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La Luna piena del Lupo in Cancro svela le nostre più profonde emozioni per motivarci alle scelte future

La Luna piena in Cancro del 17 gennaio eserciterà un fortissimo influsso. Anticamente chiamata la Luna del lupo, animale simbolo delle notti di Luna piena, farà trionfare le emozioni e la sensibilità, trovandosi nella casa del Cancro, segno d’Acqua dominato dalla Luna.

Con tutta la sua intensità questa Luna ci spinge a recuperare le emozioni, dirigere sentimenti e intenti verso tutto ciò che è sensibilità e percezione, pazienza e dolcezza.

Prima ci siamo occupati di quello che c’era da fare.

Adesso è il momento di occuparci di tutto quello che c’è da sentire di lasciarci motivare dalle emozioni. Scegliere e fare con il cuore!

Anche se il Sole, Venere e Plutone sono sempre in Capricorno,segno del rigore e della puntualizzazione.

Tutti gli intenti pratici e le cose concrete che abbiamo iniziato con la scorsa Luna Nuova devono prima essere terminate. Anzi: con questa Luna Piena troveranno la loro espansione e realizzazione.

Ne abbiamo bisogno prima di tuffarci nelle emozioni: perché lo spirito di concretezza dei pianeti si fa ancora molto sentire.

Entriamo però nell’ottica che abbandonare un progetto non è un fallimento ma semplice accettare che non è ancora il momento giusto così possiamo concentrare meglio le nostre energie. Su ciò che veramente vogliamo .

Guardiamoci allo specchio e chiediamoci: «cosa voglio creare?». Non cosa vogliono gli altri che diventiamo, non cosa si aspetta il mondo che realizziamo un giorno. Chiediamoci di cosa abbiamo bisogno ora. Accettare un bisogno,vuol dire anche riconoscerci, ascoltarci e dare un nuovo ordine alle nostre priorità.

«Da grandi poteri derivano grandi responsabilità»: così suggerisce questa prima Luna Piena dell’anno

Un momento in cui riflettere sugli obiettivi che ci siamo dati all’inizio dell’anno, per capire quanto a lungo possiamo sostenere quello sforzo.

Nella Luna in Cancro opposta al Sole in Capricorno leggiamo una tensione tra ciò che ci siamo ripromessi di costruire e i nostri bisogni più profondi:

Il Sole in Capricorno richiama proprio un desiderio di costruzione responsabile, conscia delle proprie capacità, che non deve però dimenticarsi di coltivare la parte più profonda dei nostri bisogni primari, rappresentata dalla Luna in Cancro.

Il Sole è accompagnato da Plutone in questo momento, un pianeta che rappresenta potenza e trasformazione, e spinge con molta energia a valutare

le scelte per il raggiungimento degli obbiettivi che sono indispensabili per la crescita della coscienza individuale e soprattutto collettiva.

Questa Luna Piena è un momento in cui, osservando i progressi che abbiamo fatto, potremmo chiederci se siano ancora gestibili e sostenibili sul lungo periodo. Rallentiamo, soffermiamoci su quello che stiamo sentendo e ascoltiamo i nostri bisogni: siamo comunque nella posizione di scegliere e prendere le giuste decisioni e procedere con coraggio.

E.Mercurio è sempre in Acquario.

Il pensiero continua ad espandersi contemplando un mare di nuove possibilità, scavando cunicoli e aprendo varchi dove prima sembrava ci fossero blocchi.

E Marte, da tempo in Sagittario, continua a scuoterci in determinazione e volontà. Ora è come se all’improvviso sapessimo di poter raggiungere i nostri obbiettivi.

E lo vogliamo fare!

Con la consapevolezza di fare la cosa giusta.

E soprattutto con il cuore!

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La buona notizia del venerdì: Ikea da’ ai mobili una seconda vita

“Occasioni per la tua casa e per il pianeta”, si legge all’ingresso.

È il Circular Hub di Ikea: il nuovo spazio all’insegna della sostenibilità all’interno degli store italiani del marchio.

Da sempre sensibile al benessere ambientale e promotrice di diverse iniziative green e di un approccio alternativo al consumo, Ikea ha infatti deciso di trasformare lo storico Angolo delle occasioni – l’area che ospita articoli venduti con un prezzo ribassato dal 15% al 70% – in un luogo dedicato alla circolarità e a uno stile di vita attento alla natura e alla persone.

È nato così il Circular Hub: uno spazio dove acquistare prodotti di seconda mano, quindi a un prezzo decisamente vantaggioso, ma anche, all’interno dell’area Learn&Share, parlare con alcuni esperti e imparare metodi creativi per riparare, riutilizzare e personalizzare ciò che già si ha in casa.

Un luogo in cui i consumatori, oltre che risparmiare, possano anche contribuire a ridurre gli sprechi e aiutare il pianeta.

