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Luna Piena in Leone : apriamo il Cuore a nuove ed entusiasmanti esperienze !

La Luna Piena in Leone è portatrice di nuove idee , scelte coraggiose e sviluppi speciali.

La Luna piena del 5 febbraio 2023 è nel segno del Leone!

I due giorni precedenti la Luna Piena possono sfidare la prospettiva della realtà ordinaria, e sono ideali per liberare emozioni ed energie represse. La funzione è quella di bilanciare le posizioni del Sole e della Luna, che in questo caso comportano l’integrazione tra la coscienza individuale e quella di gruppo.

Durante la Luna Piena l’energia raggiunge il suo apice, rendendoci ricettivi all’espressione diretta e ad azioni talvolta impellenti. Questo è uno dei motivi per cui la Luna Piena è ideale per partecipare a rituali, eventi o pratiche in cui è possibile dare spazio alle proprie emozioni in condizioni di sicurezza e protezione.

La Luna Piena è un periodo vibrante e stimolante, che rivela le dinamiche nascoste dell’interazione tra le polarità. L’energia viaggia al massimo durante questi giorni, stimolando l’intero corpo fisico e i suoi riflessi multidimensionali.

Il ciclo lunare, iniziato con la Luna Nuova , raggiunge il culmine con la Luna Piena. Il segno in cui la Luna si trovava durante la Luna Nuova, che in questo caso è l’Acquario, definisce l’intento di base. Quindi, il ciclo lunare acquariano presenta temi come: libertà, indipendenza, comunità, inventiva, amicizia, innovazione, cambiamento, sinergia…

II segno del Leone rappresenta il Re forte e coraggioso che esprime se stesso e la propria unicità: vuole che ci sentiamo legittimati ad essere noi stessi, che ci esprimiamo liberamente e che condividiamo noi stessi con il mondo., lasciando andare la personalità, demolendo il castello di illusioni che abbiamo costruito nel tempo e dando spazio alla nostra essenza affinché possa esprimersi in totale libertà. Lasciandola libera ci fonderemo con il tutto, sentiremo la connessione con altre anime, il legame con tutte le forme di vita.

La Luna è opposta a Sole in Acquario: l’asse Leone-Acquario mette a confronto l’individualità con il collettivo, ricordandoci che sì siamo tutti uguali (Acquario) ma che nessuno è uguale all’altro (Leone), quindi ci chiede di esprimere la nostra identità e unicità davanti agli altri.
E la Luna si trova sola in una metà dello zodiaco, mentre tutti gli altri pianeti si trovano nella metà opposta, come se il cielo in questo momento ci stesse dicendo che non è importante ciò che facciamo ma ciò che sentiamo, ricordandoci di abitare le nostre emozioni profonde, di lasciar esprimere il sentire profondo, della nostra anima.

Come entrare in connessione con la nostra anima? Evitando le attività mentali e dando priorità a quelle che invece ci fanno portare l’attenzione sul sentire.
Perché proprio come il ruggito del leone, questa luna ci chiede di essere coraggiosi nel mettere noi stessi, il nostro lavoro, le nostre relazioni e le nostre passioni sotto i riflettori. Ci chiede di celebrare chi siamo, chi e cosa amiamo, e perché.

Lasciamo che la Luna illumini la nostra strada, facendoci vedere quali sono le strade da seguire e quelle da abbandonare, perché ci farà vedere chiaramente dove dobbiamo concentrarci se vogliamo crescere ulteriormente, anche se magari sarà in un modo del tutto inaspettato.

In una Luna Piena, ciò che è stato concepito con la Luna Nuova, richiede di essere manifestato o espresso. Quindi è molto utile rivedere le nostre intuizioni e visioni di due settimane fa, durante la Luna Nuova.

Le energie di Acquario e Leone combinate in questa Luna Piena gettano luce sulla nostra coscienza globale e su come la nostra identità e i relativi doni si integrano con il collettivo. La focalizzazione è su come creare un ponte tra il sociale e il personale.

L’esatta posizione del Sole e della Luna ( nella propria carta natale può indicare la natura delle dinamiche della Luna Piena. Ci si può attendere sviluppi originali, imprevedibili o significativi in quelle aree, ma anche silenzio…

Quelli che amano il silenzio trovino altra gente che ama il silenzio e creino silenzio e pace gli uni per gli altri.” (Thomas Merton, Sole in Acquario, Luna in Leone)

L’energia della Luna Piena ci confronta inevitabilmente con il tema delle relazioni e tutto quanto è inconscio in quella sfera. Non è possibile fare a meno di avere relazioni, non importa se crediamo di essere in una relazione o meno. Voler “essere in una relazione” è un’intenzione assurda, perché siamo sempre in qualche relazione. Quel che conta allora è diventare coscienti della natura delle relazioni che abbiamo già e svilupparle al meglio.

Se riconosco le relazioni in cui mi trovo già e decido di guarirle e lavorare su di esse, allora, se necessario ed onorevole, potrò passare a nuove relazioni o le stesse vecchie relazioni potranno trasformarsi e diventare nuove relazioni.

La Luna Piena in Leone si allinea con un cambio di paradigma che permette potenzialmente di percepire cosa accade oltre il velo della realtà ordinaria.

Il Leone ci insegna che tutto è possibile e ci invita a non dubitare mai di noi e del nostro sentire, spronandoci ad ascoltare il nostro cuore e ad andare con fiducia verso i nostri sogni e desideri; ci aiuta a riconnetterci al nostro centro irradiante, alla nostra fonte originaria dell’energia e della creatività, e a trovare il coraggio di mostrarci nella nostra unicità, tirando fuori ciò che siamo in verità.

Quindi che il nostro sole interiore possa realizzarsi ed esprimersi pienamente e in modo autentico!

Il Cielo Astrologico mette a nostra disposizione un progetto, il cui scopo è quello di aprire il Chakra del Cuore e attivare il Centro dell’Essere.

Cosa farne, come usarlo, dove posizionarci rispetto ad esso, è lasciato alla nostra individuale discrezione e stato di coscienza.

Questo è il momento di esprimere il nostro potenziale creativo e artistico e comunicare ciò che ci dona passione, le visioni, ideali, non importa quanto esse siano alternative, liberare energie stagnanti e blocchi, fare un salto quantico nella visione del futuro,, affrontare ciò che si ha a lungo rimandato, sfidando le paure e seguendo il cuore.

