* Ma quali streghe ! Buon Samhain!

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Fin dal medioevo alla festa di Halloween è associata la figura della strega.

Witch in inglese, wicca dal sassone, cioè saggia/saggio o sapiente corrispondente al latino saga, spesso rappresentata come una donna vecchia, brutta e quindi cattiva.

Ma nella mitologia celtica pre-cristiana non esistevano divinità completamente malevoli, così come non esisteva il concetto di Inferno.

Dei e Dee rappresentavano entrambi gli aspetti creativo e distruttivo dell’energia all’opera.

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Le dee in particolare incorporavano le forze della Terra Sacra in quanto i Celti assorbirono il concetto di una potente Dea Madre o Dea della Terra dalle popolazioni indigene di cultura matriarcale abitanti le terre in cui emigrarono o dove fiorì la loro civiltà.

La Grande Dea poteva apparire e venire rappresentata in miti e leggende in tre forme principali: la Madre Oscura, la Sorella/Vergine e la Dea Natura/Amante. (Stewart, R.J. Celtic Gods, Celtic Goddesses, Blanford 1990)
Quindi la Grande Dea celtica nelle sembianze della Vecchia simbolizzava l’inverno celtico da Samhain a Oimelc o Imbolc (31 Gennaio/1 Febbraio, l’inizio della Primavera celtica).

A Imbolc ogni anno la Grande Vecchia si recava all’Isola della Giovinezza per bere alla sua fonte e trasformarsi nella Dea della Primavera, il cui tocco rendeva l’erba nuovamente verde e faceva sbocciare i fiori.

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Tra i Celti l’elite intellettuale religiosa era composta sia da druidi quanto da druidesse dalle molteplici conoscenze; il dono della profezia era poi specificatamente femminile.

Si può quindi affermare che nelle comunità italiche dell’VIII secolo a.C. esistessero donne il cui prestigio non derivava solo dai legami con importanti membri maschili delle varie comunità, ma anche dallo svolgere ruoli rilevanti, alcuni dei quali legati alla sfera del sacro.

Il rango da sacerdotesse a quello di streghe sopravvenne con il passaggio alla religione cristiana.

Le sacerdotesse furono ridotte, nelle storie antiche, alla condizione di figure demoniache simile alle streghe, degradando la loro mitica bellezza, il loro ruolo sociale e religioso, le loro grandi virtù e poteri, svilendo i numerosi esempi di coraggio e nobiltà all’interno della società celtica.

John William Waterhouse, 1886,

Riporta l’Encyclopaedia Britannica che “ in Europa i poteri magici erano quasi esclusivamente nelle mani delle donne…” alle quali “…il popolo attribuiva una saggezza superiore…” e che furono proprio le donne, eredi della saggezza e del potere della Grande Dea, ad attirare l’odio della Chiesa, ad essere accusate di pratiche malefiche e a venire perseguitate come ‘streghe’.

La chiesa trasformò le divinità celtiche in santi e i vari aspetti della Grande Dea in diverse rappresentazioni della Madonna.

Una delle accuse più tipiche era quella di praticare rituali in onore di un dio con le corna, Cernunnos, il dio cornuto, signore degli animali, dio della Grande Caccia, colui che gestisce le forze attive della vita e della morte, della rigenerazione e della fertilità. La Chiesa lo condannò come ‘incarnazione del Diavolo’.


Secondo Geoff Doel: “Le streghe furono un’invenzione per tenere lontana la gente dagli dei celtici. Per i Celti c’era la magia, il magico piuttosto che il sinistro”.
Le donne accusate di stregoneria venivano bruciate, impiccate o annegate ad Halloween,proprio a sottolineare il messaggio diabolico delle feste pagane.

Nella cultura celtica, come in quella gaelica, la donna è stata sempre considerata  figura importante e determinante nel sostegno e nella conduzione del clan e della comunità. A volte alla pari dell’uomo.
Le donne celte e le gaeliche erano addette alla cura dei malati, avevano conoscenze di medicina erboristica ed avevano perfino il potere della chirurgia.
In alcune culture nordiche la medicina era addirittura competenza esclusiva delle femmine del clan.

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Colei che raccoglieva, seccava ed estraeva principi vitali dalle erbe era considerata creatura soprannaturale e degna del rispetto e spesso della venerazione del gruppo.
Il ruolo della wicca era quello di curare e guarire, e questo era considerato una facoltà divina.

