* Abitiamo nell’ Universo e Laniakea è la nostra casa

1409756942_space-600x335

La Via Lattea, il suo gruppo di galassie e altri 13 gruppi – miliardi e miliardi di stelle – formano Laniakea, l’Immenso Paradiso.

E precipitano verso il Grande Attrattore.

Ecco la nuova mappa dell’Universo.

Benvenuti a Laniakea, la nostra casa nel cosmo.

È una casa molto grande, con un diametro di 500 milioni di anni luce (circa), dove convivono migliaia e migliaia di galassie più o meno simili alla nostra.

La recente scoperta di questi inattesi confini è dell’Istituto di astrofisica dell’Università delle Hawaii, e va interpretata.

Tutti sappiamo che la Terra appartiene a un sistema solare e che quest’ultimo fa parte di una grande isola di stelle – circa 200 miliardi – che formano la nostra galassia, la Via Lattea. Da diversi anni gli astronomi sanno anche che la nostra galassia non viaggia sola nell’Universo, ma fa parte di una grande gruppo di galassie – un cluster – che tra loro estendono lunghi bracci di gas, polveri e materia oscura (materia di cui conosciamo l’esistenza, ma non la composizione).

NGC1433_h_partb

Ora si è scoperto che questo cluster fa parte di un ancor più vasto super-cluster a cui è stato dato il nome hawaiano di Laniakea, che in lingua locale significa immenso paradiso, suggerito da Nawa‘a Napoleon, un linguista dell’Università delle Hawaii, in onore ai navigatori polinesiani che grazie alla loro profonda conoscenza dei cieli riuscivano a orientarsi e a navigare nell’Oceano Pacifico.

La nostra casa, dunque, è assai più vasta di quel che si pensava fino a poco tempo fa e comprende centinaia di milioni di miliardi di stelle: se potessimo pesare questa incredile quantità di materia dovremmo mettere, sull’altro piatto della bilancia, cento milioni di miliardi di stelle come il nostro Sole.

«Anche se i risultati finali sono stati ottenuti solo nelle ultime settimane, il lavoro ha richiesto decine di anni e la collaborazione di centinaia di astronomi che hanno aggiunto tasselli importanti a questo quadro. Ora possiamo dire che abbiamo un grande schema della struttura dell’Universo in cui viviamo», ha detto Brent Tully, responsabile dello studio pubblicato su Nature.

 

Laniakea SuperclusterLaniakea-Supercluster-011

 

Secondo lo studio, all’interno di Laniakea vi sarebbero 13 cluster di galassie, compreso il Grande Attrattore. Quest’ultimo è un insieme di galassie che creano una forte anomalia gravitazionale che attira a sé la maggior parte delle galassie di Laniakea.

Ed è proprio studiando il moto di tutte le galassie che si è potuto capire che esse si muovono verso un punto preciso dell’Universo. Il lavoro è risultato ancor più complesso perché ogni galassia tende ad allontanarsi dalle altre (è l’effetto del Big Bang) e dunque si è dovuto scindere i movimenti di ogni singola isola di stelle.

 

Laniakea-700x350

 

Questo è simile a scoprire per la prima volta che la tua città è in realtà parte del paese molto più grande che confina con altre nazioni.” -ha detto il ricercatore R. Brent Tully, un astronomo presso l’Università delle Hawaii a Manoa.

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/09/04/laniakea-superammasso-via-lattea/

* Quante galassie, nebulose e ammassi stellari riesci ad osservare in una notte? La Maratona Messier

maratona-messier

 

Il mese di marzo è denso di appuntamenti ed eventi memorabili, tra cui l’imperdibile maratona Messier: un’intera notte di osservazione per dare la caccia alle 110 galassie, nebulose e ammassi individuate da Charles Messier.

messier

 

Charles  Messier(Badonviller, 26 giugno 1730 – Parigi, 12 aprile 1817) è stato un astronomo francese.

È famoso per aver compilato un catalogo di 110 oggetti (principalmente nebulose e ammassi stellari), che porta il suo nome (Catalogo di Messier).

Questo catalogo fu pubblicato per la prima volta nel 1774;[ gli oggetti di Messier erano numerati da 1 a 110 (oggi convertiti nei numeri di catalogo da M1 a M110, con la M che indica il catalogo di Messier) e spesso sono ancora conosciuti con questi nomi.

L’opera che gli ha dato fama duratura è il catalogo di nebulose e ammassi di stelle.Tuttavia la realizzazione del catalogo non è vissuta da Messier come un’opera importante. Egli è un cercatore di comete e non di ammassi stellari o altro, sebbene abbia svolto molte osservazioni slegate dalle ricerche cometarie, quali ad esempio le osservazioni planeta.

