* Vi siete mai chiesti perchè preferite le matite gialle? Ecco la vera storia!

Molte matite, in Italia e nel mondo, sono gialle.

Lo sono per via di un’iniziativa imprenditoriale fatta alla fine del Diciannovesimo secolo da un’azienda ceca, che fu poi copiata da tanti concorrenti, al punto che – ancora oggi, più di cento anni dopo – il giallo continua a essere il colore di tantissime matite che si trovano sul mercato.

La storia delle matite gialle inizia nel 1889 a Parigi, durante l’Esposizione universale, comprensibilmente più nota per l’inaugurazione della Torre Eiffel.

Come spiegano il sito Pencils.com e il professore Henry Petroski nel suo libro sulla storia delle matite, le matite esistevano da un paio di secoli prima della Torre Eiffel. Moltissime erano fatte con una grafite proveniente da Regno Unito che veniva inserita nel legno: di solito le matite venivano vendute grezze, color legno, ma se questo conteneva evidenti imperfezioni, venivano colorato all’esterno, in genere con colori scuri. Dal 1564, quando a Borrowdale, in Inghilterra, era stata scoperta la prima miniera di grafite, le cose non erano state particolarmente movimentate nel mondo delle matite. La principale novità aveva riguardato un metodo, sviluppato nel Diciottesimo secolo, che permetteva a qualcuno di fare matite mischiando argilla e grafite in polvere; niente novità, invece, per quanto riguardava la verniciatura del legno.

Verso la fine del Diciannovesimo secolo fu però scoperta in Siberia orientale una grande riserva di grafite, di qualità migliore rispetto a quella inglese, che tra l’altro andava esaurendosi. Tra chi puntò su quella nuova grafite siberiana c’era l’azienda ceca Hardtmuth, che per promuovere all’Esposizione universale le sue matite con una nuova grafite decise di cambiare anche l’aspetto esteriore del legno, verniciandolo di giallo.

Hardtmuth scelse il giallo perché era un colore che in Siberia, e ancor più Cina e in Oriente, era associato alla regalità e al lusso.

Per aggiungere un ulteriore tono di esoticità ed esclusività, Hardtmuth Pencil scelse per la sua nuova linea di matite il nome Koh-I-Noor: lo stesso nome di un famoso diamante. Le nuove matite gialle, con la grafite siberiana e il nome di un diamante furono un successo, al punto che l’azienda cambiò il suo nome in Koh-I-Noor Hardtmuth.

Le aziende concorrenti finirono quindi per seguire la strada aperta da Koh-I-Noor Hardtmuth, producendo a loro volta matite gialle e dai nomi orientali.

Per far capire quanto le matite gialle siano state associate alla qualità, il sito Artsy cita un esperimento in cui a un gruppo di persone vennero date matite gialle e verdi, identiche per quanto riguarda la grafite e diverse solo nel colore esterno del legno.

Le persone parlarono in genere bene delle matite gialle, lamentandosi invece della scarsa qualità di quelle verdi.

Ma di che cosa è fatto l’interno di una matita?

Per quanto riguarda la mina vera e propria essa è realizzata tramite impasti con differenti proporzioni di grafite ed argilla in funzione della durezza prescelta: maggiore è la percentuale di argilla maggiore è la durezza della mina.

La grafite utilizzata per realizzare le mine è un minerale molto diffuso in natura e si può trovare sotto forma di scaglie oppure in masse lamellari. I più importanti giacimenti si trovano in Germania (Boemia e Baviera) ma anche in Madagascar, Canada, Sri Lanka e Sibera. Per quanto riguarda l’Italia i maggiori giacimenti sono situati sotto il monte Amiata, nel monte Pisano e nelle Alpi Occidentali.

Le materie prime che compongono la grafite sono antracite e coke che vengono estratte e successivamente calcinate a 1000-1200 °C per eliminare le sostanze estranee.

L’argilla utilizzata nell’impasto (costituita da silicati di alluminio di natura cristallina) è sfruttata per le sue proprietà colloidali, per la capacità di assorbire grandi quantitativi d’acqua e per la possibilità di definire la durezza della mina regolandone la quantità.

