* Il paese dei gatti di pietra


Sul Cammino di Compostela, in un territorio che vide alternarsi le gesta di Catari e Templari, costellato di abbazie, collegiate, cattedrali, nell’anno 1062 due monaci tedeschi di ritorno da un pellegrinaggio a Roma decidono di dedicare il resto della loro vita alla preghiera e fondano l’eremo della Romieu.

Siamo in Guascogna, nella regione dei Midi-Pirenei, antica terra di leggende e di cadetti, a pochi chilometri dal castello di Castelmore dove parecchi anni dopo nascerà D’Artagnan. In guascone roumieuindica proprio “il pellegrino di Roma”.

Da piccolo eremo, La Romieu nell’arco di tre secoli si fa grande diventa importante tanto che, fra 1312 e 1318 il cardinale Arnaud d’Aux, già vescovo di Poitiers, vi fa costruire una chiesa dedicata a San Pietro, un chiostro e il palazzo del cardinale. Nonostante le bellezze medievali, è altro che affascina il viandante curioso, altri i personaggi di cui La Romieu va assai fiera, meno storici e più fiabeschi: una donna gatto e i suoi gatti di pietra.

Ovunque si guardi, uno sbuca da una finestra, un altro sonnecchia su un davanzale e un altro vi passeggia, uno si gratta l’orecchio e un altro è pronto a saltare in una piccionaia e un altro e un altro ancora… finché lo sgardo, meravigliato, si posa su una figura con volto e busto di donna e… orecchie di gatto!
È Angéline, la protagonista della leggenda che lo scultore Maurice Serreau ha scoperto dal racconto di una nonna al suo nipotino.

La leggenda vuole che, nel lontano 1338, nascesse una bambina di nome Angéline. Rimasta subito orfana, fu adottata dai vicini. Fin dalla nascita, i migliori amici di Angéline saranno i gatti, tant’è che la bambina ne aveva sempre due o tre intorno mentre camminava per i vicoli del paese o per le strade di campagna.

Vuole la storia che nel 1342 La Romieu fosse colpita da una grande carestia a cui si sommarono inverni rigidi e primavere piovose che resero i campi incoltivabili. Le provviste del monastero non bastavano, la gente iniziò a morire e ben presto – per la disperazione – si pensò che per far fronte alla fame l’unica soluzione fosse cibarsi dei numerosi gatti che abitavano a La Romieu.

La famiglia di Angéline, conoscendo il suo immenso amore per loro, le permise di tenere nascosti nel granaio un gatto e una gatta. I mesi passarono ma la povertà e la carestia no. Angéline continuava a custodire nel granaio i suoi gatti, che da due erano diventati venti. Intanto il paese, rimasto senza felini, fu presto preso d’assalto dai topi che divoravano il già scarso raccolto e le morti per stenti ripresero. Angéline allora decise di confessare a tutti di aver salvato i gatti e poi ne consegnò uno a ogni famiglia. I topi di lì a poco sparirono, Angèline e i gatti avevano salvato il paese.

Si narra poi che i gatti,  riconoscenti, fecero alla fanciulla loro protettrice un dono: più cresceva e più tempo passava con i suoi felini e più gli somigliava, diventando negli anni sempre più simile alle creature che amava: le sue orecchie si allungarono fino a diventare orecchie di gatto e i suoi occhi assunsero espressioni più simili a uno sguardo felino che a uno sguardo umano.

Così rinasce la magia dei gatti di La Romieu: agli inizi degli anni Novanta Serreau, innamoratosi della bella Angéline e della sua storia, decide di mettersi a scolpire quei gatti che salvarono il paese e che la leggenda tramanda e che oggi è possibile ammirare in tutta la loro bellezza.

http://www.fermoeditore.it/blog/di-gatti-e-darte-la-romieu-e-il-paese-dei-gatti-di-pietra/

* La buona notizia del venerdì; il pronto soccorso poetico aiuta più di qualsiasi farmaco, è nata l” Emergency poet” che prescrive “poemcetamols”

E’ una scrittrice, una poetessa e un po’ dottoressa e con la sua ambulanza degli anni ’70 percorre da nord a sud le strade della Gran Bretagna prescrivendo ai suoi pazienti delle poesie contro il male di vivere.

Deborah Alma, ascolta i suoi pazienti, che sono circa duemila ogni anno, e prescrive loro medicine per l’anima attraverso le sue poesie; il suo Pronto soccorso poetico aiuta più di molti farmaci, e quando parcheggia la sua ambulanza c’è la fila nella “tenda d’aspetto” per alcuni dei suoi versi.