Con il Circular Hub Ikea regala infatti una seconda vita, o anche di più, a mobili e accessori usati ma ancora perfettamente funzionanti e sicuri.

Prodotti provenienti da resi e lievemente danneggiati durante i trasporti, utilizzati per gli allestimenti nei negozi o riacquistati dall’azienda stessa con il servizio “Riporta e Rivendi”, che da otto anni aiuta le persone a prolungare la vita degli oggetti Ikea e che solo dal 2020 a oggi ha visto quasi 20mila pezzi consegnati negli store italiani.

L’obiettivo di questa e altre iniziative?

“Diventare un business circolare e generare un impatto positivo sul clima entro il 2030, in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”, dicono dall’azienda. “Trasformare Ikea in un business circolare è una delle nostre maggiori ambizioni e, al tempo stesso, una grande sfida per il futuro”, ha detto Ylenia Tommasato, country sustainability manager, parlando dell’impegno dell’azienda. “Sviluppare nuovi prodotti seguendo i nostri principi di design circolare, ovvero utilizzando materiali rinnovabili o riciclati e dare una seconda vita a quelli già usati, ci permette di sviluppare soluzioni per un futuro più sostenibile”.

I 15 negozi in cui trovare il Circular Hub

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* Cosa c’entra il vischio…

Dal solstizio invernale in poi le giornate si allungano e il Sole “nasce”.
La parola Natale indica infatti “il giorno della nascita”.
Ci troviamo nel momento dell’anno più sacro e spirituale, tanto che la medicina solstiziale pone l’attenzione sulla cura dell’anima e sulle possibilità di vivere serenamente tutto l’anno.Alle piante che sfidando il freddo invernale veniva concesso di restare verdi e di fruttificare, sono state assegnate molteplici valenze: terapeutiche, propiziatorie, apotropaiche.
Tra queste, i Celti avevano eletto la pianta del Vischio, quale vegetale simbolico del solstizio d’inverno.
Il Vischio era una delle piante più preziose dell’erboristeria celtica tanto da essere ritenuto quasi un animale e da venire associato alla vita di un re o di un capo.
I druidi sceglievano accuratamente i modi ed i tempi per raccoglierlo.
Era la pianta dedicata alla festa di Imbolc e veniva tagliato dall’albero che lo ospitava durante una cerimonia di Yule o Alban Arthan.
Proprio in questo giorno, il più corto dell’anno, il sole ricomincia a crescere e la luce che irraggia la terra, fecondandola di vita, aumenta gradualmente fino a rinnovare il risveglio primaverile.
I Celti credevano che il ciclo vitale del Vischio si sviluppasse su tre elementi: un soggetto che trapassa la morte rappresentato dal Vischio, un messaggero della vita cioè l’uccello trasportatore, e l’interazione divina che dava il potere di nascere e di crescere.
Rappresenta la sopravvivenza dell’anima dopo la morte, il suo lavoro per preparare la Vita Futura, e tende verso la luce fino al rinnovamento primaverile che esprime la rinascita sulla terra.
Venerando il vischio colto in un giorno di cerimonie è l’Anima immortale che i druidi veneravano.

Secondo la tradizione celtica fu RAMA a scoprire le proprietà terapeutiche del vischio: questo giovane druido, addormentandosi sotto un albero di quercia ebbe in sogno la rivelazione del modo in cui avrebbe potuto vincere una grave epidemia, usando proprio il vischio.
Svegliatosi preparò un infuso a base di vischio che cresceva sulla quercia e riuscì a salvare il suo popolo.
Plinio il Vecchio riferisce che il vischio venerato dai Celti era quello che cresceva sulla quercia, considerato l’albero del dio dei cieli e della folgore perché su di esso cadevano spesso i fulmini.
Si credeva che la pianticella cadesse dal cielo insieme ai lampi.
Questa congettura – scrive il Frazer nel suo “Ramo d’oro” – è confermata dal nome di “scopa del fulmine” che viene dato al vischio nel cantone svizzero di Argau. Perchè gli ignoranti credono realmente che questi organismi parassitici siano un prodotto del fulmine”.
Tagliando dunque il vischio con i mistici riti ci si procura tutte le proprietà magiche del fulmine.
Secondo Plinio e altri storici, il Vischio della Quercia, quello appunto ‘quercino’, giallognolo, considerato Sacro, veniva tagliato dalla Quercia solo in caso di epidemie gravi, ed era considerato l’erba che ‘guariva tutti i mali’.
Pare che proprio il suo nome, in lingua celtica, avesse questo significato.

