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Perchè siam donne: A Bologna c’è Isabella Seragnoli e il suo Mast

A Bologna c’è un posto molto bello.

Un posto dove i bambini possono vedere i film come al cinema, senza che le loro famiglie debbano spendere niente.

Oggi in questo posto ho visto bambini con le mamme bionde e piene di gioielli e altri bambini con le mamme col capo coperto dal velo, e altri bambini ancora seduti in mezzo alle loro mamme e ai loro papà che avevano gli occhi di chi è nato in Estremo Oriente.

Ed è stato bello vedere che tutti questi bambini, almeno per una volta, erano perfettamente uguali, che tutti potevano passare la domenica a guardare un film al cinema, senza che questo momento gravasse sul bilancio delle loro famiglie: perché non tutte le famiglie possono regalare ai propri bambini un pomeriggio al cinema.

Ma per fortuna a Bologna c’è una signora molto buona, qualcuno la definirebbe una filantropa, si chiama Isabella Seragnoli.

Io non l’ho mai incontrata, ma questa signora buona ha regalato a Bologna e ai suoi bambini la magia del cinema. Lo ha fatto creando un posto bellissimo dove ci sono mostre aperte a tutti, dove si tengono incontri e presentazioni di libri, e dove i bambini (ma anche gli adulti) possono guardare film che non vedranno in tv senza mai pagare un solo euro.

Possono anche avere biscotti e brick di acqua, cioccolata e the senza dover mai tirare fuori un solo spicciolo.

Questo posto si chiama Mast ed è il regalo più bello che Isabella Seragnoli ha fatto nella sua generosa vita: la cultura ai bambini. ♥️

Fonte:

Deborah Dirani | Facebook

Il “MAST. Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia” di Bologna è un grande centro polifunzionale che si estende per più di 25.000 m² e che ospita al suo interno – oltre a diversi spazi espositivi – anche un auditorium da 400 posti, una academy dedicata alla tecnologia, un asilo nido, una palestra, un ristorante e un caffè, e laboratori per bambini.

Si trova nella prima periferia bolognese, nel quartiere Santa Viola.

È stato creato dalla Fondazione MAST dell’imprendrice Isabella Seragnoli, presidente e azionista unica di Coesia, un gruppo che controlla diverse aziende di packaging e della meccanica tra le quali la GD, che la sua sede storica proprio accanto al MAST.

Isabella Seragnoli nasce in una famiglia di industriali bolognesi: i fratelli Enzo e Ariosto (rispettivamente padre e zio di Isabella) hanno strutturato l’impero del packaging e posizionandosi nel giro di pochi anni ai vertici mondiali del settore. È all’inizio degli anni 2000 che Isabella prende le redini delle svariate società di famiglia diventando presidente ed azionista unico di Coesia.

Ad oggi l’impero di Coesia vanta una forza lavoro di oltre 7mila dipendenti dislocati in oltre 38 paesi e si prevede un fatturato 2019 che supererà 2,2 Mld di euro.

Tuttavia la forza di Isabella è anche riversata nella minuziosa cura per i propri dipendenti, il welfare aziendale: con lei alla guida si sono strutturate nuove mense “moderne” con al centro l’educazione al buon cibo e alla sana alimentazione (ricordiamo che Isabella ha conseguito la Laurea in Dietologia); pacchetti per le famiglie con il nido e summer camp per i figli; pacchetti per la formazione personale, oltre alle agevolazioni per palestre ed eventi culturali.

Quest’ultimo punto è ulteriormente sviluppato con il progetto della fondazione MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia), un luogo dove la principale mission è stimolare le nuove generazioni a molteplici interessi nel campo dell’imprenditoria, della tecnologia e dell’arte meccanica.

Isabella quindi pone l’investimento sulle persone come suo obiettivo di vita.

I suoi dipendenti, quindi, sono importantissimi per lei, ma ancora di più coloro che sono in difficoltà. Tramite la sua omonima Fondazione, Isabella riesce a sviluppare e a vincere importanti battaglie a sostegno dei malati non guaribili (gli Hospice dislocati in Emilia), dei disturbi del comportamento alimentare (Centro Gruber); sostiene finanziariamente l’ampliamento dell’Istituto di Ematologia del Policlinico di Bologna e la ristrutturazione di Istituti medici a Pisa; supporta gli sviluppi di nuovi programmi per la ricerca clinica e preclinica (corsi universitari in collaborazione con ASMEPA e UNIBO) a Bologna.

La voglia di Isabella di approfondire e sviluppare i «temi della filantropia nasce probabilmente anche da un trauma personale», dovuto alla scomparsa del fratello, morto per una leucemia a 16 anni: un momento fondamentale per Isabella, che la porterà ad essere una delle più importanti “mecenati sociali” dell’Emilia.

Le imprese, sia materiali che immateriali, di Isabella, ci aiutano a comprendere ancora di più l’importanza di Donne come lei, capaci di avere una salda responsabilità sociale verso il territorio e una visione imprenditoriale che non si limiti unicamente a numeri e dati, ma che converga sulla cura dei propri dipendenti, perno di ogni sana Impresa.

Isabella Seragnoli: esempio limpido di sana imprenditoria italiana.

ISABELLA SERAGNOLI: IMPRENDITRICE, FILANTROPA, DONNA ESEMPIO PER TUTTI – Studio Grimaldi (studiogrimaldipfi.it)

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La buona notizia del venerdì: Ikea da’ ai mobili una seconda vita

“Occasioni per la tua casa e per il pianeta”, si legge all’ingresso.

È il Circular Hub di Ikea: il nuovo spazio all’insegna della sostenibilità all’interno degli store italiani del marchio.

