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* La buona notizia del venerdì: Sedersi su un libro si può…su una panchina letteraria

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* La buona notizia del venerdì: Ora c’è il portinaio di rione!

“A chi lascio il cane o le chiavi?”


A Bologna in Strada Maggiore, nel cuore della città, un nuovo servizio sul modello parigino “Lulù dans ma rue“: “ il portinaio di rione

“Aiutiamo le persone con una catena umana che si era perduta”

Un posto dove lasciare il cane mentre si va a fare la spesa, al quale affidare una copia delle chiavi, dove cercare aiuto per una stanza in affitto o per fare lavoretti a prezzi modici.

A Parigi esiste dal 2015 e si chiama “Lulù dans ma rue“: è un chioschetto simile a un edicola, a pochi passi da Place Des Vosges.

L’ha fondato Charles-Eduard Vincent, un esperto di economia sociale “per rimettere al centro l’umanità e l’ottimismo”. In due anni, secondo Le Parisien, conta già 8.500 clienti.

 

 

Dall’altra parte delle Alpi non lo sanno, ma da gennaio Lulù è sbarcata anche a Bologna. L’associazione “Percorsi” ha aperto un negozio in fondo a Strada Maggiore, ispirandosi al modello francese, e gli iscritti sono già una ventina.

Dentro, seduta su uno sgabello, c’è la presidente, Anita Della Monica. Ha avuto l’idea insieme alla sua amica di sempre, Rita Bernardoni. Anita aveva un negozio di stoffe, Rita lavora tuttora in un bar in via Altabella.

Siamo attive da anni nel volontariato — spiegano — Facciamo parte dell’associazione “Torleone Insieme” che si occupa di ripulire la strada, ma volevamo fare di più”.

Così è nato “Percorsi”. “E’ un cortile — dicono — una portineria di stradauna maniera per aiutare le persone senza essere invadenti, con molta dignità. Vogliamo ricostruire una catena umana che si è persa: c’è tanta solitudine e molta vergogna di chiedere, specie tra gli anziani”.

Per associarsi bisogna fare una tessera da cinque euro: dietro al nome c’è una fotografia delle Due Torri, col sottotitolo: “Una porta aperta alla città“.

Nel modulo, oltre alle proprie generalità, l’associato deve indicare cosa sa fare: “videomaker”, “sarto”, “falegname”. I servizi non sono a pagamento, ma chi vuole dare una mano all’associazione (che non ha fini di lucro) può comprare qualcosa: vestiti di seconda mano, tessuti avanzati dal vecchio negozio di stoffe di Anita, borse, oggetti comprati dall’Ant o dal mercatino di Piazza Grande in via Staligrado.

Ad Anita e Rita basta pagare l’affitto.

I locali — spiegano — sono della Curia, paghiamo un canone di 300 euro al mese e per il momento siamo sempre riuscite a saldarlo. Qui nessuno guadagna niente, lo scopo è mettere in relazione le persone”.

Come?

Abbiamo messo in contatto una signora che aveva bisogno di arredare la sua casa, ma non aveva soldi, con un’altra che aveva dei vecchi mobili di cui voleva disfarsi. L’altro giorno abbiamo tenuto il cane per un signore malato. Un’anziana ci ha cucito delle borsette e ci ha chiesto di metterle in vendita, per arrotondare la pensione. E c’è un signore di Imola che viene una volta alla settimana: fa le file in Posta per tutti”.

Non hanno un sito web e non sono su Facebook, ma le conoscono già tutti, in quartiere, soprattutto gli anziani. È bastato il passaparola!

 

 

 

 

fonti:

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/03/04/news/_a_chi_lascio_il_cane_o_le_chiavi_a_bologna_nasce_il_portinaio_di_rione-159747938/

http://www.dissapore.com/notizie/conad-cani-nei-carrelli/

http://www.cosedicasa.com/il-cane-pensione-o-dog-sitter-se-non-puo-venire-in-vacanza-con-noi-22547/

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La buona notizia del venerdì: Petaloso è una parola?

