*La buona notizia del venerdì: Un borgo amico per con-vivere in modo dignitoso : Cicala in Calabria

Ai piedi della Sila, in Calabria, Cicala è un luogo di aggregazione in cui le persone malate hanno la possibilità di vivere una quotidianità serena, partecipativa e libera : tutti gli abitanti si occupano dei malati

Quelli che ridono, o sono contenti, o son pazzi, o son dementi” questo recita un vecchio proverbio italiano, sintesi perfetta per raccontare il progetto del centro diurno “Antonio Doria” realizzato dall’ Associazione Ra.Gi. Onlus di Catanzaro.

Si tratta di un progetto di ospitalità diffusa che ha trasformato il paese in una grande casa per i pazienti e le loro famiglie, che finalmente possono fare affidamento su una comunità per risolvere i problemi, a cui spesso devono far fronte da soli

Un intero paese votato all’accoglienza delle demenze, dove restituire ai malati una po’ di normalità.

Cicala, un comune di mille anime nella provincia di Catanzaro, che è diventato un’oasi terapeutica grazie all’impegno dell’associazione Ra.gi., che pian piano ha attuato una vera e propria rivoluzione. 

In questo piccolo centro, infatti, i malati sono diventati pazienti di tutti gli abitanti, che danno un piccolo apporto per contribuire alle terapie di coloro che sono affetti da demenza o Alzheimer e che arrivano speranzosi a Cicala.

Il sogno che ha preso forma in questi anni è figlio di un progetto di ospitalità diffusa, che ha trasformato il paese in una grande casa per i malati e le loro famiglie, che finalmente possono fare affidamento su una comunità per risolvere i problemi, a cui spesso devono far fronte da soli.

Per realizzare questo progetto, dapprima è stato aperto un centro diurno per il trattamento degli ospiti, che pian piano hanno avuto accesso all’intero paese in completa libertà.

Quando i malati entrano nei negozi, parlano con i bambini delle scuole o impastano il pane insieme al fornaio, sono sempre affiancati da un operatore che con discrezione ne supervisiona le attività.

In questo modo gli ospiti di Cicala entrano a far parte della comunità e riprendono quelle attività, semplici e quotidiane, che per molti di loro erano diventate montagne troppo alte da scalare.

Il tutto è stato possibile anche grazie alla disponibilità di commercianti ed abitanti che sono stati preparati dai volontari di Ra.gi. a vivere e lavorare in un paesino definito ‘Dementia frendly’, ossia amico delle demenze.

I commercianti, macellai, fruttivendolo, panettieri, baristi, farmacisti parrucchieri, barbieri e fiorai hanno seguito un corso di formazione per 5 mesi su come parlare e relazionarsi con le persone con demenze.

Si tratta di persone normali, non terapisti, gente comune che incontrerà nella quotidianità queste persone e che accompagnate dalla Equipe terapeutica andranno a fare la spesa, passeggeranno, incontreranno persone “normali” andranno a prendere il caffè normalmente.

Il progetto è presieduto da Elena Sodano, che è una grande sostenitrice del metodo della Teci (Terapia espressiva, corporea, integrata), che si fonda su un approccio, con solide basi scientifiche, ma che è anzitutto fisico.

Attraverso questo tipo di terapia a Cicala si punta sull’umanizzazione e la normalizzazione dei pazienti che non vengono sedati.

 

 

L’obiettivo è costruire un approccio più “esistenziale” che assistenziale per gli ospiti.

Convinti dalla bontà del progetto, al fianco dell’associazione Ra.gi. si è schierato anche il comune, col sindaco Alessandro Falvo, e il parroco don Sergio Polito, che insieme stanno lavorando per rendere Cicala un borgo sempre più Dementia friendly. 

La vita deve avere lo stesso valore per tutti – ha dichiarato il sindaco di Cicala -. È per questo che abbiamo sposato l’idea di far vivere in modo dignitoso, libero ed inclusivo le persone affette da demenze e ne siamo orgogliosi”.

https://www.nonsprecare.it/cicala-borgo-amico-demenze?fbclid=IwAR35tUa0p9tFTdVYAaEdXTRgnJCX7qauk1Ny3TldlDlLQ6oNAtcPvXJ8qJQ&refresh_cens

http://www.vita.it/it/article/2018/05/10/a-cicala-il-primo-borgo-calabrese-amico-delle-demenze/146798/

.. e se questo cercare continuo di questi “ malati ” nei cassetti, negli angoli di casa,nelle persone, fosse per trovare un amore mancato se pur inconsciamente per tutta la vita ?