E’ il momento mettere in primo piano ciò che si è, sentendosi liberi di essere se stessi

Ricordiamoci che le nostre risorse sono infinite e che tutto è possibile !

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Mi chiamo C/2022 E3 e sono una cometa! Sono passata di qui 50.000anni fa .Come siete cambiati cara umanità!

Una cometa torna a fare visita alla Terra ben 50’000 anni dopo la sua prima comparsa, al tempo dei Neanderthal la C/2022 E3 (ZTF).

L’ultima volta che la stella ha visitato il pianeta, il deserto del Sahara era umido e fertile, Neanderthal e mammut vagavano ancora per il pianeta e gli umani, per quanto si sa, non avevano ancora raggiunto il Nord America.

La datazione del periodo di ritorno di 50 mila anni è stata fatta calcolando l’orbita percorsa dall’oggetto spaziale.

Secondo le stime, verso la fine del mese corrente dovrebbe addirittura essere visibile ad occhio nudo, tanta è la vicinanza al nostro pianeta, se invece siete armati di telescopio, già da questi giorni potrete iniziare ad avvistarla, nella speranza di ottenere uno scatto perfetto di un fenomeno destinato a ripetersi tra tantissimi anni.

C/2022 E3 (ZTF) è una cometa di lungo periodo che è stata scoperta lo scorso 2 marzo dagli astronomi Bryce Bolin e Frank Masci del Zwicky Transient Facility in California. All’inizio è stata giudicata un asteroide, ma con calcoli più accurati è stato stabilito che invece doveva trattarsi di una cometa. dimostrato avere una chioma condensata, caratteristica di una cometa”.

Da allora, la nuova cometa di lungo periodo si è notevolmente illuminata e ora sta attraversando la costellazione settentrionale della Corona Boreale nei cieli prima dell’alba.

Il 12 gennaio la stessa raggiungerà il punto di massima distanza dal Sole, avvicinandosi al massimo alla Terra solo il 1 febbraio 2023. Nel periodo che intercorrerà tra il 17 gennaio ed il 5 febbraio, “la declinazione della cometa sarà elevatissima, tanto da diventare circumpolare, ovvero visibile nel cielo per tutta la durata della notte, anche con un binocolo”.

In generale, per tutti gli essere umani le stelle hanno sempre avuto un significato molto speciale e sono viste come simbolo di speranza e di ideali.

L’essere umano ha bisogno di segni eccezionali per tirare fuori la testa dall’apparenza effimera che pure è il suo campo di esperienza.

Quindi mi domando…dato che nel Cosmo niente è per caso, quale messaggio vuole dare all’umanità questo passaggio della cometa di 50.000 anni fa? Così visibile ad occhio nudo in questo tempo di una umanità che raramente alza gli occhi al cielo così occupata a risolvere problemi che crea in continuazione.

50.000 anni fa

L’ Homo neanderthalensis,(king, 1864) comunemente detto uomo di Neandertal. visse nel periodo paleolitico medio, compreso tra i 200 000 e i 40 000 anni fa.

Fu un “Homo” molto evoluto, in possesso di tecnologie litiche elevate e dal comportamento sociale piuttosto avanzato che aveva la capacità di usare simboli e pensare in modo astratto. (Almeno così l’avrebbe detto Aristotele.)

Questo è emerso dai ritrovamenti di oggetti di ornamento personale e l’uso della pittura del corpo nelle grotte di Maltravieso, La Pasiega e Ardales  in Spagna. e nella grotta di Einhornhöhle in Germania.

Inoltre proprio da pitture rupestri risulta la sua dipendenza dai fenomeni naturali sia in terra che in cielo.

Certo l’interpretazione di un fenomeno come una cometa in cielo era istintiva e certamente aveva un riscontro sui suoi comportamenti, come lo era l’alternanza delle luce e del buio, la pioggia e il vento, la Luna e il Sole e le stelle.

L’ Homo neanderthalensis, viveva in simbiosi con la natura.

E tra i tanti fenomeni naturali una cometa che oggi chiamiamo C/2022 E3 (ZTF) poteva dare un messaggio, un imput,un monito . Quanto e quando è stato recepito e come utilizzato non lo possiamo sapere.

Ma certamente è stato notato perchè allora anche il cielo ed i suoi eventi erano da scrutare.

E l’essere umano aveva abbastanza coscienza di essere uno dei tanti abitanti di un ambiente che era comunque necessario per la sopravvivenza tanto da organizzare in gruppi i suoi simili.

E che tutto ciò che lo circondava dalla vegetazione, alla terra, alle distese di acqua, agli animali andava rispettato e curato per il bene reciproco.

50.000 > 2023

Homo Sapiens (dal latino uomo sapiente)l’essere umano moderno

gli appartenenti all’attuale umanità alzano gli occhi al cielo se non altro per assaggiare uno spicchio di eternità?

abbiamo coscienza di essere solo una delle tante specie che abitano il Pianeta Terra e sono reciprocamente necessari?

consideriamo l’Ambiente in cui viviamo un patrimonio indispensabile che deve essere conservato e migliorato per la sopravvivenza dell’intero sistema vivente ?

utilizziamo gli strumenti acquisiti per costruire un sistema di vita che sia utile a tutta la comunità utilizzando solo e oculatamente le risorse a disposizione?

abbiamo sviluppato concetti di bellezza e armonia verso noi stessi e tutte le altre specie? e comportamenti di conseguenza?

( a chi vuole completare…)

Non sarà che non è per caso che proprio in questo periodo viene avvistata questa cometa per ricordarci come eravamo e a farci riflettere su come siamo oggi ?

Se solo oggi notiamo questa cometa è perchè vogliamo darci un messaggio !

Forse riflettere su come siamo ora come umanità e se siamo soddisfatti delle nostre “ conquiste” !

Se stiamo raggiungendo lo stato di Homo Noeticus!

( io sono ottimista)

Love Laurin

Io penso che l’universo è un insieme vivo e pulsante di energie che agiscono, collaborano, scambiano qualità ed intensità in un continuo divenire secondo un ordine implicito da sempre e per sempre.

Queste energie pervadono e determinano una coscienza in tutto ciò che è manifesto, dal granello di sabbia, alle piante, agli animali, agli esseri umani fino alle più lontane e complesse galassie.

