*La buona notizia del venerdì: Alessandra e Gerardo che resistono

La merceria di Alessandra che resiste a Roma all’Esquilino!

In mezzo a tante scritte orientali quella gialla in lettere corsive, un po’ antica, del negozio di Alessandra Santori continua a rappresentare un baluardo di romanità in un quartiere ormai a completo appannaggio dei commercianti cinesi. Oltre alla passione, per portare avanti la sua attività, punta sulla qualità dei prodotti

Resistere, resistere, resistere: è questo il motto di Alessandra Santori e del marito Gerardo che da oltre sessant’anni gestiscono una splendida merceria, dove il tempo sembra essersi fermato, e rifiuta continuamente le offerte, soldi contanti alla mano, dei soliti cinesi che vorrebbero acquistare il loro negozio.

Siamo in via Principe Eugenio, all’Esquilino, a Roma, una vera e propria Chinatown, dove ormai i cinesi sono i padroni della zona, senza alcuna autentica integrazione con le altre comunità, italiani in testa.

Qui, Alessandra e Gerardo, una coppia di audaci e coraggiosi ottantenni, di fatto hanno alzato una trincea, respingendo l’Oriente che sta conquistando questo storico Rione. “Sapesse quanto spesso i cinesi sono venuti a chiedermi di vendere il negozio – ha ammesso Alessandra in una recente intervista al Corriere della Sera -, direi che me l’hanno chiesto almeno diecimila volte e ogni anno, anche con i soldi in mano. Ma io non ho mai voluto vendere”.

E così il suo negozio è l’ultimo baluardo di romanità in questa zona che è una delle porte della città, essendo a due passi dalla stazione Termini. Intorno ci sono grossisti cinesi, ristoranti indiani e perfino l’antica e classica gelateria Fassi, all’interno del “Palazzo del freddo” è passata di mano ed è diventata al cento per cento coreana perché acquistata dal gruppo Haitai.

Un destino simile è toccato anche alla vicina piazza Vittorio, dove i negozi “made in Italy” si contano praticamente sulle dita di una mano.

Alessandra è restia a cedere alle lusinghe di tanti soldi perché tra i fili colorati e le scatole di bottoni ci ha trascorso un’intera vita. In merceria ci ha cominciato a lavorare quando aveva 14 anni e adesso ne ha 77, 63 lunghi anni.

Da sempre accanto a lei c’è il marito, Gerardo, 81 anni, che prima in casa e adesso in negozio le dà la forza di portare avanti l’attività. L’uomo, infatti, una volta andato in pensione si è messo anche lui a vendere calze e nastri, chiusure lampo e spille da balia, ma ci tiene a specificare che “il negozio è di Alessandra”. Ciò che gli permette di rimanere a galla è la qualità dei prodotti che vendono: “i nostri –spiegano – sono un po’ più cari, ma di ottima qualità, tutte marche serie, sicuramente durano più a lungo. E i clienti lo apprezzano”.

Anche una merceria, una semplice ed elegante merceria, è un presidio, un pezzo di identità e di anima, di un quartiere. E la sua scomparsa, per cedere alla seduzione dell’avanzata dei cinesi, è un grande spreco non solo per le attività commerciali made in Italy, ma per l’intera comunità del quartiere.

Così in mezzo a tante scritte orientali continua a resistere quella gialla in lettere corsive, un po’ antica, del negozio di questa splendida coppia che proteggono un simbolo dei tempi che furono e che è doveroso preservare da un presente che vuole omologare tutto, uccidendo la poesia.

 

Foto La presse

COME IL WEB PUÒ AIUTARE I PICCOLI COMMERCIANTI

*A Bari, sconti in cinema e negozi e bonus in busta paga per chi sceglie di muoversi in bicicletta

*Saldi, scegliete i negozi sotto casa. Risparmiate e salvate l’anima del quartiere

*Share second hand reuse: a Milano il negozio solidale di abiti usati. In vendita a 1 euro

Passamano”: a Bolzano il primo negozio italiano non sprecone in cui non si paga nulla

*Mercatopoli, il negozio dove lo shopping è ecosostenibile e non sprecone

 

 

Fonte:http://www.nonsprecare.it/vecchi-negozi-che-resistono

LEGGI ANCHE: Piccoli negozi e botteghe, la crisi non è il mercato ma la stupidità dei sindaci

http://www.pianetablunews.it/2017/02/15/ha-89-anni-ed-opera-ancora-4-pazienti-al-giorno-e-lei-il-chirurgo-piu-anziano-del-mondo/

* Bla…Bla…Bla…giudizi in libertà !