…e se questo dimenticare fosse per cancellare il dolore se pur inconscio dell’amore percepito non meritato per tutta la vita?

e se questi “ malati “ fossero anime insegnanti di amore in questa vita?

* Giornata internazionale delle donne nella scienza 2019

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Rita Levi Montalcini * Margherita Hack * Irene Joliot Curie * Ida Tacke Noddack

Gerty Radnitz Cori * Gertrude Belle-Elion * Rosalind Franklin * Emmy Noether

Barbara McClintock* Rosalyn Sussman- Yalow

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Sebben che siamo donne…

* La buona notizia del venerdì:” Il mondo lo salveremo noi” Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza».

Dalla plastica al clima, scendono in campo i giovanissimi paladini dell’ambiente. Che accusano: “Voi adulti non avete scuse, noi non abbiamo più tempo


Loro non aspettano. Né di crescere né tanto meno che siano gli adulti a prendere in mano il loro futuro. Sono tutti giovanissimi, alcuni ancora bambini, ma hanno già le idee chiare su come salvare il mondo. Sono i piccoli grandi eco guerrieri del Pianeta, adolescenti di ogni latitudine che combattono con messaggi e idee concrete per proteggere l’ambiente, perché come ha detto una di loro, la quindicenne Greta Thunberg parlando davanti ai delegati Onu, «non si è mai troppo piccoli per fare la differenza».

Lo sa bene Nadia Sparkes, 13 anni, inglese della zona di Norfolk. Ogni mattina esce di casa un’ora prima della campanella e inforca la sua bici rossa pedalando lenta verso la scuola: a ogni rifiuto incontrato per terra si ferma per raccoglierlo nel suo cestino. Sta attenta soprattutto alla plastica, ai monouso, ai palloncini, che come scrive sui social «poi finiscono in mare e contribuiscono alla morte degli animali». Non è stato facile per lei: i compagni di scuola hanno iniziato a chiamarla trash girl (ragazza spazzatura), bullizzandola. Lei li ha vinti: ha trasformato quel soprannome nel suo simbolo, con tanto di fumetto, e creato una comunità di 4000 ambientalisti che la affianca.

Oggi è ambasciatrice del Wwf.

Anche il piccolo José Adolfo Quisocala, ora 13enne, era vittima delle prese in giro dei compagni. A sette anni il peruviano di Arequipa sognava in grande, preferendo lo sviluppo delle sue idee ai giochi di gruppo. Voleva trovare un sistema per aiutare gli altri bambini e anche l’ambiente: lo ha scovato a 10 anni quando ha fondato il Banco dell’Estudiante. La sua banca ha come moneta corrente i rifiuti riciclabili: i piccoli fra i 10 e i 18 anni raccolgono bottiglie di plastica e altro materiale e alla consegna in cambio vengono versati soldi sui loro conti correnti da usare per l’istruzione futura. «Noi bambini possiamo realizzare il grande cambiamento di cui l’ambiente necessita», ha detto Josè quando ha vinto il Children’s Climate Prize 2018.

Un cambiamento che è già visibile in 15 miliardi di alberi. Sono quelli nati grazie al progetto di Felix Finkbeiner, tedesco, oggi ventunenne. Quando aveva appena 9 anni rimase così affascinato dalla descrizione degli alberi e della fotosintesi che decise di piantarne uno nel giardino della scuola. Da allora non si è mai fermato, ha creato il movimento Plant for de Planet e incoraggiato i cittadini del mondo a piantare alberi in tutta la Terra. «Adesso puntiamo a piantarne 1000 miliardi. Sono convinto che entro il 2020 possiamo riuscirci. Se ognuno di noi ne piantasse uno al giorno grazie all’assorbimento di CO2 si aiuterebbe il Pianeta contro il global warming. Lo stiamo chiedendo ai cittadini, alle multinazionali, ma soprattutto lo insegniamo ai bambini: è da lì che parte la rivoluzione».

Carter e Olivia Ries invece volevano piantare il seme della speranza. Oggi sono quasi maggiorenni ma allora, nel 2009, ad appena otto anni, questi due fratelli americani fondarono l’associazione One More Generation per sensibilizzare i ragazzi (e non solo) a proteggere le specie a rischio estinzione. Ora la nuova attenzione è per i mari ostruiti dalla plastica e con “One Less Straw” cercano di convincere gli americani a trovare alternative ai 500 milioni di cannucce di plastica consumate ogni giorno negli States. In Italia sono i testimonial della campagna anti plastica dell’Area marina protetta di Gaiola, nel napoletano.


