* A che serve la giornata internazionale “contro” la violenza sulle donne

A che serve?

Bella domanda… che fa riflettere.
L’ora del momento significa “ una presa di posizione di donne  e uomini “ che scendono in piazza per richiamare l’attenzione … le motivazioni sono varie e tutte valide.
A me viene in mente “ dignità
Una parola dimenticata, obsoleta, fuori moda.
Un valore che impegna ogni essere umano a rispettare la sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Parole, parole, parole, soltanto parole…parole d’amore!
Se non ora, quando?
Il primo amore è verso se stessi. Cosa penso di me. Cosa voglio essere in questa vita. Quali cose voglio fare per raggiungere i miei obbiettivi. Quali mezzi ho a disposizione.
Quali qualità e risorse riconosco in me.
Poi le scelte.
Se non ora, quando?
Il primo rispetto è verso se stessi.
Essere coerente con le scelte fatte ed impegnarmi ad ottenere gli obbiettivi.
Essere per essere, esistere con dignità.
Non essere per avere. L’avere è effimero, non è una esigenza del cosmo.
Il primo amore è verso se stessi, poi automaticamente è per gli altri.
Negli altri mi riconosco, riconosco la loro umanità, le loro qualità di esseri pensanti e consapevoli delle loro scelte.
Come rispetto me stessa rispetto gli altri.
Se non ora, quando?
L a prima lealtà è verso se stessi.
Il primo avversario sono io, i giudizi che mi do, le scuse che mi trovo per giustificare le mie paure, il trasgredire alle regole che io stessa mi sono date, per opportunità, per pigrizia, il mettermi in dubbio invece di agire.
Se non sono leale verso me stessa come posso pretendere lealtà da altri.
Se non ora, quando?
La prima uguaglianza è sentirmi parte dell’umanità.
Sentirmi quell’essere umano che ha coscienza della sua umanità, la sua qualità di entità pensante e consapevole delle sue scelte.
Un essere umano degno di questa nominalizzazione è un abitante di questa terra.
Esseri umani compongono ogni nazione, ogni razza, ogni religione, ogni stato sociale, ogni età, ogni sesso.
Una pecularietà degli esseri umani è la necessità di rapportarsi tra loro.
Per creare, costruire, progredire, conoscere il micro ed il macrocosmo.
Così è nata quella che chiamiamo civiltà.
Se non ora, quando?
La prima responsabilità è verso se stessi.
Come posso creare un rapporto paritario, di amore, rispetto, lealtà, se ho un rapporto ambiguo con me stessa?
Se costruisco un rapporto ingabbiato in rigidi ruoli predeterminati dalle consuetudini?
Se considero una libertà raggiunta il ribaltamento di questi ruoli ?
Se considero l’altro comunque un avversario ?
Se non ora, quando?
Quando affermare dignità è uno dei miei valori fondamentali.
Quando lo sono e lo insegno con i miei comportamenti, le mie scelte.
Quando mi sento degna di appartenere al gruppo umanità.

Ieri, oggi , sempre.

“Se non lo faccio io, chi lo farà?
Se non lo faccio adesso, quando lo farò?
Se lo faccio solo per me stesso, chi sono io?”
(Hillel, cabalista del 2° sec. a. C.)

Opere di Marc Chagall

*La buona notizia del venerdì: Le miss peruviane sfilano per fermare la violenza sulle donne

Miss Perù, le misure delle candidate? Sono i numeri dei femminicidi

«Il mio nome è Camila Canicoba e rappresento il dipartimento di Lima. Le mie misure sono: 2202 casi di femminicidi registrati negli ultimi nove anni nel mio Paese».

Le partecipanti a Miss Perú 2018 sfilano sulla passerella, avvolte in fascianti abiti di lamé, e danno i numeri. Non quelli di petto, vita, fianchi, bensì i numeri della morte per mano dell’uomo sulle donne.

E sulle bambine, come ricorda un’altra concorrente: «Le mie misure sono: l’81 per cento degli aggressori delle piccole sotto i cinque anni sono vicini alla famiglia».

