*La musica della natura è accordata a 432 Hertz e il tuo cuore batte a 8 Hertz. Sei consapevole di far parte della sinfonia dell’universo?

 

(si consiglia di leggere l’articolo ascoltando la musica)

La musica della Natura è accordata a 432 Hertz.

Per musica a 432 Hertz si intende quella musica composta e suonata utilizzando strumenti di accordatura intonati a 432 Hertz. La frequenza di 432 Hz è strettamente connessa ai cicli della natura, perfettamente in armonia con l’universo.

Tutto in natura vibra con un’intonazione a 432 Hertz, multiplo di 8Hz che è il battito della terra.

Secondo diverse fonti, il cuore del nostro pianeta batte, non udito dall’uomo, a 8 Hz. La natura (e in particolare i versi degli animali) vibra a multipli di 8: dal ronzio della api al cinguettio degli uccelli, al canto dei delfini, tutto nel mondo naturale segue questa regola.

Le ricerche sulle frequenze della natura sono diventate sempre più importanti e numerose nell’ultimo secolo e annoverano, tra gli studiosi, personaggi di spicco quali Nikola Tesla, Albert Einstein, Rudolf Steiner.

Tutta la manifestazione ha un ritmo e una vibrazione ed anche l’uomo ha una vibrazione perché vibra e risuona. Tutto ciò che vive possiede delle modalità espressive che vengono espresse dal numero e dal tono delle sue vibrazioni.

Ogni tipo di vibrazione si esprime con un tono e una qualità, perciò la vita è prodotta dal numero e dal tono delle oscillazioni.

Ogni vita può essere paragonata alla sinfonia che è suonata con un certo suono e con un tono.

Tutte le forme di vita sono delle scale armoniche che contengono altre note e sottonote perché tutte le forme di vita hanno, nell’essenza, quella Nota Fondamentale.

Tutte le forme di vita sono delle sfumature armoniche che provengono dalla Prima Nota che originò la creazione. Poiché l’oggetto con una forma solida nello spazio deve avere delle dimensioni che lo possano contraddistinguere per degli attributi specifici da altre forme diverse, tutta la manifestazione è una grande sinfonia.

Ma non c’è una nota uguale all’altra, eppure sono in perfetto accordo.

Nell’induismo si afferma che tutto ciò che risuona emette una qualità di toni a cui è collegato un modo di essere, un modo di vivere e uno stato d’animo.

Secondo gli insegnamenti di Pitagora si dice che nella realtà esiste l’Armonia, perché ogni regno della vita ha una sua modalità di esprimere la vita, perciò possiede il suo numero e il suo tono, che è diverso e differente da quello delle altre specie viventi.

I quattro regni,minerale, vegetale, animale e umano possiedono una gamma di suoni e di toni espressivi che sono articolati salendo da una scala che è crescente e che progredisce dalla pietra all’uomo, e che continua in tutto l’universo.

Anticamente si diceva che ogni regno possiede una nota fondamentale che è l’archetipo che rappresenta l’intero regno, perché impersona l’Idea fondamentale che il regno deve esprimere.

Ogni entità manifesta possiede la sua vibrazione, un suono e un tono che è l’espressione caratteristica del suo essere.

Tutte le saggezze antiche dicono che l’esistenza è una vibrazione con un certo numero e un certo tono di vibrazioni espressive che mettono in moto l’etere.

L’Essere Cosmico è il grande musico che usa la tastiera del suo Logos che è Intelligenza e Consapevolezza suprema, perciò l’Essere usa la Saggezza infinita per plasmare l’etere con la sublime melodia che esegue.

Da questa armonia provengono delle armoniche di numero e di diversa qualità di tono con cui avviene il continuo rinnovamento della creazione.

Anche l’uomo possiede la sua nota essenziale e contribuisce alla creazione.

Anche l’uomo può usare la tastiera del suo logos, cioè l’intelletto per far risuonare le note e plasmare l’etere per modellare il suo atto creativo.

L’uomo può muovere l’etere, che è l’elemento eterico del piano esistenziale in cui l’organismo umano agisce.

L’etere risponde all’azione dell’uomo e la materia eterica si modella secondo la struttura e la qualità fondamentale di quella nota.

Esiste un principio di assonanza tra il microcosmo e il macrocosmo, poichè anche il punto più microscopico possiede un tono poiché ogni vibrazione è un’armonica della prima Nota fondamentale.

Se impariamo a riconoscere la qualità del suono e del tono di ogni essere che è esistente sappiamo riconoscere la vita e possiamo risuonare in armonia con ogni forma di vita.

L’umanità è un’entità che usa una tastiera collettiva e se anche un singolo uomo è disarmonico tutta l’umanità produrrà delle melodie discordanti con effetti limitanti ala sua evoluzione.

