* Luna Nuova in Gemelli: Felicità, Verità, Amore nel vostro cammino

 

 

La Luna nuova è il punto zero, la massima espressione della forza creativa dell’uomo, il suo esame nel campo.

Questo ciclo terminerà con la Luna piena in Gemelli (dicembre 2019), importante perchè sorge e cala nella forza dei solstizi e in un certo modo quello che inizieremo in questo momento porterà i suoi frutti verso la fine dell’anno.

Non cercate altrove la vostra felicità. Siete nati dove volevate essere e avete quello che avete scelto di avere. Perchè allora siete infelici? La ragione è nel non avere consapevolezza di questa volontà, superiore al piano della personalità che si sviluppa nell’illusione che tenta di governare questo mondo.

La mente ha un punto di luce che si affievolisce se non è ascoltata per le interferenze delle ***lateralità*** che si interpongono e manipolano il cammino.

Ritornate nel punto di luce del suo ascolto e ricominciate a camminare il vostro cammino.

Siate felici nel dove e nel quanto perchè siete nella vostra capacità di Essere.

Stare nella verità del momento, imparare ad apprezzare e giocare con la dualità in cui siamo immersi.. il gioco sta nel raggiungere una totale accettazione delle cose per ció che sono, perchè è il primo passo verso l’abbracciare l’esistenza completamente sapendo che ogni istante è l’ultimo in quel modo, domani è molto incerto, ieri non esiste più,

ORA qui e oggi fai la differenza.

Il gioco vuole anche portarti al non attaccamento visto che la realtà è mutevole e continuamente cambia e tu con lei.

Gioca al gioco dell’unità.. ogni volta che accetti unisci, ogni volta che lasci andare accetti, ogni volta che ami ció che cè ritrovi il tuo potere sapendo che non tutto dipende solo da te, perchè le storie di tutti s’intrecciano in un disegno immenso e misterioso che ci permette di compiere il nostro progetto di cui non sappiamo molto.

Sdrammatizza, sii leggero, sei un piccolo puntino infinitesimale nell’Universo e se prendi tutto così di petto e personale rischi di perderti nella densità, nelle proiezioni, nelle supposizioni…. sei una cellula che è parte di un organismo immenso che nemmeno abbiamo la consapevolezza di che forma abbia se mai ne avesse una.

Possiamo fare del nostro meglio nel nostro piccolo è così saremo attivi contribuenti del viaggio dell’amore nell’esistenza.

La verità è molto più semplice di ció che pensiamo. La verità libera insieme alla sua accettazione…. la verità alleggerisce e ti connette all’amore.

 

Buon novilunio❤️

https://www.facebook.com/semidiluceblu/posts/2166192383436244

Energia Maya

https://energiamaya.org/2019/06/03/la-felicita/?fbclid=IwAR1-ifmOSy91SAEZhRN_rbB7fug8Gq0_KzeTzhtlFJAcjNORbWiU14N2J5I

* Buon anniversario della Repubblica Italiana

IL 1° FEBBRAIO DEL 1945 VIENE RICONOSCIUTO, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, IL DIRITTO DI VOTO ALLE DONNE…

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Pochi mesi prima della conclusione del secondo conflitto mondiale, il secondo governo Bonomi – su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi – introduceva in Italia il suffragio universale, con Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945, “Estensione alle donne del diritto di voto”.


A 154 anni dalla “Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine” firmata da Olympe de Gouges che purtroppo le valse – nel 1793 – la ghigliottina, in Italia finalmente le donne si poterono recare alle urne.

Una prima volta che assunse una valenza ancor maggiore poiché avvenne in occasione del Referendum del 2 giugno 1946 in cui gli italiani furono chiamati a scegliere fra Monarchia e Repubblica.

Si trattava di un diritto riconosciuto tardivamente nel panorama occidentale; non solo, ma si trattava, in un certo senso, di un diritto “concesso”.

La struttura del decreto era la seguente:

l’art. 1 ne sanciva l’esercizio alle condizioni previste dalla legge elettorale..;

l’art. 2 ordinava la compilazione di liste elettorali femminili distinte da quelle maschili;

l’art. 3 stabiliva che, alle categorie escluse dal diritto di voto, dovevano aggiungersi le donne indicate nell’art. 354 ,..ovvero le prostitute schedate che esercitavano “il meretricio fuori dei locali autorizzati“.

Il Decreto n. 74 “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente“, sanciva – un anno più tardi – la loro eleggibilità.

Le Donne italiane votarono effettivamente per la prima volta in occasione delle elezioni amministrative di marzo – aprile 1946 e del succesivo Referendum Repubblica-Monarchia del 2 giugno.

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La Costituzione garantiva l’uguaglianza formale fra i due sessi, ma di fatto restavano in vigore tutte le discriminazioni legali vigenti durante il periodo precedente, in particolare quelle contenute nel Codice di Famiglia e nel Codice Penale.

