* Leonardo,architetto,pittore,scultore,disegnatore,trattatista,scenografo,anatomista,botanico,musicista, ingegnere e progettista, genio del Rinascimento e… secondo me!

 

Il 2 maggio 1519 moriva ad Amboise nel castello sulla Loira del re Francesco 1, Leonardo di ser Piero da Vinci (Anchiano, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519)

Grandi mostre e celebrazioni in questo cinquecentesimo anniversario…

e chi si vanta di qua e chi si vanta di là!

Fin da piccola mi sono fatta una visione epica dei protagonisti dell’espressione artistica che nella biblioteca di casa leggevo ” le Vite”di Giorgio Vasari (1568)

“Grandissimi doni si veggono piovere dagli influssi celesti ne’ corpi umani molte volte naturalmente, e sopra naturali, talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtú, in maniera, che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gl’altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci, nel quale oltra la bellezza del corpo, non lodata mai a bastanza, era la grazia piú che infinita in qualunque sua azzione; e tanta si è fatta poi la virtú, che dovunque l’animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute [risolte]. La forza in lui fu molta e congiunta con la destrezza, l’animo e ‘l valore, sempre regio e magnanimo. E la fama del suo nome tanto s’allargò, che non solo nel suo tempo fu tenuto in pregio, ma pervenne ancora molto piú ne’ posteri dopo la morte sua…..”

(G. Vasari, Le vite dei piú eccellenti pittori, scultori e architetti,)

E Leonardo di ser Piero da Vinci è stato per me non solo architetto,pittore,scultore,disegnatore,trattatista,scenografo,anatomista,botanico,musicista, ingegnere e progettista, genio del Rinascimento ma un perfetto esempio delle molteplici capacità dell’essere umano.

Oggi, di quanto poco e da quanto pochi vengono usate queste capacità! E gli esempi sono ben altri!

Ebbene…

Studiando le opere di Leonardo ero rimasta, e lo sono ancora, affascinata dall’angelo dell’ Annunciazione.

L’Angelo è raffigurato in una posizione classica, come appena planato con le ali battenti, nel momento poco prima di richiudersi. La veste è già completamente ricaduta al suolo e mostra il suo peso sull’erba, in cui sembra anche di poter cogliere lo spostamento d’aria dell’atterraggio.

A differenza degli angeli normalmente rappresentati,non ha ali di pavone(considerato animale sacro e simbolo di immortalità per la carne creduta immarcescibile), bensì ali di uccello autentiche, studiate attraverso l’anatomia propria dei volatili. “

E’ un personaggio vivo, palpitante ,appena ha posato i suoi piedi su un tappeto di fiori altrettanto palpitante per essere stato appena calpestato se pur con grazia …

E questo tappeto di fiori è un trattato di botanica, tutte le specie dei prati toscani sono raffigurate con estrema precisione scientifica,risultato dell’osservazione minuziosa e delle intuizioni geniali di Leonardo.

Leonardo fu precursore anche in botanica, compiendo importanti osservazioni e ragionamenti che hanno anticipato di secoli le scoperte che altri scienziati fecero dopo di lui, con strumenti e metodi decisamente più avanzati.

Leonardo si accorse che le foglie sono disposte sui rami non in modo casuale ma secondo leggi matematiche, precorrendo sensibilmente i tempi giacché le prime vere leggi in merito furono formulate solo tre secoli più tardi. Si accorse anche che la crescita delle foglie è tale da evitare la sovrapposizione, in favore dell’approvvigionamento di luce.

Leonardo osservò anche gli anelli concentrici che si trovano all’interno dei tronchi, capendo che erano legati all’età della pianta, osservazione confermata dopo più di un secolo.

La scoperta più importante di Leonardo in ambito botanico fu senz’altro l’osservazione del fenomeno che permette alle piante di prendere l’acqua dalle radici e di farla giungere fino al tronco e ai rami. Anche questa volta si accorse per primo di un evento naturale che poi sarebbe diventato legge scientifica: il fenomeno della linfa ascendente e discendente.

Proprio tramite lo studio del fenomeno della linfa ascendente, grazie anche alle sue competenze di idraulica e fluidodinamica, Leonardo riuscì ad anticipare di diversi secoli la nascita di un’altra tecnica, quella della coltura idroponica.

Sapendo, infatti, che per far salire l’acqua era necessario compiere un “lavoro”, Leonardo intuì che anche le piante dovevano, in qualche modo, compiere questo “lavoro” per portare l’acqua dalle radici alle parti alte della pianta.

Per capire meglio come ciò avvenisse, ebbe l’intuizione geniale di togliere la terra e di mettere la pianta direttamente in acqua, osservando che riusciva ancora a crescere, anche se più lentamente.

https://leonardodavinciteatro.wordpress.com/category/leonardo-e/botanico/

https://www.ibs.it/vite-libro-giorgio-vasari/

Hai anche tu un ricordo particolare di un’opera di Leonardo?

E se lo celebrassimo sul web con le nostre opere preferite?

Leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2019/04/20/il-cenacolo-e-le-costellazioni-2/

* Io sono me stesso

 

Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima:
Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere,
QUELLO a cui chiedevo aiuto.
Sono QUELLO che ho cercato.
Sono la stessa vetta della MIA montagna.
Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro.
Sono infatti l’UNICO che produce i molti,
della stessa sostanza che prendo da ME.
Poiché TUTTO è ME, non vi sono due,
la creazione è ME STESSO, dappertutto.
Quello che concedo a ME stesso,
lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso,
l’UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio.
Quanto a quello che voglio,
non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
Sono infatti il conoscitore, il conosciuto,
il soggetto, il governante ed il trono.

Tre in UNO è quello che sono e
l’inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume,
allorché sognavo durante un incubo.
Sognai che non ero il SOLO unico e
cosi’ IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso,
finché non mi svegliai.
Trovai cosi’ che IO avevo scherzato con ME stesso.
Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono
e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l’eternità.

(Traduzione di un antico testo spirituale egizio)

* Arte e Gatti

Monna Lisa rideva perchè Noi eravamo lì.

Puoi non sorridere avendo sulle tue ginocchia dieci chili di tale eccezionale importanza?

In effetti Leonardo era incerto nel dipingere la Nostra immagine. Aveva paura della reazione dei critici e dei galleristi che pensavano non fosse serio mettere gatti nei quadri.

Ma il sorriso di Monna Lisa è rimasto nel dipinto.

Questa è la storia vera.

http://fatcatart.ru/category/masterpieces/?lang=en

 

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Un gatto non è “ solo un gatto”

Ogni grande  ha con sè un gatto