Per poter stare bene ed essere allineati alle armoniche della Natura è necessario riaccordare noi stessi e riaccordare la musica alle frequenze dell’Universo.

Per generare un mondo fatto di esseri umani in sintonia con la vita e il suo significato.

Scegliamo di sintonizzare di nuovo noi stessi sulle frequenze dell’Universo.

 

Le ricerche sulle frequenze della natura sono diventate sempre più importanti e numerose nell’ultimo secolo e annoverano, tra gli studiosi, Nikola Tesla, Albert Einstein, Rudolf Steiner, Roberto Assagioli.
C’è anche la musicoterapia che ha identificato nella musica di Haydn, Bach, Mozart, Corelli, Rossini, Vivaldi, Strauss e Respighi, citando alcuni, e ancora Pachelbel (Canone in RE), Pier Luigi da Palestrina, Handel, il modo per riallineare l’essere umano al suo stato di benessere.
E perfino il leader dei Rolling Stones Mick Jagger e lo studioso Ananda Bosman.
Per diffondere le conoscenze riguardo alla musica della natura è nato anche un portale, , che raccoglie ricerche e testimonianze.


Ma chi di noi è consapevole di agire secondo la sua nota unica ed personale come elemento indispensabile alla sinfonia dell’Universo?
E che dal suo essere in sintonia dipende la qualità della sua esistenza?

* 10 Agosto:nella notte il cielo si accende di stelle cadenti…rugiada di fuoco…lacrime di angeli…Tutti con gli occhi in sù ad esprimere un desiderio…

Ogni anno nelle luminose notti estive, lontano dalle luci della civiltà, capita di notare nei cieli delle scie di luce che sembrano caderci addosso… vicine…lontane… appaiono improvvisamente e scompaiono nel blu profondo…ardono un istante di luce vivissima e poi si spengono, simili, secondo Dante, a ” stella che tramuti loco “…

stelle cadenti… gocce d’oro scaturite da un’anfora di luce infranta… rugiada di fuoco…lacrime di angeli diceva un antico poeta cristiano…

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Lacrime di San Lorenzo furono chiamate dai cattolici di Irlanda le stelle filanti che cadono in grande quantità nella notte di San Lorenzo, la celebrata notte del 10 agosto.

La tradizione vuole che le lacrime di Lorenzo arso vivo sulla graticola vagano nel cielo senza pace fino a quando non cadono sulla terra la notte in cui il Santo è festeggiato.

” San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.”

In questa notte, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta l’evento desiderato durante l’anno.

Di miti e leggende sulle stelle cadenti ce ne sono molti.

Ma nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni nel cielo, erano considerate segni infausti.

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale
oh! D’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”

Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati.
Gli astrologi cinesi, che nei loro annali hanno registrato le apparizioni di stelle cadenti e comete fin dal sesto secolo avanti Cristo, non avevano dubbi che a temere il peggio dovessero essere i governanti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi sappiamo essere sciami meteorici ricorrenti”.

Tra l’ottobre e il novembre del 902 dopo Cristo, riferiscono le antiche cronache, l’invasione della Sicilia e della Calabria da parte dei saraceni e le stragi che ne seguirono furono seguite da un abbondante pianto divino. Oggi è accertato che si trattò di una pioggia particolarmente fitta di stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, visibile ogni anno a novembre.
Nel medioevo, la scia luminosa causata dalla caduta delle stelle è stata messa in relazione con il viaggio dei defunti, come un movimento ascendente, discendente o semplicemente di mutamento di luogo, compiuto dalle anime dei trapassati.

Plinio, Rutilio Palladio e Marcello connettevano la caduta delle stelle: il primo con quella dei calli (Naturalis Historia, 28); il secondo con quella delle verruche (Opus agricolturae) ed il terzo la considerava vantaggiosa per la cura delle malattie degli occhi (De medicamentis).
Nell’antica Sparta, invece, la visione di una stella cadente aveva per così dire un significato “politico”. Accadeva, infatti, che ogni nove anni i magistrati sorveglianti scrutavano il cielo. L’eventuale caduta di una stella era interpretato come segno sfavorevole degli dèi nei confronti del Re, che veniva deposto.

L’aspetto religioso appare in diverse tradizioni.
Nella letteratura dell’antica India, le stelle cadenti sono paragonate a demonesse dai capelli discinti.
La più recente visione degli indù pare sia quella di ritenere, ogni stella cadente, un’anima che ridiscende sulla terra per reincarnarsi.
In Europa si parla delle stelle cadenti come d’anime che, liberate dalle sofferenze del purgatorio, chiedono all’osservatore la recita di un “Padre nostro”.

