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*La filastrocca dell’altro ferragosto!

Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapide,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.
Ferragosto,
di Gianni Rodari
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* La buona notizia del venerdì: Soluzioni originali per il traffico! per l’ Estate ma non solo!

Invece di trascorrere intere giornate sui mezzi pubblici per raggiungere il suo ufficio, quest’uomo si è inventato un modo del tutto originale, magari un po’ folle, ma sicuramente salutare.

La maggior parte dei pendolari a Monaco di Baviera in Germania impiega molto tempo per arrivare sul luogo di lavoro, addirittura c’è chi passa ore sul bus, sul treno o in metropolitana.

Stanco di questa vita, il quarantenne Benjamin David, ha deciso di non utilizzarli più. L’alternativa? Andare in ufficio a nuoto, attraversando il fiume Isar: con due chilometri di bracciate David arriva fino in Kulturstrand. Da due anni,infatti, ha cambiato vita e rotta.

L’uomo è uno dei tanti pendolari di Münchners che trascorreva troppo tempo sui mezzi per raggiungere Kulturstrand, dal suo appartamento situato a Baldeplatz. Un giorno, David ha un’illuminazione: perché non utilizzare il fiume che scorre sotto casa per evitare il traffico?
Ma invece di salire su di una barchetta, il quarantenne tedesco, sicuramente stravagante, ha scelto il nuoto. Ogni mattina, David che è fondatore e portavoce di una struttura commerciale, lascia il suo appartamento a Baldeplatz, attraversa la strada e si tuffa nel fiume Isar. 

Deve nuotare due chilometri per raggiungere il suo ufficio, ma dopo tutto questo allenamento, ci mette solo mezz’ora. 

Una volta uscito dall’acqua, si asciuga e si cambia con degli abiti che porta in una sacca speciale che non solo impermeabile, ma che si riempie di aria fungendo da boa.

La tecnologia che si chiama “Wickelfisch” ed è stata progettato a Basilea, in Svizzera, permette di far arrivare sani e salvi non solo gli abiti, ma addirittura portatile e documenti di lavoro. 

A seconda della stagione, David indossa un semplice costume o una muta e non rinuncia mai alle sue scarpe di gomma, visto che il fiume soffre l’inquinamento.  Anche se eccentrico, l’uomo sposato con dei figli, non mette a rischio la sua vita.

Controlla sempre temperatura, livello dell’acqua e correnti.

Per adesso nuota in solitaria, ma con 30mila persone che ogni anno si trasferiscano nella città tedesca, non è detto che qualcuno lo segua, voi lo fareste?

fonte:
https://www.greenme.it/tecno/24664

Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità 

ARISTOTELE


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*Ogni anno dall’ 8 al 12 agosto si apre il Portale del Leone e una speciale energia accelera l’evoluzione… Per me? Per te? Per chi sa coglierla!

L’energia degli ultimi mesi è stata molto intensa.

Siamo in un grande momento di transizione nelle nostre vite. Siamo  all’ingresso di una nuova vita, un nuovo modo di essere, e dipende da noi scegliere se oltrepassare la soglia. Il punto è che la maggior parte degli esseri umani non cambia se non è infelice delle situazioni o a meno che non vi sia una grande energia di trasformazione.

E’ giunto il tempo che tutti abbiamo atteso, ma sembriamo avere paura di lasciare andare la vecchia idea che abbiamo di noi stessi, creando un po’ di resistenza al cambiamento. Per questa ragione il messaggio dell’universo è diventato molto deciso e stiamo sperimentando un profondo senso di fine, soprattutto nelle ultime settimane.

Il portale che si è aperto oggi, e che rimarrà aperto sino al 12 Agosto, supporta il processo che stiamo vivendo, rafforzando le energie di trasmutazione innescate dal movimento dei corpi celesti. 

Il Portale del Leone si apre ogni anno dall’8 al 12 Agosto, quando il Sole è in Leone, ed è segnato dalla stella Sirio che si avvicina alla Terra mettendosi in asse con la cintura di Orione. In questo periodo dell’anno la Terra si allinea con il Centro della Galassia dell’Universo per creare un portale affinché la Luce possa giungere a noi e supportare l’aumento di consapevolezza che dobbiamo vivere. 

