* Tutta colpa del ladro di ” Erre” : Gianni Rodari 1972

 

 

C’è, chi dà la colpa
alle piene di primavera,
al peso di un grassone
che viaggiava in autocorriera:
io non mi meraviglio
che il ponte sia crollato,
perché l’avevano fatto
di cemento “amato”.
Invece doveva essere
“armato”, s’intende,
ma la erre c’è sempre
qualcuno che se la prende.
Il cemento senza erre
(oppure con l’erre moscia)
fa il pilone deboluccio
e l’arcata troppo floscia.
In conclusione, il ponte
è colato a picco,
e il ladro di “erre”
è diventato ricco:
passeggia per la città,
va al mare d’estate,
e in tasca gli tintinnano
le “erre” rubate.

Ladro di “Erre”, Gianni Rodari. 1972.

 

* La buona notizia del venerdì: La nuova Grande Muraglia…ma rigorosamente verde però

8mila Km di alberi per salvare l’Africa

È nota come Grande Muraglia Verde.

Un muro di vegetazione che attraversa l’Africa da ovest verso est. Una meraviglia naturale che, una volta completata, si estenderà per 8mila km, con un obiettivo: fornire cibo e un futuro a milioni di persone che vivono in una regione in ginocchio a causa dei cambiamenti climatici.

La Grande Muraglia Verde è un progetto guidato dall’Africa con un’ambizione epica: sviluppare un enorme striscia di vegetazione che attraversa tutto il paese. Una volta completata, sarà la più grande struttura vivente sulla Terra e una nuova Meraviglia del Mondo.

Essa nasce nella regione del Sahel, al confine meridionale del deserto del Sahara, uno dei luoghi più poveri del pianeta. Il Sahel è tra le aree più a rischio per via degli effetti dei cambiamenti climatici e milioni di abitanti stanno già affrontando il loro impatto devastante.

Le siccità persistenti, la mancanza di cibo, i conflitti per la scarsità di risorse naturali e la migrazione di massa verso l’Europa sono alcune delle conseguenze più note.

Eppure le popolazioni locali del Senegal in Occidente e Gibuti in Oriente stanno combattendo. Dalla nascita dell’iniziativa nel 2007, la speranza di una nuova vita è diventata più concreta, grazie anche a una maggiore sicurezza alimentare, posti di lavoro e stabilità.

Si tratta di una pionieristica iniziativa guidata dall’Unione Africana che sta operando per creare un vasto sistema (o mosaico) di paesaggi produttivi verdi tra il Nord Africa, il Sahel e il Corno d’Africa.

La Great Green Wall for the Sahara and Sahel Initiative coinvolge oggi più di 20 paesi della regione sahelo-sahariana, tra cui Algeria, Burkina Faso, Benin, Ciad, Capo Verde, Gibuti, Egitto, Etiopia, Libia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Somalia, Sudan, Gambia, Tunisia.

Un’idea che nasce oltre 60 anni fa, quando Richard St. Barbe Baker, nel 1952, durante una spedizione nel, propose di realizzare una “barriera verde” per contrastare l’avanzata del deserto.

L’idea è stata poi riproposta nel 2002 al summit di N’Djamena (Ciad) in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccità. È stata approvata dalla Conferenza dei capi di Stato e di Governo della Comunità degli stati del Sahel e del Sahara nel corso della loro settima sessione ordinaria tenutasi a Ouagadougou (Burkina Faso) nel 2005.

Più che la linea di alberi inizialmente immaginata, l’iniziativa punta a un mosaico di interventi volti anche allo sviluppo delle zone rurali rafforzando gli ecosistemi.

Il progetto è iniziato nel 2007 ma ci vorranno anni per portarlo a termine. La Grande Muraglia Verde sarà lunga 8.000 km, larga 15 km e coprirà 11 paesi. Il progetto prevede di piantare, tra gli altri anche delle acacie, alberi resistenti alla siccità, le cui radici conservano acqua nel suolo.

La Grande Muraglia Verde non è solo per il Sahel. È un simbolo globale per l’umanità che supera la sua più grande minaccia, il nostro ambiente mutevole. Ci dimostra che se possiamo lavorare con la natura, anche in posti impegnativi come il Sahel, possiamo superare le avversità e costruire un mondo migliore per le generazioni future” si legge sul sito ufficiale.