Nella Mesopotamia, l’interpretazione data alla comparsa delle stelle cadenti era legata, nella sua positività o negatività, alla direzione .
Nel libro dello zodiaco dei Mandei dell’Iraq, (setta gnostica ancora esistente) si legge, tra l’altro, che la caduta di una stella da ovest verso est non porterà pioggia in tutto l’anno, presagio dunque di siccità certamente diffuso in molti miti legati alle stelle cadenti.

Gli antichi abitanti dell’Iran all’epoca in cui era praticata la religione zoroastriana, ci hanno tramandato un bellissimo mito, dove si descrivono le malevolenze delle stelle cadenti e la loro sconfitta per mano del dio Tishtrya, in altre parole

Sirio nella costellazione del Cane Maggiore.

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La credenza risale ad un periodo compreso tra il X secolo a.C. ed il VII secolo d.C.
In quel tempo, le genti dell’Iran credevano che la vita del cosmo fosse dominata dalla contrapposizione tra il principio dell’ordine cosmico e della verità (asha) ed il principio del caos e della menzogna (druj)

Secondo la cosmologia zoroastriana, infatti, l’ordine cosmico è rappresentato dalle stelle fisse, la cui luce si contrappone a quella del Maligno.

Queste stelle erano considerate come divinità minori ed erano poste nel cielo più basso, mentre il Sole e la Luna erano collocati nei cieli superiori, più vicini al paradiso.
Il movimento disordinato ed imprevedibile delle stelle cadenti, indusse gli zoroastriani a credere che esse appartenessero alla schiera delle forze demoniache scagliate dal maligno per produrre siccità e per sconvolgere l’ordine armonioso del cielo.

Così, proprio alle stelle cadenti assegnarono il nome di “streghe”

Il compito di sconfiggere le streghe e proteggere gli uomini fu attribuito a Sirio: sotto le sembianze del dio Tishtrya, l’astro si armò per combattere una duplice battaglia, la prima in cielo e la seconda in terra.
I versi dell’Avesta, il libro sacro degli zoroastriani, catturano lo splendore di Sirio paragonandolo ad una freccia scagliata dal più bravo arciere dell’universo. Tali sono la sua rapidità e la sua precisione che le forze demoniache delle stelle cadenti, si ritirano in una fuga disordinata. Vittorioso, il dio può finalmente annunciare con orgoglio la definitiva sconfitta dell’armata delle tenebre.

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In Irlanda si crede che le stelle cadenti siano lacrime delle fate: in ogni villaggio, si coltiva l’usanza di lasciare sempre alle Fate un posto apparecchiato a tavola, affinché continuino ad amare e proteggere la casa.

Si crede inoltre che le buone Fate si affezionino particolarmente ai fiori, ai bambini, agli animali, al bestiame e tengono lontani i pensieri cattivi generati dall’invidia e i sortilegi delle streghe.

Le famossissime Perseidi, saranno attive nelle notti tra il 10 Agosto (San Lorenzo) e il 12 Agosto (notte del massimo).

Inoltre gli studiosi del settore hanno previsto che l’anno in cui la pioggia di stelle cadenti sarà molto copiosa sarà il 2126. Quindi si presume che anche ci saranno altrettanti desideri.

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia… tutte le stelle…

Del resto:

” Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.” Paolo Coelho

 

* Anche gli scarabei seguono le stelle

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Viaggiare di notte facendosi guidare dalla Luna e dalle stelle è sicuramente un’abilità tipica di essere umani (magari di altri tempi) e degli uccelli.

O almeno così si credeva finora.

Uno studio condotto presso l’ Università di Lund in Svezia, e pubblicato su Current Biology, dimostra però che spostarsi di notte seguendo le stelle è un’abilità anche di alcuni insetti, come gli scarabei stercorari. Quando trovano un ammasso di sterco (di cui si nutrono), infatti, questi coleotteri formano una pallina che poi fanno rotolare seguendo una linea retta e si orientano facendosi guidare dalla luce della Via Lattea.

Gli scarabei stercorari, detti anche scarabei rollers, devono il loro nome al fatto che depongono le uova in palline di escrementi che fanno rotolare in linea retta fino alla loro tana muovendosi lungo una direzione specifica, come ha spiegato Marie Dacke, responsabile dello studio. Questo compito presenta molte difficoltà per un animale così piccolo e poco intelligente. 

Non deve essere facile, infatti, spingere con le zampe posteriori una palla di sterco più grande di se stessi mentre la testa è rivolta verso il basso e riuscire a mantenere la direzione giusta evitando di tornare indietro (alla pila di sterco), dove si corre il rischio di essere attaccati e derubati dagli avversari.

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“Agli scarabei stercorari non importa quale direzione seguire; hanno solamente bisogno di allontanarsi dalla pila di sterco dove si svolge la lotta con gli avversari”, precisa al riguardo Marcus Byrne dell’ Università di Wits a Johannesburg, che ha preso parte allo studio. E muoversi in linea retta assicura all’insetto esattamente questo, evitandogli di tornare al punto di partenza.

