* Per favore rinuncia ai botti di Capodanno…Miao! Bau! Prr! Cip cip!

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Tutti i sindaci italiani emanino un’ordinanza che vieti l’utilizzo di petardi e botti per i festeggiamenti di Capodanno.

E’ la richiesta della Lav all’Anci perché le feste non si traducano in una tragedia per gli animali, oltre che per salvaguardare l’incolumità delle persone.

Secondo i dati resi noti dal Dipartimento della pubblica sicurezza il bilancio complessivo degli incidenti legati ai festeggiamenti di San Silvestro solo nel 2012 è stato di due morti e 561 feriti (di cui 76 minori di 12 anni).

”L’emanazione di un’Ordinanza è un atto di responsabilità sia per tutelare l’incolumità pubblica, sia per evitare le conseguenze negative a carico degli animali domestici spiega la Lav in una nota -e della fauna selvatica. Il fragore dei botti, infatti, oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli, così, al rischio di smarrimento e/o investimento.
In caso poi di esplosioni vicino all’animale, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature”. ”

 

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Gli animali, inoltre, hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e i forti rumori li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, divincolarsi spaventati, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. sottolinea.

” Ogni anno sono tantissime le segnalazioni di cani smarriti dopo Capodanno – ricorda Ilaria Innocenti responsabile del Settore Cani e Gatti Lav- e numerosissimi gli ingressi nei canili, soprattutto di cani e gatti investiti dalle automobili, oltre, purtroppo, agli animali morti in seguito alla fuga dovuta al panico che si scatena in loro a seguito delle esplosioni”.

Cosa possiamo fare per aiutare i nostri amici pelosi e non?

Seguire questi consigli:

Teniamo gli animali il più lontano possibile dai festeggiamenti e dai luoghi in cui i petardi vengono esplosi

Non lasciamoli soli. Gli animali fobici potrebbero avere reazioni incontrollate e ferirsi, quindi è necessario stare loro vicino, senza esagerare con coccole e carezze. E’ necessario mostrarsi tranquilli e felici, cercando di distrarli, se possibile, con giochi e bocconcini, mostrando che non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Non lasciamoli in giardino. Tenere in casa o in un luogo protetto e rassicurante anche gli animali che abitualmente vivono fuori in modo da scongiurare il pericolo di fuga.

Teniamo alto il volume di radio o televisione in modo che venga attutito il rumore dei botti proveniente dall’esterno, chiudendo le finestre e abbassando persiane.

Lasciamo che si rifugi dove preferisce, anche se si tratta di un luogo che normalmente gli è “vietato”.

Durante le passeggiate teniamoli al guinzaglio, evitando anche di liberarli nelle aree per gli animali per evitare fughe dettate dalla paura.

E’ fondamentale non portarli fuori a mezzanotte o nelle ore immediatamente precedenti perché spesso gli scoppi iniziano con anticipo.

Nei mesi precedenti facciamo visitare l’animale da un veterinario comportamentalista che prescriverà la terapia da seguire, sia comportamentale che, nel caso si necessario, farmacologica.

Evitiamo soluzioni fai-da-te somministrando tranquillanti, alcuni sono addirittura controindicati e fanno aumentare lo stato fobico.

Sensibilizziamo l’opinione pubblica, e soprattutto i bambini, su quanto questi inutili rumori possano essere dannosi per i quattro zampe.

( Per esperienza personale è consigliabile aggiungere alla pappa o nell’acqua da bere 4 gocce di Rescue Remedy)

appello

Chi ama gli animali non spara botti.

https://www.2duerighe.com/attualita/96163-fuochi-san-silvestro-2018-dai-sequestri-ai-divieti.html

* Miaoguri…

* Miaoguri…

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Cmq miaouguri!

* La buona notizia del venerdì: Sebben che sono gatti…In Nuova Zelanda arriva la prima gatta poliziotta in servizio

In Nuova Zelanda non ci sono topi d’appartamento in grado di dileguarsi da Tia, la gatta poliziotta.

Sempre che non si presentino fuori dai suoi 30 minuti di servizio: il resto del tempo lo passa a dormire, ma questa bella gatta dalla pelliccia vaporosa non teme proprio nessuno. 