Durante la sfilata di presentazione, le reginette di bellezza hanno lanciato un messaggio contro la violenza sulle donne. Anzichè i propri centimetri, hanno comunicato i dati sugli abusi e alla loro campagna si sono uniti anche gli organizzatori del concorso

“Le mie misure sono: 2.202 casi di femminicidio registrati negli ultimi nove anni nel mio Paese”. Camila Canicoba, aspirante Miss Perù 2018, è la prima a presentarsi sul palco della finale a Lima. Lo fa scegliendo di non far sapere al mondo quale sia la circonferenza della sua vita o del suo seno. Ma quante sono le donne che sono state uccise in Perù dal 2008 a oggi. E non è l’unica. Lo fanno tutte, sfilando in passerella per il tradizionale momento in cui le reginette di bellezza comunicano i propri centimetri al pubblico.

Le misure delle Miss

Le 23 miss, una dopo l’altra, guardano la telecamera e presentano un dato: “Le mie misure sono: l’81 per cento degli aggressori delle piccole sotto i cinque anni sono persone vicine alla famiglia” oppure “Il 65 per cento delle donne all’università vengono assalite dal loro partner”.

La vincitrice del concorso di quest’anno è Romina Lozano e le sue misure sono: “3.114 donne vittime di tratta fino al 2014”. 

I dati della violenza in Perù

Le autorità peruviane quest’anno hanno registrato più di 6 mila casi di violenza sessuale. Sono 17 casi al giorno, di cui la metà sono stupri. La metà delle vittime sono minorenni. Secondo le cifre del governo, nel primo semestre del 2017 nel Paese ci sono stati 59 femminicidi.

Anche gli organizzatori si sono uniti alla protesta

Oltre alle concorrenti, anche gli organizzatori hanno voluto unirsi al messaggio contro la violenza sulle donne.

Durante la sfilata in costume da bagno, sono stati mostrati sugli schermi del palco ritagli di giornali relativi a casi di femminicidi e abusi contro le donne.

Le donne se vogliono possono uscire di casa nude. Nude. È una decisione personale”, ha detto una delle organizzatrici, Jessica Newton, al sito Buzzfeed News. “Se vado in giro in costume da bagno ho la stessa dignità di chi indossa un vestito da sera”.

“Chi non denuncia e chi non fa qualcosa per fermare tutto questo – ha aggiunto – è complice “

http://tg24.sky.it/mondo/2017/10/31/miss-peru-misure-numeri-femminicidi.html

 

“Il problema da qualche anno nel nostro paese si va facendo sempre più gravoso fino a diventare insopportabile”.

“Questo tipo di violenza che spesso e volentieri arriva all’omicidio – magari effettuato nei modi più crudeli e più barbari – ha una caratteristica: nella maggior parte dei casi viene compiuto da fidanzati ex fidanzati, mariti, ex mariti.

Viene fuori un desolante quadro di arretratezza dei nostri costumi, di sconsolante angustia mentale”.

“In Italia una gran quantità di maschi, di qualsiasi classe sociale, considerare la donna oggetto di sua proprietà in eterno, come se non dovesse avere mai più la libertà…

Questa concezione è il modo più degradante e più abietto di considerare la persona umana.

Il rifiuto alla sottomissione non ha che un verdetto possibile: la morte, l’annullamento totale dell’esistenza di una donna che osato opporsi.

Potremo vantarci della ripresa economica, della disoccupazione diminuita, di tanti passi avanti ma fino a quando non raggiungeremo questo concetto di parità assoluta tra uomo e donna noi faremo dei falsi passi in avanti”.

Andrea Camilleri

Introduzione alla miniserie “ Montalbano e il grido delle donne”

Giornata Mondiale contro i femminicidi 25 novembre

*Lei lasciò andare…e il Sole e la Luna risplendono sempre.

 

 

 

Lei lasciò andare.


Senza un pensiero o una parola, lei lasciò andare.
Lasciò andare la paura.
Lasciò andare i giudizi.
Lasciò andare la confusione di opinioni che sciamano intorno alla testa.
Lasciò andare l’ indecisione in lei.
Lasciò andare tutte le ragioni “giuste”.
Totalmente e completamente,
senza esitazione o preoccupazione, ha appena lasciato andare.
Lei non ha chiesto nessun consiglio.
Lei non ha letto un libro su come lasciare andare …
Lei non ha pregato le Scritture.
Ha appena lasciato andare.

