* La buona notizia del venerdì: I Giochi chimici della professoressa

 

quando si incontrano persone speciali sul web e si fa amicizia per sempre

è quando ho incontrato Margherita Spanneda!

 

 

Pubblicato il 9 giugno 2018

Per concludere l’anno scolastico e anche la mia attività di docente, ho deciso di giocare con le mie classi.

Nell’ultimo mese di scuola ho proposto loro un argomento da studiare,   rielaborare e semplificare in modo da renderlo  comprensibile a bambini delle elementari; ho suggerito di utilizzare, favole, canzoni e filastrocche, ma soprattutto giochi.

Alla base di questa mia richiesta, c’era la stanchezza per dover sopportare nozioni imparate a memoria e subito dimenticate, di dover correggere robe scopiazzate e frutto di copia-incolla, ma  c’era anche la voglia di sapere se, messi alle strette, i miei  studenti fossero in grado di esprimersi in modo originale e per certi versi innovativo tirando fuori quelle meravigliose qualità che di solito tengono gelosamente nascoste.

Ecco come ho agito.

Ho fornito loro il materiale sotto forma di PowerPoint da me elaborati che ho messo a disposizione su Classroom, un’interessante applicazione di Google e ho chiesto loro di leggerli  e di utilizzarli come materiale di studio.

Li ho divisi in gruppi da tre, dando loro la possibilità di lavorare in classe, senza quindi doversi trovare nel pomeriggio se non per loro scelta.

Purtroppo laboratori d’informatica e tablet della scuola erano tutti occupati e ho quindi dato loro il permesso di utilizzare tablet, cellulari e computer personali utilizzando il WiFi della scuola.

Ho dato i tempi: 5 lezioni per lavorare e produrre, poi ho fissato il termine per la consegna dei lavori completi su Classroom  e stabilito il calendario per le presentazioni.

Ho fornito le griglie di valutazione, del gruppo e individuale, nelle quali erano evidenziate le caratteristiche  che avrebbe dovuto avere il loro lavoro ( e il loro comportamento) per ambire a una buona valutazione.

Ho chiesto che le loro presentazioni comprendessero una slide con nome e logo del gruppo, titolo del lavoro presentato,  nomi dei componenti il gruppo

e un momento in cui ogni componente spiegasse in dettaglio i suoi compiti e il suo contributo al lavoro del gruppo.

Ho  chiesto di fotografare il loro lavoro giornaliero e di pubblicarlo su Classroom

Ho poi ricordato che la mia funzione era quella di osservatore e che l’atteggiamento “umarell” non sarebbe passato … inosservato!

Naturalmente ho anche pensato “speriamo bene!” e temuto per la mia “sopravvivenza” perché alcune classi non brillavano certo per l’impeccabile disciplina.

Sono piuttosto soddisfatta dei risultati, certo non tutto è stato perfetto, ma la gran parte dei gruppi ha prodotto lavori originali e per certi versi sorprendenti. 

Vi mostro alcuni giochi ( naturalmente provati in classe!), ma ci sono state favole, film, canzoni e filastrocche insomma una grande quantità di materiale anche molto interessante.

Dimenticavo, ecco i tre argomenti che hanno affrontato ed elaborato

la prima CAT presentazione della tavola periodica

le seconde AFM  l’atomo in particolare la storia

la seconda CATGRAF il colore.

..continua sul blog https://unpodichimica.wordpress.com/2018/06/09/giochi-chimici/

 

 

Mi chiamo Margherita Spanedda e sono nata nel Medio Evo a Pesaro.

Abito a Castel Maggiore in provincia di Bologna e faccio la prof a Faenza. Pendolare da sempre, resisto al disagio di una vita con Trenitalia perchè mi piace il mio lavoro. Alla fine di ogni anno scolastico mi accorgo di aver imparato qualcosa di nuovo.  Sarà così anche per i miei studenti?

 

“È necessario che l’insegnante guidi il bambino, senza lasciargli sentire troppo la sua presenza, così che possa sempre essere pronto a fornire l’aiuto desiderato, ma senza mai essere l’ostacolo tra il bambino e la sua esperienza”. (Maria Montessori).

