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La buona notizia del venerdì : le luci verdi dei contadini polacchi per i migranti

Un’iniziativa solidale dei contadini polacchi per i migranti che superano il confine della Bielorussia come esempio per il significato del Natale

Natale non era ancora nell’aria quando il mese scorso i contadini polacchi hanno iniziato ad accendere nelle loro case delle luci verdi per aiutare i migranti stremati in arrivo dalla Bielorussia. Un simbolo che oggi, sotto la festività più rappresentativa dell’anno, assume un significato ancora più importante.

Era novembre quando al confine tra Bielorussia e Polonia i contadini dello stato polacco hanno iniziato ad accendere luci verdi per segnalare ristoro e accoglienza ai migranti stremati.

L’iniziativa ha subito suscitato grande clamore, un gesto di profonda umanità che non si vede tutti i giorni. Da novembre a oggi le temperature si sono fatte sempre più rigide e gli abitanti della Polonia che si trovano al limite del confine continuano con questa catena umanitaria per aiutare tutte quelle persone in fuga verso un futuro migliore.

,A dare il via all’iniziativa è stato l’avvocato Kamil Syller che, grazie ai social ha fatto girare il messaggio per spiegare ai migranti lungo la zona di frontiera che la luce significa aiuto.

L’esempio giusto per lo spirito di Natale

Il cuore grande di tutte queste persone che si mettono in gioco per aiutare gli altri dovrebbe essere di monito per tutti noi, soprattutto durante questo periodo.

Non è sicuramente semplice aprire casa e mettersi a disposizione per aiutare chi non si conosce, soprattutto in una situazione come quella delle migrazioni dove spesso ci sono tensioni e paura.

Ciò che sono riusciti a fare i polacchi in questione è stato di superare pregiudizi e timori e offrire un supporto a coloro che non hanno più niente. Un esempio concreto e tangibile della bellezza dell’animo umano che purtroppo rischia di perdersi. In fin dei conti questo è il vero spirito della festa del Natale: la solidarietà e la generosità verso l’altro.

Ovviamente nessuno si aspetta che per Natale ogni famiglia apra casa propria ai più bisognosi, ma anche il minimo gesto di aiuto può cambiare la vita di chi è meno fortunato di noi.

Il significato del Natale nelle luci verdi dei contadini polacchi per i migranti (libreriamo.it)

C’è anche una pubblicità che recita ” E’ Natale e a Natale si può fare di più”

E gli altri giorni?

Si tratta di considerare l”altro” un essere umano che come te ha le tue stesse necessità ,e si mette in gioco, pericoloso, per ottenerle, e la maggior parte delle volte fallisce.

Banalmente si ripete ” sii tu il cambiamento che vuoi nel mondo” ma cominciare si può e non solo a Natale come dimostra questo gesto di solidarietà .

E che non sia un eccezione ma un esempio!

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La buona notizia del venerdì: i ragazzi sostengono la libertà delle donne indossando minigonne.

Gli alunni dell’ultimo anno hanno dato il via all’iniziativa in solidarietà delle compagne, il cui corpo viene costantemente sessualizzato, andando a scuola in gonna

Per un ambiente più inclusivo e una scuola che sappia portare una gonna!, così si legge sul loro profilo Instagram, arrivato in poche ore a quasi 1000 follower. Il loro obiettivo? Manifestare il desiderio di vivere in un luogo in cui sentirsi liberi di essere ciò che si è e di non essere definiti dai vestiti che si indossano: così i ragazzi del Liceo classico Zucchi di Monza hanno deciso di dire la loro. Anzi, di indossare la loro: una gonna, per dire a tutti – e soprattutto ai loro coetanei – che si è “contro la sessualizzazione del corpo” e la “mascolinità tossica”.

L’iniziativa, già al secondo anno, chiama Zucchingonna ed è stata ideata dagli alunni dellultimo anno riprendendo eventi simili organizzati in altri Paesi.

Sui social lo scopo lo spiegano gli stessi ragazzi:Viviamo in una società che, per quanto ami definirsi libera e inclusiva, non si dimostra tale. Le problematiche riguardanti le discriminazioni sono tantissime, ma impossibili da affrontare tutte insieme. Come in tutte le cose infatti bisogna fare piccoli passi alla volta, e perché non partire da un oggetto semplice e concreto?Una gonna, per esempio, ci permette di sollevare due importanti questioni, attuali ed evidenti a chi combatte per l’inclusione: la sessualizzazione del corpo femminile e la mascolinità tossica. Sono problematiche diffuse nella nostra società, e quale luogo migliore se non la scuola riflette il sistema nel quale ci troviamo a convivere con tanti altri. L’ambiente scolastico infatti dovrebbe farci sentire protetti e compresi nel nostro esprimerci liberamente.

A dire la sua circa questa tematica è anche la dirigente scolastica dell’Istituto Zucchi, la dottoressa Rosaria Caterina Natalizi Baldi:Gli studenti e le studentesse stanno difendendo uno sguardo pulito sulla donna, dotata di intelligenza e cuore, anche di una fisicità , che ne palesa la differenza e non la subalternità. La vera lotta, secondo me, è per esempio rivolgersi alle compagne guardando al loro volto, alla loro intelligenza, alla loro sensibilità. Sempre.

Sui social lo scopo lo spiegano gli stessi ragazzi:Viviamo in una società che, per quanto ami definirsi libera e inclusiva, non si dimostra tale. Le problematiche riguardanti le discriminazioni sono tantissime, ma impossibili da affrontare tutte insieme. Come in tutte le cose infatti bisogna fare piccoli passi alla volta, e perché non partire da un oggetto semplice e concreto?Una gonna, per esempio, ci permette di sollevare due importanti questioni, attuali ed evidenti a chi combatte per l’inclusione: la sessualizzazione del corpo femminile e la mascolinità tossica. Sono problematiche diffuse nella nostra società, e quale luogo migliore se non la scuola riflette il sistema nel quale ci troviamo a convivere con tanti altri. L’ambiente scolastico infatti dovrebbe farci sentire protetti e compresi nel nostro esprimerci liberamente.

A dire la sua circa questa tematica è anche la dirigente scolastica dell’Istituto Zucchi, la dottoressa Rosaria Caterina Natalizi Baldi:Gli studenti e le studentesse stanno difendendo uno sguardo pulito sulla donna, dotata di intelligenza e cuore, anche di una fisicità , che ne palesa la differenza e non la subalternità. La vera lotta, secondo me, è per esempio rivolgersi alle compagne guardando al loro volto, alla loro intelligenza, alla loro sensibilità. Sempre.