Un primo indizio su come gli scarabei fossero in grado di orientarsi era venuto da alcuni studi precedenti che avevano dimostrato che questi insetti usano il Sole o la Luna come una sorta di bussola per muoversi verso la loro destinazione, e quando si perdono o trovano un ostacolo sul loro cammino salgono sulla palla di sterco e effettuano una specie di danza acrobatica che permette loro di riorientarsi, rilocalizzando la fonte di luce. Ciò che non era ancora chiaro era come riuscissero a trovare la strada di notte quando il cielo è nuvoloso e la Luna non è visibile.

Per rispondere a questa domanda, i ricercatori svedesi hanno studiato il comportamento di una specie di scarabei notturni africani, gli Scarabaeus satyrus, osservandoli sia nel loro ambiente naturale sia nel planetario dell’ Università di Wits, in diverse condizioni di luminosità del cielo. Gli animali con le loro palline di sterco venivano depositati su una piattaforma di legno circolare con un diametro di due metri e circondata da una parete nera, e filmati dall’alto mentre facevano rotolare le palline di escrementi verso il bordo fino a cadere dalla piattaforma stessa. Dalle registrazioni ottenute gli studiosi hanno calcolato la direzione e la velocità di movimento degli scarabei.

I risultati hanno dimostrato che questi insetti erano in grado di orientarsi e spostarsi in linea retta sia in presenza sia in assenza di Luna, a condizione che il cielo fosse stellato. Inoltre, il tempo impiegato per raggiungere il bordo della piattaforma quando sulla cupola del planetario erano proiettate tutte le oltre 4mila stelle visibili di notte, inclusa la Via Lattea, era simile a quello necessario quando si vedeva solo la Via Lattea (43 secondi nel primo caso e 53 nel secondo), mentre ci volevano ben 81 secondi se erano presenti soltanto le 18 stelle più luminose. Infine, in completa oscurità gli scarabei non riuscivano a orientarsi e si muovevano disordinatamente per oltre due minuti prima di raggiungere la loro destinazione.

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Secondo Dacke questi dati dimostrano che gli scarabei stercorari usano la Via Lattea come bussola per orientarsi quando non c’è Luna. Tuttavia, poiché i loro occhi sono troppo deboli per distinguere le singole stelle, anche se luminose, è più probabile che a guidarli sia il gradiente di luce formato dalla nostra galassia. “Per ora questi insetti sono gli unici animali conosciuti che usano la Via Lattea per orientarsi”, conclude l’autrice.
Sarà interessante capire se anche altre specie possano fare la stessa cosa.

Fonte: http://www.wired.it

* Wesak e il plenilunio di maggio

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il plenilunio del 6 maggio

trasmette l’ energia del cosmo

di

Volontà

Amore

Armonia

Unicità

Fratellanza

Appartenenza

Evoluzione

* Cosa dovrebbe compiersi in questo importantie plenilunio di maggio? *

” Si sprigionano energie capaci d’influire potentemente sull’umanità e che, se liberate, stimolano l’amore, la fratellanza e la buona volontà sulla terra. Esse sono tanto definite e reali quanto quell’ energie di cui si occupa la scienza che vanno sotto il nome di “raggi cosmici”. Parlo d’energie vere e proprie e non di astrazioni emotive.

Tutti gli uomini di buona volontà esistenti nel mondo si fondono in un complesso integrato e responsivo.

Invocazione e risposta di certi grandi Esseri, la Cui opera può essere e sarà possibile se il primo scopo è conseguito mediante il compimento del secondo. Riflettete su questa sintesi di tre finalità. Il nome dato a queste Forze viventi non ha alcuna importanza. Si possono considerare come delegati di Dio a collaborare con lo Spirito di Vita e di Amore sul nostro pianeta, Colui in Cui viviamo, ci muoviamo e siamo. Altri possono considerarle come gli Arcangeli dell’Altissimo, la cui azione è resa possibile dall’attività del Cristo o del Suo corpo di discepoli, la vera Chiesa vivente. O come i dirigenti della Gerarchia planetaria, preposti all’evoluzione mondiale che raramente partecipano all’attività esteriore nel mondo, che lasciano ai Maestri di Saggezza, salvo in casi d’emergenza come questo. Qualunque sia il loro nome, Essi sono pronti ad aiutare, se l’appello degli aspiranti e dei discepoli in occasione del plenilunio di maggio e di giugno ha forza e potere sufficienti.

Ora vi pongo una domanda.

Che importanza ha per voi, personalmente, il plenilunio di maggio?

Lo ritenete tale da meritare il massimo impegno?

Credete veramente che in quel giorno si sprigioni un’energia spirituale sufficiente a mutare le cose del mondo, sempre che i figli degli uomini facciano la loro parte?