Eventi divini venivano considerati anche i cicli della natura ed in una società ancora rurale era  di vitale importanza prevederli e celebrarli con rituali propiziatori.
La donna sacra, la wicca  diviene artefice di sopravvivenza per il gruppo.
Ella cura la preparazione dei riti propiziatori per avere la benevolenza della Dea Madre.

Ella ha la facoltà di interpretarne i segni per la divinazione.
Ella è una guida spirituale, la sua magia è indirizzare le vite degli altri.
La wicca non è, come la strix latina, a contatto con i demoni, ma è la figlia eletta della Dea.

Tutti questi riti pagani, passati nella cultura mediterranea dominata dalle fedi monoteiste, sono stati  in seguito interpretati come eventi di stregoneria malefica e, ritenuti manifestazioni del “ diavolo”, condannati all’estinzione attraverso la purificazione con il  Fuoco.

Molti dei riti celtici legati alla wicca sono arrivati fino a noi attraverso i secoli ed oggi la religione wicca si sta diffondendo tra le donne, soprattutto nei paesi di lingua inglese.

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La donna celtica cammina in pace,
ma porta con sé, inosservate, le sue armi.
Si considera come una parte della ragnatela del creato
Ma anche una persona unica e degna di grande valore.
Ama e rispetta la famiglia, gli amici, la comunità
Ma trova ispirazione nella solitudine.
Sa comandare, ma sa anche quando lasciarlo fare agli altri.
Lavora per imparare, per insegnare, per condividere
e mantenere i segreti, per cambiare restando uguale a se stessa,
per essere umana e divina.
Il pianeta ha bisogno di donne celtiche, che portino dentro di sé
un inesauribile calderone pieno di forza interiore
un utero da cui possa nascere un mondo nuovo e migliore.

(Edain McCoy, Celtic Women Sprirituality)

 Buon Samhain!

Fonti:

“La danza a spirale” di Starhawk –  Macroedizioni
“La quinta cosa sacra” della stessa autrice

per approfondire:
“ La Dea bianca “ di Robert Graves – Adelphi
“ When God was a Woman” di Merlin Stone – Mariner Books

 leggi anche: anche io sono una maga

 

* Luna piena in Pesci: cadono i veli, siamo pronti ad andare avanti con fiducia

6 SETTEMBRE – LUNA PIENA IN PESCI: CADONO I VELI DELL’ILLUSIONE –

Siamo davanti a una nuova luna piena, in un periodo così focoso dopo l’eclissi, l’acqua regnerà sovrana in un connubio magico e trascendentale che ci porta al di là della paura e dei veli, scopre la Verità che, dopo essere stata messa fuori violentemente dal fuoco per essere vista, per mostrare ciò che ci rende vulnerabili e feriti, ci dà la possibilità di farci diventare la Grande Madre compassionevole e guaritrice di ogni caduta, colei che accoglie e ama incondizionatamente.

Se osserviamo l’energia come si muove, notiamo come ci prepara, passo dopo passo, a fare dei miglioramenti che ci portano crescita e benessere e non sofferenza come molti pensano. E’ vero che il dolore si è amplificato per molti, un dolore che sgorga come sangue dalle ferite, un sangue antico, perché stiamo lavorando su memorie del passato, perché questo passato ha bisogno di guarire dentro le nostre cellule, solo così potremo guardare la vita con occhi nuovi e sciogliere quei veli che ci danno il senso di separazione da noi stessi e quindi, dall’esterno, dai fratelli, dal pianeta, dalla natura  e dalla Madre Terra.

Passo dopo passo ci stanno facendo avanzare, ve ne siete accorti? se torniamo indietro quest’anno abbiamo avuto momenti molto forti, dall’equinozio di primavera, al solstizio d’estate, alle eclissi di febbraio e di agosto, delle quali l’ultima ancora ce la portiamo dietro energicamente.

Passo dopo passo abbiamo lavorato sulla caduta dei veli e sulla visione della Verità, una verità che a non molti piace veramente perché mostra, non solo la nostra luce, ma anche tanta ombra, quella che rifiutiamo perché non ci piace.