Sirio è collocata nella costellazione del Canis Major – anche nota come il “Cane Maggiore” – ed è pertanto conosciuta come la “Stella del Cane”.

Le Antiche Scuole Misteriche la chiamavano “il Sole dietro al sole” poiché la consideravano la sorgente della potenza del nostro sole.

Mentre il nostro sole mantiene vivo il nostro mondo fisico, Sirio nutre l’energia spirituale dietro di esso, portando la “Luce Reale”, la Luce spirituale, sulla materia mostrando la natura dell’illusione su cui basiamo le nostre vite.Ma che cosa significa per noi?

Quando citiamo il Portale del Leone, parliamo dell’energia del Cuore poiché il segno del Leone governa il cuore nel corpo. 

Il Lionsgate dell’8 – 8 è un’intensa energia ricevuta nel nostro cuore da Sirio con lo scopo di “bruciare”, poiché il Leone è un segno di fuoco, tutte le resistenze (rabbia, paura, ansia, senso d’incomprensione e disperazione, senso di non essere all’altezza, desiderio di mandare tutto all’aria e nascondersi, scappare, sentirsi incompresi e disperati, sentirsi soli) che possiamo avvertire per la realizzazione della nostra vera natura di anima. 

Il Leone è tradizionalmente associato alla personalità, che di solito crede di essere il re della nostra vita. Ma ora, con questo intenso flusso di energia di fuoco, il suo aspetto esoterico, la Chiamata del Divino, dovrà essere riconosciuto in noi.

Questa configurazione evidenzia la dualità nella nostra vita e ci chiede fortemente di scegliere e accettare di divenire il veicolo della Grande Vita in cui viviamo e realizzare la nostra missione e il nostro proposito.

L’effetto è che i conflitti e i dissidi che sperimentiamo interiormente, e anche nella nostra vita esteriore, hanno lo scopo di facilitare la scelta e l’entrata nella nuova vita.

Si tratta di un invito a evitare la resistenza e ad accettare quello che sta giungendo a noi. Tutte le illusioni su quello che pensiamo di essere si stanno dissolvendo e ci stiamo sintonizzando sulla realtà dell’invisibile, sulle forze immateriali per vivere l’essenza di chi siamo veramente.

i .

Agosto ha la vibrazione del numero 8, che è potente in numerologia e rappresenta il viaggio infinito dell’anima e il movimento tra “umano” e “essere”.

Questa energia 8/8 ci aiuterà a elevare e sintonizzarci con energie di  frequenza più alta in modo da poter ricevere download psichici e accedere a regni superiori di coscienza.

In Numerologia 8 – 8 fa 16, che è la Torre nelle carte dei Tarocchi: è lo sbriciolamento della torre che abbiamo costruito per noi stessi, poiché lo Spirito entra nel cuore dell’uomo.

Permettete ai vostri pensieri e alle vostre emozioni di dissolversi nel fuoco del cuore per entrare nell’ignoto coraggiosamente e con fede. 

Tutto è destinato ad essere, semplicemente seguite il Piano Divino.

«Sii grato per chiunque arrivi, poiché ogni persona è stata mandata come guida da ciò che sta oltre» 

Jalāl al-Dīn Rumi

http://it.blog.cristianacaria.com/category/tarocchi-esoterici/

/https://lauracarpi.wordpress.com/2016/08/08/l-0808-2016-e-il-portale-del-cuore-per-costruire-la-pace-interiore/

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La buona notizia del venerdì: L’albero del vento produce energia green e bastano 36 foglie

un albero finto che produce energia pulita ?

