* La buona notizia del venerdì: Misterlino, il knitting café dove si lavora a maglia e a uncinetto

Misterlino: il knitting café dove si lavora a maglia e a uncinetto

 

Avete mai desiderato sorseggiare un buon caffè al bar e allo stesso tempo dedicarvi alla vostra passione per maglia e uncinetto?

Unire queste due cose è possibile nei bar Misterlino – officina lana e caffè, aperti da qualche tempo in Emilia Romagna.

Immaginate di trovarvi in un bar dotato di tutti i comfort ma circondati da un ambiente arredato con scaffali pieni di gomitoli di lana colorati.

È questo l’originale scenario che si presenta di fronte a chi entra in uno dei bar Misterlino presenti a Parma(uno in stazione e l’altro al Barilla Center) e a Reggio Emilia.

Non si tratta però solo di arredamento, quei gomitoli sono lì per uno scopo molto preciso: essere utilizzati! 

Nel locale infatti si possono adoperare ferri e uncinetti per realizzare accessori unici e irripetibili e allo stesso tempo rilassarsi sorseggiando tè, caffè o cioccolata circondati da amici o da altre persone che condividono la stessa passione

In programma corsi e iniziative, il più delle volte gratuite, anche per chi è alle prime armi e vuole imparare l’arte dello sferruzzamento o per chi vuole perfezionare la tecnica o imparare ad esempio l’uso del telaio.

L’intento alla base della nascita del connubio caffè-lana è anche quello di rivalutare tradizioni antiche che rischiano di scomparire se non portate avanti.

E via libera anche ad iniziative di knitting d’assalto e beneficienza come ad esempio “cuore di maglia” che ha visto la realizzazione di capi fatti ai ferri o all’uncinetto per bambini nati prematuri.

Caffè tostato dunque e gomitoli di lane pregiate è quanto si può trovare in questi locali ideati dal torrefattore Lino Alberini e, come lui stesso racconta, sembra che il grande successo vede sempre più clienti esigenti in fatto di filati piuttosto che di caffè.

E nei locali non mancano neppure i libri, per unire a tutto questo anche un po’ di cultura!

 

https://www.greenme.it/mangiare/ristoranti/19314-misterlino-knitting-caffe-maglia-uncinetto

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/01/24/la-buona-notizia-del-venerdi-knitting-mania-per-uomini-duri/

https://lauracarpi.wordpress.com/2017/09/08/la-buona-notizia-del-venerdi-combattere-il-machismo-si-puo-lavorando-a-maglia/

La buona notizia del venerdì: Le scarpe di Kenton Lee che crescono con i bambini

“The Shoe that Grows” di Kenton Lee porta molta innovazione al design delle calzature

Nel 2007, Kenton Lee viveva e lavorava a Nairobi, in Kenya, quando ha notato quanti bambini nella comunità erano senza scarpe o indossavano scarpe che non si adattavano ai loro piedi.

Dopo aver lavorato con i bambini in un orfanotrofio dell’AID e aver visto quanto fossero inefficaci le loro calzature, ha parlato con il direttore dell’orfanotrofio che gli ha detto che pur ricevendo donazioni di scarpe dagli Stati Uniti, la maggior parte dei piedi dei bambini cresceva in appena sei mesi .

Nel 2009, Lee ha creato Because International, “un’organizzazione con una nuova voce giovanile e un nuovo messaggio di innovazione per portare un aiuto e una speranza al mondo.”

Poco dopo, la sua organizzazione ha lanciato il suo primo progetto, “The Shoe that Grows“, una scarpa che si adatta a cinque diverse dimensioni e dura per cinque anni.

Realizzate in pelle e gomma compressa (simile a quella di uno pneumatico), le scarpe durano a lungo e aiutano a proteggere i piedi dei bambini dalle malattie e dai parassiti trasmessi dal suolo, un problema che colpisce oltre 2 miliardi di persone in tutto il mondo.

Lee ha detto che l’esperienza all’orfanotrofio lo ha portato ad “aprire gli occhi e il cuore sul fatto che possiamo fare molto meglio con gli aiuti umanitari internazionali”. Crede che l’innovazione sia la chiave per il successo delle aziende a scopo di lucro cercando di migliorare i loro prodotti, l’innovazione è altrettanto importante, se non di più, nel settore umanitario.