BLABLABLABLA…

BLABLABLABLA…

BLA..BLABLABLA

…BLA…

 

Comunichiamo le nostre opinioni attraverso i giudizi.

BLA

che bello…che brutto…

i fantastici cinque…

è affascinante…è uno stupido! “

Quando andavo alle elementari si chiamavano “aggettivi” e se ne mettevi tanti nei temi  dicevano che avevi un “ lessico ricco “ ( aggettivo o giudizio ?)
E i giudizi delle schede di valutazione ? Niente più numeri ma parole in libertà.
Per fare prima a riempire gli appositi spazi gli insegnanti coniavano sibillini schemi universali che confondevano i genitori e intimorivano gli studenti.
“ Opportunamente guidato convenientemente annuisce” ( ???)
Vogliamo parlare del  giudice che ha cacciato i progenitori dell’umanità dal paradiso creando il primo dualismo tra giusto o sbagliato? ( per quelli che ci credono ovviamente)
E quanti personaggi storici e letterati illustri hanno influenzato intere generazioni e persino i posteri con i loro giudizi?
La Divina Commedia non esprime forse  i personali  giudizi di Dante sui suoi contemporanei ? Tanto da mandarli o all’inferno o in paradiso?
Il giudizio della società puritana inglese sulla sua moralità è costato ad Oscar Wilde qualche anno di prigione.
Baudelaire scrivendo “ Le fleures du mal “ non ha forse dato un giudizio sul suo modo di vivere creandosi un seguito consistente di “ artisti maledetti”?
Molto più recente il dott. Spock ha codificato un suo modello di educazione privo di qualsiasi regola che limitasse una crescita responsabile dei figli, dividendo una generazione di genitori in “ moderni “ e  “ antiquati”. ( poi non contento dei risultati ha ritrattato tutto)
Tanto per fare qualche esempio.

BLABLABLABLA…BLABLABLABLA…

Ma voglio tornare all’inizio della mia riflessione.
Quando comunico una mia opinione, la mia espressione attraverso le parole è solo il 7% della comunicazione. Il resto lo faccio con il corpo e con il tono della voce.
Questo produce comunque un effetto sul mio interlocutore, che sia quello desiderato o no.
Tutte le volte che faccio paragoni tra due cose o persone e cancello il secondo termine di paragone, do un giudizio.
“ E’ il migliore ! E’ troppo caro, troppo costoso, troppo faticoso…”
Rispetto a cosa? In base a quale criterio o quale parametro?
“ L’hai fatto male! ”
Male rispetto a cosa? Ad un rendimento ideale? Rispetto a ieri? Al modo in cui lo fa un esperto? O rispetto al punto dal quale sei partito?
“ E’ giusto… è sbagliato… è una bella idea…”
Chi lo dice? Chi lo ha detto? Quando lo hai sentito ?

BLABLABLABLA…BLABLABLABLA…

Tanto più l’interlocutore ha in me fiducia o timore, tanto più il mio giudizio è importante e può essere fonte di stimolo o di limitazione nel futuro.
Per esempio i giudizi pesano molto sui bambini e diventano per loro leggi che li influenzano nelle loro scelte di vita.
Il giudizio non mi fa assumere la responsabilità del mio pensiero: stabilisco una regola universale e mi ci nascondo dietro.
Oppure mi adeguo alle mode e alle credenze  “dell’opinione pubblica” per apparire.
Se  dico:” Mi piace…secondo me…” esprimo il mio parere personale, i miei gusti e rispetto e invito l’altro a formulare il proprio.
Dire “ Questa palla è bella!” è diverso dal dire “Questa bella palla” . bella è un giudizio
“Questa palla a me piace” è dire la mia opinione su quella palla.