Lo ha brevettato la New World Wind e si chiama “Albero del vento”. poco spazioso e poco rumoroso, l’Albero del vento è il prossimo passo verso la produzione di energia green, si mimetizza perfettamente all’interno dell’ambiente grazie alla sua struttura in acciaio e alle sue 36 foglie coniche, in grado di generare 10 Kw di energia. Il sistema è silenzioso ed emette solo lievi fruscii che ricordano il rumore delle foglie, motivo per cui può essere inserito all’interno del tessuto urbano,

L’idea, infatti, venne ai creatori proprio pensando alla brezza tra le foglie mentre passeggiavano in una piazza di Parigi, e così hanno deciso di iniziare a sviluppare in senso tecnologico questa intuizione: perché non costruire una turbina del vento che non richieda troppo spazio e che non produca troppi decibel di rumore? Il fattore in più, poi, doveva essere un design che permettesse agli alberi del vento di inserirsi bene nel tessuto anche urbano, superando l’idea delle turbine relegate sulle cime delle montagne a impedire l’orizzonte.

Partito come un mero prototipo, l’Albero del Vento è oggi un prodotto commerciato a tutti gli effetti.

La New World Wind ha piantato Alberi del Vento in tutto il mondo –Francia, Svizzera, Nuova Delhi, Paesi Bassi, Dubai-, e il sito ufficiale della compagnia è una vera e propria piattaforma e-commerce capace di spedire in tutto il mondo.

in Francia si è costruito un’intero parco in cui ricaricare gli smartphone o i dispositivi elettronici, in altri posti dove sono presenti i prototipi vengono utilizzati anche come postazioni di ricarica delle auto elettriche, e si registrano usi per soddisfare il fabbisogno energetico di case ed uffici.

Con un occhio a un nuovo brevetto: Wind Bush, una turbina eolica ancora più piccola, quasi portatile, a forma di cespuglio.

L’energia eolica è ad oggi la scelta rinnovabile più economica, nel 2019,l’Europa ha raccolto 19 miliardi di fondi per la costruzione di nuove basi eoliche, e assistito all’investimento di più di 13 miliardi in progetti di energia eolica.

E’un prodotto semplice e rivoluzionario, di cui ogni città beneficerebbe enormemente. Certo, sarebbe solo un piccolo passo, ma immagina se tutte le città fossero ricoperte di Alberi del Vento, che ruotano le loro foglie silenziosamente come grandi giocattoli, facendo un grande favore a noi mentre noi lo facciamo al nostro pianeta.

Wind Tree, a Parigi l’albero che produce energia eolica – Non sprecare

A Milano prende vita l’Albero del Vento: l’installazione carbon neutral è ispirata alla turbina eolica, simbolo dell’unione tra natura e tecnologia (meteoweb.eu)

Albero del vento, il sistema per produrre energia pulita (mondobalneare.com)

Coltivare i semi della sostenibilità: L’albero del Vento – Atmospheralab.com

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Perchè siam donne: Isabel Allende ha spento 80 candeline


“Non esagero quando dico che sono femminista dal tempo dell’asilo”, scrive in Donne dell’anima mia, affrontando temi tabù, come il rapporto con la sessualità in età avanzata e quello con l’altro sesso.

La regina della narrativa mondiale ha spento 80 candeline. 

La scrittrice sudamericana più popolare di sempre (25 libri tradotti in 42 lingue, più di 75 milioni di copie vendute), Isabel Allende, una ribelle che con il potere di creare storie ha dato un senso al caos degli eventi e ai traumi che hanno costellato la sua vita.

Nata a Lima in Perù nel 1942 e residente in California, Isabel Allende incanta il pubblico latino e mondiale da più di quarant’anni grazie ad opere che parlano di donne ed esperienze di vita vera, includendo elementi storici e pizzichi di mitologia.

E’ la cugina del celebre ex presidente cileno Salvador Allende, morto nel 1973 durante il colpo di stato militare con cui Augusto Pinochet instaurò la sua lungo e dolorosa dittatura terminata solo nel 1990. 

Il Cile è sempre presente nella sua opera

Ha ricevuto tantissimi riconoscimenti internazionali e ben 15 lauree ad honorem.

Nel 2014 Obama l’ha insignita della Medaglia Presidenziale della Libertà degli Stati Uniti.

Sin da piccola comincia a immaginare i luoghi e i personaggi che poi diventeranno i protagonisti dei suoi romanzi: ad esempio la casa del nonno materno, dove abita quando si trasferisce in Cile con la mamma e i fratelli grazie all’aiuto del cugino del padre, il futuro presidente del Cile Salvador Allende.

