* La buona notizia del venerdì: Donne disobbedienti alla ribalta per cambiare il mondo

Sebben che siamo donne!

 

Se nascerai donna, avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza“: con questa frase dal best seller Lettera a un bambino mai nato, Oriana Fallaci descriveva la disubbidienza come una condizione necessaria dell’emancipazione delle donne.

Ed è proprio la disubbidienza il tratto fondamentale della figura femminile più discussa del momento (almeno in Italia).

Si tratta di Carola Rackete, che mercoledì scorso ha sfidato le leggi italiane forzando il blocco e dirigendo la Sea Watch 3 con a bordo 42 migranti verso l’isola siciliana di Lampedusa.

Insultata, svilita, talvolta innalzata a esempio di virtù, la capitana della nave ONG non è tuttavia l’unica donna ad avere potentemente marcato i tempi moderni.

Dalla giovanissima ambientalista svedese Greta Thunberg all’iconica attivista del Sudan Nubian queen, diverse sono le giovani donne che hanno rivoluzionato il panorama politico, sociale, culturale e scientifico contemporaneo.

Diversissime per provenienza, estrazione sociale e mentalità, hanno però in comune almeno due aspetti: la giovane età e lo spirito libero. Eccone sette.

Carola Rackete, capitana della Sea Watch 3

Negli ultimi giorni, in Italia, si parla (quasi) solo di lei. 31 anni, nata in Germania, Carola Rackete è la comandante della nave ONG Sea Watch 3 (battente bandiera olandese) che ha sfidato le leggi italiane facendo rotta su Lampedusa a dispetto del blocco navale.

Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So che cosa rischio. Ma i 42 naufraghi che ho a bordo sono allo stremo”:

queste le sue parole durante un’intervista pubblicata su Repubblica il 24 giugno, appena 48 ore prima dell’arrivo nell’isola siciliana.

Al momento Carola Rackete si trova agli arresti domiciliari.

Greta Thunberg, la giovanissima attivista svedese

Nel 2018, a soli 15 anni, Greta Thunberg ha dato via all’ondata di manifestazioni globali contro il cambiamento climatico. Le sue dimostrazioni pacifiche davanti al parlamento svedese munita di un cartello “Skolstrejk för klimatet” (Sciopero scolastico per il clima) hanno scosso le coscienze di migliaia di persone in tutto il mondo.

Greta Thunberg, chi è la 16enne svedese che lotta per il clima

Durante il suo celebre discorso a Davos, Greta Thunberg ha imposto all’attenzione dei leader mondiali la necessità di agire per il clima e contro il surriscaldamento ambientale.

È stato grazie a lei se, lo scorso 10 marzo, così tante persone hanno preso parte allo sciopero mondiale per il futuro.

Affetta da sindrome di Asperger, Greta Thunberg ha parlato in pubblico della sua patologia durante un Ted Talk del 2018. In quell’occasione ha detto:

A 11 anni mi sono ammalata. Ho smesso di parlare e di mangiare. In due mesi ho perso 10 chili. Più tardi mi è stata diagnosticata la sindrome di Asperger e un mutismo selettivo. In pratica parlo solo quando ritengo sia necessario. Questo è uno di quei momenti.

Nubian queen, l’attivista sudanese diventata il simbolo della rivolta contro Al-Bashir

A soli 22 anni “Nubian queen” ha risvegliato gli animi dei suoi compatrioti favorendo la rivolta contro il dittatore Omar al-Bahir sfociata nelle dimissioni di quest’ultimo 11 aprile dopo 30 anni di governo.

La foto che ritrae la giovane nell’atto di arringare la folla in piedi su una macchina nella piazza di fronte alla sede militare di Karthum ha fatto il giro del web, trasformando Nubian queen in una vera e propria icona.

Sudan, sui social network la campagna per sensibilizzare sulle violenze dell’esercito

Il suo vero nome è, in realtà, Alaa Salah. È stata soprannominata Kandaka (Nubian queen) proprio durante uno dei suoi discorsi.

L’immagine di Nubian Queen che parla nella piazza di Karthoum per sollevare il popolo contro il dittatore è stata immortalata dalla fotografa sudanese Lana Haroun e condivisa sui social migliaia di volte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annalena Baerbock, la leader dei Verdi tedeschi

A 38 anni è la leader di quello che potrebbe diventare il primo partito in Germania nel post-Merkel. Annalena Baerbock è riuscita a portare i Verdi da partito ultra-minoritario a seconda forza politica al parlamento europeo, sbaragliando la concorrenza di estrema destra.

