* La buona notizia del venerdì: Novità dal cosmo: la Terra ha sette sorelle

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Scoperto un nuovo sistema planetario!

“Abbiamo chiamato la stella sole “Trappist-1” in onore allo strumento con cui l’abbiamo scoperta, il telescopio belga Trappist (acronimo per Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope) “. ( Amaury Triaud, ricercatore all’Istituto di Astronomia dell’Università di Cambridge, che ha preso parte alla scoperta)

E’ a 40 anni luce da noi. Il cuore è la stella nana rossa TRAPPIST-1, i pianeti hanno temperatura tra 0 e 100 gradi e quindi c’è la possibilità di acqua allo stato liquido, che li rende di grandissimo interesse per la ricerca di vita nell’Universo

 

IMMAGINATE un lontano “cugino” del nostro Sistema Solare, popolato da pianeti grandi più o meno come la nostra Terra.

Alcuni di questi mondi alieni potrebbero persino ospitare forme di vita, magari così evolute da viaggiare da un pianeta all’altro a bordo di sofisticate navette spaziali. Un’ambientazione che sembra essere uscita dalla penna di Isaac Asimov o di un altro autore di fantascienza.

Ma ancora una volta la realtà supera la fantasia, e rende reali anche gli scenari più futuristici. Perché, alieni e navicelle a parte, questo sistema planetario esiste davvero, e si trova a meno di 40 anni luce da noi. TRAPPIST-1, una stella nana rossa nella costellazione dell’Acquario, ha infatti un corteo di ben sette pianeti simili alla Terra.

Un risultato attesissimo da giorni  dopo l’annuncio della NASA di una imminente conferenza stampa sui pianeti extrasolari.

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Nel maggio dello scorso anno il team di astronomi, guidati da Michaël Gillon dell’Università di Liegi, aveva pubblicato la scoperta di tre pianeti intorno a TRAPPIST-1. Il risultato delle analisi aveva però spinto Gillon e colleghi a sospettare la presenza di altri pianeti, e per questo il team aveva deciso di condurre nuove osservazioni, sfruttando anche il telescopio spaziale infrarosso “Spitzer”. Analizzando i dati, gli astronomi hanno potuto identificare quattro nuovi pianeti, portando questo sistema planetario a sette membri, denominati TRAPPIST-1 b,c,d,e,f,g, h in ordine crescente di distanza dalla stella. “E’ un sistema planetario sorprendente”, commenta Gillon, “non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti, ma perché sono sorprendentemente simili alla Terra”.

Tris di Terre.

Le stime di densità hanno mostrato che i pianeti più interni dovrebbero essere rocciosi, proprio come i pianeti interni del Sistema Solare. Le orbite di questi pianeti non sono molto diverse da quelle dei satelliti medicei di Giove, e sono molto più piccole dell’orbita di Mercurio. Ma nonostante siano così “impacchettati” intorno alla stella, questi pianeti non sono soggetti a temperature infernali. TRAPPIST-1 ha infatti una massa inferiore a un decimo di quella solare, ed è quindi molto fredda e poco luminosa. Numeri alla mano, questo significa che la temperatura su questi pianeti potrebbe potenzialmente consentire la presenza di acqua liquida, e sfruttando opportuni modelli climatici è possibile farsi un’idea più precisa di quali pianeti abbiano le condizioni ambientali più favorevoli.

In particolare i dati suggeriscono che i tre pianeti TRAPPIST-1 e, f, g potrebbero trovarsi nella cosiddetta fascia di abitabilità: sarebbero cioè a una distanza sufficiente a permettere la presenza di acqua liquida sulla superficie.

Quelli più interni sarebbero infatti troppo caldi, mentre quello più lontano, TRAPPIST-1h potrebbe essere troppo distante e quindi avere una superficie ghiacciata.