Questo posto sarà poi evocato nel primo romanzo della scrittrice, La casa degli spiriti, nato da una lunga lettera che Isabel scrisse a suo nonno, che diventerà anche un film

La sua intelligenza, acutezza e forza emergono sin da giovane nel suo lavoro di giornalista. Attraverso la sua rubrica nella storica rivista cilena «Paula» diventa ben presto una figura coraggiosa e rivoluzionaria.

“Quando ero una giornalista gli altri erano la mia storia”; Isabel si sentiva autorizzata a suonare il campanello di una casa, entrarci dentro e fare domande o fermare uno sconosciuto per strada e interrogarlo su cose personali (pensieri).

Vincitrice nel 1988 dell‘American Book Awardsconil romanzo Eva Luna

Come molte altre personalità, nel 2000 ha partecipato alla vasta campagna di sensibilizzazione mondiale “Respect” promossa dall’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite sulle note dell’omonima canzone di Aretha Franklin diversi personaggi noti (fra cui, oltre alla stessa Allende, anche il segretario di stato Madeleine Albright e il premio Nobel, Rigoberta Menchù hanno cantato e ballato

Dopo il Colpo di Stato di Pinochet dell’11 settembre 1973, si trasferisce a Caracas, per poi andare a vivere definitivamente negli Stati Uniti,

Da questo momento in poi, comincia la fase più prolifica della scrittrice.

È il periodo in cui si delinea il suo stile caratteristico, che unisce un linguaggio giornalistico e il realismo magico, la metafora e la brutalità, la responsabilità politica e storica e il romanticismo e la magia, il tutto condito da una acuta lucidità e un senso dell’umorismo dolce e indulgente.

La sua opera è stata classificata nel movimento letterario conosciuto come posboom, definito anche da alcuni critici novisima literatura. In genere le sue opere sono o sembrano autobiografiche, ma lei preferisce definirle “memorias”, “collezioni di ricordi più vicine alla finzione che alla realtà”

Negli ultimi anni, la vita l’ha portata in una nuova ed emozionante direzione: il mondo dei bambini e dei giovani.

Tra le curiosità da annotare quella che inizia un nuovo libro sempre l’8 gennaio, giorno in cui scrisse la lettera al nonno che stava morendo che diventò la bozza per La casa degli spiriti. Nel romanzo “Violeta”, scritto durante l’isolamento per la pandemia, la scrittrice cilena ha fatto i conti con la figura dell’amata madre “Panchita”, nata nel 1920 in piena spagnola e morta a 98 anni. “Sono venuta al mondo un venerdì di tempesta nel 1920, l’anno della peste”, l’incipit della narrazione

Ho letto con passione molti dei suoi libri e per caso ne ho trovato uno che in genere non si trova negli elenchi ufficiali.

Afrodita , pubblicato nel 1997, ( e prontamente acquistato e letto) resta uno dei libri più singolari della scrittrice cilena. Isabel Allende riesce a creare il giusto mix per potersi permettere un libro di cucina, che parla però, soprattutto, di passione, amore ed erotismo.

Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità… Non posso separare l’erotismo dal cibo e non vedo nessun motivo per farlo.

Afrodita conferma la passione per la vita, per l’amore, per il suo Cile,per la libertà e la cucina e il cucinare sono la somma di sensazioni, immagini , sapori e aromi che soddisfano tutti i sensi

Afrodita raccoglie ricette e racconti, ma anche tanti consigli: dal cucinare nudi, al linguaggio dei fiori, passando per l’ode alla zuppa di grongo.

Salse, antipasti, zuppe, entrées, piatti forti e dolci: niente è stato dimenticato e nulla è stato lasciato al caso, tutte le ricette per stregare i commensali o il/la commensale preferito/a

Non si può resistere a ricette come le Pere ubriache, Taj Mahal, le Charlotte degli amanti o una strepitosa Bavarese del moro.

