* La buona notizia del venerdì: Una casa foresta a Torino

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Un palazzo alto ben 5 piani circondato da alberi che crescono in vaso anche sulle terrazze e con tanti laghetti nel cortile, in cui gli abitanti possono rinfrescarsi durante la bella stagione: si chiama 25 Verde, è un “edificio-foresta e si trova a Torino in via Chiabrera 25.

Una vera e propria isola felice per chi ha la fortuna di abitarvi: l’edificio assomiglia a un gigantesco albero in cui gli appartamenti, ben 63, sembrano tante tane scavate al suo interno. Un progetto pensato e sviluppato per far convivere al meglio le persone e la natura pur rimanendo all’interno dell’ambiente urbano.

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Progettata dall’architetto Luciano Pia, la struttura si presenta come una vera e propria una foresta abitabile in cui il verde è presente in ogni angolo dell’edificio. Circa 150 gli alberi ad alto fusto e 50 le piante più piccoleche, ogni ora, producono circa 150mila litri di ossigeno, mentre nel corso della notte assorbono circa 200mila litri di anidride carbonica all’ora. A questo si aggiunge l’assorbimento delle polveri sottili provocate dal traffico in città.

Senza contare che le piante sono in grado di mantenere sotto controllo le temperature sia in estate che d’inverno e che i listelli di legno massello che pavimentano i terrazzi irregolari sono in grado di filtrare i raggi del sole in estate e far passare la luce all’interno dei diversi appartamenti durante l’inverno. Gli alberi inoltre sono in grado di proteggere gli appartamenti dai rumori esterni.

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Una struttura unica nel suo genere in cui isolamento “a cappotto”, pareti ventilate, protezione dall’irraggiamento solare diretto, impianti di riscaldamento e raffrescamento, recupero dell’acqua piovanae riutilizzo per l’irrigazione del verde che contraddistingue la struttura contribuiscono al mantenimento di una buona efficienza energetica.

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Ogni passo nella progettazione dell’edificio è stato fatto con l’intenzione di fondere uomo e natura. L’asimmetrica disposizione delle terrazze permette agli alberi in vaso (ne sono stati piantati ben 150) di spuntare qua e là, con un disegno a intervalli casuali. Gli stagni nel cortile offrono un posto rinfrescante per rilassarsi in estate. L’edificio aiuta a mantenere pulita l’aria della città, ed è un’isola felice per chi ha la fortuna di abitarvi. Il palazzo, completato nel 2012, si trova in Via Chiabrera 25 nel capoluogo piemontese

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(Fonte immagini: Blog.casa.it)

http://www.corriere.it/foto-gallery/cultura/15_marzo_12/casa-bosco-cuore-torino-6741382e-c8d3-11e4-9fa6-f0539e9b2e9a.shtml

* La buona notizia del venerdì: Bollette e mutuo addio!

Bollette e mutuo addio! La micro-casa off-grid costruita in 4 mesi con 33mila dollari

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Non fatevi ingannare dalla facciata esterna. All’interno di questo ex-rimorchio c’è una casa in miniatura incredibilmente spaziosa e lussuosa.

Questa tiny house off grid è stata costruita e arredata da Andrew e Gabriella Morrison in soli 4 mesi per appena 33 mila dollari.

Questo soprattutto perché è stato possibile bypassare molte delle norme edilizie e dei regolamenti che solitamente riguardano la costruzione delle case. Anche se le misure sono micro, gli alti soffitti inclinati e le pareti bianche danno l’illusione che al suo interno ci sia molto spazio.

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La coppia ha anche posto la cucina completamente attrezzata e il bagno alle estremità opposte per massimizzare l’intera larghezza del rimorchio.

Anche vetri e finestre sono strategiche per dare un senso di maggiore profondità e portare luce naturale, oltre ad offrire una vista fuori al bosco di proprietà. Moltissimi i posti in cui riporre oggetti e vestiti, dagli armadi, che fungono anche da divisori fisici tra le “stanze” della casa, ai riquadri sotto la scala che sale fino alla camera da letto matrimoniale soppalcata.

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La casa è scollegata dalla rete elettrica e da quella idrica.

Il bagno, infatti, presenta una Compost toilette. Questo vuol dire poter dire addio non solo alle tasse sulla casa, ma anche alle bollette.

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“Dal momento che abbiamo scelto di costruire una casa piccola piuttosto che una casa grande, siamo stati in grado di pagare per i materiali in contanti e ora abbiamo la sicurezza che ci sarà sempre un posto su questo pianeta in cui possiamo vivere liberi. Ed essendo fuori dalla rete, non siamo tenuti a pagare le bollette”, scrive Gabriella sul suo Tiny House Blog.

http://www.greenme.it/abitare/bioedilizia-e-bioarchitettura/14370-bollette-mutuo-addio-micro-casa-off-grid

“Casa mia,casa mia, per piccina che tu sia tu mi sembri una badia”

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