Un giorno a scuola con la gonna per i ragazzi del Liceo classico Zucchi di Monza, contro la sessualizzazione del corpo della donna – greenMe

Gli uomini sostengono i diritti delle donne indossando minigonne.

Sta accadendo in Turchia, da dove è partito l’hahstag che ha spopolato sui social #ozgecanicinminietekgiy, che tradotto significa “indossa una minigonna per Ozgecan.

Come spiega la nota avvocato e attivista Hulya Gulbahar, la protesta della gonna è “molto efficace” ed è la prima volta che i diritti delle donne vengono così ampiamente sostenuti in Turchia. Nonostante i progressi nella legislazione turca, i dati più recenti sulla violenza contro le donne mostrano che due donne su cinque ancora esposte a soprusi di natura sessuale e fisica.

La protesta della minigonna, in questo senso, ha fatto centro. Anche ricordando agli uomini turchi l’importanza di riconsiderare i loro atteggiamenti. Certo, è una goccia nel mare, ma il suo significato simbolico è molto potente. E decisamente virale.

Uomini turchi in minigonna contro la violenza sulle donne (#ozgecanicinminietekgiy) – greenMe

https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/spagna-i-prof-insegnano-con-la-gonna-impazza-laropanotienegenero_33529722-202102k.shtml

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Perchè siam donne: L’arma segreta delle donne dai tempi dei tempi …ancora oggi?

Bravery of the Persian Women

Frans Francken the Younger(1581-1642)

Il coraggio delle donne persiane è uno dei primi esempi dei celebri dipinti storici di Frans Francken il Giovane.

Qui ritrae una delle storie raccontate da Plutarco nel quinto volume dei suoi Moralia, ( 46/48 d.C.) dedicato al coraggio delle donne.

Battendo una frenetica ritirata, l’esercito persiano guidato da Ciro il Grande (590 a.C. – 529 a.C.) cercò di rientrare in città da dove proveniva, con il rischio di portare con sé il nemico inseguitore.

Furiose per essere messe in pericolo, le donne della città corsero incontro ai soldati e sollevarono le loro vesti per farli vergognare. Accusando i loro mariti di codardia, le donne li esortarono a tornare in battaglia. Mortificati, i Persiani rinnovarono il loro coraggio e tornarono a sdorsi il nemico.

Questo dipinto delle dimensioni di una parete è esemplare dell’abilità tecnica di Francken nella composizione di scene di folla strettamente imballate e nella resa di piccole figure. È anche tipico della sua preferenza per argomenti storici o allegorici che potevano – come i racconti di Plutarco – trasmettere un messaggio morale allo spettatore.

Anticipando di centinaia di anni un gesto di coraggio delle donne! Così pensava Plutarco!

Nel diciannovesimo secolo in Cina le donne salivano in cima alle mura delle città e alzavano le vesti per spaventare gli uomini.

Nel 1958 settemila donne nel Camerun Occidentale, in Africa, hanno alzato le loro gonne in una incredibile dimostrazione per protestare contro i regolamenti governativi che stavano cambiando in peggio il modo in cui le donne coltivavano la loro terra. Le donne hanno vinto!

Alzare deliberatamente le gonne per rivelare la propria femminilità è il gesto più antico e più orgoglioso usato individualmente e collettivamente dalle donne da millenni per proteggere le loro famiglie, case, comunità, fertilità e stile di vita. E farsi riconoscere come individui con gli stessi diritti e gli stessi doveri di ogni appartenente alla società umana.

La domanda è: é ancora questo il miglior gesto di coraggio delle donne per farsi valere?

Ne abbiamo di strada da fare!

Fonte:





(20+) Catherine Blackledge | Facebook

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La buona notizia del venerdì: Con la Luna Piena c’è anche l’eclissi … Chi saprà cogliere il messaggio?

Il Plenilunio di Novembre è conosciuto come Luna Neve.

La morte del Sole ormai è percettibile, la neve ricopre il Grembo della Madre, il silenzio si impone. Meditiamo sull’importanza della Dea nel ciclo rigenerativo, stiamo in silenzio ascoltando i suoni della Natura, rimaniamo all’aperto sfidando il freddo e dimostrando la nostra predilezione per la Luce. L’animale totemico è il Serpente simbolo della rigenerazione e del cambiamento. La sua virtù solare ci ricorda che presto la Tenebra sarà sconfitta e gli Dei torneranno sulla Terra.

Questa Luna Piena di Novembre 2021 sarà nel punto più lontano dalla Terra, per cui si mostrerà un po’ più piccola del solito. Una micro luna piena!!

E ci sarà un’eclissi lunghissima .l’eclissi parziale di Luna più lunga tra quelle dello stesso tipo previste fino al 2100, con una durata totale di oltre 3 ore.

‘E dal 18 febbraio 1440 che non si assisteva ad una eclisse parziale così

Questa Luna cade in Toro, insieme a Urano che è retrogrado nel Toro.

Urano è il pianeta che descrive come l’esperienza terrena agisce sulla coscienza: il risvegliarsi dall’illusione della materia attraverso la conoscenza di ciò che avviene sia a livello fisico che a livello spirituale. Urano aiuta l’essere umano a conoscere sè stesso, Perché ogni conflitto che viviamo fuori è in realtà sempre lo specchio di un conflitto che viviamo dentro di noi e la più grande difficoltà è proprio di scoprire chi siamo.

In questo momento è quindi proprio assolutamente necessario abbandonare tutto quello che in realtà non ci interessa, che non fa parte della nostra vocazione e della missione della nostra Anima.

Questo Urano invita ad affrontare la vita con leggerezza, senza curarsi troppo di ciò che avviene ma piuttosto di prendere le cose così come vengono, senza paura del futuro.

Questa Luna Piena in Toro in opposizione al Sole in Scorpione ci sta invitando a lavorare per raggiungere un equilibrio tra le energie opposte dentro di noi.

La Luna in Toro desidera trovare appagamento emotivo attraverso le semplici cose tangibili nella vita, mentre il Sole nello Scorpione spinge  la nostra attenzione  alla coscienza della complessità dell’esistenza, che è il risultato dello spirito manifesto, verso il mistero della morte intesa come trasformazione.

La Luna Piena illumina questo conflitto tra forma (Toro) e trasformazione (Scorpione), e tra la raccolta (Toro) e la condivisione (Scorpione).

In primo piano sono le questioni di rapporti intimi, dei livelli di comfort personale, dei valori, della sessualità.