Isabel Allende, la regina della narrativa festeggia 80 anni – Libri – Narrativa – ANSA

Isabel Allende – Wikipedia

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La buona notizia del venerdì: I cani bagnini gli eroi dell’estate

350 cani bagnini presenti sui nostri lidi sono stati gli eroi di questa estate, con decine di vite salvate in Italia dai soccorritori a 4 zampe.


Questa estate è stata anche caratterizzata dalle notizie di i salvataggi importanti, messi in atto proprio dalle unità cinofile di salvataggio, più di 350 esemplari di cani da salvataggio in mare, presenti su una quarantina delle spiagge più frequentate del nostro paese,

E’ il primo anno che se ne sente parla così tanto e bisogna dar loro il merito di avere salvato decine di persone durante questi mesi estivi, non si tratta di semplici cani, ma sono animali addestrati con appositi corsi e certificazioni ad intervenire in caso di soccorso in mare, e proprio grazie alla loro resistenza fisica, alle abilità di nuoto e alla loro muscolatura, di riuscire a portare in salvo i bagnanti in pericolo anche in condizioni di mare o peso della persona, che un bagnino umano avrebbe più difficoltà ad affrontare,

La notizia del salvataggio più conosciuta è avvenuta a Sperlonga, località turistica in provincia di Latina, dove 3 cani di salvataggio e i bagnini hanno portato in salvo 14 persone nella prima settimana di Agosto, di cui 6 adulti e 8 bambini.

Le famiglie stavano facendo il bagno quando le onde si sono ingrossate e le 14 persone si sono trovare in difficoltà, in balia delle onde, non più in grado di tornare a riva, i tre cani di soccorso, Mira, Eros e Mya sono riuscita a concludere il salvataggio in 15 minuti.

il sindaco di Sperlonga, Armando Cusani ha commentato: “Complimenti a questi eroi a quattro zampe e ai loro conduttori per questa complessa operazione. Sono sempre più convinto che la grazie alla presenza dei cani bagnini, sia stata una scelta giusta. E questo intervento su un tratto di spiaggia particolarmente affollato lo conferma”

Altro salvataggio finito sui quotidiani nazionali questa estate è quello di un ragazza di 15 anni che ad inizio estate a Palinuro era stata trascinata al largo e travolta dalle onde e che la stavano facendo affogare, e che è stata salvata dai labrador Luna e Igor, che da anni contribuiscono al pattugliamento del litorale,

Con 350 unità cinofile addestrate e attive sulle nostre spiagge, i piccoli o grandi salvataggi e le situazioni di soccorso sono all’ordine del giorno ed è stato calcolato che sono stati decine gli interventi degli animali con altrettante persone salvate,

Diventare un cane di salvataggio non è un percorso semplice, infatti ogni animali viene addestrato per 18 mesi con un addestramento di base e poi vengono selezionati gli animali che possono effettivamente intraprendere questo percorso e passare poi agli addestramenti più intensivi per le situazioni di salvataggio più estreme,

Grazie a questo tipo di addestramento, ogni anno sempre di più, il numero dei cani di salvataggio è in aumento sui nostri litorali e sono in aumento anche le decine di persone che riescono a salvare ogni estate:

Le abilità delle scuole cinofile per il salvataggio italiane vengono guardate con interesse da tutto il mondo e proprio a Settembre arriveranno a Milano Angel e Oakley, due terranova che arrivano direttamente da Boston e che verranno addestrati dai team della scuola italiana cani da salvataggio prima di finire il loro percorso e iniziare a salvare vite sulle spiagge americane.

I cani (nella foto, Akira, Achille, Rif, Mec e Cloe in spiaggia) salvano una media di 20-30 vite all’anno, tuffandosi in mare persino dagli elicotteri.

Insomma i cani bagnini sono un’eccellenza italiana

Nella categoria dei “ cani bagnino ” rientrano le unità cinofile da salvataggio in acqua.

Si tratta di una branca della Protezione Civile nata da un’idea di Ferruccio Pilenga. In questa categoria troviamo sia i cani bagnino che i cani da salvataggio, dediti alle operazioni di soccorso in montagna o durante disastri ambientali.

