* Il paese dei gatti di pietra


Sul Cammino di Compostela, in un territorio che vide alternarsi le gesta di Catari e Templari, costellato di abbazie, collegiate, cattedrali, nell’anno 1062 due monaci tedeschi di ritorno da un pellegrinaggio a Roma decidono di dedicare il resto della loro vita alla preghiera e fondano l’eremo della Romieu.

Siamo in Guascogna, nella regione dei Midi-Pirenei, antica terra di leggende e di cadetti, a pochi chilometri dal castello di Castelmore dove parecchi anni dopo nascerà D’Artagnan. In guascone roumieuindica proprio “il pellegrino di Roma”.

Da piccolo eremo, La Romieu nell’arco di tre secoli si fa grande diventa importante tanto che, fra 1312 e 1318 il cardinale Arnaud d’Aux, già vescovo di Poitiers, vi fa costruire una chiesa dedicata a San Pietro, un chiostro e il palazzo del cardinale. Nonostante le bellezze medievali, è altro che affascina il viandante curioso, altri i personaggi di cui La Romieu va assai fiera, meno storici e più fiabeschi: una donna gatto e i suoi gatti di pietra.

Ovunque si guardi, uno sbuca da una finestra, un altro sonnecchia su un davanzale e un altro vi passeggia, uno si gratta l’orecchio e un altro è pronto a saltare in una piccionaia e un altro e un altro ancora… finché lo sgardo, meravigliato, si posa su una figura con volto e busto di donna e… orecchie di gatto!
È Angéline, la protagonista della leggenda che lo scultore Maurice Serreau ha scoperto dal racconto di una nonna al suo nipotino.

La leggenda vuole che, nel lontano 1338, nascesse una bambina di nome Angéline. Rimasta subito orfana, fu adottata dai vicini. Fin dalla nascita, i migliori amici di Angéline saranno i gatti, tant’è che la bambina ne aveva sempre due o tre intorno mentre camminava per i vicoli del paese o per le strade di campagna.

Vuole la storia che nel 1342 La Romieu fosse colpita da una grande carestia a cui si sommarono inverni rigidi e primavere piovose che resero i campi incoltivabili. Le provviste del monastero non bastavano, la gente iniziò a morire e ben presto – per la disperazione – si pensò che per far fronte alla fame l’unica soluzione fosse cibarsi dei numerosi gatti che abitavano a La Romieu.

La famiglia di Angéline, conoscendo il suo immenso amore per loro, le permise di tenere nascosti nel granaio un gatto e una gatta. I mesi passarono ma la povertà e la carestia no. Angéline continuava a custodire nel granaio i suoi gatti, che da due erano diventati venti. Intanto il paese, rimasto senza felini, fu presto preso d’assalto dai topi che divoravano il già scarso raccolto e le morti per stenti ripresero. Angéline allora decise di confessare a tutti di aver salvato i gatti e poi ne consegnò uno a ogni famiglia. I topi di lì a poco sparirono, Angèline e i gatti avevano salvato il paese.

Si narra poi che i gatti,  riconoscenti, fecero alla fanciulla loro protettrice un dono: più cresceva e più tempo passava con i suoi felini e più gli somigliava, diventando negli anni sempre più simile alle creature che amava: le sue orecchie si allungarono fino a diventare orecchie di gatto e i suoi occhi assunsero espressioni più simili a uno sguardo felino che a uno sguardo umano.

Così rinasce la magia dei gatti di La Romieu: agli inizi degli anni Novanta Serreau, innamoratosi della bella Angéline e della sua storia, decide di mettersi a scolpire quei gatti che salvarono il paese e che la leggenda tramanda e che oggi è possibile ammirare in tutta la loro bellezza.

http://www.fermoeditore.it/blog/di-gatti-e-darte-la-romieu-e-il-paese-dei-gatti-di-pietra/

* E’ stato un giorno 10.10.10. ….che si ripeterà tra 10 anni…il cambiamento inizia da qui!

