* La buona notizia del venerdì: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del Cern

Il CERN è il Laboratorio Europeo per la Fisica delle Particelle, il centro di ricerca sulla fisica delle particelle più grande del mondo. Istituito nel 1954, il CERN è stato fra le prime organizzazioni internazionali europee ed è diventato un modello esemplare di collaborazione internazionale. Gli Stati Membri del CERN sono passati dai primi 12 firmatari della convenzione agli attuali 19.Il Laboratorio è situato a cavallo della frontiera franco-svizzera, ad ovest della città di Ginevra, ai piedi della catena del Giura. Circa 6.500 scienziati, la metà dei fisici delle particelle elementari di tutto il mondo, utilizzano le strutture del CERN; essi rappresentano 500 università e oltre 80 nazionalità.

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Ancora una volta dobbiamo essere orgogliosi dei nostri ricercatori e scienziati: Fabiola Gianotti è la prima donna direttore generale del #CERN, e la terza italiana in 60 anni di attività del centro di ricerca. Coordinatrice dell’esperimento Atlas è lei che ha dato l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs.

Nel 2012 il Times l’ha classificata tra le persone più importanti del mondo, mettendola al quinto posto.

E’ il primo Direttore donna e una delle pochissime donne a ricoprire un simile incarico nella fisica.

«In un certo senso trovo naturale che questo sia avvenuto al Cern. Il nostro laboratorio è un luogo che celebra la diversità e che ha una totale apertura verso tutte le differenze, non solo di sesso ma anche di età, etnia, religione, tradizioni. Ricordo poi che in questo momento è una donna anche il Presidente del Consiglio, la scienziata polacca Angieszka Zalewska».

Fabiola Gianotti,  suggella così la straordinaria scoperta del Bosone di Higgs avvenuta il 4 luglio del 2012 grazie all’esperimento Atlas guidato proprio dalla scienziata italiana, uno degli esperimenti di punta del Large Hadron Collider (Lhc) che si snoda sotto Ginevra. 

La scoperta della particella associata al campo di Higgs, che secondo la teoria permea l’Universo e conferisce la massa alle particelle elementari, alla materia, è stato un risultato scientifico di immenso valore, premiato l’anno successivo con il Nobel per la Fisica ai teorici che per primi avevano ipotizzato l’esistenza di questa particelle.

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Lavorare “per la scienza al servizio della pace” è quanto intende fare Fabiola Gianotti, sottolineando di essere “molto orgogliosa” e “molto contenta” per la prestigiosa nomina al vertice del Cern di Ginevra e, con il suo proverbiale low profile da grande scienziata, nella sua prima conferenza stampa via web dal Cern ha assicurato che “studierà” per diventare una buona direttrice generale dell’Istituto, incarico che assumerà ufficialmente dal gennaio del 2016.

Il Cern, ha detto, “ha insita la cultura della diversità, in termini di genere e di religione”, ed ha assicurato il suo pieno impegno perché questa cultura sia “preservata”.

La scienziata ha ricordato inoltre che sono “quattro i capisaldi che caratterizzano il Cern: scienza, tecnologia, formazione e pace“. Tutti elementi “che portano ad una ‘buona scienza” che porta, a sua volta, ad avere “persone migliori” ha osservato Gianotti ricordando che ad ispirarla nella sua scelta professionale è stata la storia e la vita di Marie Curie, la scienziata che ha scoperto il radio e Nobel per la Fisica nel 1903.

Tante le attese per il futuro, quando nella primavera del 2015 rientrerà in funzione il grande acceleratore Lhc: “saranno ancora tante – ha detto – le sorprese che la natura ci riserverà”.

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* Perchè il cielo è blu?

Perché il cielo è blu?

È una domanda a cui molti avevano tentato di rispondere.

Secondo alcuni filosofi siriani era a causa della “ miscela dell’oscurità della notte con la luce delle particelle di polvere nell’aria illuminata dal Sole”.