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.

Cometa in arrivo, solo i Neanderthal l’avevano vista (tecnoandroid.it)

Homo neanderthalensis – Wikipedia

L’Origine dell’Arte e i Primi Esempi di Arte Paleolitica (ulukayin.org)

Homo noeticus – Wikipedia

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La storia dell’uomo dei fiocchi di neve

Siamo alla fine dell’800 nel paesino di Jericho in Vermont (Stati Uniti) ed un giovane adolescente, Wilson Bentley, ama la neve e si appassiona sempre più ai fiocchi di neve.
Li scruta al microscopio, un regalo della madre, e prova a disegnarli per come li vede ma si sciolgono troppo presto così chiede ai propri genitori, una famiglia di contadini, di acquistare una macchina fotografica.
Nell’America del 1883 una macchina fotografica è un oggetto non solo costosissimo ma anche considerato uno strumento senza alcun utilizzo pratico rilevante, un lusso strano che in pochissimi potevano permettersi.
Per amore del figlio i genitori accettano la bizzarra richiesta del diciassettenne Wilson Bentley ed è così che, due anni dopo, il 15 gennaio 1885, fotografa il suo primo fiocco di neve.

Sei anni prima il Dr. Johann Heinrich Flögel in Germania era riuscito a fotografare un singolo fiocco di neve ma Wilson Bentley è stato il primo ad inventare una apparecchiatura microfotografica, collegando il banco ottico della macchina fotografica, ed a scoprire da autodidatta un metodo efficace per fotografare i fiocchi di neve lavorando al freddo.
Bentley raccoglieva la neve su un vassoio ricoperto di velluto, la divideva in singoli fiocchi di neve e posizionava i cristalli sul vetrino del microscopio usando un sottile strumento metallico e poi li fotografava.


La gente dubitava dell’autenticità dei suoi scatti ma nel tempo Wilson Bentley divenne famoso e i suoi sforzi vennero riconosciuti diventando noto a tutti come “The Snowflake Man”, “l’uomo dei fiocchi di neve”.
In circa quarant’anni Wilson Bentley nel suo laboratorio a Jericho ha fotografato oltre 5000 fiocchi di neve ed è stato il primo a sostenere la tesi che non esistono due fiocchi di neve perfettamente identici.

Durante la sua vita Wilson Bentley fotografò anche vari tipi di ghiaccio e le strutture che l’acqua forma in natura, incluse le nuvole e la nebbia

Fu il primo statunitense a riprendere le gocce di pioggia e uno dei primi fisici delle nuvole.

Wilson Snowflake Bentley è morto il 23 dicembre 1931 a causa di una polmonite che si era preso mentre scattava fotografie di fiocchi di neve durante una tormenta.
Il suo libro più famoso, Snow Crystals, pubblicato pochi giorni prima della sua morte, è ancora oggi in stampa e contiene oltre 2000 bellissime foto di cristalli di neve da lui fotografati e raccolte dalla American Meteorological Society che rivelano la meraviglia della diversità della natura nell’uniformità: non esistono due fiocchi di neve uguali ma partono tutti da una forma “base”, un cristallo esagonale di ghiaccio.

La sensibilità di Bentley e la sua ricerca della bellezza della natura racchiusa in  questo universo invisibile ad occhio nudo, effimero e transitorio, è racchiusa nelle sue emozionanti parole, colme di amore per il creato:

“Al microscopio, ho scoperto che i fiocchi di neve sono un miracolo di bellezza; ed impazzivo all’idea che questa bellezza non potesse essere apprezzata da altri. Ogni cristallo è un disegno geometrico unico e nessuna forma è mai ripetuta. Quando un fiocco si scioglie, questa forma è persa per sempre. Così tanta bellezza spariva, senza lasciare nessuna traccia di essa.” – Wilson Bentley, 1925

Leggi anche:

* Così nasce un fiocco di neve… – Laurin42 (wordpress.com)

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Se apri l’ombrello …anzi gli occhi…piovono stelle!

Arrivano le Geminidi,

Il più intenso e misterioso sciame di stelle cadenti

Geminidi-2014

La pioggia di meteore delle Geminidi, che quest’anno avrà come picco tra il 13 e 15 dicembre, sarà la pioggia più intensa dell’anno.

Sarà domenica 13 il picco. Sperando in un tempo sereno, saremo in una condizione ideale, perché la Luna sarà nuova e non interferirà con l’osservazione.

Durerà per diversi giorni, sarà ricchissima come numero di meteore, e potrà essere facilmente vista da quasi qualsiasi parte del pianeta.
Tra le altre cose, è anche la pioggia preferita dell’astronomo della NASA, Bill Cooke, ma non per i motivi descritti sopra.
“Le Geminidi sono le mie preferite, perché sfidano qualsiasi nostra spiegazione.” racconta Cooke.
La maggior parte delle piogge di meteore proviene dalle comete, che rilasciano tantissime meteore piccole durante la notte, che si disolvono nell’atmosfera creando quelle che chiamiamo “stelle cadenti”.
Le Geminidi però sono diverse.
La loro “madre” non è una cometa, ma una strana roccia chiamata 3200 Phaethon, che rilascia davvero poca polvere e detriti, troppa poca per spiegare le Geminidi.
“Di tutti i detriti che passano vicino alla Terra durante l’anno, le Geminidi sono sicuramente le più massicce piogge meteoriche,” spiega Cooke. “Quando contiamo la quantità di polvere nel flusso delle Geminidi, viene fuori un rapporto 500 a 5 rispetto alle altre piogge, quindi di gran lunga di più.”
Eppure l’asteroide responsabile non è abbastanza massiccio per una cosa del genere. 3200 Phaethon fu scoperto nel 1983 dal satellite IRAS della NASA, e ovviamente fu subito classificato come asteroide.
Cos’altro potrebbe essere se no? Non aveva una coda; i suoi parametri orbitali intersecavano quelli della Cintura dei Asteroidi; ed i suoi colori sono molto simili a quelli di tutti gli altri asteroidi. Infatti, 3200 Phaethon è cosi simile all’asteroide della Cintura, Pallas, che potrebbe essere un pezzo di 5 km tagliato via dal blocco originario di 544 km.