Questa categoria di cani non si occupa di ricerca mediante l’olfatto, bensì prevede come obiettivo primario un atto di supporto fisico al soccorritore. Per questo, è importante che si stabilisca una forte connessione tra addestratore e cane bagnino, poiché insieme collaborano per aiutare e recuperare l’infortunato o la persona in difficoltà in acqua.

Il loro obiettivo è quello di nuotare fino al bagnante che chiede aiuto. Per poi vegliare su di lui e portarlo a riva, sia nelle brevi che nelle lunghe distanze.
Le razze più adatte a diventare cani bagnino sono il Terranova, il Labrador Retriever, il Flat-Coated Retriever, il Golden Retriever, il Cane d’acqua portoghese e il Landseer.

Inoltre, ci sono dei requisiti che il cane deve possedere, per poter diventare un cane bagnino:

  • Pesare almeno 20 kg, avere una buona resistenza e una pelliccia abbastanza spessa;
  • Essere bravo a nuotare, anche in caso di mare mosso;
  • Essere obbediente e seguire i comandi dell’addestratore.
  • Per diventare cani bagnino, quindi, ci si può rivolgere alla Scuola Italiana Cinofilia Sportiva, situata in diverse zone d’Italia, dove si può iscrivere il proprio cane ad uno dei corsi offerti.
    Tra i corsi troviamo il Salvataggio nautico operativo e il Soccorso nautico sportivo, per trasformare i nostri i cani in veri e propri eroi.

Fonte

https://www.corriere.it/buone-notizie/21_agosto_24/cani-bagnino-cosi-l-italia-fa-scuola-mondo-e8a14888-04b7-11ec-9d77-15c71dae99d1.shtml

Anche i gatti!

https://www.scienzenotizie.it/2021/08/23/inghilterra-gatto-salva-lanziana-padrona-caduta-in-un-burrone-aiutando-i-soccorritori-a-localizzarla-2547581?fbclid=IwAR0JSEjIq7MTtyVyNPTjXhHIIqHdcznebX9U8SulUYy0eQXvcpxf3lTL6G8

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Perchè siam donne: Chiara, Agnese, Selene, Antonella, Tiziana, professione Archeologhe

In Italia, fra la manovalanza degli scavi, le ragazze sono ben il 70 per cento. Le Indiana Jones di oggi imbracciano pala e piccozza e lavorano per intere giornate esposte al tempo a volte inclemente. Formidabili nello studio, si armano di pazienza certosina per far parlare del passato ogni piccolo frammento.

E sono precise: una qualità fondamentale, perché ogni reperto studiato e preservato è un prezioso legame con la nostra storia e le nostre radici.

«L’archeologo non è solo uno scavatore: per fare carriera, occorre essere sul mercato con tanti titoli. Servono pubblicazioni scientifiche, ricerche, partecipazioni a convegni» spiega Marina Castoldi, docente e direttrice della Scuola di specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Milano. «Ai miei studenti consiglio sempre di non focalizzarsi su un singolo aspetto, ma di occuparsi di più tematiche».

Le cacciatrici del passato devono avere molte frecce al proprio arco. Uno sbocco professionale ambito è il ruolo di funzionario in una soprintendenza o di conservatore in un museo. In entrambi casi, i concorsi non sono frequenti e i posti scarseggiano. Un’altra strada molto selettiva è la carriera accademica, per diventare ricercatore e professore associato. In alternativa, molte giovani scelgono la libera professione, chi negli scavi d’emergenza, chi come guida e divulgatrice, chi come consulente.

Conciliare la vita personale con il lavoro è spesso complicato: scavi, cantieri, viaggi implicano lunghe assenze da casa. Ma qualcuna ce l’ha fatta. Anche con l’aiuto di partner solidali.

Chiara Corbino, 43 anni, di professione archeologa medievista e archeozoologa : a caccia di antichi animali

Agnese Lojacono, 30 anni, di professione archeologa classica e dottoranda all’università di Milano : una vita tra i cocci

Selene Busnelli, 30 anni, di professione archeologa specializzata in Preistoria e Protostoria : a colpi di piccone

Antonella Antonazzo, 43 anni, archeologa classica subacquea : la bellezza giace sul fondo

Tiziana D’Angelo

Donna, giovane e direttrice. A soli 28 anni, l’archeologa Tiziana D’Angelo è stata nominata capo del Parco Archeologico di Paestum e Velia.