I bambini possono scrivere sulle lavagne e se non si ha il tempo per un consulto un’”infermiera” può dare loro del “poemcetamols” una sorta di paracetamolo poetico, che cura un po’ tutti i mali, si tratta di pillole di poesia, da prendersi con calma, durante un momento di relax e pace.

Deborah Alma ha rilasciato un’intervista a La Stampa spiegando il suo lavoro:

Fin da bambina volevo fare la scrittrice. Quando mi sono trovata a dover crescere due figli da single, con pochissimo tempo a disposizione, mi sono avvicinata alla poesia perché mi permetteva di essere immediata, di creare qualcosa negli spazi ridotti che avevo per me. 

Con la scrittura ho poi lavorato sia con persone affette da demenza senile e sia con i bambini nelle scuole primarie: nel constatare quotidianamente il benessere che possono dare le parole giuste dette o lette al momento giusto è nata l’idea della «Emergency poet»”. 

La dottoressa scrittrice fa accomodare i suoi pazienti, con i quali parla a lungo per scoprire i loro punti caldi:

Formulo domande in grado di evocare zone belle e tranquille della mente. Citando il poeta irlandese Yeats, per esempio, chiedo di descrivermi la stanza ideale per quando saranno “vecchi, grigi, sonnolenti, col capo tentennante accanto al fuoco”, entrando in empatia con loro e offrendo così un canale per sognare e aprirsi senza inibizioni. In questo confronto faccio una sorta di radiografia di chi ho davanti a me: chi è, cosa pensa, quali sono le sue abitudini, cosa lo rende felice e infelice, quanto è abituato a rilassarsi o a prendersi cura di sé. Poi, una volta individuati i sintomi, cerco la poesia più adatta tra le oltre 300 che conservo nel mio archivio”

Deborah prescrive poesie per ogni male e secondo lei ci sono poesie adatte per ogni sintomo, per esempio il mal d’amore è curabile con “Amore dopo amore” di Derek Walcott…

Amore dopo amore ❣

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola. 

Mentre contro lo stress Deborah consiglia “Poscritto” di Séamus Heaney

Poscritto ❡

E trovare il tempo a volte di andare in auto a Ovest,
Nel Clare, lungo la Flaggy Shore,
A settembre oppure ottobre, quando il vento
E la luce si contrastano
Così che da una parte l’oceano è pazzo
Di schiuma e di bagliori, mentre all’interno tra le pietre
La superficie di un lago grigio ardesia è illuminata
Dal lampo terreno di uno stormo di cigni
Le piume arruffate e mosse, bianco su bianco
Le teste adulte e testarde
Chine o affioranti o indaffarate sott’acqua.
Inutile pensare di parcheggiare e di afferrarlo
Meglio. Non sei né qui né là,
Nel premere e passare di cose estranee e note
Mentre soffici e forti raffiche prendono l’auto di traverso
E colgono il cuore alla sprovvista, e lo spalancano.

E per chi ha perso una persona cara niente è meglio di “Oche selvatiche” di Mary Oliver.

Oche selvatiche❞

Non devi essere buono.
Non devi camminare sulle ginocchia
per un centinaio di miglia attraverso il deserto del pentimento.
Devi solo lasciare che l’animale tenero del tuo corpo
ami ciò che ama.
Parlami di disperazione, la tua, e ti dirò la mia.
Nel frattempo il mondo va avanti.
Nel frattempo il sole e i chiari cristalli della pioggia
si muovono attraverso i paesaggi,
sulle praterie e le distese di alberi,
le montagne e i fiumi.
Intanto le oche selvatiche, alte nell’aria blu e tersa,
ancora una volta fanno ritorno a casa.
Chiunque tu sia, non importa quanto solo,
il mondo si offre alla tua immaginazione,
ti chiama come le oche selvatiche, severe ed emozionanti
ripetutamente annunciando il tuo posto
nella famiglia delle cose. 