Non solo lotta ai cambiamenti climatici. L’iniziativa sta trasformando la vita di milioni di persone fornendo terreni fertili, uno dei beni naturali più preziosi dell’umanità, sicurezza alimentare, posti di lavoro verdi, dando reddito reale alle famiglie, ponendo un freno all’emigrazione ma soprattutto è un simbolo di pace nei paesi in cui i conflitti continuano a minacciare la popolazione.

Stiamo aumentando la resilienza al cambiamento climatico in una regione in cui le temperature dovrebbero salire più velocemente rispetto a qualsiasi altra parte della Terra”.

 

 

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/25622-grande-muraglia-verde-africa

* La via è in noi, ma non in dèi, né in dottrine, né in leggi.

 

Credetemi:

“Quello che vi do, non è né una dottrina né un insegnamento. E da quale pulpito potrei indottrinarvi? Vi informo della via presa da quest’uomo, della sua via, ma non della vostra.

La mia via non è la vostra via, dunque non posso insegnarvi nulla.

La via è in noi, ma non in dèi, né in dottrine, né in leggi. In noi è la via, la verità e la vita.


Guai a coloro che vivono seguendo dei modelli! La vita non è con loro. Se voi vivete seguendo un modello, allora vivrete la vita del modello, ma chi dovrebbe vivere la vostra vita, se non voi stessi? Dunque vivete voi stessi.
Gli indicatori di via sono caduti, davanti a voi si aprono incerti percorsi.


Non siate avidi dei frutti nati nei campi altrui. Non sapete di essere voi stessi il campo fertile che fa crescere tutto ciò che vi serve?
Ma oggi chi lo sa più? Chi conosce la strada verso i campi eternamente fertili dell’anima? Voi cercate la via attraverso le apparenze, leggete libri e ascoltate opinioni: a che può giovare tutto questo?
Esiste solo una via ed è la vostra via.
Cercate la via? Vi metto in guardia dall’imboccare la mia, di strada. Per voi può essere quella sbagliata.
Ciascuno percorra la sua via.
Non voglio essere il vostro salvatore, né darvi leggi o educarvi. Non siete più dei bambini.
Imporre leggi, migliorare o rendere facili le cose è diventato un errore e un male.

Ciascuno cerchi la propria via. La via ci porta all’amore vicendevole nella comunione. Gli uomini vedranno e sentiranno la somiglianza e la comunanza delle loro vie.
Leggi e insegnamenti comuni spingono l’essere umano all’individualismo per sottrarsi alla pressione di una comunanza non voluta, la solitudine rende però l’uomo pieno di ostilità e venefico.
Date dunque all’uomo la dignità e lasciatelo essere individuo, affinché trovi la sua comunità e la ami.
La violenza si contrappone alla violenza, il disprezzo al disprezzo, l’amore genera amore.

Date dignità all’umanità e abbiate fiducia che la vita troverà la via migliore.
Uno degli occhi della divinità è cieco, uno dei suoi orecchi è sordo, il suo ordine è attraversato dal caos. Siate dunque tolleranti verso le storture del mondo e non ne sopravvalutate la compiuta bellezza.” –

CARL GUSTAV JUNG –
“LIBER PRIMUS” – La via di quel che ha da venire – p.13-14

* La buona notizia del venerdì : Quando cadono le stelle …esprimi il tuo desiderio!

Ogni anno nelle luminose notti estive, lontano dalle luci della civiltà, capita di notare nei cieli delle scie di luce che sembrano caderci addosso… vicine…lontane… appaiono improvvisamente e scompaiono nel blu profondo…ardono un istante di luce vivissima e poi si spengono, simili, secondo Dante, a ” stella che tramuti loco “…

stelle cadenti… gocce d’oro scaturite da un’anfora di luce infranta… rugiada di fuoco…lacrime di angeli diceva un antico poeta cristiano…

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Lacrime di San Lorenzo furono chiamate dai cattolici di Irlanda le stelle filanti che cadono in grande quantità nella notte di San Lorenzo, la celebrata notte del 10 agosto.

La tradizione vuole che le lacrime di Lorenzo arso vivo sulla graticola vagano nel cielo senza pace fino a quando non cadono sulla terra la notte in cui il Santo è festeggiato.

” San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.”

In questa notte, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta l’evento desiderato durante l’anno.

Di miti e leggende sulle stelle cadenti ce ne sono molti.

Ma nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni nel cielo, erano considerate segni infausti.

