* Libertà è partecipazione

Print

LA LIBERTÀ E’ PARTECIPAZIONE

Vorrei essere libero! libero come un uomo!

Vorrei essere libero come un uomo!
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura,
che cammina dentro a un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero! libero come un uomo!
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia,
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare,
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero! libero come un uomo!
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza,
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo,
è convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà!

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto, un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Giorgio Gaber. (1972)

*La buona notizia del venerdì:Valeria Mancinelli, la sindaca di Ancona vince il World Mayor Prize 2018

Il riconoscimento dato dalla filantropica City Mayors quest’anno era dedicato alle amministratrici.

Valeria Mancinelli, eletta nel 2018 per il secondo mandato di fila, ha sconfitto colleghe internazionali, come Anne Hidalgo di Parigi o Henriette Reker.

Tra le motivazioni anche il non aver “fatto promesse esagerate”, facendo rifiorire la città sia nel campo dell’industria navale che in quello del turismo

È stata premiata perché “non ha fatto promesse esagerate”, ma ha puntato su “una ripresa economica a piccoli passi”.

La sindaca di Ancona ha vinto il World Mayor Prize 2018.

Il titolo dal 2004 viene consegnato ogni due anni dalla filantropica City Mayors e per questa edizione era dedicato alle donne: prime cittadine che si sono distinte per leadership, compassione e capacità di tenere unita la propria comunità.

Mi sento: sorpresa, onorata e anche commossa per aver vinto questa edizione del World Mayor 2018 dedicata alle sindache. Ma sono soprattutto contenta per il mio, il nostro mondo, che è #Ancona”, ha commentato la Mancinelli, carica per il secondo mandato di fila dal 25 giugno 2018.

 

Sotto la sua guida, Ancona, il capoluogo della regione Marche, sulla costa adriatica, ha goduto di una forte crescita economica. Quando il sindaco Mancinelli è entrato in carica nel 2013 l’importante settore della cantieristica navale aveva enormi difficoltà, che hanno colpito gravemente le numerose piccole imprese della città. La neoeletta sindaca era determinata a far rivivere l’industria, che risale ai tempi romani”, si legge nelle motivazioni, che proseguono citando i meriti della prima cittadina. “È partita creando una partnership tra città, coinvolgendo sia i settori del pubblico e del privato che la popolazione – prosegue il testo – Durante il primo mandato le strade sono state riasfaltate, gli spazi verdi ripuliti e le varie attrazioni turistiche della città, comprese le spiagge, hanno nuovamente ottenuto recensioni positive”. Cresciuto, sottolinea il report, soprattutto il settore della costruzione navale che era oramai prossimo al declino. “Ogni passo ha reso Ancona un po’ più vivibile, ogni passo ha aumentato la fiducia delle persone nel futuro della città”, conclude la motivazione.

Nel dossier che accompagna il nome della Mancinelli sul sito dedicato al premio, la sindaca si presenta con un saggio in cui racconta le sue origini, legate alla Resistenza partigiana, e i valori che “tutt’oggi rimangono il suo punto di riferimento” e guidano il suo mandato: democrazia, libertà, solidarietà e partecipazione.

 

Recentemente la Mancinelli, avvocatessa classe 1955, ha appoggiato la “protesta dei sindaci” contro il decreto Salvini in materia di sicurezza pubblica.

Secondo la sindaca “l’applicazione del decreto sicurezza e immigrazione pone un serio problema: costringe in clandestinità coloro che fino a ieri godevano di un sistema di protezione specifico, ovvero la protezione umanitaria”. Un istituto, ha spiegato più volte, che “scompare con il provvedimento, facendo finire 40mila persone in mezzo alla strada perché altri diritti di cittadinanza non ne hanno e perché nessuno è in grado ad oggi di garantire loro un rapido rimpatrio”.

La Mancinelli è riuscita a trionfare competendo con nomi importanti, come quello di Anne Hidalgo, prima cittadina di Parigi, che a ottobre ha aperto le porte del palazzo comunale ai clochard a rischio per l’emergenza freddo, o Henriette Reker, sindaca di Colonia, o ancora Souad Abderrahim, di Tunisi.

La passata edizione aveva visto fuori dal podio per un soffio la sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini, arrivata quarta.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/02/12/valeria-mancinelli-la-sindaca-pd-di-ancona-vince-il-world-mayor-prize-ha-risollevato-economicamente-la-citta/4967287/

Sebben che siamo donne

* A.A.A. Avviso ai naviganti!

Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Jaques Brel

La libertà (secondo Gao Xingjian)

I nodi dell'anima

La libertà è uno sguardo, un tono della voce, sguardo e tono sono cose fattibili, quindi tu hai già qualcosa. E questa libertà è un dato di fatto come l’esistenza della materia, di un albero, di un filo d’erba, di una goccia d’acqua, e la tua libertà di usare la tua vita è altrettanto inconfutabile e indubitabile.

Ma la libertà è anche facile da perdere, e il tuo sguardo, la tua intonazione non durano che un attimo, provengono da un tuo atteggiamento interiore: quel che tu vuoi afferrare è proprio questa libertà sfuggente, istantanea. Per questo fai ricorso al linguaggio, proprio per averne una conferma, anche se la tua scrittura non potrà durare in eterno. Ma quando tu scrivi questa libertà ti diventa visibile, e tu la senti mentre scrivi, leggi, ascolti, la libertà risiede nella tua stessa espressione, tu vuoi questo piccolo lusso, l’espressione della tua libertà, e la…

View original post 111 altre parole

* Rompi l’incantesimo della colpa !

Quando è iniziata la colpa?

E cosa c’era prima?

Il mito narra una storia sacra; riferisce un avvenimento che ha avuto luogo nel Tempo primordiale, il tempo favoloso delle « origini ».

Il mito quindi è sempre la narrazione di una « creazione »: riferisce come una cosa è stata prodotta, ha cominciato ad essere. Il mito parla solo di ciò che è accaduto realmente, di ciò che si è pienamente manifestato. (P. 49 Mircea Eliade, Mito e Realtà, Borla edizioni, pp. 27, 28, 41, 49.)”

La colpa è nata quando è stato creato il mito.

Una mela, una semplice mela, è il messaggio nascosto , che viaggia nel tempo, raccontato in tante forme e colori.

la ribellione è amore


Nelle fiabe e nei miti il divieto è l’invito alla disobbedienza.
Senza disobbedire, senza ribellarsi non ci si può inoltrare verso l’iniziazione, si rimane schiavi per il resto della vita.
La ribellione è amore”. La ribellione è la conseguenza del potente richiamo dell’anima selvaggia.


Tu cosa scegli? Resti sul sentiero e stai nella tua bella zona di confort?
Oppure corri il rischio di attraversare il bosco, esplorare nuovi sentieri?
Ci vuole cor-aggio. Il cor-aggio di andare oltre il senso di colpa, svegliarsi dall’incantesimo e accorgersi…che non c’è nessuna colpa….


Era solo un incantesimo.

scoprire la colpa libera dall’incantesimo

Quante volte te lo sarai sentito ripetere? E’ così che si fa. Abbiamo sempre fatto così. Non lasciare la via vecchia per la nuova. Sai quello che perdi e non sai quello che trovi. Stringi i denti e vai avanti. Nella vita bisogna accontentarsi.

Quante volte hai rinunciato?

Quanti occasioni hai perso?

Quante volte sei fuggita? Quante volte hai avuto paura di ribellarti con l’illusione di perdere l’amore? che poi hai perso lo stesso?

Quante volte hai detto “no” a te stessa, per dire “si” a qualcun’altro?

 

Se Cenerentola non avesse disobbedito? E se non fosse andata al ballo?

Quali sono i divieti/incantesimi della tua vita?

E se tu provassi a guardare le cose da un’altra prospettiva, dalla prospettiva dell’Anima selvaggia, al di là del senso del vantaggio e dell’ svantaggio, del bene o del male?

Se tu provassi a guardare con occhi nuovi, ripuliti dai condizionamenti? Cosa accadrebbe?

La tua vitalità, quella che gli altri chiamano ribellione,  ti avrà causato dei problemi, quando eri piccola,  nell’adolescenza.  Hai lasciato un percorso di studi eccellente, lasciato un fidanzato ricco, rinunciato a una carriera promettente?

Sappi, che se hai rinunciato a molte “occasioni”, per seguire il tuo cuore, la voce che ti guida, la tua anima selvaggia ha una forza straordinaria. Hai imparato a camminare nei boschi a piedi nudi, ad annusare l’aria e a ruggire.

Guarda le cose dal punto di vista della tua anima selvaggia e ti sorprenderai di come tutto cambi e si illumini di nuova luce.

Il più pericoloso predatore per le donne è la colpa.


Una donna senza colpa non solo è libera, è potentemente libera. 


