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Perchè siam donne : Judit la vera prima regina degli scacchi!

Nel 1989 il Maestro di scacchi Garry Kasparov dice in un’intervista che le donne non sono brave a giocare a scacchi e che il loro compito è piuttosto sostenere i loro mariti. E fare figli…

Lei è Judit Polgar.

Tredici anni dopo, nel 2002, a 26 anni, vince in 42 mosse proprio contro Kasparov.

“Vincere è stato bello, è stato bello battere tutti questi ragazzi che non mi davano credito. “

Mio padre si era convinto che geni si diventa, specializzandosi da piccoli. Così io e le mie sorelle siamo state educate a casa”

Judit Polgár è nata a Budapest il 23 luglio 1976

E’ considerata la miglior giocatrice nella storia degli scacchi, ha infranto numerosi record sia femminili che assoluti.

Judit, insieme alle sue due sorelle maggiori, una diventata Grande Maestro e l’altra Maestro Internazionale , ha partecipato al percorso educativo sperimentato dal padre,psicologo, intenzionato a dimostrare che un bambino può ottenere risultati eccezionali se allenato fin da piccolo in un certo campo.

Il suo motto era:La genialità si crea, non nasce da sola. Insieme alla moglie Klara, linguista ucraina, hanno educato le loro figlie a casa specializzandole negli scacchi,

Il Grande Maestro inglese Nigel Short ha definito Judit Polgár «una delle tre o quattro prodigi della storia degli scacchi»

Tuttavia Garri Kasparov nel 1989 dichiarò: «ha molto talento negli scacchi, ma dopotutto è una donna. Tutto si riduce alle imperfezioni della psiche femminile. Nessuna donna può sostenere una battaglia prolungata». Successivamente però, dopo avere perso una partita al gioco rapido nel 2002, Kasparov cambiò idea: «le Polgár hanno dimostrato che non ci sono limitazioni intrinseche alle loro capacità: un’idea che molti scacchisti rifiutarono di accettare, fino a quando non furono schiacciati senza troppe cerimonie da una dodicenne con la coda di cavallo»[

Judit Polgàr stata la più giovane scacchista a entrare nella lista dei migliori 100 giocatori di scacchi al mondo all’età di soli 12 anni ed anche l’unica donna ad essere entrata a far parte della top ten e ad aver preso parte ad una competizione valevole per il titolo di campione del mondo degli scacchi del 2005.

Nel 1991, Judit aveva acquisito il titolo di Grande Maestro Internazionale, a soli 15 anni e 4 mesi. Ai tempi batté il record della persona più giovane di sempre ad essersi aggiudicata il titolo, battendo l’ex campione del mondo Bobby Fischer .

È la più straordinaria giocatrice di scacchi di tutti i tempi.

A chi glielo ricorda lei risponde: per il momento sì, sono io, ma statene certi, ne arriveranno tante e formidabili nella prossima decade,

Il 12 agosto 2014 ha annunciato in un’intervista rilasciata durante le Olimpiadi di Tromsoe il suo ritiro dagli scacchi agonistici

Genitori, nonni, insegnanti dovrebbero credere allo stesso modo in bimbi e bimbe. Tutti cercano consensi: ma se una bambina ne riceve perché ha bei riccioli o fantastici occhi blu, o perché aiuta la mamma, quello diventa il modo più facile di averne. A un ragazzino non dicono che è un angioletto ma che è intelligente, che ha occhi furbi. Gli chiedono come va a scuola, che materie o giochi preferisce. Tutti ci mettono del loro, anche quando entri in un negozio e ti dicono “come sei carina!”. Spesso si fanno danni con le migliori intenzioni. Anche le madri: non sempre incoraggiano le figlie a continuare gli studi. Certo in alcuni Paesi le bambine hanno più opportunità, in altri meno: ma occorre aprire le menti. È una battaglia lunghissima.

E oggi Judit Polgár si batte perché le bambine abbiano le stesse opportunità dei ragazzi in ogni campo e ispirare tante giovani donne .

Perchè quando credi nei tuoi sogni tutto l’universo collabora per farli realizzare.

Fonte

Judit Polgár – Wikipedia

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Perchè siam donne: Perdere qualche volta porta a grandi vittorie ! Così Anna Muzychuk! – Laurin42 (wordpress.com)

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Perchè siam donne: Perdere qualche volta porta a grandi vittorie ! Così Anna Muzychuk!

Anna Muzychuk è una giovane ragazza ucraina, 28 anni ed è una grande anzi grandissima campionessa di scacchi.

Anna ha un passato scintillante illuminato da riconoscimenti, medaglie e titoli iridati.

Nel 2004 gioca per la Slovenia alle olimpiadi di scacchi, nel 2012 diventa Gran Maestro, la più alta onorificenza per un giocatore per non contare gli europei vinti e i mondiali conquistati.

Al di là delle naturali attitudini, per emergere in questo gioco, ci vogliono capacità strategiche, concentrazione, memoria, capacità di valutazione, uso efficace dei dati e tanto tanto allenamento. Insomma per diventare un campione il percorso è lungo e complicato ma se hai due genitori come quelli di Anna  il problema è risolto!

