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La buona notizia del venerdì: In Italia sta per tornare il vuoto a rendere!

Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte...” cantava Gianni Morandi nel lontanissimo 1962 e certo la bottiglia del latte negli anni ’50 e ’60 era di vetro!

In molti Paesi europei è una pratica ben consolidata, mentre qui da noi il vuoto a rendere è soltanto un vago ricordo. Ma, dopo parecchi tira e molla, la restituzione delle bottiglie usate potrebbe tornare in auge anche in Italia

Solo in Italia sono i 119 contenitori che ogni anno ciascuno di noi getta via senza dargli la possibilità di essere riutilizzati o riciclati, si parla di un totale di 7 miliardi di imballaggi. A rilanciare l’attenzione sul tema è il nuovo rapporto What a Waste.

Il problema di bottiglie e lattine che invece di entrare nel circolo virtuoso del riciclo finiscono nell’indifferenziata o, nei casi peggiori, nel mare e nei fiumi è sotto gli occhi di tutti. Ma a mettere nero su bianco la situazione di 24 paesi Ue, Italia compresa, è il rapporto What we Waste, curato dalla no profit Reloop con il supporto di Break Free From Plastic e Changing Markets Foundation.

Il documento espone dei numeri molto chiari e decisamente preoccupanti riguardo al numero di bottiglie e lattine che ogni anno vengono sprecati e non avviati al riciclo. Si parla di oltre 41 miliardi di bottiglie di plastica, bottiglie di vetro e lattine di metallo all’anno che, disseminate in ogni dove, spesso finiscono in fiumi e oceani o in discariche e inceneritori in 24 paesi dell’Ue.

I nuovi dati sono relativi al 2019 ma la situazione da allora non può essere molto cambiata considerando che anche precedentemente, come mostra la seguente infografica inserita nel rapporto e relativa al 2017, il numero dei contenitori sprecati era praticamente identico.

Convertito in legge un mese fa, il decreto Semplificazioni punta, tra le altre cose, a reintrodurre i criteri per diffondere nuovamente il sistema di resi per bottiglie, fiaschi e lattine di vetro, alluminio e plastica. Entro la fine del 2021, il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, avrebbe dovuto fissare regole e norme e stabilire le cauzioni.

Con la fiducia incassata al Senato il Dl semplificazioni è infatti diventato legge portando con sé una serie “alleggerimenti” in campo ambientale, amministrativo e digitale.  

Quanto al vuoto a rendere – un provvedimento che più si è volte si è tentato di tramutare in realtà – prima nel 2009 poi con una sperimentazione nel 2017– il  testo coordinato pubblicato in Gazzetta ufficiale parla di incentivi economici e premialità per i negozianti che adotteranno questi metodi:Gli operatori economici, in forma individuale o in forma collettiva, adottano sistemi di restituzione con cauzione, nonché sistemi per il riutilizzo degli imballaggi.

Il riuso con la cauzione si basa su una logistica per far tornare dal produttore gli imballaggi da riempire. I consumatori pagheranno una cauzione al momento dell’acquisto della bevanda confezionata, somma che poi verrà restituita quando si renderà il vuoto.

In molti casi, già oggi si tenta in parecchie realtà di recuperare soprattutto il vetro delle bottiglie, soprattutto di acqua minerale.

Cos’è il vuoto a rendere? Con il termine “vuoto a rendere” si indica quella pratica con la quale l’acquirente restituisce un contenitore – come ad esempio una bottiglia di vetro, o anche di plastica – una volta svuotato, così che questo possa essere riutilizzato per un determinato numero di volte prima di essere gettato.

Fonti:

*In Italia sta per tornare il vuoto a rendere! Attese le nuove regole per il riuso con cauzione di vetro e imballaggi – greenMe

*La birra Ichnusa rilancia il vuoto a rendere: ecco la nuova bottiglia col tappo verde – greenMe

*Abbiamo bisogno di tornare al vuoto a rendere, il report che lo dimostra – greenMe

*A Trento torna il latte in bottiglia per ridurre plastica e rifiuti – greenMe

*A Londra si torna a consegnare il latte nelle bottiglie di vetro per ridurre i rifiuti in plastica – greenMe

Arriva una grossa novità per le birre Peroni e Raffo (ecoo.it)

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La Luna Nuova in Bilancia cambia il punto di prospettiva

Ogni novilunio è sempre un nuovo inizio !

Questa Luna Nuova in Bilancia inizia il suo ciclo intorno alla Terra proprio nel momento che l’autunno apre le sue porte su questa stagione che si annuncia particolarmente impegnativa.

Il tema dell’equilibrio è fortissimo durante questa luna nuova in Bilancia che giunge nel pieno delle energie dell’Equinozio (che ci parla appunto di equilibrio). Dal punto di vista astrologico, nella tradizione iniziatica, questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per meditare.

In questa data, in cui giorno e notte si equilibrano, anche il nostro percorso, individuale e collettivo, riflette quel prezioso attimo di interludio grazie al quale possiamo riorientarci, scegliere e avviarci su un nuovo sentiero…

E’ con il segno della Bilancia che nel cerchio zodiacale si apre un vero e proprio cambiamento di prospettiva.
La Bilancia è il primo segno zodiacale ad essere focalizzato sugli altri e sul modo in cui si relaziona a loro. Può essere considerato il segno della collaborazione , poiché per natura è portato alla cooperazione, collaborazione, mediazione, alla ricerca di un punto di equilibrio tra gli opposti.

Per il segno zodiacale della Bilancia, la vita di società è fondamentale: si agisce in funzione dell’altro.

La forza che si esprime attraverso la Bilancia è quella di Venere che qui diventa ricerca di armonia e di equilibrio, di unione dei contrasti.