A livello globale ci sono 300 milioni di bambini che vivono in condizioni di estrema povertà senza scarpe.

Anche se i bambini nelle comunità in difficoltà ricevono spesso scarpe donate, le superano velocemente o le logorano e rimangono nuovamente senza alcuna protezione dagli elementi.

L’aspetto di design più rivoluzionario di The Shoe that Grows non è solo la sua capacità di resistere a maggiori segni di usura, ma di cambiare le dimensioni in base alle esigenze.

La scarpa è disponibile in due taglie: piccola, adatta ai bambini dalla scuola materna alla quarta, e grande, che si adatta dalla quinta alla nona classe. Attraverso una serie di semplici scatti, la scarpa può essere stretta o allentata per adattarsi alle mutevoli dimensioni.

Dal 2009, The Shoe che Grows si è fatto strada in Kenya, Ecuador, Haiti e Ghana, così come nei paesi visitati dall’organizzazione benefica Hands of Hope.

Le scarpe vengono trasportate e consegnate da organizzazioni partner in tutto il mondo, ma è attraverso le donazioni che arrivano alle comunità che ne hanno più bisogno.

Il modo più semplice per essere coinvolti con l’organizzazione è donare $ 10 USD per aiutare a riempire un borsone con le scarpe. Ogni borsone contiene 50 paia di scarpe e una volta che i borsoni sono pieni, sono fuori dalla loro destinazione.

Se fai parte di un gruppo di volontari, di un gruppo ecclesiastico o di un’impresa che viaggia a livello globale, puoi anche acquistare le scarpe alla rinfusa per distribuirle.

Se sei interessato a collaborare con Why International e The Shoe che cresce, puoi offrirti volontario per un po ‘di tempo,e puoi contattare direttamente Lee per telefono o via email.

Oltre alle scarpe, anche perché International sta iniziando a lavorare al progetto “A Better Bednet” che mira a proteggere le persone dalle malattie trasmesse dalle zanzare come la malaria. L’idea è ancora nelle sue fasi iniziali, ma stanno cercando qualcuno che pensa di poter aiutare.

Se hai qualche suggerimento per diffondere il progetto in rete, Lee e il suo team possono essere contattati qui.

 

Tutte le immagini via Because International

Fonte:

https://www.deejay.it/news/le-scarpe-che-crescono-con-te-lidea-dellanno-dedicata-ai-bambini-di-tutto-il-mondo/430021/

* La buona notizia del venerdì: scambiare i regali indesiderati si può

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Non ti piace il regalo che hai ricevuto questo Natale? In Germania potresti scambiarlo con un bestseller !

Scopriamo insieme questa fantastica iniziativa!

Inutile negarlo, ogni anno ognuno di noi riceve un regalo che reputa inutile o che è proprio estraneo a ogni tipo di gusto personale. Ma quest’anno, almeno in Germania, esiste una soluzione a questo problema.

L’editore tedesco Bastei Lübbe, infatti, ha inventato e realizzato un macchinario in cui si deposita il regalo che non abbiamo apprezzato e che, premendo un semplice tasto, ti offre in cambio un libro.

La macchina girerà tra vari centri commerciali, in particolare si troverà il 28 dicembre a Monaco, il 29 a Ingolstadt e il 30 a Norimberga.

L’iniziativa, che vede protagonisti la casa editrice Bastei Lubbe e le librerie Hugendubel, durerà solo alcuni giorni, ma è unica nel suo genere. 

I libri dati in cambio dei regali, inseriti all’interno della macchina, sono bestsellers di autori come Rebecca Gable e Ethan Cross.

macchina-libri-germania

Ma dove finiscono i vostri regali? Qualunque sia il valore del regalo inserito, verrà donato in beneficienza. Il donatore potrà scegliere tra sette bestseller proposti dall’editore, tra cui compaiono anche due opere per bambini.