3200_Phaethon_orbit

“Se 3200 Phaethon si è davvero staccato dall’asteroide Pallas, come pensano alcuni ricercatori, allora le meteore delle Geminidi sono resti di quel evento che viaggiano insieme all’asteroide.” specula Cooke. “Ma questa spiegazione non è in accordo con altre cose di cui siamo a conoscenza.
I ricercatori hanno analizzato con attenzione le orbite dei frammenti delle Geminidi, e hanno concluso che furono rilasciati da 3200 Phaeton quando quest’ultimo si trovava vicino al Sole, non quando si trovava nella Cintura dei Asteroidi, da dove si sarebbe secondo altri staccato dal più grande Pallas.
L’orbita eccentrica di 3200 Phaethon inoltre lo porta dentro l’orbita di Mercurio ogni 1.4 anni. Cosi il corpo roccioso riceve una regolare ondata di grande calore che potrebbe creare i getti di polvere che vediamo durante le Geminidi.
Per mettere alla prova quest’ipotesi, i ricercatori hanno usato le sonde gemelle della NASA: STEREO, che sono progettate per lo studio dell’attività solare. I coronografi a bordo delle sonde STEREO possono rilevare asteroidi e comete che passano vicino al Sole, e nel giugno del 2009 hanno rilevato 3200 Phaethon a soli 15 diametri solari dalla superficie del Sole stesso.
Quello che è successo dopo, ha sorpreso gli scienziati planetari della UCLA, David Jewitt e Jing Li, che hanno analizzato i dati. “3200 Phaethon è diventato,inspiegabilmente più brillante di un fattore di 2″ hanno scritto. “La spiegazione più probabile è che Phaethon eiettasse polvere, forse in risposta alla rottura di rocce sulla superficie(fratture termiche e decomposizione dei minerali idrati) per via dell’enorme calore in arrivo dal Sole.”
Jewett e Li, avevano ragione con la loro ipotesi della “cometa rocciosa”, ma sottolineano che c’è comunque un problema. La quantità di polvere che 3200 Phaethon ha eiettato durante il suo incontro con il Sole nel 2009 è soltanto lo 0.01 % della massa del materiale che cade sulla Terra durante le Geminidi, quindi neanche lontanamente abbastanza da spiegare cosa sta succedendo.
Forse la cometa rocciosa era più attiva nel passato…?
“Semplicemente non lo sappiamo” ha spiegato Cooke. “Ogni nuova cosa che impariamo riguardo alle Geminidi è un tassello in più per questo mistero.”
Questo mese, la Terra passerà attraverso le Geminidi,producendo fino a ben 120 meteore all’ora durante le notti con un cielo chiaro
Il momento migliore per vederle è probabilmente tra la mezzanotte e l’alba del 14 Dicembre, quando la Luna è bassa è la Costellazione dei Gemelli è alta nel cielo.

Dopo le Geminidi, è la volta delle Ursidi, così chiamate a causa dell’apparente provenienza dalla costellazione dell’Orsa Minore. Alle nostre latitudini, il radiante delle Ursidi è circumpolare, sicché non tramonta mai. A differenza delle Geminidi, che sono piuttosto costanti, le Ursidi hanno un comportamento altalenante. Un certo spettacolo fu offerto nel 1945 e nel 1986. I
Le Ursidi, saranno attive dal 17 al 26 dicembre. Il picco è localizzato tra il 22 e il 23 dicembre, con almeno 10 meteore all’ora.
Saranno decisamente meno intense delle cugine Geminidi, ma comunque spettacolari.
Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…
un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…

è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia…

tutte le stelle…

tutto l’universo

fonti.

http://www.today.it/scienze/stelle-cadenti-geminidi-dicembre.html

http://www.astronomitaly.com/blog/stelle-cadenti-dicembre-osservare-le-geminidi
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La stella di Natale è Sirio ,la stella più lucente del cielo e l’energia e la forza che muovono l’evoluzione umana.

Ogni Natale ed ogni Capodanno, la stella di Natale, Sirio, ci invita a riflettere su quale strada e quale percorso intraprendere , il cammino sul quale l’uomo pensante moderno può ritrovare i suoi valori . Perchè è su questa Terra che quest’uomo è qui ora per imparare a riconoscere se stesso

“La stella che innamora tutti gli sguardi” dalle nostre latitudini non si eleva mai troppo sull’orizzonte e la turbolenza ne devia in continuazione la luce generando una pulsazione continua dai colori lievemente cangianti. Uno spettacolo ipnotico! Non è un caso infatti che il suo nome derivi dal greco antico Σείριος (pronuncia Séirios), che significa splendente, ma anche ardente, bruciante.

Non è in realtà una stella particolarmente luminosa, ma trovandosi a poca distanza da noi (8,6 anni luce) nel cielo delle Terra appare prominente.

Intorno alla mezzanotte dei giorni che precedono e seguono il Solstizio d’inverno e Capodanno, tutti gli anni, da molte migliaia di anni, appare verso sud la più grande e lucente stella del firmamento, Sirio. E’ più lucente di un pianeta e non si può sbagliare nel riconoscerla.

Sirio non è una stella come tutte le altre. Essa è davvero particolare, anzi per meglio dire, speciale. Essa marca la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Cioè intorno alla mezzanotte di ogni capodanno guardando Sirio automaticamente noi guardiamo l’autostrada sulla quale stiamo procedendo. Sirio, o Iside, la “Sothis” greca o la “Spdt” egiziana, potrebbe essere la meta del nostro viaggio, una visita alla Monna Lisa del cosmo. E la sua lucentezza sembra fatta apposta per facilitarci questo viaggio, come per dire “segui la mia luce di splendore e ti ritroverai a casa”.

Sirio ci indica la nostra posizione nella nostra galassia e la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Verso di Lei, come detto, c’è la direzione della nostra meta ed il nostro futuro intorno al centro della nostra galassia. A 90 gradi, a sinistra, c’è la parte di cielo che noi possiamo vedere bene alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio di primavera, la parte di cielo più piena di stelle proprio perchè quella è la direzione del centro del nostro ammasso galattico intorno al quale tutto il sistema solare gira. Ancora più avanti, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’estate, la parte di cielo che si apre davanti a noi indica la zona o strada da cui siamo passati e stiamo provenendo. Proseguendo ancora, alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio d’autunno possiamo vedere la parte di cielo più povera di stelle proprio perchè stiamo guardando verso la parte opposta a quello del centro galattico. Finchè di nuovo, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’inverno e capodanno, la nostra bella Sirio, o Iside, ritorna a splendere come non mai e ad indicarci la nostra meta con Lei come guida.