Da sempre sensibile al benessere ambientale e promotrice di diverse iniziative green e di un approccio alternativo al consumo, Ikea ha infatti deciso di trasformare lo storico Angolo delle occasioni – l’area che ospita articoli venduti con un prezzo ribassato dal 15% al 70% – in un luogo dedicato alla circolarità e a uno stile di vita attento alla natura e alla persone.

È nato così il Circular Hub: uno spazio dove acquistare prodotti di seconda mano, quindi a un prezzo decisamente vantaggioso, ma anche, all’interno dell’area Learn&Share, parlare con alcuni esperti e imparare metodi creativi per riparare, riutilizzare e personalizzare ciò che già si ha in casa.

Un luogo in cui i consumatori, oltre che risparmiare, possano anche contribuire a ridurre gli sprechi e aiutare il pianeta.

Con il Circular Hub Ikea regala infatti una seconda vita, o anche di più, a mobili e accessori usati ma ancora perfettamente funzionanti e sicuri.

Prodotti provenienti da resi e lievemente danneggiati durante i trasporti, utilizzati per gli allestimenti nei negozi o riacquistati dall’azienda stessa con il servizio “Riporta e Rivendi”, che da otto anni aiuta le persone a prolungare la vita degli oggetti Ikea e che solo dal 2020 a oggi ha visto quasi 20mila pezzi consegnati negli store italiani.

L’obiettivo di questa e altre iniziative?

“Diventare un business circolare e generare un impatto positivo sul clima entro il 2030, in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”, dicono dall’azienda. “Trasformare Ikea in un business circolare è una delle nostre maggiori ambizioni e, al tempo stesso, una grande sfida per il futuro”, ha detto Ylenia Tommasato, country sustainability manager, parlando dell’impegno dell’azienda. “Sviluppare nuovi prodotti seguendo i nostri principi di design circolare, ovvero utilizzando materiali rinnovabili o riciclati e dare una seconda vita a quelli già usati, ci permette di sviluppare soluzioni per un futuro più sostenibile”.

I 15 negozi in cui trovare il Circular Hub

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Perchè siam donne: Speranza Scappucci dirige la Scala , prima donna italiana a salire sul podio!

Non si tratta della prima donna in assoluto a dirigere un’opera al Teatro alla Scala di Milano (fu preceduta da Claire Gibault e Susanna Mälkki) ma Speranza Scappucci è comunque la prima donna italiana a salire sul podio del teatro milanese e la prima in assoluto a dirigere un’opera del repertorio melodrammatico storico.

La direttrice anticipa così il suo esordio alla Scala, che era stato fissato al 5 maggio: Speranza Scappucci in primavera dirigerà infatti la Filarmonica della Scala per l’Ouverture in stile italiano di Schubert, la Sinfonia concertante di Mozart e la Sinfonia n. 4 Italiana di Mendelssohn.

Speranza Scappucci, nata a Roma nel 1973, si è diplomata alla Juilliard School di New York e al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, e ha lavorato nei teatri di Vienna, Roma, Barcellona, Zurigo, Los Angeles, New York, con esperienze su palcoscenici di grande importanza come quelli della Wiener Staatsoper e della Metropolitan Opera. Dal 2017 è direttrice della Royal Opéra de Wallonie di Liegi ed è tra i direttori d’orchestra più apprezzati della sua generazione. Per Speranza si tratta comunque di un ritorno a Milano, dato che nel giugno del 2021 aveva diretto i giovani dell’Accademia del Teatro alla Scala per il concerto dato in occasione dell’inizio dei lavori di ristrutturazione della Torre Velasca..

Come detto, Speranza Scappucci non è la prima donna in assoluto a dirigere l’orchestra della Scala.

Nel 2011 fu la volta di Susanna Mälkki, maestra finlandese dell’Ensemble Intercontemporain, è stata la prima tra le direttrici d’orchestra a dirigere un’opera lirica al Teatro della Scala di Milano. che diresse il debutto di Quartett di Luca Francesconi.

Certo il pubblico segue con occhio particolare le performances delle maestre e anche la critica spesso sembra essere più interessata al loro aspetto che non all’esecuzione.

Le direttrici d’orchestra donne non sono molte e nemmeno tanto conosciute, ma esistono piacevoli eccezioni. Ovviamente non mancano le difficoltà nel ricoprire un ruolo considerato da sempre una precisa prerogativa maschile

Tra le direttrici d’orchestra donne famose è da citare senz’altro Marin Alsop, entrata nella storia della musica per avere diretto per prima una grande orchestra. All’inizio il pubblico era sorpreso nel vedere sul podio una bionda dagli occhi castani al posto del classico direttore d’orchestra infervorato dalla bianca chioma scomposta. La classica icona capace di comandare “a bacchetta” schiere di musicisti sottomessi. La sua fortuna fu avere un padre musicista che le regalò una scatola di bacchette. In seguito divenne proprio allieva del grande Bernstein, che tra il 1989 e il 1996 la portò a dirigere l’ensemble americano Eugene Symphony. Prima di assumere la conduzione della Baltimore Symphony Orchestra, ruolo che ricopre dal 2007, la Alsop ha avuto modo di dirigere la Colorado Symphony e la Bournemouth Symphony.
Nel 2003 è stata giudicata artista dell’anno dalla rivista Gramophone e nel 2005 ha vinto il premio MacArthur Genius da mezzo milione di dollari. Nel 2010 una sua registrazione ha ricevuto una nomination ai Grammy come Best Classical Album, mentre dal 2012 è anche il principale direttore della São Paulo State Symphony Orchestra. La sua carriera prestigiosa comprende conduzioni della New York Philharmonic e della London Symphony Orchestra

La Alsop si è sempre augurata che il numero di donne maestre potesse aumentare, ma in realtà per lungo tempo ha avuto l’appoggio di poche eroiche colleghe. Andando a ritroso nella storia ci sono :

Nadia Boulanger, nata nel 1897, stata un’organista, compositrice, direttrice d’orchestra e insegnante di musica francese. Prima donna a dirigere la Boston Symphony
Anna Wilhelm ha diretto negli anni ’80 alcuni concerti da camera alla Scala. Poi tra le più conosciute ci sono

Sian Edwards alla English National Opera e

Xian Zhang, direttore delle Nozze di Figaro alla Central Opera House di Pechino.