BLABLABLABLA…BLABLABLABLA…

Con tutto questo sproloquio ( giudizio) che mi sono voluta dire?
Qualsiasi cosa faccio o dico mi fa entrare in relazione con gli altri.

E viceversa.
Non si può non comunicare.

Si può farlo responsabilmente conoscendone gli effetti.

BLABLABLABLA…BLABLABLABLA…

Ma con giudizio! eh!

*Luna nuova in Gemelli : lascia alle spalle il passato

La Luna Nuova in Gemelli del 25 Maggio segna l’ingresso a una nuova era.

 

Negli ultimi due anni abbiamo sperimentato un intenso periodo di cambiamento, di trasformazione interiore ed esteriore.

Ultimamente abbiamo avvertito l’arrivo del nuovo, ma il passato verrà lasciato alle spalle solo in questa lunazione. 

La Luna Nuova in Gemelli sarà situata nell’area del cielo nota nell’astrologia vedica come Rohini, la “Signora Rossa”, associata alla liberazione spirituale, alla verità e alla affrancazione dalle abitudini

Lei è la “Stella dell’Ascensione” che ci offre il potere di emergere dal passato e aprirci al futuro portando in superficie la verità su chi siamo. In India questa Luna Nuova viene celebrata come giorno di Vat Savitri, la bellissima figlia del Sole crescente che fronteggiò Yama, il Signore della Morte, per riportare il marito alla vita.

Savitri affrontò la morte e, come l’astrologa vedica Kari Field afferma, divenne il simbolo de “l’inevitabile ciclo di amore e perdita e del miracolo della rinascita che con essa viene offerto”, portando a livello figurativo ogni situazione “dalla tomba delle conclusioni al grembo degli inizi”.

La somma di 2017 è 1.

Questo significa che tutto l’anno sarà sotto l’influenza del raggio associato a questo numero.

Il Raggio 1 è il Raggio della Volontà/Potere, il raggio della distruzione e delle fini dei cicli. Nella Numerologia Esoterica il picco dell’energia di un ciclo si manifesta nel punto centrale. Questo significa che il picco dell’energia di ogni anno collettivo – dal 1 gennaio al 31 dicembre – si verifica intorno ai venti giorni precedenti e seguenti il 1 Giugno.

Questa Luna Nuova viene a collocarsi nel punto centrale dell’anno manifestando la potenza più alta del Raggio Uno, chiamato “l’Angelo Distruttore di Dio”, l’Angelo che porta la vita attraverso la distruzione della forma.

Il raggio 1 evidenzia il potere della Grande Vita oltre la morte, poiché la rovina precede il Reale: dobbiamo lasciarci alle spalle quello che abbiamo costruito sul potere della mente inferiore e riconoscere che quello che stiamo lasciando alle spalle non è altro che la polvere di quello che pensavamo di essere. 

La distruzione è sinonimo di spazio e lo spazio apre alla possibilità all’avvento dei Costruttori dell’Amore, il Raggio 2.

Nell’Astrologia Esoterica i Gemelli sono l’espressione di una forza che produce il cambiamento necessario per la fusione della personalità e dell’anima nel tempo e nello spazio; per tale ragione questo segno zodiacale è stato definito “la costellazione della risoluzione della dualità in una sintesi fluida”. A livello esoterico i Gemelli sono collegati ai cambiamenti di relazione, alla mente inferiore che serve l’istinto, mentre esotericamente indicano il riconoscimento del vero sé e la decisione di seguire la direzione dell’anima.

Nel linguaggio del colore Aura-Soma® i Gemelli sono associati all’arancione. L’arancione ha a che vedere con lo shock, la rinuncia, l’indecisione, la mancanza di fiducia in se stessi, la dipendenza e la co-dipendenza, ma anche la realizzazione, il risanare la linea del tempo, l’estasi e la dedizione. L’arancione è anche associato al corpo eterico, di cui i Gemelli sono i custodi.

