* Non ci sono problemi insolubili…molti problemi non vanno risolti ma superati.



I più grandi problemi della vita non si risolvono, ma si superano.

Così Jung ci indica la strada del “lasciare accadere

Ho sempre lavorato con la convinzione, dettata dal mio temperamento, che in fondo non ci sono problemi insolubili.

E l’esperienza mi ha dato ragione, perché molto spesso ho visto quanto facilmente alcuni individui superavano un problema nel quale altri fallivano completamente.

Quando cioè nell’orizzonte del paziente compariva un qualsiasi interesse più elevato e più ampio, il problema insolubile perdeva tutta la sua urgenza grazie a questo ampliamento delle sue vedute.

Non veniva dunque risolto in modo logico, per sé stesso, ma sbiadiva difronte a un nuovo e più forte orientamento dell’esistenza.

Non veniva rimosso e reso inconscio, ma appariva semplicemente sotto un’altra luce, e diventava così realmente diverso.

Ciò che a un livello inferiore avrebbe dato adito ai conflitti più selvaggi e a paurose tempeste affettive, appariva ora, considerato dal livello più elevato della personalità, come un temporale nella valle visto dall’alto della cima di un monte.

Con ciò non si toglie alla bufera nulla della sua realtà, ma non le si sta più dentro, bensì al di sopra.

Dato però che noi siamo, in senso psichico, nello stesso tempo valle e monte, sembra inverosimile che ci si possa proiettare oltre l’umano.

È vero che, quando proviamo un affetto, ne siamo sconvolti e tormentati, ma nello stesso tempo è anche presente, in modo percettibile, una più alta consapevolezza, che ci impedisce di identificarci con quello stato affettivo, una consapevolezza che considera quell’affetto come oggetto, e che può dire: “Io so di soffrire.”

[…] Di tanto in tanto capitavano, nella mia pratica terapeutica, eventi di questo tipo, e cioè che un paziente riuscisse a superare sé stesso grazie a potenzialità a lui sconosciute; ciò costituì per me l’esperienza più preziosa.

Nel frattempo avevo infatti imparato che i problemi più grandi e importanti della vita sono, in fondo, tutti insolubili; e non possono non esserlo, perché esprimono la necessaria polarità inerente a ogni sistema di autoregolazione.

Essi dunque non potranno mai essere risolti, ma soltanto superati.

Perciò mi chiesi se questa possibilità del superamento, e cioè di un ulteriore sviluppo psichico, non costituisse in genere il fatto normale, e se quindi il fatto patologico non consistesse proprio nel rimanere bloccati dentro o davanti a un conflitto.

Ogni individuo dovrebbe possedere, perlomeno potenzialmente, questo livello più alto, e poter dunque, in condizioni favorevoli, sviluppare tale possibilità.

Nell’osservare il processo di sviluppo dei pazienti che tacitamente, quasi senza rendersene conto, erano riusciti a superare sé stessi, vedevo che i loro destini avevano tutti un elemento comune, in quanto il nuovo giungeva loro dalla sfera delle potenzialità nascoste, o dall’esterno o dall’interno.

Essi lo accettavano e crescevano con il suo aiuto.

Mi parve tipico che gli uni lo ricevessero dall’esterno, e gli altri dall’interno, o meglio che negli uni esso si sviluppasse dall’esterno e negli altri dall’interno, pur non essendo mai il nuovo cosa soltanto esterna o soltanto interna.

Se proveniva da fuori, diventava una profonda esperienza interiore; se invece proveniva dall’interno si trasformava in evento esterno.

In nessun caso però era stato procurato intenzionalmente e consciamente, ma sembrava piuttosto essere generato dal fluire del tempo. […]

Che cosa hanno fatto dunque questi individui per provocare questo processo risolutivo?

Per quanto ho potuto vedere io, non hanno fatto proprio nulla (wu-wei = agire senza agire), ma hanno lasciato accadere, come insegna il maestro Lu-Tzu, poiché la luce circola secondo le sue leggi, se non si abbandonano le proprie abituali occupazioni.

Il lasciar agire, il fare nel non fare, l’abbandonarsi del Maestro Eckhart è diventato per me la chiave che dischiude la porta verso la via: bisogna essere psichicamente in grado di lasciar accadere.