Il vischio di rovere, colto solennemente nel sesto giorno della luna da un druido vestito di bianco, con l’aiuto di una roncola d’oro, è tradizionalmente considerato una “ pianta animale” dell’antica Luna. Effettivamente la sua crescita nelle spazio e nel tempo sfugge all’attrazione della Terra minerale alla quale obbediscono tutte le altre piante.
Rudolf Steiner ha indicato come utilizzare le forze astrali più potenti del vischio.
Questo preparato è chiamato Iscador.
L’Iscador è conosciuto anche sotto il nome di Viscum Album Fermentato: e oggi è un efficace medicamento prescritto dalla Medicina Antroposofica come anticancerogeno.Non solo presso i popoli nordici però ottenne grande importanza.
Il Vischio nell Eneide di Virgilio apre le porte degli Inferi a Enea.
Alla vista del ramo dorato di Vischio (prende infatti il colore d’oro, una volta seccato) infatti il nocchiero del fiume infernale Stige si convince a traghettare l’eroe nel regno dei morti, per permettergli di rivedere il padre Anchise.
Probabilmente anche presso questi popoli era considerato pianta sacra, ‘emanazione divina’, essendo considerata persino ‘illuminante’ anche al buio, tanto da poter aiutare Enea nel oscurità degli Inferi.
Le leggende che considerano il vischio strettamente connesso al cielo e alla guarigione di tutti i mali si ritrovano anche in altre civiltà del mondo come ad esempio presso gli Ainu giapponesi o presso i Valo, una popolazione africana.
Inoltre queste usanze, continuarono (specie in Francia) anche dopo la cristianizzazione.
La natura del vischio, la sua nascita dal cielo e il suo legame con i solstizi non potevano infatti non ispirare ai cristiani il simbolo del Cristo, luce del mondo, nato in modo misterioso.
“Come il vischio è ospite di un albero, così il Cristo – scrive Alfredo Catabiani nel suo “Florario” – è ospite dell’umanità, un albero che non lo generò nello stesso modo con cui genera gli uomini”.
L’usanza di appendere un ramo di vischio all’uscio di casa nasce quindi nel Nord Europa.
Nella mitologia scandinava, il vischio è anche la pianta sacra di Frigg, dea dell’amore.
Dopo che suo figlio Balder venne ucciso da una freccia di vischio, Frigg cominciò a piangere sul suo corpo, e mentre le sue lacrime si trasformavano nelle perle bianche del vischio, Balder tornò in vità.
Per la felicità, Frigg cominciò a baciare chiunque passasse sotto l’albero sul quale cresce il vischio (di solito querce, pioppi, olmi e tigli), facendo sì che non potesse capitare mai nulla di male a tutti coloro che si fossero dati un bacio sotto un ramoscello di vischio.
E’ ben augurale per l’anno che viene, averne un ramoscello nelle case.
Il ceppo messo ad ardere nel camino
(per chi lo ha) non deve ardere del tutto.
Un pezzetto di questo legno deve essere conservato per accendere il nuovo ceppo di yule festività del prossimo anno.
Si brinda al Sole con del succo d’arancia, frutto solare.
FONTI
ffz.leonardo.it/lofi/Erbe-
ontanomagico.altervista.org
il calderone magico
druidsvischio.jpg
http://www.ilcerchiodellaluna.it/
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Perchè siam donne: Le donne che hanno creato i grandi classici Disney

L’Età dell’Oro del cinema d’animazione non sarebbe stata possibile senza queste illustratrici, animatrici e art director

Cenerentola (1950), Dumbo (1941), Biancaneve e i sette nani (1937) e Bambi (1942) sono classici Disney che hanno segnato l’infanzia di milioni di bambini nel mondo ed hanno tutti una cosa in comune: il ruolo giocato dalle donne nella loro realizzazione è stato inestimabile.

Anche se sono stati i leggendari animatori dei primi giorni della Disney Production (noti come Disney’s Nine Old Men) a passare alla storia dell’animazione, la fabbrica dei sogni creata da Walt Disney ha aperto la strada a centinaia di donne. Ma le loro storie non sono così note come quelle delle loro controparti maschili.

Durante gli anni ’30 circa 100 donne lavoravano nei reparti di inchiostrazione e pittura della compagnia. Tuttavia, era difficile per loro accedere a posizioni di animatrici, si può notare questo atteggiamento discriminatorio in una delle lettere di rifiuto venute alla luce solo di recente.

In esse la Disney productions sosteneva che:

“Le donne non fanno nessuno dei lavori creativi legati alla preparazione dei cartoni animati per lo schermo, poiché questo lavoro è svolto interamente da giovani uomini.Per questo motivo, le donne non sono considerate per la scuola di formazione. L’unico lavoro aperto alle donne consiste nel ricalcare i personaggi su fogli di celluloide con inchiostro di china e riempire il ricalco sul retro.”

A partire dagli anni ’40, sempre più donne poterono accedere a posizioni migliori dei tradizionali lavori di inchiostratore e pittore.

Il 10 febbraio 1941, Walt Disney annunciò che lo studio avrebbe iniziato a formare donne come animatrici.