È durante questo periodo che ci viene chiesto di fare un “bilancio” della nostra vita, di fare un “inventario” della nostra vita, per capire quanto siamo in armonia con noi stessi e con gli altri.

La Bilancia è equità, giustizia e giuste relazioni: è cercare attraverso la sua governatrice Venere di unire le coppie di opposti, creando bellezza e armonia.

La Bilancia è anche il segno della pace e dell’unione , ma questa Luna Nuova in Bilancia ci porterà la tranquillità e la pace di cui abbiamo bisogno? Nel frastuono del mondo, tra disordine e confusione, tra pensieri scomposti e altrettanto scomposte azioni, la scelta è adesso o più tardi?

Ora siamo pronti per poter scegliere e vedere una nuova realtà?

Questo cielo ci invita ad allontanarci dal contesto per dare un occhiata da lontano Ad avere una visione distaccata, ampia e d’insieme

A provare a tenere insieme le polarità del bene e il male uscendo dal gioco della mente che separa continuamente e ci costringe a scegliere ed a schierarci e a giudicare.

Le verità sono molteplici e solo il dubbio è la spinta alla conoscenza, ad andare oltre le visioni ristrette.

Siamo capaci di uscire dai luoghi comuni che altro non sono che la paura di assumerci la responsabilità delle nostre azioni?

Quanto tempo ci vorrà ancora per raggiungere l’abbondanza promessa da Giove alla quale comunque tendiamo con tutte le nostre forze?

Nella nostra vita personale, lavoro, amore, salute, dove possiamo ancora fare delle scelte? Perchè vogliamo attendere che cambi il vento?

Questo Novilunio potrà essere il momento per ognuno di noi per indirizzare la i nostri propositi, per orientare il cammino dove possibile, e pazientare dove non ancora, e iniziare a guardare le cose dall’alto, prima di sentirci imbrigliati e imprigionati in un destino che non abbiamo scelto.

Tutti i pianeti in cielo sono al lavoro ovviamente per indirizzarci, un cielo con ben sei pianeti retrogradi carico di energie pronte ad agire che ci chiedono di costruire un diverso ordinamento mondiale che tenga conto delle esigenze di tutti, nessuno escluso, e di tagliare definitivamente ciò che non è più funzionale e che rallenta l’evoluzione di tutto il nostro pianeta.

Il Sole e la Luna in Bilancia sono il nostro punto di partenza, in questo momento, Giove in Ariete pronto a far crescere tutto il buono che c’è nei propositi, Marte in Gemelli sostiene la nostra parte positiva, l’azione , la volontà di fare, Nettuno ancora ci fa oscillare tra delusioni ed entusiasmi, Venere e Mercurio spingono alla chiarezza, trasparenza e solidità nei nostri obbiettivi , Saturno in Acquario e Plutone in Capricorno , per poco ancora ,continuano la loro opera di sgretolamento delle forme mentali, delle certezze e delle cristallizzazioni che ci danno l’illusione di essere protetti in favore di una crescita della coscienza, Urano ci ricorda come il ribaltamento di metodi e regole obsoleti è già in atto e irreversibile.

E noi non lasciamoci trascinare da correnti di pensiero che non ci rispecchiano per comodità, per quieto vivere. E se fosse proprio ora il momento di superare queste correnti di pensiero condivise sì ma che finora hanno frenato la nostra volontà, la nostra passione, la nostra visione del futuro?

Manifestiamo solo ciò che ci rappresenta davvero, valutando gli intralci , abbandonando il superfluo per proseguire leggeri il nostro cammino evolutivo

Affermare i nostri principi e difenderli è indispensabile per il cambiamento che vogliamo. Se non ora quando?

Quando è necessario siamo l’eccezione che sorprende educando con l’esempio la moltitudine addormentata e ipnotizzata dalle bugie dei media e dagli incantatori di promesse.

Possiamo fare del nostro meglio nel nostro piccolo.

Creare, fare scelte alternative , rimettere passione nel nostro cammino.

Credere nelle nostre risorse nelle nostre capacità !

Iniziamo!

Love Laurin

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C’è un’altra Terra, osservata dalle sonde spaziali e simile a un bambino gigante

C’è un’altra Terra“, dice Gesù secondo i Vangeli. E’ un unico Organismo” replica Giordano Bruno nel Rinascimento.

Le due “Terre” condividono lo stesso Cuore Cristallino che si muove in modi liberi e indipendenti, non è oppresso dal “peso” degli strati superiori, né è composto solo di Ferro, come molti ripetono; è composto di un carburo di ferro, è la riserva più vasta di Carbonio del pianeta – scopre la geofisica – e ruota intorno al proprio asse polare con velocità maggiori a quelle degli strati superiori. I vari strati sono separati tra loro da gap vuoti che consentono i loro moti liberi e indipendenti gli uni dagli altri. Se il Cuore Cristallino fosse la Fonte della Vita? Al centro del Cuore Cristallino, che ruota verso Est, i geofisici riconoscono una piccola sfera – 500 km di raggio – che ruota verso Ovest, cioè in verso opposto. Nel Medio Evo i saggi parlavano del MOTORE PRIMO al centro della Terra, celebrato da Dante nel Paradiso dove gli “spiriti beati girano in versi “opposti” – centripeto e centrifugo – moti simili a quelli che un buco nero ruotante

“C’è un Sole Nero al centro della Terra” disse Zarathustra, il grande saggio iraniano, celebrato da Friedrich Nietzsche, erroneamente considerato il padre del nazismo. Se il Sole Nero è un buco nero ruotantesiamo di fronte a una rivoluzione astronomica e antropica, anticipata da grandi saggi e ora confermata dalla geofisica, scienza che ha compiuto grandiose scoperte ma è spesso ignorata dai media. E’ una “rivoluzione culturale” anticipata da molti saggi e poeti e tale da travolgere la mentalità finora dominante, afflitta dal presunto “problema energetico” e dall’ignoranza del Motore Primo  che si auto alimenta con il doppio movimento, ci rende protagonisti e co-autori della Nuova Era. Ricca di prosperità e libera dal presunto “problema energetico”, la Nuova Era ci libera dai confini che ogni potere ha tentato di difendere e/o di offendere, con le varie guerre che tuttora insanguinano la superficie terrestre.