This infographic displays some artist's illustrations of how the seven planets orbiting TRAPPIST-1 might appear — including the possible presence of water oceans — alongside some images of the rocky planets in our Solar System. Information about the size and orbital periods of all the planets is also provided for comparison; the TRAPPIST-1 planets are all approximately Earth-sized.

L’acqua liquida è uno degli ingredienti fondamentali per lo sviluppo della vita come la conosciamo, quindi i pianeti nella fascia di abitabilità sono i candidati migliori per andare a caccia di forme di vita aliene. E’ importante però ricordare che la presenza di acqua allo stato liquido in questi casi è solamente un’ipotesi che si basa su modelli climatici e sulla distanza dei pianeti dalla stella.

Per TRAPPIST-1 non è stata rivelata in modo diretto la presenza di acqua, né tantomeno sono state scattate immagini della superficie di questi pianeti, che sono ovviamente troppo distanti per i telescopi attuali.

l passo successivo sarà quindi studiare, con telescopi di nuova generazione, le atmosfere di questi pianeti, per identificare le “firme” chimiche di organismi viventi, come ricorda il coautore Emmanuël Jehin: “Con la prossima generazione di telescopi, come l’European Extremely Large Telescope dell’Eso e il James Webb Telescope di Nasa/Esa/Csa potremo presto esser capaci di cercare l’acqua e persino l’evidenza di vita su questi pianeti”.

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Quando la tua anima è pronta, lo sono anche le cose.
(William Shakespeare)

FONTE:

http://www.repubblica.it/scienze/2017/02/22/news/nasa_la_terra_ha_sette_sorelle_scoperto_un_nuovo_sistema_solare-

* Accade una volta ogni milione di anni

La cometa Siding Spring sfiorerà Marte :

accade una volta ogni milione di anni

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La sua sigla è Comet C/2013 A1, mentre il suo nome, ben più semplice da ricordare, è Siding Spring: sarà la Cometa protagonista dei cieli nella mattina del 19 ottobre quando, alle 20:27 secondo l’orario italiano, passerà ad una distanza “da record” da Marte.

Si tratta di un evento rarissimo, sia perché il corpo celeste sfiorerà il pianeta rosso a soli 139.500 km di distanza dalla sua superficie sia perché l’orbita della cometa à enorme e richiede un milione di anni per essere completata.

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Per l’occasione la NASA ha predisposto un vero e proprio studio televisivo spaziale composto da cinque esploratori robotici – tre orbitali e due sul suolo del pianeta – che assisteranno al primo passaggio della cometa nel nostro sistema solare interno.

I macchinari in orbita osserveranno l’arrivo del corpo celeste per poi nascondersi dietro a Marte per evitare di venire danneggiati da eventuali detriti presenti nella coda della cometa. Al sicuro sulla superficie marziana, invece, i rover Opportunity e Curiosity potranno osservare l’evento in tranquillità, salvo la presenza di tempeste di sabbia che potrebbero oscurarne la visuale.

Sulla Terra, invece, la visuale migliore si avrà nell’emisfero meridionale, con Sud Africa e Australia ai primi posti delle location perfette per l’osservazione. Per noi abitanti dell’emisfero settentrionale, purtroppo, sarà difficile osservare il passaggio della cometa.

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Il corpo celeste ha una dimensione stimata di 800 metri e si è formato durante i primi due milioni di anni di vita del nostro sistema solare, approssimativamente 4.6 miliardi di anni fa.

Fino ad ora, però, non si era mai avventurata così in profondità nel sistema solare, cambiando rotta sempre vicino alle orbite di Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Per fare un paragone, la distanza alla quale passerà – 139.500 km dalla superficie – rappresenta un terzo di quella che separa la Terra dalla Luna.

Siding Spring proviene dalla nube di Oort, la regione sferica posizionata all’estremo confine del sistema solare, che si estenderebbe tra le 5.000 e le 100.000 unità astronomiche: un gigantesco nugolo di oggetti ghiacciati che si crede siano i residui della nebulosa dalla quale si formarono il Sole e i Pianeti tra cui la Terra. 