Questa è per noi una vera arte, che quasi nessuno conosce.

La coscienza interviene continuamente ad aiutare, correggere e negare, e in ogni caso non è capace di lasciare che il processo psichico si svolga indisturbato.

Il compito sarebbe di per sé abbastanza semplice (se la semplicità non fosse la cosa più difficile!)

 

(C.G.Jung – “Il segreto del Fiore d’Oro”, Bollati Boringhieri, pp.37-38-39)

 

 

* Festa della mamma

Quando Dio era  una donna 

In questa rilettura dei miti religiosi a noi più vicini, l’autrice narra la storia della Dea che ha regnato sovrana tra il Mediterraneo e il Medio Oriente, venerata quale saggia creatrice e fonte di ordine cosmico, e non solo quale simbolo di fertilità e bellezza come la religione giudaico-cristiana vorrebbe far credere.

Merlin Stone documenta la lunga fase del contrastato passaggio dai culti matriarcali a quelli patriarcali, culminati con il declassamento della Dea a creatura debole e depravata, come racconta una delle leggende più comuni, quella di Adamo ed Eva.

Questo testo ha influenzato generazioni di donne, spingendole a ripensare la propria spiritualità e il proprio ruolo nella società moderna.

 

Merlin Stone “When God Was a Woman”

* Liberté, égalité, fraternité! Se ci fosse Napoleone…

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,

così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile

orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;

quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sonito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio

e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al subito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.

Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,

dall’uno all’altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui

del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile

serve pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,

la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
Ei si nomò: due secoli,

l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe’ silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.

E sparve, e i dì nell’ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d’immensa invidia
e di pietà profonda,
d’inestinguibil odio

e d’indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l’onda s’avvolve e pesa,
l’onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,

scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell’alma il cumulo
delle memorie scese!
Oh quante volte ai posteri

narrar sé stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,

chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili

tende, e i percossi valli,
e il lampo de’ manipoli,
e l’onda dei cavalli,
e il concitato imperio,
e il celere ubbidir.

Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo
e in più spirabil aere

pietosa il trasportò;
e l’avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,

dov’è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
scrivi ancor questo, allegrati;

ché più superba altezza
al disonor del Golgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:

il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

Alessandro Manzoni

( 20 Luglio 1821 )


* Il confine della soglia (maggio/giugno)



I prossimi due mesi potremmo definirli come Yin (maggio) e Yang (giugno).

Non stiamo parlando di presenza assoluta di calma (Yin) o di movimento (Yang) ma di preferenza. Del resto prima di ogni movimento c’è la calma che è anche riflessione, valutazione, interiorizzazione. Questo è il senso di un’alternanza che coincide con il passaggio di questi prossimi due mesi che precedono il solstizio estivo.

Negli ultimi mesi l’analisi dei livelli di energia ha dato buoni risultati visibili non solo dal punto di vista individuale ma anche collettivo (mondiale). I flussi determinano la presenza di energia che si muove nel campo materiale, alternando la forza in un equilibrio quando sono modulati in armonia entro valori stabili o determinando la prevalenza o attrazione verso una delle due maggiori polarità. La comprensione di questi fattori si basa sull’aspetto percettivo delle persone perchè come ho scritto più volte, è l’energia percepita ad avere maggiore rilevanza in quanto le persone si muovono all’interno di una comprensione o di un visibile che non si può variare se non con un profondo lavoro di rinnovamento che riveli le nuove possibilità, mostrando la Via per spostare il velo dell’illusione.

In questi mesi camminiamo sulla frontiera, sulla soglia ma anche sul baratro degli abissi che se da un lato mostrano le “nostre prigioni” dall’altro indicano la strada per uscirne. Si tratta quindi di mesi importanti per l’evoluzione non solo spirituale ma soprattutto materiale di ogni persona.

Durante il mese di maggio assorbiremo l’energia Yin (riflessione, calma, preparazione interiore) che è la richiesta di energia Yang (movimento, azione, espressione) che avverrà nel mese di giugno, una manifestazione non qualsiasi ma intrinseca di una consapevolezza importante.