Ad onor del vero, in Italia, le donne potevano gia votare – solo per le amministrative – sin dal 1924. Benito Mussolini sulla carta le aveva riconosciuto il diritto di voto al fine di dimostrare che non temeva l’elettorato femminile, anzi.

Fu però solo un atto di pura demagogia, in quanto la dittatura aveva già deciso la proibizione di qualsiasi elezione per comuni e province, sostituendoli con i podestà ed i governatori.

n Francia, tale decisione venne presa con qualche mese di anticipo, per l’esattezza il 21 aprile del 1944, ma con essa anche la possibilità alle donne di essere elette.

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Ma facendo un passo indietro, questo passo segnò il definitivo ingresso della donna come punto di riferimento nella società di allora? La risposta è no.

Il diritto di voto non garantì un diritto di cittadinanza consolidato.

Sul lavoro il cammino fu molto più arduo, attraverso un percorso di emancipazione che arrivò almeno fino al 1963, quando entrarono nella magistratura prendendo possesso di ogni tipo di carica.

Fino ad allora le donne si accontentarono di ruoli “scartati” dall’uomo. Accrebbe sicuramente il numero di insegnanti nelle scuole, a conferma della qualità e della necessità di una formazione al femminile per i propri figli.

Il diritto di voto resterà una pura formalità fino a quando le strutture politiche non saranno popolate da donne libere

Una donna può – anzi deve – essere ambiziosa, cosa diversa dall’esser competitiva. L’ambizione significa dire “so che sarei capace di…” e uscire dalla corazza di timidezza che inibisce ogni passo avanti.

Le donne non sono nate né per essere modeste, né per essere sottomesse.È non elemosinare il diritto.

Non è sufficiente il diritto di voto per sbloccare le libertà sociali.

A titolo di esempio servono due occhi per vedere la profondità del mondo in cui viviamo. Con un occhio solo il mondo viene percepito piatto. Lo stesso per quello che udiamo: con un orecchio solo non si percepisce da dove proviene la voce, anche in questo caso il suono si appiattisce.

Fonti:

http://www.facebook.com/

www.freeopinionist.com/

 

* La buona notizia del venerdì: Bokbåten è la nave biblioteca che trasporta libri di isola in isola …

Succede in Svezia !

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Bokbåten, la nave biblioteca è un’istituzione in Svezia, dal 1953 gira le isole dell’arcipelago di Stoccolma consegnando libri agli isolani

Si chama Bokbåten in svedese, ed è una vera e propria nave biblioteca che dal 1953 porta più di 3.000 volumi agli abitanti dello sterminato arcipelago che circonda la capitale.

Un’istituzione storica e amatissima dagli isolani, che amano non essere costretti a recarsi sulla terraferma per prendere in prestito i libri.

Al largo di Stoccolma, in Svezia, si estende un infinito arcipelago di isole di tutte le dimensioni, più di 24.000 in totale.

Molte di queste isole sono poco più che scogli, altre sono abitate per lo più da villeggianti estivi. Per tanti abitanti è necessario andare fino alla terraferma per svolgere commissioni quotidiane, perché non tutte le isole dispongono dei servizi necessari. Molti ragazzi vi frequentano solo le scuole dell’obbligo, per poi andare sulla terraferma per l’istruzione superiore o il lavoro.

Per questo, avere una biblioteca galleggiante su cui prendere in prestito i libri è una vera manna dal cielo, per grandi e piccini.

La prima bokbåten è salpata dal porto di Stoccolma nel 1953, ed è diventata per la maggior parte degli isolani l’unica via di accesso ai libri in tutta comodità. A bordo ospita più di 3000 volumi, con un catalogo in costante aggiornamento per poter offrire ai cittadini i titoli più rilevanti a livello nazionale e internazionale. Non appena la nave biblioteca attracca nel porto di un’isola, gli abitanti hanno circa un’ora e mezza per salire a bordo e prendere in prestito i titoli di loro interesse, con l’aiuto di un piccolo staff di bibliotecari volontari.

Ogni isola ha la sua tessera bibliotecaria apposita, e – per la gioia di tutti – non ci sono multe per chi restituisce i libri in ritardo.

Visti i climi rigidi della Scandinavia, la bokbåten non può circolare 365 giorni l’anno, e si ferma durante i mesi invernali durante i quali la superficie del mare è troppo ghiacciata per poter navigare. I libri vengono dunque scaricati e immagazzinati nella biblioteca comunale di Norrtälje, in attesa di riprendere il mare nella primavera successiva.