Tra le altre direttrici italiane la romana Isabella Ambrosini, direttore dell’Orchestra Roma Sinfonica e del Coro Roma.

Inutile negare che anche in Italia il ruolo del direttore d’orchestra è sempre stato una prerogativa maschile. Anche nel nostro paese qualcosa lentamente si muove, anche se la proporzione è ancora di circa 600 maschi direttori contro 20 femmine.

Non mancano prestigiosi riconoscimenti e premi anche per Silvia Massarelli, a cominciare dal premio “Grand Prix de direction d’orchestre”. E’ ovvio che l’immagine abbia una certa importanza e può aiutare a farsi conoscere
Ad esempio dirige in frac Gianna Fratta arrivata a condurre i Berliner Symphoniker.


Beatrice Venezi invece è stata scelta da Audi e da una famosa marca di pasta. I brand sono sempre in cerca di esempi e testimonial fuori dal comune capaci di riassumere tendenze sociali e un mix di innovazione e tradizione.

E cosa più del ruolo di direttore d’orchestra incarna lo spirito delle nuove donne del millennio?

La donna che aspetta non guarda dietro,non guarda davanti. Si guarda dentro,e cresce; invoca il vento, le stelle, i mari e culla nei suoi occhi i sogni che fanno girare la terra.


Fonte: Direttrici d’orchestra – Musica classica (forumfree.it)

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Sirio non è solo la stella più lucente del cielo ma è l’energia e la forza che muovono l’evoluzione umana.

Attorno alle 19:30 da sud-est vedrete sorgere Sirio: la più luminosa stella del firmamento!

“La stella che innamora tutti gli sguardi” dalle nostre latitudini non si eleva mai troppo sull’orizzonte e la turbolenza ne devia in continuazione la luce generando una pulsazione continua dai colori lievemente cangianti. Uno spettacolo ipnotico! Non è un caso infatti che il suo nome derivi dal greco antico Σείριος (pronuncia Séirios), che significa splendente, ma anche ardente, bruciante.

Non è in realtà una stella particolarmente luminosa, ma trovandosi a poca distanza da noi (8,6 anni luce) nel cielo delle Terra appare prominente.

Intorno alla mezzanotte dei giorni che precedono e seguono il Solstizio d’inverno e Capodanno, tutti gli anni, da molte migliaia di anni, appare verso sud la più grande e lucente stella del firmamento, Sirio. E’ più lucente di un pianeta e non si può sbagliare nel riconoscerla.

Sirio non è una stella come tutte le altre. Essa è davvero particolare, anzi per meglio dire, speciale. Essa marca la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Cioè intorno alla mezzanotte di ogni capodanno guardando Sirio automaticamente noi guardiamo l’autostrada sulla quale stiamo procedendo. Sirio, o Iside, la “Sothis” greca o la “Spdt” egiziana, potrebbe essere la meta del nostro viaggio, una visita alla Monna Lisa del cosmo. E la sua lucentezza sembra fatta apposta per facilitarci questo viaggio, come per dire “segui la mia luce di splendore e ti ritroverai a casa”.

Sirio ci indica la nostra posizione nella nostra galassia e la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Verso di Lei, come detto, c’è la direzione della nostra meta ed il nostro futuro intorno al centro della nostra galassia. A 90 gradi, a sinistra, c’è la parte di cielo che noi possiamo vedere bene alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio di primavera, la parte di cielo più piena di stelle proprio perchè quella è la direzione del centro del nostro ammasso galattico intorno al quale tutto il sistema solare gira. Ancora più avanti, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’estate, la parte di cielo che si apre davanti a noi indica la zona o strada da cui siamo passati e stiamo provenendo. Proseguendo ancora, alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio d’autunno possiamo vedere la parte di cielo più povera di stelle proprio perchè stiamo guardando verso la parte opposta a quello del centro galattico. Finchè di nuovo, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’inverno e capodanno, la nostra bella Sirio, o Iside, ritorna a splendere come non mai e ad indicarci la nostra meta con Lei come guida.

Sirio, nella plurimillenaria storia egiziana, rappresenta la grande dea Iside. Stella e Dea sono entrambe affascinanti e misteriose ed interi volumi sono stati scritti su entrambe. La loro storia risale alla notte dei tempi ed il loro culto è all’origine delle nostre fedi religiose. Sirio è bella, come Iside è bella. ed il loro misterioso fascino di natura femminile può forse essere paragonato all’ispirazione del Divino dato dal quadro più famoso al mondo, la celebre Monna Lisa di Leonardo.

Sirio era la rappresentazione della dea Iside, moglie di Osiride, a sua volta rappresentato dalla seconda forse più bella costellazione del cielo, la costellazione di Orione. Così Sirio, o Iside, segue Orione, o Osiride, nel cielo per l’eternità, a testimonianza del loro Amore cosmico e dell’Amore universale, oltre che di forse profonde verità, spirituali e scientifiche che ancora oggi ci sfuggono.

