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* Non solo Halloween! L’inizio di un nuovo ciclo!

Non solo Halloween!

Se si guarda solo all’apparenza si può perdere il vero significato di ogni cosa.
Dietro il business di questa ricorrenza, si celebra il capodanno celtico e l’incontro, solo per una notte, tra il mondo dello spirito e quello della materia.
Perchè da lì veniamo e lì ritorniamo ogni volta, ogni vita.
E’ la festa dell’inizio di un nuovo ciclo delle stagioni e, come si sa, i popoli antichi ne seguivano i mutamenti determinati dalla Grande Dea, Madre e Creatrice di tutto l’universo.

Terra e Cielo interagiscono e l’essere umano è una parte della manifestazione come i minerali, le piante gli animali, le stelle, i pianeti , i soli. Il nuovo anno porterà altri frutti, altri doni della Natura, del Cielo.
La Dea diventa strega per il cristianesimo che limita la magia della natura identificando la donna come materia terrena. Dio, lo spirito, è un entità maschile.

Buon Samhain, dunque, a tutti quelli che guardano oltre l’apparenza!
Love L

 

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*Ma quali streghe ! Buon Samhain!

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Fin dal medioevo alla festa di Halloween è associata la figura della strega.

Witch in inglese, wicca dal sassone, cioè saggia/saggio o sapiente corrispondente al latino saga, spesso rappresentata come una donna vecchia, brutta e quindi cattiva.

Ma nella mitologia celtica pre-cristiana non esistevano divinità completamente malevoli, così come non esisteva il concetto di Inferno.

Dei e Dee rappresentavano entrambi gli aspetti creativo e distruttivo dell’energia all’opera.

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Le dee in particolare incorporavano le forze della Terra Sacra in quanto i Celti assorbirono il concetto di una potente Dea Madre o Dea della Terra dalle popolazioni indigene di cultura matriarcale abitanti le terre in cui emigrarono o dove fiorì la loro civiltà.

La Grande Dea poteva apparire e venire rappresentata in miti e leggende in tre forme principali: la Madre Oscura, la Sorella/Vergine e la Dea Natura/Amante. (Stewart, R.J. Celtic Gods, Celtic Goddesses, Blanford 1990)
Quindi la Grande Dea celtica nelle sembianze della Vecchia simbolizzava
l’inverno celtico da Samhain a Oimelc o Imbolc (31 Gennaio/1 Febbraio, l’inizio della Primavera celtica).

A Imbolc ogni anno la Grande Vecchia si recava all’Isola della Giovinezza per bere alla sua fonte e trasformarsi nella Dea della Primavera, il cui tocco rendeva l’erba nuovamente verde e faceva sbocciare i fiori.

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Tra i Celti l’elite intellettuale religiosa era composta sia da druidi quanto da druidesse dalle molteplici conoscenze; il dono della profezia era poi specificatamente femminile.

Si può quindi affermare che nelle comunità italiche dell’VIII secolo a.C. esistessero donne il cui prestigio non derivava solo dai legami con importanti membri maschili delle varie comunità, ma anche dallo svolgere ruoli rilevanti, alcuni dei quali legati alla sfera del sacro.

Il rango da sacerdotesse a quello di streghe sopravvenne con il passaggio alla religione cristiana.

Le sacerdotesse furono ridotte, nelle storie antiche, alla condizione di figure demoniache simile alle streghe, degradando la loro mitica bellezza, il loro ruolo sociale e religioso, le loro grandi virtù e poteri, svilendo i numerosi esempi di coraggio e nobiltà all’interno della società celtica.

John William Waterhouse, 1886,

Riporta l’Encyclopaedia Britannica che “ in Europa i poteri magici erano quasi esclusivamente nelle mani delle donne…” alle quali “…il popolo attribuiva una saggezza superiore…” e che furono proprio le donne, eredi della saggezza e del potere della Grande Dea, ad attirare l’odio della Chiesa, ad essere accusate di pratiche malefiche e a venire perseguitate come ‘streghe’.

La chiesa trasformò le divinità celtiche in santi e i vari aspetti della Grande Dea in diverse rappresentazioni della Madonna.

Una delle accuse più tipiche era quella di praticare rituali in onore di un dio con le corna, Cernunnos, il dio cornuto, signore degli animali, dio della Grande Caccia, colui che gestisce le forze attive della vita e della morte, della rigenerazione e della fertilità. La Chiesa lo condannò come ‘incarnazione del Diavolo’.