Il suo scopo nel creare il catalogo era di aiutare i cacciatori di comete (come Messier stesso), e altri osservatori del cielo, a distinguere gli oggetti dall’apparenza diffusa ma fissi nel cielo, che potevano essere scambiati per comete. L’osservazione di queste ultime era infatti molto importante al tempo di Messier, mentre le nebulose dai contorni poco definiti visibili in posizioni fisse del cielo erano per lo più inspiegate ed ignorate, anche per la mancanza di mezzi tecnici (come telescopi sufficientemente potenti) che permettessero di studiarle in dettaglio.

Ironia della sorte, Messier diventerà famoso per aver catalogato gli oggetti che non voleva vedere.

Arrivato a Parigi, Messier venne assunto dall‘astronomo Joseph Nicolas Delisle (Parigi 1688-1768) possessore di un osservatorio privato, presso Cluny.

Messier fu incaricato di tenere i registri delle osservazioni, ma, innanzi tutto, di copiare una mappa della Grande muraglia cinese e una pianta di Pechino. Lavorando presso questo osservatorio, Messier si ricordò del piacere che aveva provato nell’osservare la cometa del 1744, una delle più curiose tra quelle dell’epoca, e l’eclisse di Sole del 1748.

Così, seguendo gli insegnamenti di Delisle e di Libour, che lo iniziò nell’uso degli strumenti astronomici e all’osservazione delle comete e delle eclissi, Messier cominciò ad osservare il cielo.

Partecipò con grande impegno alla ricerca del ritorno della cometa di Halley, che era uno degli obbiettivi degli astromomi del tempo e che era previsto per il 1758. Trascorse tutte le notti di quasi 18 mesi nell’alto della torre dell’osservatorio di Cluny in cerca della cometa.

In suo onore sono stati chiamati l’asteroide 7359 Messie e un cratere sulla Luna.

La lista finale, dei mitici 110 oggetti del catalogo Messier fu pubblicato nel 1781.

Durante la Maratona Messier si tenta di osservare tutti gli oggetti del catalogo in una sola notte. Certamente una sfida per grandi appassionati: con sé stessi, contro il tempo e il freddo, tra mille variabili come il meteo e l’inquinamento luminoso. Il premio? La soddisfazione personale di aver percorso una maratona per grandi astrofili.

La Maratona, che inizia al tramonto e finisce all’alba, può essere effettuata con qualsiasi strumento: dal piccolo binocolo al telescopio.

Gli oggetti del catalogo sono concentrati su tutto l’emisfero boreale, ma non sono distribuiti uniformemente: ecco perché è solo in un certo periodo dell’anno che è possibile “stanarli” tutti in una sola notte.

La data è quindi quella del 21 marzo 2015.

mont-saint-michel_2627605b

Ma il mese di marzo è anche il mese della grande “marea del secolo” che si ripresenta ogni 18 anni sulle coste bretoni della Francia, nell’oceano Atlantico: il picco massimo è atteso proprio per il 21 marzo 2015 e si verificherà a causa della congiunzione perfetta di molti fattori come l’allineamento degli astri e le distanze delle orbite. 

Mont-Saint-Michel la grande marea è già iniziata con un mese d’anticipo rispetto al suo picco massimo!

Fonti:

http://divulgazione.uai.it/index.php/Maratona_Messier

http://www.meteoweb.eu/2015/02/astronomia

http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Messier

* Abitiamo nell’ Universo e Laniakea è la nostra casa

1409756942_space-600x335

La Via Lattea, il suo gruppo di galassie e altri 13 gruppi – miliardi e miliardi di stelle – formano Laniakea, l’Immenso Paradiso.

E precipitano verso il Grande Attrattore.

Ecco la nuova mappa dell’Universo.

Benvenuti a Laniakea, la nostra casa nel cosmo.

È una casa molto grande, con un diametro di 500 milioni di anni luce (circa), dove convivono migliaia e migliaia di galassie più o meno simili alla nostra.

La recente scoperta di questi inattesi confini è dell’Istituto di astrofisica dell’Università delle Hawaii, e va interpretata.

Tutti sappiamo che la Terra appartiene a un sistema solare e che quest’ultimo fa parte di una grande isola di stelle – circa 200 miliardi – che formano la nostra galassia, la Via Lattea. Da diversi anni gli astronomi sanno anche che la nostra galassia non viaggia sola nell’Universo, ma fa parte di una grande gruppo di galassie – un cluster – che tra loro estendono lunghi bracci di gas, polveri e materia oscura (materia di cui conosciamo l’esistenza, ma non la composizione).