C’è un’altra Luce, dice sempre Gesù secondo i VangeliLa scopre Enrico Fermi nel 1933 e la chiama “debole”, perché così appare rispetto all’altra luce già nota, chiamata “forte”. Negli anni ’80 la fisica celebra le sue “nozze” con la luce elettromagnetica e così scopre “l’altra Luce” che non possiamo vedere fuori, ma che possiamo percepire dentro come sensazioni ed emozioni. “L’Uomo è centro”, diceva Giordano Bruno. Ora possiamo capire che ognuno di noi è un centro cibernetico (non geometrico), sensibile alle emozioni cioè ai movimenti del sangue (emo è sangue in greco).

Una rivoluzione astronomica e antropica è in atto e preoccupa il “potere” che ha gestito gli eventi con i soliti canoni: paura e rabbia  contro il “nemico” di turno e l’ignoranza comune dell’Altra Luce che la fisica ora chiama Elettrodebole (ED). Il nome nasconde le Sue squisite abilità e pure la sensibilità umana, capace di percepirla come emozioni – i moti del sangueLa Luce ED  anima tutto il vivente ed è emessa dal Cuore Cristallino al centro della Terra, è quindi diretta lungo la verticale e capace di erigere i corpi umani durante la veglia e non durante lo stato dormiente. Una e trina, eterna e onnipresente, la Forza ED ha ciò che la fantascienza chiama “il lato luminoso della Forza” e grandi saggi  quali Giordano Bruno il fiume della Vita”.

E’ il flusso copioso e veloce dei bosoni neutri Z, scoperto dalla fisica negli anni ’80, grazie all’uso di  strumenti capaci di captare le loro velocità elevatissime.

Questo flusso impetuoso, sgorga dalla Fonte della Vita, dipinta da vari pittori, implica una pacifica e radicale rivoluzione culturale che ci libera dalle tante convinzioni false, instillate finora da media, scuola e università.

I tre tipi di bosoni W+, Z, W- sono stati previsti S. Weinberg, S. L. Sheldon e A. Salam e osservati dai laboratori del CERN, a Ginevra, da C. RubbiaHanno tutti vinto il Premio Nobel. I tre tipi di bosoni W+, Z, W- hanno consentito di sviluppare il Modello Standard della fisica che ha avuto una serie di conferme e di successi sperimentali, “incrinati” poi da esperimento che ha svelato la metamorfosi dei neutrini. Questa recente novità è stata annunciata due mila anni fa.

Simili ai “granellini di senape”, citati da Gesù, i tre tipi di neutrini si  scambiano tra loro l’identità, e la fisica li indica come i “camaleonti dell’universo”. Per il Comitato Nobel questa scoperta ha aperto la strada a una nuova immagine dell’universo. Forse è anche una nuova concezione della “realtà”  e del nostro ruolo che finora è apparso come quello di spettatori impotenti di uno spettacolo fisso e fissato.

I tre neutrini compiono una metamorfosi e  possono trasmetterla anche ai nostri corpi. I neutrini infatti attraversano tutto, anche i nostri corpi, a miliardi ogni secondo; possono provocare quella “metamorfosi” che cambia  il “sapore” e ci consente di divenire “il sale della terra”.

Siete il sale della terra” diceva Gesù ai discepoli che lo ascoltavano… Il sale, si sa, da un nuovo sapore…

La fisica chiama “sapore” il numero quantico che definisce le diverse relazioni tra i due campi, elettromagnetico e debole. Solo nomi casuali o indizii che possiamo divenire il sale della terra e dare un nuovo sapore al mondo?

La Vita vi renderà liberi”, diceva Gesù. Se la Vita è la Forza ED, scoperta nel 1979, l’uso del suo lato luminoso non è solo fantascienza, né solo scienza; è anche e soprattutto coscienza della Via – la direzione verticale – che collega il nostro corpo, eretto, alla Fonte della Vita, il cuore Cristallino al centro della Terra.

Da lì sgorga il Fiume copioso e veloce dei neutrini che attraversano i nostri corpi a miliardi e possono quindi favorire il contatto diretto tra i corpi umani e la Fonte dell’eterna giovinezza.

C’è un’altra Terra – 18 Aprile 2020 – ore 10:30-12:00 seminario via ZOOM – Giuliana Conforto

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La buona notizia del venerdì: Carrozze elettriche al posto delle “botticelle”! I cavalli ringraziano!

La Camera ha deciso: non sarà più consentito l’uso di animali per la trazione delle «botticelle», le carrozze che offrono giri turistici nei centri delle città italiane. Il governo si impegna «a vietare l’utilizzo di animali per la trazione di veicoli e di mezzi di ogni specie adibiti al servizio di piazza e per i servizi pubblici non di linea finalizzati ai trasporti di persone a fini turistici e ludici, nell’intero territorio nazionale». inoltre, si ripromette di prevedere sanzioni amministrative e confisca del mezzo e dell’animale in caso di trasporto non autorizzato».