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Avete mai utilizzato il termine “petaloso” in vita vostra, riferendovi ad un fiore?

Immagino di no, ma è tutto normale: il termine di fatto ancora non è entrato nel nostro vocabolario ma, se ci impegniamo un po’, potrebbe venire accettato dalla Crusca e diventare ufficialmente parte della lingua italiana.

L’ha inventata un bambino che frequenta la terza elementare alla scuola Marchesi di Copparo, in provincia di Ferrara.

Si chiama Matteo e alla domanda “«Come  definiresti un fiore?» ha risposto: «petaloso!».

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Margherita Aurora, questo il nome dell’insegnante. è rimasta colpita dalla bellezza della nuova parola – per quanto inesistente- ed ha quindi deciso di scrivere direttamente all’Accademia della Crusca, Petaloso suona bene, è una parola formalmente corretta, ma nel vocabolario italiano non esiste. Per ora. 

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Con un linguaggio adatto ai bambini Maria Cristina Torchia – della Redazione Consulenza Linguistica – ha risposto così (testo integrale):

Caro Matteo,
la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano così come sono usate parole formate nello stesso modo.
Tu hai messo insieme le parole petalo + oso ➺ petaloso = pieno di petali, con tanti petali.
Allo stesso modo in italiano ci sono:

  • pelo + oso ➺ peloso = pieno di peli, con tanti peli
  • coraggio + oso ➺ coraggioso = pieno di coraggio, con tanto coraggio.

La tua parola è bella e chiara, ma sai come fa una parola a entrare nel vocabolario? Una parola nuova non entra nel vocabolario quando qualcuno la inventa, anche se è una parola “bella” e utile. Perché entri in un vocabolario, infatti, bisogna che la parola nuova non sia conosciuta e usata solo da chi l’ha inventata, ma che la usino tante persone e tante persone la capiscano.
Se riuscirai a diffondere la tua parola fra tante persone e tante persone in tutta Italia cominceranno a dire e a scrivere “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”, ecco, allora petaloso sarà diventata una parola dell’italiano, perchè gli italiani la conoscono e la usano. A quel punto chi compila i dizionari inserirà la nuova parola fra le altre e ne spiegherà il significato.
È così che funziona: non sono gli studiosi, quelli che fanno i vocabolari, a decidere quali parole sono belle o brutte, utili o inutili. Quando una parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tanti), allora lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mette nel vocabolario.
Spero che questa risposta ti sia stata utile e ti suggerisco ancora una cosa: un bel libro, intitolato Drilla e scritto da Andrew Clements. Leggilo, magari insieme ai tuoi compagni e alla tua maestra: racconta proprio una storia come la tua, la storia di un bambino che inventa una parola e cerca di farla entrare nel vocabolario.
Grazie per averci scritto.
Un caro saluto a te, ai tuoi compagni e alla tua maestra.

MA COME SI EVOLVE UNA LINGUA? 

Le parole, colonne della nostra lingua, sono in continua evoluzione: nuovi termini nascono, altri assumono diversi usi o sono rilanciati. L’italiano, così, si trasforma seguendo il costume, la cronaca, la tv, le tecnologie… «Il lessico si arricchisce di continuo e i neologismi raccontano la società che li genera» spiega Nicoletta Maraschio, docente di storia della lingua italiana all’Università di Firenze e prima donna a guidare l’Accademia della Crusca dal 2008 al 2014.

L’esigenza di nuove parole può nascere per definire nuovi oggetti, concetti, mode.

Quali sono le fonti da cui sgorgano più neologismi? I

Innanzitutto, le nuove tecnologie: computer, Internet, telefonini. Parole come blog, social network, smartphone si sono consolidate nel linguaggio quotidiano per indicare nuovi oggetti, servizi e fenomeni. Per il bisogno di indicare nuove azioni, sono stati creati verbi: così contrassegnare con un tag, una parola chiave, diventa taggare; un messaggio (post) si può postare in uno spazio sul Web.

Altre parole diventano di moda: come evento, usato dai ragazzi per definire qualsiasi genere di appuntamento copiando l’utilizzo fatto su Facebook.

