiudendosi in casa ed evitando anche di uscire all’aria aperta. Una tragedia per il marito che cercò allora di escogitare una soluzione per farla tornare a sorridere.

Fu la bellezza della Natura ad offrirgli l’idea: far crescere un bel giardino che potesse offrire alla donna il piacevole profumo dei fiori. Non un odore leggero ma una vera e propria nuvola floreale che inebriasse i sensi della moglie, aiutandola a superare la tristezza.

Dopo due anni di duro lavoro e migliaia di fiori apparsi, Kuroki è riuscito nell’intento di rendere felice la moglie. 

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La loro storia ha fatto il giro del mondo e l’enorme distesa di fiori è diventata una meta da visitare.

La coppia vive a Shintomi, nella Prefettura di Miyazaki.

Il loro giardino è oggi un vero e proprio museo a cielo aperto che fiorisce in primavera mostrando un tappeto di fiori rosa chiamati Shibazakura o Phlox.in italiano “muschio rosa”.

La Phlox subulata è una pianta perenne che sia in Giappone che nel nostro pianeta viene chiamata muschio rosa pur non essendolo in realtà.

I suoi fiorellini conquistano l’occhio per via del loro colore spesso acceso. A diversi esemplari corrispondono diverse colorazioni della fioritura con le quali giocare. Proprio come ha fatto il sig, Kuroki, in modo tale da arredare il giardino nel modo più creativo e divertente possibile.

In questo caso l’uomo ha deciso di disegnare tanti cuori per dimostrare amore alla propria compagna di vita. 

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Circa 7.000 persone visitano ogni giorno questo piccolo angolo di paradiso, simbolo dell’amore che come la Natura sa rinnovarsi e superare ogni difficoltà.


http://www.greenme.it/abitare/orto-e-giardino/19318-giardino-profumato-per-la-moglie

altre notizie:

L’uomo che ha piantato migliaia di girasoli in ricordo della moglie

Agricoltore britannico pianta un bosco a forma di cuore in omaggio alla moglie scomparsa

http://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/19687-donna-alberi-memoria-figlio

* La buona notizia del venerdì: Julia e la Sequoia

 

Nel 1997 una giovanissima ambientalista, aveva solo 23 anni, rimase 738 giorni sopra una sequoia per impedire che una compagnia abbattesse molti chilometri quadrati di foresta.

La sua storia dopo quasi trent’anni è ancora di esempio


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Visse 738 giorni su una piattaforma di un metro per due a più di 50 metri di altezza. Aveva 23 anni e con il suo gesto riuscì nell’impresa di impedire l’abbattimento di una grande foresta di sequoie nel Nord della California.

Stiamo parlando di Julia Butterfly Hill, una delle più note ambientaliste americane che nel 1997 salendo su Luna, un’antichissima sequoia, diede una grande lezione al mondo intero.

Julia riuscì a resistere non solo alle pressioni che le venivano fatte ma anche a tutti i gli eventi atmosferici dal sole accecante alla pioggia battente, passando per le raffiche di vento e le tempeste di neve. I suoi sforzi, però, furono ripagati perché riuscì ad impedire alla Maxxam Corporation di effettuare il cosiddetto “taglio a raso”, ovvero l’abbattimento di alberi di tutte le età e dimensioni, per poi bruciare l’intera area.

Julia scese dall’albero solo a risultato acquisito il 18 dicembre 1999. La compagnia, infatti, si impegnò a non tagliare Luna e tutte le sequoie nel raggio di sessanta metri. Julia era salita per la prima volta sull’albero il 10 dicembre 1997.

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Inizialmente l’obiettivo di Julia, che si era coordinata con il gruppo di ambientalisti di cui faceva parte, era quello di battere il record di permanenza su un albero, fermo a 42 giorni, per attrarre l’attenzione della stampa.

Superato il centesimo giorno, però, la storia assunse così tanta rilevanza che “Butterfly”, il soprannome che i media avevano dato a Julia, decise di rimanere fin quando la compagnia non si fosse impegnata a non abbattere la foresta.

Questa storia, oggi, ha ispirato un libro che prende spunto dalla vicenda e racconta la vicenda di una bambina altrettanto coraggiosa e determinata. 

La piccola Julia, il nome non è casuale, con l’aiuto dei suoi amici a due e quattro zampe riesce a salvare un’amata sequoia.

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Il libro edito da Terra nuova si chiama “Julia e la sequoia” ed è un modo per rivivere una storia incredibile di amore verso un pianeta che spesso viene brutalmente maltrattato.

Le foto sono tratte dal sito internet di Julia Butterfly Hill

 

http://www.nonsprecare.it/julia-butterfly-hill
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* Uffa l’8 marzo!

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Mi piacciono le mimose.

Il loro colore giallo dorato e luminoso è l’annuncio della primavera
Non mi piacciono le celebrazioni che accontentano la coscienza di chi di coscienza ne ha poca.

Mi piacciono le mimose.