L’ENERGIA DEL… 10.10.10. … 

E’ stato un giorno molto particolare che si ripeterà tra 10 anni, un giorno 10.10.10. tre numeri uguali, tre 10 che Pitagora definiva Tetractys. I pitagorici svilupparono un vero e proprio culto del numero dandone  una interpretazione metafisica: immaginavano che i numeri dispari avessero attributi ma­schili e i numeri pari at­tributi femminili e che ognuno avesse caratteristiche particolari, queste infatti sono utilizzate nella Numerologia Personale.

Così ciascun numero possedeva attributi particolari, ma il più sacro di tutti era il numero dieci, la sacra Decade, somma dei primi quattro numeri e rappre­sentante l’intero universo.

L’1 rappresenta il punto, l’origine ovvero il generatore delle dimensioni, 2 la retta, 3 il piano e 4 lo spazio (1+2+3+4=10).

La perfezione di questo numero, la sua sacralità è intesa come base di creazione, il 10 si compone dei 4 numeri che sono alla base di qualsiasi creazione, anche della nostra capacità creativa da oggi in poi, infatti queste tre Tetractys ci parlano di un nuovo inizio che ci può portare in nuove situazioni se accogliamo e comprendiamo queste energie.

Interpretando  il dieci come numero Uno che noi identifichiamo con una persona che si distingue dagli altri grazie alla sua energia innovatrice, è un pioniere, un individualista che ama portare a compimento i suoi progetti con la propria forza, è il numero dei nuovi inizi.

Tre dieci sommati danno un 30, possiamo interpretare il numero Tre che possiede lo spirito, è il compendio dell’1 e del 2, è un numero completo, che si esprime con l’azione e la parola. Le sue caratteristiche sono la creatività, l’espressione di sé, dei propri potenziali.

Nel Tre si evidenzia la predisposizione all’arte, l’estro e l’ingegno sono caratteristiche del Giullare.

L’astrologia conferma questo e l’influsso di questa giornata, si protrarrà da qui in avanti, dato che proprio il 10 ottobre 2017 è entrato Giove in Scorpione e vi rimarrà per un anno circa, quest’energia influenzerà ognuno di noi nel quotidiano.

Epoca di trasformazione e cambiamento e tutto concorre affinchè ciò si realizzi anche le stelle ci danno un aiuto.
Leggo nella previsione di Simon e Stars:

Giove in Scorpione è una spinta alla trasformazione, a frantumare le convenzioni, scavare dentro di noi e trasformarci imprescindibilmente in noi stessi. Certi compromessi con gli altri (e ancor più con noi stessi) per conservare ostinatamente uno stato di cose che non ci appartiene più ci potrebbe sembrare, tutto d’un tratto, un esercizio faticoso e soprattutto inutile, perché sotto l’intonaco che va via di una vecchia vita emerge un’immagine personale più genuina e autentica.”

Il numero 10 dei Tarocchi è la Ruota della Fortuna, il karma. Rappresenta la fine e l’inizio di un ciclo. E’ la ciclicità dei ritmi universali, le fasi della Luna, i moti dei pianeti, il simbolismo circolare della ruota, emblema del movimento e del divenire, così è anche per il 10, il divenire, la creazione della nostra realtà.

Il numero 1 dei Tarocchi è il Bagatto, conosciuto anche come il Mago, ovvero il giovane iniziato alla magia. Impugna con la mano sinistra la bacchetta del comando, significatrice del fuoco primordiale, l’inizio di qualsiasi azione. Può rappresentare il grande potenziale, come un seme, il Bagatto deve germinare, avendo tutta l’energia che gli serve. La grande avventura.

Il numero 3 dei Tarocchi è l’Imperatrice, esplosione creativa di tutta l’Energia accumulata, l’entusiasmo di chi inizia qualcosa, la capacità creativa e feconda. Numero maschile e archetipo femminile, l’equilibrio tra gli opposti, questo è vivificante e produttivo. Nell’interpretazione di Maria Castronovo l’Imperatrice rappresenta anche il perdono, l’aver ripulito il passato da ogni pendenza e condizionamento.