..continua (http://www.focus.it/cultura/curiosita/petaloso-e-una-parola)

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 Sembra una favola ! Eppure ci sono tanti Matteo, tante maestre Margherita, tante persone intelligenti e curiose nelle istituzioni che sono protagonisti di favole quotidiane, ignorate dal ritmo frenetico e fuorviante della vita di oggi che tiene conto più della quantità che della qualità.

Se scrivete ora , il correttore automatico del computer  sottolinea in rosso la parola petaloso: la rileva come un errore.

Ma è solo questione di tempo.

Sui social è partita una sorta di originale campagna di sensibilizzazione che invita tutti gli studenti del web a utilizzare l’hashtag e la parola  quanto più possibile, proprio per far avverare il sogno del giovane Matteo, trasformando #petaloso in un nuovo termine della nostra lingua!

http://www.gingergeneration.it/n/la-parola-petaloso-sta-entrare-nel-dizionario-italiano-la-sua-storia-suo-significato-198640-n.htm

http://www.focus.it/cultura/curiosita/petaloso-e-una-parola

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* La buona notizia del venerdì: Ingannare l’attesa si può…

grenoblehistoires1-810x506-800x400A Grenoble, distributori automatici di racconti per chi aspetta i mezzi pubblici

Occupare i tempi morti con delle letture brevi e di buona qualità, del tutto gratuite: accade a Grenoble, in Francia, dove sono stati appena installati, in via sperimentale, dei distributori automatici di storie e di poesie, per rendere più piacevoli code e attese, offrendo a tutti la possibilità di concedersi un momento di evasione e di cultura.

Immaginate di essere in fila alla posta o in un altro ufficio pubblico, oppure di aspettare l’autobus: siete annoiati e vi piacerebbe poter ingannare il tempo in qualche modo, ma non avete portato con voi libri o riviste e vi ritrovate a guardare in continuazione il vostro smartphone, aspettando notifiche che non arrivano oppure controllando l’ora.

In una situazione come questa, non sarebbe male potersi distrarre leggendo un racconto di pochi minuti, 1, 3 o 5, a seconda del tempo che avete a disposizione. Anzi, sarebbe un modo intelligente per trasformare del tempo perso in un’occasione di divertimento, di svago o di riflessione, e comunque di arricchimento culturale.

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Gli otto distributori – delle colonnine nere e arancioni collocate in diversi punti di Grenoble – permettono di scegliere solo la durata del racconto che si vuole ricevere in dono: è sufficiente premere uno dei tre tasti – 1, 3 o 5 minuti – per ottenere un foglietto largo appena 8 centimetri e di lunghezza variabile, del tutto simile ad uno scontrino, che riporta una storia breve della durata selezionata. Il soggetto e la tipologia del racconto, invece, sono una sorpresa, tutta da scoprire.

Certo, si potrebbe obiettare che un distributore di storie di questo tipo possa comportare un eccessivo spreco di carta: ma, a ben vedere, i testi vengono stampati occupando uno spazio davvero minimo, sono molto maneggevoli e facilmente trasportabili (molto più di riviste o quotidiani, ad esempio) e non devono necessariamente essere fruiti e gettati via.

Al contrario, possono essere conservati o condivisi con amici e conoscenti, magari diventando il punto di partenza di piacevoli conversazioni o di scambi di opinioni.

Il progetto è nato dalla collaborazione tra il Comune di Grenoble e la start-up Short Edition, che fornisce i testi, redatti e selezionati all’interno della propria community, composta da 5.000 autori e da oltre 140.000 abbonati.

Abbiamo avuto questa idea guardando i distributori di barrette al cioccolato e bevande.” – ha raccontato Cristophe Sibieude, cofondatore e presidente di Short Edition – “Abbiamo pensato che si sarebbe potuta fare la stessa cosa con della letteratura popolare di buona qualità, per occupare i tempi morti.”