Mai come adesso gli scienziati potranno ricavare informazioni riguardanti i materiali, inclusi i composti di acqua e carbonio, che esistevano all’epoca della formazione del Sistema Solare, ossia 4,6 miliardi di anni fa

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Studiando la composizione e la struttura di Siding Spring, gli studiosi sperano di imparare qualche dettaglio in più sulla formazione dei pianeti. Gli scienziati terranno inoltre gli occhi bene aperti per eventuali cambiamenti di stato della cometa o di Marte causati dal passaggio ad una distanza così ravvicinata.
Siding Spring proseguirà poi la sua corsa passando accanto al sole ed uscendo dal nostro sistema solare. La rivedremo tra un altro milione di anni.

A meno che non vi troviate sul Pianeta Rosso, non sarà possibile vedere a occhio nudo il passaggio dalle cometa. Con un buon binocolo o un telescompio sarà possibile osservarla dalla Terra, ma solo per coloro che si trovano nell’emisfero australe. Tuttavia, grazie ad internet, l’evento sarà in diretta streaming sul Virtual Telescope e su Slooh. –

 

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?


Fonte:
http://scienze.fanpage.it

http://www.diregiovani.it/rubriche/fotogallery/34218-siding-spring-cometa-sfiora-marte-nasa.dg

 

 

* La Terra minuto per minuto…

 Live streaming della Terra in HD dalla Stazione Spaziale

Scatto ottenuto dalla diretta streaming dalla ISS, dell'Italia illuminata dalle luci notturne. Credit: NASA

Scatto ottenuto dalla diretta streaming dalla ISS, dell’Italia illuminata dalle luci notturne. Credit: NASA

C’è sulla Stazione Spaziale Internazionale, un’esperimento chiamato High Definition Earth Viewing (HDEV), che ci permette di guardare LIVE in diretta la nostra Terra, a qualsiasi ora, ed in HD! Si tratta di una camera in alta definizione, posizionata all’esterno della stazione, che trasmette in streaming immagini e video del nostro pianeta tramite collegamento internet Terra-Stazione Spaziale.

Quest’esperimento è nato come sforzo di divulgazione scientifica, in collaborazione con il progetto HUNCH (High Schools United with NASA to Create Hardware), della NASA, che coinvolge ragazzi dai 9 ai 12 anni che si occuperanno anche di raccolta dati e immagini.

Informazioni riguardo alla posizione della Stazione Spaziale durante lo streaming. Credit: ESA

ECCO QUI la diretta:
Broadcast live streaming video on Ustream

( Non vi preoccupate se certe volte non potete vedere il video. A volte la camera viene cambiata per cambiare prospettiva ed altre volte può esserci una perdita momentanea del segnale. Ma generalmente potete catturare viste da brividi del nostro pianeta!)

Nuovi punti di vista aprono nuove prospettive ai nostri sogni!

Fonte:http://www.link2universe.net/

* Un’ eclissi per pochi

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Ne sono avvenute appena 68 in 5000 anni: si tratta un tipo di eclissi solare rara detta ‘non centrale’

Le eclissi anulari si verificano quando la Luna non copre completamento il Sole, a causa della distanza risulta un pò più piccola, e lascia visibile un anello di Sole, una cintura di fuoco.

La Luna sarà nella fase di novilunio, come in ogni eclissi solare. Ma sarà anche nel punto più lontano della sua orbita rispetto alla Terra, motivo per cui presenterà delle dimensioni apparenti più piccole della media. Questo incrocio di eventi permetterà al nostro satellite di oscurare soltanto la parte centrale del disco solare, determinando un anello di fuoco nel cielo.

Le eclissi anulari e totali non sono poi così rare come si potrebbe immaginare: esse si verificano in media ogni 18 mesi, e quello di domani, si ripresenta dopo l’evento del 10 Maggio 2013.