La Luna Piena è un momento di culmine e la promessa di compimento di ciò che è stato avviato durante l’ultima Luna Nuova.

La scelta che si farà durante questa luna piena porterà risultati duraturi

Approfittate quindi e impostate nuovi modelli in ogni campo della vostra vita.

Fare il punto della situazione alla luce dei risultati ottenuti vi aiuterà a riconoscere le vostre qualità e scoprire a quali risorse volete attingere per gli obbiettivi futuri.

Riconoscete i vostri meriti e la quantità di ciò che avete costruito.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve, il ritmo della natura vi è congeniale.

Siate creativi nel modo di vedere i nuovi modi in cui si possono impegnare le risorse presenti, siate aperti agli imprevisti che si trovano proprio dietro l’angolo e che si possono manifestare nella vostra realtà solo se ci credete.

Toro è un segno di Terra: i suoi attributi energetici sono la tranquillità, la pazienza e la stabilità.

Questo è il motivo per cui qualsiasi azione programmata durante questa  luna piena si realizzerà in tempi più lunghi ma duraturi e tangibili.

Attenzione, come sempre, all’energia dell’eclissi.

L’eclissi è una fonte di oscurità, di incertezza.

Quando nel cielo ci aspetteremo luce e chiarezza, l’eclissi è un improvvisa perdita di certezze.

Ci sono forti energie ancora sconosciute intorno a noi. E il nuovo ci spaventa e ci ritiriamo nel nostro profondo . Ma è sempre da dentro che parte la creazione e tutti i progetti futuri!

Saremo tutti molto coinvolti da questa energia e più sensibili alla emotività che alimenta. Tutta l’umanità è consapevole del nocciolo della questione e delle strategie necessarie ora e per il futuro.

Ecco il perchè di questa lunga pausa di riflessione che ci viene offerta dall’eclissi!

Forse si accenderà una scintilla!

Ognuno potrà coglierla dentro se stesso e alimentarla! Questo è il momento!

Al tempo della Luna Piena il velo dell’illusione viene sollevato, è un momento di aggiustamento emotivo delle tematiche emerse durante la precedente Luna Nuova, un periodo in cui “Un flusso d’Amore viene riversato da tutti i Maestri” (Maestro Djwal Khul) per supportare la nostra crescita di consapevolezza.

Ogni evento celeste è un’opportunità di crescita per la coscienza di ogni essere manifesto

ispirato da: La Sorgente e la Dea | Facebook

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perchè siam donne: le protagoniste del cambiamento alle Olimpiadi 2021!!!

Io affermo , e non solo io, che le donne cambieranno il mondo!
E non si può non avere notato come in queste tanto attese olimpiadi 2021, ex 2020, l’apporto femminile e nella qualità e nella quantità dei traguardi raggiunti nelle varie specialità agonistiche sia stato più che presente.
Sarà per questo che tante problematiche morali sono state messe in evidenza, anche con comportamenti e affermazioni assolutamente impensabili?

Non può che essere la prima di questo mio elenco parziale Simone Biles che ha rivelato con tanta semplicità l’altra faccia della competizione spietata che fa ottenere strabilianti risultati agli atleti. Non solo nello sport direi, in ogni campo.
Quando l’atleta americana si è fermata durante la prova al volteggio a queste Olimpiadi di Tokyo 2021, sono usciti diversi articoli in cui si ipotizzava un infortunio al piede.
Qualche ora più tardi si è scoperto che non era il suo piede, ma la sua salute mentale ad averle causato il ritiro.
E ho pensato “Bene allora, buon per te Simone!”
Mostrare a tutto il mondo che la salute mentale non vale meno della salute fisica è molto più impressionante di qualsiasi medaglia.
Facendo un passo indietro, Simone ha dato il permesso a ogni bambina di prendersi una pausa quando se ne ha bisogno.
Facendo un passo indietro, Simone ha dato il permesso a ogni persona di lasciar perdere lavori tossici e stressanti, relazioni violente e tutto ciò che fa male e prosciuga mentalmente.
Simone, era già una campionessa molto prima di mettere piede su qualsiasi podio.
Non si è tirata indietro a raccontare la sua storia di abusi del medico sportivo, Nassar e quando l’ha fatto ha sentito il peso che veniva dalla sua notorietà. «È stato molto difficile, ma ho pensato che raccontare la mia storia potesse incoraggiare altre persone a dire la loro».
Per lei era importante parlare per sostenere le colleghe che hanno denunciato gli abusi del medico della nazionale statunitense.
«Mi ha dato forza parlare perché la gente che mi ha guardata ha visto che io ero stata forte abbastanza e che potevano esserlo anche loro».

Si tratta di Kristina Timanovskaya, la velocista bielorussa che, pochi giorni fa, con un post su Instagram, aveva criticato pubblicamente gli allenatori che l’avevano iscritta, senza il suo consenso, alla staffetta 4×100. Subito l’atleta è stata ritirata dalla competizione e portata in aeroporto, dove solo grazie all’intervento della polizia giapponese si è scongiurato il rimpatrio forzato. Tra qualche giorno, Krystina Timanovskaya volerà in Polonia, dove le è stato concesso l’asilo politico.
Sotto accusa le autorità bielorusse che, secondo gli oppositori al regime di Lukašėnka, avrebbero cercato di costringerla a tornare a casa dalle Olimpiadi di Tokyo, dopo le critiche dell’atleta nei confronti della federazione bielorussa che l’aveva iscritta a sua insaputa nella staffetta 4×400.
Ma in aeroporto ha fatto un video appello al Cio, chiedendo la protezione della polizia: «Stanno cercando di portarmi fuori dal Giappone senza il mio consenso. Chiedo al Cio di intervenire».A comunicare la notizia è lo stesso Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, il cui portavoce, Mark Adams, ha dichiarato che Timanovskaya è stata costretta a fare le valigie e andare in aerporto, dove ha trascorso la notte in un hotel in totale isolamento.
Al momento, Kristina è in un hotel di Tokyo sotto la custodia della polizia e ha chiesto agli agenti giapponesi asilo politico.
Tra qualche giorno, Krystina Timanovskaya volerà in Polonia, dove le è stato concesso l’asilo politico.