 

succede in Svezia !

https://libreriamo.it/libri/bokbaten-nave-biblioteca-che-trasporta-libri-in-svezia/?fbclid=IwAR3H3ETaiuBdlfmz_8QrDoregsFD8AGiaV5xTZULJkMzyY4BCrgVfDE4bo4

* Ritornate liberi…

* Ritornate liberi…

 

Energia Maya

L’energia planetaria di questi giorni ci invita a liberarci di questioni impossibili che potrebbero diventare battaglie inutili per il nostro benessere. Liberarsi è un po’ come respirare profondamente, lasciando entrare nuova aria all’interno di noi per fare pulizia e spazio a cose nuove, all’ascolto.

“Non lasciatevi portare via la bellezza. Avete intorno a voi tanta meraviglia ma vi lasciate distrarre troppo facilmente da assilli che non vi appartengono veramente.

Siete troppo spesso persi nella materialità, non perchè sia negativa ma perchè vi appartiene, vi ha fatto suoi, vi tiene prigionieri senza che voi siate liberi di goderne pienamente. Infatti non vi bastano le “frasi” belle che mettete come bandiere sopra le vostre teste. Dovreste immergervi nella semplicità, bagnarvi di essenzialità. 

Il pericolo per ogni essere è di restare nella *lateralità*, che significa lasciar vivere al vostro posto quanto vi mostrano con urgenza, usando la vostra paura. In realtà è solo…

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* La buona notizia del venerdì: E se bastasse un libro adatto per guarire i mali dello spirito?

 

La “Piccola Farmacia Letteraria” propone soluzioni letterarie per problemi reali. Come in una vera farmacia, i libri hanno un foglietto illustrativo con indicazioni, posologia ed effetti collaterali divisi in più di 60 categorie tra stati d’animo e malanni fisici… –

Sei triste? Sei appena uscito una storia d’amore disastrosa? Devi superare un momento difficile? Ora la cura la trovi nella nuova libreria La Piccola Farmacia Letteraria“

Così si presenta il negozio che ha aperto a Firenze, nel quartiere di Gavinana, in via di Ripoli 7/R. Lo spazio è piccolo, 40 metri quadri circa, ma i progetti sono ambiziosi, come racconta la titolare, Elena Molini: 

La Piccola Farmacia Letteraria “propone soluzioni letterarie per problemi reali. Come in una vera farmacia, i libri hanno un foglietto illustrativo con indicazioni, posologia ed effetti collaterali divisi in più di 60 categorie tra stati d’animo e malanni fisici”.

Nella libreria è possibile trovare un raffinato catalogo di testi, ma qualsiasi titolo può essere ordinato telefonicamente o tramite i social, ed essere consegnato a casa.

La Piccola Farmacia Letteraria si diverte a offrire ai propri lettori offerte, promozioni e alcuni giochi per incentivare la lettura, come l’usato garantito, per cui se entro un mese il cliente riporta un libro in ottime condizioni potrà usufruire di sconti su altri testi (e il libro vecchio verrà rimesso in vendita con un prezzo inferiore).

O come il gioco dell’oca, per cui per ogni libro acquistato ne vengono suggeriti altri tre, da cercare tra gli scaffali in base a cosa è piaciuto: ambientazione, genere, autore. “Funziona come un algoritmo di quelli che usa Amazon per consigliare altri acquisti, ma questo è fatto da una persona

E se dopo aver scelto il vostro libro-medicina avete voglia di fermarvi a leggerlo sorseggiando una tazza di tè o una cioccolata calda, proprio accanto alla libreria, in collaborazione con la Caffetteria OZ, c’è anche un piccolo spazio bar.

 

succede a Firenze…

https://www.illibraio.it/piccola-farmacia-letteraria-942972/?fbclid=IwAR2clWSaE9b1_0RetrBREX6y5QKQZgEH3ZD0as1xw52Z-sPDs1Gw74MuUzM

succede a Roma…

https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/05/17/news/roma_a_vitinia_dove_i_frigoriferi_hanno_una_seconda_vita_da_biblioteche_di_strada-226520402/?fbclid=IwAR16MNiSUKMJvBmBK8sCIhm2UMk4TrzeQxI8Nhbnpu_lm4-PPeVImlnnuaQ

 

* Buone notizie e cattive notizie! Giudizi e pregiudizi!

Ci sono tanti pregiudizi sulle buone notizie.

L’importanza della musica nella creatività

Da dove arrivano?
Sostanzialmente da sei miti che si sono creati e che ora vorrei sfatare con voi.