Tra le ragioni elencate per la formazione delle donne, Disney sostenne che sarebbe stato vantaggioso per le impiegate acquisire nuove competenze e mantenere il lavoro nella possibilità di una guerra che avrebbe arruolato giovani uomini. Aggiunse anche che le donne avevano il diritto di avere le stesse possibilità di avanzamento degli uomini.

Da quel momento in poi, decine di donne cominciarono a lavorare in altri dipartimenti, come animatrici, art director e character designer. Quelle che seguono sono solo alcune delle pioniere che sono riuscite ad arrivare a posizioni solitamente riservate agli uomini:

Retta Scott Animatrice

Retta Scott è considerata la prima donna ad essere riconosciuta come animatrice per un film Disney. Scott entrò nella casa di produzione nel 1938, dove iniziò a lavorare nel reparto storie.

Uno dei più grandi classici Disney, Bambi (1942), era in fase di produzione all’epoca. i.

La straordinaria qualità di alcuni dei suoi schizzi, come quello che mostra la famosa lotta tra alcuni cani da caccia e Bambi, catturò l’attenzione dei leggendari animatori Frank Thomas e Ollie Johnston.

La velocità, il dinamismo e l’energia degli schizzi erano tali che sia Thomas che Johnston decisero che solo Scott sarebbe stata la persona migliore per animare quelle scene.

E così fu. Quando iniziò la produzione di Bambi, Retta Scott fu promossa al dipartimento di animazione della Disney e animò l’agghiacciante scena di lotta che tenne migliaia di bambini incollati allo schermo. Scott ha partecipato anche alla realizzazione di Fantasia (1940) e Dumbo (1941)

Retta Davidson Animatrice

Retta Davidson iniziò la sua carriera alla Disney, come molte altre donne artiste, nel reparto inchiostrazione e pittura e lavorò nelle produzioni di Pinocchio (1940), Bambi (1942), e Fantasia (1940). Nel 1941, quando gli animatori maschi cominciarono ad essere arruolati per combattere nella seconda guerra mondiale, lo studio chiese alle pittrici e alle inchiostratrici di mostrare i loro lavori per valutare se fossero adatte a fare l’animatrice. Davidson fu selezionata, ma nel 1942, decise di arruolarsi in Marina rinunciando a questa opportunità.

Maria Blair Illustratrice e direttore artistico

La più conosciuta tra le donne animatrici degli anni d’oro della Disney è stata l’artista Mary Blair. I suoi disegni sono leggendari e ha contribuito a molte delle produzioni Disney di maggior successo. Mary Blair iniziò a lavorare nello studio nel 1940 come illustratrice per il film Dumbo (1941).

Nel 1941, Mary intraprese un viaggio in America Latina con altri animatori della compagnia. Blair e i suoi colleghi visitarono Messico, Cile, Argentina, Brasile, Perù e altri paesi, Questi viaggi ebbero un impatto significativo nell’evoluzione dello stile di Mary Blair.

L’artista assorbì l’estetica e la ricchezza di colori di quei paesi e la rifletté in concetti artistici colorati in film come Cenerentola (1950), Alice nel paese delle meraviglie (1951) e Peter Pan (1953).

La carriera di Mary Blair alla Disney non si limitò ai film d’animazione: Mary progettò It’s a Small World, una delle attrazioni più popolari di Disney World.

Ruthie Tompson Animatrice

Ruthie fu un’altra pioniera dell’animazione al femminile, anche lei iniziò il suo percorso professionale nel dipartimento di inchiostrazione e pittura. Nel corso di quattro decenni, lavorò a vari progetti, rivedendo i rodovetro di animazione prima che venissero girati e pianificando le scene per film come Fantasia (1940), Dumbo (1941), La bella addormentata (1950) e Mary Poppins (1964)

Ci sono state molte altre professioniste che hanno dovuto superare gli ostacoli del tempo per accedere alle opportunità nel mondo dell’animazione. Così facendo, hanno creato film classici per la gioia di migliaia di bambini in tutto il mondo.

Per curiosità:

Attualmente le tecniche di animazione non sono assolutamente comparabili con quelle impiegate in quel passato!

Ieri:

La tecnica di animazione dello stop motion. o animazione a passo uno. Si tratta di una delle tecniche più usate e apprezzate anche nel mondo del cinema, tanto che uno dei primi a usarla fu Georges Méliès – uno dei padri fondatori della settima arte – che la utilizzò nel 1902 per il suo film Viaggio nella luna.

La tecnica di per sé è molto semplice: si tratta di fotografare degli oggetti, dei disegni, delle marionette o delle persone in pose successive in cui la posizione o piccoli dettagli sono sempre leggermente variati. Questi fotogrammi mostrati poi all’occhio umano ad alta velocità (12 o 24 fotogrammi al secondo) simuleranno una particolare sensazione del movimento.