Si riparte integri e purificati!

Ed infine lo Zero, numero delle infinite possibilità che rappresentato dal Matto, lo Spirito Libero, Coscienza Cosmica che compie il percorso sulla terra. Rappresenta il “viaggio”, è l’Essere Umano in contatto con il suo Spirito Intelligente, un genio che va oltre l’ordinaria mentalità.

E’ il Bagatto, che attraverso i passaggi dei 21 arcani che rappresentano la via iniziatica, ha conseguito la vera saggezza

Abbiamo tutte le indicazione per percorrere questa nuova via che si apre davanti a noi: conoscere i nostri talenti, esprimerli, scevri da ogni timore, affidandoci alla nostra Sacra guida interiore, alla vita, alla fede o al simbolo che ognuno preferisce.

Accogliere ciò che ci viene proposto, comprenderne il valore senza preconcetti e condizionamenti.

Il cambiamento inizia da qui!

 

Buona vita!!!

Patrizia Pezzarossa

http://www.visionealchemica.com/lenergia-del-10-10-10-come-esprimerla/

*La buona notizia del venerdì: L’uragano Irma ha risparmiato i gatti di Hemingway, in salvo grazie alla manager

Hanno rischiato grosso i 54 gatti che vivono nella casa-museo di Hemingway.

L’uragano Irma, che ha causato grandi devastazioni in Florida, ha risparmiato la dimora storica dello scrittore americano, a Key West.

L’uragano Irma ha causato danni minori, lasciando la casa senza elettricità, acqua corrente e servizio internet.

Ma i gatti stanno tutti bene!

Jacque Sands si è rifiutata di abbandonare casa e gatti.

Insieme ad altri nove dipendenti ha vissuto la furia dell’uragano all’interno del museo di Key West, che gestisce da diversi anni.

A niente è valso l’appello della nipote di Hemingway.

La general manager della casa-museo dello scrittore a Key West in Florida, ha scelto i gatti e il suo lavoro. Si è barricata al 907 di Whitehead Street insieme al custode e ad altri impiegati in attesa che l’uragano si placasse. E in mezzo a tanta distruzione, da Barbuda a Tampa, la buona notizia è che animali e casa sono stati risparmiati.


Quando la scorsa settimana l’uragano ha cominciato a rafforzarsi e ad avvicinarsi alla Florida, è stato diramato l’ordine di evacuazione da tutte le isole Keys. Jacque Sands si è rifiutata di obbedire: “Ho il dovere di avere cura di questo luogo – ha dichiarato – nonostante lrma”. Inutile sottolineare l’agitazione ma anche il plauso di tutti gli amanti degli animali.
Mariel Hemingway, nipote di Ernest, ha lanciato pubblicamento un appello a Sands, attraverso un video diffuso dal sito di gossip Tmz: “Credo che lei sia una persona incredibile e le sue intenzioni ammirevoli. Ma questo uragano è terrificante e pericoloso. Salga sulla macchina con i gatti e si metta in salvo”.

Caparbia e ligia, Jacque è rimasta. E ha poi raccontato di non aver faticato molto a radunare i mici per metterli al sicuro. Grazie al loro leggendario carattere, l’intuito li aveva già allertati: “Quando è arrivata l’ora abbiamo iniziato a cercarli per raggrupparli. Non ce n’è stato bisogno. Sono rientrati a casa tutti insieme spontaneamente come se avessero già capito che era ora di mettersi al riparo”.

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La casa in cui abitò Hemingway insieme alla sua seconda moglie, Pauline Pfeiffer, venne costruita nel 1851 e acquistata dallo scrittore nel 1931. Vi rimase fino al 1940, anno in cui divorziò da Pauline a cui rimase l’abitazione, e si trasferì a Cuba con la sua terza moglie, Martha Gellhorndal.

