* La tempesta infuria ? Continuiamo a navigare!

 

 

Siamo in piena tempesta solare, agosto di fuoco sembra non voler finire il sole sta marcando il cambio di ciclo che avviene fuori ma sta avvenendo dentro ognuno di noi.

In questi giorni gli avvenimenti possono essere forti e vanno accettati perché al momento l’energia è instabile e sta distruggendo il superfluo per farci arrivare all’essenza.

Molti si stanno chiedendo cosa sta accadendo, con paura a volte e stupore, Il miglior modo per vivere questi giorni e anche i prossimi, e sicuramente di cercare di fluire più possibile ed evitare, per quanto si possa, di fare resistenza, perché sembra che al momento, le tempeste in atto,

Non hanno nessuna intenzione di fermarsi davanti a nessuna corazza e a nessun freno.

Credo che molti hanno saputo dell’accaduto in Messico, un terremoto di 8.4 ha fatto tremare tutto il continente.

La terra si sta allineando con la nuova energia, liberando grosse quantità di tensione sotterranea.

Si ballerà ancora. I grandi cambiamenti planetari sono sempre stati accompagnati da grosse scosse in cui la natura faceva ordine. Ha un Modo diverso da noi per farlo non per questo è sbagliato o atipico.

Gli unici atipici al momento siamo noi.

Un altro segnale interessante e l’allineamento di tre tormente che stanno per diventare uragani nell’oceano Atlantico e che sembrano allineate con le stelle di Orione e quindi, con le piramidi di Giza.

Da tempo ormai esiste una guerra psichica molto potente che sta arrivando suo termine, non per questo ci sarà subito la pace.

Informazione che non è possibile diffondere al momento, ma il riassunto di questa è che c’è bisogno di rimanere focalizzati nella nostra liberazione da schemi e corazze ormai obsoleti, questo permetterà al cambiamento di avvenire senza troppi traumi.

Ognuno di noi ha una grande responsabilità in questo anche se non se ne rende conto.

Continuiamo a navigare.

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* L’energia del Plenilunio per essere grande

Per essere grande, Sii intero:
Non esagerare e non escludere
niente di te.
Sii tutto in ogni cosa.
Metti tanto quanto sei,
nel minimo che fai,
come la Luna in ogni lago
tutta risplende, perché in Alto vive.

~ Fernando Pessoa ~

* Io dico sì alla vita! Grazie Louise!

 

Solo se amiamo, accettiamo e approviamo realmente noi stessi, così come siamo, tutto andrà bene nella nostra vita. L’approvazione e l’accettazione di se stessi, qui e ora, sono le chiavi per arrivare a cambiamenti positivi in ogni aspetto della nostra vita.” 

 

Sul mio comodino...

 

Pensa allo sviluppo di una rosa a partire da quando è ancora un timido bocciolo. Fiorendo nel pieno del suo splendore e fino all’ultimo petalo, essa è sempre bella, sempre perfetta, sempre in mutamento. Lo stesso vale per noi. Siamo sempre perfetti, sempre belli, sempre in mutamento. Facciamo del nostro meglio con la comprensione, la consapevolezza e la conoscenza che abbiamo.”

 

nuovi schemi di pensiero sullo specchio ogni giorno

 

Nell’infinità della vita che vivo, tutto è perfetto, integro e completo, eppure la vita è in continua evoluzione.

La vita non è mai difficoltà, né statica, né esaurita, perchè ogni momento è sempre nuovo e fresco.

Ogni istante della vita è un nuovo passo in un continuo allontanarsi dalla vecchia strada. Ogni istante per me è un punto di partenza esattamente qui e ora.

Nel mio mondo tutto va per il meglio.

Grazie Louise!

 

 

leggi anche 

http://puoiguarirelatuavita.it/louise-hay12-consigli-per-amare-se-stessi

https://lauracarpi.wordpress.com/2014/03/19/per-ricordare-di-essere-donne/

* Avviso ai naviganti!

Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Jaques Brel

* Quando cadono le stelle …

Ogni anno nelle luminose notti estive, lontano dalle luci della civiltà, capita di notare nei cieli delle scie di luce che sembrano caderci addosso… vicine…lontane… appaiono improvvisamente e scompaiono nel blu profondo…ardono un istante di luce vivissima e poi si spengono, simili, secondo Dante, a ” stella che tramuti loco “…

stelle cadenti… gocce d’oro scaturite da un’anfora di luce infranta… rugiada di fuoco…lacrime di angeli diceva un antico poeta cristiano…

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Lacrime di San Lorenzo furono chiamate dai cattolici di Irlanda le stelle filanti che cadono in grande quantità nella notte di San Lorenzo, la celebrata notte del 10 agosto.

La tradizione vuole che le lacrime di Lorenzo arso vivo sulla graticola vagano nel cielo senza pace fino a quando non cadono sulla terra la notte in cui il Santo è festeggiato.

” San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.”

In questa notte, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta l’evento desiderato durante l’anno.

Di miti e leggende sulle stelle cadenti ce ne sono molti.

Ma nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni nel cielo, erano considerate segni infausti.

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale
oh! D’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”

Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati.
Gli astrologi cinesi, che nei loro annali hanno registrato le apparizioni di stelle cadenti e comete fin dal sesto secolo avanti Cristo, non avevano dubbi che a temere il peggio dovessero essere i governanti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi sappiamo essere sciami meteorici ricorrenti”.

Tra l’ottobre e il novembre del 902 dopo Cristo, riferiscono le antiche cronache, l’invasione della Sicilia e della Calabria da parte dei saraceni e le stragi che ne seguirono furono seguite da un abbondante pianto divino. Oggi è accertato che si trattò di una pioggia particolarmente fitta di stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, visibile ogni anno a novembre.
Nel medioevo, la scia luminosa causata dalla caduta delle stelle è stata messa in relazione con il viaggio dei defunti, come un movimento ascendente, discendente o semplicemente di mutamento di luogo, compiuto dalle anime dei trapassati.

Plinio, Rutilio Palladio e Marcello connettevano la caduta delle stelle: il primo con quella dei calli (Naturalis Historia, 28); il secondo con quella delle verruche (Opus agricolturae) ed il terzo la considerava vantaggiosa per la cura delle malattie degli occhi (De medicamentis).
Nell’antica Sparta, invece, la visione di una stella cadente aveva per così dire un significato “politico”. Accadeva, infatti, che ogni nove anni i magistrati sorveglianti scrutavano il cielo. L’eventuale caduta di una stella era interpretato come segno sfavorevole degli dèi nei confronti del Re, che veniva deposto.

L’aspetto religioso appare in diverse tradizioni.
Nella letteratura dell’antica India, le stelle cadenti sono paragonate a demonesse dai capelli discinti.
La più recente visione degli indù pare sia quella di ritenere, ogni stella cadente, un’anima che ridiscende sulla terra per reincarnarsi.
In Europa si parla delle stelle cadenti come d’anime che, liberate dalle sofferenze del purgatorio, chiedono all’osservatore la recita di un “Padre nostro”.

Nella Mesopotamia, l’interpretazione data alla comparsa delle stelle cadenti era legata, nella sua positività o negatività, alla direzione .
Nel libro dello zodiaco dei Mandei dell’Iraq, (setta gnostica ancora esistente) si legge, tra l’altro, che la caduta di una stella da ovest verso est non porterà pioggia in tutto l’anno, presagio dunque di siccità certamente diffuso in molti miti legati alle stelle cadenti.

Gli antichi abitanti dell’Iran all’epoca in cui era praticata la religione zoroastriana, ci hanno tramandato un bellissimo mito, dove si descrivono le malevolenze delle stelle cadenti e la loro sconfitta per mano del dio Tishtrya, in altre parole

Sirio nella costellazione del Cane Maggiore.