Il giallo dorato si accende al primo calore del sole di stagione.
Non mi piace che si divida l’umanità in categorie.

Mi piacciono le mimose.

Spontaneamente offrono il loro profumo inebriante.
Non mi piace che si creino delle categorie incasellate per sempre  in un luogo senza sfumature.

Mi piacciono le mimose.

I fiori sono soffici, impalpabili eppure consistenti.
Non mi piace che si voglia ricordarmi chi sono e cosa faccio un giorno all’anno.

Mi piacciono le mimose.

Mi piacciono tutti i fiori e i loro colori, mi piace la natura che spontaneamente offre colori e profumi da sempre e per sempre.

Mi piace credere che l’umanità intera, pur con le sue diversità, cammini insieme in armonia
per costruire  il futuro.

Ieri, oggi e domani.

opera di Oscar-Claude Monet (1840-1926)

Leggi anche:” non solo mimose”

* La buona notizia del venerdì: La meditazione entra nelle scuole italiane

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Nei giorni scorsi l’Ufficio Scolastico regionale della Sardegna , l’Ufficio per l’educazione fisica e sportiva e il Comitato Regionale Uisp Sardegna Area Discipline Orientali hanno firmato un protocollo d’intesa per avviare iniziative comuni e proseguire quelle già intraprese, con l’obiettivo di promuovere e sostenere le discipline orientali all’interno delle scuole.

Questo protocollo, infatti, sancisce una collaborazione già in atto tra Ufficio Scolastico e Ado UISP: la sperimentazione è iniziata con la formazione dei primi 24 insegnanti di yoga per bambini che stanno operando nelle scuole dell’infanzia e primarie. Dopo i primi due corsi svolti a Cagliari lo scorso settembre, la formazione proseguirà a Gennaio a Oristano e ad aprile a Sassari.

Il protocollo inoltre prevede la costituzione di apposite commissioni di studio miste per l’identificazione sia di linee programmatiche relative a tali discipline sia di modalità di certificazione dei crediti formativi coerenti con le attività suddette.

Tutte le discipline orientali, e lo yoga in particolare”, afferma il responsabile dell’Area Discipline Orientali delle Sardegna UISP Roberto Zedda,offrono ai bambini ed ai ragazzi un valido sistema educativo che, tramite il movimento, la respirazione, il rilassamento e la meditazione, contribuiscono ad una crescita armonica su un piano fisico ed emozionale per sviluppare l’equilibrio, attivare capacità di concentrazione, favorire un buon controllo emotivo e acquisire fiducia nelle proprie capacità”.

Lo Yoga è una disciplina sportiva adatta a tutti i bambini e ragazzi”, prosegue Zedda, “in particolar modo è particolarmente indicata per i bambini ipercinetici, aggressivi, ansiosi, paurosi o con disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento. In questi anni molte scuole negli Stati Uniti e in Europa hanno introdotto questa disciplina all’interno dei propri percorsi didattici e hanno potuto rilevare come i bambini sono diventati più consapevoli e sensibili verso se stessi e gli altri. Allo stesso tempo comportamenti come il bullismo sono notevolmente diminuiti”.

I risultati non sono immediati”, conclude Roberto Zedda, “ma nel corso di almeno un anno scolastico diventano tangibili”.

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Sempre più insegnanti ed educatori, sia in Europa che negli Stati Uniti, hanno iniziato ad introdurre la meditazione a scuola per aiutare i bambini a studiare meglio e a gestire le emozioni.

Ad esempiAngoz Gonzalez, insegnante di inglese del Bronx, ha deciso di scegliere la meditazione a scuola come strumento per aiutare i propri studenti adolescenti che per la maggior parte vivono nei quartieri più poveri di New York. Per attirare la loro curiosità a favore della meditazione ha pensato di portare in classe una campana tibetana.

Il maestro suona la campana tibetana quando arriva il momento di iniziare a meditare. Questo insegnante utilizza la meditazione per aiutare gli studenti sia nello studio che ad essere più consapevoli delle emozioni.

La meditazione a New York viene introdotta anche nelle scuole dedicate agli studenti che devono recuperare alcuni anni di studio perché in precedenza avevano smesso di seguire le lezioni.

Si tratta di un ottimo esempio di applicazione della meditazione a livello scolastico, dato che si tratta di un momento speciale che può aiutare bambini e adolescenti a ritrovare la calma e la concentrazione e di conseguenza ad essere pronti ad imparare qualcosa di nuovo.

Anche in Italia alcune scuole hanno deciso di introdurre dei momenti speciali dedicati agli studenti, grazie allo Yoga per Bambini, in cui la pratica delle asana viene accompagnata da momenti dedicati al rilassamento e alla meditazione.

La meditazione e il rilassamento possono essere davvero utili per riportare il silenzio in classe accompagnandolo con un’atmosfera serena.

Dopo la meditazione gli studenti si sentiranno più pronti all’ascolto.

Lo Yoga e la meditazione nelle scuole in generale contribuiscono a creare un clima migliore, a partire dalle relazioni tra i compagni che fanno parte di una stessa classe.