Allora abbiamo due opzioni: o continuiamo a scappare, ma i prossimi eventi ci obbligheranno, anche in malo modo, a guardarla in faccia… o iniziamo ad accoglierla…ed ecco qui che arriva l’energia femminile dell’acqua con la Luna Piena in Pesci ci viene ad aiutare.

Un connubio particolare perché se da un lato fa uscire la paura, dall’altro dà la possibilità e l’energia di poterla accogliere e amare, ci dà la forza per poterla affrontare perché dietro di lei…c’è una liberazione da cui inizia una vita migliore, che ti porta ad uscire dal livello di coscienza della sofferenza e ti accompagna, per mano, a vivere una nuova avventura, di cui non sai nulla, ma che ti darà nuove opportunità per costruire una vita più libera e felice.

Ci vuole coraggio per affrontare la paura e affidarsi, in un tempo dove non siamo abituati a farlo perché il controllo è ciò che meglio si conosce, controllare gli eventi come se fossimo noi a sapere cosa è veramente meglio, invece ci si muove dalla paura, dall’insicurezza e che risultati possiamo avere con questa frequenza?

Sembra assurdo, spesso, parlare del misterioso destino che ci guida…affidarsi a un mistero senza cercare di spiegarlo o dominarlo è l’idea più assurda che si possa proporre, ma alcuni sicuramente, ne hanno sperimentato la forza. Non è qualcosa che si spiega, né si può convincere a farlo….ma quando inizi a sperimentarlo è un piacere lasciarsi trasportare, in modo attivo, da lui. In modo attivo significa, solamente, saper aspettare il momento giusto, quando la vita stessa ti mostra il messaggio, la strada da prendere, allora puoi scegliere e agire…puoi accogliere o rifiutare.

La luna di questo mese ci dà lo spazio per farlo, per accogliere noi stessi nella nostra versione più vulnerabile, come una Madre fa con i suoi figli, il suo amore è così grande che la guarigione è assicurata.

Questa Luna sta chiudendo un ciclo che si è aperto il 26 di febbraio, allora chiedetevi cosa stava succedendo in quei giorni a febbraio 2017 quando abbiamo avuto l’eclisse con la Luna nuova in pesci? qualcosa si era aperto, era iniziato o si era chiuso?! o doveva essere messo in ordine? ognuno con la propria esperienza saprà che la luna piena è manifestazione, stabilizza facendo uscire ciò che impedisce la realizzazione di qualcosa, è energia che illumina il cammino e le situazioni che si manifestano in lui.

Siamo pronti a fare un altro passo… ad abbracciarci, a diventare responsabili di tutte le nostre parti, siamo anche oscurità e paura, se la combattiamo perderemo sicuramente, se la accogliamo senza giudizio, lei si sentirà amata e perderà la sua forza, arrendendosi al nostro amore.

Nessuno ci vuole fare male…. l’essere umano che soffre si fa male da solo, non è mai verso l’altro, accettare il dolore e non riversarlo nel Mondo è una buona presa di consapevolezza che conduce alla guarigione.

E’ il Tempo di guarire.

 

 

Non lasciare che la paura di ciò che potrebbe accadere, finisca per non fare accadere nulla”

 

fonte: https://www.semidiluceblu.it/2017/09/02/luna-piena-in-pesci-cadono-i-veli-dell-illusione/

* Quando cè la luna piena l’energia femminile è sacra

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Siamo ormai alla Luna Piena di Luglio, Luna del Raccolto.

In questa Luna Piena in Capricorno non ci sono rigidità che tengano: tutto si ammorbidisce e recupera un suo equilibrio…

Ed ecco allora celebrare con un rito la Luna Piena, una meditazione, un momento di ringraziamento.

Su Wikipedia viene spiegato che si tratta degli Esbat, 

rituali religiosi pagani e neo-pagani dedicati al principio femminile della divinità. Sono associati alle fasi lunari, per cui si festeggiano ogni 28 giorni, seguendo il ciclo lunare. Ogni tradizione festeggia un momento diverso del ciclo lunare. Molte congreghe tendono a festeggiare nella prima notte di luna piena. Non si deve credere che i pagani festeggino la Luna, ma la Dea, di cui la luna è un simbolo.

La Luna Piena è la luce che ha ricevuto tutta la luce dal Sole e manifesta la sua faccia completa, matura: essa rappresenta il volto della Dea Madre nel suo più completo splendore.