L’idea è declinabile su più fronti: offrire anteprime di romanzi che si trovano sugli scaffali della libreria oppure racconti autopubblicati la cui versione integrale sia reperibile sul web. Insomma, l’uso che un editore o un autore può fare di un sistema di divulgazione del genere è potenzialmente vasta. Certo a veder bene, un telefonino offre lo stesso genere di intrattenimento. Wattpad, Google, Kindle, tutte le piattaforme di lettura digitali sono godibile, tramite app, sul device elettronico, ma la domanda è: quanti leggono racconti su uno smartphone?shutterstock_145424908-744x445Forse i giovanissimi, ma il gesto di pigiare un pulsante e prelevare un foglio simile a uno scontrino erogato da un distributore è familiare a tutte le generazioni e forse, per quanto abbia poco o nulla di digitale, è più rapido e comodo di lanciare una app e cercare un racconto.
L’idea di Short Edition segnerà la rivincita della letteratura su Candy Crush e Angry Birds?

Non è la prima volta che Grenoble finisce sulle prime pagine di tutti i giornali, infatti nel 2014 si era fatta notare per aver eliminato i cartelloni pubblicitari dalle strade. In totale ci sono 8 macchinette distribuite per la città, per lo più per le vie del centro, nei pressi dell’uffici turistici, al Municipio e all’interno di alcune librerie.

La sperimentazione durerà un anno, ma c’è già chi pensa che l’idea potrebbe essere replicata con successo in altre città francesi.

E, perché no, qualcuno potrebbe anche decidere di importarla in Italia… 

 

fonti:

http://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/17992-distributori-storie-grenoble

http://www.wired.it/play/cultura/2015/10/16/distributori-automatici-racconti-lalternativa-smartphone-compulsivo/

leggi anche.

http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/18260-lavanderia-biblioteca-africa-libromat

http://www.boredpanda.com/free-book-tank-library-weapon-of-mass-instruction-raul-lemesoff/

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* Le profezie di Isaac Asimov

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se mi chiedessero di indicare la cosa su cui la gente è più insicura direi certamente il contenuto del futuro…”

Così inizia la prefazione al libro “Nostalgia del futuro” Isaac Asimov, lo scrittore di fantascienza e professore dell’Università di Boston, autore di libri che hanno introdotto almeno una intera generazione nella dimensione dell’universo.

Questo libro è una raccolta di cartoline illustrate del 1899 di un artista commerciale francese rappresentanti la vita nell’anno 2000.E se le sue invenzioni a prima vista possono far sorridere, troviamo poi tanti riscontri negli oggetti e nei macchinari che oggi sono nell’uso comune.

Asimov ne acquista una serie per caso e ne fa una interessante trattazione sulla futurologia e sul ruolo della fantascienza nello stimolare invenzioni di tecniche e macchine possibilmente realizzabili solo in un futuro immaginabile.

La fantascienza diventa maggiorenne con i “ viaggi straordinari” di Jules Verne,che ipotizzano macchine straordinarie per imprese mai effettuate.

Herbert George Wells lascia ancor più libera la sua immaginazione in viaggi nel tempo, l’antigravità, le invasioni marziane.

Altri autori continuano a scrivere poi di viaggi interplanetari,robot e computer, bombe nucleari, sovrappopolazione, telepatia, teletrasporto.

Il pensiero crea? Altrochè!

Giusto mezzo secolo fa, durante l’Esposizione Universale a New York nel 1964  Isaac Asimov ha pronosticato come sarebbe stato il mondo tra 50 anni. Le sue previsioni furono pubblicate nel giornale New York Times.

Leggendolo oggi, si capisce che lo scrittore riuscì a prevedere praticamente tutte le innovazioni tecniche!

Secondo Asimov, la metà dell’energia elettrica nel 2014 sarà prodotta nelle centrali nucleari e nei grandi deserti dell’Arizona e del Kazakistan saranno avviate le centrali solari. Gli uomini impareranno a raccogliere l’energia dallo spazio e a mandarla sulla Terra, il collegamento diventerà satellitare.