 Lucilla Boari ha conquistato il bronzo nel tiro con l’arco battendo con il risultato di 7-1 l’americana Mackenzie Brown. È il ventesimo titolo per gli Azzurri in questa edizione delle Olimpiadi di Tokyo. L’ultimo titolo della specialità, ma nel torneo maschile, risaliva a Giochi disputati a Londra nel 2012: allora arrivò la medaglia d’oro a squadre.
Terzo posto importante e medaglia storica per la selezione femminile azzurra, finora mai salita sul podio iridato. “È tutta una questione una testa la cosa fondamentale è stata la testa – aveva detto tra una prova e l’altra di una giornata intensa, che l’ha vista anche a un passo dalla finale per l’oro -. Ci devi stare, devi aggrapparti al match con tutto quello che hai”.
E con quanta naturalezza saluta e ringrazia dei complimenti la “ sua ragazza”! Appoggiata da una meravigliosa famiglia che è fiera della sua felicità in tutte le sue scelte e traguardi, in tutte sottolinea il padre!
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Il caso delle giocatrici di pallamano della Norvegia, multate 150 euro ciascuna (per una cifra complessiva di 1500 euro) per via dei loro pantaloncini, non conformi alle regole – che invece impongono loro di giocare indossando ciò che, in buona sintesi, è la parte inferiore di un bikini – ha scatenato una discussione che, 5 anni fa, non avrebbe mai avuto neanche luogo, e che mira ad identificare ed eradicare quei doppi standard di genere che, per lo stesso motivo, consentono ai loro colleghi uomini di affrontare le maggiori competizioni indossando ,pantaloncini che possono salire fino a 10 centimetri dal ginocchio, a patto che non siano troppo larghi.

La popstar americana Pink condivide la lotta al sessismo delle atlete norvegesi e si è offerta di pagare i 1.500 euro di multa inflitti dalla Federazione al team femminile, per aver indossato i pantaloncini al posto del succinto e consueto bikini. “
“Sono molto orgogliosa della squadra femminile norvegese di pallamano da spiaggia che ha protestato per le regole sessiste sulla loro uniforme – scrive la popstar americana su Twitter –  la federazione europea di pallamano deve essere multata per sessismo. Brave, signore. Sarò felice di pagare le vostre multe. Continuate così”.

200 metri donne: Elaine Thompson-Herah nella storia!
Aveva già realizzato la doppietta 100m – 200m a Rio 2016 e lo ha fatto di nuovo a Tokyo 2020: la giamaicana Elaine Thompson-Herah è la prima donna a bissare la vittoria Olimpica nei 100-200 metri nella storia dell’atletica!
La giamaicana ha finito la gara in 21.53, un tempo che rappresenta il suo record personale oltre che quello nazionale.
Il 31 luglio, invece, Thompson-Herah aveva vinto l’oro nei 100 m, stracciando il record Olimpico con 10.60, davanti alle connazionali Shelly-Ann Fraser-Pryce e Shericka Jackson. Thompson-Herah ha messo a segno, quindi, la fantastica doppietta 100m – 200m anche a Tokyo 2020!
La giamaicana, infatti, aveva già ottenuto lo stesso brillante risultato a Rio 2016, dove aveva trionfato nei 100m (10.71) e poi nei 200m (21.78). Ha quindi frantumato i suoi record e realizzato una doppietta che profuma di storia.

Gabby Thomas la prima laureata ad Harvard a vincere una medaglia ai Giochi Olimpici.
Gabrielle Thomas è un’atleta di atletica leggera americana. È la terza donna più veloce di tutti i tempi nei 200 metri con il suo risultato di 21,61 secondi, stabilito alle prove olimpiche statunitensi del 2020.
Ha vinto la medaglia di bronzo ai 200 metri delle Olimpiadi estive del 2020.
Come ricorda Time, nel 1896 un ex studente di Harvard vinse una medaglia d’oro nel salto triplo, ma non riuscì mai a completare gli studi e laurearsi presso la prestigiosissima Università.
Gabby Thomas, originaria di Atlanta, ha iniziato a correre grazie alle sollecitazioni di sua madre, la dottoressa Jennifer Randall. Nonostante ciò, Gabby non ha preso sul serio la corsa, almeno fino al suo primo anno di liceo presso la Williston Northampton School in Massachusetts.
Nel frattempo, l’atleta si è anche laureata in neurobiologia e salute globale, ispirata dall’apprendimento dell’esperimento di Tuskegee durante un corso universitario. Un interesse che le deriva anche dal fatto che suo fratello gemello ha l’ADHD (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività) e suo fratello minore è autistico. “Entrambi i miei fratelli mi hanno portato alla neurobiologia”, ha detto Gabby in un’intervista.

Forse il nome di Luciana Alvarado non vi dirà molto, ma questa ragazza di 18 anni entrerà nella storia delle olimpiadi.
Luciana è una ginnasta della Costa Rica e, oltre ad essere stata la prima a qualificarsi per la competizione è stata anche la prima a manifestare per il Black Lives Matter durante un’esibizione.
Il 25 luglio Luciana Alvarado ha fatto la sua routine a terra su note allegre e caraibiche, saltando da una parte all’altra della pedana tra le scritte di Tokyo 2000 e regalando momenti di sport appassionato. Per concludere la sua coreografia, Alvarado ha deciso di unire alla sua routine (così si chiama l’esibizione in gergo tecnico) la combinazione di due gesti a sostegno del movimento Black Lives Matter
Come ha commentato lei al podcast GymCastic: “Sento che se fai qualcosa che unisce tutti, ti fai riconoscere come uno che ‘Sì, sei uno dei miei, capisci le cose'” ha spiegato la ginnasta, per poi concludere: “È importante che tutti vengano trattati con rispetto e dignità e che tutti abbiano glistessi diritti. Perché siamo tutti uguali e siamo tutti belli e fantastici, quindi penso che sia per questo che amo avere questo gesto nella mia routine”.

Il Cio ha chiesto e ottenuto da molti Paesi che all’apertura sfilino una coppia di portabandiera, in nome dell’equità di genere in un’edizione che si preannuncia come un’Olimpiade al femminile a cominciare dai numeri. La marcia è lunga, il traguardo più vicino di quel che potesse immaginare Stamàta: così l’Italia con Jessica Rossi-Elia Viviani, ma anche gli Stati Uniti, la Cina, il Brasile, e poi Iran, Algeria, Marocco hanno aderito alla scelta di parità durante la sfilata.

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La buona notizia del venerdì: ” Aggiungi al carrello” L’arte al supermercato.

La pandemia ha portato il mondo dell’arte a reinventarsi e a sperimentare nuovi modi per fare le mostre: i musei sono chiusi in tutta Italia, e le gallerie aperte solo in zona arancione.

Ed ecco che da Napoli giunge una nuova idea: fare le mostre al supermercato

Nel 1855 aprono i grandi magazzini “Au Louvre”. Nel 1867 Karl Marx pubblica il Capitale. Intorno al1890 Paul Durand Ruel getta le basi per quel sistema organizzato che sarà il mercato dell’arte.