Il primo aspetto da considerare è quindi questo: la divisione netta tra l’energia di questi mesi da non interpretare in maniera distante, separata ma sicuramente legata negli aspetti e nelle conseguenze soprattutto nella materia che è anche legata alla personalità di ogni individuo (rappresentazione del proprio SE nel piano terrestre).

Maggio è il mese dell’inspirazione e tutto quello che si manifesterà intorno a noi sarà assorbito. Vale la pena di distanziare quegli aspetti che sono distanti dai nostri obiettivi? Non è importante questo perchè saranno proprio quegli aspetti a determinare la nostra più certa reazione.

Per esempio, ritornando all’esperienza del respirare con il quale ho voluto rappresentare questi due mesi (maggio inspira (fase IN) e giugno espira (fase OUT)), se io inspiro energia non pulita, cattivi odori poi cerco la fonte di questo e mi posso spostare o meglio rimuovere la fonte di questo disturbo.

Maggio è quindi il mese delle percezioni profonde, della manifestazione di questi “guardiani della soglia” che guidano ogni persona attraverso sogni, intuito, visioni ma anche incontri che sembrano essere fuori luogo o fuori controllo. Saranno questi guardiani, a volte nella loro mostruosità, a determinare l’apertura di quel confine nella quale le persone sono chiuse verso la liberazione di se stessi ma anche della loro umanità.

Durante i giorni delle fasi di Luna nuova e piena avremo dei sensibili rilasci di energia che potranno coincidere con le rivelazioni (giorni 10-11 e giorno 25).

Durante questo mese consiglio rilassamento e solitudine per dare maggiore possibilità di “inspirare” questo periodo correttamente.

https://energiamaya.org/2017/04/30/il-confine-della-soglia-maggiogiugno/

Esercizio sui kan consigliato: Angelo con la Spada  /// Fiore di Bach nr 12

 

* Luna piena di Aprile: Scegli di amare e farti amare


Tenere le cronache celesti in questi giorni di Aprile 2017 sta diventando estremamente impegnativo per il susseguirsi di aspetti particolarmente forti, potenti, stimolanti.

Il Plenilunio del mese è un altro step importante verso il raggiungimento di uno stato di coscienza sempre più centrato sul Sé e raccoglie tutte le correnti aperte in precedenza da Venere retrograda congiunta a Chirone (il Ritorno dell’Amore Perduto – qui il LINK) e da Saturno retrogrado (la Guarigione della Vittima – qui il LINK).

Durante il Plenilunio diventiamo estremamente sensibili alle tematiche sopra indicate e ogni strato di percezione, ogni stato emozionale, ogni livello dell’essere prende vita contemporaneamente.

Diventiamo una fonte di luce iper-stimolata, iper-attivata. Veniamo shakerati affinché i sedimenti vengano a galla, dividendosi tra loro per permettere la nascita di una chiarezza mai raggiunta finora.

Tutto questo avrà delle ripercussioni fondamentali nella relazione sentimentale che stiamo vivendo, visto che la Luna è congiunta a Giove retrogrado in Bilancia (segno simbolo della vita di coppia) ed il Sole è congiunto a Urano in Ariete (segno simbolo dell’individualità).

L’aspetto principale su cui lavorare nel 2017 diventa inevitabile e, che lo vogliamo o meno, veniamo presi e messi a sedere uno di fronte all’altro per un confronto definitivo. Siamo pronti ad accogliere l’altro incondizionatamente, così come stiamo facendo con noi stessi? Oppure veniamo seduti davanti allo specchio per comprendere le nostre difficoltà ad attrarre una relazione nella nostra vita.

Il risveglio dell’amore incondizionato sollecitato dalla congiunzione di Venere e Chirone a 27/26° dei Pesci è supportato da Marte in Toro (22°), che ci permette forse per la prima volta nella vita di vedere realizzato un pezzo di paradiso dentro il Cuore.

E’ l’apertura del Quarto Chakra, il Portale del Profondo, lì dove noi esistiamo oltre il Tempo.

Questo tipo di vibrazione ci dona la forza di affrontare  i pesi del passato (quadratura Venere-Chirone con Saturno retrogrado a 27° in Sagittario ).