Paula Heredia

Paola Biato

Fonte: http://psicofiaba.jimdo.com/blog-articoli/

* Mantieni la rotta, resisti…

1284158787250_23_Barcolana-09-panoramica-della-gara-e-citta1284158787250_23_Barcolana-09-panoramica-della-gara-e-citta

Avete ragione a pensarla così. Le scintillanti fortune accumulate tramite atti compiuti contro i bambini, gli anziani, la gente comune, i poveri, contro chi non ha potere, non ha difese, lasciano senza fiato.

Eppure io vi incoraggio, vi chiedo, a voi, con gentilezza, non prosciugatevi lo spirito gridando al vento la fatica di vivere in questi tempi. Soprattutto, non perdete la speranza. Perché il fatto è che noi siamo nati per vivere in questi tempi. Si, è così. Sono decenni che impariamo, sperimentiamo, facciamo pratica, ci alleniamo per questo. Stavamo aspettando di incontraci in questo punto di questa storia.

Io sono cresciuta sui Grandi Laghi. Conosco le navi e so dirvi se uno scafo resisterà alle onde. Se parliamo di spiriti consapevoli, nel mondo non ci sono mai stati tante navi nè abili naviganti come oggi. E sono navi cariche di provviste, di risorse, che possono comunicare tra loro più e meglio di quanto sia mai successo in tutta la storia dell’umanità.

Spingete lo sguardo oltre la vostra prua: vedrete milioni di barche, di anime coraggiose, che navigano con voi. E se le plance tremano a ogni onda in questa tempesta, vi assicuro che prua, timone e albero maestro vengono da una foresta più grande di voi. Legname forte, durevole, fatto per resistere ai venti, alle correnti, per tenere salda la rotta, avanti tutta, nonostante tutto.

Sempre, nei tempi bui, si tende a arrovellarsi su quello che non va, quello che resta ancora da riparare. Non dateci tutta la vostra attenzione. Si tende, allo stesso tempo, ad accasciarsi al pensiero di ciò che è al di la della propria portata, a tutto ciò che non si può fare. Non dateci troppo peso. E’ come sprecare il vento senza stendere le vele.

C’è bisogno di noi, sappiamo solo questo. Incontriamo resistenza, ma incontriamo anche coscienze più grandi di noi che ci danno il benvenuto, ci amano, ci guidano–e le riconosciamo, al primo sguardo. Non hai detto che ci credevi? Non hai detto che avresti prestato ascolto a qualcosa di più grande di te? Non hai chiesto una guida? Non ricordi che essere guidati significa accettare un destino al di fuori di noi stessi?

Non sta a noi riparare il mondo, tutto di un colpo. Ma sta a noi allungarci a riparare quel pezzetto di mondo che riusciamo a raggiungere. Ogni cosa piccola, determinata e calma che può fare una coscienza per aiutarne un’altra, per sostenere un piccolo pezzo di questo povero mondo sofferente, aiuta immensamente. Non possiamo sapere quale azione, fatta da chi, realizzerà la massa critica che cambierà la rotta, determinando un cambiamento durevole.

Perché il cambiamento sia profondo è necessario accumulare azioni su azioni, aggiungere, aggiungere ancora, perseverare. Sappiamo che non è necessario l’aiuto di ogni singolo essere umano sulla Terra per portare pace e giustizia.

Basta un gruppo piccolo, determinato, che non si arrenda alla prima, alla seconda, né alla centesima tempesta.”

( stralcio di una lettera scritta da Clarissa Pinkola Estés )

1517385_224802737712196_8794660862620965783_n

Clarissa Pinkola Estés, poetessa, scrittrice, psicanalista, sostenitrice dei diritti della donna. Si è laureata in psicologia etno – clinica e si è poi specializzata in psicologia analitica.

E’ stata direttrice del Carl Gustav Yung Center di Denver, in Colorado

Nel 2006, è stata ammessa alla “COLORADO WOMEN’S HALL OF FAME”, un’organizzazione che da riconoscimenti alle donne che hanno contribuito alla storia del Colorado. E’ da sempre attivista, in prima linea, per i diritti delle donne, la loro libertà, la loro emancipazione.

DONNE CHE CORRONO COI LUPI” è il primo libro che l’ha resa famosa. Tradotto in tutto il mondo, è diventato, attraverso gli anni, un classico della psicanalisi “tutta al femminile” e non solo.

Fonte: https://occhiditerra.wordpress.com/author/rossellagrenci/