 

.http://www.ufficio.eu/la-storia-della-matita-dove-nasce-e-come-e-fatta

https://www.artsy.net/article/artsy-editorial-little-known-reason-pencils-yellow

* Il Neem non piace alle zanzare…

Il Neem, l’albero sacro dell’India: il più antico insetticida del mondo

Tra i tanti possibili esempi c’è un grande albero, che purifica l’aria, fornisce un’ombra rinfrescante e tiene lontane le zanzare: il Neem.

L’albero di neem è originario dell’ India, ove gli usi di questa pianta, sono ben noti sin dall’ antichità. La prima testimonianza del suo uso risale a 4500 anni fa, ancor prima che gli antichi erboristi scoprissero i benefici del Salice, Timo, Mirra e Pino.
I primi scritti medici Sanskriti riferiscono i benefici dei frutti, semi, olio, foglie, radici e corteccia del Neem. Di conseguenza, non ci meraviglia che il Neem dell’India sia chiamato in modo affetuoso “la farmacia del villaggio” perchè i suoi frutti, semi, foglie, corteccia e radici contengono composti che dimostrano proprieta anti-fungho, anti-infiammatorie, anti-virali, anti-batteriche e anti-settiche.

Cresce nelle zone tropicali e sub-tropicali di Asia, Africa, America (Centro e Sud), Medio Oriente, Australia, Oceania. 

Ha molti altri nomi popolari (come Margosa, Nimba, Lillà d’India) nelle varie località di diffusione nel mondo.  Il nome persiano di quest’albero è Azad-Darakth che tradotto vuol dire Albero Libero. In sanskrito invece viene chiamato “sarva roga nivarini”: il guaritore di tutti i malanni. Per gli arabi: “Shajar-e-Mubarak” ossia “albero benedetto”.

Fu introdotto nell’Africa occidentale all’inizio del XX secolo per fornire ombra e impedire al deserto del Sahara di estendersi a sud. I selvicoltori hanno introdotto questo albero anche nelle Figi, nelle isole Mauritius, in Arabia Saudita, nell’America centrale e meridionale e nelle isole caraibiche. Negli Stati Uniti ci sono piantagioni sperimentali nelle zone meridionali dell’Arizona, della California e della Florida.

I tre principi attivi principali della pianta sono la azadiractina, la margocina e la katechina.
Il neem è stato dichiarato dalle Nazioni Unite “Albero del 21° Secolo”.
Appartiene alla famiglia del mogano. Raggiunge 30 metri di altezza e circa 2,5 metri di circonferenza. Cresce in fretta, richiede poche cure e sopravvive bene nei terreni poveri.
Per le sue doti straordinarie quest’albero è stato conteso tra le multinazionali del farmaco e il governo dell’India ha dovuto sostenere una causa contro la W.R. Grace che aveva già depositato oltre 70 brevetti per monopolizzare gli straordinari principi attivi di questa pianta.

L’albero del neem è una bella pianta che si può facilmente far crescere anche nel nostro clima temperato, dove sopporta le rigidità del clima invernale, perdendo la sua chioma fino alla primavera. Data la frugalità e la sua rapida crescita, la si può facilmente allevare nei giardini e nei parchi dove, oltre a fare ombra in estate, contribuirà a tenere lontane le zanzare. Questo albero, infatti, non è soggetto all’aggressione di insetti e parassiti, che al contrario tiene lontani, migliorando la qualità dell’ambiente circostante e purificando l’aria con i suoi fiori.
La ricerca ha dimostrato che il neem ha una gamma d’uso più vasta di qualsiasi altra pianta: è stato largamente impiegato nei rimedi per la salute, il benessere e la bellezza per molti secoli. Tutte le parti della pianta presentano attività biologica, tuttavia il seme rimane l’elemento più attivo.
Ma, l’aspetto che maggiormente ci interessa è che il neem costituisce un ottimo strumento salutare per la lotta alle zanzare, in quanto non solamente l’olio dei semi, ma la pianta stessa, in tutte le sue parti – radici, legno, corteccia, foglie e fiori – è un repellente efficace di questo fastidioso insetto.
Le foglie secche del neem (che possono essere conservate dopo la caduta) ad esempio, se vengono bruciate, producono un fumo che purifica l’aria e tiene lontane le zanzare.

