*22 Luglio: Festa di Maria Maddalena, dea ,donna, sposa ,sacerdotessa:il divino femminino.

LO   SPOSO

E

LA SPOSA


Il Nuovo Testamento non afferma in modo chiaro che Gesù era sposato, ma nemmeno che non lo era.

Effettivamente il Vangelo contiene numerose specifiche allusioni al suo avvenuto matrimonio  e d’altra parte le regole dinastiche lo imponevano.
Non soltanto l’erede della stirpe dei Davide era obbligato per la legge a sposarsi ma doveva anche generare almeno due figli maschi.
Ciò rappresentava un passo fondamentale nel progresso dell’erede della dinastia dall’iniziazione  alla piena appartenenza alla Comunità.
Come abbiamo visto le regole del matrimonio dinastico erano molte e rigide.
Uno fra i libri più coloriti del Vecchio Testamento è il Cantico dei Cantici , una serie di rime di amore fra uno sposo regale e la sua sposa.
Il Cantico di Salomone identifica la simbolica pozione nuziale con l’unguento aromatico chiamato spigonardo, un unguento prezioso che veniva usato anche per ungere i corpi dei morti regali.
Lo stesso unguento costoso venne usato da Maria di Betania per ungere il capo di Gesù in casa di Lazzaro. e un altro episodio simile avvenne qualche tempo prima quando una donna unse i piedi di Gesù e poi li asciugò con i propri capelli.
Anche quella donna si chiamava Maria.
Maria di Betania non soltanto unse il capo di Gesù in casa di Simone, ma gli unse anche i piedi e poi li asciugò con i suoi capelli nel marzo del 33 d.C.
Due anni e mezzo prima , nel 30 d.C. aveva compiuto lo stesso rito di unzione tre mesi dopo le nozze di Cana.
Compiere il rito con lo spigonardo era uno specifico privilegio di una sposa messianica e avveniva unicamente durante le cerimonie del Primo e Secondo Matrimonio .


Soltanto come moglie di Gesù a tutti gli effetti e come sacerdotessa Maria avrebbe potuto ungergli il capo e i piedi con il sacro unguento.

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* Quando il numero di scrittrici si dimezzò? ci sono anche notizie bizzarre!

Quando il numero di scrittrici si dimezzò ( ? )

Si è portati a pensare che, con la rivoluzione femminista, il progresso, il suffragio universale, almeno in ambito culturale si siano fatti dei passi in avanti, quando si parla di donne e letteratura.

Ci si aspetterebbe, rispetto ai tempi delle sorelle Brontë, un aumento dei personaggi femminili e delle scrittrici, ora più libere di esprimere se stesse.

E invece no.

Un gruppo di ricercatori delle Università dell’Illinois e di Berkeley (California), come riporta Journal of Cultural Analytics, ha analizzato 104.000 opere in lingua inglese, distribuite in 306 anni (dal 1703 al 2009), utilizzando un algoritmo atto a notare come la percentuale di scrittrici e scrittori si sia modificata nel giro di tre secoli.

Ecco un primo esempio:

grafico journal cultural analytics genere

Come si nota, la proporzione delle parole utilizzate per descrivere le donne è drasticamente diminuita nel periodo in cui ci si aspetterebbe una crescita, ossia da metà del diciannovesimo secolo fino alla metà del ventesimo;

fortunatamente poi la situazione inverte il suo ritmo nel 1970.

A ciò si collegano due dati importanti: nella prima metà dell’800 le scrittrici donne rappresentavano circa la metà degli autori di narrativa; un secolo dopo, sono scese a poco meno di un quarto; inoltre, mentre nella narrativa maschile i personaggi femminili tendono a occupare circa un terzo dei personaggi totali, nella narrativa scritta da donne la percentuale è paritaria.

journal of cultural analytics grafico

 

journal of cultural analytics grafico

Come si è arrivati, dunque, a questo drastico calo? I sociologi Tuchman e Fortin sottolineano che la narrativa dei primi anni del diciannovesimo secolo era dominata da donne, in quanto la scrittura di romanzi non prevedeva una carriera di alto livello: a scrivere romanzi erano perlopiù signore, che utilizzavano la scrittura come passatempo, senza ricavarne granché: per gli uomini, dunque, l’attività non aveva ancora guadagnato un particolare interesse.