Viene inoltre previsto che gli animali maltrattati vengano affidati a chi può prendersene cura e che le licenze per la conduzione delle botticelle vengano convertite in «licenze per le guide di carrozze elettriche o taxi»

In molte mete turistiche internazionali le carrozze a cavalli appartengono al passato. Nell’inestimabile sito archeologico di Petra, in Giordania, calessi e botticelle hanno lasciato il posto alle auto elettriche. Le nuove “Club Cars”, che l’ente ha acquisito alla fine del 2019, sono di uso quotidiano e trasportano fino a sei persone alla volta.

Carrozze elettriche, dalle forme tradizionali, si trovano ormai in tutto il mondo, da New York a Berlino, da Vienna a Mumbai.

Al momento, le uniche botticelle elettriche attive in Italia si trovano alla Reggia di Caserta, dove sono state introdotte dopo che nell’estate del 2020 un cavallo si era accasciato al suolo a causa del caldo e della fatica.

A Roma, Palermo, Firenze o Pisa le carrozze trainate dai cavalli continuano però a vedersi nei principali punti turistici urbani.

Botticelle in piazza Venezia. Roma, 4 dicembre 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

Le Botticelle

Alcuni romani sanno di che si tratta altri invece ignorano questo appellativo dialettale con cui si indicano le carrozze trainate dai cavalli, utilizzate per il trasporto dei turisti a Roma. L’etimologia è indicativa non della loro funzione attuale bensì di quella originaria: trasportare botti. Botti piene di olio, di vino, o di altre mercanzie che necessitavano di essere movimentate per il commercio cittadino, in tempi ormai remoti.

I primi botticellari arrivarono dal Molise e grazie alla loro esperienza con gli animali, vennero assoldati come stallieri. La principali rimesse di cavalli erano a Borgo e a Via Sannio. Poi passarono al ruolo di “botticellari”, cioè guidatori delle celebri carrozzelle romane.

Nella prestigiosa collana ‘Storia fotografica di Roma’, (edito da Intra Moenia) si trova una raccolta di suggestive fotografie della Roma ormai scomparsa e ci si può imbattere in alcune riproduzioni risalenti agli anni venti che ritraggono queste carrozze nelle vie e nelle piazze romane, allora pressoché deserte, a testimonianza che fino all’inizio del secolo scorso il cavallo era praticamente l’unico mezzo di trasporto, a parte qualche rara automobile.

I cavalli delle carrozze di quell’epoca erano in un certo senso dei privilegiati; benché non sia propriamente esatto definirli così dal momento che pur sempre si trattava di animali privati della libertà e costretti loro malgrado a trainare dei carichi, erano tuttavia pur sempre fortunati se li paragoniamo ai loro discendenti, i cavalli delle ‘botticelle’ odierne.

Un termine che, riferito ad oggi, risulta più che mai improprio dal momento che i cavalli oggi non trainano più botti, bensì turisti.

Con un’evidente forzatura si vuole oggi infatti far passare la botticella per tradizione lasciando intendere che essa sia sempre stata un mezzo per visitatori.

Tale attività nacque secoli fa dall’oggettiva necessità di trasportare merci quando l’assenza di altri mezzi di locomozione rendeva obbligato l’utilizzo di animali ed è stata poi forzatamente mantenuta in vita fino ai giorni nostri travisandone completamente il significato.

Una delle obiezioni che più spesso si sente porre anche da chi è comunque contrario alla pratica delle botticelle riguarda la fine che farebbero i questi cavalli se effettivamente le carrozze venissero dismesse.

Ma grazie al regolamento del 2005, i cavalli non più in grado di lavorare dovrebbero essere messi ‘in pensione’ presso idonea struttura.

Infine si ricorda il Corpo Forestale dello Stato, che già ospita alcuni cavalli provenienti dal palio di Siena nonché altri dell’Esercito vecchi e non più utili, si è offerto di dare degna accoglienza ai cavalli delle botticelle romane qualora venissero definitivamente liberati dalla loro carrozza.

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La buona notizia del venerdì: sconfiggere lo smog e la deforestazione? Ci sono le lucciole!

GLI INSETTI LUMINOSI SCONFIGGONO LO SMOG IN CINA

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Da sempre catturano la curiosità di piccoli e grandi perché, grazie alla luce che emettono, riescono a creare un’illuminazione notturna davvero suggestiva. Stiamo parlando delle lucciole, uno degli insetti più unici al mondo ma anche più a rischio d’estinzione.

Anni fa in moltissime città, soprattutto in estate, era possibile ammirarle ma oggi a causa dell’inquinamento e la conseguente distruzione del loro habitat naturale, stanno pian piano scomparendo.

Come accade per esempio in Cina,dove si sta cercando di ripopolare i parchi con i coleotteri luminosi.

Uno dei primi in cui si sta sperimentando la creazione di una colonia si trova nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei e da un anno a questa parte i risultati sembrano essere soddisfacenti.

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ll parco fa parte di una zona naturale più grande, la East Lake Peony Garden ed è suddiviso in diverse aree: c’è una zona di allevamento dove le lucciole si riproducono, un’altra in cui i visitatori possono camminare direttamente tra gli insetti e osservarli da lontano e infine, una dedicata alla scienza dove si studia il perché della loro luminescenza.

La rapida urbanizzazione cinese ha dato come risultato la scomparsa, in alcune zone, delle lucciole per questo il parco a Wuhan è molto visitato: per molti è l’unica occasione di vedere le lucciole che sono state importate dalla vicina Jiangxi.

Gli insetti stanno reagendo bene al nuovo habitat anche se ancora si sta lavorando per riuscire a garantire la vita delle larve durante il periodo in cui il parco rimane chiuso.