Come recita la macchina, “I libri sono i regali migliori” e questa è senza dubbio un’iniziativa utile per incentivare la lettura e per liberarsi di quei regali che non ci piacciono, aiutando chi ne ha invece bisogno.

http://libreriamo.it/2015/12/28/germania-i-regali-di-natale-indesiderati-si-trasformano-in-libri/


* L’anno che verrà…una vita a cinque stelle

“ chiccolino dove sei?
sotto terra non lo sai?
e là sotto non fai nulla?
dormo dentro alla mia culla!
Dormi sempre..ma perchè?
Voglio crescere come te!
E poi…quando crescerai, chiccolino che farai?

 

Come continua non me lo ricordo più. Ricordo solo che me la cantava  mia nonna, questa filastrocca. Forse qualcuno si ricorda come continua..
E’ dall’inizio dell’anno, di questo 2018, che mi torna in testa, come certi motivi che improvvisamente vengono alla mente, la invadono e ti ritrovi in momenti impensabili a canticchiare.
E già…L’inizio…che viene dopo la fine…( ma siamo proprio sicuri?…e se venisse prima? quasi quasi ci voglio provare…dipende se guardi indietro o se guardi avanti..o no?)
E giù un fiume di previsioni, di bilanci, di statistiche, di opinioni, di oroscopi, di propositi per l’anno che verrà.

C’è entusiasmo, c’è pessimismo, c’è aspettativa, c’è speranza…

E io mi domando…Il chiccolino si chiede se c’è un inizio e una fine?
Per lui c’è solo un ciclo che si ripete, si ripete ad ogni stagione e per lui è così, la sua evoluzione nel grande tempo, nel suo regno, Il regno vegetale. Le modalità sono sempre le stesse: seme, pianta, frutto, seme, da quando c’è vita sulla terra e fino a quando ci sarà questo genere di manifestazione.

E il risultato c’è!

*****

E io mi domando…io mi chiedo se c’è un inizio e una fine? Subito aggiungo, rispetto a che cosa? Al grande tempo, alla mia evoluzione karmica o a questa vita, a questo anno, a questo mese, a questo giorno?
Quante domande…e mi rispondo con confronti, con bilanci, con giudizi…
Come ero prima, come avrei voluto essere, cosa mi sono proposta di essere…, cosa mi aspettavo…, cosa ho raggiunto…, no! non ce la farò mai! Ho già ..nta anni! E’ troppo tardi…Ormai!…eh! sì! ma da oggi in poi…giuro! Cambierà…Mi farò vedere di cosa sono capace! Domani inizio a fare.. questo, quello, quell’altro, meglio questo, meglio quello…
forse quello che fa la mia amica…eh! si lei che…in TV ho sentito che fa bene…
“Lascio tutto e vado in India.”…( si diceva qualche millennio fa)
E mia nonna:…”per la via nuova, sai quello che perdi ma non sai quello che trovi”

*****

E’ dell’essere umano possedere una mente che distingue, ragiona, progetta, inventa, confronta, elucubra, sceglie…come mettere in atto il suo progetto di vita.
A volte si lascia portare dalla corrente di altri progetti, di  scelte altrui..
A volte si lascia influenzare da giudizi o da false ambizioni…
A volte vede la fine come una fine e basta…e si rassegna alla routine.

*****

Se guardo in faccia la mia vita, va bene fare un bilancio purchè sia un inizio per una vita più soddisfacente. Dipende da me cambiare.

E da chi, se no !

Fai tante cose, alcune ti piacciono, altre no, alcune servono per fare quelle che ti piacciono,molte sono necessarie per il tuo genere di vita, molte le fai per un senso del dovere.

Fai uno schema  della tua settimana tipo, annota tutte le tue attività, come sono distribuite nelle giornate della settimana.

Ecco un esempio:

Dai ad ogni attività un voto di gradimento o scegli dei colori, uno per ogni attività secondo una graduatoria dei tuoi preferiti.

Cerca di distribuire le tue attività in modo che ogni giorno ce ne siano non più di 7, meglio 5.

Fai in modo che ogni giorno ci sia una attività con un voto alto o con il tuo colore preferito.

Se non c’è ancora nella tua settimana aggiungila: può essere una attività sportiva, una seduta dal parrucchiere, un momento di relax leggendo o passeggiando, una chiacchierata al telefono con una amica, un gelato in inverno, una rosa sul tuo tavolo di lavoro….