Le navi spaziali a questo tempo raggiungeranno con successo Marte e sarà progettato il programma di colonizzazione del Pianeta Rosso. (In questo caso viene subito in mente il rover Curiosity e la missione prevista dal fondo Mars One!)

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Dal 1964 son passati solo 51 anni, ma il mondo durante questo periodo ha cambiato notevolmente il suo aspetto.

Le prospettive di Asimov secondo cui sarebbe stato possibile portare in tasca i telefoni e i loro schermi offrire la possibilità di leggere libri e documenti, ammirare foto, sono diventate realtà. Inoltre lo scrittore diceva: i dispositivi tecnici lavoreranno senza filo con batterie a lunga durata o accumulatori.

I film saranno mostrati in formato tridimensionale e il tempo di preparazione del cibo e dei noiosi lavori casalinghi si ridurrà: in cucina domineranno gli elettrodomestici automatici con il timer: macchine da caffè, tostapane, microonde, multicooker.

La culinaria diventerà un hobby perché si potrà comprare la maggior parte dei piatti già preparati.

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Secondo Asimov, la città cambierà il suo aspetto: i palazzi e la maggior parte dello spazio urbanistico scenderanno giù sotto la terra, in questo modo si potrà risparmiare sul riscaldamento delle abitazioni l’inverno e sul raffreddamento d’estate. (Esistono già interi centri commerciali e parcheggi sotterranei!). Sulla superficie saranno tracciati parchi, orti e pascoleranno il bestiame (proprio questo punto sembra poco probabile).

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Il trasporto, prevede lo scrittore, smetterà di toccare la strada e volerà all’altezza di circa un metro sopra la terra. Anche navi e imbarcazioni scivoleranno sopra l’acqua, così la loro velocità aumenterà notevolmente.

L’autore di opere di fantascienza prevede che nel 2014 la popolazione della Terra raggiungerà i 6,5 miliardi di persone e negli Stati Uniti abiteranno 350 milioni (per il primo giugno del 2013 negli USA sono stati registrati 316 milioni di persone).

La crescita della popolazione favorirà la valorizzazione dell’Artico, dei deserti e la ricerca dei nuovi generi alimentari. Per esempio, nell’agricoltura dovranno dominare i microorganismi i quali, secondo Asimov, trasformeranno lieviti e alghe in cibo nutriente.

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Aveva pensato che la durata media della vita nei Paesi sviluppati raggiungerà gli 85 anni e la nascita dei bambini potrebbe essere controllata con efficienza. (Ricordiamo che nel 1964 la durata media della vita era di 65 anni e che anche nei Paesi sviluppati c’erano problemi con la contraccezione).

Secondo la previsione dello scrittore, il problema principale dell’umanità nel 2015 sarà, per quanto possa sembrare strano, la noia! Proprio per questo la psicologia avrà uno sviluppo eccezionale e la psichiatria sarà una professione di prestigio.

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Ora tutte queste previsioni ci sembrano abituali e banali, ma per il 1964 esse erano idee azzardate, originali e assolutamente fantascientifiche. Se al momento non tutti i pensieri di Asimov sono stati realizzati, significa che c’è ancora qualcosa di cui gli inventori devono prender nota!

 

Fonte:

http://italian.ruvr.ru/2013_12_12/Le-profezie-di-Isaac-Asimov-il-mondo-nel-2015/

Isaac Asimov/ Nostalgia del futuro” Il Duemila visto dall’Ottocento” Editrice Rizzoli

 

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* La buona notizia del venerdì: Knitting mania per uomini duri!


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La maglia? Roba da uomini!
Ricamo, uncinetto, punto croce. E’ la nuova tendenza che va di moda tra i giovani. Maschi soprattutto. Giovani, adulti, architetti,medici, operai: mani che prima digitavano sulla tastiera di un computer o dirigevano macchinari complessi ora compongono schemi per il punto croce, creano berretti di lana all’uncinetto, ricamano trapunte.