La sua passione per i felini era incondizionata e in un qualche modo anche in contraddizione con la sua smodata attrazione per la caccia grossa e la corrida. Tante le immagini che lo ritraggono accanto a carcasse di rinoceronti, orici, leoni e bufali, cacciati nelle “Verdi colline d’Africa” in Tanzania, vicino a Lake Manyara.

I gatti sono spesso presenti nelle sue pagine.

Thomas Hudson, uno dei protagonisti del suo romanzo: “Isole nella Corrente”, fu descritto proprio attraverso il rapporto col gatto: “Aveva il gatto allungato sul petto e tirò una leggera coperta su tutti e due e aprì e lesse le lettere e bevve a piccoli sorsi un bicchiere di whisky annacquato che tra un sorso e l’altro rimetteva per terra…Il gatto faceva le fusa, ma lui non lo sentiva perché le fusa del gatto erano mute, e allora lui teneva una lettera in mano e toccava la gola del gatto con un dito dell’altra.”


Hemingway ne lodava caratteristiche e identità: “Ai gatti riesce senza fatica ciò che resta negato all’uomo: attraversare la vita senza fare rumore. I gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà emotiva.”

http://gattissimi.com/2017/09/12/luragano-irma-risparmia-gatti-hemingway/

http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/12/news/florida_risparmiata_la_casa_di_hemingway_e_i_gatti_sono_salvi-175251893/

leggi anche:

https://lauracarpi.wordpress.com/2015/05/05/i-gatti-di-ernest/

* La luna piena di ottobre ci dice: continua il processo di pace interiore, là fuori non c’è alcun nemico, questa è la vita che creiamo noi stessi

 

Osservo il Cielo Astrologico di questo prossimo Plenilunio in Ariete (05.10.2017, ore 18,40 UTC) e noto un disegno di grande perfezione rispetto al cammino che stiamo compiendo, nonostante tutto quello che apparentemente si sta manifestando fuori da noi.

Intanto vorrei precisare che i cicli lunari sono aperture e chiusure dello stato di coscienza all’interno di processi emozionali di rilascio molto potenti.

I Noviluni ed i Pleniluni scandiscono le nostre prese di consapevolezza, mettendo in luce la modalità inconscia con cui creiamo la vita, attraverso le relazioni sentimentali, per esempio, o le relazioni in generale, quelle genitoriali (altro esempio), che derivano dalla storia della nostra stirpe e dai retaggi che essa trasporta, che sono inscritti dentro il nostro DNA. 

Di questo si tratta nel Plenilunio in Ariete, dove la Luna si confronta con il Sole in Bilancia a 12°, lo stesso Asse zodiacale perno evolutivo di tutto il 2017 perché su di esso si sono confrontati in modo pressante Giove in Bilancia (l’importanza della coppia nella vita – ne ha per me? sto ubbidendo solo ad un condizionamento sociale?) e Urano in Ariete (quanta paura fa il lasciarsi andare ad un altro? mi fido? fuggo dall’amore, dal confronto?).

Ogni nostra relazione sentimentale affonda le sue radici sulla relazione con i genitori ed ora è importante prendere atto di ciò che è.

Già da gennaio 2017 queste domande si sono evidenziate nel sottofondo della vita quotidiana, costringendoci a guardare in faccia la realtà delle nostre relazioni. O ci si sta dentro con tutto quello che essa contiene, smettendo di lamentarsi, oppure si prende la via, perché non si riesce più a sostenere la tensione.

Qualunque sia la soluzione che appare all’orizzonte, essa sarà la migliore possibile per noi in questo momento.

Si può solo respirare ed accettare ciò che ci è possibile vedere con lo stato di coscienza dentro cui siamo. Il resto avverrà a suo tempo, quando avremo acquisito un’altra maturità, se questo è il nostro cammino.

Da gennaio 2017, un altro momento topico di questo percorso si è evidenziato ad aprile, con il Plenilunio in Bilancia ed il Sole in Ariete. In quel momento era probabilmente emersa la voglia di fuga.

Ora ci arriva una risposta di maggiore equilibrio, che nasce dalla spinta grintosa di questa Luna in Ariete, visto che essa mette in evidenza l’importanza dell’auto-determinazione (Io Sono).