Sembra che a cavallo tra Romanticismo e Verismo, la storia d’amore tra l’arte moderna e la Grande Distribuzione Organizzata diventi una vera affinità elettiva. Sarà probabilmente per questo che Aggiungi al Carrello, l’incursione d’arte organizzata a Napoli dal gallerista Luigi Solito, insieme alla curatrice Carla Travierso e Antonella Polito, socia del food store Gourmeet che accoglie l’evento, svela un tratto di insospettabile fluidità visiva. 

Una tacita condivisione di spazi tra opere d’arte e categorie merceologiche.

Un gioco mimetico, dove riesce difficile applicare con assoluta certezza le dinamiche del “trova l’intruso”.  

Emma with marshmallows di Ryan Mendoza è posizionata alle casse (si sa, i dolci si mettono sempre vicino alle casse).

Il Valentino Zeichen (quello di Metafisica Tascabile) in pietra e bubblegum di Maurizio Savini si adagia senza sforzo tra i ghiacci e le luci (un po’ metafisiche pure loro) del banco pescheria. 

Le fusioni antroporganiche” di Laura Niola reagiscono d’osmosi sul ritmo formale dell’ortofrutta. I lavori si lasciano percepire senza alcun trauma visivo. Tutt’al più come minime vibrazioni materiche: veloci scarti cognitivi. Come fosse un residuo di quell’istinto primordiale del cacciatore-raccoglitore che sa distinguere il frutto maturo da quello che è nutrimento si, ma ancora potenziale.

È questo il senso dell’operazione che i promotori tengono a sottolineare: l’arte, la cultura come nutrimento perseguito con altri mezzi.

Come il cubo bianco di Francesca Matarazzo, a metà strada tra il monolite di Kubrick e quei maxischermi esoterici con gli andamenti della borsa valori. Perché alla fine esporre opere d’arte all’interno di un supermercato, assume sempre quella valenza da test psicologico condotto sui gruppi di consumatori.

Umanità indefinite come il corpo in gesso di Christian Leperino. Che non siamo noi, Ma ci assomiglia. E quando esci ti viene un po’ da chiederti: c’è poi tanta differenza tra un appassionato collezionista d’arte e la scaltra casalinga che fa la spesa? In fondo è tutta questione di capacità, discernimento, esperienza sul campo, velocità d’occhio e d’azione.

Si ragiona per piani di investimento a medio-breve termine. A volte si tratta di lunga conservazione.

Ma alla fine, ti porti sempre a casa il pezzo che mancava in quella fantastica wunderkammer domestica, che per convenzione linguistica, chiamiamo frigorifero.

fonte

https://www.lifegate.it/orme-ortica-memoria-milano?fbclid=IwAR2HvnxWtnlCiHhEAObQ7cQf3fEId2QMqUy4BQPPLkHmWShfMaK15B1SsLk

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* Un gelato può cambiare il tuo umore…..dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei…


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Ma quando è stato inventato il gelato?

Ci sono riferimenti alla refrigerazione di frutta, latte e miele  sia negli antichi testi sia nelle cronache delle scoperte archeologiche più note.
Pensate che nella Bibbia Isacco offre ad Abramo latte di capra misto a neve e si narra che Alessandro Magno, durante le sue campagne in India, pretendesse un continuo rifornimento di neve da consumare mescolata a miele e frutta durante le lunghe marce e la preparazione delle battaglie.

Alcuni studiosi fanno risalire l’origine del gelato a circa 3.000 anni prima di Cristo, in estremo Oriente, precisamente in Cina.

In seguito alle invasioni mongoliche, il gelato sarebbe poi approdato in Grecia e in Turchia, diffondendosi negli altri Paesi del bacino del Mediterraneo.

Gli antichi faraoni egizi, tra le portate più ambite dei loro sontuosi banchetti, annoveravano primitive forme di granite e la stessa Cleopatra offrì con successo a Cesare ed Antonio frutta mescolata a ghiaccio.

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Gli antichi Romani si distinsero ben presto grazie alle loro nivatae potiones”, veri e propri dessert freddi.
Il generale Quinto Fabio Massimo inventò una ricetta molto simile a quella del sorbetto. La parola sorbetto sembra tragga origine proprio dall’arabo scherbet = dolce neve oppure dall’etimo, sempre arabo, sharber = sorbire, da cui passando attraverso la lingua turca, sarebbe stato coniato il termine chorbet.

Marco Polo, verso la fine del XIII secolo, al termine del suo famoso viaggio in Asia, portò dalla Cina nuove idee per il congelamento artificiale, grazie ad una miscela di acqua e salnitro.

Nel corso del Medioevo invece i sorbetti insieme ad altri cibi raffinati finirono addirittura di sparire dalle mense perchè ritenuti simbolo del peccato.

Il  trionfo di questo dolce freddo sulle tavole dei ricchi avviene, tuttavia, nel Cinquecento, in seguito allo sbarco in Europa d’ingredienti provenienti dai nuovi continenti: frutta, piante nuove, aromi e spezie, tè, caffè, cacao.

Fu Caterina de’ Medici che diffuse oltralpe un dessert semifreddo a base di crema dolce, dopo aver sposato il futuro re Enrico II di Francia nel 1533. Questo dessert assomigliava molto al gelato attuale.

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Fino ad allora il gelato seppur nella sua forma di crema ghiacciata era stato prerogativa solo dei più ricchi, per la difficoltà di conservare il ghiaccio d’estate ma  verso il 1560 un medico spagnolo che viveva a Roma, Blasius Villafranca, scoprì che, aggiungendo salnitro alla neve e al ghiaccio, si poteva congelare molto più rapidamente qualsiasi cosa: fu questa la scoperta che segnò l’inizio di tutto e trasformo il ghiaccio e la neve in quello che oggi chiamiamo gelato dando il via ad una produzione destinata, siamo convinte, a non finire mai.

Bisogna però aspettare il Cinquecento per assistere al trionfo di questo alimento. In particolare, è Firenze a rivendicare l’invenzione del gelato ‘moderno’, che per primo utilizza il latte, la panna e le uova. Golosa innovazione che si deve all’architetto Bernardo Buontalenti. Altro grande epigono del gelato fu anche un gentiluomo palermitano, Francesco Procopio dei Coltelli che, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole, aprì il primo caffè-gelateria della storia, il tuttora famosissimo caffè Procope.