I lampiridi vengono fatti arrivare in barattoli da Ganzhou (nella provincia di Jiangxi), a circa 800 km dal parco. Poi, vengono liberati nelle cinque zone della riserva dove è possibile osservarli da vicino e osservarli.

Allevare le lucciole costa una decina di yuan, ovvero poco più di 1 euro per ciascun insetto.

Ma il parco è già diventato un business, con il lodevole obiettivo di conservare una specie oggi quasi del tutto scomparsa – soprattutto nei centri urbani – a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale.

Nel bosco i bambini, coinvolti in diverse attività dedicate allo studio degli animali, possono entrare in contatto con gli insetti, gli unici in gradi di regalare questo spettacolo notturno

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Photo: Hubei Province

Appena calano le ombre della sera, nel villaggio di Nanacamilpa, a 70 chilometri da Città del Messico, file ordinate e silenziose di turisti giunti da ogni parte del mondo si dirigono verso la foresta di Santa Clara. Qui migliaia di lucciole accendono la notte buia ogni estate illuminandosi a intermittenza all’unisono. Gli abitanti della zona hanno tutti storie da raccontare legate a questi insetti ma non pensavano che sarebbero diventati così importanti per l’economia del posto e per l’ambiente.

Da quando il bosco è diventato uno dei due santuari delle lucciole riconosciuti al mondo (l’altro è in Nuova Zelanda), la deforestazione è diminuita del 60-70% e i 630 ettari di foresta vengono salvaguardati.  –

Waitomo Glowworm Caves: le grotte illuminate dalle lucciole in Nuova Zelanda

Le lucciole (o luciole) sono dei coleotteri appartenenti alla famiglia delle Lampyridae.

La luce emessa da questi insetti serve per la riproduzione: maschi e femmine si “chiamano”, si attirano nel buio per accoppiarsi. Il periodo di accoppiamento avviene nei mesi di giugno e luglio, di solito tra le 22 e mezzanotte. . 

Quello che permette a questa specie di insetti di illuminarsi è un fenomeno chiamato bioluminescenza, ossia un processo chimico complicato grazie al quale alcune molecole si muovono velocissime e producono un’energia che a sua volta si trasforma in luce
Le lucciole non sono gli unici esseri viventi a produrre luce. Fanno loro compagnia: alcuni tipi di larve, di vermi, alcune specie marine come i calamari, i gamberetti, le meduse e anche alcuni pesci.

Perché le lucciole fanno luce? – FocusJunior.it

Fonti:

http://www.greenme.it/spazi-verdi/naturanimali/2907-la-romantica-magia-delle-lucciole

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/08/02/news/in_messico_la_magia_delle_lucciole_sta_salvando_dalla_deforestazione-144981891/?ref=fbpr

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Perchè siam donne: Quattro scienziate-sub nel mare di Capri per riparare i danni dei pescatori di frodo

Le foreste ferite di Capri vivono sotto il mare.

Sono l’habitat ideale per moltissimi organismi viventi, come i pesci, che ci depongono le uova; e come gli alberi di una foresta tropicale sono capaci di produrre ossigeno e abbattere l’anidride carbonica. Fronde marine composte da un’alga bruna tipica del Mediterraneo, la Cystoseira, che potrebbe crescere rigogliosa ma che a Capri, sotto i Faraglioni, è stata annientata dallo scempio dell’uomo.

I pescatori di frodo di datteri, per estrarre dalla roccia calcarea i prelibati frutti di mare, hanno spazzato via con i martelli pneumatici ogni forma di vita, alghe comprese. Senza di queste, in un ambiente così desertificato, addio anche a pesci e ad altri organismi.

Ma se un giorno queste alghe, preziose custodi della biodiversità, ricominceranno a crescere il merito sarà di quattro ricercatrici dell’Università di Trieste. che, da maggio e per un anno, sono impegnate in una operazione di restauro ecologico dei fondali marini dell’isola.

Con muta e bombole le ricercatrici si immergono fino a 50 metri di profondità, all’ombra degli spettacolari scogli che spuntano dal mare come Ciclopi, per prelevare i campioni di acqua in superficie e in profondità. Lo scopo è individuare i danni e i siti più idonei dove intervenire.

Le ricercatrici sono tutte subacquee. «Necessariamente, — dice Annalisa Falace, 55 anni, docente di Algologia all’Università di Trieste e a capo del progetto —. Per raccogliere campioni di alghe non c’è altro modo». La squadra, collaudatissima e composta da studiose italiane e croate — con Annalisa, la biologa Sara Kaleb e le dottorande Marina Srijemsi e Martina Grigoletto —, sta lavorando al ripopolamento della foresta marina come farebbe un gruppo di agricoltori in una serra.

«Con la differenza che sulla Terra coltiviamo dal Neolitico, sott’acqua iniziamo ora», puntualizza Annalisa. L’originalità del metodo, sviluppato nell’ambito del progetto europeo ROC-POPLife, sta nella produzione in acquari di nuove «plantule» da reintrodurre in ambiente marino, senza danneggiare i siti donatori.

«In acqua cerchiamo le alghe in buone condizioni, ne prendiamo un pezzo con gli elementi riproduttivi, lo portiamo in laboratorio e lo replichiamo con le colture. Le nuove piantine poi tornano in mare, crescono e dopo un anno diventano fertili e producono nuove piante — spiega Annalisa—. Risultati? Con la stessa tecnica ho ricolonizzato in tre anni un chilometro di costa nelle aree protette delle Cinque Terre e di Miramare».