Sapendo chi si è, ci si confronta con l’altro in piena libertà e rispetto, e questa deriva da tutto il lavoro di purificazione e successiva accettazione del sé a cui ci si è aperti negli ultimi mesi, anche nostro malgrado.

La particolarità di questo Plenilunio è anche un’altra. Calcolandolo all’orario di Greenwich, l’Ascendente del Plenilunio cade a 21° del Toro, Segno Fisso di radicamento e costruttività, e forma una Croce precisa con i Nodi Lunari a 21° dell’Asse Aquario/Leone – qui il LINK per approfondimenti – e la Parte di Fortuna a 21° dello Scorpione (ciò che ci dà gioia fare), creando una relazione numerologica specchiata, riflessa, palindroma, con i 12° della Luna e del Sole.

Tutto si manifesta in se stesso, riflette se stesso in tante rifrazioni diverse pur mantenendo la sua essenza.

Questo siamo noi e la vita che creiamo per noi stessi.

I Segni Fissi aprono un campo di manifestazione del Nuovo (l’Ariete è il primo Segno, portatore della Primavera, la Rinascita), e la Donna Luna si offre all’Uomo Sole che la accoglie per un confronto – la Guerriera (Luna in Ariete) può accettare di fare spazio all’Altro accanto a sé?

Questo Plenilunio è il proseguimento del Processo di Pace Interiore iniziato con l’Eclissi di agosto 2017, (Saturno, l’Antico Inquisitore, congiunto in Sagittario con la Strega Lilith ) che coincide con l’azzeramento dei conflitti esterni, nel momento stesso in cui decidiamo che non esiste alcun nemico, ma che siamo nella manifestazione di ciò che abbiamo dentro.

Allora con umiltà ci guardiamo intorno e nonostante tutto attingiamo alla frequenza della Gratitudine e lasciamo che essa diventi sempre più anche attraverso noi lo stato di coscienza principale nel quotidiano collettivo.


http://ashtalan.blogspot.it/

* Equinozio d’ autunno : Mabon, il bambino delle future generazioni

L’ EQUINOZIO D’AUTUNNO

Oltre l’Isola delle Mele cadono le foglie, i venti gelidi soffiano dal Nord il loro pianto funebre, le ore di luce comparano con quelle d’oscurità.

La ruota ha girato, il Cerchio avanza verso l’ora dell’Oscura.

E’ Mabon.

Al Tempio le figlie dell’Una e Trina hanno già addobbato l’altare come consuetudine: candele marroni, foglie di vite, edera e cardi sulla fredda pietra, frutta e foglie rigorosamente secche e in abbondanza deposte quali offerte ai suoi piedi.

Una fascetta di rami di betulla, albero sacro a Cerridwen, che ora abbandona il suo tempo, legata dalle Iniziate da nastri rossi e neri.

Tutto è pronto.

Possano i poteri dell’Uno,
La fonte di tutto il creato,
Onnipresente, onnipotente, eterno;
Possa la Dea,
La Signora della Luna,
Ed il Dio, Cacciatore Cornuto del Sole;
Possano i Poteri degli Spiriti delle Pietre,
Sovrani dei Regni Elementali;
Possano i poteri delle Stelle sopra e della Terra sotto,
E me che sono con Voi! 

Dea Misericordiosa,
Tu che sei regina degli Dei,
Luce della Notte,
Creatrice di tutte le cose selvagge e libere;
Madre delle donne e degli uomini;
Amante del Dio Cornuto e protettrice di tutti i Wiccan:
Discendi, Ti Prego!
Con il tuo raggio di Potere Lunare
Qui nel mio Cerchio!

Dio Luminoso
Tu che sei Re degli Dei,
Signore del Sole,
Sovrano di tutte le cose selvagge e libere
Padre delle donne e degli uomini;
Amante della Dea della Luna e protettore di tutti i Wiccan:
Discendi, Ti Prego! Con il tuo raggio di Potere Solare
Qui nel mio Cerchio!