Ma la storia moderna di questo goloso alimento comincia ufficialmente quando l’italiano Filippo Lenzi, alla fine del XVIII secolo, aprì la prima gelateria in terra americana. Il gelato si diffuse a tal punto da stimolare una nuova invenzione: la sorbettiera a manovella, brevettata nel XIX secolo da William Le Young.

Il primo gelato industriale su stecco, il Mottarello al fiordilatte nasce in Italia nel 1948. Subito dopo, negli anni 50, arriva il primo cono con cialda industriale il mitico Cornetto. Gli anni 70 e la diffusione del frezeer domestico battezzano invece il primo secchiello formato famiglia, ilBarattolino. 

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Fino ad arrivare al primo biscotto famoso diventato un gelato di successo, il bicolore Ringo.

Gelato e…psicologia

Da una ricerca sulle scelte del gelato e la psicologia umana, la psicologa Viviana Finestrella, esperta in tematiche nutrizionali dice:

Il gelato è un alimento che si gusta in maniera semplice e diretta (senza posate, e non c’è bisogno di sedersi a tavola) che quindi permette alla persona di “spogliarsi” degli aspetti formali e vivere un momento di piacere senza imporsi rigidità e controllo, atteggiamenti che invece predominano in altri momenti e periodi dell’anno (in inverno, ad esempio, quando si è al lavoro). Il gelato contribuisce a disattivare (quanto meno ad abbassare) le nostre difese (in altre parole…”scioglie il Super-Io!”) e a vivere in maniera più autentica e genuina, anche nelle relazioni.

Ci sono le prove, lo hanno verificato i ricercatori dell’Istituto di psichiatria di Londra, secondo i quali il gelato «accende» gli stessi centri del piacere nel cervello stimolati da una vincita di denaro o dall’ascolto della musica preferita.

Dimmi come lo mangi e ti dirò chi sei?

Il Cono con cialda è scelto da chi predilige un’esperienza sensoriale completa non negandosi nulla, costituito dalla parte cremosa e da quella croccante del cono, contando comunque sulla sicurezza di un appagamento finale (la parte terminale di cioccolato). Chi mangia il cono di solito è un tipo Voglioso.

Lo Stecco: a prima vista chi mangia questo tipo di gelato è una persona intraprendente, che ama curiosare nella moltitudine di gusti possibili, ma allo stesso tempo si tratta di un tipo Insicuro… Questa persona ha bisogno che rimanga qualcosa di tangibile, lo stecco appunto, con cui giocare o anche solo da tenere in bocca.

 – Il Ghiacciolo: si addice ad una personalità Effimero/Indipendente, a colui che preferisce un piacere da gustare immediatamente, convinto che non c’è nulla da aspettare (come nel cono). Questo tipo di persona tollera poco la frustrazione dell’attesa.

Il Biscotto: per chi ha bisogno di grande rassicurazione: è quasi la merenda preparata dalla mamma, dove c’è di tutto, anche la parte di biscotto che rimanda al bisogno di un surplus di nutrimento affettivo. Non è croccante né duro, è un piacere adatto al bambino.

La Coppetta: scelta di solito dal tipo Controllato/Misurato. È l’unico gelato “contenuto”, e quindi non libero, neanche nella modalità di assunzione dovendo utilizzare il cucchiaino. Il formato preferito da chi non riesce a lasciarsi andare fino in fondo e concedersi un piacere (che a volte “sporca” le mani o i vestiti), e da chi deve mantenere le buone maniere, anche con se stesso.

Le Praline: sinonimo di personalità Moderno/Attuale. Si tratta infatti di una scelta un po’ “mordi e fuggi”, caratteristica dei nostri tempi, molto veloci. Sono il gelato di chi ama portarsi una “scorta” di benessere, un piacere più piccolo, non dilagante, ma ripetuto nel tempo, da gustarsi in contesti diversi, tra cui quello lavorativo.

Che sia un croccante cono, uno stecco o una coppetta, il gelato ci regala sempre un attimo di felicità: è veramente magico come ci faccia tornare bambini … Anche solo per un minuto!

Miami, Florida, USA --- Woman and young girl on outdoor patio eating ice cream --- Image by © Ocean/Corbis

Fonti:

http://lifepretaporter.it/il-gelato-storia-curiosita-e-psicologia/

http://www.istitutodelgelato.it/

Gelato sospeso: anche quest’anno puoi lasciare pagato il gelato ai bambini meno fortunati

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* 4 Luglio : Dichiarazione dei principi

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Dichiarazione dei principi:

  1. Tutti gli esseri umani sono diversi. E devono fare tutto il possibile per continuare ad esserlo e per rimanere tali.
  2. Ad ogni essere umano sono stati concessi due campi d’azione: quello dell’azione e quello della contemplazione. Entrambi portano allo stesso risultato.
  3. Ad ogni essere umano sono state concesse due qualità: il potere e il dono. Il potere spinge la persona a incontrare il suo destino, il suo dono porta l’essere umano a condividere con gli altri ciò che è buono in lui. Un essere umano deve sapere quando usare il potere e quando usare compassione.
  4. Ad ogni essere umano è stata concessa una virtù: la capacità di scegliere. Colui che non fa uso di questa virtù, sarà condizionato perchè altri sceglieranno sempre per lui
  5. Ogni essere umano ha diritto a due benedizioni: la benedizione di fare il bene e la benedizione di sbagliare. In quest’ultimo caso, c’è sempre un percorso di apprendimento che conduce alla via giusta.
  6. Ogni essere umano ha un suo profilo sessuale che può  esercitare senza sensi di colpa a patto che non obblighi gli altri a esercitare con lui
  7. Ogni essere umano ha la propria Leggenda Personale da adempiere e questa è la ragione per cui è nel mondo. La Leggenda Personale è manifesta nel suo entusiasmo per quello che  lui fa. la Leggenda Personale può essere abbandonata per un certo tempo, purché uno non la dimentichi e ritorni ad essa il più presto possibile.
  8. Ogni uomo ha un lato femminile, ed ogni donna ha un lato maschile. sono necessari per usare la disciplina con intuizione ed usare obiettivamente l’intuizione.
  9. Ogni essere umano deve conoscere due linguaggi: il linguaggio della società e il linguaggio dei presagi. La prima serve per la comunicazione con gli altri. La seconda serve per interpretare i messaggi del proprio Divino.
  10. Ogni essere umano ha il diritto di perseguire la felicità e la gioia da intendere come qualcosa che sente dentro, che non necessariamente è quello che rende felici gli altri.
  11. Ogni essere umano deve tenere accesa dentro di sé la sacra fiamma della follia. E deve comportarsi come una persona normale.
  12. Le mancanze considerate gravi sono solo le seguenti: non rispettare i diritti del prossimo, lasciarsi paralizzare dalla paura, il senso di colpa pensando che non si merita il bene e il male che accadono nella vita ed essere un codardo.