Secondo Geoff Doel: “Le streghe furono un’invenzione per tenere lontana la gente dagli dei celtici. Per i Celti c’era la magia, il magico piuttosto che il sinistro”.
Le donne accusate di stregoneria venivano bruciate, impiccate o annegate ad Halloween,proprio a sottolineare il messaggio diabolico delle feste pagane.

Nella cultura celtica, come in quella gaelica, la donna è stata sempre considerata  figura importante e determinante nel sostegno e nella conduzione del clan e della comunità. A volte alla pari dell’uomo.
Le donne celte e le gaeliche erano addette alla cura dei malati, avevano conoscenze di medicina erboristica ed avevano perfino il potere della chirurgia.
In alcune culture nordiche la medicina era addirittura competenza esclusiva delle femmine del clan.

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Colei che raccoglieva, seccava ed estraeva principi vitali dalle erbe era considerata creatura soprannaturale e degna del rispetto e spesso della venerazione del gruppo.
Il ruolo della
wicca era quello di curare e guarire, e questo era considerato una facoltà divina.

Eventi divini venivano considerati anche i cicli della natura ed in una società ancora rurale era  di vitale importanza prevederli e celebrarli con rituali propiziatori.
La donna sacra, la
wicca  diviene artefice di sopravvivenza per il gruppo.
Ella cura la preparazione dei riti propiziatori per avere la benevolenza della
Dea Madre.

Ella ha la facoltà di interpretarne i segni per la divinazione.
Ella è una guida spirituale, la sua magia è indirizzare le vite degli altri.
La
wicca non è, come la strix latina, a contatto con i demoni, ma è la figlia eletta della Dea.

Tutti questi riti pagani, passati nella cultura mediterranea dominata dalle fedi monoteiste, sono stati  in seguito interpretati come eventi di stregoneria malefica e, ritenuti manifestazioni del “ diavolo”, condannati all’estinzione attraverso la purificazione con il  Fuoco.

Molti dei riti celtici legati alla wicca sono arrivati fino a noi attraverso i secoli ed oggi la religione wicca si sta diffondendo tra le donne, soprattutto nei paesi di lingua inglese.

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La donna celtica cammina in pace,
ma porta con sé, inosservate, le sue armi.
Si considera come una parte della ragnatela del creato
Ma anche una persona unica e degna di grande valore.
Ama e rispetta la famiglia, gli amici, la comunità
Ma trova ispirazione nella solitudine.
Sa comandare, ma sa anche quando lasciarlo fare agli altri.
Lavora per imparare, per insegnare, per condividere
e mantenere i segreti, per cambiare restando uguale a se stessa,
per essere umana e divina.
Il pianeta ha bisogno di donne celtiche, che portino dentro di sé
un inesauribile calderone pieno di forza interiore
un utero da cui possa nascere un mondo nuovo e migliore.

(Edain McCoy, Celtic Women Sprirituality)

Olivia Del Bufalo

 Buon Samhain!

Fonti:

“La danza a spirale” di Starhawk –  Macroedizioni
“La quinta cosa sacra” della stessa autrice

per approfondire:
“ La Dea bianca “ di Robert Graves – Adelphi
“ When God was a Woman” di Merlin Stone – Mariner Books
 leggi anche: anche io sono una maga

 

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* Quando cè la luna piena l’energia femminile è sacra

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Siamo ormai alla Luna Piena di Luglio, Luna del Raccolto.

In questa Luna Piena in Capricorno non ci sono rigidità che tengano: tutto si ammorbidisce e recupera un suo equilibrio…

Ed ecco allora celebrare con un rito la Luna Piena, una meditazione, un momento di ringraziamento.

Su Wikipedia viene spiegato che si tratta degli Esbat, 

rituali religiosi pagani e neo-pagani dedicati al principio femminile della divinità. Sono associati alle fasi lunari, per cui si festeggiano ogni 28 giorni, seguendo il ciclo lunare. Ogni tradizione festeggia un momento diverso del ciclo lunare. Molte congreghe tendono a festeggiare nella prima notte di luna piena. Non si deve credere che i pagani festeggino la Luna, ma la Dea, di cui la luna è un simbolo.

La Luna Piena è la luce che ha ricevuto tutta la luce dal Sole e manifesta la sua faccia completa, matura: essa rappresenta il volto della Dea Madre nel suo più completo splendore.