In India, sin da tempi antichi, questa pratica ha aiutato a tenere lontani gli insetti, specialmente dopo i monsoni, e a favorire la salubrità dell’aria, depurata da microrganismi patogeni.

L’olio di neem (nome popolare dato in India anticamente in onore della dea Neemari) viene estratto dai semi, spremuti a freddo, dell’Azadirachta.

La suddivisione della pianta, secondo l’Ayurveda è la seguente:

Rasa – Gusto: Tikta (amaro), Kasaya (astringente)

Guna – Proprietà: Laghu (leggero)

Virya – Potenza: Sheeta (fredda)

Vipaka – Sapore post digestivo: katu (piccante)

Prabhava – Azione specifica: riparazione delle ferite, antinfiammatorio),
antiepilettico, malattie dell’occhio, malattie ostinate delle vie urinarie (compreso il diabete), anti ittero, rinfrescante, antielmintico, antimicrobico, insettifugo.

Una conferma dalla natura: in India, i passeri aggiungono foglie di neem ai loro nidi, e poiché non le mangiano e l’analisi mostra l’assenza di molti parassiti usualmente presenti nei nidi, sembra evidente un uso indotto dalla constatazione empirica, come avviene spesso fra gli animali.

Il Mahatma Gandhi lo amava molto e, come molti maestri dell’India, spesso pregava e meditava all’ombra delle sue fronde ed ogni giorno beveva un infuso delle sue foglie amare.

Fonti:*http://gogreen.virgilio.it/*http://www.google.it* http://celticfearn.wordpress.com/ *http://www.progettoscudo.it/ *http://www.ekira.it/

* Astronomia in cucina

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dedicato all’amica Laura

 

Fonte:

http://www.waitwow.com/make-scientifically-accurate-cake-planets/

dove trovate anche il tutorial per fare queste insolite torte!

http://cakecrumbs.me/2013/08/01/spherical-concentric-layer-cake-tutorial/

* La buona notizia del venerdì: Uno stipendio per i nonni che si prendono cura dei nipoti ?( in Svezia!)

Il termine nonno deriva dal greco antico Nónnos. Il suo significato è venerabile, puro, santo.

Dopo i nostri genitori, i nonni sono le persone con cui stringiamo i legami più stretti. A volte, ci sentiamo più al sicuro tra le braccia dei nostri nonni che non tra quelle di nostra madre e nostro padre. I nonni rappresentano perciò una delle figure più importanti.

È questo il motivo per cui la Svezia ha deciso di incentivare e gratificare l’impegno che i nonni profondono nella cura e crescita dei nipoti. 

Non abbiamo bisogno di dare un’occhiata agli studi sociologici per capire che molte famiglie si affidano ai nonni. Questo sia da un punto di vista economico che da quello, molto più importante, della cura dei figli. I nonni sono spesso le figure più presenti nella vita di bambini e ragazzi.

E, di frequente, sono per i genitori una base sicura su cui appoggiarsi.

Gli svedesi lo sanno bene ed è per questo che il governo ha deciso di offrire un vero e proprio stipendio a queste venerabili figure. Lo stipendio corrisposto sarà pari a circa 700€ e servirà a coprire le spese necessarie alla cura dei nipoti.

L’iniziativa del governo svedese è nata per permettere alle mamme di tornare al lavoro full-time in un tempo più breve, accorciando il periodo di maternità supplementare.

Un’idea all’avanguardia che appare in netto contrasto con le politiche di altri stati europei, in cui non esistono veri incentivi sociali per le mamme che sono per questo spesso costrette a ricorrere alla maternità supplementare vedendo il proprio stipendio decurtato del 70%.