Per Leonardo da Vinci era, invece, dovuto a minuscole gocce d’acqua nell’atmosfera che si illuminavano alla luce del Sole.

Anche Isaac Newton disse la sua, e lo stesso fece James Clerck Maxwell.

Ma fu un altro il primo a intuire e spiegare scientificamente perché il cielo è blu. E quest’altro è John Tyndall, fisico irlandese nato il 2 agosto 1820.

Thyndall, amico di Michael Faraday e a conoscenza della teoria di Maxwell della luce quale onda elettromagnetica, scoprì che il colore del cielo dipende dall’interazione di queste onde con le particelle presenti nell’ atmosfera, e varia in funzione della lunghezza delle onde. In parole più semplici, capì che il cielo è azzurro perché la luce blu ha una lunghezza d’onda breve e quindi viene diffusa maggiormente dalle particelle rispetto alla luce rossa o a quella verde.

Questa scoperta non riusciva certo a spiegare completamente il fenomeno, tanto che lo stesso Thyndall scrisse che :

“il colore blu del cielo e la polarizzazione della sua luce secondo l’opinione delle nostre più eminenti autorità nel campo, rappresentano i due più grandi enigmi irrisolti della meteorologia”.

Tuttavia, è stato proprio partendo dalla sua geniale intuizione che altri fisici suoi contemporanei o successori, come John William Strutt Rayleigh o Gustav Mie, hanno potuto poi portare a termine l’impresa di rispondere alla domanda millenaria.

Autodidatta per la maggior parte della vita, Tyndall compensò l’assenza di un’istruzione formale seguendo conferenze e lezioni e studiando per conto suo matematica, ingegneria, chimica e fisica. Da disegnatore e ingegnere diventò professore di scuola superiore e finalmente, nel 1848, riuscì a entrare all’ Università di Marburgo in Germania, dove appena due anni dopo si laureò in fisica. La smodata curiosità che lo aveva caratterizzato in gioventù non si spense una volta diventato accademico, al contrario gli consentì di spaziare nelle sue ricerche e dedicarsi con successo agli studi più disparati: da quelli sui cristalli alle ricerche sul diamagnetismo, dalla luce al suono, dal calore ai ghiacciai. Mise a punto un prototipo di maschera antigas e di gastroscopio, e inventò i cosiddetti tubi di luce progenitori della fibra ottica.

Il metodo di “riscaldamento discontinuo” (tindalizzazione) per sterilizzare liquidi da lui ideato si diffuse rapidamente ed è attualmente usato per alimenti, come il latte, che si deteriorano a temperature elevate. T. fu anche alpinista (compì la prima ascensione al Weisshorn e il primo tentativo di uno straniero sul Cervino, raggiungendo sulla via italiana la quota più elevata, la “spalla”, che prese da quel giorno il suo nome: Pic Tyndall).

Memore della sete di conoscenza della sua giovinezza e delle difficoltà incontrate nel soddisfarla, John intraprese anche la carriera di narratore di scienza: tutto quello che studiava lo raccontava in libri non diretti a specialisti ma al grande pubblico, di cui lui aveva fatto parte e di cui ancora si sentiva membro.

Tra i suoi libri di divulgazione scientifica il più diffuso fu Heat considered as a mode of motion (1863), più volte ristampato con aggiunte e tradotto in varie lingue. Ha lasciato un libro sulle sue escursioni e scalate sulle Alpi: Hours of exercises in the Alps (1871).

Il cielo
il cielo è di tutti
il cielo è di tutti.
La terra:
la terra è a pezzetti
la terra è a pezzetti.
Guarda lassù il cielo:
immenso e blu è il cielo
è tutto mio il cielo
Forse c’è Dio nel cielo…
Guarda più su nel cielo:
la libertà è il cielo
vola più su nel cielo.
immenso e blu è il cielo
Guarda lassù nel cielo:
immenso e blu è il cielo
volando va il cielo
dove chissà nel cielo!

Gianni Rodari