La famosa Stella di Natale, che noi mettiamo su tutti i presepi, non è altro che Sirio, o Iside, la più lucente e bella stella che da millenni, nei giorni di Natale, illumina la capanna del nuovo anno che nasce e la capanna della divinità che nasce e che rinasce con noi e dentro di noi.

Fino all’avvento del Cristianesimo il culto di Iside era osservato in tutto l’oriente  e nei paesi del mediterraneo. Anche a Roma e nel mondo romano esso era conosciuto e praticato e vi erano molte statue che la raffiguravano con un bambino in braccio.

Il bambino che Iside portava in braccio era suo figlio Horus, o Horo, avuto, così dice la leggenda, in pratica per magia o, come diremmo noi oggi, per opera dello spirito santo, anche se il concepimento fu frutto del seme di Osiride, perchè quando Lei concepì Horus suo marito Osiride era già morto, caduto in una trappola mortale tesagli, per invidia per il suo successo e popolarità, da suo fratello Seth assieme ad altri 72 congiurati.

Osiride fu un grande civilizzatore e girò il mondo intero portando il primo fondamentale messaggio di luce di sapienza, fratellanza, amore, giustizia, spiritualità, pace e perdono a tutti gli esseri umani. Insomma egli fu, molte migliaia di anni prima, il nostro Gesù così come Iside fu l’antesignana della Madonna col Bambino. E fu la storia di Iside a dare chiaramente l’idea al Cristianesimo dell’Immacolata Concezione.

L’importanza, la grandezza ed il mistero di Sirio non finiscono qui. Sirio fu scelta dagli antichi egiziani, già dai tempi predinastici, dal 3500 A.C. per certo, ma forse risalente a tempi più antichi, quale stella adatta a marcare l’anno di 365,2422 giorni che noi oggi conosciamo col calendario Gregoriano. Ciò era possibile perchè Sirio era, ed è, l’unica stella del firmamento che non ha movimenti precessionali come tutte le altre stelle. Noi sappiamo che a causa della precessione degli equinozi ogni 2160 anni circa tutte le stelle subiscono appunto un movimento precessionale di 30 gradi di ascensione retta. Sappiamo, per esempio, che a causa di tale movimento fra alcune migliaia di anni la stella che c’indicherà la direzione del Nord sarà la stella Vega e non più la attuale stella Polare dell’Orsa Minore. Ebbene per Sirio ciò non è accaduto e non si è verificato per oltre, ad oggi, 5500 anni!!

Quindi Sirio è la stella fissa, o quasi, per eccellenza.

Un punto fermo nel Cosmo quasi a voler dare la possibilità a tutti gli uomini del pianeta di poter trovare, un giorno, la giusta strada della verità nella sapienza e nella spiritualità. Essa pertanto indica il Natale, Capodanno e l’Epifania tutti gli anni, adesso come duemila anni fa e come sei mila anni fa ed ancora più indietro.

Sirio inoltre è la stella che al centro del cielo ed in direzione sud, era traguardata, come attraverso un cannocchiale, dal condotto meridionale della Camera della Regina della Grande Piramide di Giza, condotto che pertanto appare essere stato costruito appositamente per Lei, questa stella fantastica e più che speciale. Gli antichi si dovettero rendere conto dell’importanza e dell’eccezionalità di questa stella, molto più di quanto siamo disposti a concedere noi oggi, nella nostra scettica aridità spirituale, pianificando la costruzione del più grande monumento al mondo, la Grande Piramide di Giza in Egitto, intorno alla sua essenza di Stella e Dea.

L’aver voluto far rappresentare l’unicità di questa splendente e magnifica stella dalla Dea Iside, una Donna, sembra infine essere stata una deliberata e chiara testimonianza dei fondatori della civiltà umana ad onorare, rispettare e ad amare la femminilità e l’eterno femminino di tutte le Donne, portatrici dell’affascinante mistero del Divino e dell’Amore che è all’origine della Vita e della sua rigenerazione.

Ogni Natale ed ogni Capodanno, la stella di Natale, Sirio, ci invita a riflettere su quale strada e quale percorso intraprendere , il cammino sul quale l’uomo pensante moderno può ritrovare i suoi valori . Perchè è su questa Terra che quest’uomo è qui ora per imparare a riconoscere se stesso.

“ In primo luogo vi è l’energia o forza emanata dalla stella Sirio. Cercando di esprimere a parole il concetto, l’energia del pensiero, o forza mentale, nella sua totalità, raggiunge il sistema solare da un lontano centro cosmico attraverso Sirio. Sirio funziona da trasmettitore, o da punto focale, da cui partono quelle influenze che producono l’autocoscienza nell’uomo.

Alice A. Bailey

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* La buona notizia del venerdì: Hai ricevuto regali che non ti piacciono o non ti servono? Niente paura . Ora c’è il Regifting! E puoi sempre donare a chi non ne ha !

 

 

Il primo passo non è il riciclo ma il dono !

Il primo passo non è il riciclo, ma il dono. Gratuito, senza contropartite, a beneficio di chi non ha la stessa nostra fortuna di dare e ricevere doni durante le vacanze di Natale, e non solo. Ma in ogni caso, guai a sprecare i regali di Natale, che spesso finiscono in qualche cassetto e tra i tanti oggetti che abbiamo e non utilizziamo: in America è stato calcolato, per esempio, che sotto l’albero, ogni anno, riceviamo e diamo 35 miliardi di dollari di regali sgraditi. E dunque a fortissimo rischio spreco.