Come il Maestro Djwahl Kuhl accuratamente afferma, nella persona ordinaria il corpo eterico è quello che trasmette l’energia psichica, galvanizzando e coordinando il denso corpo fisico per il controllo della personalità; mentre quando un individuo si trova sul Sentiero dell’Iniziazione, il corpo eterico diviene il trasmettitore dell’energia dell’anima e il Raggio 2 dell’Amore/Saggezza, governatore dei Gemelli, inizia a dominare il corpo vitale producendo conseguentemente un cambio di forza e intensità verso i chakra sopra il plesso solare.

Tradizionalmente i Gemelli sono governati da Mercurio, il messaggero degli Dei, che vola sull’arcobaleno per connettere la mente superiore con quella inferiore – l’anima e la personalità.

L’anima è l’aspetto immortale invisibile del sé, il mediatore tra lo Spirito e la materia. La voce dell’anima risuona in noi e ci supporta attraverso la qualità dell’Amore incondizionato e del servizio agli altri.

La personalità è data dalla manifestazione esteriore del nostro comportamento e degli aspetti mentali ed emotivi del sé. Quando l’individuo inizia a vedere oltre le proprie illusioni, la personalità inizia a cambiare la propria natura in conseguenza di una crisi o breakdown, che permette all’anima di entrare e rivelarne il proposito. Mercurio riguarda la mente, l’intelletto, evidenziando molto bene la qualità mentale del segno dei Gemelli.

Mercurio è chiamato la “stella dei conflitti”, poiché produce tensione, azione e reazione per attivare il risveglio interiore alla voce dell’anima. Mercurio non ha un’oncia di emozione e questo significa che possiamo usare la mente per manipolare noi stessi e gli altri nelle relazioni: agiamo sulla base di quello che pensiamo possa essere giusto per noi, senza realizzare che questo fa emergere un senso di frustrazione, inganno e separazione. Mentiamo a noi stessi pensando di conoscere quello che rende felici noi e gli altri, mentiamo per creare la pace e il vantaggio personale, mentiamo credendo di poter controllate la situazione e farla evolvere secondo i nostri piani. Mercurio è anche connesso allo Scorpione e all’Ariete, poiché è il governatore esoterico di questi segni zodiacali. Questo significa che dovremo affrontare un processo di morte e riorientamento nelle relazioni. Le cose non possono continuare come sono andate avanti sinora, poiché le vecchie relazioni non possono più essere sostenute.

Venere, il governatore dei Gemelli sulla Croce Fissa, si trova in Ariete, a supportare questo processo di cambiamento mentale. Ma Venere ha a che vedere con l’Amore, l’unire ciò che è duale – l’energia gemellina – attraverso l’amore, poiché Venere è fortemente connessa all’anima.

Venere congiunta a Urano formerà un Grande Trigono con Saturno a 25° in Sagittario e il Nodo Nord a 28° in Leone; contemporaneamente Venere sarà quadrata a Plutone in Capricorno. Questo conferma una crisi nelle relazioni con una forte tensione interiore tra il lasciarsi alle spalle il passato e il muoversi verso il futuro. In particolare il Nodo Nord ci chiederà di assumerci il rischio di seguire i desideri del nostro cuore, poiché comprenderemo che tutto dipende solo da noi.

La Luna Nuova è congiunta alle Stelle Fisse Iadi, “le piovose”, poiché piangevano la morte del fratello Iante, ucciso dalla sua destinata preda, un cinghiale. A livello simbolico il cinghiale rappresenta la verità, ricordandoci che non possiamo più ignorarla e che è giunto il tempo di affrontarla.

Le Iadi sono citate undici volte nella Bibbia di cui dieci sono state tradotte come inferno e una come tomba, a indicare che queste stelle richiamano emblematicamente il luogo dei defunti che attendono il Giudizio, che, in questa occasione, può essere interpretato come l’aspetto della relazione del passato che ora deve giungere ad una fine e che richiede di essere affrontato.