Altro che sovranisti: per i giovani europei sono i Verdi il vero cambiamento

Secondo il Sole 24 Ore, la donna originaria di Hannover potrebbe diventare la prossima cancelliera tedesca.

L’ambientalismo unirà l’Europa” ha recentemente affermato la Baerbock dimostrando la sua volontà di strappare il partito dei Verdi alla nicchia a cui è stato finora relegato per trasformarlo in un movimento politico di portata nazionale e internazionale.

Katie Bouman, la scienziata del buco nero

A soli 29 anni, Katie Bouman è la donna ha fatto compiere un passo epocale alla storia dell’astrofisica ideando il primo algoritmo che permette di fotografare un buco nero.

Katie Bouman: ecco chi è la giovane ricercatrice che, con il suo algoritmo, ha aiutato a elaborare l’immagine del buco nero

Professoressa associata al California Institute of Technology, Katie Bouman è specializzata nelle tecniche di trattamento e rielaborazione delle immagini.

Jacinda Ardern, primo ministro della Nuova Zelanda

Laburista, classe 1980, è stata eletta primo ministro nell’ottobre del 2017, aggiudicandosi la palma della più giovane donna a capo di un governo del mondo.

Amore, empatia e integrazione”, la lezione della premier neozelandese Jacinda Ardern per essere veri leader

In Italia e in Europa è diventata celebre per il suo memorabile discorso dopo gli attentati di Christchurch perpetrati dal sovranista australiano Brenton Harrison Tarrant.

Dopo la tragedia, Jacinda Ardern affermò:

Sicurezza significa essere liberi dalla paura della violenza. Ma significa essere liberi dalla paura dei sentimenti di razzismo e odio”.

Alexandria Ocasio-Cortez rivoluzionaria rappresentante del congresso statunitense

A 30 anni, Alexandria Ocasio-Cortez è la giovane attivista statunitense che ha sbaragliato a sorpresa Joseph Crowley alle primarie democratiche del 2018 nel 14esimo Distretto di New York.

Moderata, appoggia le idee progressiste di Bernie Sanders. Fra le sue battaglie più celebri: la senità pubblica aperta a tutti, la gratuità dell’università pubblica, l’aumento del salario minimo a 15 dollari all’ora e una maggiore regolamentazione della detenzione di armi da fuoco.

Si è anche dichiarata a favore di politiche di integrazione per i migranti irregolari e per la facilitazione dell’assegnazione della cittadinanza.

La politica italiana ha sempre giocato del rimpiazzo dell’uomo forte. E se fosse arrivata l’ora della donna forte?

Sebben che siamo donne !

https://www.tpi.it/2019/06/30/donne-influenti-oggi-carola-greta/?fbclid=IwAR1IOxeX1thOyiS0gPyTPrp-9Y1PS3_DAsV7IeNt8qHdAjKbb1GpvN_59gI

 

Leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2016/02/12/la-buona-notizia-del-venerdi-siccome-siamo-donne/

https://lauracarpi.wordpress.com/2018/04/20/la-buona-notizia-sebben-che-siamo-donne-cosi-cambieremo-il-mondo/

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/10/28/sebben-che-siamo-donne-2/

* La buona notizia del venerdì: E se non bastassero 620 km di donne che cambieranno il mondo…succede in India!

 

Una protesta per sostenere la sentenza che ha cancellato il divieto storico di accesso alle donne nel tempio indù di Sabarimala


620 chilometri lungo 14 distretti: nello Stato del Kerala, in India, più di 3 milioni di donne hanno formato una catena umana per affermare il loro diritto di entrare nel tempio indù di Sabarimala. Un vero e proprio muro a sostegno di una uguaglianza di genere ancora poco condivisa.

Lo scorso settembre, infatti, la Corte suprema ha eliminato il bando che vietava l’accesso al tempio di Sabarimala alle donne in età fertile, ma alla decisione del giudice si sono opposti i religiosi integralisti che hanno inscenato violente proteste.

Alla catena di donne hanno preso parte anche studenti e dipendenti statali, tra cui scuole e università statali.