Secondo una ricerca realizzata da Coldiretti/Ixe, quasi un italiano su quattro ricicla i regali di Natale indesiderati. La maggioranza li regala a parenti ed amici ai quali possono tornare utili. Una buona percentuale, circa il 30 per cento, li riporta nel punto vendita in cui sono stati acquistati per effettuare un cambio o richiedere un buono mentre il 29 per cento degli italiani li rivende su Internet. Un ottimo modo quest’ultimo, per trasformare i regali non graditi in una fonte di guadagno e un’ottima occasione per i compratori, per accaparrarsi articoli nuovi a prezzi decisamente interessanti.

Una moda e un fenomeno, il Regifting, in forte crescita nel nostro Paese e una tendenza accelerata dalla sempre maggiore diffusione di smartphone e tablet grazie ai quali è possibile mostrare il prodotto da rivendere ad un numero molto ampio di persone. Senza contare la possibilità di esporre l’oggetto sui portali specializzati in specifici prodotti o servizi, affinando ancora di più la ricerca dei potenziali acquirenti.

Ecco allora tanti consigli utili per combattere l’affanno dei regali sgraditi (o sbagliati):

  1. Innanzitutto, quando scartate i regali, evitate di rovinare la confezione originale e richiudetela con cura in modo da non avere problemi al momento di un eventuale cambio presso il punto vendita in cui il prodotto è stato acquistato.
  2. Se decidete di regalare il dono ricevuto ad un amico o parente che potrebbe apprezzarlo o ritenerlo particolarmente utile, ricordate almeno di sostituire la carta regalo ed eliminare il bigliettino di auguri. E per evitare figuracce, assicuratevi che il destinatario del regalo riciclato non conosca chi vi ha donato l’oggetto indesiderato.
  3. Se decidete di conservare il dono e rimandare il riciclo all’anno successivo, non dimenticate di attaccare al regalo un post-it con su indicato il nome di chi ve l’ha fatto: eviterete così il tragicomico “riciclo al mittente”.
  4. Se si tratta di un prodotto con scadenza, controllate bene la data prima di riciclarlo.
  5. E siccome non sarete i soli da aver ricevuto un regalo sgradito: che ne dite di organizzare una divertente serata in compagnia degli amici in cui scambiarsi i regali desiderati?
  6. Ricordate che sui social sono tanti i gruppi e le pagine attraverso le quali scambiare o donare gli oggetti e i regali non graditi. Noi vi suggeriamo: Io regalo e Te lo regalo se vieni a prenderlo.
  7. Non dimenticate la possibilità di donare il regalo in beneficenza: potrete fare felice chi ne ha più bisogno.
  8. Infine, non sottovalutate il riciclo creativo: come abbiamo visto più volte, basta veramente poco per dare nuova vita agli oggetti che non utilizziamo. Ad esempio, con un pizzico di fantasia, quel maglione che non vi piace può trasformarsi in un caldo cappello invernale o in un originale copritazza fai da te.

In alternativa, ecco alcuni consigli utili per rivendere i regali di Natale su internet:

  • Prima di pubblicare il vostro annuncio, fate una ricerca per controllare i prezzi di vendita degli oggetti simili al vostro.
  • Descrivete l’oggetto che state mettendo in vendita in maniera accurata: specificate il brand e indicate i dettagli del prodotto, dal colore alle dimensioni fino alle caratteristiche tecniche se si tratta di un prodotto tecnologico.
  • Al testo di presentazione del prodotto, associate immagini chiare, specificando bene che si tratta di un oggetto nuovo e mai utilizzato.
  • Se possibile, offrite la possibilità di scegliere tra diverse modalità di pagamento.
  • Assicuratevi che il prodotto sia ben confezionato prima di procedere con la spedizione e, una volta conclusa la trattativa, non fate aspettare molto l’acquirente.

Fonte: nonsprecare.it

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La buona notizia del venerdì: I fuochi d’artificio silenziosi a misura di animali

fuochi d’artificio possono spaventare i nostri amici a quattro zampe, ma le alternative per non rinunciare a questo magico spettacolo esistono, si tratta dei giochi pirotecnici silenziosi e coreografici, in cui ci non sono esplosioni, ma solo effetti speciali come cascate, fontane e girandole.

Qualcosa che esiste già in Canada dove, il 1 luglio, per festeggiare il Canada Day, sono stati utilizzati giochi pirotecnici silenziosi.

Volevamo ridurre al minimo l’impatto sulla fauna selvatica che vive in città e nel nostro parco nazionale, perché i fuochi d’artificio rumorosi possono essere stressanti dichiara il vicesindaco di Banff

Banff è una località turistica situata all’interno del Parco Nazionale di Banff nelle Montagne Rocciose, qui è possibile ammirare orsi, alci, lupi grigi, cervi, bisonti e tanti altri bellissimi animali.

Chiunque ha un cane o un gatto sa bene cosa possono significare questi rumori assordanti per loro. Gli animali scappano, sono terrorizzati pur essendo al sicuro nelle loro case. Immaginate che impatto può avere tutto ciò sugli animali selvatici”, dice Reg Bunyan, vice presidente dei naturalisti della Bow Valley.

Noi lo ripetiamo spesso, i fuochi d’artificio e in generale i botti, sono una fonte di stress e un serio fattore di rischio per la loro vita. Molti uccelli, ad esempio, muoiono di crepacuore o fuggono all’impazzata.

Se n’è accorto anche qualche comune italiano che già da tempo, ha sostituito i fuochi tradizionali a quelli silenziosi senza rinunciare alla bellezza dello spettacolo. L’azienda che li produce è italianissima, guardate che belli in questo video:

Anche a Roma Capodanno 2022, botti vietati !

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha firmato l’ordinanza che vieta i botti di Capodanno su tutto il territorio della Capitale a partire dal 31 dicembre fino al 6 gennaio.