Se invece avete bisogno di un buon ricostituente allora vi prescriverà “Agio” di William Henry Davies

Agio ❢

Cos’è questa vita se, pieni di preoccupazioni,
Non abbiamo il tempo di fermarci ad osservare.
Non il tempo di fermarci sotto i rami
Ed osservare a lungo come le pecore o le mucche.
Non il tempo di vedere, quando passiamo nei boschi,
Dove gli scoiattoli nascondono le noccioline nell’erba.
Non il tempo di vedere, alla luce del giorno,
Ruscelli pieni di stelle come cieli di notte.
Non il tempo di volgere lo sguardo alla bellezza
Ed osservare i suoi piedi danzare.
Non il tempo di spettare che la sua bocca arricchisca
Il sorriso che i suoi occhi hanno cominciato.
Povera vita è mai questa se, piena di preoccupazioni,
Non abbiamo il tempo di fermarci ad osservare.

Deborah racconta che i suoi pazienti troppo spesso sono afflitti da solitudine, hanno bisogno di qualcuno con cui confidarsi, di cui fidarsi e a cui affidarsi, le sue cure funzionano bene perchè spezzano la frenesia, la freddezza della vita moderna, le poesie che prescrive vanno “prese” seguendo una sorte di rituale, 10 minuti di pausa, 10 minuti per staccare la spina, nel silenzio o nella natura, accompagnati da suoni rilassanti o suoni naturali, profumi di bosco o di prati fioriti, luci soffuse ma chiare che armonizzino l’anima.

Nel suo viaggio lungo le strade britanniche è accompagnata dal marito Jamesun “poemedic”, poeta di professione e medico dell’anima per passione, l’aiuta con la tenda d’aspetto e la sprona nel suo progetto.

Molte persone cambiano umore dopo una seduta con Deborah, è incredibile il potere di una poesia,

basta poco per sentirsi meglio, in pace con se stessi e con gli altri e soprattutto alleggeriti dal peso della vita.

 

http://www.eticamente.net/44572/pronto-soccorso-poetico-come-ti-curo-con-una-poesia.html?refresh_ce

* Anche io sono una maga


Anche io sono una maga

Io sono una Maga

fattucchiera di me stessa

Regina del mio Regno.

Mi diletto tra incantesimi ed immaginazioni

Guerriera di pace, indeterminabile figura.

Io sono una Maga

e tutto posso.

Disegnare il mio destino con la matita della magia.

Allo schioccar di due dita l’energia risponde.

Io sono una Maga e vivo assieme a un Lupo

tra fumi e brillii e perenni incanti.

Io Maga, caparbia e testarda

onesta e leggera,

imperscrutabile.

Addestrata a continuare.

Io Maga delicata e violenta

assaporo l’anima nell’estasi della beltà.

Io Maga buona e malvagia

alla ricerca di risposte

al fidarmi vulnerabile.

Io Maga indifesa e coraggiosa

potente e delicata come gli zefiri dell’atmosfera.

Che ama il Cosmo e Madre Terra

e coccola la fiamma della vita.

Io Maga dal sapor di vino

governo astri e betulle e considerazioni.

Io Maga, io vita, certezza e utopia.

Un sogno, il vero. Sono io.

(MAGAMEG)

 Anche tu sei  una maga

* Chiamalo Amore!

Chiamalo Amore

Chiamalo come vuoi…è sempre Amore

Amore travolgente,   amore eterno,    amore sacro,

amore profano,   amore romantico,

amore sincero, amore unico,   amore ideale,

amore struggente, amore sensuale,

amore ideale, amore unico,

amore puro,amore impossibile, amore reciproco,

amore splendido,               amore mitico,

amore gentile,      amore luminoso,

amore fragile, amore violento, amore tenero

amore disperato, amore vero, amore tranquillo,

amore testardo, amore vivo, amore crudele,
amore spirituale,

amore universale, amore divino, amore semplice,

amore a prima vista, amore sublime,amore completo,

amore sottile, amore intenso,

amore spaziale,

amore profondo…

Chiamalo come vuoi …è sempre Amore.

Quando gli dai un aggettivo, quando lo definisci…è sempre Amore.
Amore per la mamma, amore per il partner, amore per i figli, amore per la patria, amore per la natura, amore per il sapere, amore per gli altri…

Ed io …Io, mi amo?

Quando mi vedo allo specchio vedo una persona amata?

Quando sento una melodia che mi piace penso che è per me?