Abbiamo finalmente abbastanza spazio dentro di noi per contenere la vista delle emozioni inconsce, ciò che finora non siamo riusciti ad affrontare. Questa bolla dell’animo è ciò che ha creato tutte le situazioni invalidanti perché non siamo mai riusciti a starci davanti, abbiamo voluto dimenticarcene.

Tuttavia nel corso di questi ultimi mesi abbiamo sviluppato una quantità tale di amore da voler andare a portare luce in queste bolle di dolore contenute nel corpo, così da sciogliere gli addensamenti.  

Possiamo lasciar andare. Possiamo dimenticare gli abbandoni, non risuonare più con essi. Possiamo comprendere che il cuore si è spezzato perché era necessario creare uno spazio più grande per aumentare la consapevolezza.

Così guarisce la vittima, come illustrato nel post su Saturno retrogrado.

Tutti gli aspetti fondamentali di questi ultimi giorni (rari, devo dire, come la retrogradazione di Venere in Pesci!) sono perle di saggezza, codici di informazioni che attivano i cristalli interiori, quei chip di memoria che attendevano la giusta vibrazione per essere messi in funzione, in modo che al momento giusto potessimo ricordare e guarire, e risvegliarci.

Questo è il momento.

Luna e Sole, i due Luminari, indicano la Via del superamento della dualità. O meglio, del senso estraniante della dualità, e ci accompagnano nel prendere atto della differenziazione quale valore aggiunto. L’altro può arricchire anziché sfidare. L’altro crea una sfida perché è un maestro che mette in luce i punti fragili che stanno chiedendo di essere guariti. Noi lo abbiamo attratto nella nostra esistenza con questo scopo preciso.

Possiamo fare un respiro e togliere dalle sue spalle ogni tipo di aspettativa. Riusciamo a farlo? Riusciamo a prenderci questa assoluta responsabilità?

E’ un atto liberatorio. Ci protegge da qualunque tipo di vampirismo perché non diamo più il potere a nessuno di decidere della nostra felicità.

Saturno è la colonna vertebrale, ciò che ci centra e ci radica. Nel suo movimento retrogrado si ferma per portare il movimento a fissità nel profondo. Supporta la Luna ed il Sole nel loro mostrare la via ed aiuta a prenderci il tempo per stare dentro questo processo. 

Luna Piena in Bilancia congiunta a Giove retrogrado rappresenta la fine del senso di separazione che attanagliava i nuclei familiari.

Sole congiunto ad Urano in Ariete è l’IO SONO, il momento in cui l’individuo sa chi è e non teme più il confronto e l’apertura. Possiamo decidere di donarci, di prendere e di dare in egual misura, senza dover dimostrare più nulla.

Cosa cambia per chi non è in relazione da tanto tempo?

Vengono al pettine i nodi che ci hanno tenuto lontano dal metterci in relazione: quale paura, quale irretimento ci ha mantenuto soli, distaccati, chiusi? Quale peso avevamo sul cuore che non ci ha permesso di voler rischiare? Quale antica storia ci ha tenuti ancorati in un’attesa infinita? La fedeltà a quale storia di solitudine familiare stiamo ancora mantenendo? Possiamo sciogliere le lacrime, accogliendo la scintilla dell’amore di Venere-Chirone, portarla nella realtà grazie a Marte in Toro, superando ogni paura? Siamo pronti a ricevere amore e a farci amare?

Chi vuole può dire sì e quel sì inizia a lavorare sulla matrice della realtà.

La Vita è ciò che ne facciamo di essa, sempre.

Una volta messo in chiaro il nodo, con molta onestà e coraggio, abbiamo già percorso metà del cammino fino in fondo al tunnel.

E’ molto più semplice di quanto si possa credere.

Stefania Gyan Salila

http://ashtalan.blogspot.it/2017/04/plenilunio-in-bilancia-linvito-ad-amare.html

* Aprile 2017 : Il ritorno dell’Amore perduto

 

 

 

Aprile 2017 è un momento molto importante nel proseguimento del Cammino Evolutivo collettivo.

Questa prosperosa e potente Primavera di Rinascita ci sta offrendo una forte accelerazione nell’elevare lo stato di coscienza attuale, perché ci sta mostrando la Via verso l’Unità interiore, quando spontaneamente si arriva a riconoscere che non esiste la polarità, la differenza ed il conflitto.