Adora andare in perlustrazione con il suo partner umano sulla macchina della polizia, ma per lo più ha una propensione per il lavoro d’ufficio: «Ci aiuta molto qui»», e speriamo che «oggi snifferà qualche indizio», standosene appollaiata su una sedia. 

Tia è protagonista di un video pubblicato dalla New Zealand Police su Facebooper presentare a tutti il nuovo agente in servizio. Si è presentata con la sua pettorina personalizzata e lo sguardo fiero, pronta ad analizzare ogni scena del crimine.

Una vera poliziotta coi baffi. 

«Tia in genere lavora solo per mezz’ora, poi torna a fare il gatto», racconta il suo umano, che ha deciso di portarla a lavoro sapendo i benefici che portano gli animali nei luoghi in cui lo stress è all’ordine del giorno.

E non avrebbe potuto ricevere un’accoglienza migliore. 

 

La storia di Felix

Ci troviamo nello Yorkshire, e qui mi risparmio ogni tipo di battuta, più precisamente nella stazione della cittadina di Huddersfield in Inghilterra.

Felix quattro anni fa è stata ingaggiata dall’agenzia di disinfestazioneTranspennine Express, per ripulire la stessa stazione dai topi in libera circolazione.

Pochi giorni fa, Felix è diventata “Addetto senior alla disinfestazione”.

Per questa promozione, al felino hanno dato il cartellino riconoscitivo e la divisa personalizzata.

La gatta è diventata ormai parte dello staff, da quando a soli nove settimane dalla nascita, l’hanno trovata per strada nei pressi della stazione.

I suoi colleghi le hanno aperto un profilo Facebook che vanta 8.500 mi piace e solo 1.500 la scorsa settimana.

Un responsabile di stazione ha rilasciato un’intervista su BuzzFeed in cui afferma “La fama non le sta dando più di tanto alla testa. Essendo un gatto, i gatti già di loro pensano che il mondo giri intorno al loro musetto, quindi …Sta avendo alla fine solo un po’ più di carezze e sembra molto felice a riguardo”

Inutile dire che la gatta poliziotta ha riscosso molto successo, da Hong Kong a Taiwan fino ad arrivare in America.

Molte testate giornalistiche le hanno dedicato la prima pagina , e ora si spera che venga ricevuta dalla Regina Elisabetta.

Fonti:

http://www.cosmocloud.it/attenti-a-quella-gatta/#more

https://www.greenme.it/informarsi/animali/16256-gatto-infermiere-polonia

Leggi anche:https://lauracarpi.wordpress.com/2012/04/13/un-gatto-non-e-solo-un-gatto/

* Il paese dei gatti di pietra


Sul Cammino di Compostela, in un territorio che vide alternarsi le gesta di Catari e Templari, costellato di abbazie, collegiate, cattedrali, nell’anno 1062 due monaci tedeschi di ritorno da un pellegrinaggio a Roma decidono di dedicare il resto della loro vita alla preghiera e fondano l’eremo della Romieu.

Siamo in Guascogna, nella regione dei Midi-Pirenei, antica terra di leggende e di cadetti, a pochi chilometri dal castello di Castelmore dove parecchi anni dopo nascerà D’Artagnan. In guascone roumieuindica proprio “il pellegrino di Roma”.

Da piccolo eremo, La Romieu nell’arco di tre secoli si fa grande diventa importante tanto che, fra 1312 e 1318 il cardinale Arnaud d’Aux, già vescovo di Poitiers, vi fa costruire una chiesa dedicata a San Pietro, un chiostro e il palazzo del cardinale. Nonostante le bellezze medievali, è altro che affascina il viandante curioso, altri i personaggi di cui La Romieu va assai fiera, meno storici e più fiabeschi: una donna gatto e i suoi gatti di pietra.

Ovunque si guardi, uno sbuca da una finestra, un altro sonnecchia su un davanzale e un altro vi passeggia, uno si gratta l’orecchio e un altro è pronto a saltare in una piccionaia e un altro e un altro ancora… finché lo sgardo, meravigliato, si posa su una figura con volto e busto di donna e… orecchie di gatto!
È Angéline, la protagonista della leggenda che lo scultore Maurice Serreau ha scoperto dal racconto di una nonna al suo nipotino.