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ATTORI CHE SFERRUZZANO
Ma a maglia hanno lavorato anche degli insospettabili, come uno dei fratelli Lumière, amante dell’uncinetto, o l’attore Anthony Quinn, che realizzava per sé dei meravigliosi maglioni Aran (maglioni di lana grezza che erano usati in passato dai pescatori delle isole Aran).
Ryan Gosling adora sferruzzare a maglia, come ha rivelato lui stesso durante l’ultima intervista rilasciata al giornale GQAustraliaNulla però in confronto all’immagine del fascinoso Russel Crowe alle prese con i ferri e i gomitoli, che usa per curare la sua proverbiale irascibilità.( anche se pare fosse solo per pubblicità)

E senza andar tanto lontano anche Morgan, tenebroso cantante dei Bluvertigo, si diletti con l’uncinetto e i lavori a maglia “Quando ho tempo mi siedo su una poltrona e lavoro all’uncinetto o ai ferri, come una vecchia signora” dice in un’intervista ”Ma le dico che è tipico delle menti matematiche questa inclinazione allo sferruzzamento: lo faceva anche un genio come Leonardo da Vinci”.Ma anche Kurt Gobain, Tim Daly il famoso ’Fuggitivo’ Ernie Hudson…..

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CHIRURGHI AFFERMATI DI TUTTO IL MONDO sferuzzano per tenere in esercizio le mani, ex istruttori di sci come Thomas Jaenish e Felix Rohlan, che da una sfida, per scherzo, a colpi di uncinetto, sono finiti dritti nel mondo della moda. Famosi giocatori di footbool come Steve Malcom usano il lavoro a maglia come tecnica di rilassamento.Il suo slogan infatti è: It takes balls to knit!

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LAVORARE A MAGLIA E’ IL NUOVO YOGA
Nelle scuole inglesi ci sono corsi di maglia per maschietti e femminucce per aumentarne l’attenzione, la capacità manuale e per farli rilassare.


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Creare con la maglia si può!http://mochimochiland.com/shop/
Fonte:https://www.facebook.com/pages/MCM-di-Marco-Cocorocchio-CoSnc/263363223787922

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* Consiglio per gli acquisti…

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10 buoni motivi per NON acquistare handmade

Spesso cambiare punto di vista aiuta ad aprire nuovi orizzonti, perciò spero che questo post vi faccia riflettere un po’ sull’enorme differenza che esiste fra un prodotto fatto a mano (handmade) ed un prodotto industriale…

Pensateci bene prima di acquistare i vostri regali di Natale leggendo questi 10 buoni motivi per NON acquistare prodotti artigianali

1) se acquisti un prodotto UNICO la gente potrebbe pensare che anche tu sei unico… meglio uniformarsi alla massa e belare in coro, non credi?

Handmade = UNICITA’

2) se acquisti un prodotto handmade ci sono molte probabilità che l’oggetto acquistato duri nel tempo…. molto meglio comprare cose di scarsa qualità e che si rovinano subito, così puoi buttarle, cambiare più di frequente il tuo guardaroba e contribuire ad ingrandire le discariche!

Handmade = QUALITA’

3) se acquisti un prodotto fatto a mano è molto probabile che ti costi di più perchè devi pagare la qualità dei materiali utilizzati e la manodopera, oltre che l’originalità del pezzo… molto meglio acquistare roba da poco dai cinesi e sfruttare la manodopera minorile, giusto?

Handmade = ETICA – RISPETTO DEL LAVORO

4) è molto meglio acquistare prodotti di grandi marche, delle multinazionali che riescono a farci prezzi molto bassi e distribuiscono tutto in serie, se poi per farlo devono sfruttare il lavoro minorile e quello del terzo mondo a noi non interessa… se infatti le multinazionali hanno in mano le redini del mondo e controllano tutte le risorse è perchè se lo son meritati soprattutto grazie al nostro contributo… è vero ci considerano solo consumatori, con in fronte un codice a barre, ma di fatto noi lo siamo, non ci facciamo molte domande sul perchè certe cose costano così poco e su chi di fatto paga il conto, non è forse vero?