E vedrai come dopo qualche settimana ti verrà voglia di cambiare i colori di certe attività, e dare loro un voto alto o annotarle con il tuo colore preferito.

Tu puoi essere l’artefice della tua vita.

Ogni momento può essere un inizio! Se vuoi puoi!

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E’ semplice e possibile! Io l’ho fatto! E funziona!

Provaci anche tu e avrai la tua vita a più di cinque stelle!

*****

* Sotto il vischio ….ci si bacia!

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Cosa c’entra il vischio?

leggi qui!

* Anche io sono una maga


Anche io sono una maga

Io sono una Maga

fattucchiera di me stessa

Regina del mio Regno.

Mi diletto tra incantesimi ed immaginazioni

Guerriera di pace, indeterminabile figura.

Io sono una Maga

e tutto posso.

Disegnare il mio destino con la matita della magia.

Allo schioccar di due dita l’energia risponde.

Io sono una Maga e vivo assieme a un Lupo

tra fumi e brillii e perenni incanti.

Io Maga, caparbia e testarda

onesta e leggera,

imperscrutabile.

Addestrata a continuare.

Io Maga delicata e violenta

assaporo l’anima nell’estasi della beltà.

Io Maga buona e malvagia

alla ricerca di risposte

al fidarmi vulnerabile.

Io Maga indifesa e coraggiosa

potente e delicata come gli zefiri dell’atmosfera.

Che ama il Cosmo e Madre Terra

e coccola la fiamma della vita.

Io Maga dal sapor di vino

governo astri e betulle e considerazioni.

Io Maga, io vita, certezza e utopia.

Un sogno, il vero. Sono io.

(MAGAMEG)

 Anche tu sei  una maga

* La buona notizia del venerdì: Soluzioni originali per il traffico! per l’ Estate ma non solo!

Invece di trascorrere intere giornate sui mezzi pubblici per raggiungere il suo ufficio, quest’uomo si è inventato un modo del tutto originale, magari un po’ folle, ma sicuramente salutare.

La maggior parte dei pendolari a Monaco di Baviera in Germania impiega molto tempo per arrivare sul luogo di lavoro, addirittura c’è chi passa ore sul bus, sul treno o in metropolitana.

Stanco di questa vita, il quarantenne Benjamin David, ha deciso di non utilizzarli più. L’alternativa? Andare in ufficio a nuoto, attraversando il fiume Isar: con due chilometri di bracciate David arriva fino in Kulturstrand. Da due anni,infatti, ha cambiato vita e rotta.

L’uomo è uno dei tanti pendolari di Münchners che trascorreva troppo tempo sui mezzi per raggiungere Kulturstrand, dal suo appartamento situato a Baldeplatz. Un giorno, David ha un’illuminazione: perché non utilizzare il fiume che scorre sotto casa per evitare il traffico?
Ma invece di salire su di una barchetta, il quarantenne tedesco, sicuramente stravagante, ha scelto il nuoto. Ogni mattina, David che è fondatore e portavoce di una struttura commerciale, lascia il suo appartamento a Baldeplatz, attraversa la strada e si tuffa nel fiume Isar. 

Deve nuotare due chilometri per raggiungere il suo ufficio, ma dopo tutto questo allenamento, ci mette solo mezz’ora. 

Una volta uscito dall’acqua, si asciuga e si cambia con degli abiti che porta in una sacca speciale che non solo impermeabile, ma che si riempie di aria fungendo da boa.

La tecnologia che si chiama “Wickelfisch” ed è stata progettato a Basilea, in Svizzera, permette di far arrivare sani e salvi non solo gli abiti, ma addirittura portatile e documenti di lavoro. 

A seconda della stagione, David indossa un semplice costume o una muta e non rinuncia mai alle sue scarpe di gomma, visto che il fiume soffre l’inquinamento.  Anche se eccentrico, l’uomo sposato con dei figli, non mette a rischio la sua vita.

Controlla sempre temperatura, livello dell’acqua e correnti.

Per adesso nuota in solitaria, ma con 30mila persone che ogni anno si trasferiscano nella città tedesca, non è detto che qualcuno lo segua, voi lo fareste?

fonte:
https://www.greenme.it/tecno/24664

Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità 

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