 

http://www.meteoweb.eu/2018/06/premio-loreal-unesco-per-le-donne-e-la-scienza/1107967/amp/

* Giro giro tondo cambia il mondo…

 

 

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che è sempre più raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l’unica cosa sicura è tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre più spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all’amore il resto è niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

 

Non insegnate ai bambini

Giorgio Gaber

*La buona notizia del venerdì: Insegnare è una passione senza età

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102 ANNI 

ECCO L’INSEGNANTE PIÙ ANZIANA E ADORABILE DEGLI STATI UNITI

Ha compiuto 102 anni lo scorso 12 gennaio, ma ha lo spirito di una ragazzina e, a detta del suo medico, il cuore di una quarantenne. Stiamo parlando della più anziana insegnante americana che, a dispetto del tempo che passa, continua a lavorare a tempo pieno in una scuola del New Jersey.

La protagonista di questa storia si chiama Agnes Zhelesnik, ma per i suoi studenti e per i colleghi della Sundance School è, molto semplicemente, Granny, la nonna.

La sua storia è così particolare da sembrare la sceneggiatura di un film: dopo una vita da casalinga, nel 1990 sua figlia, insegnante di arte presso l’istituto del New Jersey, le propone di collaborare con la mensa della scuola.

Agnes ha già ottant’anni, ma accetta molto volentieri.

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Qualche tempo dopo, quando si libera una posizione per tenere lezioni di cucito e di cucina a bimbi di cinque e sei anni, Agnes capisce che è l’opportunità che fa per lei e, a dispetto dell’età avanzata, ottiene l’incarico. Nelle sue classi regna un’atmosfera gioiosa, proprio come nella cucina di una nonna, un contesto protetto e rilassato in cui i piccoli possono esprimere la propria creatività e imparare divertendosi.

Per i suoi bambini Agnes ha realizzato a mano dei graziosi grembiulini colorati, in modo che non si sporchino nel corso delle sue lezioni, e, grazie alla sua indiscussa abilità di sarta, è responsabile anche della fabbricazione dei costumi delle loro recite scolastiche. Vedere i bambini muoversi sul palcoscenico indossando le sue creazioni è per lei una grande soddisfazione.

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Oggi Agnes Zhelesnik è ancora lì, straordinariamente lucida, attiva e, da un po’ di tempo, anche famosa: la sua storia, venuta a galla qualche anno fa, ha commosso gli Stati Uniti, spingendo diverse testate a dedicarle articoli e servizi e a celebrare, ogni anno, i suoi compleanni.

Proprio due giorni fa questa insegnante tanto speciale ha spento ben 102 candeline e, come accade ormai da vent’anni a questa parte, ha voluto trascorrere la ricorrenza insieme ai suoi piccoli studenti, a scuola, nel luogo che ama di più e in cui è più felice. Il luogo che l’ha ringiovanita e che le infonde, ogni giorno, energia ed entusiasmo.

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E a chi le chiede quale sia il segreto della sua longevità, Agnes risponde con una semplicità disarmante:

Basta essere felici di quello che si fa. Questa per me è la vera felicità.

http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/18917-insegnante-piu-anziana-usa

* la buona notizia del venerdì: Assegnato il ” Premio Nobel della scuola” a Nancie Atwell

I suoi studenti leggono 40 libri l’anno (scelti da loro). Lei è la prof più brava al mondo…

Nancie-Atwell-982x540 A 63 anni Nancie Atwell ha vinto quello che è stato definito il “premio Nobel della scuola” (un milione di dollari, a rate, che investirà nel suo centro). Il suo metodo si basa sui libri: “I miei ragazzi ne leggono almeno 40 l’anno. Li scelgono loro. Da una libreria che aggiorniamo continuamente…” 


nancie-atwell-2 I suoi studenti leggono 40 libri l’anno. Anche per questo, è stata definita la professoressa più brava al mondo. La storia di Nancie Atwell è stata raccontata daRepubblica in occasione dell’assegnazione, a Dubai, del Global Teacher Prize, “il premio Nobel della Scuola” (riconoscimento voluto da un imprenditore sociale di origini indiane, Sunny Varkey, attraverso la fondazione che porta il suo nome): la professoressa, 63 anni, è molto nota per i suoi libri sulla didattica, e con il premio porta a casa un milione di dollari, a rate, per 10 anni (a patto di insegnare per almeno altri 5, però). 70377 La Atwell ha spiegato con orgoglio: “Ho cambiato il modo di insegnare, ho fatto innovazione senza chiedere il permesso a nessuno“. Come scrive Repubblica, il suo metodo, consacrato da un centro per l’insegnamento e l’apprendimento che ha fondato nel 1990 a Edgecomb, nel Maine, si basa sui libri: “I miei ragazzi ne leggono almeno 40 l’anno. Li scelgono loro. Da una libreria che aggiorniamo continuamente con più di diecimila titoli. Sono loro a dirmi cosa vogliono leggere, di cosa vogliono scrivere e imparano a farlo”. I soldi del premio saranno investiti nel suo centro: “Sto ancora imparando come trasformare la scuola, ogni scuola, in un luogo di felicità e saggezza”, ha raccontato Nancie Atwell. Il premio è nato solo un anno fa, e per questa edizione sono arrivate 5mila candidature da più di 100 paesi. Nella top 50 anche due italiani: Daniele Manni e Daniela Boscolo.   us-teacher-nancy-atwell-wins-1m-nobel-prize-teaching-dubai http://www.illibraio.it/studenti-leggono-40-libri-anno-prof-brava-mondo-188344/