Quando provo una sensazione intensa mi rendo conto che sono io a provarla?
Io….quell’essere unico che sta sperimentando di esistere in questa vita.
Che in ogni momento si misura con un tempo, con uno spazio, con altri esseri.
Che continuamente sceglie, progetta,

crea le sue esperienze con coraggio, determinazione, a volte cadendo per poi subito rialzarsi,

a volte arrivando in cima per scoprire che ce ne è una più alta.
Che vede i suoi sogni avverarsi perchè crede che è possibile.
E chi non amerebbe un essere così?
Io? Sono io? No, io no!
Tizio sì che… Caio sì che… Sempronio sì che… Quelli sì, beh, loro sì!
E se trovassi in me ciò che riconosco negli altri?
Impossibile! Possibile?
Un certo Socrate ha detto “ Conosci te stesso” e c’è scritto su un tempio greco….
E se trovassi anche di più?

Potrei… Posso!
Chiamalo come vuoi…è sempre Amore!

“Amare sé stessi è l’inizio di un idillio che dura una vita. “
«Chi è povero, essendo amato?»
Oscar Wilde

* Io dico sì alla vita! Grazie Louise!

 

Solo se amiamo, accettiamo e approviamo realmente noi stessi, così come siamo, tutto andrà bene nella nostra vita. L’approvazione e l’accettazione di se stessi, qui e ora, sono le chiavi per arrivare a cambiamenti positivi in ogni aspetto della nostra vita.” 

 

Sul mio comodino...

 

Pensa allo sviluppo di una rosa a partire da quando è ancora un timido bocciolo. Fiorendo nel pieno del suo splendore e fino all’ultimo petalo, essa è sempre bella, sempre perfetta, sempre in mutamento. Lo stesso vale per noi. Siamo sempre perfetti, sempre belli, sempre in mutamento. Facciamo del nostro meglio con la comprensione, la consapevolezza e la conoscenza che abbiamo.”

 

nuovi schemi di pensiero sullo specchio ogni giorno

 

Nell’infinità della vita che vivo, tutto è perfetto, integro e completo, eppure la vita è in continua evoluzione.

La vita non è mai difficoltà, né statica, né esaurita, perchè ogni momento è sempre nuovo e fresco.

Ogni istante della vita è un nuovo passo in un continuo allontanarsi dalla vecchia strada. Ogni istante per me è un punto di partenza esattamente qui e ora.

Nel mio mondo tutto va per il meglio.

Grazie Louise!

 

 

leggi anche 

http://puoiguarirelatuavita.it/louise-hay12-consigli-per-amare-se-stessi

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* La buona notizia del venerdì: Una piscina a 94 anni!

Succede a Morris, Minnesota!

 

 

La pace e la tranquillità sembrano una buona cosa, finché non ne hai avuta troppa.

Così si è sentito troppo solo Keith Davison, dopo la morte di sua moglie Evy nel 2016 con la quale aveva trascorso ben 66 anni di matrimonio.

Troppa pace e tranquillità!

Ora non è più tranquilla la casa di Davison.

Alla fine di questa primavera il giudice pensionato di 94 anni ha costruito nel suo giardino una piscina poi la ha aperta ai bambini del quartiere.

«Sapevo che sarebbero venuti», dice Davison, ridendo.

La piscina del cortile di Davison è un fior di piscina , di 10 metri di lunghezza – e di 3 metri di profondità .

È una grande iniziativa in una città che non dispone di una piscina pubblica all’aperto.

Molti di loro pensavano che fosse uno scherzo quando Davison propose l’idea.

Davison ammette che, anche dal punto di vista economico, non avrebbe senso a 94 costruire una piscina . Ma lui non si preoccupa.

“Meglio che stare solo a guardare i muri!”, sorride.

D’altra parte, dice Davison : “Che altro potrei fare per avere la compagnia di un gruppo di ragazzi ogni pomeriggio?”

Davison dice che i bambini non sono gli unici a divertirsi , anche lui ama ancora nuotare dopo che loro sono andati a casa .

Mentre una dozzina di bambini nuotano e si tuffano nell’acqua e e giocano a pallavolo in piscina, Davison si siede vicino all’ombra, godendo lo spettacolo dalla sua sedia a sdraio.

Le regole della piscina richiedono che un genitore o un nonno siano presenti anche quando i bambini stanno nuotando.

Davison ha tre figli adulti, ma non nipoti, quindi ha adottato l’intero quartiere dei bambini.

Il dolore può essere un luogo profondo e solitario.

Keith Davison ne è uscito dal giorno in cui ha aperto il suo giardino ed il suo cuore al quartiere

 

fonte: http://www.kansascity.com/news/nation-world/article167156502.html

* Buonissimo Ferragosto!

 cats17

BUONISSIMO FERRAGOSTO!