13 “Noi amiamo i nostri avversari, ma non facciamo alleanze con loro. Essi sono utili è il nostro modo di testare la nostra spada e meritano il rispetto nella nostra lotta.

14“Noi scegliamo i nostri avversari, non il contrario.

Si dichiara la fine del muro di separazione del sacro dal profano: d’ora in poi, tutto è sacro.Tutto ciò che si fa nel presente riguarda il futuro di conseguenza è la redenzione del passato.

  1. L’impossibile è possibile.
  2. Paulo-Coelho-Quotes-paulo-coelho-15131304-343-363

Il mio lavoro è totalmente impegnato nel nuovo atteggiamento politico, gli esseri umani che cercano la propria identità.

I miei libri non parlano dei vecchi, logori processi di sinistra/destra, ma c’è una rivoluzione in atto che si stà alzando lentamente e che la stampa non sembra aver ancora rilevato.

Se dovessi sintetizzare l’idea in una sola espressione, direi che il nuovo atteggiamento politico del nostro tempo è  “vivo e impegnato a morire.”
In altre parole, essere consapevoli e partecipi delle cose fino al giorno della nostra morte, cosa che non capita molto spesso – le persone finiscono per morire il giorno in cui rinunciano ai loro sogni.

La rivoluzione sta prendendo forma. Noi siamo responsabili per il mondo in tutti i sensi, politico, sociale, morale, siamo responsabili per il pianeta. Siamo responsabili per i disoccupati.
Naturalmente possiamo incolpare le banche, per il disastro creato nel sistema finanziario, la repressione politica, l’incapacità dei governi di ascoltare quello che il popolo ha da dire.
Ma questo non aiuterà il mondo a diventare un posto migliore.

Dobbiamo agire e dobbiamo agire ora.
E non abbiamo bisogno del permesso di agire.
Siamo molto più potenti di quanto pensiamo.
Usiamo questo potere, si usa la forza che ognuno di noi ha quando vogliamo perseguire la vera felicità, la propria leggenda personale come la chiamiamo noi.

Siamo sognatori, ma siamo anche la rivoluzione.
I sogni non sono negoziabili.

Diffondete la mia dichiarazione dei principi e mettiamo in pratica tutto ciò che pensiamo dovrebbe essere fatto.
Love, Paulo
(Fonte:http://paulocoelhoblog.com/2011/11/16/la-nueva-revolucion/)

INGLESE : Declaration Principles
SPAGNOLO : Declaration de Principios
PORTOGHESI : Declaração de princípios

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La buona notizia del venerdì: A Roma la periferia rinasce sotto il segno della biodiversità

Prende il via un progetto di riqualificazione del quartiere Tor Bella Monaca nel segno di una politica green che metta insieme patrimonio urbanistico e rispetto per l’ambiente.

Simbolo di questa operazione è un murales realizzato grazie al supporto di Findus che unisce qualità artistica a impegno ambientale con l’uso di pitture che assorbono l’inquinamento e permettono risparmio energetico.

Le periferie italiane sono diventate spesso una ferita aperta nel tessuto sociale delle nostre città. Quartieri una volta operai, in molti casi nati sotto la guida di grandi architetti e urbanisti che in quelle zone lontane dai centri storici cittadini hanno trovato terreno fertile per mettere in pratica esperimenti di insediamenti all’avanguardia sulla carta, a causa della mancanza di servizi e collegamenti con il resto della città sono con gli anni diventati luoghi di segregazione sociale.

Tra le tante periferie italiane quelle di Roma sono tra le più note, con situazioni di emergenza in molti suoi quartieri periferici segnati dal degrado. Ma proprio da Roma parte un progetto che può rappresentare il riscatto delle periferie. Si tratta del progetto di riqualificazione di Tor Bella Monaca con Yourban 2030, l’associazione no profit che si occupa di arte e sostenibilità ambientale, e il supporto di Findus Italia. Frazione di Roma Capitale situata all’esterno dell’anello del Grande Raccordo Anulare, Tor Bella Monaca ha sofferto di molti dei problemi che affliggono le periferie da tempo.

Sin dagli anni ‘90 si è puntato a un suo risanamento e una sua valorizzazione collegando il quartiere alla nuova università di Tor Vergata e intervenendo con operazioni di risanamento architettonico. Questo nuovo progetto è un ulteriore passo in avanti perché basato sulle più moderne concezioni in tema di sostenibilità ambientale. Oggi puntare alla rinascita delle periferie significa farlo anche con un’ottica diversa. L’attenzione alle biodiversità e al rispetto dell’ambiente sono diventate negli ultimi anni linee guida importanti in molti ambiti, compreso quello architettonico-urbanistico.

Da sempre la visione di Findus è guidata da temi come la sostenibilità, la responsabilità sociale e il legame con il territorio. E in quest’ottica dare il proprio apporto al progetto è per l’azienda un modo importante per sostenere la città e la regione che la ospitano da tanti anni.

Da sempre in prima linea per il rispetto dell’ambiente, l’azienda ha deciso di sostenere economicamente un’operazione che non punta a un semplice risanamento architettonico e a una rivalutazione estetica del quartiere, ma che porta con sé benefici concreti in termini di green, diventando il simbolo di tutto l’intervento riqualificativo.

Si tratta di un murales a tema marino realizzato dallo street artist Lucamaleonte e che va a collocarsi all’interno della nuova campagna di comunicazione “Sali a bordo” di Findus, che punta alla salvaguardia della flora e della fauna marine. Intitolato “Sotto la superficie”, il murales sarà simbolicamente importante. Rappresentando ciò che sta nelle profondità dei mari, esalterà metaforicamente la ricchezza contenuta nel cuore delle periferie e troppo spesso nascosta da una superficie fatta di degrado.

Ma, in questi anni, “sotto la superficie” è spesso rimasta anche la consapevolezza dell’importanza di una coscienza ambientale. Un’attenzione e un impegno a rispettare le biodiversità non solo sono fondamentali per salvaguardare la salute del pianeta ma, di conseguenza garantiscono la sopravvivenza dell’uomo in un futuro che altrimenti potrebbe essere molto difficile. E così il murales sarà completamente green, realizzato con pitture all’avanguardia che da una parte assorbono gli agenti inquinanti presenti nell’aria, e dall’altra riflettono le radiazioni solari evitando così il surriscaldamento della parete del palazzo portando un forte contributo sul fronte del risparmio energetico. Il murales occuperà una superficie di 200 metri quadrati che, grazie all’azione smog-assorbente di queste vernici, corrispondono a 200 metri quadrati di bosco con alberi ad alto fusto.