Sirio, nella plurimillenaria storia egiziana, rappresenta la grande dea Iside. Stella e Dea sono entrambe affascinanti e misteriose ed interi volumi sono stati scritti su entrambe. La loro storia risale alla notte dei tempi ed il loro culto è all’origine delle nostre fedi religiose. Sirio è bella, come Iside è bella. ed il loro misterioso fascino di natura femminile può forse essere paragonato all’ispirazione del Divino dato dal quadro più famoso al mondo, la celebre Monna Lisa di Leonardo.

Sirio era la rappresentazione della dea Iside, moglie di Osiride, a sua volta rappresentato dalla seconda forse più bella costellazione del cielo, la costellazione di Orione. Così Sirio, o Iside, segue Orione, o Osiride, nel cielo per l’eternità, a testimonianza del loro Amore cosmico e dell’Amore universale, oltre che di forse profonde verità, spirituali e scientifiche che ancora oggi ci sfuggono.

La famosa Stella di Natale, che noi mettiamo su tutti i presepi, non è altro che Sirio, o Iside, la più lucente e bella stella che da millenni, nei giorni di Natale, illumina la capanna del nuovo anno che nasce e la capanna della divinità che nasce e che rinasce con noi e dentro di noi.

Fino all’avvento del Cristianesimo il culto di Iside era osservato in tutto l’oriente  e nei paesi del mediterraneo. Anche a Roma e nel mondo romano esso era conosciuto e praticato e vi erano molte statue che la raffiguravano con un bambino in braccio.

Il bambino che Iside portava in braccio era suo figlio Horus, o Horo, avuto, così dice la leggenda, in pratica per magia o, come diremmo noi oggi, per opera dello spirito santo, anche se il concepimento fu frutto del seme di Osiride, perchè quando Lei concepì Horus suo marito Osiride era già morto, caduto in una trappola mortale tesagli, per invidia per il suo successo e popolarità, da suo fratello Seth assieme ad altri 72 congiurati.

Osiride fu un grande civilizzatore e girò il mondo intero portando il primo fondamentale messaggio di luce di sapienza, fratellanza, amore, giustizia, spiritualità, pace e perdono a tutti gli esseri umani. Insomma egli fu, molte migliaia di anni prima, il nostro Gesù così come Iside fu l’antesignana della Madonna col Bambino. E fu la storia di Iside a dare chiaramente l’idea al Cristianesimo dell’Immacolata Concezione.

L’importanza, la grandezza ed il mistero di Sirio non finiscono qui. Sirio fu scelta dagli antichi egiziani, già dai tempi predinastici, dal 3500 A.C. per certo, ma forse risalente a tempi più antichi, quale stella adatta a marcare l’anno di 365,2422 giorni che noi oggi conosciamo col calendario Gregoriano. Ciò era possibile perchè Sirio era, ed è, l’unica stella del firmamento che non ha movimenti precessionali come tutte le altre stelle. Noi sappiamo che a causa della precessione degli equinozi ogni 2160 anni circa tutte le stelle subiscono appunto un movimento precessionale di 30 gradi di ascensione retta. Sappiamo, per esempio, che a causa di tale movimento fra alcune migliaia di anni la stella che c’indicherà la direzione del Nord sarà la stella Vega e non più la attuale stella Polare dell’Orsa Minore. Ebbene per Sirio ciò non è accaduto e non si è verificato per oltre, ad oggi, 5500 anni!!

Quindi Sirio è la stella fissa, o quasi, per eccellenza.

Un punto fermo nel Cosmo quasi a voler dare la possibilità a tutti gli uomini del pianeta di poter trovare, un giorno, la giusta strada della verità nella sapienza e nella spiritualità. Essa pertanto indica il Natale, Capodanno e l’Epifania tutti gli anni, adesso come duemila anni fa e come sei mila anni fa ed ancora più indietro.

Sirio inoltre è la stella che al centro del cielo ed in direzione sud, era traguardata, come attraverso un cannocchiale, dal condotto meridionale della Camera della Regina della Grande Piramide di Giza, condotto che pertanto appare essere stato costruito appositamente per Lei, questa stella fantastica e più che speciale. Gli antichi si dovettero rendere conto dell’importanza e dell’eccezionalità di questa stella, molto più di quanto siamo disposti a concedere noi oggi, nella nostra scettica aridità spirituale, pianificando la costruzione del più grande monumento al mondo, la Grande Piramide di Giza in Egitto, intorno alla sua essenza di Stella e Dea.

L’aver voluto far rappresentare l’unicità di questa splendente e magnifica stella dalla Dea Iside, una Donna, sembra infine essere stata una deliberata e chiara testimonianza dei fondatori della civiltà umana ad onorare, rispettare e ad amare la femminilità e l’eterno femminino di tutte le Donne, portatrici dell’affascinante mistero del Divino e dell’Amore che è all’origine della Vita e della sua rigenerazione.

“ In primo luogo vi è l’energia o forza emanata dalla stella Sirio. Cercando di esprimere a parole il concetto, l’energia del pensiero, o forza mentale, nella sua totalità, raggiunge il sistema solare da un lontano centro cosmico attraverso Sirio. Sirio funziona da trasmettitore, o da punto focale, da cui partono quelle influenze che producono l’autocoscienza nell’uomo.

Alice A. Bailey

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La buona notizia del venerdì: E’ italiano l’albero eletto per il 2022!

È a Palermo l’albero italiano eletto per l’anno 2022: si tratta di un Ficus macrophylla ultracentenario, cha ha già vinto il premio per la chioma più grande d’Europa e che punta a vincere il prestigioso titolo di “albero d’Europa” per il 2023.

Un albero monumentale, compatto ma intricato, con un labirinto di rami in cui si rischia di perdersi.

È il ficus del giardino Garibaldi, situato in Piazza Marina, nel cuore di Palermo: con la sua altezza di 30 metri, una circonferenza alla base del tronco che misura più di 21 metri e la sua chioma di diametro di 50 metri, è il più grande albero esotico d’Europa.