In genere la maggior parte dei templi indù vieta l’ingresso alle donne “solo” nel periodo di ciclo mestruale, mentre il Kerala ospita il santuario Sabarimala del XII secolo, che tradizionalmente vietava alle donne in età mestruale – quindi orientativamente tra i 10 e i 50 anni – di entrare nei propri locali in rispetto della natura celibe della divinità Ayyappan. Questa tradizione fu sancita dalla sentenza della Corte Suprema del Kerala nel 1991. Tuttavia, la stessa Corte suprema indiana ha bloccato il divieto a settembre, affermando che violava le leggi sull’uguaglianza di genere.

La sentenza della Corte Suprema ha attirato l’ira del partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party (BJP), i cui sostenitori hanno minacciato e attaccato le donne che cercavano di entrare nel tempio in cima alla collina.


La dimostrazione del “Muro delle donne” dei giorni scorsi è stata organizzata dal governo di coalizione di sinistra del Kerala a sostegno del diritto delle donne di entrare nel tempio. Il Partito comunista dell’India (marxista), che guida la coalizione di governo, ha dichiarato che la manifestazione è stata organizzata per “combattere le forze divisorie” del Bjp e la sua organizzazione di mentori ideologici, la destra Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS).

Un bellissimo esempio, insomma, di cosa voglia dire lottare per i propri diritti.

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/29964-india-protesta-donne

https://www.greenme.it/consumare/mode-e-abbigliamento/30029-protesta-lavoratori-bangladesh

 

* La buona notizia del venerdi : Sebben che siamo donne : così cambieremo il mondo

Afghanistan, il test della mamma-matricola

L’immagine che la mostra concentrata sul test d’ammissione alla facoltà di medicina, col pargolo accucciato sulle sue gambe, ha reso famosa Jahantab Ahmadi.

E’ andata così.

Per partecipare alla prova dell’università privata di Nasir Khusraw, la venticinquenne Jahantab ha fatto due ore di strada, dal villaggio dove abita nella provincia di Daikundi sino a Nili.

S’è portata dietro l’ultimo figlio di pochi mesi, non poteva far diversamente, mentre i primi due venivano accuditi da parenti. S’è seduta in fila come altri concorrenti, ma a un certo punto il piccino ha iniziato a frignare, non smetteva, probabilmente non gradiva l’ambiente.

Per la madre, però, quella era un’occasione importantissima, alla quale dedicava un’attenzione speciale in un Paese dove l’accesso all’istruzione per tante donne rappresenta tuttora una chimera. Figurarsi il livello di studi universitario…

Allora Jahantab, pur non rinunciando al suo cuore di mamma, s’è ricavata una nicchia dietro la sedia di un’altra candidata. In quella cuccia ha placato l’ansia del bimbo, e soprattutto il pianto dirotto che disturbava la prova di tutti e rassicurando il figliolo s’è dedicata alle domande del test.

In quella posizione l’ha intravista un docente e ne è rimasto colpito a tal punto da cercare uno strumento per fotografarla, fosse pure l’obiettivo d’un telefono portatile. La mamma-studentessa è stata immortalata in quel crogiuolo di appunti e veli.

Conosciuta la vicenda, un’associazione che s’interessa ai giovani afghani l’ha avvicinata.

Jahantab appartiene all’etnìa hazara, desidera diventare dottoressa per mettere il sapere al servizio della gente e soprattutto dei bambini. Poter proseguire il sogno dell’istruzione che le si era interrotto a 18 anni con il matrimonio è per lei  una speranza immensa. Così la catena della solidarietà ha raccolto dei fondi per agevolarla negli studi, comunque costosi per una famiglia media. Le è stato trovato, assieme a marito e figli, un alloggio a Kabul dove potrà continuare a studiare, evitando di percorrere due ore di strada al giorno fra il villaggio e il capoluogo provinciale.

Ma questa storia a lieto fine è un’eccezione in un Paese tuttora oppresso dal fondamentalismo e da un sedicente governo democratico che non aiutano né donne né giovani a emanciparsi attraverso lo studio e il lavoro. Il suo 36% di alfabetizzazione continua a essere fra i più bassi del mondo.

eppure un sassolino alla sorgente può modificare il corso di un fiume

http://incertomondo.libreriamo.it/incertomondo/afghanistan-test-della-mamma-matricola/