Avere un quartiere più bello e più sano, attento all’ambiente con un’ottica moderna, non sarà solo l’occasione per aumentare il senso di appartenenza dei suoi abitanti ma anche quella per far riemergere la periferia per troppo tempo nascosta da un’immagine negativa. Queste parti di città possono diventare un punto di attrazione, non solo in Italia ma anche nel mondo. Infatti il murales farà parte di RIF Museo delle periferie, un’esposizione museale a cielo aperto su scala urbana che vede le opere di artisti di fama mondiale campeggiare sulle 21 Torri di Tor Bella Monaca inserendosi nel circuito dei musei di Roma e diventando a tutti gli effetti un luogo di fioritura artistica e interesse turistico.

Nasce dalla collaborazione dell’ Associazione culturale Forum del libro con il Municipio VI di Roma e Liber Liber.

Si chiama e-LOV ed è una biblioteca virtuale che è stata realizzata a Torbellamonaca.

Si tratta di semplici pannelli su cui si trovano le copertine di alcuni libri, ogni copertina ha un QR code, se lo inquadri ricevi in lettura il libro sul telefono.

Si tratta ovviamente di libri fuori diritto, ma è l’inizio di un progetto che spero riceverà più attenzione e (soprattutto) più finanziamenti.

Una piccola biblioteca urbana accessibile a tutti e tutte.

https://www.fanpage.it/studios/a-roma-la-periferia-rinasce-sotto-il-segno-della-biodiversita/?

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* La buona notizia del venerdì:Più camminiamo, più alberi piantiamo! Parola di Psicoatleta

Più camminiamo, più alberi piantiamo”: è questo il motto del progetto “Arianuova” lanciato dallo scrittore Enrico Brizzi e dalla sua associazione Psicoatleti, allo scopo di condividere il sogno di avviare una riforestazione di alcuni tratti della Via Francigena restituendo un’aria più pulita alla Pianura Padana e promuovendo la pratica del viaggio ecologico per eccellenza: il cammino.

Viaggiare con lentezza alla scoperta dell’Italia. Godere delle bellezze che i nostri territori ci offrono e, in cambio, restituire loro qualcosa. Questa è la missione degli Psicoatleti, che nascono nel 2004 da un’idea dello scrittore Enrico Brizzi, condivisa con un pugno di buoni amici appassionati di “escursionismo, narrativa e rock ‘n’ roll”.

Oggi sono oggi un’associazione strutturata che conta un centinaio di iscritti provenienti da tutta Italia, accomunati dall’idea che viaggiare a piedi sia il modo migliore per conoscere un territorio, la sua gente e la sua cultura. Alcuni dei loro viaggi durano giorni, altri settimane o addirittura mesi. Come ci racconta Edoardo Rosso, vicepresidente dell’associazione, «molti dei nostri viaggi nascono da ispirazione legate alla storia e alla cultura dei luoghi». Proprio come nel caso della via Francigena che accompagna i viaggiatori lungo i suoi meravigliosi borghi dimenticati, alla scoperta di sapori autentici e di paesaggi incantevoli, da attraversare con lentezza.

«Crediamo che la promozione del turismo lento possa permettere un vero e proprio rilancio dei territori, a partire da azioni di tutela ambientale, di ripristino e di conservazione delle aree verdi. In questi anni, viaggiando a piedi, abbiamo ricevuto tantissimo in termini di sensazioni, esperienze e ricordi. Allora ci siamo chiesti: cosa possiamo fare per restituire qualcosa di buono al mondo dei cammini?».

La risposta degli Psicoatleti non si è fatta attendere e così hanno lanciato il progetto “Arianuova”, una campagna di crowdfunding per avviare la piantumazione di alberi lungo la Via Francigena e realizzare una riforestazione locale e diffusa promuovendo la pratica del viaggio ecologico per eccellenza: il cammino.

L’obiettivo degli Psicoatleti è ora quello di raccogliere fondi per acquistare alberi da mettere a dimora, in particolare lungo il tratto padano e pianeggiante della Via Francigena, in corrispondenza della Pianura Padana. Come ci spiega Edoardo, «come ben sappiamo, la Pianura Padana è una delle zone più inquinate di Italia e d’Europa. Durante i nostri viaggi ci siamo accorti che camminare in questi sentieri spesso ci espone a kilometri senza alcun riparo dal sole e per questi motivi non possiamo godere appieno della sua bellezza. Così gli Psicoatleti acquisteranno e pianteranno 500 nuovi alberi lungo la Via Francigena che saranno un dono per i futuri pellegrini.

Il progetto, patrocinato dall’Associazione Europea delle Vie Francigene, vede la collaborazione degli Psicoatleti con l’associazione di volontariato Piantumazione Selvaggia, che si occupa di riforestazione urbana e che nasce dal desiderio di due amici di riportare il verde dentro le città, attraverso la messa a dimora di piante autoctone. Saranno proprio loro a offrire consulenze tecniche sulla scelta, la piantumazione e la manutenzione degli alberi per i primi anni di vita, assicurandosi che i nuovi alberi possano rimanere in salute. Il viaggio a piedi diventa in questo modo un atto creativo-generativo: i pellegrini sono accompagnati da alberi che donano refrigerio e filtrano l’aria assorbendo smog e restituendo ossigeno. Attualmente l’associazione è in contatto con alcuni Comuni che si trovano lungo la Via Francigena come nel caso di Pavia o Piacenza, con i quali stanno prendendo accordi per individuare le zone dove piantumare.

Come ci racconta Edoardo, «abbiamo in programma di iniziare la piantumazione con l’arrivo della primavera, nel mese di marzo. Ci piacerebbe organizzare un evento pubblico in ogni Comune in cui ci troveremo e anche i cittadini non camminatori potranno prendere parte a queste giornate. Pensiamo che consumare anidride carbonica e restituire ossigeno sia un gesto di cui possono goderne tutti e non solo coloro che cammineranno lungo la strada».

È possibile partecipare alla campagna di crowdfunding per il progetto “Arianuova” fino al 31 dicembre sulla piattaforma Ideaginger.

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2020/12/psicoatleti-camminiamo-alberi-piantiamo-lungo-via-francigena/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

https://www.psicoatleti.org/arianuova/