NGC1433_h_partb

Ora si è scoperto che questo cluster fa parte di un ancor più vasto super-cluster a cui è stato dato il nome hawaiano di Laniakea, che in lingua locale significa immenso paradiso, suggerito da Nawa‘a Napoleon, un linguista dell’Università delle Hawaii, in onore ai navigatori polinesiani che grazie alla loro profonda conoscenza dei cieli riuscivano a orientarsi e a navigare nell’Oceano Pacifico.

La nostra casa, dunque, è assai più vasta di quel che si pensava fino a poco tempo fa e comprende centinaia di milioni di miliardi di stelle: se potessimo pesare questa incredile quantità di materia dovremmo mettere, sull’altro piatto della bilancia, cento milioni di miliardi di stelle come il nostro Sole.

«Anche se i risultati finali sono stati ottenuti solo nelle ultime settimane, il lavoro ha richiesto decine di anni e la collaborazione di centinaia di astronomi che hanno aggiunto tasselli importanti a questo quadro. Ora possiamo dire che abbiamo un grande schema della struttura dell’Universo in cui viviamo», ha detto Brent Tully, responsabile dello studio pubblicato su Nature.

 

Laniakea SuperclusterLaniakea-Supercluster-011

 

Secondo lo studio, all’interno di Laniakea vi sarebbero 13 cluster di galassie, compreso il Grande Attrattore. Quest’ultimo è un insieme di galassie che creano una forte anomalia gravitazionale che attira a sé la maggior parte delle galassie di Laniakea.

Ed è proprio studiando il moto di tutte le galassie che si è potuto capire che esse si muovono verso un punto preciso dell’Universo. Il lavoro è risultato ancor più complesso perché ogni galassia tende ad allontanarsi dalle altre (è l’effetto del Big Bang) e dunque si è dovuto scindere i movimenti di ogni singola isola di stelle.

 

Laniakea-700x350

 

Questo è simile a scoprire per la prima volta che la tua città è in realtà parte del paese molto più grande che confina con altre nazioni.” -ha detto il ricercatore R. Brent Tully, un astronomo presso l’Università delle Hawaii a Manoa.

http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/09/04/laniakea-superammasso-via-lattea/

* La buona notizia del venerdì: A contare le stelle ci pensa Gaia

Gaia2

Mappare la Via Lattea in 3D, realizzando il più grande censimento stellare mai tentato dall’uomo.

È questo l’ambizioso obiettivo della Missione Gaia.

Il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea partirà dalla base europea di Kourou, nella Guiana Francese, con il vettore Soyuz-Fregat.

Al di là degli aspetti tecnici, gli strumenti a bordo di Gaia consentiranno complessivamente di effettuare misurazioni della posizione e della velocità radiale di circa un miliardo di stelle nella nostra galassia, e nel Gruppo Locale, l’insieme di una settantina di galassie, per lo più di piccole dimensioni, a cui appartiene la Via Lattea.

La durata della missione sarà di 5 anni, durante i quali il satellite dovrà produrre una mappa tridimensionale della nostra Galassia.

I nuovi dati, caratterizzati da una precisione senza precedenti, daranno agli scienziati gli strumenti per spiegare il modo in cui si è formata la Via Lattea e come si è evoluta.

E tutto grazie alla sua capacità di censire in luce visibile tutti gli oggetti sulla volta celeste fino alla magnitudine 20, ossia circa 1.000.000 di volte più deboli di quelli visibili ad occhio nudo. L’occhio del satellite si spingerà fino al centro della nostra galassia ed in particolare fino ai due bracci a spirale principali di Carina-Sagittario (verso l’interno) e di Perseo (verso l’esterno).

gaia_vialattea

Gaia studierà oltre un miliardo di oggetti, fornendo misure di posizioni, distanze e movimenti ma anche dati sull’intensità della radiazione emessa alle varie lunghezze d’onda. Ma non solo.

Durante il suo viaggio nell’universo, il satellite potrà osservare da vicino gli asteroidi. Questi ultimi conservano numerose informazioni sulle origini del nostro Sistema Solare. Una miniera di conoscenze che aspetta solo di essere rivelata.

E il tour non finisce qui.

Gaia andrà a caccia anche di esopianeti, ossia di corpi che orbitano attorno ad altre stelle al di fuori del nostro sistema solare. Studierà poi le nane brune e altri fenomeni astrofisici tra cui supernovae e quasar.