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La calma è più dinamica e potente della pace…
La calma dona il potere di superare tutti gli ostacoli della vita…
Persino nei rapporti umani, la persona che rimane calma in ogni circostanza è invincibile.

(Paramhansa Yogananda)

 

http://gildaoristano.blogspot.it/2016/11/lo-yoga-entra-nelle-scuole-sarde.html

(da LinkOristano.it)

https://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/17482-meditazione-scuola-studiare-meglio

http://www.amoreiki.it/progetto-meditazione-nelle-scuole/

http://www.tpi.it/mondo/stati-uniti/baltimora-scuola-sostituito-punizione-con-meditazione

https://www.greenme.it/yoga/16048-yoga-per-bambini-benefici

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/07/01/la-buona-notizia-del-venerdi-cambia-il-mondo-con-la-meditazione/

* Mantieni la rotta, resisti…

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Avete ragione a pensarla così. Le scintillanti fortune accumulate tramite atti compiuti contro i bambini, gli anziani, la gente comune, i poveri, contro chi non ha potere, non ha difese, lasciano senza fiato.

Eppure io vi incoraggio, vi chiedo, a voi, con gentilezza, non prosciugatevi lo spirito gridando al vento la fatica di vivere in questi tempi. Soprattutto, non perdete la speranza. Perché il fatto è che noi siamo nati per vivere in questi tempi. Si, è così. Sono decenni che impariamo, sperimentiamo, facciamo pratica, ci alleniamo per questo. Stavamo aspettando di incontraci in questo punto di questa storia.

Io sono cresciuta sui Grandi Laghi. Conosco le navi e so dirvi se uno scafo resisterà alle onde. Se parliamo di spiriti consapevoli, nel mondo non ci sono mai stati tante navi nè abili naviganti come oggi. E sono navi cariche di provviste, di risorse, che possono comunicare tra loro più e meglio di quanto sia mai successo in tutta la storia dell’umanità.

Spingete lo sguardo oltre la vostra prua: vedrete milioni di barche, di anime coraggiose, che navigano con voi. E se le plance tremano a ogni onda in questa tempesta, vi assicuro che prua, timone e albero maestro vengono da una foresta più grande di voi. Legname forte, durevole, fatto per resistere ai venti, alle correnti, per tenere salda la rotta, avanti tutta, nonostante tutto.

Sempre, nei tempi bui, si tende a arrovellarsi su quello che non va, quello che resta ancora da riparare. Non dateci tutta la vostra attenzione. Si tende, allo stesso tempo, ad accasciarsi al pensiero di ciò che è al di la della propria portata, a tutto ciò che non si può fare. Non dateci troppo peso. E’ come sprecare il vento senza stendere le vele.

C’è bisogno di noi, sappiamo solo questo. Incontriamo resistenza, ma incontriamo anche coscienze più grandi di noi che ci danno il benvenuto, ci amano, ci guidano–e le riconosciamo, al primo sguardo. Non hai detto che ci credevi? Non hai detto che avresti prestato ascolto a qualcosa di più grande di te? Non hai chiesto una guida? Non ricordi che essere guidati significa accettare un destino al di fuori di noi stessi?

Non sta a noi riparare il mondo, tutto di un colpo. Ma sta a noi allungarci a riparare quel pezzetto di mondo che riusciamo a raggiungere. Ogni cosa piccola, determinata e calma che può fare una coscienza per aiutarne un’altra, per sostenere un piccolo pezzo di questo povero mondo sofferente, aiuta immensamente. Non possiamo sapere quale azione, fatta da chi, realizzerà la massa critica che cambierà la rotta, determinando un cambiamento durevole.

Perché il cambiamento sia profondo è necessario accumulare azioni su azioni, aggiungere, aggiungere ancora, perseverare. Sappiamo che non è necessario l’aiuto di ogni singolo essere umano sulla Terra per portare pace e giustizia.

Basta un gruppo piccolo, determinato, che non si arrenda alla prima, alla seconda, né alla centesima tempesta.”

( stralcio di una lettera scritta da Clarissa Pinkola Estés )

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Clarissa Pinkola Estés, poetessa, scrittrice, psicanalista, sostenitrice dei diritti della donna. Si è laureata in psicologia etno – clinica e si è poi specializzata in psicologia analitica.

E’ stata direttrice del Carl Gustav Yung Center di Denver, in Colorado

Nel 2006, è stata ammessa alla “COLORADO WOMEN’S HALL OF FAME”, un’organizzazione che da riconoscimenti alle donne che hanno contribuito alla storia del Colorado. E’ da sempre attivista, in prima linea, per i diritti delle donne, la loro libertà, la loro emancipazione.

DONNE CHE CORRONO COI LUPI” è il primo libro che l’ha resa famosa. Tradotto in tutto il mondo, è diventato, attraverso gli anni, un classico della psicanalisi “tutta al femminile” e non solo.

Fonte: https://occhiditerra.wordpress.com/author/rossellagrenci/