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Quella di domani, classificata come eclissi anulare non centrale, sarà un’eclissi particolarmente rara in quanto il cono d’ombra della Luna non raggiungerà direttamente la Terra, ma la sfiorerà passando per il Polo Sud.

Un’ eclissi per pochi perchè sarà pienamente visibile solamente da uno dei posti più remoti del pianeta, l’Antartide.

Dall’Italia sarà possibile osservarla in diretta dalle 08,00 del mattino del 29 aprile attraverso il Virtual Telescope e in streaming sull’Ansa che trasmetterà le immagini riprese da una serie di telescopi in Australia. Eclissi come quella di domani sono difficili da osservare.

Il 2014 sarà caratterizzato da due eclissi solari: quella di domattina (anulare) e quella del prossimo 23 Ottobre (parziale). Oltre all’Antartide, caratterizzato da un clima inospitale e da condizioni meteorologiche spesso proibitive, sarà l’Australia, parte dell’Indonesia e una parte dell’Oceano Indiano a godere dello spettacolo.

 

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Sono più frequenti le eclissi di luna o quelle di sole?

Fino ad oggi, se includiamo anche le eclissi penumbrali, le eclissi di luna sono state in numero maggiore di quelle di sole.

Nel suo famoso libro “More Mathematical Astronomical Morsels” il famoso astronomo belga Jean Meeus riporta che ci sono state 228 eclissi solari e 229 eclissi lunari nel 20° secolo, dal 1901 al 2000. E prevede che se andiamo avanti nel tempo fino al 3000 ci saranno 7,124 eclissi solari e 7,245 eclissi lunari.

Fred Espenak della NASA , conosciuto come “Mr. Eclipse” ha calcolato che in un periodo di 5000 anni, dal 2000 A.C. al 3000 D.C. si possono contare 11,847 eclissi di sole e 12,186 eclissi di luna.

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La prossima eclissi totale di sole sarà visibile in U.S.A. Il 21 agosto del 2017.

Per saperne di più:

eclisse di luna, meteore, e stelle cadenti,tetradi nel 2014

guarda che luna, anzi due

gira, gira, la luna e il sole: eclisse!


Fonti:

http://www.meteoweb.eu/2014/04/domani-leclissi-anulare-di-sole-a-melbourne-e-sydney-un-tramonto-speciale/279259/

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2014/04/28/AQ96wreC-antartide_eclissi_volte.shtml

http://earthsky.org/space/are-lunar-eclipses-more-common-than-solar-eclipses

 

* Guarda che luna…anzi super…anzi due!

Una superluna è la coincidenza di una luna piena con la minore distanza tra Terra e Luna. L’effetto è un apparente aumento delle dimensioni della Luna visto dalla Terra.

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La Luna raggiunge il perigeo, (il termine  deriva dal greco perigeion, che indica “vicino alla Terra.”) cioè il punto della sua orbita più vicino alla Terra, più o meno ogni due settimane: l’orbita della Luna attorno al nostro pianeta è ellittica quindi la sua distanza dalla Terra oscilla tra i 354.000 km del perigeo e 410.000 km dell’apogeo, il punto più lontano.
La Luna impiega 27,3 giorni per completare una rotazione attorno al nostro pianeta: apogeo e perigeo si alternano quindi ogni 14 giorni circa e l’azione gravitazionale del Sole, interferendo sull’orbita della Luna, fa sì che la loro distanza dalla Terra non sia costante. 
Ma quando la Luna, oltre che particolarmente vicina a noi, è anche piena, ci appare del 14% più grande e del 30% più luminosa rispetto al solito.

Ma cosa è esattamente una superluna?

E’ quando la luna, nella sua orbita è un po’ piu’ vicina del solito alla Terra, cosa che si nota piu’ facilmente quando c’è luna piena.