Un altro degli aspetti interessanti è l’utilizzo di singole parole per personaggi femminili o maschili, da parte di scrittrici e scrittori. “Leggere” è un’azione che pare essere comune sia a personaggi maschili, che a personaggi femminili, ma mentre i maschietti “ottengono”, le femminucce “sentono”.

journal of cultural analytics grafico

Discorso analogo con parole che riguardano la sfera del sentimento e dell’astrazione, di genere femminile nel diciannovesimo secolo. “Cuore”, “spirito”, “mente”, “anima” (ma anche “sospiri”, “sorrisi”, “lacrime”) sono parole maggiormente associate a personaggi femminili. Bisognerà aspettare Wuthering Heights per avere un personaggio maschile di cui esprimere l’interiorità, complessa e tormentata.

journal of cultural analytics grafico

Curioso è anche vedere come uomini e donne dimostrano diversamente, nel corso degli anni, l’allegria: le donne “sorridono” e “ridono”, gli uomini “sghignazzano” o “ridacchiano”: a vedere il grafico, sembra che agli uomini non fosse concesso sorridere.

Il lavoro di Raymond Chandler è stato preso a esempio, in quanto associa al sorriso maschile una sensazione di inquietudine o disprezzo, come a voler sempre sottolineare che, quando un uomo sorride, sta solo mostrando i denti.

C’è un’ultima parte interessante da sottolineare, analizzata dal Guardian in un articolo su questo argomento: 

Kate Mosse, scrittrice e fondatrice del Women’s Prize For Fiction, ha dato la sua spiegazione al fenomeno, partendo da una considerazione proprio riguardante il premio: la maggior parte dei libri vincitori avevano un protagonista maschile.

Kate nota che “le donne sono più libere ai tempi di Jane Austen o Mary Shelley o Ann Radcliffe, ma poi i valori vittoriani prendono il sopravvento. Non appena la critica ha avuto una certa importanza, i contributi delle donne vengono calpestati dagli uomini La stessa cosa succede in altri ambiti artistici, come ad esempio nella musica”.

 

 

 

Ma dal 1970 molto si è mosso…e quanto !…o no?

 

Quindi per questa prossima estate, vi invito a leggere sotto l’ombrellone libri scritti da donne e vi invito a raccontarci chi avete letto, se conoscete la vita dell’autrice, se vi piace il titolo o ne avreste scelto un altro, vi invito a fare pubblicità alle donne che scrivono.

…sebben che siamo donne

https://www.illibraio.it/scrittrici-ricerca-733978/

Perché il talento c’è, ovvero esiste una questione femminile in letteratura?

* La (buona) notizia del venerdì: In Arabia Saudita finalmente le donne possono guidare (?)

Fino a pochi giorni fa un solo paese al mondo non permetteva ancora alle donne di guidare l’auto: l’Arabia Saudita.

Come annunciato da repubblica.it, il 5 giugno 2018 sembra essere una data storica importante per il regno dell’Arabia: sono state consegnate le prime dieci patenti di guida alle prime dieci donne.

Il verbo “sembrare” è consapevolmente utilizzato per esprimere due visioni contrastanti: una scettica per cui la conquista della patente non vuol dire conquista della libertà; l’altra propositiva secondo cui l’evento rappresenta un passo verso l’autonomia e una forma di indipendenza.

La rimozione del divieto è arrivata dopo anni di ribellioni da parte di attiviste incarcerate e zittite a suon di frustate (10 frustate per colei che decideva di correre il rischio di mettersi alla guida).

 

Una vita, quella delle donne arabe, schiacciata da carichi di misoginia ed anacronismo. Esiste ancora una sorta di inverosimile “apertheid”, una segregazione ed una discriminazione nei confronti della figura femminile costretta (fortunatamente ancora per poco) a farsi accompagnare da autisti o parenti maschi oppure, dal 2013, spostarsi in bicicletta soltanto in aree designate. 

Il divieto non era nemmeno regolato da una legge, fu introdotto nel 1990 in maniera piuttosto informale con una fatwa (Dispensa fededegna e vincolante emanata da un’autorità religiosa sciita. Nel diritto islamico, corrisponde ai responsa del diritto romano) del Gran Mufti, cioè l’autorità religiosa wahhabita più anziana ed influente in Arabia Saudita e solo successivamente ha preso valore politico.

Ma (purtroppo o per fortuna?) ad un certo punto entrano in gioco gli interessi politici ed economici, e il giovane principe Mohamed Bin Salman sembra aver realizzato che l’altra metà della popolazione, costituita dalle donne, va considerata e motivata a partecipare alla vita pubblica in qualche modo.

La consegna delle patenti di guida è avvenuta inaspettatamente in anticipo rispetto alla data stabilita. Il governo Saudita ha annunciato che le donne che riceveranno la patente la prossima settimana saranno più di 2mila.