La leggenda vuole che, nel lontano 1338, nascesse una bambina di nome Angéline. Rimasta subito orfana, fu adottata dai vicini. Fin dalla nascita, i migliori amici di Angéline saranno i gatti, tant’è che la bambina ne aveva sempre due o tre intorno mentre camminava per i vicoli del paese o per le strade di campagna.

Vuole la storia che nel 1342 La Romieu fosse colpita da una grande carestia a cui si sommarono inverni rigidi e primavere piovose che resero i campi incoltivabili. Le provviste del monastero non bastavano, la gente iniziò a morire e ben presto – per la disperazione – si pensò che per far fronte alla fame l’unica soluzione fosse cibarsi dei numerosi gatti che abitavano a La Romieu.

La famiglia di Angéline, conoscendo il suo immenso amore per loro, le permise di tenere nascosti nel granaio un gatto e una gatta. I mesi passarono ma la povertà e la carestia no. Angéline continuava a custodire nel granaio i suoi gatti, che da due erano diventati venti. Intanto il paese, rimasto senza felini, fu presto preso d’assalto dai topi che divoravano il già scarso raccolto e le morti per stenti ripresero. Angéline allora decise di confessare a tutti di aver salvato i gatti e poi ne consegnò uno a ogni famiglia. I topi di lì a poco sparirono, Angèline e i gatti avevano salvato il paese.

Si narra poi che i gatti,  riconoscenti, fecero alla fanciulla loro protettrice un dono: più cresceva e più tempo passava con i suoi felini e più gli somigliava, diventando negli anni sempre più simile alle creature che amava: le sue orecchie si allungarono fino a diventare orecchie di gatto e i suoi occhi assunsero espressioni più simili a uno sguardo felino che a uno sguardo umano.

Così rinasce la magia dei gatti di La Romieu: agli inizi degli anni Novanta Serreau, innamoratosi della bella Angéline e della sua storia, decide di mettersi a scolpire quei gatti che salvarono il paese e che la leggenda tramanda e che oggi è possibile ammirare in tutta la loro bellezza.

http://www.fermoeditore.it/blog/di-gatti-e-darte-la-romieu-e-il-paese-dei-gatti-di-pietra/

*La buona notizia del venerdì: L’uragano Irma ha risparmiato i gatti di Hemingway, in salvo grazie alla manager

Hanno rischiato grosso i 54 gatti che vivono nella casa-museo di Hemingway.

L’uragano Irma, che ha causato grandi devastazioni in Florida, ha risparmiato la dimora storica dello scrittore americano, a Key West.

L’uragano Irma ha causato danni minori, lasciando la casa senza elettricità, acqua corrente e servizio internet.

Ma i gatti stanno tutti bene!

Jacque Sands si è rifiutata di abbandonare casa e gatti.

Insieme ad altri nove dipendenti ha vissuto la furia dell’uragano all’interno del museo di Key West, che gestisce da diversi anni.

A niente è valso l’appello della nipote di Hemingway.

La general manager della casa-museo dello scrittore a Key West in Florida, ha scelto i gatti e il suo lavoro. Si è barricata al 907 di Whitehead Street insieme al custode e ad altri impiegati in attesa che l’uragano si placasse. E in mezzo a tanta distruzione, da Barbuda a Tampa, la buona notizia è che animali e casa sono stati risparmiati.


Quando la scorsa settimana l’uragano ha cominciato a rafforzarsi e ad avvicinarsi alla Florida, è stato diramato l’ordine di evacuazione da tutte le isole Keys. Jacque Sands si è rifiutata di obbedire: “Ho il dovere di avere cura di questo luogo – ha dichiarato – nonostante lrma”. Inutile sottolineare l’agitazione ma anche il plauso di tutti gli amanti degli animali.
Mariel Hemingway, nipote di Ernest, ha lanciato pubblicamento un appello a Sands, attraverso un video diffuso dal sito di gossip Tmz: “Credo che lei sia una persona incredibile e le sue intenzioni ammirevoli. Ma questo uragano è terrificante e pericoloso. Salga sulla macchina con i gatti e si metta in salvo”.

Caparbia e ligia, Jacque è rimasta. E ha poi raccontato di non aver faticato molto a radunare i mici per metterli al sicuro. Grazie al loro leggendario carattere, l’intuito li aveva già allertati: “Quando è arrivata l’ora abbiamo iniziato a cercarli per raggrupparli. Non ce n’è stato bisogno. Sono rientrati a casa tutti insieme spontaneamente come se avessero già capito che era ora di mettersi al riparo”.