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Cosi la luna puo’ sembrare piu’ grande sebbene, in queste fasi, la differenza nella sua distanza  dalla Terra sia solo una minima percentuale” ha detto il dr. James Garvin, capo scienziato al Goddard Space Flight Center della NASA , sul sito dell’agenzia spaziale.
“Viene chiamata superluna, perchè questo è un allineamento molto visibile che a prima vista sembrerebbe avere un certo effetto. In questo caso il ‘super’ nella superluna riguarda semplicemente il fatto che essa appare piu’ vicina” Data questa vicinanza, la superluna nel cielo puo’ sembrare piu’ grande e piu’ luminosa ai nostri occhi , rispetto al sua grandezza e luminosità minima,” questo secondo la NASA.
Il termine superluna deriva dall’astrologo Richard Nolle, che cosi la defini’ 30 anni fa ma è solo ora che il termine sta diventato di uso corrente, secondo EarthSky.  Nolle disse che la superluna è “una luna nuova o piena che avviene quando la luna è piu’ vicina (del 90% i) alla Terra in una data orbita.”
Questo significa mediamente 4 o 6 superlune all’anno. .

L’ultimo evento si è verificato il 23 giugno 2013.

Durante quest’occasione c’è stata la più vicina e la più grande luna piena del 2013.
Nel 2014 ci saranno 5 “superlune” e la prima è stata il 1° gennaio, una luna nuova. Un’altra arriverà il 30 gennaio. Le altre superlune del 2014 saranno il 12 luglio, il 10 agosto e il 9 settembre.
Gennaio sarà cosi l’unico mese con 2 superlune fino a gennaio 2018, secondo EarthSky.

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Molti hanno attributo alla superluna la capacità di scatenare terremoti, violente onde di marea, eruzioni vulcaniche. Tutto questo è privo di fondamento scientifico.
In effetti l’attrazione gravitazionale della Luna sulla Terra è responsabile dell’andamento delle maree e di una debole variazione nel livello della crosta terrestre. Si tratta di un fenomeno noto come “marea solida” che, al pari delle maree oceaniche, provoca un movimento della crosta terrestre di alcuni centimetri.
Durante i periodi di luna piena e nei perigei questa influenza si fa sì più intensa, ma rimane comunque troppo debole per scatenare terremoti, che sono invece innescati dalle zolle tettoniche quando scivolano sotto l’altra o una accanto all’altra.

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James Garvin, scienziato della NASA e responsabile del Goddard Space Flight Center, tranquillizza: «Gli effetti della superluna sono di scarsa portata e tutti gli studi più accreditati compiuti da sismologi e vulcanologi sono concordi nel sostenere che il perigeo lunare, anche in combinazione con una Luna piena , non possono influire sul bilancio energetico del pianeta più di quello che accade ogni altro giorno dell’anno».

Vale la pena ricordare che l’11 marzo 2011, mentre uno dei terremoti più potenti dell’era moderna scatenava la sua furia sul Giappone, la Luna si trovava a oltre 400.000 km da noi, ben più lontano della sua distanza media.

Fonti:
http://www.theepochtimes.com/n3/422729-supermoon-dates-2014-two-new-moons-coming-in-january
http://www.focus.it/scienza/spazio/la-superluna-del-19-marzo-2011-e-responsabile-del-terremoto-e-dello-tsunami170311_0011_C12.aspx

* Moonwatch Party: il 12 ottobre guarda la Luna

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Moonwatch Party, la bellissima esperienza che dal 2010 ha portato tutto il Mondo ad osservare la Luna nella stessa serata, viene riproposta anche quest’anno il giorno 12 di Ottobre.

L’evento, denominato In.O.M.N. (International Observe the Moon Night), è promosso a livello mondiale dalla NASA, l’agenzia spaziale americana.