Nell’ordinanza si legge che vige il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi. Le multe previste arrivano fino a 500 euro.

L’ordinanza serve a evitare feriti e incendi, e salvaguardare gli animali domestici spaventati dalle esplosioni.

Saranno duemila gli uomini e le donne delle forze dell’ordine schierati per i controlli. Rafforzati i controlli nel centro della Capitale e nelle altre zone della movida, ma i controlli riguarderanno anche hotel e Bed & Breakfast, strade e piazze dove sono vietati assembramenti, annullati tutti i festeggiamenti in piazza. Massima attenzione al rispetto dell’obbligo delle mascherine all’aperto

Vietato a locali e ristoranti fino al 10 gennaio di tenere pubblici spettacoli. Il timore è che le sale da pranzo si trasformino in discoteche aggirando così il divieto di feste con musica dal vivo e dj. Per i partecipanti multe tra i 400 e i 1000 euro, e sanzioni fino alla chiusura temporanea degli esercizi.

Chi non c’era, ricorderà le immagini trasmesse in televisione degli storni abbattuti a migliaia, sulle vie del centro di Roma, dai botti del capodanno scorso.

Una strage da non dimenticare, secondo la Federazione italiana associazione diritti animali e ambiente che fa sapere con una nota, chiede ai sindaci di intervenire, con ordinanze mirate.

Diwali: la tradizionale festa delle luci senza fuochi d’artificio per il troppo inquinamento – greenme

https://www.money.it/Botti-Capodanno-2022-dove-vietati-elenco-Comuni-sanzioni

per-favore-rinuncia-ai-botti-di-capodanno-miao-bau-prr-cip-cip

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* Cè un regalo che dura per sempre!

Ho voluto pensare ad un regalo che duri per sempre...un regalo per me!
Per quando sono triste e mi sembra che tutto il mondo mi crolli addosso…capita, no?
Come la copertina di Linus….lui ce l’ha sempre a portata di mano…per tutto l’anno, per tutto il tempo che vuole…per tutte le volte che gli serve…
Ho voluto pensare ad un regalo speciale per me…a portata di mano…per tutto l’anno…per tutto il tempo che voglio…per tutte le volte che mi serve…
Mmmmm…
Trovato!
Un ricordo!
Un bel ricordo, bello per me si intende. Una esperienza nella quale mi sono sentita al momento giusto nel posto giusto…Giusto per chi ? per me che in quel momento provavo amore, felicità, allegria, benessere e soddisfazione di vivere e di fare.
E pensandoci bene ho scoperto che ho solo l’imbarazzo della scelta…sì! si!
Un bel ricordo, bello per te si intende, è per sempre, è a portata di mano e per tutto il tempo che vuoi e quando vuoi…non si consuma…non passa di moda…non invecchia ed è speciale! E’ tuo!
Un ricordo può essere risvegliato da una immagine , da un profumo, da una voce, da una musica, da una sensazione…
Bene , rendi quella immagine più vivace che puoi, rinforza i colori, i contrasti, cospargila di brillantini , aumenta il volume della voce o della musica, assapora il profumo o la sensazione con tutti i tuoi sensi…
Ingrandisci  come una grande foto, più grande che puoi, una foto animata se preferisci, proprio davanti a te. e saltaci dentro come se fossi ancora in quella esperienza.
Ahhh! Che meraviglia…Vedo…sento…ascolto…
Sono io! Come sto bene!! Voglio starci quanto mi pare…posso starci quanto mi pare…
E se sono stata capace di provare tutto ciò…si proprio io …allora posso rifarlo…ma certo!
E possibile, se l’ho già fatto… dipende da me.. è possibile!
Posso colorare le mie future esperienze come mi pare…quando mi pare…per tutto l’anno, per tutto il tempo che voglio, per tutte le volte che mi serve…
Questo è il mio regalo per me, per te, per chi crede che sia possibile creare la qualità della propria vita, regalandosi ogni giorno un ricordo di felicità!.
Fare con amore è felicità.
Pensare con amore è felicità.
Mettere amore nelle piccole cose di tutti i giorni è felicità.
Felicità è un atteggiamento. Per tutti c’è un raggio di sole.
E se tu sei felice intorno a te diffondi felicità e la tua felicità diventa un modello da seguire…
Felicità è possibile!
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* 25 dicembre: buon Natale a tutti, proprio tutti

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Natale letteralmente natale significa “nascita”. La festività del Dies Natalis Solis Invicti (“Giorno di nascita del Sole Invitto”) veniva celebrata nel momento dell’anno in cui la durata del giorno iniziava ad aumentare dopo il solstizio d’inverno: la “rinascita” del sole. Il termine solstizio viene dal latino solstitium, che significa letteralmente “sole fermo” (da sol, “sole”, e sistere, “stare fermo”).

E proprio il 25 dicembre il Sole sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Questa interpretazione “astronomica” può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi così distanti tra loro. Tutto parte da una osservazione attenta del comportamento dei pianeti e del sole, e gli antichi, per quanto possa apparire sorprendente, conoscevano bene gli strumenti che permettevano loro di osservare e descrivere movimenti e comportamenti degli astri.

in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horo e il padre, Osiride, si credeva fosse nato nello stesso periodo;

nel Messico pre-colombiano nasceva il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli; Bacab nello Yucatan;

il dio Bacco in Grecia, nonché Ercole e Adone o Adonis;

il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era festeggiato dalle genti del Nord;

Zaratustra in Azerbaigian;

Buddha, in Oriente;

Krishna, in India;

Scing-Shin in Cina; i

in Persia, si celebrava il dio guerriero Mithra, detto il Salvatore

a Babilonia vedeva la luce il dio Tammuz, “Unico Figlio” della dea Istar, rappresentata col figlio divino fra le braccia e con, intorno al capo, un’aureola di dodici stelle.