Lasciò andare tutti i ricordi che la legavano.
Lasciò andare tutta l’ansia che le impediva di andare avanti.
Lasciò andare la progettazione e tutti i calcoli sul giusto.
Non ha promesso di lasciar andare.
Lei non ha scritto la data.
Non ha fatto alcun annuncio pubblico e messo nessun annuncio sul giornale.
Lei non ha controllato le previsioni del tempo o letto il suo oroscopo quotidiano.
Ha appena lasciato andare.

Lei non ha analizzato se lei avrebbe dovuto lasciar andare.
Non ha chiamato i suoi amici per discutere la questione.
Lei non ha fatto un trattamento spirituale.
Lei non proferì una parola. Ha appena lasciato andare.
Nessuno era in giro quando è successo.
Non c’era nessun applauso o un coro di congratulazioni.
Nessuno è stato ringraziato.
Nessuno si è accorto di nulla.
Come una foglia che cade da un albero, lei ha appena lasciato andare.

Senza nessuno sforzo.
Senza nessuna lotta.
Né bene né male.
Era quello che era, ed è proprio questo.
Nello spazio di lasciarsi andare, lei lascia che tutto sia.

Un piccolo sorriso appare sul suo viso.
Una leggera brezza soffia attraverso di lei.
E il sole e la luna splendono sempre.

Safire Rose

 

* Ma quali streghe ! Buon Samhain!

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Fin dal medioevo alla festa di Halloween è associata la figura della strega.

Witch in inglese, wicca dal sassone, cioè saggia/saggio o sapiente corrispondente al latino saga, spesso rappresentata come una donna vecchia, brutta e quindi cattiva.

Ma nella mitologia celtica pre-cristiana non esistevano divinità completamente malevoli, così come non esisteva il concetto di Inferno.

Dei e Dee rappresentavano entrambi gli aspetti creativo e distruttivo dell’energia all’opera.

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Le dee in particolare incorporavano le forze della Terra Sacra in quanto i Celti assorbirono il concetto di una potente Dea Madre o Dea della Terra dalle popolazioni indigene di cultura matriarcale abitanti le terre in cui emigrarono o dove fiorì la loro civiltà.

La Grande Dea poteva apparire e venire rappresentata in miti e leggende in tre forme principali: la Madre Oscura, la Sorella/Vergine e la Dea Natura/Amante. (Stewart, R.J. Celtic Gods, Celtic Goddesses, Blanford 1990)
Quindi la Grande Dea celtica nelle sembianze della Vecchia simbolizzava l’inverno celtico da Samhain a Oimelc o Imbolc (31 Gennaio/1 Febbraio, l’inizio della Primavera celtica).

A Imbolc ogni anno la Grande Vecchia si recava all’Isola della Giovinezza per bere alla sua fonte e trasformarsi nella Dea della Primavera, il cui tocco rendeva l’erba nuovamente verde e faceva sbocciare i fiori.

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Tra i Celti l’elite intellettuale religiosa era composta sia da druidi quanto da druidesse dalle molteplici conoscenze; il dono della profezia era poi specificatamente femminile.

Si può quindi affermare che nelle comunità italiche dell’VIII secolo a.C. esistessero donne il cui prestigio non derivava solo dai legami con importanti membri maschili delle varie comunità, ma anche dallo svolgere ruoli rilevanti, alcuni dei quali legati alla sfera del sacro.

Il rango da sacerdotesse a quello di streghe sopravvenne con il passaggio alla religione cristiana.

Le sacerdotesse furono ridotte, nelle storie antiche, alla condizione di figure demoniache simile alle streghe, degradando la loro mitica bellezza, il loro ruolo sociale e religioso, le loro grandi virtù e poteri, svilendo i numerosi esempi di coraggio e nobiltà all’interno della società celtica.

John William Waterhouse, 1886,

Riporta l’Encyclopaedia Britannica che “ in Europa i poteri magici erano quasi esclusivamente nelle mani delle donne…” alle quali “…il popolo attribuiva una saggezza superiore…” e che furono proprio le donne, eredi della saggezza e del potere della Grande Dea, ad attirare l’odio della Chiesa, ad essere accusate di pratiche malefiche e a venire perseguitate come ‘streghe’.