Un buon passo in avanti certo, se però di contro non ci fossero altri millemila retrogradi divieti: le donne saudite non possono frequentare le scuole superiori, viaggiare all’estero, non possono pregare insieme agli uomini e possono riunirsi solo in luoghi dedicati esclusivamente a loro, per non parlare dell’obbligo di indossare il velo.

In Arabia Saudita la donna può esercitare le sue funzioni sociali e giuridiche soltanto se accompagnata da un uomo, senza quest’ultimo assume valenza di un minore, infatti non può sottoporsi a specifiche procedure mediche senza il permesso del suo tutore maschio (che sia il padre, il marito, il figlio o il fratello…).

Se dunque non esistessero restrizioni peggiori e al limite dell’assurdo, allora sì, potremmo sbilanciarci e parlare di successo, conquista, avanzamento verso la libertà di una donna ancora forzatamente chiusa in se stessa.

 

 

Con la salita al potere di Mohammed bin Salman ci sono stati anche altri cambiamenti, come l’organizzazione di concerti dal vivo e l’apertura di cinema, ma ogni piccolo passo apparentemente positivo va sempre in contrasto con tutto il resto.

Le politiche governative continuano ad essere autoritarie e restrittive, Salman ha accentrato su di sé tutto il potere liberandosi di diversi rivali politici, ad esempio soltanto due settimane fa sono stati arrestati, senza motivazioni  concrete, sette attivisti che lottavano per i diritti delle donne.

Insomma, voi credete sia tutta solo un’illusione di libertà o qualcosa sta davvero cambiando?

http://www.inforicambi.it/donne-motori/arabia-saudita-patente-di-guida-alle-donne_15265.html

http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/21/news/donne_guidare_arabia_saudita_volante_imam_quarto_di_cervello-176125282/

 

Care donne…

ma siamo nel 2018 e consideriamo questa una grande conquista dei diritti delle donne?

Si parla ancora di diritti dell’uno o dell’altro sesso?

Si parla ancora di doveri e di ruoli predeterminati?

Per quegli uomini la donna è ancora un possesso?

O un essere umano che gli vive accanto consenziente e non obbligata?

Sono più rispettosi gli animali delle loro compagne!

E poi avete letto le condizioni per far valere questo “ permesso di guidare”?

E’ sempre subordinato alla concessione di un autorità maschile e solo in ambienti riservati alle donne

mi vergogno di considerare questa una buona notizia!

Ma dove siete care donne!

* L’instabilità è una risorsa per il cambio epocale :“C’è un’unica legge, un sol Governo l’Amore“ 

EFFETTI UMANI E SOCIALI
DEL CAMBIO EPOCALE

generato dal campo magnetico che governa il cielo e la terra 

Il campo magnetico terrestre, stabile per almeno 40 mila anni è sempre più instabile, ha effetti ultraceleri su tutti i fluidi, le correnti oceaniche e le eruzioni vulcaniche, nonché i vari fluidi che circolano nel corpo umano, fluidi che in fondo sono composti di acqua.

L’instabilità è un pericolo? No, è l’occasione per capire il gioco abile e intelligente tra stabilità e instabilità compiuto dalla Natura che si rinnova da più di un miliardo di anni senza bisogno di combustibili né di oro.

L’instabilità ora è evidente nei moti di tutti i fluidi del pianeta, muta le correnti oceaniche e il clima, persino la gravità terrestre, mostra una repentina libertà dalle leggi fisiche e una confusione crescente delle varie istituzioni politiche. 

“C’è un’unica legge, un sol Governo l’Amore“ scriveva Giordano Bruno annunciando i tempi difficili che avrebbero preceduto il cambio epocale oggi in atto, quello del campo magnetico, appunto.

Il cambio non riguarda solo i governi, ma anche la mentalità comune che ha dominato il mondo, legando il mercato al tempo ai profitti di pochi e alla miseria dei tanti.

Perché il debito pubblico mondiale cresce di varie migliaia di dollari al secondo? Perché crediamo che il tempo sia una freccia unica e irreversibile che “viaggia” dal passato al futuro, dipendiamo dal potere temporale che dirige il mondo, “potere” che in Natura non esiste affatto.

Ignoriamo anche le scoperte scientifiche che smentiscono la sudditanza collettiva dal “tempo unico” – misurato oggi dagli orologi atomici – e soprattutto ignoriamo il campo che “governa” infiniti tempi, i tanti ritmi della Natura senza consumare energia.