Nella Romanità, in una data compresa tra il 21 e il 25 dicembre, si celebrava solennemente la rinascita del Sole, iDies Natalis Solis Invicti, il giorno del Natale del Sole Invitto, dopo l’introduzione, sotto l’Imperatore Aureliano, del culto del dio indo-iraniano Mithra nelle tradizioni religiose romane e l’edificazione del suo tempio nel campus Agrippae, l’attuale piazza San Silvestro a Roma, che era praticamente incluso all’interno di un più vasto ciclo di festività che i Romani chiamavano Saturnalia, festività dedicate a Saturno, Re dell’Età dell’Oro, che, a partire dal  .C. e dopo le successive riforme introdotte da Cesare e da Caligola, si prolungavano dal 17 al 25 Dicembre e finivano con le Larentalia o festa dei Lari, le divinità tutelari incaricate di proteggere i raccolti, le strade, le città, la famiglia.”

Huitzilopochtli, il dio azteco della guerra, è stato associato con il Sole. Il suo nome, che significa “colibrì del sud”, proviene dalla credenza azteca secondo la quale gli spiriti dei guerrieri uccisi in battaglia seguono il Sole attraverso il cielo per quattro anni.

A Babilonia già intorno al 3000 a.c. nel periodo del nostro Natale veniva celebrato ilDio del Sole Shamash. Il suo nome oltre ad essere collegato al Sole, si riferisce anche alla giustizia e alla veggenza, in quanto a causa dei suoi attributi solari è capace di vedere tutto, anche il futuro. Insieme al culto di Shamash sempre a Babilonia nasce la venerazione della Regina del Cielo, Isthar, e di suo figlio Tammuz, divinità che rappresenta la reincarnazione del Sole.
La nascita di questo Dio avveniva proprio durante il solstizio d’inverno: rappresentato come un bambino, a Babilonia il Dio Sole Tamuz prendeva il nome di Yule, e il “Giorno di Yule” veniva festeggiato il 25 Dicembre.

In Egitto il 24/25 dicembre si celebravano importanti cerimonie in onore del culto diHorus e della madre Iside, e testimonianze risalenti al 1400 a.c. ci mostrano il Dio Bambino con una corona solare in testa.
Il padre divino di Horus era Osiride, con cui egli si identificava: “Io e mio padre siamo Uno”; e la madre era Iside, al quale il dio Thot annunciò che avrebbe concepito un figlio virginalmente, scena rappresentata a Luxor su edifici risalenti al 1500 a.c. Horus nacque in una grotta, annunciato da una stella d’oriente, e fu adorato da pastori e da tre uomini saggi che gli offrirono dei doni. A dodici anni insegnò nel tempio e poi scomparve fino a trent’anni. Horus nella sua vita terrena partecipò anche ad una sorta di battesimo officiato da Anup, il quale in seguito verrà decapitato.
Con Iside ed Osiride, Horus rappresenta la “trinità” egiziana. Osiride, padre di Horus, è una divinità che compare già in epoca arcaica egiziana, personificato anch’esso con il Sole. Era considerato il Dio che soffrì e morì sulla Terra, e alla sua morte il cielo si oscurò.

Altro culto assai antico e che si ricollega alla venerazione del Sole è quello del dio Mitra indiano. Tale culto risale ad un’epoca di gran lunga precedente a quella in cui è vissuto Cristo, e cioè all’India del 1200 a.c. Le prime testimonianze infatti sono contenute nel testo sacro indiano conosciuto come Rig Veda, in particolar modo per quanto riguarda la coppia divina che in India è conosciuta come Varuna-Mitra, rispettivamente portatori di buio e di luce, della realtà interiore ed esteriore delle cose.

Sempre nei Veda viene riportato il mito di Krishna, dove ritorna l’episodio della nascita di un essere divino da una vergine: “Mahadeva, il Sole dei Soli, le apparve nel lampo di un folgorante raggio sotto forma umana. Allora ella concepì il figlio divino”. La vita di Krishna è segnata da particolari molto simili alla storia di Cristo, e alcuni studiosi hanno fatto notare come la radice del nome della divinità indiana sia molto simile a quella del figlio del Dio cristiano

In Mesopotania insieme a Mitra ritroviamo la figura del profeta Zarathustra, nato nel 714 a.c. in Persia, sempre nel periodo del Natale. Era considerato il figlio del Sole, e quindi di Mitra, e allo stesso tempo Sole egli stesso. La religione professata dal figlio di Mitra doveva essere monoteistica, universale e basata su un “giusto sentiero, giusto parlare, giusto operare”, come aveva ordinato il suo padre divino, che successivamente prenderà il nome di Mazda.

Presso i Celti durante il solstizio d’inverno, chiamato anche Mezz’inverno o Alban Arthuan, si celebrava Yule, il Dio Sole che rinasceva nel ventre della Dea, che durante tale festa assume l’aspetto di Madre.

Eppure siamo la stessa umanità che abita sulla terra,un gruppo eterogeneo di esseri che si esprime in modi e tempi diversi ma con la stessa aspirazione a trovare una stessa identità. 

Scelte politiche, sociali e soprattutto religiose hanno creato e creano le diversità che portano ai conflitti. 

Facciamo in modo di non rifletterci sopra solo a Natale.

Quindi Buon Natale a tutti, nessuno escluso!