Ciò potrebbe ovviamente significare per alcuni di noi l’intensificarsi di conflitti esterni (litigi), interni (disturbi fisici) o interiori (crisi esistenziale). E’ solo il palcoscenico della realtà che si attiva per renderci consapevoli dell’attuale stato in cui ci troviamo, mettendo in luce quali sono le dinamiche che vengono sollecitate per essere guarite.

Ad aprile 2017 avviene un aspetto planetario di congiunzione molto forte destinato a lasciare un’impronta indelebile nei nostri cuori, un aspetto che coinvolge il collettivo e che rappresenta la guarigione di qualunque dolore profondo la nostra Anima ha avuto in progetto di portare a guarigione durante la presente incarnazione.

Il 03 aprile alle ore 00,26 UTC Venere retrograda entra nei Pesci e fino al 28 rimane in congiunzione con Chirone.

E’ il Ritorno del Perduto Amore.

hearth in the labyrinth

E’ la guarigione della Grande Ferita di Madre Terra rispetto al conflitto che ha scatenato la Prima Guerra Mondiale, e tutte le anime che si sono sacrificate in quel momento. Vengono guarite le ferite di mancanza e separazione nate allora.

E’ la Riappacificazione di ogni tipo di conflitto all’interno dei nuclei familiari, riportando senso di unità e perdono. Tutte le ferite nate da uno strappo, da uno choc, da un abbandono, trovano lo spazio per essere guarite.

E’ un portale che si apre dentro cui la coscienza viene inondata di una vibrazione di luce tale per cui ciò che è fuori risonanza viene risintonizzato con la musica celeste interiore, così che tutto quel sistema umano possa essere quanto più perfettamente allineato con la sincronicità.

Troppo bello per essere vero? Non è una bacchetta magica questo aspetto planetario, ma apre i cuori ad un’opportunità, che ciascuno sarà più o meno libero di accogliere.

La strada è aperta, sta ovviamente a noi varcare la soglia.

Dal 05 marzo scorso Venere è entrata in retrogradazione in Ariete portando in superficie una serie di disagi legati alla relazione, al nostro posto al suo interno, alle difficoltà di stare in relazione.

Il 03 aprile il pianeta, retrocedendo, entra in Pesci (29°) ed incontra Chirone a 25°. Che cosa accade? Questa cometa simbolo del Maestro Saggio, ferito, ma in grado di guarirsi da sé grazie alla dedizione e alla cura che porta agli altri (guarisce se stesso prendendosi cura degli altri), si trova in Pesci dal 2012 e nel maggio 2018 entrerà in Ariete.

Significatore di profonda trasformazione e portatore dei nostri talenti, esso ci ha traghettato in questa epoca attraverso il Processo di Risveglio alla vita spirituale, ha aperto la sensibilità alla sua vera funzione di antenna ricettiva, cambiando la percezione rispetto all’essere fragili.

Il dono più grande che ci sta consegnando è la capacità di accettare la propria vulnerabilità, che viene vissuta come spazio di tenerezza per se stessi: ci vediamo bisognosi di protezione e cura, di amore, ma non ci consideriamo più così vittime da mendicarlo. Stiamo attivando modalità di vita in cui sviluppiamo il gusto di stare soli, selezioniamo le persone con cui stare attraverso il piacere.

E se non c’è nessuno, apprezziamo il momento di “ solitarietà.”

Ora Chirone si trova agli ultimi gradi dei Pesci e in questo ultimo anno di transito nel segno ci dona gli effetti del suo abbraccio con Venere retrograda.

L’amore perduto lungo il cammino, perché dovevamo sperimentarlo anche attraverso la mancanza, ritorna. Nel superamento della dualità scopriamo che l’amore perdura comunque nel momento stesso in cui il nostro cuore si è aperto ad esso. Anche se il soggetto attivatore non è presente fisicamente, il cuore emana un eco potente di riverbero che chiama amore, ancora e ancora, continuamente, costantemente nel richiamo dell’esperienza della fusione profonda.
Così alcuni di noi vivranno il proprio sogno di trovare qualcuno, attirando nella quotidianità una parte di sé sotto forma di un’altra persona. Potrebbe essere qualcuno che torna da vite passate, da un passato di questa vita, oppure qualcuno finora sconosciuto che testimonia la nuova frequenza che abbiamo raggiunto. Rimanere aperti e liberi da aspettative lascia attivo lo sguardo che può captare i giusti segnali; alcuni sperimenteranno un incontro con se stessi, con un aspetto reietto, dimenticato totalmente, che risorgerà dal profondo e donerà a quel nativo una forza e una centratura mai provata prima.