Nel suo curriculum ci sono alcune tra le università più prestigiose del mondo. Dopo aver studiato a Pavia, infatti, Tiziana D’Angelo si è trasferita a Oxford nel 2007 e ad Harvard nel 2013, dove ha perfezionato i suoi studi grazie a un dottorato in Archeologia Classica, con una tesi sulle tombe dipinte dell’Italia meridionale in epoca classica ed ellenistica.

Ha lavorato agli Harvard Art Museums, al Getty Research Institute di Los Angeles, al Deutsches Archäologisches Institut di Berlino e al Metropolitan Museum di New York.

E non è tutto qui: ha anche insegnato a Cambridge e a Nottingham.

E’ uno dei più giovani responsabili di musei e parchi archeologici in Italia.

Tiziana D’Angelo ha avuto modo di godere della bellezza di Paestum già da piccola, insieme alla sua famiglia.

«Poi ci sono tornata periodicamente. Collaboravo per le mostre con Gabriel Zuchtriegel (l’ex direttore del sito archeologico di Paestum e ora direttore degli scavi archeologici di Pompei ) e quindi ho mantenuto un legame con il sito.

Ma mai avrei immaginato che sarei tornata qui come direttrice. È un sogno».

Paestum vuol dire molto per lei, vista la sua specializzazione in archeologia magnogreca nell’Italia preromana. La prima volta che lo visitò era il 2012 e la direttrice era Marina Cipriani. Studiò le tante stele dipinte e qui custodite e cominciò molte collaborazioni con l’ex direttore Gabriel Zuchtriegel.

Sicuramente procederà con i progetti già attivati.

Primo fra tutti, il piano di riqualificazione dell’ex stabilimento Cirio, a sud delle mura antiche, che va recuperato al più presto e ospiterà spazi espositivi, attività didattiche ed eventi. 

Poi,si sposterà a Velia,dove va riattivato tutto il suo sistema museo, aprendo al pubblico la galleria sotterranea dell’ex stazione Velia Scavi, ex deposito archeologico.

Quindi intraprenderà nuove campagne di scavo, purché abbiano tutte una ricaduta immediata sulla ricerca.

Tra i suoi obiettivi c’è quello della creazione di nuovi poli e spazi espositivi nei siti archeologici di Paestum e Velia.

Professione archeologa: «Noi diamo voce al passato» – iO Donna

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* La stagione delle cicale .E delle formiche. Io sto con le cicale e tu?

 

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!

Gianni Rodari

La cicala e la formica è una favola famosissima, scritta da Esopo e arrivata a noi grazie a Jean de La Fontaine.

E’ una favola che fa comodo agli adulti per modellare i bambini secondo le proprie credenze alla concezione di fatica continua per ottenere una vita dignitosa e soddisfacente.

Morale: per raggiungere qualsiasi obbiettivo ti proponi nella vita devi meritartelo lavorando con fatica e abnegazione.

Io sto con le cicale! Sono sempre stata dalla parte delle cicale.

Da piccola le immaginavo nelle loro vesti dorate sul tappeto verde brillante delle foglie cantare ad ogni ora del giorno e anche della notte, come dive, protagoniste indiscusse dell’estate .

E quelle antipatiche delle formiche, sapientone che non guardano mai verso l’alto e come possono sapere che c’è il cielo azzurro e il sole e le stelle ?

E stanno sempre in lunghe file con grandi e pesanti pesi sulle spalle!

Mai, io cicala, mai andrei a chiedere loro aiuto per l’inverno! Meglio cantare una sola estate!

E poi ci saranno degli altri disponibili a darmi qualcosa da mangiare!

Dopotutto rinascerò fra 17 anni soltanto! ( Ho trovato questa singolare notizia facendo una ricerca .)

Ma prima un pò di storia per supportare la mia preferenza.

Per gli antichi Greci, le cicale erano figlie della Terra o, secondo alcuni, di Titone e di Aurora.