Il satellite ha preso il volo il 19 dicembre. Sarà possibile seguirne il lancio sul sito dell’Esa.

Fonte:http://www.nextme.it/veicoli/spaziali/6850-missione-gaia-domani-via-lattea

Forse sapete che:

Immagine90p0ty5trjj8

Uno dei primi cataloghi stellari fu stilato da Ipparco di Nicea, astronomo greco (sec. 2º a. C.).

” Forse il più grande astronomo dell’antichità, si può considerare il fondatore dell’astrometria. Compilò il più accurato catalogo stellare dell’antichità, pervenutoci grazie a Tolomeo, in cui riportò le coordinate celesti di oltre 1000 stelle, ordinate in sei classi di magnitudine apparente, la prima delle quali per le stelle più brillanti e la sesta per quelle appena visibili a occhio nudo.

Nel confrontare sue coordinate stellari con quelle date circa 150 anni prima dagli astronomi Aristillo e Timocari scoprì il fenomeno della precessione degli equinozi. Come “sistema di I.” si intende il modello del sistema solare adottato da I. come sistema di riferimento per le coordinate celesti del suo catalogo: si tratta di un sistema geocentrico che determinò l’accantonamento di precedenti tentativi di formare sistemi eliocentrici e il cui concetto base fu ripreso e sistemato più tardi da Tolomeo. Precursore nel campo della geodesia e della geografia, I. può inoltre ritenersi il primo ideatore della trigonometria.”

fonte:Wikipedia

* Cerchi nel grano: nuovo messaggio

Fabbrico, possibile significato dei cerchi nel grano.

Una spettacolare formazione è comparsa a Fabbrico (Reggio Emilia) una delle cittadine colpite dal terremoto. Segnalato il 25 Giugno 2012, il pittogramma, le cui fotografie sono state pubblicate sul sito cropcircleconnector.com

Al centro, l’ampia superficie piana circolare è una rappresentazione dell’ anti-centro galatticoNell’ ambito di tale centro sono le Pleiadi.Il punto centrale di questo piano è Alcyone, circondato dal resto delle Sette Sorelle in forma stilizzata.Ci sono stati molti Crop Circle nel corso degli anni con la stessa forma a spirale che si estende fuori da un centro.Se ricordiamo che la grande formazione delle galassie a spirale che contava 409 cerchi, il centro è sempre Alcyone. Se togliamo lo zero da 409 e di nuovo si trova il fattore di 7.

L’ opinione condivisa è che illustra l’allineamento del 21 dicembre 2012 del Sole al Solstizio con il centro galattico che viene segnalato da questo cerchio.

Il disegno a spirale che è evidente in questo cerchio è il simbolo di Quetzalcoatl.

Io sono Quetzalcoatl, il serpente piumato…”

Quetzalcoatl ha insegnato agli antichi tutte le competenze, conoscenze necessarie per far progredire la loro civiltà, dalla matematica alle scienze, dall’agricoltura all’astronomia, come pure il famoso calendario Maya che nelle sue complicate formule, predice la fine di un ciclo per il 21 Dicembre 2012.

Quetzalcóatl  ha insegnato al popolo a vivere in pace per poi dopo sparire, ma ha promesso che un giorno sarebbe ritornato. Per gli Atzechi era il Messia, come per i Maya, è il “grande” Kukulcan! I Maya da sempre attendono il ritorno del loro liberatore, Kukulcan.

E così, in tal senso, tornerà il 28 dicembre 2012 dopo l’arrivo delle energie provenienti dall’allineamento Centro Galattico il 21 dicembre 2012.

Secondo alcuni scritti, vi è una croce (albero sacro) nel cielo che è formata dalla Via Lattea e il piano dell’eclittica. La via lattea viene anche detta axis Mundi e rappresenta, per così dire, il tronco dell’albero sacro, mentre l’eclittica è il ramo principale. Il 21 dicembre del 2012 dopo ben 26.000 anni (termine del ciclo precessionale) il Sole si troverà esattamente nel punto centrale della croce (o albero sacro), quello che i Maya chiamavano anticamente utero cosmico (centro della galassia).


Che ci si voglia credere o no, anche ad un occhio superficiale non può sfuggire la correlazione geometrica tra la figura disegnata nel campo e quella raffigurata nel cielo.

“Come in alto, così in basso” era il motto di antichi popoli che possedevano conoscenza e saggezza. Conoscenza nel capire i segnali, saggezza nel rispettarli.

Fonti: cropcircleconnector.com, www.howcropcirclesaremade.com