* Mi chiamo Ison e sono la supercometa del 2013

28 novembre 2013.

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Quel giorno, non dimenticate di alzare gli alzare gli occhi al cielo perché avremo la possibilità più unica che rara di ammirare uno spettacolo.

La cometa Ison, che per gli addetti ai lavori si chiama come C/2012 S1, sarà visibile nella nostra porzione di cielo. E sarà l’unica occasione che avremo nella vita di vederla.

Il suo arrivo al perielio, ossia il punto di minima distanza dal Sole, sarà raggiunto da Ison il 28 novembre prossimo. Prima da allora la cometa si troverà nella costellazione del Leone, dove è presente già in questi giorni, per poi spostarsi verso la costellazione della Vergine, dal 6 novembre.

A scoprire la nuova cometa sono stati due astrofili russi, Vitali Nevski e Artyom Novichonok, che l’hanno notata osservando alcune fotografie scattate tre giorni prima con un telescopio da 15,7 pollici (0,4 metri) dell’International Scientific Optical Network (da cui il nome Ison), nei pressi di Kislovodsk.

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Quando fu avvistata per la prima volta Ison si trovava a circa 625 milioni miglia (1 miliardo di chilometri) dalla Terra e a 584 milioni miglia (939 milioni di km) dal Sole, nel cuore della costellazione del Cancro.
La cometa Ison era appena visibile ad occhio nudo nel cielo notturno che precede l’alba, posizionata alle spalle della Costellazione del Leone nel mese di ottobre 2013. Il 16 ottobre è passata nei paraggi sia di Marte che delle luminose stelle Regulus.

Nel mese di novembre, è stata via via più brillante, passando a distanza ravvicinata dalla stella Spica nella Vergine.

I pochi giorni che anticipano l’avvicinamento della cometa al sole il 28 novembre 2013, saranno sicuramente i più interessanti. La massima visibilità sarà raggiunta quando la cometa Ison raggiungerà il perielio, cioè la distanza minima dal sole.

Da allora sarà visibile probabilmente per tutto il mese di dicembre, sia nel cielo notturno, dopo il tramonto e che in quello mattutino, prima dell’alba. Se saremo fortunati potremo ammirarne anche la coda.

Saremo testimoni di uno spettacolo avvenuto (forse) nel 1680. Forse, perché allora si verificò il passaggio di un altro corpo celeste, rimasto a lungo nella memoria dei testimoni, che raccontarono di una coda scintillante visibile anche in pieno giorno. Era la “Grande Cometa del 1680.”.
E forse, quella che vedremo tra 14 mesi, sarà la stessa cometa tornata a farci vita dopo quasi 400 anni.

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Nel frattempo, anche un’altra cometa farà capolino nel cielo del mattino. Si tratta della cometa Lovejoy (C/2013 R1), che sta dando bella mostra di sé nella parte settentrionale della costellazione del Leone.

Lovejoy è visibile durante le ore prima dell’alba, proprio come Ison. La settimana scorsa, questa cometa è risultata in realtà più luminosa di Ison stessa. Per localizzare Lovejoy, bisogna proiettare lo sguardo a nord-est, lungo la parte superiore della cosiddetta Falce del Leone.

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I vecchi e le comete sono sempre stati venerati per una stessa ragione:
hanno la barba lunga e la pretesa di predire gli avvenimenti”.
Johnatan Swift, Opere

Possiamo considerare la nostra vita come una cometa che vaga nello spazio in balia delle forze di altre stelle…

siamo prede delle credenze e delle superstizioni dei catastrofisti del nostro tempo …o siamo noi gli artefici e della causa e del nostro percorso nell’ eternità?

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2013, anno delle comete

* 2013 anno delle comete

la sfilata delle comete

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Ben quattro previste nel 2013.

Ad inaugurare la sfilata è la cometa Panstarrs, che sarà visibile nei nostri cieli fra il 9 e il 10 marzo.

Ma a cosa deve il nome una cometa?

Nel caso di C/2011 L4 (Panstarrs), “2011 L4” indica l’anno e la metà del mese in cui è stata scoperta. Ogni mese infatti è diviso in due parti, per cui A indicherà la prima metà di gennaio, B la seconda, C la prima di febbraio, e così via. Così la cometa è stata la quarta scoperta nella seconda metà di giugno 2011. Il nome tra parentesi si riferisce invece a chi l’ha scoperta.

Da dove provengono tutte le comete?

Questa stessa domanda se la posero per primi Jan Oort nel 1950 e successivamente Gerard Kuiper. Secondo l’ipotesi di Oort esiste una nube sita tra i 30.000 e 100.000 UA (Unità astronomica=150.000.000 chiometri circa) spingendosi fino a metà circa della distanza che separa il Sole dalla stella più vicina. Essa potrebbe contenere circa 1000 miliardi di comete con orbite casuali. Le comete che osserviamo nei nostri cieli sono quelle espulse dalla nube grazie all’influsso gravitazionale di stelle o pianeti vicini, ed esse adottano orbite che a volte impiegano milioni di anni a completare. Alcune di queste vengono poi catturare nella parte interna del sistema solare percorrendo orbite a breve periodo, passando ripetutamente nei pressi del Sole.