Specialmente gli ateniesi le onoravano: Aristofane rammenta le cicale d’oro, ornamento per i capelli degli Ateniesi nobili all’epoca arcaica e nella celebrazione dei Misteri eleusini in onore di Demetra, era uso portare nei capelli una fibula a forma di cicala, così come durante la celebrazione dei misteri di Era a Samos.

Platone, nel dialogo Fedro, espone il mito delle cicale, secondo cui esse sarebbero nate, per mano divina, dalla metamorfosi di antichi artisti, specie nel campo musicale e dell’eloquenza, che avevano smesso di mangiare e accoppiarsi per amore della propria disciplina.

Secondo Orapollo la cicala simboleggiava l’iniziazione ai misteri, poiché essa, anziché cantare con la bocca come tutti, emette suoni dalla coda.

La cicala era anche simbolo di purezza: seguendo un’errata credenza ripresa da Plinio il Vecchio in Naturalis Historia, XI, 93-94, si riteneva che le cicale si nutrissero di sola rugiada e ciò faceva sì che il loro corpo non contenesse sangue e non dovessero espellere escrementi, e di qui l’idea della purezza.

Il fatto poi che la cicala viva una sola estate ma le sue larve rinascano in quella successiva direttamente dalla terra ne ha fatto l’emblema di una resurrezione a nuova vita dopo la morte persino presso i cinesi.

Per quanto mi riguarda,quando ho un obbiettivo, un sogno da realizzare, il percorso per raggiungerlo è una parte integrante e affascinante .

E’ la programmazione di tutti i passi, obbiettivi intermedi, che mi fanno arrivare fino in fondo.

Tante esperienze anche tanti cambi di rotta. Ma sempre con l’obbiettivo ben un vista. E con piacere di vivere ogni piccolo passo che da ogni esperienza si impara e ci si arricchisce. E ci credo, è una mia scelta, a volte mi sembra di cadere ma il pensiero di raggiungere l’obbiettivo mi fa alzare subito. So che con passione, con amore, con fiducia nelle mie risorse arriverò fino in fondo.

Otterrò quello che voglio.

E’ una mia scelta. Non voglio stare in fila, sarà rischioso? Sarà più divertente e mi scoprirò.

A volte mi è capitato di riconoscere improvvisamente il mio obbiettivo realizzato, tanto ero stata presa dal percorso.

Cara formica “ se ti concentri su una sola stella perderai l’immensità dell’universo” e tu nemmeno sai che ci sono le stelle.

Pensi solo a fare le scorte per una stagione che verrà . E sei sicura che poi quella stagione verrà? Accumuli, accumuli … e se farai indigestione?

E intanto tu hai rinunciato anzi non hai proprio immaginato che ci sia una stagione diversa, che si può esistere in un altro modo, alzando ogni tanto lo sguardo alle stelle, alla luce, a cantare…

Che tristezza ,ma tu non hai nemmeno la gioia di trovare l’obbiettivo raggiunto o meglio non supponi nemmeno che ci sia un obbiettivo diverso.

E già se ti guardassi intorno, se allargassi il tuo punto di vista, già scopriresti una realtà diversa.

Ma come puoi che sei in fila faticando per ottenere un obbiettivo comune ,sì, e l’ha fatto tua madre, e prima tua nonna  e la tua bisnonna  e… si perde nella notte dei tempi e lo fanno tutti per il nobile bene comune.

Poi arriva improvvisamente un piede grande grande, e a volte nemmeno tanto grande, che cancella tutte le formiche e tutto il tuo lavoro.

E non hai mai cantato una sola estate.

Ma che ne sai come si canta in estate e cosa è l’estate.

Non è un peccato? Non ti sembra una esistenza non vissuta?

Ma che ne sai tu dell’esistenza? Ti hanno insegnato a fare così e ti hanno letto persino le favole per insegnarti a fare così!

Che ti sei persa!

Io sto con le cicale!

Love Laurin

Il curioso ciclo di vita delle cicale:

https://sijmadicandhapajiee.wordpress.com/2014/11/25/il-curioso-ciclo-vitale-delle-cicale/