E’ stata appena presentata #ioleggoperché, una grande iniziativa pensata dall’Associazione Italiana Editori per promuovere la lettura tra chi non legge. E i protagonisti, questa volta, sono i cosiddetti “lettori forti”, che hanno la possibilità di diventare “messaggeri” della lettura e di farsi promotori volontari della loro passione per la lettura. IoLeggoPerché1-981x540 Spiegano gli organizzatori: “I Messaggeri persone che amano leggere, offrono libri ad altre persone. Ovunque, in tutta Italia”. E aggiungono: “Abbiamo individuato nei Messaggeri l’asse portante di questo progetto. Solo persone appassionate, competenti e motivate possono affidare un libro a persone che non ne hanno ancora colto il valore in modo pieno. I Messaggeri conoscono, amano, si divertono con i libri e avvicinano chi di questo mondo non fa parte. Non solo gente ‘del mestiere’, autori e traduttori, librai, editori, bibliotecari, artisti e creativi in genere. Sono soprattutto persone che i libri li acquistano, li amano, approfittano di #ioleggoperché per condividere con altri la loro grande passione. Il 23 aprile i Messaggeri offrono libri a chiunque loro ritengano, ovunque, in Italia. Noi li abbiamo cercati e li cercheremo con la complicità della enorme rete creata in questi mesi. Faremo appello alla loro passione, al loro orgoglio, al loro amore, alla loro capacità di riattivare in altri energie e desideri assopiti”. I Messaggeri “ideali” dunque sono: 1. Lettori appassionati, fieri di esserlo, consapevoli del piacere straordinario che dà un libro. 2. Persone affidabili che porgono un libro, consegnano una storia come se consegnassero un nuovo mondo, felici di poterlo condividere. 3. Hanno un piccolo segreto, un trucco per accennare una trama, soffermarsi su un dettaglio, sfoderare una citazione, suggerire un breve ascolto per seminare il fascino del libro che hanno con sé. 4. Sanno come avvicinare gli altri senza essere invasivi, essere estroversi senza esagerare, fare della propria timidezza un’arma seducente. 5. Sanno che giocare è una cosa divertente e seria, raccolgono le sfide, le vivono come un’avventura; prendere un impegno non è un problema, anzi un piacere. 6. Sono consapevoli che il futuro riserva una gioia: sentirsi dire “grazie” da chi ha ricevuto il libro in consegna. Maggiori dettagli sul sito ufficiale, www.ioleggoperché.it

* Tempo di valutazioni a scuola …cambiare si può!

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Una maestra, dopo aver consegnato le schede di valutazione ai genitori, scrive queste riflessioni sul voto nella sua bacheca:

Non sono stata capace di dire no. No ai voti. Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare. A chiudere i bambini in un numero. Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.

Il voto corrompe.Il voto divide.Il voto classifica. Il voto separa.

Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità. Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme. Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia.

Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano. Il voto dimentica da dove si viene. Il voto non è il volto.

I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve. Creano ansia, confronti, successi e fallimenti.

I voti distruggono il piacere di scoprire e di imparare, ognuno con i propri tempi facendo quel che può.

I voti disturbano la crescita, l’autostima e la considerazione degli altri.

I voti mietono vittime e creano presunzioni.
I voti non si danno ai bambini. In particolare a quelli che non ce la fanno.


La maestra lo sa bene, perciò è colpevole. Per non aver fatto obiezione di coscienza.”

Il “maestro” Manzi riportava nella scheda di valutazione di tutti gli studenti la stessa formula: “Ha fatto quel che può, quel che non può non fa”.

 

Quando ride un bambino
sia biondo che bruno
la terra prende un punto.