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale
oh! D’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”

Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati.
Gli astrologi cinesi, che nei loro annali hanno registrato le apparizioni di stelle cadenti e comete fin dal sesto secolo avanti Cristo, non avevano dubbi che a temere il peggio dovessero essere i governanti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi sappiamo essere sciami meteorici ricorrenti”.

Tra l’ottobre e il novembre del 902 dopo Cristo, riferiscono le antiche cronache, l’invasione della Sicilia e della Calabria da parte dei saraceni e le stragi che ne seguirono furono seguite da un abbondante pianto divino. Oggi è accertato che si trattò di una pioggia particolarmente fitta di stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, visibile ogni anno a novembre.
Nel medioevo, la scia luminosa causata dalla caduta delle stelle è stata messa in relazione con il viaggio dei defunti, come un movimento ascendente, discendente o semplicemente di mutamento di luogo, compiuto dalle anime dei trapassati.

Plinio, Rutilio Palladio e Marcello connettevano la caduta delle stelle: il primo con quella dei calli (Naturalis Historia, 28); il secondo con quella delle verruche (Opus agricolturae) ed il terzo la considerava vantaggiosa per la cura delle malattie degli occhi (De medicamentis).
Nell’antica Sparta, invece, la visione di una stella cadente aveva per così dire un significato “politico”. Accadeva, infatti, che ogni nove anni i magistrati sorveglianti scrutavano il cielo. L’eventuale caduta di una stella era interpretato come segno sfavorevole degli dèi nei confronti del Re, che veniva deposto.

L’aspetto religioso appare in diverse tradizioni.
Nella letteratura dell’antica India, le stelle cadenti sono paragonate a demonesse dai capelli discinti.
La più recente visione degli indù pare sia quella di ritenere, ogni stella cadente, un’anima che ridiscende sulla terra per reincarnarsi.
In Europa si parla delle stelle cadenti come d’anime che, liberate dalle sofferenze del purgatorio, chiedono all’osservatore la recita di un “Padre nostro”.

Nella Mesopotamia, l’interpretazione data alla comparsa delle stelle cadenti era legata, nella sua positività o negatività, alla direzione .
Nel libro dello zodiaco dei Mandei dell’Iraq, (setta gnostica ancora esistente) si legge, tra l’altro, che la caduta di una stella da ovest verso est non porterà pioggia in tutto l’anno, presagio dunque di siccità certamente diffuso in molti miti legati alle stelle cadenti.

Gli antichi abitanti dell’Iran all’epoca in cui era praticata la religione zoroastriana, ci hanno tramandato un bellissimo mito, dove si descrivono le malevolenze delle stelle cadenti e la loro sconfitta per mano del dio Tishtrya, in altre parole

Sirio nella costellazione del Cane Maggiore.

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La credenza risale ad un periodo compreso tra il X secolo a.C. ed il VII secolo d.C.
In quel tempo, le genti dell’Iran credevano che la vita del cosmo fosse dominata dalla contrapposizione tra il principio dell’ordine cosmico e della verità (asha) ed il principio del caos e della menzogna (druj)

Secondo la cosmologia zoroastriana, infatti, l’ordine cosmico è rappresentato dalle stelle fisse, la cui luce si contrappone a quella del Maligno.

Queste stelle erano considerate come divinità minori ed erano poste nel cielo più basso, mentre il Sole e la Luna erano collocati nei cieli superiori, più vicini al paradiso.
Il movimento disordinato ed imprevedibile delle stelle cadenti, indusse gli zoroastriani a credere che esse appartenessero alla schiera delle forze demoniache scagliate dal maligno per produrre siccità e per sconvolgere l’ordine armonioso del cielo.

Così, proprio alle stelle cadenti assegnarono il nome di “streghe”

Il compito di sconfiggere le streghe e proteggere gli uomini fu attribuito a Sirio: sotto le sembianze del dio Tishtrya, l’astro si armò per combattere una duplice battaglia, la prima in cielo e la seconda in terra.
I versi dell’Avesta, il libro sacro degli zoroastriani, catturano lo splendore di Sirio paragonandolo ad una freccia scagliata dal più bravo arciere dell’universo. Tali sono la sua rapidità e la sua precisione che le forze demoniache delle stelle cadenti, si ritirano in una fuga disordinata. Vittorioso, il dio può finalmente annunciare con orgoglio la definitiva sconfitta dell’armata delle tenebre.