Credete davvero, e siete disposti ad attenervi in pratica a questa convinzione, che in quel giorno il Buddha, in cooperazione col Cristo, con la Gerarchia delle Menti illuminate, con l’aiuto offerto da taluni dei Troni, Principati e Potestà di Luce, corrispondenze superiori delle potenze delle tenebre, stiano in attesa di compiere i disegni di Dio, quando ne sia concesso il diritto ed il permesso dagli uomini?

Il vostro compito principale in questo periodo non è di combattere le potenze del male e delle tenebre, ma di destare interesse per le forze della luce e mobilitarle insieme alle risorse degli uomini di buona volontà e retta inclinazione presenti nel mondo d’oggi.

Non opponetevi al male, ma organizzate e mobilitate il bene in modo tale, e tanto rafforzate quelli che lavorano per la giustizia e l’amore, che il male abbia occasioni sempre minori.

Se avete fede come un granello di senape in ciò che ho detto, se credete fermamente nell’opera dello spirito di Dio e nella divinità dell’uomo, dimenticate voi stessi e, da questo istante, consacrate ogni sforzo a collaborare al tentativo predisposto per mutare il corso delle vicende mondiali, intensificando l’amore e la buona volontà nel mondo durante il mese di maggio.

( A.Alice Bailey –Psicologia Esoterica, Vol. II )

Fonte: http://www.sevenray.net

leggi anche:

L’iris. la luna e il toro

L’albero della rinascita

 

 

* La buona notizia del venerdì: Una grande onda di energia avvolgerà la Terra e tutti, proprio tutti e tutto saranno coinvolti. Come ogni anno sarà la luna piena di Maggio a spingere l’umanità verso un futuro rispettoso dei suoi valori.

L’IRIS, LA LUNA E IL PLENILUNIO DELLO SCORPIONE


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Nel mio giardino sono sbocciati gli iris, tutti insieme, come se improvvisamente si fossero accese tante luci viola, rivolte verso il cielo.

Nel cielo si accende in questi giorni la luna, tutta tonda: è il plenilunio, la luna piena. Nell’anno si è appena entrati, astrologicamente, nel segno del Toro.

Ogni anno, in questo periodo, succede tutto questo, sarà un caso?E’ un caso pieno di significati. Cosa può legare questi tre elementi? Una energia particolare fa sì che l’iris sbocci, che la luna si mostri alla terra completamente illuminata, che dalla terra si veda la luna  nel cielo nella costellazione del Toro  o dello Scorpione.

Ogni anno, dai tempi dei tempi. L’energia è la causa di tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia all’universo intero e dell’inizio di tutto. Una energia vibrante e in continua evoluzione. Una energia che spinge ad aspirare all’esistenza più evoluta, dal granello di sabbia all’universo intero.

Domanda: Allora potrò diventare una stella, o un sole, o un universo?A qualcuno dovrò pure ispirarmi!

Ecco perchè l’Energia primaria si collega in cicli ricorrenti in ogni regno di natura agli esseri viventi: per spingerli a raggiungere i loro obbiettivi di evoluzione. Più si ha coscienza e più si è in grado di recepire l’Energia e usarla per l’evoluzione. Più si ha coscienza di appartenere ad un livello di evoluzione, più si è in grado di di innescare una catena di eventi che coinvolgono più livelli.

Domanda: E se non sono cosciente? L’Energia ti spingerà  comunque alla tua evoluzione.

Domanda : E come posso incominciare? Osserva la luna piena il giorno del suo massimo splendore, senti il profumo degli iris, percepisci la luce dell’occhio del Toro, la stella Aldebaran. Lasciati riempire dall’energia di luce, sentila vibrare in te, collegati all’energia universale  e sentiti parte operante del progetto dell’evoluzione, perfettamente inserito nel tuo gruppo di appartenenza, l’umanità. Guarda la tua vita come al mezzo per contribuire all’evoluzione di tutti e di tutto. Progettala in un ottica universale. Vivila per te e per gli altri.

Domanda: Ce la posso fare? L’energia è a portata di tutti, in ogni momento, in ogni luogo, è inesauribile, come una cornucopia senza fondo. E’ la tua causa. E’ la tua vitalità.

E se vuoi saperne di più continua a leggere… Continua a leggere

* Il Toro, Venere e l’Arcangelo Haniel

Toro, Venere, Athor, la Dea che genera, la Dea della Compassione e dell’Amore.Chi molto possiede può essere molto ricco, ma la ricchezza è sinonimo di responsabilità:Tu , o Dea, distribuisci doni ai tutti tuoi figli, equamente, siano essi reali di sangue e anima da Te generati, o che siano irreali come i desideri ai quali doni ugualmente Vita ed Energia. E’ questo, Toro, il tuo potere: rendere reali i sogni, i desideri, tutto ciò che ami,estendere all’universo questo potere è la tua missione.