5 originali corti di animazione per lasciarsi ispirare | Pixartprinting

Oggi

L’animazione digitale (anche detta computer animation, intesa come parte della grafica compiuterizzata) cominciò a diffondersi negli anni sessanta . Dopo varie sperimentazioni le prime applicazioni commerciali furono quelle di realizzazioni di grafiche ed effetti speciali per film e sigle di programmi televisivi.

Animazione digitale – Wikipedia



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* Cè un regalo che dura per sempre!

Ho voluto pensare ad un regalo che duri per sempre...un regalo per me!
Per quando sono triste e mi sembra che tutto il mondo mi crolli addosso…capita, no?
Come la copertina di Linus….lui ce l’ha sempre a portata di mano…per tutto l’anno, per tutto il tempo che vuole…per tutte le volte che gli serve…
Ho voluto pensare ad un regalo speciale per me…a portata di mano…per tutto l’anno…per tutto il tempo che voglio…per tutte le volte che mi serve…
Mmmmm…
Trovato!
Un ricordo!
Un bel ricordo, bello per me si intende. Una esperienza nella quale mi sono sentita al momento giusto nel posto giusto…Giusto per chi ? per me che in quel momento provavo amore, felicità, allegria, benessere e soddisfazione di vivere e di fare.
E pensandoci bene ho scoperto che ho solo l’imbarazzo della scelta…sì! si!
Un bel ricordo, bello per te si intende, è per sempre, è a portata di mano e per tutto il tempo che vuoi e quando vuoi…non si consuma…non passa di moda…non invecchia ed è speciale! E’ tuo!
Un ricordo può essere risvegliato da una immagine , da un profumo, da una voce, da una musica, da una sensazione…
Bene , rendi quella immagine più vivace che puoi, rinforza i colori, i contrasti, cospargila di brillantini , aumenta il volume della voce o della musica, assapora il profumo o la sensazione con tutti i tuoi sensi…
Ingrandisci  come una grande foto, più grande che puoi, una foto animata se preferisci, proprio davanti a te. e saltaci dentro come se fossi ancora in quella esperienza.
Ahhh! Che meraviglia…Vedo…sento…ascolto…
Sono io! Come sto bene!! Voglio starci quanto mi pare…posso starci quanto mi pare…
E se sono stata capace di provare tutto ciò…si proprio io …allora posso rifarlo…ma certo!
E possibile, se l’ho già fatto… dipende da me.. è possibile!
Posso colorare le mie future esperienze come mi pare…quando mi pare…per tutto l’anno, per tutto il tempo che voglio, per tutte le volte che mi serve…
Questo è il mio regalo per me, per te, per chi crede che sia possibile creare la qualità della propria vita, regalandosi ogni giorno un ricordo di felicità!.
Fare con amore è felicità.
Pensare con amore è felicità.
Mettere amore nelle piccole cose di tutti i giorni è felicità.
Felicità è un atteggiamento. Per tutti c’è un raggio di sole.
E se tu sei felice intorno a te diffondi felicità e la tua felicità diventa un modello da seguire…
Felicità è possibile!
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* Le dodici notti di Natale per fare progetti per il futuro!

La notte appena trascorsa, quella che intercorre fra il 25 e il 26 Dicembre, è la Prima delle Dodici Notti del Natale.
Durante queste notti la splendente Berchta vola nei cieli e benedice i campi, così come le case e le persone, donando a ognuno ciò che ha meritato, nel bene e nel male.
Oggi, 26 Dicembre, è il Primo dei Dodici Giorni di Natale, e ognuno di questi giorni può essere dedicato a fare o creare qualcosa che richiami lo spirito natalizio e la benevolenza – e dunque la Fortuna – di Berchta e delle Fate-Dee Filatrici.

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I giorni e le notti che vanno dal 24 dicembre (la sera di Natale) al 6 gennaio (sera dell’Epifania), dette le Tredici Notti Sante, sono un periodo molto particolare nel quale l’intima introspezione cosciente, fatta con il cuore, giunge alla più grande forza e chiarezza.
Come di fronte ad uno specchio, i dodici mesi passati si rispecchiano nel presente su quelli a venire, alla visione retrospettiva si unisce quella prospettiva.
Il primo giorno corrisponde al primo mese trascorso (gennaio) e all’ultimo futuro (dicembre); così allo stesso modo per il secondo (febbraio-novembre), il terzo (marzo-ottobre), ecc., sino al dodicesimo per dicembre e gennaio. Il tredicesimo, l’Epifania, è dedicato alla sintesi di tutto: «Epifania», dal greco, significa “manifestazione”, in generale, di ciò che è nascosto.

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Ogni giorno corrisponde anche quindi ad un segno zodiacale e alle sue qualità ed è un ottimo esercizio meditare su ognuna di essa, anche quelle che meno sentiamo appartenerci.


