* La buona notizia del venerdì: Eliminare lo spreco alimentare delle feste natalizie? Si può con Equoevento!

Feste e cene aziendali, e se l’evento diventasse il recupero dei tanti pasti avanzati e sprecati?

La lezione di Equoevento, con i suoi giovani volontari che recuperano il cibo sprecato durante gli eventi. Cene aziendali, matrimoni, compleanni, pranzi durante i congressi. In soli 3 giorni a Roma recuperate porzioni per dare da mangiare a 150 famiglie.

Già la parola, evento, mi lascia molto perplesso.

Quale sarebbe «l’avvenimento» che giustifica l’utilizzo di questo vocabolo per una banalissima e rituale cena aziendale, o per una di quelle infinite cerimonie al confine tra marketing, pubblicità e ordinaria vita d’impresa?

Non c’è «l’avvenimento». Se non il rischio altissimo di una gigantesca sagra dello spreco alimentare, e non solo, con un’infinita quantità di piatti (primi, secondi, frutta e dolci) che, zac, in poche ore finiscono nei secchi dell’immondizia.

Tutto cibo sprecato.

Con il relativo conto dello spreco di denaro contante, considerando i costi di questi eventi, e con l’affermarsi nel nome di un «avvenimento», tra un frizzo e un lazzo, della consuetudine di festeggiare buttando nella spazzatura ciò che manca a 815 milioni di persone nel mondo.

Uomini e donne di un altrove, molto distanti dai fortunati partecipanti a quest’orgia del cibo sprecato truccata sotto la fattispecie dell’evento. Lo stesso film dell’orrore, badate bene, che si gira quando celebriamo un matrimonioun compleanno vip (sinonimo di evento, stesso suono gracchiante) di una fanciulla diciottenne, una cena in occasione di un congresso o di un’assemblea annuale della più sconosciuta associazione professionale. Sempre la stessa sceneggiatura: una quota variabile tra un terzo e la metà del cibo offerto ha il suo capolinea nella giungla dei rifiuti, che intanto ci stanno soffocando.

Una piccola ma battagliera e ben organizzata associazione di volontari, Equovento, è concentrata in diverse città italiane, da Roma a Milano passando anche per Lecce, e all’estero, da Parigi a Madrid, per impedire lo sconcio dello spreco di cibo durante gli eventi.

Nel periodo di Natale, per esempio, le squadre di Equovento passano in rassegna i vari eventi aziendali e cercano di scendere in campo.

In modo pratico e semplice: basta chiamarli, e fanno tutto loro, dal ritiro del cibo avanzato, fino alla riconsegna ad altre squadre di volontari che hanno bisogno di pasti per i poveri che assistono, per le case famiglia sempre a corto di risorse, per quelle mense degli ultimi in perenne affanno. 

Tutto al costo di una semplice donazione (che dovrebbe essere la più generosa possibile, considerando anche le spese per il prelievo e per la riconsegna del cibo) per il festeggiato, privato o azienda che sia, e per le società che si occupano del catering talvolta però preoccupate per la scoperta dello spreco di cibo.

Svelata la quantità di pasti andati in malore, magari con il prossimo evento la fornitura si riduce.

Per noi di Non sprecare, l’associazione Equovento è come una compagna di strada. Ne parliamo spesso, l’ultima volta in occasione della selezione delle candidature al Premio Non sprecare, seguiamo con attenzione le loro iniziative e cerchiamo di fare in modo che possano moltiplicarsi in tutta Italia e all’estero, come puntualmente sta avvenendo.

Con numeri che, se li andate a sommare, diventano enormi, proprio come lo scandalo dello spreco di cibo che invece così si azzera: in appena tre giorni di attività a Roma, i volontari di Equovento sono riusciti, per esempio, a recuperare 800 porzioni di ottimo cibo, destinato come al solito al bidone dell’immondizia, e hanno consentito di portare a tavola pasti completi a 150 famiglie in difficoltà e aiutate dalla Comunità di Sant’Egidio.

Poveri veri, non finti.

Ma se davvero vogliamo aiutare Equovento, e questo straordinario gruppo di ragazzi, dovremmo tutti iniziare a pensare a qualcosa di più.

A qualcosa da poter fare, ogni giorno, anche noi nel nostro piccolo quotidiano, che sommato diventa poi un grande cambiamento generale.

Per esempio: chi ha in mano il rubinetto, e quindi il budget, e l’organizzazione di questi benedetti eventi, a qualsiasi livello, faccia la cosa più semplice del mondo. Apra le porte a Equovento, aiuti a creare sul territorio tante, tantissime, sezioni dell’associazione, convinca le aziende di catering a non mettere i bastoni tra le ruote per il recupero del cibo rimasto a tavola e non consumato dagli ospiti. Lo faccia con forza, con la stessa energia con la quale ha convinto tante persone che l’evento sia un «avvenimento» imperdibile e beato chi ci partecipa.

Con questa spinta, anche la battaglia contro lo spreco alimentare farà un salto in avanti, e diventerà un «avvenimento», vero e non finto, di una vita sociale allegra, giustamente ispirata all’idea di festeggiare, ma con un minore tasso di insopportabile indifferenza.

 

 

 

Fonte:

http://www.nonsprecare.it/sprechi-cibo-eventi

http://www.nonsprecare.it/risparmio-alimentare-scuola-bagno-a-ripoli

http://www.nonsprecare.it/spazzatura-elettronica-italia-problema-smaltimento-rifiuti-video

http://www.nonsprecare.it/sprechi-a-scuola

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