Quando ride un bambino
sia bianco che nero
il mare prende un punto.

Quando ride un bambino
sia bimbo che bimba
il cielo prende un punto.

Quando ride un bambino
il mondo prende un punto
e forse anche di più.

 Roberto Piumini

Cambiare si può !

 

Fonte: www. paroleingioco.wordpress.com

* La buona notizia del venerdì: Il Metodo Montessori arriva su smartphone e tablet

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Maria Montessori è stata una figura davvero importante per il nostro panorama culturale italiano, nota per il metodo pedagogico che prende il suo nome, usato in migliaia di scuole materne, elementari, medie e superiori di tutto il mondo.

Il Metodo Montessori si basa sull’indipendenza e sul rispetto per il naturale sviluppo mentale del bambino.

Tra gli elementi principali della teoria della pedagogista vi sono le classi di età mista, la scelta dello studente all’interno di una gamma di opzioni prestabilite di attività da svolgere e un modello costruttivista in cui gli studenti imparano il concetto di lavorare con gli oggetti, piuttosto che con istruzione diretta, con l’utilizzo di materiale didattico specializzato e sviluppato dalla Montessori e dai suoi collaboratori.

L’adulto non deve intervenire in questo importante momento di crescita, ma solo fornire al bambino un ambiente adeguato e gli strumenti corretti per poter sperimentare ed imparare da solo.

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E così ecco che oggi, stando al passo coi tempi, i nuovi sviluppatori hanno deciso di introdurre questo “approccio” nelle nuove tecnologie, che prendono forma in applicazioni per smarphone e tablet.

E’ vero che un bambino, per apprendere, deve utilizzare tutti e cinque sensi, ma, allo stesso tempo, bisogna ammettere che un approccio non sostituisce completamente l’altro: in questo senso, dunque, bisogna vedere queste applicazioni non come una sostituzione di tutto ciò che può essere un’esperienza pratica, bensì come un supporto in più che può aiutare il bambino a conoscere e comprendere meglio il mondo che lo circorda anche quando non si dispone dei materiali giusti per poterlo fare.

Conosciamone una nel dettaglio.

GEOMETRIA MONTESSORI – SCOPRIRE LE FORME CON TAM E TAO

Applicazione progettata per iPhone, iPod touch e iPad con sistema operativo iOS.

Età consigliata: dai 5 agli 10 anni.

Descrizione:

Fai muovere al tuo bambino i primi passi nel mondo della geometria divertendosi!

I nostri eroi Tam & Tao accompagneranno il piccolo esploratore in erba in un viaggio attraverso un simpatico universo grafico basato sulla scoperta delle forme geometriche.

Con quest’applicazione il tuo bambino imparerà a sviluppare il suo spirito logico: categorizzare, classificare in ordine di grandezza, e comprendere in che modo le forme geometriche si integrano nel nostro quotidiano. Sarà orgoglioso di riconoscerle e di conoscere i nomi.

Sviluppata da delle educatrici del Metodo Montessori, quest’applicazione offre ai bambini numerose possibilità per interagire con le forme in modo ludico:

Il contenuto pedagogico basato su del materiale scientifico: l’armadietto di geometria

– 6 “famiglie” di forme
– 6 immagini magnifiche per scoprire le forme all’interno del nostro universo
– 6 giochi per approfondire l’apprendimento divertendosi
– Alcuni giochi sono “multi-touch” per giocare a 2 o a più mani!
– Il memo con delle definizioni per i più grandi che desidereranno approfondire
– Il sistema di motivazione con premi e medaglie

Ma anche:

– Il vocabolario volutamente preciso, con il vero nome delle forme. Anche i più piccoli saranno orgogliosi di conoscerne i nomi!
– Il principio di auto correzione per una maggiore autonomia e fiducia in se
– La qualità retina display
– L’applicazione universale: funziona sia su iPhone che su iPad
– 6 lingue: Francese, Inglese, Tedesco, Italiano, Olandese, Spagnolo
– La nota per i genitori dettagliata

Potete scaricare l’applicazione, ad un prezzo di 4,99 euro, sull’App Store cliccando qui 

Se i bambini fossero allevati in tutto il mondo secondo i suoi principi, la maggior parte degli psicoanalisti non avrebbe più niente da fare” – Sigmund Freud –

 

Per avere altre informazioni: http://www.eticamente.net/23493/il-medodo-montessori-arriva-su-smartphone-e-tablet-le-cinque-applicazioni-per-android-e-ios.html