Handmade = VALORI

5) acquistando un prodotto fatto a mano c’è il rischio che i pezzi per produrlo siano riciclati, ma noi siamo nell’era del consumismo sfrenato, perciò bisogna adeguarsi!

Handmade = ECOSOSTENIBILITA’

6) acquistando prodotti handmade si contribuisce a portare avanti certe antiche tradizioni, ma basta con ste tradizioni! Meglio lasciarci alle spalle la nostra storia, il passato è passato ed è meglio dimenticarlo per sempre, dal passato non si impara nulla, giusto?

Handmade = TRADIZIONE

7) acquistando handmade si supportano persone che creano perchè amano farlo, perchè provano gioia nel creare… ma noi sappiamo bene che il lavoro deve essere solo sfruttamento e fatica, quindi meglio favorire le multinazioneli, giusto?

Handmade = LAVORO A MISURA D’UOMO

8) se acquisti un prodotto fatto a mano hai la certezza che quel prodotto sia stato fatto a casa o nel laboratorio del creativo/artigiano, un luogo quindi dove regnano la serenità, l’armonia, i colori, la musica… ma i luoghi di lavoro, si sa, devono essere posti sporchi, rumorosi, stressanti, nei quali non si ama stare, dai quali non si vede l’ora d’andare via… perciò chi fa un lavoro che ama in un posto sereno va contro le regole del lavoro, non credi?

Handmade = PIACEVOLEZZA DEL LAVORO

9) acquistare prodotti fatti a mano significa contribuire alla diffusione della fantasia, della creatività, dell’arte e questo potrebbe contribuire ad ispirare nuovi artisti e creativi… ma lo sanno tutti che l’arte e la creatività non servono a niente, giusto?

Handmade = FANTASIA – CREATIVITA’ – ISPIRAZIONE

10) i prodotti handmade necessitano di cura e amore durante la loro paziente realizzazione, requisiti dei quali a noi  non frega niente, giusto?

Handmade = AMORE E CURA PER IL DETTAGLIO E NELLA REALIZZAZIONE

quindi repilogando

se vedi un prodotto artigianale che ti piace non acquistarlo perchè faresti il loro sporco gioco, il gioco di chi (come me  ) vorrebbe un mondo più a misura d’uomo, un mondo meno inquinato, più colorato e pieno d’amore, un mondo nel quale non si sfrutta il lavoro altrui, un mondo nel quale si da importanza alla singolarità delle persone, alla fantasia, alla creatività, allo spirito, un mondo nel quale si va contro le multinazionali che come sappiamo sfruttano le risorse della terra…  perciò rifletti bene prima di fare i tuoi acquisti di natale (e non solo) 

Fonte:

http://cosmosicula.com/

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* Arte e gatti : Venere allo specchio

 

Nel 1651 Diego Velazquez finì la sua famosa “ Venere “ e tutti furono affascinati dalle sue forme.

Ma nessuno conosce la versione originale. In quel periodo imperavano le leggi e le severe punizioni dell’ Inquisizione Spagnola che vietavano la rappresentazione del nudo femminile.

Così l’artista spagnolo trovò una soluzione geniale, e questa è la versione originale:

 

 

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Si sa un gatto fa sempre il suo effetto!

Parola di Zarathustra il Gatto.

 

D.Velasquez : Venere allo specchio

fonte :http://fatcatart.ru/2012/02/venera-v-mexax/?lang=en

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* La Terra minuto per minuto…

 Live streaming della Terra in HD dalla Stazione Spaziale

Scatto ottenuto dalla diretta streaming dalla ISS, dell'Italia illuminata dalle luci notturne. Credit: NASA

Scatto ottenuto dalla diretta streaming dalla ISS, dell’Italia illuminata dalle luci notturne. Credit: NASA

C’è sulla Stazione Spaziale Internazionale, un’esperimento chiamato High Definition Earth Viewing (HDEV), che ci permette di guardare LIVE in diretta la nostra Terra, a qualsiasi ora, ed in HD! Si tratta di una camera in alta definizione, posizionata all’esterno della stazione, che trasmette in streaming immagini e video del nostro pianeta tramite collegamento internet Terra-Stazione Spaziale.