Quello che in realtà ci deve interessare, non sono delle pratiche fini a se stesse, ma il recupero di quella Energia Sacra Femminile che non si può né intellettualizzare né studiare e che è stata perduta proprio perché ci siamo disconnessi con il Pianeta.

Ecco perché dovremmo far tesoro di ogni pratica diretta che riesca a recuperare la saggezza di cui siamo portatrici, sopratutto noi donne, e che ha migliaia di anni.

Le uniche persone, donne e uomini, che non hanno mai perso la connessione sono gli indigeni e gli aborigeni, lì risiede la saggezza viva e pura sin dall’inizio dell’umanità. Portatori di questa saggezza antica dobbiamo avvicinarci a loro, poiché necessitiamo dei portatori, dei nostri antenati per poterli ricordare.

Per recuperare questa memoria perduta, affinché quell’energia femminile torni ad installarsi in noi, c’è bisogno di essere iniziati da esseri che custodiscono questa conoscenza, perché insisto il femminile sta nella Madre Terra e nelle nostre radici.

Perché siamo alla ricerca di uomini e donne che abbiano questa esperienza diretta? Perché abbiamo bisogno di quello che si chiama lignaggio, di un uomo/donna medicina che ci guidi e ci faccia ricordare. L’Abuela Margarita dice che è venuta a ricordarci chi siamo: siamo il Grande Spirito! 

Nella tradizione vedica e indù questa luna piena di Luglio è Guru Purnima, il momento di onorare quelli che sono stati, e sono, i nostri insegnanti. Questa luna è dedicata a coloro che ci hanno illuminato in qualche modo, che ci hanno insegnato e guidato e che ci hanno mostrato chi siamo veramente e perché siamo qui.

Quale momento migliore, quindi, questo periodo di relax, una Luna Piena nel momento in cui Madre Terra è all’apice del suo splendore: colori e profumi, suoni, sapori, tutto ci mette in contatto con la sua generosità e con l’esplosione della Vita.

Non perdiamo l’occasione di entrare in contatto con la natura in questo periodo, in qualsiasi modo: basta anche una passeggiata tra gli alberi o proprio sotto la Luna Piena e lasciamoci ispirare… Sono giorni in cui siamo più ricettive, quindi, lasciamoci andare: ricaricando il nostro corpo di energie, la nostra mente si allargherà e lo spirito godrà di questi benefici. Siamo attente ad ascoltare i messaggi che potranno arrivarci 
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Ecco allora l’importanza di una pratica  che possa aiutarci a vivere bene quei giorni, indipendentemente dal ciclo fertile (mestruazioni). Il sito a cui faccio riferimento è Goddess Rising:

  1. Sii paziente con tutte le emozioni che stai sentendo in questo momento. Respira in loro. Dai loro un luogo di riposo sicuro e sano, un’apertura, un modo di esprimersi. Sii gentile con te stessa.
  2. Fai dei gesti di disponibilità concreta verso qualcun altro (anche un estraneo), qualcosa che gli illumini la giornata.
  3. Esprimiti, sia attraverso la voce che il movimento: canta, parla, fai qualcosa che ti faccia sentire davvero bene.
  4. Sii grata e manifesta la tua Gratitudine verso te stessa e verso gli altri.
  5. Progetta o organizza il tuo spazio in casa per rappresentare la tua essenza.
  6. Prega alla Luna: con la luce della luna piena, innalza le tue preghiere per te, i tuoi cari e per il pianeta. La luna piena radiante amplifica la tua parola.
  7. Medita nella luce della luna piena e apriti per ricevere una guida intuitiva e un supporto.
  8. Metti le tue pietre preziose e i tuoi gioielli sul davanzale di una finestra o in una brocca di acqua per la pulizia, il rinnovo e l’attivazione.
  9. Sei hai la possibilità, fai qualcuno di questi riti in gruppo.
  10. Crea un piccolo spazio sacro dove sentirti bene: candele, smudge, incenso, cristalli e altri simboli.

Questi rituali possono essere fatti dal giorno prima fino al giorno dopo della Luna Piena.

Fonte:
http://www.deaedonna.it/2016/07/19/lenergia-sacra-femminile-la-luna-piena/

http://www.deaedonna.it/2016/03/23/10-rituali-di-luna-piena/