 

Il Toro è il segno dell’illuminazione.

Il motto esoterico è: “Io vedo e quando l’occhio è aperto, tutto è illuminato”.

E’ un raggio di luce che viene emesso dal centro dell’Ariete, e rivela l’area controllata dalla luce.”

Astrologia esoterica. Alice A. Bailey

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Se l’Ariete è il seme dell’anno, il Toro è la matrice.

Il geroglifico di questo segno zodiacale non rappresenta soltanto la testa cornuta di questo animale ma anche la matrice, l’involucro del seme, la coppa che attende e attira il raggio stimolante dell’impulso vitale, principio di ogni creazione.

Il suo compito è di irradiare il mondo fisico ed elevarlo verso il piano spirituale.

Il Toro è l’incarnazione del desiderio in tutte le sue forme, non solo il desiderio di benessere e di piaceri fisici. “ Io possiedo, dunque sono “ domina la sua esistenza.

Nell’astrologia esoterica il segno del Toro è il simbolo della terra, della fecondità, è un simbolo prettamente femminile legato alla Madre Terra e alla fertilità, non a caso è il primo segno di questo elemento che troviamo nell’oroscopo.

Quando il sole entra nel segno del Toro le stagioni sono definite, colori e profumi della primavera inoltrata caratterizzano il periodo. Gli egizi rappresentavano il Toro come il bue Api che era formato da Osiride che portava la luna, Iside, tra le corna il quale rappresenta proprio il simbolo femminile della mezzaluna.

Nei tempi antichi era appunto la donna ad occuparsi della casa e del bestiame, quindi oltre a simboleggiare il femminile rappresenta anche la proprietà privata e il lato economico delle cose e della società in genere che una volta basava la sua ricchezza proprio sull’allevamento del bestiame.

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Toro è in particolare rapporto con il Buddha: si dice che il Buddha sia nato, abbia raggiunto l’illuminazione e sia morto sotto il segno del Toro.

Buddha insegnò che attraverso il sentiero del distacco dal desiderio si può entrare nella Luce, espressione della Volontà Creativa.

Questi eventi vengono celebrati ogni anno nella Festa del Wesak, al momento della Luna piena, quando il Sole transita nel segno del Toro.

Ogni anno da 1500 anni, in una valle segreta del Tibet, si celebra il “ Wesak”

Wesak ,in lingua Tamil, significa maggio ed è il simbolo del patto con la natura che si risveglia dal sonno dell’inverno.

In questo luogo sacro, sul monte Kailash, si compie un miracolo, si apre un portale cosmico che rimane così aperto per otto minuti.

Tutti i Maestri Spirituali che sostengono e spingono l’umanità verso l’evoluzione delle coscienze si riuniscono nella dimensione astrale e mettono a disposizione di ogni essere umano una energia di luce cosmica.

Entrare in contatto con le forze di questa festa significa ricevere una qualità di energia che favorisce il risveglio del Sè interiore e aumenta la consapevolezza di far parte del Regno Umano, che in questo particolare momento rappresenta il gruppo guida della manifestazione sul cammino dell’ Evoluzione Spirituale.

La comunicazione tra noi e gli esseri di luce ci è stata annunciata attraverso gli scritti di Alice A. Bailey.

Nel 1981 la celebrazione del Wesak è giunta in Europa ed in Italia.

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Il pianeta Venere è il governatore del segno del Toro

Giunge una nuvola che velerà il Sole. Ma nascosto dietro la nuvola di immanenza è l’amore, e sulla Terra è amore, e nel cielo è amore; e questo, l’amore che rinnova tutte le cose, che deve essere rivelato. Ecco il proposito alla base di tutti gli atti di questo grande Signore della Sapienza.”

Alice A. Bailey “ Psicologia Esoterica”

Venere ha la funzione di trasformare la conoscenza in saggezza.

Essa collega armoniosamente le facoltà mentali inferiori a quelle superiori attraverso il Terzo Occhio, l’Occhio del Toro.

La conoscenza maggiore si tramuta in saggezza a beneficio di tutti.

Venere governa il Toro nella vita terrena.

Genera l’esigenza e le capacità di attrarre la forma, danaro, beni, ricchezza.

E stimola il desiderio di acquistare cose belle e di vivere esperienze che intensificano i piaceri fisici.

Di tutti i segni, il Toro è il più magnetico su piano terrestre e possiede un desiderio istintivo di acquisire oggetti fisici e sensazioni emotive. Il Toro dimostra una una tenace determinazione nel perseguire questi obbiettivi.

Si dice bene quando si afferma che al figlio o alla figlia del Toro non manca mai nulla.