Con lei, da 20 anni, lavora la biologa Sara Kaleb, 41 anni, croata di nascita:”Insieme abbiamo costruito il laboratorio di Algologia di Trieste e siamo il cuore di un team non a caso tutto femminile . Siamo idealiste. Non abbiamo le classiche ambizioni del contesto accademico, tipicamente maschile, ma il sogno di ripristinare quello che c’era per consegnare qualcosa di migliore».

Una passione nata da bambina quando, a cinque anni, Annalisa Falace legge un libro il cui protagonista è un algologo di Capri. «Me ne sono innamorata perdutamente — racconta adesso —. Mamma era maestra e ho iniziato a leggere presto. In fondo c’era la classificazione delle alghe e l’ho imparata a memoria. Più tardi, al liceo, in gita a Trieste con mio padre, vidi una targa al Castello di Miramare con riportato il nome di “Guido Bressan, algologo”. Era domenica, lo chiamai a casa sua. Ci diede appuntamento in un caffè di Trieste… Anni dopo, è diventato il mio professore».

Le scienziate-sub che piantano alghe nel mare di Capri: «Così torna la vita»- Corriere.it

Gli esemplari di alga Cystoseira appartenenti a questa specie, insieme a quelli di molte altre specie del genere , sono particolarmente sensibili all’inquinamento e pertanto scompaiono facilmente dove vi siano alterazioni dell’ambiente marino. Sono soprattutto sensibili ad agenti inquinanti che si trovano in superficie come idrocarburi e detersivi tensioattivi.

Per questo motivo il loro monitoraggio fornisce indicazioni sullo stato dell’ambiente circostante.

Cystoseira mediterranea una specie tipicamente mediterranea che si trova lungo le coste rocciose.

In generale questa specie è presente in acque del Mar Mediterraneo Occidentale e nella fascia centrale. È stata osservata in Spagna e alle Baleari, in Grecia, Turchia e a Cipro. Lungo le Coste Nordafricane è stata osservata in Marocco, Algeria,Tunisia ed Egitto. In Italia è segnalata nel mare meridionale. Tirreno Centro Meridionale e Mare Ionio (Sardegna, Golfo di Napoli, Coste Siciliane).

Fonte Wikipedia

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La buona notizia del venerdì: anche se a prima vista non sembra è un originale ed efficace forma di riciclo

Per quarant’anni hanno trasportato gli abitanti e i turisti di New York City su e giù per la città.

Ora, decine di vecchi vagoni della metropolitana newyorchese vengono gettati nell’oceano Atlantico per diventare rifugio per i pesci, oltre che una buona occasione per lo sviluppo della pesca sulla costa orientale degli Stati Uniti.
L’originale forma di riciclo è sperimentata già da qualche anno, e i buoni risultati spingono sempre più stati americani a chiedere alla Mta (la Metropolitan Transportation Authority di New York, proprietaria dei vagoni) di acquistare qualche mezzo dei 1662 in disuso e altrimenti destinati alla pressa dello sfasciacarrozze.

Dopo il Delaware – che ha sperimentato un aumento del 400% della popolazione marina – e il New Jersey, pochi giorni fa è stata la volta del Maryland, dove 44 vagoni sono stati gettati a 30 metri di profondità nelle acque dell’oceano e a circa una trentina di km dalla costa.

Privati delle finestre, delle porte e di ogni componente potenzialmente inquinante, i vagoni diventano un’ottima attrattiva per i pesci, altrimenti poco presenti nei fondali sabbiosi della costa, che li scelgono come grotte artificiali per riprodursi e proteggersi dai predatori.

E i pesci, a loro volta, diventano un’interessante opportunità di crescita per gli affari dei pescatori.
In realtà, il reef artificiale viene difeso anche da gruppi ambientalisti che denunciano l’eccessivo sfruttamento della popolazione marina e vedono nei vagoni sottomarini una soluzione possibile, seppur parziale, al problema.

Il processo di creazione di barriere artificiali è stato di grande aiuto per ripristinare le aree danneggiate dalle attività umane.

Gli ingegneri hanno già affondato una portaerei per trasformarla in un ecosistema di barriera corallina.

In un mondo ideale, non avremmo bisogno di fare questo, perché non avremmo danneggiato il fondo dell’oceano.

Tuttavia, misure di questo tipo possono effettivamente aiutare a riparare la distruzione del fondale marino.

E, naturalmente, rende la cessione di parti di trasporto pubblico molto più facile.

Chissà se grazie a questo nuovo ecologico utilizzo, fra qualche tempo non si troveranno nei fondali marini – e in modo del tutto lecito – anche le automobili.

Foto mostrano i vagoni della metropolitana di New York che vengono scaricati nell’oceano – (pianetablunews.it)

New York, nuova vita in fondo all’Oceano per i vecchi vagoni della metro – Il Sole 24 ORE

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La buona notizia del venerdì: Anche gli alberi comunicano attraverso una Rete e da almeno 500 milioni di anni

Il Wood Wide Web è un’antica rete di comunicazione delle piante, una sorta di social network sotterraneo che ha più di 500 milioni di anni.

«Sottoterra c’è un altro mondo un mondo d’infinite vie biologiche, che connettono gli alberi, permettono loro di comunicare e fanno sì che la foresta possa comportarsi come un unico organismo. Può ricondursi a una sorta d’intelligenza».

Scoperto per la prima volta nel 1990 da Susanne Simard il Wood Wide Web venne identificato come una fitta rete di funghi e microrganismi che garantisce la comunicazione tra le piante dell’ecosistema nonché lo scambio di nutrienti e di informazioni.

Infatti attraverso questa rete, le piante sono in grado di scambiare sostanze nutritive, zuccheri ed acqua e di inviare segnali chimici ad altre piante nel caso in cui queste siano infestate o attaccate.