Cadono le foglie,
I giorni si raffreddano.
La Dea si ricopre del Suo mantello di Terra,
Mentre Tu, o Grande Dio del Sole, navighi verso Occidente
Verso le Terre dell’eterno incanto,
Avvolto dal freddo della notte.
I frutti maturano,
I semi cadono,
Le ore del giorno comparano quelle della notte.
Venti gelidi soffiano dal Nord il loro canto funebre.
In questa apparente estinzione dei poteri della Natura,
Oh Dea Benedetta, io so che la vita continua.
Perchè non c’è Primavera senza raccolto,
Così come non c’è vita senza morte.
Che tu sia benedetto, o Dio Caduto,
Mentre viaggi nelle terre dell’Inverno,
E fra le braccia amorevoli della Dea.

O Dea misericordiosa della fertilità,
Ho seminato e raccolto i semi delle mie azioni,
Buone e Cattive.
Dammi il coraggio di piantare semi di gioia ed amore
Nell’anno che verrà, scacciando la miseria e l’odio.
Insegnami i segreti
Di un’esistenza saggia su questo pianeta,
O luminosa Signora della notte!

 

Addio spirito del Nord,
Io ti ringrazio per essere stato qui presente. Ritorna a potere.
Addio spirito dell’Est,
Io ti ringrazio per essere stato qui presente. Ritorna a potere.
Addio spirito del Sud,
Io ti ringrazio per essere stato qui presente. Ritorna a potere.
Addio spirito dell’Ovest,
Io ti ringrazio per essere stato qui presente. Ritorna a potere.

 

Io , Mabon, vengo in questo luogo come un bambino delle future generazioni.
Il mio dono è la fiamma gentile della speranza che ogni nuova vita porta in questo mondo.
Io , e quelli che mi seguono, chiediamo che quelli di voi che ci diedero la vita proteggano questa sacra fiamma.
Voi che siete i guardiani terreni della saggezza unitevi insieme in pace ed armonia, per proteggere questo pianeta, la nostra casa.
Questo io chiedo per i bambini del mondo .

(dalla cerimonia druidica -Alban Arthan)

Leggi anche : “ Equinozio di Autunno”

Fonti.

http://tesseavalon.freeforumzone.leonardo.it

http://www.cronacheesoteriche.com

Scott Cunningham “WICCA” (Armenia Edizioni).

* L’energia del Plenilunio per essere grande

Per essere grande, Sii intero:
Non esagerare e non escludere
niente di te.
Sii tutto in ogni cosa.
Metti tanto quanto sei,
nel minimo che fai,
come la Luna in ogni lago
tutta risplende, perché in Alto vive.

~ Fernando Pessoa ~

* Luna piena in Pesci: cadono i veli, siamo pronti ad andare avanti con fiducia

6 SETTEMBRE – LUNA PIENA IN PESCI: CADONO I VELI DELL’ILLUSIONE –

Siamo davanti a una nuova luna piena, in un periodo così focoso dopo l’eclissi, l’acqua regnerà sovrana in un connubio magico e trascendentale che ci porta al di là della paura e dei veli, scopre la Verità che, dopo essere stata messa fuori violentemente dal fuoco per essere vista, per mostrare ciò che ci rende vulnerabili e feriti, ci dà la possibilità di farci diventare la Grande Madre compassionevole e guaritrice di ogni caduta, colei che accoglie e ama incondizionatamente.

Se osserviamo l’energia come si muove, notiamo come ci prepara, passo dopo passo, a fare dei miglioramenti che ci portano crescita e benessere e non sofferenza come molti pensano. E’ vero che il dolore si è amplificato per molti, un dolore che sgorga come sangue dalle ferite, un sangue antico, perché stiamo lavorando su memorie del passato, perché questo passato ha bisogno di guarire dentro le nostre cellule, solo così potremo guardare la vita con occhi nuovi e sciogliere quei veli che ci danno il senso di separazione da noi stessi e quindi, dall’esterno, dai fratelli, dal pianeta, dalla natura  e dalla Madre Terra.