E poi c’è Greta Thunberg. Da settembre la quindicenne svedese fa lo sciopero della scuola contro le scarse politiche anti cambiamento climatico. Il suo discorso durante il Cop24 in Polonia oggi è virale, condiviso da milioni di persone e le sue parole, di una teenager che si rivolge agli adulti, sono il perfetto simbolo di tutti i piccoli eco guerrieri.
«Nel 2078 – dice – festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire… Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo».

https://www.repubblica.it/ambiente/2018/12/27/news/piccoli_attivisti_crescono_il_mondo_lo_salveremo_noi_-215300631/?fbclid=IwAR3q-OLLxQSWkYGg7g5vI-GIJxgoP8jkpulHGk2MC9JolJrM1KUJg7PaGmg

 

Greta Thunberg a Davos Clima: Dovete agire come se la vostra casa fosse in fiamme

Tre scuole italiane sul podio della gara Mit-Nasa per studenti programmatori.

A 12 anni progetta una barca per salvare gli oceani dalla plastica

* Incontri ravvicinati con i fiocchi di neve

 

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Neve bella,
fatta a stella,
bianca neve,
lieve lieve
vienmi in mano,
piano piano
Sei per poco
dolce gioco,
dolce gioco
in mille fiocchi
che mi frullan
sotto gli occhi.

(Ada Negri)

Ma com’è la neve vista molto da vicino?

Sappiamo che non ci sono due fiocchi di neve identici, ma guardando da vicino si scopre una infinita varietà di forme e dimensioni.

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Ecco una raccolta di questi primi piani ravvicinati, ottenuti da Alexey Kljatov, artista e fotografo di Mosca, Russia.

La serie, chiamata “Snowflakes and snow crystals“, è creata con una fotocamera Canon A650 insieme ad alcune aggiunte personalizzate, come un Helios 44M-5 proveniente da una vecchia camera russa chiamata Zenit.

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Le immagini mostrano i fiocchi poggiati su lana scura, in colore naturale.

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Ma questi sono soltanto alcuni esempi del suo originale lavoro.

Per vedere altre immagini seguite il link sotto:

http://chaoticmind75.blogspot.ru/2013/08/my-technique-for-snowflakes-shooting.html

*La buona notizia del venerdì : Picasso per l’emicrania, Dalì per l’influenza. A Montreal i medici prescrivono il Museo come medicina

Dal 1° novembre a Montreal i medici possono prescrivere visite gratis al museo come forma di terapia senza effetti collaterali

 

Art therapy, ossia l’arte fa bene e allora il dottore la prescrive.

È più o meno questa la conclusione cui sono giunti i medici di Montreal, in Canada, che, insieme al Museo di Belle Arti della città, si sono messi in testa che una terapia volta soprattutto ad alleviare le sofferenze, senza effetti collaterali, può essere proprio un percorso tra le collezioni d’arte di un museo.

Con questa intenzione è nata una vera e propria partnership, la prima nel suo genere al mondo, tra il Montreal Museum of Fine Arts (MMFA) e un’Associazione dei Medici Francofoni Canadesi: da novembre i medici hanno avuto la possibilità di prescrivere visite al museo come terapia per aiutare ad affrontare sia i disturbi fisici che mentali dei loro pazienti.

Un’esperienza rilassante, rivitalizzante, un momento di tregua”, giurano dal museo, che sarà possibile grazie all’ingresso gratuito per i malati (I medici potranno registrare, nella fase iniziale del progetto, l’emissione di 50 prescrizioni per una visita alle collezioni e alle mostre della MMFA come complemento alle opzioni di trattamento più tradizionali), che potranno anche essere accompagnati dai propri parenti, secondo alcune regole.

Abbiamo studiato che gli ormoni del benessere che vengono secreti quando si pratica esercizio fisico, sono simili a quelli prodotti durante una visita al museo

Lo spazio neutro, bello, stimolante di un museo può aumentare l’umore, migliorare il benessere e offrire ai pazienti la possibilità di esplorare esperienze e sensi al di fuori della loro malattia”, 

Possiamo aprire nuove porte, non solo per i pazienti, ma anche per i medici”afferma Nathalie Bondil, direttore generale del Museo.

La sig.ra Bondil spera che se l’iniziativa avrà successo, verrà raccolta dai musei di tutto il mondo.

I medici possono prescrivere le visite per aiutare ad affrontare sia i disturbi fisici e mentali dei loro pazienti.

Intanto, il museo offre già programmi di terapia artistica, ha recentemente assunto un terapeuta artistico e partecipa a studi clinici che esaminano l’impatto delle visite ai musei su persone con vari problemi di salute mentale e fisica, dai disturbi alimentari al cancro al seno.