C/2011 L4 Pan-Starrs,  dal 6 marzo sarà visibile nei cieli dell’emisfero boreale.

Ma, come rivelato dagli astronomi diverse settimane fa, le previsioni sulle comete sono molto azzardate. Fino all’ultimo giorno possono variare.
Ad esempio riguardo la cometa PanStarrs la magnitudine sarà di 4 punti inferiore di quanto previsto inizialmente. Ciò significa che la sua luminosità sarà 15 volte inferiore del previsto.
Sarà ugualmente visibile ad occhio nudo ma, per fare un paragone, lo sarà come la meno splendente delle sette stelle del Grande Carro.
Però potrebbero non mancare sorprese dell’ultimo minuto, data proprio dall’imprevedibilità delle comete. Sarà ugualmente uno spettacolo straordinario, soprattutto per chi possiede telescopi, dato che transiterà a “soli” 150 milioni di km dalla Terra.

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Dove sarà visibile?

La cometa sarà visibile subito dopo il tramonto guardando nella direzione della luce diffusa dal crepuscolo, proprio dove è tramontato il Sole. Nei primi 15 giorni di Marzo la visuale potrebbe essere disturbata  dato che  sarà molto bassa sull’orizzonte. Solo dopo metà mese comincerà a salire sempre di più sulla volta celeste, attraverso la costellazione dei Pesci in direzione di Andromeda, rimanendo comunque a 10-15 gradi d’altezza. Arriverà al perielio, la distanza minima dal Sole, in questo caso 45 milioni di Km, il 10 marzo. Due giorni dopo la cometa si troverà vicinissima a una sottile falce di luna crescente.
Per apprezzarne ogni dettaglio è consigliabile munirsi di binocoli o telescopi, in modo da scorgere la spettacolare chioma che avvolge in nucleo della cometa.
Ma Panstarrs non sarà l’unica cometa a farci visita in questo periodo.
Contemporaneamente alla Panstarrs, ma con un ruolo di ‘comprimaria’, il 10 marzo si affaccerà nel cielo anche la cometa C/2012 T5 Bressi. Sarà bassissima sull’orizzonte Est e forse, sottolinea la Uai, al di sotto della decima magnitudine, quindi non visibile ad occhio nudo. La sua altezza nel cielo andrà rapidamente aumentando, anche se la sua luminosità andrà diminuendo altrettanto rapidamente.
Anche C/2012 F6 (Lemmon) si troverà a passare dalle nostre parti. Essa emette una luce molto più brillante del previsto e sta percorrendo i cieli dell’emisfero sud, a circa 92 milioni di miglia dalla Terra.
Scoperta il 23 marzo 2012 dal Mount Lemmon Survey in Arizona, la Cometa Lemmon percorre la sua orbita ellittica in un periodo di quasi 11.000 anni. La cometa ha una luminosità che si avvicina a quella del Sole e potrebbe raggiungere una magnitudine pari a 2° o 3°, simile alle stelle del Grande Carro, alla fine di marzo quando si avvicinerà al sole, più o meno alla stessa distanza del pianeta Venere. Attualmente si trova nella costellazione dell’Ottante, vicino al polo sud celeste, ed è appena visibile ad occhio nudo.
Ison chiuderà l’anno delle comete .
Visibile dal prossimo novembre fino al gennaio 2014, potrebbe diventare la super-cometa di Natale. Si prevede molto luminosa, probabilmente, sottolinea l’Inaf, eguagliando la Luna e rimanendo visibile anche di giorno.
Scoperta lo scorso 21 settembre da due astronomi russi e chiamata così dall’acronimo del telescopio International Scientific Optical Network, posizionato in Uzbekistan.
E’ particolare per il suo passaggio ravvicinato accanto alla nostra stella: sfiorerà infatti il Sole, avvicinandosi a circa un milione e mezzo di km. E a quel punto la sua coda apparirà straordinariamente lunga e luminosa.
Questa cometa attraverserà tutto il sistema solare.
Ad ottobre, splenderà nel cielo di Marte – e sarà catturata dalle telecamere ad alta definizione della sonda Curiosity.
Poi toccherà al nostro pianeta, nell’emisfero nord raggiungerà la massima luminosità, diventando più splendente della luna piena, proprio a dicembre, in concomitanza con le festività natalizie. Una coincidenza suggestiva.
Interessante è la similitudine con la “Grande Cometa” del 1680, così brillante da essere stata visibile, ad occhio nudo, anche durante il giorno. Una visione che è rimasta impressa nella memoria dei nostri avi.

Leggi anche: ” Mi chiamo Elenin e sono una cometa”

Fonti:
http://www.inmeteo.net/blog
meteoweb
http://it.paperblog.com