Passo dopo passo ci stanno facendo avanzare, ve ne siete accorti? se torniamo indietro quest’anno abbiamo avuto momenti molto forti, dall’equinozio di primavera, al solstizio d’estate, alle eclissi di febbraio e di agosto, delle quali l’ultima ancora ce la portiamo dietro energicamente.

Passo dopo passo abbiamo lavorato sulla caduta dei veli e sulla visione della Verità, una verità che a non molti piace veramente perché mostra, non solo la nostra luce, ma anche tanta ombra, quella che rifiutiamo perché non ci piace.

Allora abbiamo due opzioni: o continuiamo a scappare, ma i prossimi eventi ci obbligheranno, anche in malo modo, a guardarla in faccia… o iniziamo ad accoglierla…ed ecco qui che arriva l’energia femminile dell’acqua con la Luna Piena in Pesci ci viene ad aiutare.

Un connubio particolare perché se da un lato fa uscire la paura, dall’altro dà la possibilità e l’energia di poterla accogliere e amare, ci dà la forza per poterla affrontare perché dietro di lei…c’è una liberazione da cui inizia una vita migliore, che ti porta ad uscire dal livello di coscienza della sofferenza e ti accompagna, per mano, a vivere una nuova avventura, di cui non sai nulla, ma che ti darà nuove opportunità per costruire una vita più libera e felice.

Ci vuole coraggio per affrontare la paura e affidarsi, in un tempo dove non siamo abituati a farlo perché il controllo è ciò che meglio si conosce, controllare gli eventi come se fossimo noi a sapere cosa è veramente meglio, invece ci si muove dalla paura, dall’insicurezza e che risultati possiamo avere con questa frequenza?

Sembra assurdo, spesso, parlare del misterioso destino che ci guida…affidarsi a un mistero senza cercare di spiegarlo o dominarlo è l’idea più assurda che si possa proporre, ma alcuni sicuramente, ne hanno sperimentato la forza. Non è qualcosa che si spiega, né si può convincere a farlo….ma quando inizi a sperimentarlo è un piacere lasciarsi trasportare, in modo attivo, da lui. In modo attivo significa, solamente, saper aspettare il momento giusto, quando la vita stessa ti mostra il messaggio, la strada da prendere, allora puoi scegliere e agire…puoi accogliere o rifiutare.

La luna di questo mese ci dà lo spazio per farlo, per accogliere noi stessi nella nostra versione più vulnerabile, come una Madre fa con i suoi figli, il suo amore è così grande che la guarigione è assicurata.

Questa Luna sta chiudendo un ciclo che si è aperto il 26 di febbraio, allora chiedetevi cosa stava succedendo in quei giorni a febbraio 2017 quando abbiamo avuto l’eclisse con la Luna nuova in pesci? qualcosa si era aperto, era iniziato o si era chiuso?! o doveva essere messo in ordine? ognuno con la propria esperienza saprà che la luna piena è manifestazione, stabilizza facendo uscire ciò che impedisce la realizzazione di qualcosa, è energia che illumina il cammino e le situazioni che si manifestano in lui.

Siamo pronti a fare un altro passo… ad abbracciarci, a diventare responsabili di tutte le nostre parti, siamo anche oscurità e paura, se la combattiamo perderemo sicuramente, se la accogliamo senza giudizio, lei si sentirà amata e perderà la sua forza, arrendendosi al nostro amore.

Nessuno ci vuole fare male…. l’essere umano che soffre si fa male da solo, non è mai verso l’altro, accettare il dolore e non riversarlo nel Mondo è una buona presa di consapevolezza che conduce alla guarigione.

E’ il Tempo di guarire.

 

 

Non lasciare che la paura di ciò che potrebbe accadere, finisca per non fare accadere nulla”

 

fonte: https://www.semidiluceblu.it/2017/09/02/luna-piena-in-pesci-cadono-i-veli-dell-illusione/