Tutti sentiranno uno stimolo immenso ad amare, a costruire un ponte verso ciò che è diverso per integrarlo. Esperienze di intere vite passate guariscono e vengono sciolte.

E’ possibile che tutto questo avvenga in modo anche doloroso, perché ci sono ancora solide resistenze fatte di paura. E’ normale. Siamo umani, abbiamo un corpo emozionale delicato e necessitiamo di tanta cura. Non c’è nulla di sbagliato, fa solo parte della crescita. La cosa importante è rendersi conto del passaggio, diventare testimoni del processo quanto più possibile ed accompagnare se stessi lungo il percorso, in pieno ascolto ed osservazione.

Io personalmente gioisco di questo momento, lo attendevo da una vita intera, sono profondamente grata a me stessa per essere arrivata in questo qui e ora nell’attuale stato di coscienza in cui mi trovo.

So che questo mese rappresenterà un momento di immensa centratura ed attivazione.

Ringrazio il Multiverso che vive in me e spero di riuscire a trasmettere quanto più possibile la gioia che provo dal Cuore.
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Fonte: http://ashtalan.blogspot.it/2017/04/il-ritorno-dellamore-perduto-venere.html?m=1

* La buona notizia del venerdì: Julia e la Sequoia

 

Nel 1997 una giovanissima ambientalista, aveva solo 23 anni, rimase 738 giorni sopra una sequoia per impedire che una compagnia abbattesse molti chilometri quadrati di foresta.

La sua storia dopo quasi trent’anni è ancora di esempio


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Visse 738 giorni su una piattaforma di un metro per due a più di 50 metri di altezza. Aveva 23 anni e con il suo gesto riuscì nell’impresa di impedire l’abbattimento di una grande foresta di sequoie nel Nord della California.

Stiamo parlando di Julia Butterfly Hill, una delle più note ambientaliste americane che nel 1997 salendo su Luna, un’antichissima sequoia, diede una grande lezione al mondo intero.

Julia riuscì a resistere non solo alle pressioni che le venivano fatte ma anche a tutti i gli eventi atmosferici dal sole accecante alla pioggia battente, passando per le raffiche di vento e le tempeste di neve. I suoi sforzi, però, furono ripagati perché riuscì ad impedire alla Maxxam Corporation di effettuare il cosiddetto “taglio a raso”, ovvero l’abbattimento di alberi di tutte le età e dimensioni, per poi bruciare l’intera area.

Julia scese dall’albero solo a risultato acquisito il 18 dicembre 1999. La compagnia, infatti, si impegnò a non tagliare Luna e tutte le sequoie nel raggio di sessanta metri. Julia era salita per la prima volta sull’albero il 10 dicembre 1997.

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Inizialmente l’obiettivo di Julia, che si era coordinata con il gruppo di ambientalisti di cui faceva parte, era quello di battere il record di permanenza su un albero, fermo a 42 giorni, per attrarre l’attenzione della stampa.

Superato il centesimo giorno, però, la storia assunse così tanta rilevanza che “Butterfly”, il soprannome che i media avevano dato a Julia, decise di rimanere fin quando la compagnia non si fosse impegnata a non abbattere la foresta.

Questa storia, oggi, ha ispirato un libro che prende spunto dalla vicenda e racconta la vicenda di una bambina altrettanto coraggiosa e determinata. 

La piccola Julia, il nome non è casuale, con l’aiuto dei suoi amici a due e quattro zampe riesce a salvare un’amata sequoia.

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Il libro edito da Terra nuova si chiama “Julia e la sequoia” ed è un modo per rivivere una storia incredibile di amore verso un pianeta che spesso viene brutalmente maltrattato.

Le foto sono tratte dal sito internet di Julia Butterfly Hill

 

http://www.nonsprecare.it/julia-butterfly-hill
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