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La credenza risale ad un periodo compreso tra il X secolo a.C. ed il VII secolo d.C.
In quel tempo, le genti dell’Iran credevano che la vita del cosmo fosse dominata dalla contrapposizione tra il principio dell’ordine cosmico e della verità (asha) ed il principio del caos e della menzogna (druj)

Secondo la cosmologia zoroastriana, infatti, l’ordine cosmico è rappresentato dalle stelle fisse, la cui luce si contrappone a quella del Maligno.

Queste stelle erano considerate come divinità minori ed erano poste nel cielo più basso, mentre il Sole e la Luna erano collocati nei cieli superiori, più vicini al paradiso.
Il movimento disordinato ed imprevedibile delle stelle cadenti, indusse gli zoroastriani a credere che esse appartenessero alla schiera delle forze demoniache scagliate dal maligno per produrre siccità e per sconvolgere l’ordine armonioso del cielo.

Così, proprio alle stelle cadenti assegnarono il nome di “streghe”

Il compito di sconfiggere le streghe e proteggere gli uomini fu attribuito a Sirio: sotto le sembianze del dio Tishtrya, l’astro si armò per combattere una duplice battaglia, la prima in cielo e la seconda in terra.
I versi dell’Avesta, il libro sacro degli zoroastriani, catturano lo splendore di Sirio paragonandolo ad una freccia scagliata dal più bravo arciere dell’universo. Tali sono la sua rapidità e la sua precisione che le forze demoniache delle stelle cadenti, si ritirano in una fuga disordinata. Vittorioso, il dio può finalmente annunciare con orgoglio la definitiva sconfitta dell’armata delle tenebre.

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In Irlanda si crede che le stelle cadenti siano lacrime delle fate: in ogni villaggio, si coltiva l’usanza di lasciare sempre alle Fate un posto apparecchiato a tavola, affinché continuino ad amare e proteggere la casa.

Si crede inoltre che le buone Fate si affezionino particolarmente ai fiori, ai bambini, agli animali, al bestiame e tengono lontani i pensieri cattivi generati dall’invidia e i sortilegi delle streghe.

Le famossissime Perseidi, saranno attive nelle notti tra il 10 Agosto (San Lorenzo) e il 12 Agosto (notte del massimo).

Inoltre gli studiosi del settore hanno previsto che l’anno in cui la pioggia di stelle cadenti sarà molto copiosa sarà il 2126. Quindi si presume che anche ci saranno altrettanti desideri.

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia… tutte le stelle…

Del resto:

” Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.”

Paulo Coelho

* le vagabonde blu

” Vagabonde blu “è il poetico nome che indica un tipo di stelle “sempre giovani ”

Diverse le ipotesi avanzate negli anni per chiarire l’origine di questi astri.

Situate all’interno di ammassi globulari o aperti, risultano più calde – da qui la colorazione blu – delle loro sorelle vicine, quando dovrebbero invece essere loro coetanee. Sfidando così le teorie standard dell’evoluzione astrale, secondo cui invecchiando le stelle evolvono prima in giganti rosse e poi in nane bianche, sempre più fredde e meno luminose.

Eppure loro, le “ blue straggler “, seguono tutt’altra strada: vecchie anche di 13 miliardi di anni, continuano ad apparire calde e brillanti come se fossero ancora bambine.

L’enigma di queste stelle e della loro origine ha affascinato astrofisici e scienziati sin dalla loro scoperta, negli anni ’50.

Proprio per cercare una risposta ai dubbi riguardanti le blue stragglers, Robert Mathieu e Aaron Geller, entrambi dell’Università del Wisconsin, hanno compiuto uno studio sul vecchio ammasso stellare NGC 188, un gruppo di stelle la cui età è stimata in circa 7 miliardi di anni posto a circa 5700 anni luce di distanza e osservabile nei pressi della stella Polare.

La conclusione della loro ricerca è che le blue straggler ringiovaniscono perché risucchiano la massa di un’altra stella cui si accompagnano, che le rafforza e permette loro di continuare a vivere più a lungo.