In una dichiarazione, la dottoressa Hélène Boyer, con i francofoni del Canada di Medici francesi, ha affermato che esiste un crescente ricerca che suggerisce che il contatto con l’arte abbia un impatto positivo sulla salute delle persone.

Fare una prescrizione al museo ora fa parte del mio arsenale terapeutico, proprio come prescrivere farmaci.Sono fiduciosa che i miei pazienti saranno lieti di visitare il museo per alleviare le loro sofferenze, senza effetti collaterali”, ha detto.

L’idea che “l’arte è una buona medicina“, come sostiene il museo di Montreal, sta guadagnando popolarità in tutto il mondo.

Nel 2017, il gruppo parlamentare All-Party on Arts, Health and Wellbeing nel Regno Unito ha prodotto un rapporto in cui si afferma che “è giunto il momento di riconoscere il potente contributo che l’arte può dare alla nostra salute e al nostro benessere”.

Il rapporto suggerisce che ci sono benefici dimostrabili nell’usare l’arte in vari modi per la salute, dall’incorporare l’arte negli ospedali ai pazienti coinvolti nei programmi artistici.

Una bella iniziativa, non credete? Se è vero come è vero che l’arte è una buona medicina ed è validissima anche nel percorso di crescita dei nostri piccoli, perché non approfittarne anche noi che di splendide collezioni museali siamo pieni?

Fonti:.

https://www.greenme.it/vivere/arte-e-cultura/29286-prescrizione-medica-visite-museo-canada?

https://www.bbc.com/news/world-us-canada-45972348

* Conosciamo i meccanismi del cuore? Nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.

Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire.

Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi.

Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni.

Rita Levi Montalcini

 

* La buona notizia del venerdì: Inizia la stagione dell’eclissi 2019 anzi è già incominciata! Pronti a cavalcare le potenti energie ?

 

Un piccolo assaggio di quello che sarà un aspetto del 2019 che inizia il 6 di Gennaio con la prima delle cinque eclissi dell’anno. Sicuramente seguite gli astrologi e sapete che ci sono diverse congiunzioni e pianeti nell’asse dei segni che citerò e che le eclissi di questo 2019 andranno a sollecitare ulteriormente, come a voler sottolineare l’argomento trattato e accelerare la sua manifestazione in equilibrio.

La stagione è comunque aperta perché, come sempre vi ricordo, l’energia instabile eclissiana inizia circa 15 giorni prima dell’evento e finisce 15 giorni dopo, nonostante che le influenze possano rimanere per mesi.

Infatti, partiamo dal sei gennaio dove avremo un’eclissi parziale di Sole (Luna Nuova) nel segno del capricorno congiunta a Saturno.

Il 21 di Gennaio un’eclissi di Luna Piena, una Super Moon per la sua grandezza, nel segno del Leone (vi ricordo che quest’anno, 2018, l’asse sollecitato era proprio quello del Leone e Acquario e trovate la spiegazione nella conferenza delle tredici lune su Youtube fatta con Francesco Akash), questa chiude il ciclo del 2018 ritornando a sollecitare il punto zero.

Il 2 luglio un’eclissi totale di Sole nel segno del Cancro e il 16 luglio un’eclissi parziale di luna nel segno del Capricorno.

Per concludere il 26 di dicembre con l’eclissi anulare di Sole nel Capricorno di nuovo.

Asse altamente sollecitato quest’anno.

Siamo di nuovo a osservare gli effetti della terra Yin e del calore dei legami affettivi Yang. Il freddo e il calore, gli opposti che vogliono trovare un nuovo equilibrio. Spesso scrivo nei post che l’umanità si ammala per mancanza di amore. Ultimamente ci sono state sempre più persone che sono entrate in contatto con la malattia a diversi livelli, con la crisi del proprio sistema che porta a trovare una nuova soluzione e ognuno fa come può, ma sicuramente ci si pone delle domande esistenziali. 

Dico anche spesso che la morte è il più grande insegnamento che ci dona la vita, proprio perché ti fa dar valore a ciò che si sta pensando, vivendo, facendo, condividendo, esprimendo, insomma a come si PRENDE la vita. E’ arrivato il momento di scaldare quel congelamento che ha protetto e represso una parte di noi e che ci tiene separati dal nostro cuore e la sua capacità di dare e ricevere amore.