Questo esemplare di ficus macrophylla ha quasi 160 anni ed è originario delle foreste pluviali, dove questa specie può raggiungere anche i 60 metri di altezza. È conosciuto anche come ficus magnolioide o con il più inquietante nome di “albero stritolatore”: una volta germogliato sui rami di un altro albero, ben presto lo avvolge in un groviglio di radici, che lentamente portano alla morte del malcapitato.

Ma i ficus di piazza Marina non sono certo gli unici di Palermo: ve ne sono di giganteschi nell’Orto botanico, una coppia di gemelli sono cresciuti accanto a Villa Trabia, uno circolare sormonta la cima della montagnola del Giardino inglese e un altro si trova nel giardino della Palazzina cinese.

Infine, va ricordato il ficus del giardino pensile di Palazzo dei Normanni, che ha cinto in un abbraccio “mortale” un grosso esemplare di pino domestico.

Il ficus di piazza Marina è però il più imponente di tutti e oggi è l’albero più grande d’Europa.

Un albero monumentale con un’importanza di diversi aspetti: paesaggistici, storici, culturali, botanici …

Originario degli stati australiani del Queensland e del Nuovo Galles del Sud, il grande ficus dell’Orto botanico è stato introdotto nel 1845 e rappresenta il capostipite dei grandi ficus presenti nei giardini di Palermo, della Sicilia e dell’Italia meridionale. Presenta ben 44 fusti, i più grandi dei quali possiedono una circonferenza di circa 3,60 metri, che sostengono l’allungamento di undici grosse ramificazioni principali, a sviluppo quasi orizzontale, da cui si dipartono le ramificazioni di ordine inferiore.

Il Ficus che vive nell’orto è il “papà” di tutti gli esemplari coltivati nei giardini della Sicilia e non solo.

Adesso il Grande Ficus dell’orto botanico siciliano rappresenterà l’Italia nel 2023 al contest europeo come albero più affascinante e ricco di storia del nostro patrimonio arboreo, in sfida con gli altri vincitori delle 18 nazioni partecipanti al concorso.

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Due parole sul novilunio in Sagittario : pronti a scoccare la freccia?

La Luna Nuova del Sagittario arriva come una boccata d’aria fresca dopo che tutte le forti energie cosmiche dei mesi sono trascorse. 

Il passaggio attraverso lo Scorpione che ci ha portato nelle nostre profondità più recondite, invitandoci ad imitare la natura: spogliandoci del superfluo, risparmiando energia, concentrandoci sull’interiorità e lasciando morire ciò che non serviva più

Il Sagittario è un segno di fuoco caratterizzato dalla capacità di portare a termine quanto intrapreso e dopo aver sondato le profondità dell’essere, ci invita verso una nuova direzione della nostra vita

Ogni anno, il Sagittario ci offre l’opportunità di imparare a lasciare andare il pensiero basato sulla mancanza e acquistare una mentalità di abbondanza. Possiamo provare la sensazione di “il cielo è il limite” se osiamo sognare, spingerci oltre e previlegiare le idee rispetto alla realtà.

È importante annotare ogni idea che ci viene in mente nelle prossime settimane perché qualsiasi idea appena nata potrebbe plasmare il futuro o potrebbe diventare la nostra prossima visione da raggiungere.

la Luna Nuova rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo lunare, e all’interno di questo nuovo ciclo lunare è contenuta la promessa di nuovi inizi, nuove avventure e nuovi momenti di risveglio.

Illuminiamo con questa luce lunare il buio della notte di propositi per rinnovarci.

Resettare la nostra vita spesso implica scegliere consapevolmente , stabilire nuove abitudini, affrontare le cose in modo diverso e raccontarsi una nuova storia. 

Prendiamo tutte le esperienze del passato e usiamole come carburante per scrivere un nuovo percorso.

Riempiamolo con tutto ciò che desideriamo e come desideriamo che le cose vadano

Ci meritiamo un lieto fine, quindi non permettiamo a nessuna voce di insicurezza di rovinare la nostra storia!

Giove, il pianeta dell’espansione, dell’abbondanza e dei lati positivi, è molto attivo sotto questa Luna Nuova. 

Giove è il pianeta dominante del Sagittario che dà ulteriore enfasi alla sua energia, è anche in posizione di trigono con la Luna Nuova, e esce dal suo ciclo retrogrado subito dopo il picco della Luna Nuova.

Giove è il pianeta più grande del nostro sistema solare, quindi la sua intensa attività nei cieli cosmici ci permetterà davvero di sentire la sua energia!

Quando Giove terminerà il suo moto retrogrado, stazionando direttamente, atterrerà negli ultimi gradi dei Pesci, dove terminerà il viaggio iniziato nel Maggio 2021.

È in questi gradi finali dei Pesci che Giove ci aiuterà a capire cosa ha evocato in noi questo viaggio.

Giove in Pesci ha focalizzato temi universali relativi alle nostre convinzioni a livelli più profondi, è anche servito come carburante per aiutarci a connetterci con il nostro lato più compassionevole e più sensibile.

Pensiamo a tutti i modi in cui ci siamo addolciti negli ultimi mesi. Come siamo diventati più sensibili a noi stessi e agli altri? Quali muri abbiamo abbattuto, permettendo al cuore di aprirsi sempre di più?

Giove ci spinge ad ampliare la prospettiva del nostro punto di vista come se guardassimo dall’alto e potremo scoprire in quali ambiti cambiare e in quali altri potenziare per arricchire la nostra vita.

L’energia di Giove carica il nostro campo energetico e ci sentiamo più ottimisti, più determinati e più fiduciosi nella nostra capacità di affrontare le cose.

Ma tutto lo Zodiaco è dentro di noi e in questo momento i pianeti vibrano nell’energia del Sagittario, il momento è propizio per riaccendere in noi la luce della fiducia, e ritrovare la positività, l’entusiasmo e quel pensiero creativo, che ci permette di proiettarci nel futuro con nuove intenzioni, nuovi progetti e nuove speranze di realizzazione.

Love Laurin

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* Arrivano i leoni …del cielo

Picco di stelle cadenti visibili per molti giorni dalla costellazione del Leone

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Le nuvole si preparano ad alzare il sipario per le Leonidi: le stelle cadenti di novembre, uno sciame di meteore visibile osservando verso Sud, il cui picco è previsto proprio in questi giorni.