Le stelle analizzate dagli scienziati fanno parte di sistemi binari, in cui cioè due stelle sono “costrette” a ruotare l’una attorno all’altra a causa della mutua attrazione gravitazionale. In determinate condizioni una delle due stelle assorbe massa dall’altra diventando cosi una massiccia “blue straggler”: “ed è proprio la stella compagna che ci ha aiutato a determinare l’origine delle vagabonde blu”, ha spiegato Geller.

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La mia costante consapevolezza che lassù ci sono sempre stelle, pianeti, soli, galassie…che coesistono con noi esseri umani sulla terra, che è il nostro pianeta, nel mare di energia che gli astrofisici chiamano energia oscura, dato che di tutta la energia materia conosciamo solo il 4 o 5 %.

Il fatto di avere tanti compagni di viaggio che contribuiscono con la loro particolare e personale energia al cammino dell’essere umano verso la coscienza, dà il senso al mio concetto di esistenza oltre le coordinate di tempo e spazio che circoscrivono l’esperienza umana in una vita.

Seguo con molta passione l’evoluzione della conoscenza dell’universo, che è solo una piccolissima parte di tutto ciò che non conosciamo.

Come sopra così sotto viene usato troppo spesso, e spesso perde il suo significato, eppure dallo studio delle comete viene la conferma che siamo fatti della stessa materia delle stelle. E siamo quindi sottoposti alle stesse leggi. Il che mi rassicura visto che le stelle che ci interessano direttamente sono sempre lì.

Così certe notizie dallo spazio mi danno spunto per trarne analogie.

Nel grandissimo tempo le nane blu emergono dagli ammassi stellari cariche di energia brillante blu che è il risultato della esperienza di vita delle altre stelle. Continuano ad esistere per testimoniare la loro origine di stelle binarie. e noi le scopriamo dopo milioni di anni luce e ci raccontano dell’universo.

Nel grande tempo grandi uomini carichi di energia emergono dal susseguirsi delle civiltà che sono il risultato delle esperienze di vita di altri esseri umani. Continuano ad esistere nella Memoria del Mondo per testimoniare i valori raggiunti dall’umanità e ci raccontano dell’evoluzione e ne sono stimolo di generazione in generazione.

Nel piccolo tempo del qui e ora io sono il risultato delle mie esperienze. Le mie esperienze riguardano fatti, persone, ambiente, sono il mio universo conosciuto.

Se dalle mie esperienze traggo insegnamento arricchisco le mie capacità di costruire un futuro.Per me, per gli altri, per l’ambiente.

Se ho coscienza di me nel gruppo umanità posso determinare le mie esperienze esprimendo con il mio comportamento i valori propri di ogni essere umano.

Le nane blu prendono energia dal cosmo per esistere oltre il tempo e lo spazio.

I grandi uomini prendono energia dall’evoluzione dell’umanità per essere d’esempio oltre il tempo.

Io prendo energia dall’insegnamento delle mie esperienze per andare nel futuro.

 

Agisco nel mio piccolo intorno in sintonia con l’universo.

E se guardo il cielo lo vedo pulsare di bagliori blu…

* La buona notizia del venerdì: Se questo è un Re!

 
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Sua Maestà Céphas Bansah, sovrano di Hohoe, monarca e guida spirituale della tribù degli Ewe è re del Ghana da 22 anni, ma ripara Golf scassate a Ludwigshafen – Appena nominato governava via fax, ora per fortuna ci sono le videoconferenze. Vola in Ghana 8 volte l’anno e dalla Germania organizza la vita dei suoi sudditi…

Quando si parla di regnanti, di qualunque casata e nazionalità essi siano, non si può mai evitare di parlare di privilegi e stili di vita nemmeno lontanamente paragonabili a quelli delle persone comuni. Spesso infatti chi sta al potere è più famoso per le sue vicende amorose e i suoi vizi che per le azioni a favore del popolo.