Per papà e mamma Muzychuk, istruttori onorari dell’Ucraina, è stato naturale insegnare fin da piccole, ad Anna e alla sorella, le basi del gioco. Nel 1999 partecipano alle prime gare organizzate nella scuola elementare per bambini fino ai 10anni. La carriera di Anna e quella di Marja decollano intersecandosi a fasi alterne tra successi e tante soddisfazioni.

Anna per esempio, dal 2003 al 2010 conquista due campionati ucraini, un campionato mondiale under 16 e un mondiale juniores. Nel 2014 conquista la medaglia d’oro al campionato mondiale lampo femminile (con un tempo a disposizione di ciascun giocatore di cinque minuti o inferiore per tutta la partita).

Dopo due anni vince il premio per la miglior giocatrice donna all‘Open magistrale a Gibilterra e a settembre dello stesso anno gioca le Olimpiadi scacchistiche femminili con la squadra dell’Ucraina dove conquista, oltre alla medaglia di bronzo a squadre, la medaglia d’oro individuale. A dicembre a Doha vince il campionato del mondo.

Anche Marja non è da meno. A soli 10 anni vince la medaglia d’oro del campionato europeo femminile e il campionato del mondo, nel 2007 riceve il titolo di Gran Maestro femminile e in seguito di Maestro internazionale.

Dal 2008 al 2012 è tra le dieci migliori giocatrici del mondo e nel 2015 vince il campionato mondiale.

Per le due sorelle ma soprattutto per Anna sarebbe facile ripresentarsi nel 2017 al Rapid and Blitz Chess Championship di Riad, in Arabia Saudita per vincere i titoli mondiali e un montepremi da capogiro messo in palio da principe ereditario Mohammed Bin Salman.

A febbraio Anna, al contrario di altre colleghe, accettò di mettersi il velo e di partecipare ai mondiali di scacchi in Iran, vincendoli, con un leggero hijab in testa. Forse è per questo che la sua presenza è data per scontata.

Oltre al titolo di Gram Maestro è infatti campionessa mondiale sia nella specialità degli scacchi “blitz” (le partite hanno una durata massima di dieci minuti) che nel “gioco rapido” (le partite possono durare fino a un’ora). Per lei sarebbe un gioco da ragazzi ma all’ultimo momento Anna decide di non partecipare rinunciando a due medaglie d’oro praticamente sicure.

Lo spiega lei, senza timori, e sono parole che pesano!

Tra pochi giorni perderò due titoli del campionato del mondo, uno dopo l’altro. Ho deciso di non andare in Arabia Saudita. Per non giocare secondo le regole di qualcun altro, per non indossare l’abaya (un lungo vestito che copre per intero il corpo della donna, ndr), per non essere necessariamente scortata quando sono fuori, per non sentirmi una creatura di seconda categoria.

Anna non è sola nella scelta, anche Marja sceglie di non partecipare al torneo per non soccombere alla regola che costringe le donne a gareggiare indossando l’abaya, un lenzuolo nero che copre le donne arabe dalla testa ai piedi.

Niente gara niente premio, ma ad Anna poco importa!

La sua è una scelta che va oltre la mera competizione.

È una aperta rinuncia per non voler essere considerata un essere inferiore e rispetto verso le donne arabe, ancora oggi, costrette a sottostare al volere dell’uomo, camminare per strada accompagnate da qualcuno, a non poter guidare l’auto, né entrare in un cinema o assistere ad un evento sportivo.

Puoi immaginare quanto l’assenza della campionessa mondiale  possa aver smosso le acque più che le coscienze.

La Federazione mondiale raggiunse compromessi con gli organizzatori arabi: far vestire le giocatrici con abiti abbottonati fino al collo, ma nulla di più.

Anna non accetta nessun compromesso, una scelta che con la sorella, paga con l’indifferenza generale. Si è preferito ignorare il messaggio piuttosto che dargli il giusto valore, ma Anna Muzychuk le idee le ha sempre avute ben chiare,

 Ho rinunciato a un guadagno superiore a quello che potrebbero darmi 12 eventi simili. Una presa di posizione per far valere i principi in cui  crediamo. […] La cosa più terribile è che a nessuno interessi”

Sono passati tre anni da quell’episodio ma la situazione non è cambiata.

L’esempio di Anna, convinta che perdere qualche volta porta a grandi vittorie, sarà fonte di ispirazione e coraggio per tutte le donne

fonte: tratto liberamente

https://libri.icrewplay.com/sport-in-book-la-scelta-di-anna-muzychuk/

La mia carissima amica Marina mi ha suggerito un titolo per questa mia rubrica del mercoledì.Mi è piaciuto moltissimo e l’ho subito adottato.

Ovviamente le motivazioni sono se stesse, parlare di donne che non hanno ricevuto i dovuti riconoscimenti e per il loro ingegno e per il lavoro svolto.

O temporaneamente dimenticate.

Solo per il fatto di essere donne