Le Leonidi sono uno dei più importanti sciami meteorici: è causato dalla Cometa Tempel-Tuttle.

Lo sciame è visibile ogni anno intorno al 18 novembre ed è formato da particelle emesse dalla cometa durante il suo passaggio accanto al Sole.

Devono il loro nome alla posizione del radiante, il punto cioè da cui sembrano provenire, localizzato nella costellazione del Leone: le meteore infatti sembrano irradiarsi proprio da quel punto del cielo.

Si tratta di uno sciame di stelle cadenti, meno celebri delle ‘sorelle’ visibili in agosto e forse meno spettacolari, ma che possono riservare sempre bellissime sorprese. Nel ’66 vi fu una bellissima pioggia di queste meteore talmente luminose che furono visibili anche dagli abitanti di Londra, una città che soffriva già allora di forte inquinamento luminoso.

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La Terra, nel suo movimento di rivoluzione intorno al sole, attraversa la scia dei meteoroidi lasciati dal passaggio della cometa: la scia è formata da particelle solide, i meteoroidi appunto, emesse dalla cometa man mano che il gas ghiacciato sublima a causa della vicinanza al Sole (solitamente a una distanza inferiore a quella dell’orbita di Giove).

Le Leonidi formano una scia in rapido movimento che attraversa l’orbita terrestre a 72 km/s[1].

Tra le stelle cadenti, esse sono ben note per la brillantezza delle meteore e dei bolidi che possono avere una sezione di 9 mm e una massa di 85 g e che penetrano nell’atmosfera con una intensità pari a quella di un’automobile che urta a quasi 100 km/h. Le sue piogge meteoriche, che talvolta assumono il carattere di tempeste meteoriche, possono in un anno far depositare 12-13 tonnellate di particelle sul nostro pianeta.

I meteoroidi persi da una cometa danno vita a delle scie con orbite simili ma leggermente diverse da quelle della cometa che le origina. Il loro percorso, infatti, viene disturbato dai pianeti, in particolare da Giove[2] e in misura minore dalla pressione radiativa del sole (effetto Poynting–Robertson ed effetto Yarkovsky[3]): in generale, le scie vecchie sono spazialmente meno dense e danno luogo a piogge meteoriche con qualche meteora al minuto.

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Nel caso delle Leonidi esse raggiungono l’apice il 18 novembre, sparpagliandosi per diversi giorni intorno all’apice stesso che cambia di anno in anno[4]; per contro, le scie giovani sono spazialmente più dense e danno luogo, quando la Terra le attraversa, a tempeste meteoriche con oltre 1000 meteore all’ora [5], in confronto a circa 1-2 meteore l’ora degli anni normali e a qualche meteora l’ora in occasione delle piogge meteoriche.

Le Leonidi presentano un ciclo di 33 anni, pari al periodo orbitale della cometa Tempel-Tuttle: tra le piogge meteoriche ad esse associate vanno ricordate quelle del 1698, 1799, 1833[6], 1866, 1966[7], e 2001.

La sigla internazionale dello sciame è LEO.

Questa costellazione sorge dopo la mezzanotte a est ed è osservabile dalla mezzanotte fino all’alba.

“Nel 1998 hanno mostrato una fantasmagorica tempesta di bolidi e meteore luminose. Nel 2002, oltre alla normale attività annuale, hanno mostrato due grossi picchi di frequenza, uno dei quali osservato nel nostro paese. Attualmente la frequenza delle Leonidi è ritornata verso la normalità con un numero contenuto di eventi” spiega l’Uai.

Fonte: Wikipedia

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…

è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia…

tutte le stelle…

tutto l’universo

 

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La buona notizia del venerdì: Il Museo delle Illusioni a Roma dove nulla è come sembra

Pozzi senza fondo, pavimenti inclinati, oggetti che cambiano forma: al Museo delle Illusioni di Roma nulla è come sembra.

Nella capitale è stato appena inaugurato il Museo delle Illusioni, un posto in cui vivere esperienze sorprendenti e imparare qualcosa di più sulla nostra percezione.

Ti offriamo una strabiliante esperienza che, attraverso tante nuove e inesplorate illusioni, sconvolgerà i tuoi sensi e ti darà al tempo stesso l’opportunità di imparare qualcosa sulla mente –fanno sapere dal museo, che si trova in

via Merulana 17, a due passi dalla Basilica di Santa Maria Maggiore. –Goditi la nostra collezione di ologrammi, guarda più da vicino ogni illusione ottica e osserva attentamente ogni installazione. Le nostre illusioni sono un modo insolito e divertente per ricordarci che le nostre convinzioni sul mondo che ci circonda spesso non sono altro che una distorsione della realtà.”

Il format nato a Zagabria nel 2015, ha già avuto un grande successo in una quarantina di città in tutto il mondo e lo scorso anno è approdato anche a Milano.

Attraverso le esperienze proposte nelle varie stanze, progettate dagli architetti Sven Franc e Jasmina Frinčić, i visitatori possono ingannare i loro sensi, sperimentare la prospettiva, mettere alla prova le loro abilità. Lo scopo non è soltanto divertirsi, ma anche imparare il funzionamento di certe dinamiche. Sono previsti anche diversi rompicapo intriganti ed educativi.

Nel Museo delle Illusioni bambini (dai 6 anni in su) e a adulti vengono catapultati in universo affascinante e divertente. Qui ognuno, dagli appassionati agli esperti di scienza, si ritrova a dubitare dei suoi sensi. In totale sono circa 70 gli effetti ottici, i trucchi e le esperienze che porteranno i visitatori a scoprire gli inganni della mente.

Sii abbastanza coraggioso da saltare nell’illusione creata dal Vortex Tunnel che ti farà perdere la testa e ti farà credere che stai lottando faticosamente solo per fare un passo in avanti attraverso un cilindro rotante su una superficie così stabile e piatta!

Fatti ruotare incredibilmente nella Stanza del Sottosopra, lasciati andare nella Stanza dell’Infinito, resisti alle leggi della gravità e del rapporto tra le dimensioni, entra nella stanza delle luci e gioca non con una ma con ben tre ombre di colori diversi” si legge nel sito del museo interattivo.