La Svezia, come spesso accade quando si tratta dell’attenzione verso le nuove generazioni, ha avuto un’intuizione alternativa e rivoluzionaria che speriamo possa essere seguita al più presto anche da altri paesi.

inoltre…

Chi non ricorda con piacere le figure dei nonni? I nostri parenti anziani spesso ci hanno offerto affetto, cure e insegnamenti che hanno avuto un valore altrettanto prezioso rispetto a quelli dei genitori.

Oggi, i nonni ricoprono ruoli sempre più importanti nell’educazione dei nipoti, aiutando padri e madri a compensare e coprire il tempo che non possono trascorrere con i figli.

Tuttavia, la figura del nonno non è importante solo per i bambini. Prendersi cura dei nipoti aiuta gli anziani a vivere più a lungo, rallentando il declino fisico e mentale. Vediamo perché e come è stato provato da diversi studi scientifici.

Le difficoltà legate alla vecchiaia sono innegabili. La salute diventa più fragile, così come la lucidità può non essere più la stessa di quando si era giovani. Trascorrere quantità regolari di tempo con i nipoti, però, può essere un ottimo modo per arginare i problemi legati all’anzianità. 

Lo studio condotto da David A. Coall, Denis Gerstorf, Ralph Herwig e Sonja Hilbrand, provenienti da atenei e istituti australiani, tedeschi e svizzeri, ha dimostrato in pieno che i nonni-babysitter riescono a mantenersi più giovani di quelli che non hanno nipoti.

I partecipanti alla ricerca sono stati intervistati ogni due anni nell’arco di circa 20 anni, fornendo varie informazioni ai ricercatori sulle loro attività con i nipoti. Al centro delle statistiche, ovviamente, sono stati posti i dati sulla mortalità dei nonni.

Confrontando la propensione a prendersi cura dei piccoli e i tassi di decesso, gli studiosi hanno dedotto che i nonni che prendevano parte frequentemente all’educazione dei nipoti hanno avuto un rischio di mortalità inferiore del 37% rispetto a quelli che non lo facevano, o che non avevano nipoti.

Le attività di aiuto, poi, sono state valutate anche al di fuori di quelle legate strettamente ai bambini. Un anziano può infatti dare una mano anche ai figli grandi: e questo è risultato essere un altro fattore che allontana i problemi legati alla vecchiaia. 

I motivi? Sono presto detti. Rendersi utili per gli altri, piccoli o grandi che siano, aiuta il cervello a ricevere più stimoli, riducendo il rischio di sviluppare problemi legati al declino cognitivo. Inoltre, specie per i nonni che fanno da baby-sitter, una passeggiata o un gioco con i piccoli rende i nonni più attivi, e ciò è senza dubbio un beneficio.

Rimanere a contatto con gli altri, poi, per un anziano significa non vivere sensazioni di solitudine o abbandono, nonché mantenere buoni livelli di motivazione quotidiana ed essere più inclini a pensare positivamente.

Mantenersi attivi, nei limiti dell’età e dei problemi legati a essa, è un imperativo che tutti dovrebbero porsi, indipendentemente dal fatto che siano nonni o meno. Come dimostrano le ricerche di cui abbiamo parlato, però, dare aiuto agli altri è un vero toccasana per mantenersi “giovani”, oltre che un modo per trasmettere alle generazioni future insegnamenti e saggezza.

https://www.curioctopus.it/read/22147/i-nonni-che-si-occupano-dei-nipoti-vivono-piu-a-lungo:-la-scienza-lo-conferma?fbclid=IwAR1A0owqCZvvf_-grZtRIRXTUwBdMv42n2ggDeu8r4Z-1N4Pee4bDIDR2AM

 

* Buon Ferragosto !

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BUON FERRAGOSTO!

* 10 Agosto:nella notte il cielo si accende di stelle cadenti…rugiada di fuoco…lacrime di angeli…Tutti con gli occhi in sù ad esprimere un desiderio…

Ogni anno nelle luminose notti estive, lontano dalle luci della civiltà, capita di notare nei cieli delle scie di luce che sembrano caderci addosso… vicine…lontane… appaiono improvvisamente e scompaiono nel blu profondo…ardono un istante di luce vivissima e poi si spengono, simili, secondo Dante, a ” stella che tramuti loco “…

stelle cadenti… gocce d’oro scaturite da un’anfora di luce infranta… rugiada di fuoco…lacrime di angeli diceva un antico poeta cristiano…

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Lacrime di San Lorenzo furono chiamate dai cattolici di Irlanda le stelle filanti che cadono in grande quantità nella notte di San Lorenzo, la celebrata notte del 10 agosto.