La chiesa trasformò le divinità celtiche in santi e i vari aspetti della Grande Dea in diverse rappresentazioni della Madonna.

Una delle accuse più tipiche era quella di praticare rituali in onore di un dio con le corna, Cernunnos, il dio cornuto, signore degli animali, dio della Grande Caccia, colui che gestisce le forze attive della vita e della morte, della rigenerazione e della fertilità. La Chiesa lo condannò come ‘incarnazione del Diavolo’.


Secondo Geoff Doel: “Le streghe furono un’invenzione per tenere lontana la gente dagli dei celtici. Per i Celti c’era la magia, il magico piuttosto che il sinistro”.
Le donne accusate di stregoneria venivano bruciate, impiccate o annegate ad Halloween,proprio a sottolineare il messaggio diabolico delle feste pagane.

Nella cultura celtica, come in quella gaelica, la donna è stata sempre considerata  figura importante e determinante nel sostegno e nella conduzione del clan e della comunità. A volte alla pari dell’uomo.
Le donne celte e le gaeliche erano addette alla cura dei malati, avevano conoscenze di medicina erboristica ed avevano perfino il potere della chirurgia.
In alcune culture nordiche la medicina era addirittura competenza esclusiva delle femmine del clan.

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Colei che raccoglieva, seccava ed estraeva principi vitali dalle erbe era considerata creatura soprannaturale e degna del rispetto e spesso della venerazione del gruppo.
Il ruolo della wicca era quello di curare e guarire, e questo era considerato una facoltà divina.

Eventi divini venivano considerati anche i cicli della natura ed in una società ancora rurale era  di vitale importanza prevederli e celebrarli con rituali propiziatori.
La donna sacra, la wicca  diviene artefice di sopravvivenza per il gruppo.
Ella cura la preparazione dei riti propiziatori per avere la benevolenza della Dea Madre.

Ella ha la facoltà di interpretarne i segni per la divinazione.
Ella è una guida spirituale, la sua magia è indirizzare le vite degli altri.
La wicca non è, come la strix latina, a contatto con i demoni, ma è la figlia eletta della Dea.

Tutti questi riti pagani, passati nella cultura mediterranea dominata dalle fedi monoteiste, sono stati  in seguito interpretati come eventi di stregoneria malefica e, ritenuti manifestazioni del “ diavolo”, condannati all’estinzione attraverso la purificazione con il  Fuoco.

Molti dei riti celtici legati alla wicca sono arrivati fino a noi attraverso i secoli ed oggi la religione wicca si sta diffondendo tra le donne, soprattutto nei paesi di lingua inglese.

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La donna celtica cammina in pace,
ma porta con sé, inosservate, le sue armi.
Si considera come una parte della ragnatela del creato
Ma anche una persona unica e degna di grande valore.
Ama e rispetta la famiglia, gli amici, la comunità
Ma trova ispirazione nella solitudine.
Sa comandare, ma sa anche quando lasciarlo fare agli altri.
Lavora per imparare, per insegnare, per condividere
e mantenere i segreti, per cambiare restando uguale a se stessa,
per essere umana e divina.
Il pianeta ha bisogno di donne celtiche, che portino dentro di sé
un inesauribile calderone pieno di forza interiore
un utero da cui possa nascere un mondo nuovo e migliore.

(Edain McCoy, Celtic Women Sprirituality)

 Buon Samhain!

Fonti:

“La danza a spirale” di Starhawk –  Macroedizioni
“La quinta cosa sacra” della stessa autrice

per approfondire:
“ La Dea bianca “ di Robert Graves – Adelphi
“ When God was a Woman” di Merlin Stone – Mariner Books

 leggi anche: anche io sono una maga

 

La buona notizia del venerdì: Il Decluttering per facilitare la vita agli eredi poi e… facilitarsi la vita prima!

Succede in Svezia

Il libro uscirà solo intorno a gennaio 2018 ma già se ne parla sui magazine di tutto il mondo: è la “Gentle Art of Swedish Death Cleaning”. La gentile arte svedese della pulizia della morte. La traduzione rende onore all’apparente tocco di macabro che il titolo preannuncia, ma è giusto così perché il tema che guida e orienta le strategie che costituiscono il cuore di questa tecnica è il passaggio a miglior vita.