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La casa in cui abitò Hemingway insieme alla sua seconda moglie, Pauline Pfeiffer, venne costruita nel 1851 e acquistata dallo scrittore nel 1931. Vi rimase fino al 1940, anno in cui divorziò da Pauline a cui rimase l’abitazione, e si trasferì a Cuba con la sua terza moglie, Martha Gellhorndal.

La sua passione per i felini era incondizionata e in un qualche modo anche in contraddizione con la sua smodata attrazione per la caccia grossa e la corrida. Tante le immagini che lo ritraggono accanto a carcasse di rinoceronti, orici, leoni e bufali, cacciati nelle “Verdi colline d’Africa” in Tanzania, vicino a Lake Manyara.

I gatti sono spesso presenti nelle sue pagine.

Thomas Hudson, uno dei protagonisti del suo romanzo: “Isole nella Corrente”, fu descritto proprio attraverso il rapporto col gatto: “Aveva il gatto allungato sul petto e tirò una leggera coperta su tutti e due e aprì e lesse le lettere e bevve a piccoli sorsi un bicchiere di whisky annacquato che tra un sorso e l’altro rimetteva per terra…Il gatto faceva le fusa, ma lui non lo sentiva perché le fusa del gatto erano mute, e allora lui teneva una lettera in mano e toccava la gola del gatto con un dito dell’altra.”


Hemingway ne lodava caratteristiche e identità: “Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all’uomo: attraversare la vita senza fare rumore. I gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà emotiva.”

http://gattissimi.com/2017/09/12/luragano-irma-risparmia-gatti-hemingway/

http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/12/news/florida_risparmiata_la_casa_di_hemingway_e_i_gatti_sono_salvi-175251893/

leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/05/05/i-gatti-di-ernest/

* La buona notizia del venerdì: Un rifugio galleggiante per gatti

Succede ad Amsterdam!

Non è il solito rifugio per gatti, è la Cat boat, una barca interamente abitata dai felini randagi che si trova attraccata sulle sponde di una canale di Amsterdam, poco distante dalla stazione centrale.

La Cat boat, più che una barca sembra una sorta di arca di Noè, solo che a bordo non ci sono tutti gli animali del mondo ma una colonia di gatti. 

La struttura è gestita da “De Poezenboot”,un’associazione fondata da Henriette ven Weelde.

La donna si prende cura dei felini randagi da sempre, li recupera dalla strada e li aiuta nella crescita finché non sono in forze per essere adottati. Attualmente, ci sono più di cinquanta gatti, alcuni ‘padroni di casa’ della Cat boat, altri di passaggio.

Come si legge sul sito dell’associazione, ogni gatto viene sterilizzato, vaccinato e dotato di microchip.

L’Poezenboot è l’unico rifugio per animali che è letteralmente in acqua ed è un punto di riferimento per gli animali. Tutti i nostri gatti trovano alla fine una casa, ma nel frattempo, hanno bisogno di tutte le nostre cure e il nostro affetto”.

Nel 1968, Henriette ven Weelde ha comprato una barca, ma non per far fare ai turisti un giro sul canale di Amsterdam, ma per dare una casa fissa o temporanea a tanti trovatelli che per strada avrebbero avuto meno probabilità di sopravvivenza.

 

La prima randagia era una neomamma che si era rifugiata con i cuccioli nel giardino di casa della donna, ma man mano che la famiglia si allargava, lo spazio non bastava più. Così l’idea di spostare tutti i felini in barca, il Tjalk.

Oggi le case galleggianti sono due, oltre il Tjalk anche l’Ark, ma solo una è adibita a vera e propria pensione con ciotole per l’acqua e cibo e spazi divisi per gli animali. Qui ci sono trovatelli, gatti malaticci, ma tutti vengono sostenuti dalle donazioni e dallo straordinario lavoro dei volontari, infatti l’associazione è riconosciuta come un ente benefico.

https://www.greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/23785-rifugio-gatti-amsterdam

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* Ma è primavera ? I gatti lo sapranno!

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Una rondine non fa primavera?

I gatti lo sapranno!


Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l’alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole –
viso di primavera,
farai gesti anche tu.

” I gatti lo sapranno” di Cesare Pavese (1950)