La comunicazione tra le piante dell’ecosistema è mediata dai cosiddetti alberi hub, anche detti alberi madre. Si tratta di alberi più grandi che rappresentano il centro di controllo della rete di comunicazione.

Nel 2018 uno studio dell’Università di Leeds, Regno Unito si concentra proprio su quest’aspetto: la condivisione di informazioni.

Gli alberi comunicano tra loro e scambiano materiale, attraverso questa rete di comunicazione paragonabile quasi alla rete internet utilizzata dagli esseri umani.

Sono state individuate due tipologie di rete di comunicazione: micorriza arbuscolare ed ectomicorriza.

La prima è una particolare tipologia di simbiosi tra il fungo e la pianta superiore. Essa è localizzata principalmente nelle radici della pianta e da lì si espande in tutto il terreno. Si tratta di una simbiosi dominante negli ambienti più caldi come le foreste tropicali. Alcuni esempi di alberi caratterizzati da questo tipo di simbiosi sono l’acero e il cedro.

L’ectomicorriza invece è una sottospecie di micorriza stabilita tra il fungo e le piante ad alto fusto, localizzata sempre a livello delle radici. Tale simbiosi domina invece gli ecosistemi più freddi come il Nord America e l’Europa

Entrambe le reti di comunicazione sono quindi influenzate dal cambiamento della temperatura, per cui il Wood Wide Web subisce inesorabilmente gli effetti della crisi climatica.

Alcuni studiosi ritengono infatti che un aumento generale delle temperature, favorisca un maggiore sviluppo della micorriza arbuscolare, che abbiamo detto svilupparsi maggiormente in ambienti più caldi.

Tuttavia questa è in grado di rimuovere rapidamente la materia organica rilasciando CO2 nell’ ambiente che trattiene il calore e accelera gli effetti del riscaldamento globale.

Altri studiosi invece ritengono che il Wood Wide Web renda gli alberi più resistenti ai cambiamenti climatici.

Resta il fatto che, attraverso questo sistema di connessione, gli alberi sono interconnessi tra loro e abbattendone anche solo uno arrechiamo un danno all’intero ecosistema.

Gli alberi comunicano tra loro e hanno anche una marca in più: riconoscono i propri ‘parenti‘.

L’albero madre sa riconoscere i propri ‘figli’ e attraverso una rete di comunicazione sotterranea riesce a mantenere un contatto importante, un fenomeno che non avviene nei confronti degli alberi ‘estranei’.

Gli alberi madre sono in grado di ridurre le proprie radici per fare spazio ai figli. L’albero madre, ad esempio, sa inviare alle piantine vicine carbonio e segnali di difesa che servono ad aumentare la loro resistenza.

È proprio come se gli alberi parlassero tra loro” – afferma l’esperta nel suo discorso. La comunicazione tra gli alberi avviene anche attraverso l’azione di microrganismi e grazie al micelio dei funghi, molti dei quali devono ancora essere studiati. In particolare, i miceli vengono considerati l’internet naturale della Terra.

Il micelio è l’apparato vegetativo dei funghi ed è formato da un intreccio di filamenti detti ife, tubuli in cui scorre il protoplasma.

Insomma, gli alberi ci stupiscono ancora una volta e le motivazioni per proteggerli sono sempre più importanti dato che i giganti verdi sono i polmoni del Pianeta e possono salvarci dalle conseguenze negative dei cambiamenti climatici.

Wood Wide Web: l’affascinante e antichissimo “internet” di alberi e piante – greenMe

Gli alberi comunicano tra loro e riconoscono i propri simili (VIDEO) – greenMe

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* Agosto stelle mie non vi conosco…

Guardando il cielo stellato in una notte d’agosto, mentre il canto di un grillo interrompe il silenzio e un cuculo fa il suo verso, e la rugiada notturna avvolge i piedi sull’erba umida…


Qual rugiada e qual pianto, quai lacrime eran quelle, che sparger vidi dal notturno manto e dal candido volto delle stelle?( Rime – Torquato Tasso )
A qui donc le grand ciel sombre Jette-t-il ses astres d’or? Pluie éclatante de l’ombre, Ils tombent… encore! encore!
A chi il gran cielo cupo getta i suoi astri d’oro? Pioggia sprizzante dall’ombra, cadono…ancora! ancora!
( Les étoiles filantes – Stelle cadenti di Victor Hugo )
La tradizione  indica il 10 Agosto come notte migliore per l’osservazione dello sciame meteorico delle Perseidi, chiamate familiarmente “lacrime di San Lorenzo”,  ma è sempre utile ricordare che si possono osservare  da fine Luglio ad oltre la metà di Agosto.
Questo fenomeno, che fu registrato già dai cinesi nel 36 d. C., trovò spiegazione solo nel 1856, grazie all’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli, che riuscì ad associarlo ad una cometa, la Swift-Tuttle.Quando la Terra incrocia nella sua orbita i detriti lasciati da questa cometa possiamo osservare le più famose meteore dell’anno.
Quindi  queste “stelle cadenti” in realtà sono “polveri” e piccoli detriti che “cadendo” ad altissime velocità contro la nostra atmosfera la ionizzano e quindi la “illuminano”.
Le Perseidi sono meteore molti veloci, impattano nell’atmosfera a circa 60km/s (216.000 km/h!), possono lasciare scie abbastanza persistenti che resistono per alcuni secondi.
Il nome deriva dal loro radiante, ovvero dal punto da cui sembrano provenire queste meteore,  situato nella costellazione del Perseo, che in Agosto vedremo sorgere intorno alle h22,30.
Più è alto nel cielo il radiante, maggiore sarà il numero di meteore visibili.
Il 2010 è un anno estremamente favorevole per l’osservazione di questo “spettacolo celeste”.
Nel momento di massima attività è prevista la visibilità di oltre 50 meteore  all’ora.