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In Irlanda si crede che le stelle cadenti siano lacrime delle fate: in ogni villaggio, si coltiva l’usanza di lasciare sempre alle Fate un posto apparecchiato a tavola, affinché continuino ad amare e proteggere la casa.

Si crede inoltre che le buone Fate si affezionino particolarmente ai fiori, ai bambini, agli animali, al bestiame e tengono lontani i pensieri cattivi generati dall’invidia e i sortilegi delle streghe.

Le famossissime Perseidi, saranno attive nelle notti tra il 10 Agosto (San Lorenzo) e il 12 Agosto (notte del massimo).

Inoltre gli studiosi del settore hanno previsto che l’anno in cui la pioggia di stelle cadenti sarà molto copiosa sarà il 2126. Quindi si presume che anche ci saranno altrettanti desideri.

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia… tutte le stelle…

Del resto:

” Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.”

Paulo Coelho

* Attenti alle previsioni Meteo…

 

Fonte: Per appassionati di gatti FB

* L’Eclissi di Sole in Leone dell’ 11 Agosto vista attraverso i Tarocchi !

Il giudizio è l’arcano numero 20.

Il percorso animico dell’Anima riguarda 22 Arcani Maggiori, quindi a questo punto l’anima è già nella fase celeste.
In questo mazzo viene raffigurato l’arcangelo Michele che suona una tromba risvegliando i morti dalle loro tombe.
È una carta molto bella: parla di rinnovamento e comunicazione (anche con mezzi moderni).

La giustizia è l’arcano numero 11.

Siamo in una fase terrena per l’anima: a questo punto ha già conosciuto il karma, adesso lo vede applicato. Raffigura una donna con una spada alzata in segno di Alt e una bilancia nell’altra mano (è infatti collegata al segno zodiacale della Bilancia). La bilancia nella carta rappresenta il dare il giusto peso alle cose.
Parla di regole, contratti, leggi, rapporti, accordi e molto altro..

Il Matto è l’arcano numero 0:

può essere visto come primo del mazzo o come ultimo poiché rappresenta sia l’incarnazione che la disincarnazione. Si vede raffigurato un ragazzo giovane che cammina sul ciglio di un burrone: ai suoi piedi c’è un cane che rappresenta l’inconscio e l’istinto animale che è in noi, vuole metterlo in guardia dai pericoli. Lui cammina sotto a un cielo giallo che simboleggia l’illuminazione. Ha un fagotto leggero sulle spalle e secondo me è il tratto più significativo della carta: viaggia con l’essenziale. L’anima quando si incarna porta con sé poche cose: questioni karmiche, legami, scelte e memorie che arrivano da lontano. Viene ad imparare e vuole viaggiare leggero. è lo stesso principio per la disincarnazione, infatti sul cappello ha una piuma: la dea egizia Maat (Maat-Matto) aveva il compito di pesare le anime trapassate con una piuma; se l’anima era più pesante della piuma stessa era invitata a reincarnarsi per alleggerirsi, invece se era più leggera poteva proseguire oltre.
Il Matto parla di innocenza, leggerezza, spensieratezza, astrattismo,di nuove nascite emotive.

Il tre di coppe

è la carta migliore del mazzo: indipendentemente dalla sequenza di carte, dalla situazione o dalla domanda è impossibile che sia negativa. Siamo nel seme delle coppe per cui parliamo di elemento acqua e di emozioni. Sono tre fanciulle che ballano allegramente alzando al cielo tre coppe. Simboleggia l’unione esoterica: il padre, il figlio e lo spirito. Rappresenta la massima perfezione e la soddisfazione maggiore. Parla di amore e gioia.

L’asso di coppe,

raffigura una mano venuta dal cielo che tiene in mano una coppa. Da questa coppa scendono 5 cascatine di acqua che rappresentano i 5 sensi e il loro risveglio. Sopra alla coppa c’è una colomba che porta pace. La mano è morbida: non trattiene, ma dà. Esotericamente è il Sacro Graal. Parla di rigenerazione spirituale, un nuovo inizio sul piano affettivo ed emotivo, la nascita di qualcosa di nuovo e bello.

Riassumendo :
saremo chiamati a nuove regole con noi stessi e con l’ambiente circostante, a rivedere il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. La chiamata arriva dall’anima.
Ci sarà un alleggerimento che ci permetterà di riscoprire la purezza e il sentire del cuore.
Alleggerirsi da ciò che non serve mantenendo la verità del cuore.
Sarà questo il nuovo inizio.