Quest’esperimento è nato come sforzo di divulgazione scientifica, in collaborazione con il progetto HUNCH (High Schools United with NASA to Create Hardware), della NASA, che coinvolge ragazzi dai 9 ai 12 anni che si occuperanno anche di raccolta dati e immagini.

Informazioni riguardo alla posizione della Stazione Spaziale durante lo streaming. Credit: ESA

ECCO QUI la diretta:
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( Non vi preoccupate se certe volte non potete vedere il video. A volte la camera viene cambiata per cambiare prospettiva ed altre volte può esserci una perdita momentanea del segnale. Ma generalmente potete catturare viste da brividi del nostro pianeta!)

Nuovi punti di vista aprono nuove prospettive ai nostri sogni!

Fonte:http://www.link2universe.net/

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La buona notizia del venerdì: Asilo nel bosco: finalmente anche in Italia

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E’ nato il primo “asilo nel bosco” italiano, una realtà sempre più diffusa” ed oggi possiamo dire che è una realtà diffusa anche in Italia.

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Fare scuola a contatto con la natura, usando pigne, sassi, foglie e bastoni al posto dei giochi che si prestano a trasformarsi in oggetti che riempiono la mente con la fantasia, che stimolano l’immaginazione e l’esperienza.

Questo modello di educazione alternativaentra a far parte della realtà italiana grazie alla collaborazione con l’associazione Manes (www.associazionemanes.it).

Il progetto è nato da un’idea di Ella Flatau, che realizzò il primo asilo in Danimarca, ad oggi ci sono più di 1000 a Søllerød, negli anni ’50 e si è sviluppato in tutta Europa.

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I bambini dai 2 ai 6 anni hanno bisogno di vivere all’aria aperta, di rimanere in contatto con la natura di esplorare, di sentirsi dei piccoli avventurieri che “imparano facendo”. Chi è cresciuto in città più di altri capisce l’importanza che ricopre un tipo di educazione di questo tipo, senza mura, senza banchi senza cemento e senza tappeti, sporcandosi nella terra, toccando con mano l’erba le foglie e creando giochi diversi, a contatto con gli alberi, assaporando i profumi delle stagioni che cambiano, dal profumo di sottobosco ricco di funghi in autunno, ai prati in fiore in primavera.

Ovviamente esiste uno spazio coperto dove “rifugiarsi” in caso di maltempo, dove si ripongono i materiali e i vestiti. Ma sostanzialmente la grande innovazione di questa scuola è l’ascoltare le esigenze dei bambini, i loro bisogni, sradicandoli dal quel banco e quel foglio sul quale la fantasia può essere solo immaginata

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L’asilo nel bosco costa molto meno di un asilo normale, e questi soldi possono essere utilizzati per incrementare il numero di educatori in modo che essi siano più presenti, in grado di ascoltare maggiormente i bambini e le loro esigenze,soprattutto perché un bambino trascorre molto tempo a contatto con gli educatori, spesso è maggiore questo tempo che quello trascorso tra le mura di casa.

Inoltre da alcuni studi effettuati dal prof. Peter Hafner dell’università di Heidelberg e da Lena Gruener e dalla professoressa Michela Schenetti dell’università di Bologna, mettono in evidenza come i bambini che frequentano l’asilo nel bosco sono molto creativi e curiosi, prestano una maggiore attenzione e si concentrano di più, rispettando di più le regole e risolvendo i conflitti in modo pacifico, inoltre sembra che si esprimano in maniera più precisa e argomentino meglio le proprie opinioni.

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Questa realtà è nata ad Ostia!

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/gallery/asilo-nel-bosco-dal-prossimo-anno-anche-in-italia-foto/3-25/

http://ostia.romatoday.it/il-primo-asilo-nel-bosco-in-italia-sara-a-ostia-.html

http://www.lemilio.it/scuola-dell-infanzia.html

 

Altre buone notizie:

” Iris e il gatto Thula un’amicizia che suoera le barriere dell’autismo” di Marisa Moles