Fonti:

Sol Invictus – Wikipedia

 

 

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La buona notizia del venerdì : le luci verdi dei contadini polacchi per i migranti

Un’iniziativa solidale dei contadini polacchi per i migranti che superano il confine della Bielorussia come esempio per il significato del Natale

Natale non era ancora nell’aria quando il mese scorso i contadini polacchi hanno iniziato ad accendere nelle loro case delle luci verdi per aiutare i migranti stremati in arrivo dalla Bielorussia. Un simbolo che oggi, sotto la festività più rappresentativa dell’anno, assume un significato ancora più importante.

Era novembre quando al confine tra Bielorussia e Polonia i contadini dello stato polacco hanno iniziato ad accendere luci verdi per segnalare ristoro e accoglienza ai migranti stremati.

L’iniziativa ha subito suscitato grande clamore, un gesto di profonda umanità che non si vede tutti i giorni. Da novembre a oggi le temperature si sono fatte sempre più rigide e gli abitanti della Polonia che si trovano al limite del confine continuano con questa catena umanitaria per aiutare tutte quelle persone in fuga verso un futuro migliore.

,A dare il via all’iniziativa è stato l’avvocato Kamil Syller che, grazie ai social ha fatto girare il messaggio per spiegare ai migranti lungo la zona di frontiera che la luce significa aiuto.

L’esempio giusto per lo spirito di Natale

Il cuore grande di tutte queste persone che si mettono in gioco per aiutare gli altri dovrebbe essere di monito per tutti noi, soprattutto durante questo periodo.

Non è sicuramente semplice aprire casa e mettersi a disposizione per aiutare chi non si conosce, soprattutto in una situazione come quella delle migrazioni dove spesso ci sono tensioni e paura.

Ciò che sono riusciti a fare i polacchi in questione è stato di superare pregiudizi e timori e offrire un supporto a coloro che non hanno più niente. Un esempio concreto e tangibile della bellezza dell’animo umano che purtroppo rischia di perdersi. In fin dei conti questo è il vero spirito della festa del Natale: la solidarietà e la generosità verso l’altro.

Ovviamente nessuno si aspetta che per Natale ogni famiglia apra casa propria ai più bisognosi, ma anche il minimo gesto di aiuto può cambiare la vita di chi è meno fortunato di noi.

Il significato del Natale nelle luci verdi dei contadini polacchi per i migranti (libreriamo.it)

C’è anche una pubblicità che recita ” E’ Natale e a Natale si può fare di più”

E gli altri giorni?

Si tratta di considerare l”altro” un essere umano che come te ha le tue stesse necessità ,e si mette in gioco, pericoloso, per ottenerle, e la maggior parte delle volte fallisce.

Banalmente si ripete ” sii tu il cambiamento che vuoi nel mondo” ma cominciare si può e non solo a Natale come dimostra questo gesto di solidarietà .

E che non sia un eccezione ma un esempio!

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* Con il solstizio invernale la luce riprende gradualmente il suo dominio sul buio fino al solstizio estivo… come ogni anno…come ogni ciclo delle stagioni da eoni a eoni…


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Solstizio d’inverno: 21 dicembre 

In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima.

Si verificano cioè la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.

Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Tre giorni dal 21 al 25 dicembre.

Tre giorni di buio apparente quindi occorrono perchè il Sole torni a mostrarsi visivamente a risplendere come fonte di ogni vita in cammino verso il nuovo ciclo dell’anno.

Ogni anno il Solstizio invernale appare come una fine e una rinascita. La fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo. E questo è il ciclo della Vita.

Le genti dell’ antichitá si consideravano parte dei fenomeni della natura che ritenevano l’espressione nella vita terrestre dei grandi cicli del cosmo.

Al centro di questi cicli c’era l’astro che scandiva il ritmo della giornata, la “stella del mattino” che determinava i ritmi della fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo. Temere che il sole non sorgesse più, vederlo perdere forza d’inverno riducendo sempre più il suo corso nel cielo, era un’esperienza che minacciava la vita di ogni regno di natura.

Così celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano fuochi per sostenerne la forza e per incoraggiare la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

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Questo avvenimento iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati, ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica.

Esso, inoltre, ispirò il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide).

Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”. (1)

Durante queste feste venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che, con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.
Spesso questi rituali avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati alla riproduzione. Da qui l’usanza, nelle antiche celebrazioni, di danze e cerimoniali propiziatori dell’abbondanza e in alcuni casi, come negli antichi riti celtici e germanici, ma anche romani e greci, di accoppiamento durante le feste.

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Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco.

Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita.

Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della Dea: all’alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perche’ anche se ora è regina del gelo e della oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconda riportando calore e luce al suo regno.

I solstizi possono anche leggersi come portali energetici, passaggi dimensionali per nuovi cambiamenti : ”il portale degli uomini”, corrispondente al solstizio d’estate, mentre il solstizio d inverno e’ ” la porta verso il divino”.

Il Solstizio d’Inverno corrisponde alla presa di coscienza della propria spiritualità, come uscita nella luce. Un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della “caverna” e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intellegibile”.

La rinascita solare rappresenta il simbolo della rigenerazione cosmica, e il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo, che rinnova la sua nascita spirituale, verso una maggiore acquisizione della sua consapevolezza, nelle notti del solstizio d’inverno.

E’ il momento in cui, quando la notte ed il buio sembrano prevalere e sovrastarci, è necessario mantenere accesa la fiamma della Coscienza, che al mattino con la Luce ci spingerà a nuove e potenzianti scelte per realizzare i nostri obbiettivi.

Questa è l’opportunità che ogni anno si rinnova nei “ tre giorni di buio” del solstizio invernale.

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Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

(canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk)

Leggi anche:

Solstizio d’inverno ” Sol Invictus”

Chiamata per il solstizio d’inverno