Il Sole è il pianeta di dominio del Leone, per cui eclissa a ‘casa sua’ ed è l’archetipo del principio maschile.
Il chakra legato al Leone è quello del cuore, per cui l’amore è l’energia primaria messa in circolo.

 

Fonte:https://www.facebook.com/moonyandtarots/

* La buona notizia del venerdì: In vacanza con i nostri a-mici animali…anche in treno!

 

gli animali viaggiano gratis a bordo di Italo quest’estate e hanno sconti su Trenitalia 

 

 

Una bella iniziativa per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei nostri amici a quattro zampe che tristemente si ripresenta ogni anno nel periodo estivo. 

 

A luglio e agosto i cani di grossa taglia, con peso superiore a 10 kg viaggeranno gratis sui treni Italo.

Anche tutti gli altri animali da compagnia, i cani di piccola taglia ed i gatti sono sempre i benvenuti a bordo e possono viaggiare gratuitamente negli appositi trasportini, obbligo invece non previsto per i cani guida per i non vedenti.

Una bella iniziativa per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei nostri amici a quattro zampe che tristemente si ripresenta ogni anno nel periodo estivo. 

Italo in collaborazione con Cucciolotti,le figurine di Pizzardi Editore “che salvano gli animali”, dà il via ad una vera e propria campagna pet-friendly.

Nei mesi di luglio e agosto, infatti, i cani di grossa taglia, con peso superiore a 10Kg viaggeranno gratis a fianco del loro proprietario con kit dedicato comprendente un tappetino monouso e una ciotola per acqua o cibo.

Prenotare il servizio gratuito per i cani di grossa taglia è facilissimo: basta chiamare il Contact Center “Pronto Italo” allo 06.07.08 e, contestualmente all’acquisto del proprio biglietto, in abbinamento all’offerta Flex, verrà emesso il ticket gratuito, a seconda della disponibilità, per gli ambienti Prima, Comfort e Smart.

Su Trenitalia, invece, ad agosto è previsto un prezzo promozionale: il biglietto costa solo 5 euro per portare il tuo cane di qualsiasi taglia al di fuori dell’apposito trasportino, l’offerta è valida in tutte le classi di viaggio: prima e seconda, Business e Standard, cuccette, vagoni letto e Excelsior ma sono esclusi il livello di servizio Executive, Premium, l’Area del silenzio e i salottini. Il biglietto è acquistabile nelle biglietterie Trenitalia come nelle agenzie di viaggio abilitate.

Su tutti i treni Trenitalia gli animali di piccola taglia (cani, gatti e altri animali da compagnia) viaggiano sempre gratuitamente nell’apposito trasportino di dimensioni non superiori a 70x30x50 mentre i cani guida non hanno limitazioni né pagano tariffe. Obbligo per il cane di taglia media e grande di guinzaglio, museruola al seguito, certificato d’iscrizione all’anagrafe canina e libretto sanitario.

 

Iniziative da applaudire, per fermare il barbaro fenomeno dell’abbandono.

In Italia l’abbandono è vietato dall’art. 727 del Codice Penale che al primo comma recita: Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000,00 a 10.000,00 euro.

La Dichiarazione Universale dei diritti dell’animale sancisce inoltre all’art. 6 che L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Inoltre, secondo il Ministero della Salute, chi abbandona un animale non solo commette un illecito penale (Legge 20 luglio 2004, n°189) ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo, quando l’animale abbandonato provocasse incidenti stradali mortali.

 

https://www.greenme.it/muoversi/trasporti/28050-cani-gatti-viaggiare-treno-promozioni

https://www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS156599

https://globalist.it/life/2018/06/01/al-via-la-campagna-tucherazzadiuomosei-contro-l-abbandono-di-cani-e-gatti-2025359.html

https://www.leidaa.info/news/randagismo-al-via-la-campagna-sms-solidale-della-lega-italiana-difesa-animali-e-ambiente

http://radiobau.it/2018/03/02/cuori-corsa-campagna-l-abbandono-degli-animali/

https://www.viviroma.tv/attualita/solidarieta/enpa-campagna-contro-labbandono/

https://www.greenme.it/cani/28480-cani-spiaggia-divieti-permessi-sanzioni