La tradizione vuole che le lacrime di Lorenzo arso vivo sulla graticola vagano nel cielo senza pace fino a quando non cadono sulla terra la notte in cui il Santo è festeggiato.

” San Lorenzo , io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.”

In questa notte, si crede si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo, e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca “Stella, mia bella stella, desidero che…”, e si aspetta l’evento desiderato durante l’anno.

Di miti e leggende sulle stelle cadenti ce ne sono molti.

Ma nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni nel cielo, erano considerate segni infausti.

“E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale
oh! D’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!”

Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati.
Gli astrologi cinesi, che nei loro annali hanno registrato le apparizioni di stelle cadenti e comete fin dal sesto secolo avanti Cristo, non avevano dubbi che a temere il peggio dovessero essere i governanti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi sappiamo essere sciami meteorici ricorrenti”.

Tra l’ottobre e il novembre del 902 dopo Cristo, riferiscono le antiche cronache, l’invasione della Sicilia e della Calabria da parte dei saraceni e le stragi che ne seguirono furono seguite da un abbondante pianto divino. Oggi è accertato che si trattò di una pioggia particolarmente fitta di stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, visibile ogni anno a novembre.
Nel medioevo, la scia luminosa causata dalla caduta delle stelle è stata messa in relazione con il viaggio dei defunti, come un movimento ascendente, discendente o semplicemente di mutamento di luogo, compiuto dalle anime dei trapassati.

Plinio, Rutilio Palladio e Marcello connettevano la caduta delle stelle: il primo con quella dei calli (Naturalis Historia, 28); il secondo con quella delle verruche (Opus agricolturae) ed il terzo la considerava vantaggiosa per la cura delle malattie degli occhi (De medicamentis).
Nell’antica Sparta, invece, la visione di una stella cadente aveva per così dire un significato “politico”. Accadeva, infatti, che ogni nove anni i magistrati sorveglianti scrutavano il cielo. L’eventuale caduta di una stella era interpretato come segno sfavorevole degli dèi nei confronti del Re, che veniva deposto.

L’aspetto religioso appare in diverse tradizioni.
Nella letteratura dell’antica India, le stelle cadenti sono paragonate a demonesse dai capelli discinti.
La più recente visione degli indù pare sia quella di ritenere, ogni stella cadente, un’anima che ridiscende sulla terra per reincarnarsi.
In Europa si parla delle stelle cadenti come d’anime che, liberate dalle sofferenze del purgatorio, chiedono all’osservatore la recita di un “Padre nostro”.

Nella Mesopotamia, l’interpretazione data alla comparsa delle stelle cadenti era legata, nella sua positività o negatività, alla direzione .
Nel libro dello zodiaco dei Mandei dell’Iraq, (setta gnostica ancora esistente) si legge, tra l’altro, che la caduta di una stella da ovest verso est non porterà pioggia in tutto l’anno, presagio dunque di siccità certamente diffuso in molti miti legati alle stelle cadenti.

Gli antichi abitanti dell’Iran all’epoca in cui era praticata la religione zoroastriana, ci hanno tramandato un bellissimo mito, dove si descrivono le malevolenze delle stelle cadenti e la loro sconfitta per mano del dio Tishtrya, in altre parole

Sirio nella costellazione del Cane Maggiore.

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La credenza risale ad un periodo compreso tra il X secolo a.C. ed il VII secolo d.C.
In quel tempo, le genti dell’Iran credevano che la vita del cosmo fosse dominata dalla contrapposizione tra il principio dell’ordine cosmico e della verità (asha) ed il principio del caos e della menzogna (druj)

Secondo la cosmologia zoroastriana, infatti, l’ordine cosmico è rappresentato dalle stelle fisse, la cui luce si contrappone a quella del Maligno.