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La congiunzione di Urano, Nodo Nord e Marte. Tanto rumore per … moltissimo! E niente per caso!

Ed eccoci arrivati alla esatta Congiunzione di Marte, Urano e Nodo Nord in Toro

E l’inizio di una corrente di energia esplosiva che ci accompagnerà nei prossimi mesi con eventi veramente inaspettati tanto da non poterli immaginare. Ci saranno rotture di vecchi paradigmi, crolli di strutture rassicuranti, capovolgimenti di pensiero, mutamenti di rotta, rovesciamenti di organizzazioni sociali obsolete, tutto il sistema avrà fine e tutto verrà messo in discussione.

Quello che ci aspettiamo che accada non accadrà e viceversa.

Tutti e tutto sarà coinvolto verso il cambiamento necessario. E in fretta!

E niente è per caso quando i pianeti si trovano in certe configurazioni!

Ogni volta che Urano, il pianeta della rivoluzione, della novità e dell’innovazione, viene coinvolto in una configurazione planetaria anticipa un momento davvero illuminante .

Urano è in Toro dal 15 maggio 2018 e proseguirà attraverso il segno fino al 27 aprile 2026.

Toro è il segno della vita terrestre,le risorse naturali, l’agricoltura, il lavoro, il cibo, le risorse personali, i valori, l’economia, i mercati, la finanza e tutto ciò da cui facciamo dipendere le nostre sicurezze.

Attraverso le energie di Venere Toro esprime l’arte di vivere ,che è la base per l’acquisizione dei beni materiali necessari per una soddisfacente esistenza. Predomina il desiderio di possedere sia cose belle che vivere esperienze che intensificano i piaceri fisici.

La stessa determinazione nel perseguire i propri obbiettivi è rivolta al bene comune, al territorio di appartenenza. Tutto è di tutti e va rispettato

In Toro si impara ad attribuire il peso corretto delle cose,ai valori della vita, alla giusta priorità delle esperienze, lavorando soprattutto sulle risorse, sul valore che diamo ai possessi , su tutto ciò che conta veramente.

Proprio in Toro siamo chiamati a trasformare il nostro passato per poter consolidare un nuovo modo di essere e di vivere.

E’ il terreno che ha bisogno in questo momento storico del cambiamento di rotta.

E questa stretta congiunzione con il Nodo Nord, un punto legato al karma e alla crescita della coscienza e che avviene ogni 15 anni ,stimolerà per almeno altrettanti a venire l’umanità intera a individuare e abbracciare veramente il giusto percorso da intraprendere in futuro.

Di certo la congiunzione del Nodo Nord di Urano ci porterà solo eventi e opportunità che servono il nostro massimo bene.

Infine, il Nodo Nord nel segno del Toro ci spinge verso la tranquillità dello spirito, a semplificare le cose.

Il Nodo Nord agisce concretamente quindi ci sarà un’amplificazione dei temi uraniani: scoperte, innovazioni e sviluppi inaspettati nella tecnologia, sui gruppi di persone e comunità, su i sistemi finanziari, sulle risorse e sull’economia ,sulle scelte energetiche, risveglierà le intuizioni e le idee rivoluzionarie che aprono nuove strade per raggiungere la sicurezza di tutto il pianeta e i suoi abitanti.

Questa congiunzione davvero epocale è ulteriormente alimentata da Marte.

Marte spinge a concepire la vita come una battaglia in ogni direzione,ad affrontare ogni esperienza con devozione cieca agli ideali romantici e politici,la mente fisica orienta le emozioni del cuore.

Se Urano rompe le strutture condizionanti che sono l’attuale sicurezza, Marte da il coraggio, la forza per farlo.E’ la forza di fuoco che rende questa congiunzione più potenziante. E’ l’ardore che accompagna nella scelta dell’oltre per cambiare rotta.

Un occhio a Saturno in Acquario che controlla gli effetti del flusso dirompente e delimita i confini . Che si programmino con saggezza i passi necessari e non di più, che si distruggano le forme superate avendone tratti insegnamenti, che si proceda mettendo prima le basi e poi costruire.

In effetti, qualunque cosa accada, da questo momento in poi il cambiamento ci sarà!

Cambiare può apparire ai più come una costrizione catastrofica, abbandonare la comoda routine anche se continuamente criticata, abituarsi ad uscire dai condizionamenti e a ritrovare il pensiero autonomo, distruggere le strutture obsolete che costituiscono le finte certezze, allargare gli orizzonti senza conoscere il dove, spingersi oltre la paura di essere coinvolti

Ma imparare a cavalcare i cambiamenti e seguire questa energia si può e si deve. Fidarsi del futuro e lasciarsi trasportare.

Di certo la potenza di queste spinte energetiche produrrà avvenimenti che ci stupiranno, che saranno comunque segnali della necessità del cambiamento.

Di certo queste spinte energetiche così travolgenti accelereranno ciò che l’umanità tutta ha come potenziale, la coscienza di essere creatori della realtà condivisa e come tali consapevoli dei valori che la determinano.

Cogliamo l’opportunità per riconoscerci come esseri pensanti !

Il resto è tutto apparenza e dipende da come lo pensiamo.

Un altro mondo non solo è possibile. Sta arrivando!

Io la penso così:

Love Laurin

( e se il vostro frigorifero che ha ormai dieci anni fa i capricci…cambiatelo che c’è il Bonus) Urano docet!