Divertiti nella nostra collezione di ologrammi, guarda più da vicino ogni illusione ottica e osserva attentamente ogni installazione– spiega il Museo – Sono un brillante e divertente promemoria del fatto che le nostre convinzioni sul mondo che percepiamo spesso non sono altro che uno spettro d’illusioni. L’autentica collezione delle opere in mostra ti lascerà di certo a bocca aperta!

Decisamente inquietante e divertente, anche il Tavolo dei Cloni, dove ci può sedere con ben 5 cloni di se stesso!

Il Museo delle Illusioni è adatto a tutte le età e spazia dai classici come il vaso di Rubin ad esperienze più “estreme” come il Tunnel dei Vortici, la Stanza del Sottosopra e quella Anti-Gravità.

Il Museo delle Illusioni di Roma è aperto dal lunedì al giovedì: dalle 10.00 alle 20.30 (ultimo accesso alle 19.30) e dal venerdì alla domenica dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo ingresso alle 20.00).

Tutti i sabati e le domeniche dell’anno e nei giorni festivi l’ingresso è riservato solo a chi ha già prenotato online, mentre in tutti gli altri giorni della settimana la prenotazione online non è obbligatoria ma fortemente consigliata.

A volte sperimentare diversi punti di vista ci fa cambiare prospettiva di vita e guardare al futuro con fiducia nelle nostre molteplici capacità!

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Perchè siam donne: Jessica che contrasta i pregiudizi e gli stereotipi di Wikipedia

Jessica Wade è una fisica dell’Imperial College di Londra.

Nel 2019 ha ricevuto una delle più alte riconoscenze del Regno Unito, la medaglia dell’Impero britannico. Ma non tanto per i suoi meriti nella fisica, quanto invece per i considerevoli risultati nel contrastare gli stereotipi di genere nella scienza. Un settore dove si è soliti pensare che le donne siano in minoranza, o che siano poco portate o interessate.

Jessica ha raggiunto questo risultato grazie a Wikipedia.

33 anni, la scienziata britannica da alcuni anni ha affiancato all’attività scientifica un’altra, per certi versi attinente.

A partire dal 2017, ha infatti aggiunto oltre 1700 profili di scienziate su Wikipedia, andando a colmare un notevole divario di genere nel campo di quell’area che ricade sotto l’acronimo STEM (science, technology, engineering, and mathematics), e che indica le discipline scientifico-tecnologiche.

L’idea nasce nel 2017, quando Jessica scopre che solo una parte molto ridotta delle biografie della popolare enciclopedia è dedicata a donne. Nella compilazione delle voci, Wikipedia si regge sul contributo dei volontari, e non è esente da pregiudizi e stereotipi, in particolare legati alla composizione demografica di questi (nel 2019 la maggior parte dei contributi proveniva per esempio da maschi bianchi del Nord America). Jessica decide allora di provare a cambiare questa tendenza, lavorando per un obiettivo a portata di mano, su cui può intervenire attivamente. Inizia così a compilare biografie di scienziate donne e appartenenti a minoranze che non hanno mai ricevuto il giusto riconoscimento. La sua prima pagina è stata su Kim Cobb, una climatologa americana. 

In questa attività Jessica ha persino incontrato resistenze da parte di membri della comunità wikipediana. Circa 15 biografie, infatti, sono state cancellate nel tempo perché non avrebbero rispettati i criteri di rilevanza enciclopedica. Tra queste, la pagina dedicata a Clarice Phelps, chimica nucleare americana, la prima donna nera coinvolta nella scoperta di un nuovo elemento chimico. In questo caso Jessica è riuscita in seguito a preservare la voce Wikipedia.

In particolare le ragazze, i bambini provenienti dalle fascie sociali più basse e le persone razzializzate – a pensare di studiare fisica alle superiori, perché la fisica è ancora una materia elitaria, da ragazzi bianchi” ha spiegato tempo fa in un’intervista al New York Times.

Nello scegliere i profili da inserire, Jessica segue ormai una metodologia consolidata. Ogni mattina, attraverso Twitter, cerca una persona che ha ricevuto un premio, un’importante borsa di ricerca, o che ha pubblicato un articolo prestigioso o, infine, ha tenuto in pubblico un discorso di impatto. Dopodiché verifica se il profilo soddisfi i criteri di Wikpedia: se ciò accade, passa alla fase di ricerche e scrittura.

Nel corso degli anni, all’attività di stesura vera e propria ha affiancato scritti e conferenze pubbliche sul tema dell’uguaglianza di genere nelle discipline scientifiche. Ha anche condotto seminari di formazione su Wikipedia e collaborato con associazioni che promuovono l’inclusività.

Nel 2021, infine, è uscito il suo primo libro di divulgazione scientifica rivolto ai bambini,” Nano. La spettacolare scienza del molto (molto) piccolo

Jessica ha anche ricevuto le lodi di Jimmy Wales in persona, il fondatore di Wikipedia, per il suo contributo. Parlando al Washington Post, Wales ne ha sottolineato l’impatto sulla qualità dei contenuti di Wikpedia, ricordando poi un’altra donna che sta seguendo le orme di Jessica, la 28enne Emily Temple-Wood. Anche lei, come editor dell’enciclopedia, è infatti impegnata a “contrastare effetti e cause dei pregiudizi di genere” su Wikipedia.

Alle ragazze viene detto a un’età incredibilmente precoce che la scienza è per i ragazzi”.

Ci sono così tante scienziate brillanti, ma semplicemente non le celebriamo abbastanza. Dobbiamo parlare di più di coloro che abbiamo, perché altrimenti rischiamo di perdere loro e il loro lavoro”. La scelta di Wikipedia arriva da qui: “Quando i giovani navigano su internet, cercano su Google qualcosa che trovano interessante, come il cambiamento climatico o la forma di una piramide. Se vanno su Wikipedia e iniziano a leggere i nomi degli scienziati, ci saranno donne e persone di colore. Ci saranno persone simili a loro che hanno avuto questo enorme impatto sulle scoperte scientifiche”.

“Sono un piccolo pesce in un mare enorme”, ha ricordato Jessica al Washington Post. “Ma continuerò a fare tutto il possibile per rendere la scienza un luogo più accessibile e inclusivo”.


La scienziata che ha creato più di 1700 voci su Wikipedia per combattere il divario di genere – Valigia Blu