E’ il campo magnetico terrestre che, per riconoscimento unanime, è generato dal Cuore Cristallino della Terra, migliaia di chilometri sotto i nostri piedi, lo stesso campo o cielo che ci avvolge e ha effetti su tutte le particelle, tra cui protoni di cui sono composti tutti i corpi, anche quelli umani.

Con un recente esperimento, pubblicato sulla rivista Nature nel maggio 2018, i fisici hanno misurato la pressione all’interno un protone e riconosciuto che è superiore a qualsiasi altro corpo conosciuto.

Hanno osservato una  pressione espansiva (Repulsive pressure) al centro del protone e, invece al suo bordo, una pressione confinante (Confining pressure) che predomina su quella espansiva al centro. I  protoni sono le particelle nucleari stabili, (composte di tre quark, immagine a lato) e convivono insieme ai neutroni nei nuclei atomici. I neutroni sono instabili se liberi, fuori dai nuclei e, invece, stabili se confinati dentro i nuclei.

Il confinamento nucleare è il mistero irrisolto della fisica.

Tuttavia oggi abbiamo dati sufficienti per capire che il confinamento è legato alle relazioni tra i nuclei atomici e le due forze che operano al loro interno, quelle forze che la stessa fisica chiama “debole” e “forte”.

I nuclei atomici sono minutissimi, invisibili all’occhio umano ma non sono affatto trascurabili, perché contengono e confinano ben il 99% della massa di qualsiasi corpo incluso quello umano.

Perché pochi “forti” hanno sempre dominato su tanti “deboli” in tutta la storia umana nonostante i tanti e diversi regimi politici, regni e imperi, repubbliche e democrazie?

Perché crediamo in un unico tempo, uguale per tutti e tutto l’universo osservato, ignoriamo che le due forze – debole e forte – hanno relazioni anche con i nuclei del nostro corpo, hanno cioè relazioni, interazioni in gergo scientifico, che si manifestano con ritmi o tempi diversi.

Quelle deboli si manifestano in attimi fuggenti, mille volte più brevi di quelle forti.

I mutamenti ultra-celeri del campo magnetico terrestre indicano la via verso la libertà che non è la solita, sterile lotta tra deboli e forti.

E’ la coscienza che ognuno può compiere una scelta libera e indipendente dalle convinzioni dominanti, convinzioni che, anche grazie alle scoperte scientifiche, si stanno dimostrando false.

 

http://www.giulianaconforto.it/?p=8888

* Se la Nevologia è una scienza…tutti hanno un neo!

Nevologia

I nei sono stati studiati anche dagli antichi greci e romani, da alchimisti ed astrologi, nel tentativo di capire se potessero aiutare a predire il futuro di chi li aveva.

Ma è stato solo a partire del Cinquecento fino a tutto il Settecento che si è sviluppata la particolare ‘scienza’ della Nevologia.

L’incipit è stato dato dagli scritti di Girolamo Cardano nei quali il colto studioso ha associato la terra ed il cielo ed il corpo alle stelle formulando una analogia tra i nei ed i 12 simboli astrologici. Quindi prendendo le mosse dalle caratteristiche dei segni zodiacali, la posizione dei nei sul corpo comunicherebbe una parte rilevante del carattere delle persone.

Il segno dell‘Ariete è associato al neo sulla fronte: ottimista, entusiasta, ostinato, aggressivo,…

Il segno del Toro è associato al neo sulla gola e sul collo: stabilità, calma, lentezza, ostinazione, pazienza…

Il segno dei Gemelli è legato ai nei su spalle, braccia e mani: curiosità, versatilità, eclettismo, esuberanza, intuizioni, nervosismo, fascino….

Il segno del Cancro manifesta il carattere con nei sul busto: nostalgico, malinconica, sentimentale, capriccioso, tormentato, fantastico,…

Il Leone invece è riferito ai nei sul dorso: eccitabile, sincero, tenace, coscienzioso, ambizioso, realizzatore,…

La Vergine è legata ai nei sul ventre: preciso, coscienzioso, altruista, intelligente, gusto artistico,…

La Bilancia è associata a nei su fianchi e natiche: intermediario, moderatore, estroverso, socievole…

Lo Scorpione è riferito a nei sul pube: autoritari, timorosi, intuitivi, perspicaci, passionali,..

Per il Sagittario i nei sono su anche e cosce: generosità, tolleranza, estroso, espansivo, dinamico,…

Il Capricorno è associato a nei sulle ginocchia: responsabili, materialistici, pessimistici, snob,…

L’Acquario è legato ai nei sui polpacci: distaccati, impersonali, ingannevoli, sognatori…

Per i Pesci i nei sono sui piedi: impressionabile, emotivo, vulnerabile, influenzabile,…

A partire dal Settecento, riprendendo intuizioni e credenze più antiche, nacque la fisiognomica intenta a creare delle relazioni tra corpo e carattere.