Le Iadi hanno una forma a V, che è associata alla lettera ebraica Vav, che significa la connessione tra le forze celesti e le forze terrestri, i due aspetti dell’anima e della personalità nel sé. Questo gruppo di stelle è simbolico della possibilità di connessione tra queste due energie apparentemente diverse e indica che la loro unità verrà raggiunta affrontando la verità: “Così conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi”. (Giovanni 8:32)

Durante questa Luna Nuova le relazioni saranno fortemente colpite da tematiche di potere e controllo, facendo emergere intense paure nascoste e insicurezza a tal punto da sperimentare forti esaurimenti e conclusioni. Dobbiamo dire la verità e scegliere quello che sentiamo veramente nel cuore. Non possiamo continuare a scegliere con la mente, cercando di mantenere vivo quello che è giunto a una fine solo perché vogliamo rendere felici le persone o evitare loro il dolore della verità. Non possiamo più fingere.

I Gemelli governano l’ossigenazione del sangue, che rappresenta il processo vitale – l’anima, e il sistema nervoso, che è associato al meccanismo della consapevolezza – la personalità, poiché, quando questi si uniranno, saremo in grado di essere chi siamo veramente.


È giunto il tempo di sentire la vostra anima, ascoltare la voce interiore e agire seguendo la sua guida.

Non cercate di smorzarla, ma abbiate il coraggio di affrontare quello che avete creato e lasciarvelo alle spalle.

Abbiate fiducia in lei e oltrepassate la porta che vi porterà verso la Vera Vita, poiché la pace e la gioia vi stanno aspettando dall’altra parte.


Sei consapevole che la dolcezza si trova ovunque in città?

Sei consapevole che l’inverno è passato e che la primavera è arrivata?

Sei consapevole che il basilico e il garofano stanno stormendo nel giardino

e ridendo su come tutto si trova in modo semplice?

Sei consapevole che l’usignolo è tornato dal volo in cui cantava messaggi d’amore diffondendo piacere in ogni suono?

A ogni cosa nel giardino viene garantito il diritto dalla Corte Divina di apparire per il nostro piacere.

Tutto è qui per rendere la terra verde e viva, e farla diventare un santuario per la nostra vita.

Ciò che rimane sepolto nella terra tenterà sempre di uscire all’esterno.

Nessuno veramente vivo potrà mai essere dato in pegno in una prigione o una tomba.” 

(Jalāl al-Dīn Rūmī)

 

Fonte : http://it.blog.cristianacaria.com/2017/05/24/luna-nuova-in-gemelli-lasciare-alle-spalle-il-passato/

* La buona notizia del venerdì: Anna e la sindrome di down.

 

Anna e la sindrome di down.

I suoi compagni di classe le ‘insegnano’ ad essere autonoma

I giornali anche a scadenza giornaliera, raccontano di storie di ordinaria emarginazione di persone con disabilità.

Bambini che non sanno cosa vuol dire integrazione,  perchè si imbattono in insegnanti e compagni di scuola che non hanno voglia di entrare in contatto con la disabilità.

Che non vanno in gita e non hanno le opportunità che invece, per i normodotati sono un diritto.

A Sarcedo  (Vicenza) invece, grazie alla sensibilità e alla professionalità di chi crede ‘nel sostegno’ come ruolo educativo per soggetti  diversamente abili e non solo, Anna,  con sindrome di Down, frequenta la prima media a Sarcedo ed i suoi compagni hanno imparato a considerare il suo handicap come motivo di crescita e di educazione. Hanno voluto addirittura avere per lei un ruolo attivo. Vogliono aiutarla nella riabilitazione e a diventare indipendente, meta più importante a cui ambire quando sei affetto da certe sindromi.

Come accadde per tutte le ragazzine della sua età sta tastando il terreno dell’autonomia: ogni giorno va a scuola, ci va a piedi, ma non ci va da sola e non sono nemmeno i suoi genitori ad accompagnarla. Perché Anna se ha una particolarità spiccata, che non sia quella impressa dai suoi geni, è quella di attorniarsi dei suoi compagni di classe che le vogliono bene, che a turno e in gruppo di cinque o sei, puntualmente la aspettano ogni mattina davanti al municipio di Sarcedo e poi la ‘scortano’ a scuola.