L’ International Observe the Moon Night (InOMN) è seguita in tutto il mondo da numerose organizzazioni, enti di ricerca, associazioni, scienziati, educatori.
Nel team promotore della InOMN sono coinvolte importanti istituzioni: Astronomical Society of the Pacific & the NASA Night Sky Network, EU-Universe Awareness, Lunar and Planetary Institute, NASA Lunar Science Institute per citarne alcuni…

Anche l’Italia partecipa con una serie di eventi e appuntamenti su tutto il territorio nazionale supportati dall’Istituto Nazionale di Astrofisica, in collaborazione con l’Unione Astrofili Italiani e la Società Astronomica Italiana.

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“…io aspetto tutto il dì la sera che l’ sol si parta e dia luogo a la Luna” scriveva Petrarca, a voler sottolineare l’enorme influenza che la pallida Selene ha sugli uomini.

Inseparabile compagna della Terra, la Luna è il corpo celeste più vicino a noi e dopo il Sole è l’oggetto più luminoso.

Fin dall’antichità la Luna ha stimolato  l’interesse e la fantasia dell’uomo. Non solo ispiratrice di poeti, ma ausilio fondamentale della nostra cultura fin dalla notte dei tempi.

Ad essa si deve l’istituzione del calendario con tutto quello che ne consegue, la comprensione graduale di fondamentali concetti astronomici e terrestri, la realizzazione di uno dei più grandi sogni dell’uomo: camminare su un mondo alieno.

Mitologie lunari si ritrovano in tutte le culture: la sua misteriosa luminosità e la mutevolezza periodica del suo aspetto hanno da sempre spinto gli uomini a immaginare una possibile correlazione tra le vicende terrene e il nostro satellite.

Ancora oggi, a più di quaranta anni dagli storici passi di Neil Armstrong, la Luna continua ad alimentare mitologie e sogni.

Lo star party internazionale sarà un’occasione per proporre osservazioni al telescopio dedicate alla Luna e per approfondire temi quali la genesi e le caratteristiche fisiche, le missioni spaziali passate e in programmazione, la mitologia, la poesia, la musica e le diverse espressioni artistiche ispirate al nostro satellite naturale.

La Luna sarà poco oltre la fase di Primo Quarto.

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” La prima luna crescente ha con sè le energie del seme, densa di promesse, nascosta.
Compagna della sua Luce, se ne discosta appena, per pochi momenti.
Richiede attenzione, per essere vista, come i semi di una nuova vita nel grembo di Madre. Figlia della Notte, fecondata dall’incontro con il suo Sole, è delicata e diafana.
La sua energia è quella della speranza, dell’intuizione, di quell’Apertura che del Femminile è potenza.

La prima luna crescente, che si fa via via più definita fino al quarto, si fa dono delle energie della semina, del germogliare, dell’aprirsi di cuore e sensi, del tendere verso il mondo, a ricevere. Si è ricettive, in questo tempo, ci si nutre di tutto ciò che ci giunge.

La falce crescente a forma di coppa sottile (la cosidetta luna a barchetta) ne è il simbolo più puro, anche se nella notazione in uso viene rappresentata con la gobba a destra (gobba a ponente, luna crescente).

E giunge il perfetto equilibrio del quarto, questo tempo insieme compiuto e a metà strada, tra il giorno e la notte, tra la nera e la piena, che porta con sè entrambi i sui poli. Quel quarto che ci sorprende nell’azzurro sembra zucchero puro e ci incanta nel buio per quel suo taglio così netto scadere dell’ora. Quarto diritto verticale sulla terra o dolcemente inclinato, a promettere ancora, a ricevere. Ci invita a fermarci, per il sottile cambiamento che porta con se: è ora di ascoltarci, di dare forma alla sensazione magari ancora sottesa, vaga, indefinita.

Il tempo della luna della crescita, come quello della primavera, è un tempo spesso gioioso, ricco di stimoli e di nuove possibilità, è il tempo per dare inizio a nuove cose nella nostra vita, per avviare progetti già seminati nella precedente luna o per progettare il nuovo.