L’autrice, Margareta Magnusson, è un’artista svedese che ha vissuto ed esposto le sue opere ovunque, da Hong Kong a Singapore; ha un’età, per usare le sue parole, “compresa tra gli 80 e i 100 anni” e ha deciso di scrivere questo libro, il suo primo, sul tema del riordino e dell’organizzazione della casa… insomma sull’importanza di mettere tutto a posto prima di andarsene all’altro mondo così che – chi resta ed eredita – si trovi avvantaggiato, con il grosso del lavoro già fatto. 

Onestamente, non sono ancora sicura che la sua intenzione, con il libro, non sia stata quella di portare un po’ di divertimento e ironia nelle pubblicazioni di manuali di auto-aiuto”, ha commentato Shana Lebowitz nella sua recensione-anticipazione su Business Insider. 

Chi lo sa. Per gioco o per davvero, però, la Magnusson propone una serie di step e suggerimenti per eliminare il disordine, organizzare le cose e ridurre la quantità incredibile di oggetti, documenti e quant’altro che si ha in casa: un chiaro invito al minimalismo, a lasciare andare – tanto più ci si avvicina ipoteticamente ad un periodo in cui si può pensare legittimamente che possa arrivare il momento del trapasso.- l’inutile abbondanza materiale (che riempie, fa “esplodere” la casa).

Il libro uscirà solo intorno a gennaio 2018 ma già se ne parla sui magazine di tutto il mondo: è la “Gentle Art of Swedish Death Cleaning”. La gentile arte svedese della pulizia della morte. La traduzione rende onore all’apparente tocco di macabro che il titolo preannuncia, ma è giusto così perché il tema che guida e orienta le strategie che costituiscono il cuore di questa tecnica è il passaggio a miglior vita.

L’autrice, Margareta Magnusson, è un’artista svedese che ha vissuto ed esposto le sue opere ovunque, da Hong Kong a Singapore; ha un’età, per usare le sue parole, “compresa tra gli 80 e i 100 anni” e ha deciso di scrivere questo libro, il suo primo, sul tema del riordino e dell’organizzazione della casa… insomma sull’importanza di mettere tutto a posto prima di andarsene all’altro mondo così che – chi resta ed eredita – si trovi avvantaggiato, con il grosso del lavoro già fatto. 

Onestamente, non sono ancora sicura che la sua intenzione, con il libro, non sia stata quella di portare un po’ di divertimento e ironia nelle pubblicazioni di manuali di auto-aiuto”, ha commentato Shana Lebowitz nella sua recensione-anticipazione su Business Insider. Chi lo sa. Per gioco o per davvero, però, la Magnusson propone una serie di step e suggerimenti per eliminare il disordine, organizzare le cose e ridurre la quantità incredibile di oggetti, documenti e quant’altro che si ha in casa: un chiaro invito al minimalismo, a lasciare andare – tanto più ci si avvicina ipoteticamente ad un periodo in cui si può pensare legittimamente che possa arrivare il momento del trapasso.- l’inutile abbondanza materiale (che riempie, fa “esplodere” la casa).

Per chi sarà adatto? Secondo l’autrice è perfetto per ogni età: tutte le volte in cui gli armadi cominciano a scoppiare o i cassetti sono pieni.

Altrimenti può essere saggio cominciare piano piano ad entrare nell’ottica della “pulizia della morte” quando si avvicinano i 65. Anni.

La novità di questo progetto è che va oltre il solito “decluttering”. In primo luogo perché pone l’accento sulla morte.

Quel tempo della vita che la maggior parte delle persone evita di considerare, che – citato – in molti suscita improvvisi anche solo immaginati toccamenti di “gioielli-di-famiglia” o ferri-similferri a portata di mano, diventa centrale: signori e signore, la morte va considerata. Entra nella pianificazione e nella motivazione dell’agire, dà un senso prospettico tra presente e futuro e oltre il futuro; collega la vita alla morte e alla vita che continua.