Esistono però nel mondo delle figure così umili e virtuose che possono ribaltare questo luogo comune.

Oltre al famoso e mai sufficientemente celebrato presidente del Paraguay, José Mujica, che vive in una fattoria e dona il 90% del suo stipendio alle organizzazioni umanitarie, vi raccontiamo oggi la storia di Bansah Hohoe, che lavora full-time come meccanico in Germania e part-time come… regnante.

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A Ludwigshafen vive riparando Golf vecchie o nuove e Suv d’ogni tipo, come molti stranieri integrati ama la Germania più d’un tedesco e parla più nel dialetto locale che con l’accento d’origine. Ma nella sua vita parallela è un illustre re africano, discendente di un’antica, mitica dinastia. Governa due milioni di anime nel lontano Ghana, amministra il mini Stato tribale ogni giorno grazie a internet e a Skype.

Questa è la storia di Herr Céphas Bansah, o meglio di Sua Maestà Céphas Bansah, sovrano di Hohoe, monarca e guida spirituale della tribù degli Ewe.

Sovrano designato, eletto dagli anziani, ci tiene a precisare Céphas Bansah narrando la sua vita alla Sueddeutsche Zeitung che gli ha dedicato un reportage- ritratto a piena pagina. Ha ereditato il trono dal nonno ventidue anni fa, quando era già da tempo in Germania, quando aveva già deciso nell’animo di non tornare più nella terra natale. Lo elessero gli anziani di tutti i villaggi della tribù, perché suo padre, essendo mancino, non sarebbe mai stato autorizzato a salire sul trono. È un’avventura singolare, quella di Sua Maestà il meccanico di Ludwigshafen.

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«Oggi ho 65 anni, venni qui in Germania nei lontani Settanta», ha spiegato alla Sueddeutsche. Partì per volere del nonno, che fin da giovane ammirava la Germania. Non c’era mai stato, sapeva per sentito dire di quel paese lontano e ricco, così avanzato, dove tutto funziona. «Almeno uno dei miei nipoti deve trasferirsi tra i tedeschi», ordinò il monarca.

Toccò a Céphas, e lui scelse di mettercela tutta.

Mostra ancora oggi orgoglioso le due Meisterbriefe, gli ambiti diplomi tedeschi da meccanico specializzato. Sono nell’officina al piano terra della sua casetta, ma lui li venera, quasi più di quanto rispetti i simboli del potere al primo piano: il trono in legno, lo scettro e la corona, le due tigri e la zebra imbalsamate. Non era erede designato, Céphas Bansah, quando lasciò il Ghana – la più moderna e stabile democrazia dell’Africa occidentale, che coesiste con i poteri tribali – per la fredda Europa centrale.

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Dovendo eleggere il nuovo re, gli anziani della tribù pensarono a lui solo per dovere verso il nonno che tra tanti nipoti suoi e delle sue dodici mogli ammirava più di tutti l’emigrato. Ok, sarà un bravo ragazzo, ma come farà a governarci da tanto lontano?, si dissero scettici. Fu un fax appena installato in un villaggio dal governo a convincerli che era possibile. Da allora, Céphas ripara, compra e vende auto di giorno, e a sera fino a tarda ora si occupa online del suo popolo.

Vola in Ghana otto volte l’anno, organizza ogni giorno donazioni di beneficenza, sceglie le ditte che devono costruire scuole strade e ponti tra i villaggi, telefonando con Skype al suo vicario amministra le finanze del regno. Una sola volta ha avuto paura. Quando la polizia venne a casa sua per avvertirlo: il suo nome era sulla lista nera della Nsu, la cellula del partito armato neonazista che, scoperta con colpevole ritardo dalle autorità tedesche, per anni aveva ucciso migranti colpevoli solo di essere stranieri.

 

Fonte:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/re-spinterogeno-sovrano-ghana-meccanico-71541.htm

se questo è un Re, viva viva il Re