Da oggi, Anna è ancora più autonoma perchè prende addirittura il bus. Anche in questa ‘impresa’, ha avuto il sostegno dei suoi compagni di classe e di scuola che hanno fatto letteralmente a gara per proteggere la bambina, in quel gesto quotidiano che per qualcuno è normale, ma quando c’è un certo tipo di disabilità di mezzo, risulta straordinario.
Un sapere stare assieme che se fa da antidoto alla sindrome di Anna, crea nel contempo uno spirito di responsabilità nei suoi compagni.

Alcuna forzatura in tutto ciò, perché difficilmente le cose imposte riescono bene, anzi: ben felicemente i suoi compagni hanno colto il segnale dato dall’insegnate di sostegno di Anna e subito si sono mossi per accompagnarla a scuola.

Il Comune paga il servizio

Un bell’ esempio di comunità che non è sfuggito all’occhio accorto e sensibile del sindaco Luca Cortese: “E’ un grande esempio che Anna e i suoi compagni ci stanno dando. Mi dà tanta speranza vedere che insegnante e compagni ci sono per questa bimba”.

Ma non si è fermato alle parole il sindaco Cortese ed è passato ai fatti: “Come amministrazione comunale vogliamo contribuire a dispiegare le ali della libertà personale di Anna, mettendo a disposizione il trasporto comunale scolastico gratuitamente per lei assieme a suoi due compagni ed all’insegnante di sostegno, ogni giovedì, per permetterle di prendere dimestichezza con i mezzi di trasporto – conclude il sindaco Cortese – A Sarcedo non dimentichiamo nessuno, è un progetto semplice con una valenza sociale altissima”.

Paola Viero

http://www.altovicentinonline.it/attualita-2/attualita/sarcedo-anna-e-la-sindrome-di-down-i-suoi-compagni-di-classe-le-insegnano-ad-essere-autonoma/

 

Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”.

(Maria Montessori)

* Rompi l’incantesimo della colpa !

Quando è iniziata la colpa?

E cosa c’era prima?

Il mito narra una storia sacra; riferisce un avvenimento che ha avuto luogo nel Tempo primordiale, il tempo favoloso delle « origini ».

Il mito quindi è sempre la narrazione di una « creazione »: riferisce come una cosa è stata prodotta, ha cominciato ad essere. Il mito parla solo di ciò che è accaduto realmente, di ciò che si è pienamente manifestato. (P. 49 Mircea Eliade, Mito e Realtà, Borla edizioni, pp. 27, 28, 41, 49.)”

La colpa è nata quando è stato creato il mito.

Una mela, una semplice mela, è il messaggio nascosto , che viaggia nel tempo, raccontato in tante forme e colori.

la ribellione è amore


Nelle fiabe e nei miti il divieto è l’invito alla disobbedienza.
Senza disobbedire, senza ribellarsi non ci si può inoltrare verso l’iniziazione, si rimane schiavi per il resto della vita.
La ribellione è amore”. La ribellione è la conseguenza del potente richiamo dell’anima selvaggia.


Tu cosa scegli? Resti sul sentiero e stai nella tua bella zona di confort?
Oppure corri il rischio di attraversare il bosco, esplorare nuovi sentieri?
Ci vuole cor-aggio. Il cor-aggio di andare oltre il senso di colpa, svegliarsi dall’incantesimo e accorgersi…che non c’è nessuna colpa….


Era solo un incantesimo.

scoprire la colpa libera dall’incantesimo

Quante volte te lo sarai sentito ripetere? E’ così che si fa. Abbiamo sempre fatto così. Non lasciare la via vecchia per la nuova. Sai quello che perdi e non sai quello che trovi. Stringi i denti e vai avanti. Nella vita bisogna accontentarsi.

Quante volte hai rinunciato?

Quanti occasioni hai perso?

Quante volte sei fuggita? Quante volte hai avuto paura di ribellarti con l’illusione di perdere l’amore? che poi hai perso lo stesso?

Quante volte hai detto “no” a te stessa, per dire “si” a qualcun’altro?

 

Se Cenerentola non avesse disobbedito? E se non fosse andata al ballo?