Venne così redatta una mappatura dei tipi di nei e della loro posizione sul corpo, non legata, come sopra, ai dettami zodiacali ma ad associazioni di idee a forme e colori. Così, il neo tondo delineava un carattere dolce e tranquillo mentre il neo irregolare era tipico delle persone lunatiche ed ostinate.

Il neo nero era sinonimo di delusioni, difficoltà ma di forte carattere.

Anche sulla posizione dei nei si è, a lungo speculato.

I nei sulla schiena suggerirebbero scarsa affidabilità laddove, quelli sul seno dovrebbero essere di persone pigre. Non solo, se fosse sul seno sinistro sarebbe proprio di persone attive e motivate.

Oltre al carattere la posizione dei nei indica anche il futuro; quelli sulla fronte predicono prosperità, sulla mano talento e successo, sull’orecchio fortuna.

Anche le virtù sono rappresentate dai nei. Così l’onesta è per i nei sull’occhio o sul naso, i falsi hanno un neo sul dito, le persone semplici e laboriose hanno un neo sul polso. Quelle simpatiche sulle ginocchia ma chi ha nei sulle labbra che è ambizioso e vuole  primeggiare.

I nei di bellezza avevano tante figure: tondi, a stella, a mezza luna o a forma di cuore e per ogni evenienza erano posizionati sul volto per un preciso significato.

http://wellthiness.wordpress.com/

http//www.baroque.it

* La buona notizia del venerdì: Le donne possono cambiare il mondo! Mamma salva la figlia bambina dalle nozze combinate


Una sposa bambina salvata dalla madre coraggiosa.

È successo a Milano, dove la piccola Shaila (nome di fantasia), originaria del Bangladesh, sarebbe stata data in moglie a un parente di 22 anni.

Ma Malijka, si è ribellata e strappando i passaporti ha impedito al marito di riportare la piccola nel loro paese natale per sposarsi.

Era già tutto pianificato, almeno nella mente dell’uomo, che aveva anche acquistato i biglietti aerei.

Ma Malijka, 41 anni, non è rimasta a guardare e ha fatto di tutto per salvare la figlia da quel futuro orribile.

Dopo l’ennesima lite col marito, pur di scongiurare la partenza imminente, la donna ha strappato il suo passaporto e quello della bambina.

Ma non è finita. Secondo quanto riportato da Il Giorno, Malijka ha anche denunciato il marito per maltrattamenti.

La bambina ha confermato al giudice di aver sentito discutere coi genitori sul matrimonio da fare a tutti i costi, secondo l’uomo. In base alla denuncia della donna, l’uomo l’avrebbe ferita a una mano con un coltello perché lei aveva cucinato senza averne il permesso.

Un storia di sofferenza e violenza. Nonostante avesse strappato i passaporti, l’uomo si è recato in questura insieme alla famiglia per denunciarne invece lo smarrimento e poi è andato al consolato del Bangladesh per ottenere i duplicati.

Il marito ha smentito il racconto della donna, addirittura accusandola di essersi procurata da sola la ferita alla mano per accusarlo.

Ora, a processo in corso, Malijka è stata accolta da una casa d’accoglienza insieme alla figlia ed è seguita dai servizi sociali.

Una storia triste, come purtroppo ce ne sono tante.

Malijka viveva in Bangladesh coi genitori, due fratelli e una sorella svolgendo i lavori domestici.

Aveva poi sposato l’uomo che i genitori avevano scelto per lei. Dopo poco, lui era partito per lavorare in Italia lasciandola nel paese di origine incinta di pochi mesi. 

Da allora non era più tornato, fino a quando la figlia ebbe compiuto 9 anni. Allora, decise di andarle a prendere e portarle con sé a Milano.

Secondo quanto raccontato dalla donna, una volta giunte in Italia, lei e la bambina avrebbero vissuto dalla fine del 2016 in una specie di isolamento voluto dal marito.

La piccola non aveva il permesso neanche per andare a scuola.

E infine la decisione di darla in sposa a un nipote, in Bangladesh.

Una storia per una volta a lieto fine, grazie alla forza di una mamma coraggiosa che ha rischiato la vita pur di dare un futuro diverso alla figlia.

 

sebben che siamo donne…

https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/27796-sposa-bambina-banglaesh

https://lauracarpi.wordpress.com/2017/08/18/la-buona-notizia-del-venerdi-donne-che-salvano-il-mondo/