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Notte del 26 Dicembre. Capricorno. Mese di Gennaio. Virtù: coraggio.
Notte del 27 Dicembre. Aquario. Mese di Febbraio. Virtù: discrezione.
Notte del 28 Dicembre. Pesci. Mese di Marzo. Virtù: generosità.
Notte del 29 Dicembre. Ariete. Mese di Aprile. Virtù: devozione.
Notte del 30 Dicembre. Toro. Mese di Maggio. Virtù: equilibrio.
Notte del 31 Dicembre. Gemelli. Mese di Giugno. Virtù: perseveranza.
Notte del 1 Gennaio. Cancro. Mese di Luglio. Virtù: distacco.
Notte del 2 Gennaio. Leone. Mese di Agosto. Virtù: compassione.
Notte del 3 Gennaio. Vergine. Mese di Settembre. Virtù: cortesia.
Notte del 4 Gennaio. Bilancia. Mese di Ottobre. Virtù: ottimismo.
Notte del 5 Gennaio. Scorpione. Mese di Novembre. Virtù: pazienza.
Notte del 6 Gennaio. Sagittario. Mese di Dicembre. Virtù: utilizzo del pensiero.

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Nella raccolta di conferenze “Le Tredici Notti Sante” di Rudolf Steiner, si accenna ad una magnifica antica saga norvegese, conosciuta come “Il canto del sogno”, che narra di come Olaf Asteson venga inizia­to — mediante forze naturali — durante il sonno che lo colse la sera di Natale e che durò ininterrottamente fino al 6 gennaio; egli vive tutte le vicissitudini che l’essere umano deve sperimentare at­traverso le incarnazioni dall’inizio del mondo fino al Mistero del Golgota.

«La dodicesima notte» è anche il titolo di quella che, a giudizio di molti critici, è la più perfetta commedia di Shakespeare, il cui titolo ha suscitato da sempre la curiosità di numerosi studiosi alla ricerca del nesso con il contenuto della commedia, che pare fu rappresentata per la prima volta proprio il giorno dell’Epifania del 1601.

 

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Ci sono vari antichi riti, tradizioni e usanze: ci basti, per ogni giorno e ogni notte, annotare sogni, immagini, ispirazioni, nuove idee, avvenimenti o incontri importanti, fatti accaduti nel personale e nel mondo, nel presente e relativo mese passato e cercatene le risonanze.

Immaginate per il futuro le qualità, i colori, le forme che queste risonanze possono sviluppare, liberate dagli ostacoli che fino ad ora sono intercorsi alla loro manifestazione.


Questo lavoro può essere fatto da soli o anche in un piccolo gruppo, purchè con perseveranza, serietà interiore e regolarità.

Non sono necessarie ore ogni giorno, possono bastare anche pochi minuti, soprattutto se aiutati da strumenti che aiutino il ricordo (agende, giornali, messaggi…).
Se può servire, scrivete e conservate tutto in un quaderno, che possa essere la traccia di questo prezioso lavoro che durante l’anno potrete consultare scoprendo quanto tutto vi ritornerà.
Trovate magari un momento particolare che resterà un appuntamento quotidiano tra voi stessi e il vostro Io Superiore e vivete ogni giorno , vivendo con coscienza desta e attiva volontà di ricerca.
Scoprirete come questo lavoro vi porterà le forze e le qualità necessarie per affrontare l’anno che sta per iniziare, facendo luce su legami nascosti tra gli avvenimenti apparentemente lontani nel tempo e nello spazio, trovando nuova unione tra voi stessi e l’Universo.


Ognuno può in fondo trovare la propria modalità di ricerca interiore, attraverso l’arte, la bellezza e tutto ciò che ci consente di ritrovare l’innocenza, la purezza, la pace e la forza che originariamente contraddistinguono la nostra stessa anima, facendo rinascere il Bambino Divino in noi; e anche i nostri figli ce ne saranno eternamente grati.

Fonti:

Sarah Catalano
sarah@mammafatata.it
http://www.mammafatata.it

https://www.facebook.com/Il-Tempio-della-Ninfa-269594886398102/?fref=nf

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* Con il solstizio invernale la luce riprende gradualmente il suo dominio sul buio fino al solstizio estivo… come ogni anno…come ogni ciclo delle stagioni da eoni a eoni…


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Solstizio d’inverno: 21 dicembre 

In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima.

Si verificano cioè la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Il giorno del solstizio cade generalmente il 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.

Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Tre giorni dal 21 al 25 dicembre.

Tre giorni di buio apparente quindi occorrono perchè il Sole torni a mostrarsi visivamente a risplendere come fonte di ogni vita in cammino verso il nuovo ciclo dell’anno.

Ogni anno il Solstizio invernale appare come una fine e una rinascita. La fine dell’anno passato e l’inizio del nuovo. E questo è il ciclo della Vita.

Le genti dell’ antichitá si consideravano parte dei fenomeni della natura che ritenevano l’espressione nella vita terrestre dei grandi cicli del cosmo.