Quali sono i divieti/incantesimi della tua vita?

E se tu provassi a guardare le cose da un’altra prospettiva, dalla prospettiva dell’Anima selvaggia, al di là del senso del vantaggio e dell’ svantaggio, del bene o del male?

Se tu provassi a guardare con occhi nuovi, ripuliti dai condizionamenti? Cosa accadrebbe?

La tua vitalità, quella che gli altri chiamano ribellione,  ti avrà causato dei problemi, quando eri piccola,  nell’adolescenza.  Hai lasciato un percorso di studi eccellente, lasciato un fidanzato ricco, rinunciato a una carriera promettente?

Sappi, che se hai rinunciato a molte “occasioni”, per seguire il tuo cuore, la voce che ti guida, la tua anima selvaggia ha una forza straordinaria. Hai imparato a camminare nei boschi a piedi nudi, ad annusare l’aria e a ruggire.

Guarda le cose dal punto di vista della tua anima selvaggia e ti sorprenderai di come tutto cambi e si illumini di nuova luce.

Il più pericoloso predatore per le donne è la colpa.


Una donna senza colpa non solo è libera, è potentemente libera. 


Paula Heredia

Paola Biato

Fonte: http://psicofiaba.jimdo.com/blog-articoli/

* La buona notizia del venerdì: la Street Art a qualunque età


Dopo una vita trascorsa a lavorare nei campi, la nonna artista ha deciso di coltivare la sua passione imparando a disegnare.

Oggi abbellisce i muri esterni delle case

l suo colore preferito è il blu oltremare e i motivi ricorrenti dei suo dipinti sono prevalentemente i fiori che adornano le facciate delle abitazioni.

La street artist in questione è Anežka Kašpárková, residente in un piccolo villaggio nel sud della Repubblica Ceca.

 

La particolarità di questa speciale artista è la sua età: Anezka, per gli amici Agnes, ha 90 anni, ma nonostante l’età avanzata non rinuncia alla sua passione, ovvero la pittura. 

Nata e cresciuta a Louka un piccolo villaggio con settanta abitanti, Agnes ha scoperto questa inclinazione per i colori e i pennelli circa trent’anni fa, dopo essere andata in pensione. Dopo aver lavorato per una vita nei campi, la donna ha deciso di trascorrere il suo tempo libero a prendere lezioni di disegno da un’altra anziana del paese.

Quando quest’ultima è venuta a mancare, Agnes ha deciso di proseguire l’opera abbellendo gli edifici del villaggio con elaborati disegni blu, che risaltano sul bianco candido dell’intonaco dei muri. 

Faccio soltanto quello che mi piace“, ha raccontato a un quotidiano ceco che l’ha intervistata. “Cerco di contribuire a decorare un po’ il mondo”

Agnes, tutt’oggi non rinuncia a salire su una scala per dipingere periodicamente la cappella del suo paese.

Tra i suoi lavori la donna vanta anche la decorazione interna ed esterna della cappella di Louka, risalente al XVIII secolo. 

 

Le sue decorazioni, tutte a tema floreale, ma nel contempo tutte diverse e originali, vengono realizzate con una vernice piuttosto costosa, che garantisce una durata di almeno due anni, nonostante l’esposizione alle intemperie e la scarsa qualità degli intonaci. 

 

http://www.tpi.it/mondo/repubblica-ceca/anezka-kasparkova-artista-novantenne-dipinge-facciate-villaggio-repubblica-ceca

* Non ci sono problemi insolubili…molti problemi non vanno risolti ma superati.



I più grandi problemi della vita non si risolvono, ma si superano.

Così Jung ci indica la strada del “lasciare accadere

Ho sempre lavorato con la convinzione, dettata dal mio temperamento, che in fondo non ci sono problemi insolubili.

E l’esperienza mi ha dato ragione, perché molto spesso ho visto quanto facilmente alcuni individui superavano un problema nel quale altri fallivano completamente.

Quando cioè nell’orizzonte del paziente compariva un qualsiasi interesse più elevato e più ampio, il problema insolubile perdeva tutta la sua urgenza grazie a questo ampliamento delle sue vedute.