Queste stelle erano considerate come divinità minori ed erano poste nel cielo più basso, mentre il Sole e la Luna erano collocati nei cieli superiori, più vicini al paradiso.
Il movimento disordinato ed imprevedibile delle stelle cadenti, indusse gli zoroastriani a credere che esse appartenessero alla schiera delle forze demoniache scagliate dal maligno per produrre siccità e per sconvolgere l’ordine armonioso del cielo.

Così, proprio alle stelle cadenti assegnarono il nome di “streghe”

Il compito di sconfiggere le streghe e proteggere gli uomini fu attribuito a Sirio: sotto le sembianze del dio Tishtrya, l’astro si armò per combattere una duplice battaglia, la prima in cielo e la seconda in terra.
I versi dell’Avesta, il libro sacro degli zoroastriani, catturano lo splendore di Sirio paragonandolo ad una freccia scagliata dal più bravo arciere dell’universo. Tali sono la sua rapidità e la sua precisione che le forze demoniache delle stelle cadenti, si ritirano in una fuga disordinata. Vittorioso, il dio può finalmente annunciare con orgoglio la definitiva sconfitta dell’armata delle tenebre.

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In Irlanda si crede che le stelle cadenti siano lacrime delle fate: in ogni villaggio, si coltiva l’usanza di lasciare sempre alle Fate un posto apparecchiato a tavola, affinché continuino ad amare e proteggere la casa.

Si crede inoltre che le buone Fate si affezionino particolarmente ai fiori, ai bambini, agli animali, al bestiame e tengono lontani i pensieri cattivi generati dall’invidia e i sortilegi delle streghe.

Le famossissime Perseidi, saranno attive nelle notti tra il 10 Agosto (San Lorenzo) e il 12 Agosto (notte del massimo).

Inoltre gli studiosi del settore hanno previsto che l’anno in cui la pioggia di stelle cadenti sarà molto copiosa sarà il 2126. Quindi si presume che anche ci saranno altrettanti desideri.

Per ogni scia nel cielo un desiderio che si può avverare…

un desiderio è solo l’obiettivo che voglio raggiungere…

è l’inizio del mio progetto per ottenerlo…

con la mia volontà posso ottenere ciò che desidero…è possibile!

e le stelle mi forniscono l’energia… tutte le stelle…

Del resto:

” Quando desideri qualcosa tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.” Paolo Coelho

 

*Ogni anno dall’ 8 al 12 agosto si apre il Portale del Leone e una speciale energia accelera l’evoluzione… Per me? Per te? Per chi sa coglierla!

 

L’energia degli ultimi mesi è stata molto intensa.

Siamo in un grande momento di transizione nelle nostre vite. Siamo  all’ingresso di una nuova vita, un nuovo modo di essere, e dipende da noi scegliere se oltrepassare la soglia. Il punto è che la maggior parte degli esseri umani non cambia se non è infelice delle situazioni o a meno che non vi sia una grande energia di trasformazione.

E’ giunto il tempo che tutti abbiamo atteso, ma sembriamo avere paura di lasciare andare la vecchia idea che abbiamo di noi stessi, creando un po’ di resistenza al cambiamento. Per questa ragione il messaggio dell’universo è diventato molto deciso e stiamo sperimentando un profondo senso di fine, soprattutto nelle ultime settimane.

Il portale che si è aperto oggi, e che rimarrà aperto sino al 12 Agosto, supporta il processo che stiamo vivendo, rafforzando le energie di trasmutazione innescate dal movimento dei corpi celesti. 

Il Portale del Leone si apre ogni anno dall’8 al 12 Agosto, quando il Sole è in Leone, ed è segnato dalla stella Sirio che si avvicina alla Terra mettendosi in asse con la cintura di Orione. In questo periodo dell’anno la Terra si allinea con il Centro della Galassia dell’Universo per creare un portale affinché la Luce possa giungere a noi e supportare l’aumento di consapevolezza che dobbiamo vivere. 

 

Sirio è collocata nella costellazione del Canis Major – anche nota come il “Cane Maggiore” – ed è pertanto conosciuta come la “Stella del Cane”.