Il Toro considera il suo bicchiere sempre mezzo vuoto, mai mezzo pieno.

I valori dell’umanità indirizzano le esperienze del Toro e gli donano una potenza creativa ed artistica eccezionale. La sua volontà e determinazione nel raggiungere gli obbiettivi sono speciali.

Venere governa anche il segno della Bilancia.

Arcangelo Haniel di Venere in Toro

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L’angelo dell’Amore, dell’attrazione dei cuori.

Toccato da questa Divina Essenza il Cuore si risveglia e sviluppa l’Amore Consapevole per tutto ciò che vive.

Haniel ama ogni regno della Natura. Compreso il regno segreto dei minerali e delle pietre, custodi energetici e silenziosi del nostro pianeta. Protegge i portatori di pace e tutti coloro che svolgono attività di volontariato sociale, comprese le organizzazioni umanitarie.

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Il Chakra legato al segno del Toro è quello del cuore, governato da Venere, ma anche il Chakra della Gola influenza il segno, donandogli quella sua tipica creatività.

Colore: il verde
Pietra: lo smeraldo
Metallo: il rame
Fiore: la rosa
Giorno favorevole: il venerdì, in onore di Venere

*

Qualsiasi configurazione si forma nel cielo è la manifestazione della qualità della Energia che serve in quel dato momento per procedere nell’evoluzione.E’ uno stimolo ed una indicazione del modo di percorrere il cammino per tutta l’umanità. E riguarda personalmente ogni essere umano consapevole. Ognuno di noi può riflettere sulle sue esperienze in atto nel qui ed ora e dare un indirizzo più soddisfacente alla sua vita.

Leggi anche :

L’arcangelo di Venere e della Bilancia

Gira gira il grande zodiaco : Era del Toro

Fonti

http://www.ilgiardinodegliilluminati.it/significato_segni_zodiacali/

Alan Oken “ Astrologia dell’anima” Edizioni Crisalide

Alfredo Cattabiani “ Planetario” Oscar Mondadori

* Il cenacolo e le Costellazioni

Esistono messaggi esoterici nei dipinti del rinascimento Italiano?

Da sempre “ verità segrete venivano messe in evidenza” per chi sapesse cogliere il messaggio.

Talvolta i sapienti dell’antichità lasciavano tracce delle loro conoscenze esoteriche nei monumenti o nelle effigi, più spesso la tradizione era tramandata agli iniziati e rimaneva oscura per tutti gli altri, essendo esposta in modo simbolico.

Un mezzo attraverso il quale si facevano riferimenti occulti era l’astrologia, e l’importanza che questa forma di conoscenza occupava nella cultura del rinascimento italiano appare nelle opere degli artisti più significativi del tempo.

In tutte le opere di Leonardo da Vinci sembra che niente sia lasciato al caso.

Leonardo da Vinci era un grande iniziato, studioso di Astrologia e di Scienze Esoteriche, che nascose sempre i suoi studi segreti.

Egli condensò gran parte delle sue Conoscenze Superiori nel suo capolavoro più grande: il Cenacolo, che si trova nel convento di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Il Cenacolo fu realizzato da Leonardo con particolari riferimenti simbolici ed astrologici, che egli tenne segreti per evitare di incorrere nelle condanne religiose dell’epoca provenienti dall’Inquisizione.

Nel Cenacolo confluiscono gli insegnamenti esoterici di Pitagora e di Ermete Trimegisto, nonché l’apporto cosmologico dei filosofi arabi per quanto riguarda l’Alchimia e la Cabala, e le cognizioni astrologiche di Tolomeo, Regiomontano e Alcabizio, anche con osservazioni e studi di fisiognomica.

Le pieghe della tovaglia, il soffitto a cassettoni, le lunette, gli apostoli, lo stesso Cristo hanno ciascuno un significato e un ruolo preciso.

Il soffitto a cassettoni è per Leonardo il quadrato magico del Sole, composto da 6 quadrati in orizzontale, 6 in verticale e 6 in diagonale, ovvero il 666, il numero della Bestia che, nell’Apocalisse di Giovanni, arriva sulla Terra per la battaglia finale tra bene e male prima della fine dei tempi.

Leonardo usa il quadrato per avvertire chi guarda la scena che si tratta di quell’epoca, del momento che si riferisce al 666 nelle Sacre scritture, ovvero del ritorno di Cristo.

Gesù Cristo, posto al centro del dipinto, corrisponde al Sole e ognuno dei 12 Apostoli corrisponde ad un Segno zodiacale, con correlazioni astrologiche e numerologiche di cui incarna le proprietà.