Non veniva dunque risolto in modo logico, per sé stesso, ma sbiadiva difronte a un nuovo e più forte orientamento dell’esistenza.

Non veniva rimosso e reso inconscio, ma appariva semplicemente sotto un’altra luce, e diventava così realmente diverso.

Ciò che a un livello inferiore avrebbe dato adito ai conflitti più selvaggi e a paurose tempeste affettive, appariva ora, considerato dal livello più elevato della personalità, come un temporale nella valle visto dall’alto della cima di un monte.

Con ciò non si toglie alla bufera nulla della sua realtà, ma non le si sta più dentro, bensì al di sopra.

Dato però che noi siamo, in senso psichico, nello stesso tempo valle e monte, sembra inverosimile che ci si possa proiettare oltre l’umano.

È vero che, quando proviamo un affetto, ne siamo sconvolti e tormentati, ma nello stesso tempo è anche presente, in modo percettibile, una più alta consapevolezza, che ci impedisce di identificarci con quello stato affettivo, una consapevolezza che considera quell’affetto come oggetto, e che può dire: “Io so di soffrire.”

[…] Di tanto in tanto capitavano, nella mia pratica terapeutica, eventi di questo tipo, e cioè che un paziente riuscisse a superare sé stesso grazie a potenzialità a lui sconosciute; ciò costituì per me l’esperienza più preziosa.

Nel frattempo avevo infatti imparato che i problemi più grandi e importanti della vita sono, in fondo, tutti insolubili; e non possono non esserlo, perché esprimono la necessaria polarità inerente a ogni sistema di autoregolazione.

Essi dunque non potranno mai essere risolti, ma soltanto superati.

Perciò mi chiesi se questa possibilità del superamento, e cioè di un ulteriore sviluppo psichico, non costituisse in genere il fatto normale, e se quindi il fatto patologico non consistesse proprio nel rimanere bloccati dentro o davanti a un conflitto.

Ogni individuo dovrebbe possedere, perlomeno potenzialmente, questo livello più alto, e poter dunque, in condizioni favorevoli, sviluppare tale possibilità.

Nell’osservare il processo di sviluppo dei pazienti che tacitamente, quasi senza rendersene conto, erano riusciti a superare sé stessi, vedevo che i loro destini avevano tutti un elemento comune, in quanto il nuovo giungeva loro dalla sfera delle potenzialità nascoste, o dall’esterno o dall’interno.

Essi lo accettavano e crescevano con il suo aiuto.

Mi parve tipico che gli uni lo ricevessero dall’esterno, e gli altri dall’interno, o meglio che negli uni esso si sviluppasse dall’esterno e negli altri dall’interno, pur non essendo mai il nuovo cosa soltanto esterna o soltanto interna.

Se proveniva da fuori, diventava una profonda esperienza interiore; se invece proveniva dall’interno si trasformava in evento esterno.

In nessun caso però era stato procurato intenzionalmente e consciamente, ma sembrava piuttosto essere generato dal fluire del tempo. […]

Che cosa hanno fatto dunque questi individui per provocare questo processo risolutivo?

Per quanto ho potuto vedere io, non hanno fatto proprio nulla (wu-wei = agire senza agire), ma hanno lasciato accadere, come insegna il maestro Lu-Tzu, poiché la luce circola secondo le sue leggi, se non si abbandonano le proprie abituali occupazioni.

Il lasciar agire, il fare nel non fare, l’abbandonarsi del Maestro Eckhart è diventato per me la chiave che dischiude la porta verso la via: bisogna essere psichicamente in grado di lasciar accadere.

Questa è per noi una vera arte, che quasi nessuno conosce.

La coscienza interviene continuamente ad aiutare, correggere e negare, e in ogni caso non è capace di lasciare che il processo psichico si svolga indisturbato.

Il compito sarebbe di per sé abbastanza semplice (se la semplicità non fosse la cosa più difficile!)

 

(C.G.Jung – “Il segreto del Fiore d’Oro”, Bollati Boringhieri, pp.37-38-39)