Le Antiche Scuole Misteriche la chiamavano “il Sole dietro al sole” poiché la consideravano la sorgente della potenza del nostro sole.

Mentre il nostro sole mantiene vivo il nostro mondo fisico, Sirio nutre l’energia spirituale dietro di esso, portando la “Luce Reale”, la Luce spirituale, sulla materia mostrando la natura dell’illusione su cui basiamo le nostre vite.Ma che cosa significa per noi?

Quando citiamo il Portale del Leone, parliamo dell’energia del Cuore poiché il segno del Leone governa il cuore nel corpo. 

Il Lionsgate dell’8 – 8 è un’intensa energia ricevuta nel nostro cuore da Sirio con lo scopo di “bruciare”, poiché il Leone è un segno di fuoco, tutte le resistenze (rabbia, paura, ansia, senso d’incomprensione e disperazione, senso di non essere all’altezza, desiderio di mandare tutto all’aria e nascondersi, scappare, sentirsi incompresi e disperati, sentirsi soli) che possiamo avvertire per la realizzazione della nostra vera natura di anima. 

Il Leone è tradizionalmente associato alla personalità, che di solito crede di essere il re della nostra vita. Ma ora, con questo intenso flusso di energia di fuoco, il suo aspetto esoterico, la Chiamata del Divino, dovrà essere riconosciuto in noi.

Sirio a 14°16’ in Cancro forma nel cielo un Quadrato/Croce Cardinale con Urano ed Eris in Ariete, la Luna in Bilancia e Plutone in Capricorno.

Questa configurazione evidenzia la dualità nella nostra vita e ci chiede fortemente di scegliere e accettare di divenire il veicolo della Grande Vita in cui viviamo e realizzare la nostra missione e il nostro proposito.

L’effetto è che i conflitti e i dissidi che sperimentiamo interiormente, e anche nella nostra vita esteriore, hanno lo scopo di facilitare la scelta e l’entrata nella nuova vita.

Si tratta di un invito a evitare la resistenza e ad accettare quello che sta giungendo a noi. Tutte le illusioni su quello che pensiamo di essere si stanno dissolvendo e ci stiamo sintonizzando sulla realtà dell’invisibile, sulle forze immateriali per vivere l’essenza di chi siamo veramente.

In seguito, abbiamo Giove diretto nel suo segno dominante del Sagittario l’11 agosto. Se pensavi di poter celebrare un pianeta in meno retrogrado, non potrai farlo perché lo stesso giorno, Urano diventa retrogrado!

Urano andrà retrogrado nel segno del Toro fino a gennaio 2020. Mentre gli effetti di questa retrogradazione saranno sottili, sotto questa energia saremo guidati a riflettere su dove dobbiamo diventare più indipendenti e dove dobbiamo essere più aperti .

Agosto ha la vibrazione del numero 8, che è potente in numerologia e rappresenta il viaggio infinito dell’anima e il movimento tra “umano” e “essere”.

Questa energia 8/8 ci aiuterà a elevare e sintonizzarci con energie di  frequenza più alta in modo da poter ricevere download psichici e accedere a regni superiori di coscienza.

In Numerologia 8 – 8 fa 16, che è la Torre nelle carte dei Tarocchi: è lo sbriciolamento della torre che abbiamo costruito per noi stessi, poiché lo Spirito entra nel cuore dell’uomo.

Permettete ai vostri pensieri e alle vostre emozioni di dissolversi nel fuoco del cuore per entrare nell’ignoto coraggiosamente e con fede. 

Tutto è destinato ad essere, semplicemente seguite il Piano Divino.

 

«Sii grato per chiunque arrivi, poiché ogni persona è stata mandata come guida da ciò che sta oltre» 

Jalāl al-Dīn Rumi

https://foreverconscious.com/intuitive-astrology-forecast-august-2019

http://it.blog.cristianacaria.com/category/tarocchi-esoterici/

/https://lauracarpi.wordpress.com/2016/08/08/l-0808-2016-e-il-portale-del-cuore-per-costruire-la-pace-interiore/