Al centro di questi cicli c’era l’astro che scandiva il ritmo della giornata, la “stella del mattino” che determinava i ritmi della fruttificazione e che condizionava tutta la vita dell’uomo. Temere che il sole non sorgesse più, vederlo perdere forza d’inverno riducendo sempre più il suo corso nel cielo, era un’esperienza che minacciava la vita di ogni regno di natura.

Così celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano fuochi per sostenerne la forza e per incoraggiare la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

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Questo avvenimento iniziò ad essere celebrato dai nostri antenati, ad esempio presso le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica.

Esso, inoltre, ispirò il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero (Odissea 133, 137) e da Virgilio (VI° libro dell’Eneide).

Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Gallo-Celti lo denominarono “Alban Arthuan” (“rinascita del dio Sole”); i Germani, “Yulè” (la “ruota dell’anno”); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”); i Finnici “July” (“tempesta di neve”); i Lapponi “Juvla”; i Russi “Karatciun” (il “giorno più corto”)”. (1)

Durante queste feste venivano accesi dei fuochi (usanza che si ritrova nella tradizione natalizia di bruciare il ceppo nel camino la notte della vigilia) che, con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.
Spesso questi rituali avevano a che fare con la fertilità ed erano quindi legati alla riproduzione. Da qui l’usanza, nelle antiche celebrazioni, di danze e cerimoniali propiziatori dell’abbondanza e in alcuni casi, come negli antichi riti celtici e germanici, ma anche romani e greci, di accoppiamento durante le feste.

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Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco.

Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita.

Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della Dea: all’alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perche’ anche se ora è regina del gelo e della oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconda riportando calore e luce al suo regno.

I solstizi possono anche leggersi come portali energetici, passaggi dimensionali per nuovi cambiamenti : ”il portale degli uomini”, corrispondente al solstizio d’estate, mentre il solstizio d inverno e’ ” la porta verso il divino”.

Il Solstizio d’Inverno corrisponde alla presa di coscienza della propria spiritualità, come uscita nella luce. Un fascio di luce che penetra da un’apertura nel tetto della “caverna” e che genera quell’illuminazione di riflesso, descritta anche dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intellegibile”.

La rinascita solare rappresenta il simbolo della rigenerazione cosmica, e il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo, che rinnova la sua nascita spirituale, verso una maggiore acquisizione della sua consapevolezza, nelle notti del solstizio d’inverno.

E’ il momento in cui, quando la notte ed il buio sembrano prevalere e sovrastarci, è necessario mantenere accesa la fiamma della Coscienza, che al mattino con la Luce ci spingerà a nuove e potenzianti scelte per realizzare i nostri obbiettivi.

Questa è l’opportunità che ogni anno si rinnova nei “ tre giorni di buio” del solstizio invernale.

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Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

(canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk)

Leggi anche:

Solstizio d’inverno ” Sol Invictus”

Chiamata per il solstizio d’inverno

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*Eclisse totale di sole in Luna Nuova in Sagittario: I luminari si esprimono in energie stimolanti che il Sagittario carica nelle sue frecce… per noi tutti!

Tra il Grande Portale Energetico del 12/12 e l’Eclissi Solare di Luna Nuova del 4, le energie cosmiche in arrivo si stanno intensificando in modo esponenziale!

Le emozioni si agitano, la mente corre e il corpo si manifesta? ! È normale ! Queste sono energie che lavorano su tutti i nostri corpi e in tutte le nostre dimensioni per aiutarci ad allinearci con il nostro compagno (se) più alto!

Stiamo arrivando alla fine di un ciclo! E non solo alla fine di questo ciclo lunare!

Questo è anche il motivo per cui a volte possiamo avere l’impressione di passare alla centrifuga a 3000 giri / min!

È un buon momento per fare il punto!

L’eclissi solare di luna nuova  ci invita a fare una retrospettiva sui 6 mesi appena trascorsi!

È perché sono successe cose negli ultimi 6 mesi! L’anno 2021 è stato intenso!

Torniamo alla stagione delle ultime eclissi di giugno e luglio!

Alcuni file devono essere chiusi e ciò che non è allineato con noi chiede di essere chiuso!

Questa potente eclissi solare di luna nuova ci sta preparando a ricevere le energie della nuova stagione!

Annuncia un vero cambiamento energetico, un’elevazione vibratoria!

E per accompagnare il movimento, questa Luna Nuova ci incoraggia a fare cambiamenti positivi nella nostra vita

Che si tratti di fare scelte che ci rendono felici nel profondo del nostro Essere o di scegliere di reagire in modo utile e costruttivo alla nostra evoluzione, l’Eclissi Solare di Luna Nuova lo porterà alla luce!

Siamo di fronte a noi  sotto questa luna nuova!

Nella nostra vita stanno accadendo cambiamenti per liberarci dai nostri vecchi vincoli e limitazioni!

La potente energia di questa eclissi solare di Luna Nuova ci spinge verso la nostra LIBERTA ‘DI ESSERE, per muoverci verso la nostra missione dell’anima e le nostre vere aspirazioni e obiettivi di vita!