* Le notizie positive creano un senso di finta sicurezza nel mondo.
Lo scopo delle good news non è affatto di rassicurare il lettore. Non è un “stai tranquillo che va tutto bene”. Questo non sarebbe utile e tantomeno reale. Il loro scopo, invece, è di mostrare una soluzione ai problemi esistenti e mostrare cosa è possibile realizzare. Pubblicare storie di chi ce l’ha fatta stimola all’emulazione, speranza e incrementa la consapevolezza del proprio potenziale. (Attenzione perché anche le cattive notizie favoriscono l’emulazione)

* Le notizie positive sono frivole.
Dipende dalla notizia. Se ci riferiamo al gattino salvato da un albero posso anche essere d’accordo, ma queste sono news di colore non costruttive. A meno che non si racconti la tecnica per far scendere il gattino o di un’associazione impegnata in questo. Quello che fanno le vere good news è di raccontare storie di innovazione, iniziative, progresso, soluzioni, costruzione della pace, aspetti positivi della società. Valori che è un bene portare avanti.

* Le notizie positive ci rendono passivi.
Ciò su cui portiamo attenzione si amplifica. Quindi se porto il focus sulle notizie positive il risultato sarà che alimento emozioni positive dentro di me. Questo mi rende certamente una persona più motivata a fare qualcosa, a contribuire al mondo. Non sono senza speranze ma osservo una realtà che fa concretamente. Sto parlando di emozioni come gioia, interesse, felicità e speranza. Tutti stati emozionali che contribuiscono al nostro benessere come afferma il prof. Martin Seligman, padre della Psicologia Positiva.

* Le notizie positive sono l’opposto delle notizie negative.
Non stiamo parlando di due poli estremi, stiamo piuttosto parlando di due piatti della bilancia. Nel giornalismo costruttivo, positivo e negativo collaborano e coesistono con un unico obiettivo: mostrare la realtà in tutti i suoi aspetti favorendo il dialogo verso le soluzioni ai problemi.

* Le notizie positive non sono importanti quanto le notizie negative.
Un giornalismo costruttivo bilancia i media. E’ proprio lo scompenso a favore del negativo che causa effetti devastanti sulle persone e sulla società: ansia, senso di abbandono, ostilità, indifferenza, paura e rifiuto. Talvolta anche rifiuto delle notizie stesse.

* Le notizie positive sono inapropriate quando si tratta di raccontare le cose terribili che accadono nel mondo.
La deontologia del giornalista dice che occorre raccontare la realtà. E quale realtà è fatta solo di aspetti negativi? Sarebbe un’assurdità, non credete? Dovere del giornalista è raccontare i fallimenti come i successi, le forze come le debolezze, le eccellenze umane come gli scandali e la corruzione, le soluzioni come i problemi e il progresso come la recessione.

#giornalismocostruttivo

https://www.facebook.com/AssuntaCorboOfficial/posts/2178404548921453

* Chiamalo come vuoi … è sempre Amore!

Chiamalo Amore

Chiamalo come vuoi…

è sempre

Amore

Amore travolgente,   amore eterno,    amore sacro,

amore profano,   amore romantico,

amore sincero, amore unico,   amore ideale,

amore struggente, amore sensuale,

amore ideale, amore unico,

amore puro,amore impossibile, amore reciproco,

amore splendido,               amore mitico,

amore gentile,      amore luminoso,

amore fragile, amore violento, amore tenero

amore disperato, amore vero, amore tranquillo,

amore testardo, amore vivo, amore crudele,
amore spirituale,

amore universale, amore divino, amore semplice,

amore a prima vista, amore sublime,amore completo,

amore sottile, amore intenso,

amore spaziale,

amore profondo…

Chiamalo come vuoi …è sempre Amore.

Quando gli dai un aggettivo, quando lo definisci…è sempre Amore.
Amore per la mamma, amore per il partner, amore per i figli, amore per la patria, amore per la natura, amore per il sapere, amore per gli altri…

Ed io …Io, mi amo?

Quando mi vedo allo specchio vedo una persona amata?

Quando sento una melodia che mi piace penso che è per me?

Quando provo una sensazione intensa mi rendo conto che sono io a provarla?
Io….quell’essere unico che sta sperimentando di esistere in questa vita.
Che in ogni momento si misura con un tempo, con uno spazio, con altri esseri.
Che continuamente sceglie, progetta,

crea le sue esperienze con coraggio, determinazione, a volte cadendo per poi subito rialzarsi,

a volte arrivando in cima per scoprire che ce ne è una più alta.
Che vede i suoi sogni avverarsi perchè crede che è possibile.
E chi non amerebbe un essere così?
Io? Sono io? No, io no!
Tizio sì che… Caio sì che… Sempronio sì che… Quelli sì, beh, loro sì!
E se trovassi in me ciò che riconosco negli altri?
Impossibile! Possibile?
Un certo Socrate ha detto “ Conosci te stesso” e c’è scritto su un tempio greco….
E se trovassi anche di più?

Potrei… Posso!
Chiamalo come vuoi…è sempre Amore!

“Amare sé stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita. “
«Chi è povero, essendo amato?»
Oscar Wilde