Per far crescere piante e fiori nei nostri giardini, siano essi del mondo o interiori.

E’ un periodo buono per fare progetti, prendere iniziative, socializzare e comunicare. La mente è piu’ analitica e focalizzata sugli obbiettivi da raggiungere. E’ importante assecondare il desiderio di indipendenza ed il dinamismo di questa fase, che spinge all’azione e al movimento.”

Fonti:

http://thatsgoodnewsblog.com/2013/10/11

www.ilcerchiodellaluna.it

Leggi anche:

La luna, astro, dea e madre”

* Donne nello Spazio

Oggi cade il 50° anniversario da quando, nel lontano 1963, il cosmonauta sovietico Valentina Tereshkova – solo due anni dopo Yuri Gagarin – ha effettuato il giro della Terra 48 volte durante i 3 giorni di permanenza a bordo della navicella Vostok 6.

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La Tereshkova è la prima donna che ha partecipato ad una missione spaziale. Vi ha condotto esperimenti scientifici per conoscere gli effetti dell’assenza di gravità sul corpo umano, ha scattato numerose fotografie, e ha pilotato manualmente la navicella. 

La Vostok-6 faceva parte di una missione spaziale congiunta con Vostok-5, una navicella decollata appena due giorni prima con a bordo il cosmonauta sovietico Valery Bykovsky. Vostok-5 e Vostok-6 volarono ad un raggio di 5 chilometri (3 miglia) e comunicavano via radio.

Valentina Tereshkova era un’operaia tessile e superò la selezione – lasciando a terra le altre 4 contendenti, selezionate su un campione di 400 volontarie – soprattutto perché era un’abile paracadutista. All’epoca, infatti, le navicelle spaziali non erano molto sicure in fase di atterraggio. La Vostok non consentiva, al contrario della Soyuz attuale, di arrivare a bordo e quindi il cosmonauta doveva lanciarsi col paracadute a un’altezza di 7 chilometri. A quella quota l’intero seggiolino con il cosmonauta veniva sparato fuori e poi iniziava la discesa.

Lei, nei giorni scorsi, ha detto che vorrebbe tanto andare a morire su Marte, come egualmente ha affermato Buzz Aldrin, l’astronauta americano che ha posato il piede sulla Luna per secondo. Insomma non c’è più l’Unione Sovietica e il comunismo, forse non c’è più neppure il capitalismo, come lo si conosceva ai tempi della Guerra fredda, ma in tutti i popoli sopravvive, fin dai tempi di Ulisse, la voglia di viaggiare e di conoscere.

Sally Ride Communicating with Ground Control

Senza l’avventura temeraria di Valentina oggi le donne sarebbero un po’ più indietro. Per questo, giustamente, Karen Nyberg ha registrato, dalla Stazione internazionale Iss, un filmato di poco più di un minuto, un breve e sentito tributo alla sua illustre collega che sfidò lo spazio e il destino 50 anni fa.

Oggi, solo 57 delle 534 persone che hanno volato nello spazio sono donne. Ci sono voluti 20 anni per vedere la seconda donna coinvolta in una missione spaziale: si tratta di Sally Ride, la prima donna americana nello spazio, e da quel momento più di 40 donne hanno volato in orbita come astronauti della NASA (attualmente sono 12 le donne in forze alla NASA).

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Sopra le nostre teste, fra i 355 e i 400 chilometri dal suolo, in questo momento orbitano due stazioni spaziali: una cinese, Tiangong 1, e una Internazionale, la Iss.

All’interno, per i prossimi dieci giorni, due astronaute: la cinese Wang Yaping con i suoi due compagni di volo nella TIangong e nell’altra l’americana Karen Nyberg con i suoi 5 compagni, fra cui l’italiano Luca Parmitano.

Fonte:www.universetoday.com/102956/cosmonaut-valentina-tereshkova-1st-woman-in-space-50-years-ago-ready-for-mars/#more-102956.