Le simbologie sacre ricorrono spesso al numero 12 e troviamo le analogie fra i dodici segni dello Zodiaco, i mesi dell’anno, le Tribù di Israele ed il numero degli apostoli di Gesù, così come ricordato dalla tradizione cristiana.
Gli apostoli sono riuniti dietro la tavola in quattro gruppi di tre persone, a rappresentare le stagioni, con Primavera ed Estate a destra (che è la parte più luminosa del dipinto), mentre Autunno ed Inverno sono a sinistra (la parte più in ombra). Il progredire antiorario dei segni zodiacali deve essere letto con la modalità usata da Leonardo nei suoi scritti, cioè da destra verso sinistra, cominciando ovviamente dal segno dell’Ariete, nel quale cade la Pasqua.

ARIETE: Simone Zelota

TORO.: Giuda Taddeo

GEMELLI: Matteo

CANCRO: Filippo

LEONE: Giacomo Maggiore

VERGINE :Tommaso

BILANCIA: Giovanni

SCORPIONE: Giuda Iscariota

SAGITTARIO: Pietro

CAPRICORNO : Andrea

ACQUARIO: Giacomo Minore

PESCI: Bartolomeo

Ognuno di essi rappresenta l’archetipo del segno che l’accompagna.

L’analogia tra i dodici apostoli – definiti da Jung come “ i più completi e soddisfacenti esempi di tipi psicologici che siano mai stati eleborati dalla mente umana” e i dodici segni zodiacali sembrano indicare la piena comunione tra cielo e terra, tra micro e macrocosmo.

Matteo e Giuda Taddeo

Leonardo stesso si autoritrasse nei panni dell’Apostolo Taddeo, da lui posto sotto il Segno del Toro, cioè lo stesso Segno zodiacale nel quale si trovava il Sole al momento della sua nascita, anzichè nell’Ariete, perchè il 15 Aprile 1452 il Sole era già entrato nel Toro a causa del Calendario Giuliano ancora vigente.

Spicca anche lo spazio vuoto fra la spalla destra di Gesù e la figura che gli sta accanto.

Lo spazio è a forma di “V” e potrebbe essere il simbolo stesso del calice dell’ultima cena: il Graal celato nelle forme e curiosamente assente dalla tavola imbandita, malgrado le fonti canoniche ne parlino espressamente (Marco, XIV, 23):

Fra i tanti simboli del famoso dipinto è la figura seduta a fianco di Gesù.

La tradizione vuole che si tratti di San Giovanni, il prediletto discepolo a cui si attribuiscono un Vangelo e l’Apocalisse.

Alcuni riconoscono invece, nei tratti tipicamente femminili, Maria Maddalena, che un’antica tradizione iniziatica narra fosse la sposa di Cristo.
Molti hanno ritenuto, infatti, probabile che questa donna, riconosciuta anche dai Vangeli canonici come figura importante al pari degli Apostoli, sia stata effettivamente la moglie di uno di loro.

Del resto risulta che molte donne erano tra i discepoli di Gesù.

Leonardo volle celebrare in Maria Maddalena l’archetipo della “Donna”, quella che pagani prima e cristiani poi, individuarono come Madre Divina, colei che Goethe chiamò Eterno Femminino, cioè l’incarnazione eterna della  paleolitica e neolitica, che, come sacro Utero rappresenta un calice vivente, che può accogliere, nutrire e proteggere dentro di sé la Vita.

Così Leonardo avrebbe dipinto il Sacro Graal nella figura di Maddalena: non un calice materiale, ma una sua metafora vivente come contenitore dell’archetipo della Vita stessa.

La posizione centrale di Gesù, che separa i due gruppi di sei apostoli, rappresenta il conseguimento di un equilibrio dinamico delle forze che in natura normalmente si oppongono.
In questo modo la figura di Gesù si presenta come simbolo dell’Equinozio, quel confine astronomico che regola i rapporti tra buio e luce, tra notte e giorno, tra morte e rinascita.

Anche dal punto di vista astrologico i simboli sono chiari: il moto apparente del Sole-Padre aveva da poco mostrato la meraviglia dell’Equinozio di primavera, che già stabiliva il momento della sacralità della Pasqua in riferimento alla Luna-Madre.

Leonardo esprime, e non solo in questa sua emblematica opera, la concezione che l’essere umano è uno dei tanti elementi della manifestazione.

L’Energia del Cosmo è una Unità che si esprime in molteplici forme nei regni di natura, minerale, vegetale, animale, umano.

Tutto ciò che è manifesto ha una coscienza, dal granello di sabbia ai pianeti, stelle e soli.

Tutto è governato dalle stesse leggi.Tutto è interdipendente.

Tutto si evolve ciclicamente in un continuo divenire.

Come sopra così sotto.

( sono solo spunti per approfondire)

leggi anche: ” Le Marie:Lo sposo e la sposa”

fonti:

http://www.astrologiainlinea.it/

http://www.astercenter.net

http://www.scienze-astratte.it/il-cenacolo-di-leonardo.html