Noi siamo amore e ce ne siamo dimenticati. La struttura di questa incarnazione fa in modo che le esperienze, da piccoli, attivino ferite che ci portiamo dietro e che i nostri genitori diventino gli apparenti artefici delle nostre pene. In realtà, quelle ferite sono già presenti dentro di noi e se non fossero attivate non ci permetterebbero di imparare a trascenderle, amarle, comprendere, ritornare a noi, alla nostra essenza, facendo il viaggio di ritorno necessario. Ogni singolo evento della nostra vita nasconde amore ed è stato creato per riportarci proprio al nostro cuore, a trascendere le identità che abbiamo preso per vere, dimenticandoci che il Sè è tutto e non è nulla, è un frammento di energia in movimento, non ha forma né volti.

Le eclissi di quest’anno vogliono rompere le corazze della separazione e tutto sarà volto a questo.

Farci diventare adulti e prenderci cura del nostro bambino, amarlo incondizionatamente ma comprendendo che siamo anche lui, ma non solo. Siamo anche adulti, ma non solo. Siamo di passaggio e questo corpo ci viene prestato, ma non siamo nemmeno questo. Alleggeriamoci allora, non prendiamo tutto come personale, non siamo così importanti anche se desideriamo esserlo perché dentro ci sono ferite profonde proprio nel dare e ricevere amore.

Ci sentiamo non meritevoli dell’amore VERO e non quello di cui si racconta in giro. Quello che ci allontana e non unisce.

Qualcosa o qualcuno sapeva bene che se ci avesse sconnesso dall’amore saremo stati persi per sempre, condannati a migliaia di reincarnazioni senza mai tregua o forse era parte del viaggio dell’Anima sperimentarlo. Ma qui, proprio qui abbiamo la possibilità di cambiare le cose e tornare in contatto. Ci siamo congelati. Quelle barriere ci hanno congelato il tempo, lo spazio e le ferite facendoci smettere di sentire e portandoci totalmente nella mente dove non si sente e allora, non si soffre.

Dietro quel congelamento ci sono mostri immensi che si sono comunque nutriti nel tempo creando la bipolarità estrema. Ed ecco che tutto quest’anno ci ha riportato in contatto con la nostra ombra e nel 2019 avremo degli strumenti da usare ma quei “mostri” devono essere accolti in una tavola bandita d’amore. Solo così toccheranno il loro cuore e si scioglieranno…perché ciò che i mostri vogliono e cercano è AMORE.

Ti senti in grado di amare ciò che non ti piace? ti senti capace di accogliere l’umanità che adesso ti appartiene? e l’umanità di tutti gli altri senza volerli cambiare? Sei in grado di mantenere il cuore aperto davanti al dolore? davanti all’ingiustizia? davanti all’abbandono? davanti al tradimento? Sei in grado di amarti a tal punto da accettare tutto di te? che la creazione fuori è solamente tua e ti appartiene così tanto che solo tu sei capace di cambiarla? sei disposta ad abbandonarti all’amore anche se può far male? sei disposta a scegliere il tuo sorriso anche se devi far male? a non giudicarti più? a non volerti cambiare ma imparare a vedere la tua bellezza in ogni tua sfumatura? a mostrare la tua fragilità e le tue lacrime al Mondo? sei disposta a vedere quante volte di sei tradita, abbandonata, rifiutata ecc. e che tutti ti hanno solo mostrato quello che tu facevi a te stessa? sei disposta a perdonarti e ricominciare?

Le eclissi sono cambiamenti forti di direzione, sono chiusure forzate a situazioni che non sono più allineate con il proposito energetico più alto. Ci vogliono allineare con il Maestro interiore.

Non sono miracoli, nessuno farà il lavoro al posto nostro, anzi. Se non collaboriamo può essere doloroso, evitiamo di resistere. Se iniziamo dal nostro piccolo e ognuno il suo, saremo una forza insieme.

Se vogliamo cambiare gli altri falliremo nel dolore e sofferenza.

In realtà è molto più semplice di quanto sembri….ABBANDONARSI e lasciarsi guidare dall’Universo.

Buon viaggio!

OLLIN

https://www.semidiluceblu.it/2018/12/26/aperta-la-stagione-di-eclissi-il-ritorno-al-calore-del-cuore-ollin/?fbclid=IwAR1cRSofVglCAMYLq3TwipWvI-UbDhCABhAYMIiA2AKdijfxbNOxH-NTyhk

Guarda sempre dentro di te,ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra la tuo interno.

Ascoltala: è la verità ed è dentro di te.

Sei divino, non lo dimenticare mai.

La separazione non esiste.

Siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica

Giordano Bruno

https://lauracarpi.wordpress.com/2018/02/15/la-leggenda-del-sole-e-della-luna-e-delleclissi/

https://lauracarpi.wordpress.com/2018/02/07/eclisse-di-luna-poi-eclisse-di-sole-eclisse-di-sole-poi-eclisse-di-luna-quali-energie-per-noi/