È una Luna Nuova che porta la Vibrazione della Responsabilità e che ci invita, d’ora in poi, a fare le nostre scelte di vita nella coscienza!

Con l’Eclissi, ci dà un’idea dei prossimi 6 mesi!

Ci viene mostrata una Direzione, un Orientamento, un Obiettivo da raggiungere!

Stiamo entrando in un nuovo ciclo di rigenerazione ed espansione!

E questa Luna Nuova ci porta un’energia felice!

Ci chiede di Risvegliare la Gioia in noi, di portare Gioia nella nostra Vita e in quella degli Altri!

Significa anche che dobbiamo concentrarci su ciò che ci fa vibrare, i progetti che ci emozionano, le cose che ci fanno ridere, che ci rasserenano, che ci stupiscono, che ci animano e che fanno vibrare la nostra gioia di essere. e la nostra Gioia di Vivere!

Cosa desideri veramente, dentro di te … ti ami?

Andare verso ciò che hai nella vita da vivere, ri-sentire e realizzare ti darà le ali!

Questo è ciò che risveglierà il tuo ottimismo, il tuo entusiasmo, la tua motivazione, la tua volontà, la tua determinazione!

È l’ingrediente segreto che ti aiuterà anche a mantenere l’equilibrio!

Presta attenzione a tutto ciò che ti verrà incontro nei giorni a venire!

L’Eclissi Solare di Luna Nuova partecipa all’apertura della Coscienza e all’apertura del Cuore!

Abbiamo accesso alle Porte della Coscienza Superiore a cui di solito non abbiamo accesso!

Con noi, si manifesterà attraverso la consapevolezza, una migliore comprensione e una visione più ampia di ciò che ci sta accadendo!

Alcuni fatti ovvi possono saltarci addosso!

The Luna Nuova  ci chiede di rinascere insieme e di ammettere chi siamo nella verità!

Lo straordinario potere della sua energia ci allinea corpo / anima / spirito e ci pone dove dobbiamo essere per evolverci!

La nostra guida / saggezza interiore si manifesta con ogni nuova unità portatrice di speranza positiva!

È il pensiero-indizio serve per seguire la nostra verità interiore, saggezza interiore e guida interiore per entrare in questo nuovo ciclo di espansione e abbondanza!

E siii ! Niente accade senza la NOSTRA PARTECIPAZIONE ATTIVA!

Sii nella ricezione di ciò che si presenta!

Cambia ciò che deve essere cambiato e lascia andare ciò che non dipende da te!

Guadagnerai in Libertà, Leggerezza e Spazio!

È perché è necessario fare spazio affinché il Nuovo possa installarsi!

Non è impossibile che il fenomeno stia accelerando tanto che siamo pronti ad accogliere le energie del Solstizio del 21 dicembre!

Il Pas-Saggio dell’eclissi solare della Luna Nuova sarà ricco di rivelazione e ricollegamento (a se stessi, alla propria guida interiore, alla sua coscienza superiore, alla sua multidimensionalità, alla sua famiglia dell’anima …)

Inutile dire che la nostra ricettività è decuplicata sotto questa luna nuova!

Credi in te stesso! Segui la tua intuizione, il tuo sentire, le tue percezioni!

La tua anima conosce la strada!

È la tua migliore guida e ti invita ad andare avanti nella direzione in cui l’eclissi solare di Luna Nuova viene alla luce per te!

Credi nel tuo potere creativo!

Questa luna nuova ci incoraggia a fare il primo passo, a osare di avanzare verso ciò che ci chiama e ci fa vibrare e quindi ad esprimere la vera luce della nostra anima!

Dai il benvenuto a ciò che ti viene incontro e muoviti verso ciò che ti emoziona!

Le energie delle stelle ci sostengono e ci spingono verso le scelte che fanno della vita la nostra vita.

Tutto si muove e si rinnova, muta ciclicamente, il Cielo è sempre lì a mostrarci il cammino come un libro aperto e i pianeti e le stelle e le galassie sono compagni di viaggio nell’evoluzione.

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*Perchè siam donne:1 dicembre 1955, Rosa Parks prende un autobus

1 dicembre 1955, Rosa Parks prende un autobus

 

Rosa Parks

 


Lei è ClaudetteColvin, la giovanedonna che a 15 anni si rifiutò di lasciare il posto in autobus riservato ai bianchi. Succedeva 6 mesi prima di RosaParks. Disse di quel momento che era come se SojournerTruth da un lato e
HarrietTubman dall’altro la spingessero a non alzarsi. Così riuscì a farlo. Tenendo in mente due straordinarie donne che prima di lei avevano scritto pagine di storia.

“Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”

Mahatma Gandhi

 

Fonte:http://womenoclock.com/2013/12/01/1-dicembre-1955-rosa-parks-prende-un-autobus/