Quello che in realtà ci deve interessare, non sono delle pratiche fini a se stesse, ma il recupero di quella Energia Sacra Femminile che non si può né intellettualizzare né studiare e che è stata perduta proprio perché ci siamo disconnessi con il Pianeta.

Ecco perché dovremmo far tesoro di ogni pratica diretta che riesca a recuperare la saggezza di cui siamo portatrici, sopratutto noi donne, e che ha migliaia di anni.

Le uniche persone, donne e uomini, che non hanno mai perso la connessione sono gli indigeni e gli aborigeni, lì risiede la saggezza viva e pura sin dall’inizio dell’umanità. Portatori di questa saggezza antica dobbiamo avvicinarci a loro, poiché necessitiamo dei portatori, dei nostri antenati per poterli ricordare.

Per recuperare questa memoria perduta, affinché quell’energia femminile torni ad installarsi in noi, c’è bisogno di essere iniziati da esseri che custodiscono questa conoscenza, perché insisto il femminile sta nella Madre Terra e nelle nostre radici.

Perché siamo alla ricerca di uomini e donne che abbiano questa esperienza diretta? Perché abbiamo bisogno di quello che si chiama lignaggio, di un uomo/donna medicina che ci guidi e ci faccia ricordare. L’Abuela Margarita dice che è venuta a ricordarci chi siamo: siamo il Grande Spirito! 

Nella tradizione vedica e indù questa luna piena di Luglio è Guru Purnima, il momento di onorare quelli che sono stati, e sono, i nostri insegnanti. Questa luna è dedicata a coloro che ci hanno illuminato in qualche modo, che ci hanno insegnato e guidato e che ci hanno mostrato chi siamo veramente e perché siamo qui.

Quale momento migliore, quindi, questo periodo di relax, una Luna Piena nel momento in cui Madre Terra è all’apice del suo splendore: colori e profumi, suoni, sapori, tutto ci mette in contatto con la sua generosità e con l’esplosione della Vita.

Non perdiamo l’occasione di entrare in contatto con la natura in questo periodo, in qualsiasi modo: basta anche una passeggiata tra gli alberi o proprio sotto la Luna Piena e lasciamoci ispirare… Sono giorni in cui siamo più ricettive, quindi, lasciamoci andare: ricaricando il nostro corpo di energie, la nostra mente si allargherà e lo spirito godrà di questi benefici. Siamo attente ad ascoltare i messaggi che potranno arrivarci 
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Ecco allora l’importanza di una pratica  che possa aiutarci a vivere bene quei giorni, indipendentemente dal ciclo fertile (mestruazioni). Il sito a cui faccio riferimento è Goddess Rising:

  1. Sii paziente con tutte le emozioni che stai sentendo in questo momento. Respira in loro. Dai loro un luogo di riposo sicuro e sano, un’apertura, un modo di esprimersi. Sii gentile con te stessa.
  2. Fai dei gesti di disponibilità concreta verso qualcun altro (anche un estraneo), qualcosa che gli illumini la giornata.
  3. Esprimiti, sia attraverso la voce che il movimento: canta, parla, fai qualcosa che ti faccia sentire davvero bene.
  4. Sii grata e manifesta la tua Gratitudine verso te stessa e verso gli altri.
  5. Progetta o organizza il tuo spazio in casa per rappresentare la tua essenza.
  6. Prega alla Luna: con la luce della luna piena, innalza le tue preghiere per te, i tuoi cari e per il pianeta. La luna piena radiante amplifica la tua parola.
  7. Medita nella luce della luna piena e apriti per ricevere una guida intuitiva e un supporto.
  8. Metti le tue pietre preziose e i tuoi gioielli sul davanzale di una finestra o in una brocca di acqua per la pulizia, il rinnovo e l’attivazione.
  9. Sei hai la possibilità, fai qualcuno di questi riti in gruppo.
  10. Crea un piccolo spazio sacro dove sentirti bene: candele, smudge, incenso, cristalli e altri simboli.

Questi rituali possono essere fatti dal giorno prima fino al giorno dopo della Luna Piena.

Fonte:
http://www.deaedonna.it/2016/07/19/lenergia-sacra-femminile-la-luna-piena/

http://www.deaedonna.it/2016/03/23/10-rituali-di-luna-piena/