E poi perché – come confermano gli spoiler – quello proposto dalla Magnusson è un cammino su due rotaie parallele: in una c’è il disfarsi delle cose materiali e del superfluo pensando a cosa è veramente importante (aspetto che bene si accompagna al prepararsi lento e senza fretta al lasciare il corpo, quando sarà il momento), nell’altra ci sono il dialogo (con la famiglia ma non solo) e un pensiero di bene proiettato nel futuro, oltre il proprio trapasso. A volte in modo razionale, a volte gioioso, a volte emozionante. 

Con leggerezza e saggezza.

 

Leggi anche:

http://www.eticamente.net/58889/il-magico-potere-del-riordino-di-marie-kondo-12-regole-per-una-vita-piu-felice.html

http://www.nonsprecare.it/come-guarire-accumulo-compulsivo-sintomi-rimedi-naturali

. La buona notizia del venerdì: Le donne marocchine hanno manifestato per chiedere l’abolizione della poligamia

“Sebben che siamo donne paura non abbiamo…”

Le donne marocchine hanno manifestato per chiedere l’abolizione della poligamia

Le rivendicazioni più importanti riguardano l’abolizione completa della poligamia e la parità delle quote ereditarie tra uomo e donna

Il 10 ottobre migliaia di donne marocchine hanno manifestato in varie città del paese per chiedere l’abolizione della poligamia, la revisione del diritto di famiglia e la parità di genere tra uomini e donne.

Secondo le organizzazioni per i diritti delle donne, ciò che viene sancito nella Costituzione marocchina, non è rispettato nei fatti. I manifestanti hanno quindi chiesto una revisione del codice di famiglia e l’abolizione delle leggi che violano i loro diritti e la loro dignità. 

La Mudawwana – o codice di Statuto personale marocchino – è la legge fondamentale sul diritto di famiglia, approvata da re Mohamed VI nel 2004, che rappresenta delle innovazioni rispetto alla Costituzione varata negli anni Cinquanta.

 

Nel 2011 il re del Marocco ha approvato una nuova Costituzione, che all’articolo 19 sancisce – solo sulla carta – l’uguaglianza tra i sessi e la parità dei diritti politici, sociali ed economici. 

Le donne marocchine vengono costantemente discriminate ed emarginate. Nonostante la Costituzione sancisca la parità tra uomini e donne, le donne sono escluse da diversi settori”, ha dichiarato Yasmin Wardi, sociologa marocchina, al quotidiano Al Arabiya. 

Soprattutto in ambito lavorativo, le donne hanno degli stipendi molto più bassi rispetto agli uomini. Anche le donne istruite non ottengono mai posizioni di rilievo. Bisogna tener conto dei cambiamenti che stanno avvenendo all’interno della nostra società”, ha proseguito la sociologa. 

Le rivendicazioni più importanti riguardano l’abolizione completa della poligamia e la parità delle quote ereditarie tra uomo e donna. 

Alle donne in Marocco attualmente spettano per legge quote minori rispetto agli uomini.

 

In Marocco la poligamia è autorizzata solo se vengono rispettati determinati criteri: deve essere approvata da un giudice, la prima moglie deve acconsentire e l’uomo deve avere sufficiente reddito per mantenere entrambe le famiglie. Le donne marocchine ritengono tuttavia che la poligamia leda i loro diritti e la loro dignità.

Le altre rivendicazioni delle manifestanti riguardano il diritto delle donne di poter sposare uomini non musulmani. Finora tale diritto spetta solamente agli uomini, mentre le donne che vogliono sposare un non musulmano devono consegnare un documento che attesti la conversione all’Islam del fidanzato.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook.

https://www.tpi.it/2017/10/12/marocco-donne-chiedono-abolizione-poligamia/#r

Donne cristiane, musulmane ed ebree in marcia per la pace

Partita domenica scorsa dal nord di Israele la Marcia della Pace in Terra Santa organizzata dal Movimento “Donne Costruttrici di Pace”

Ha avuto inizio domenica 24 settembre, la Marcia della Pace in Terra Santa organizzata dal Movimento WWP, e cioè, delle “Donne Costruttrici di Pace” in collaborazione con le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), con la Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa (Cili-Italia) e il Movimento Internazionale “Uniti per Unire”.

Il Movimento WWP è nato nel 2014 e nell’ottobre 2016 ha raccolto in una marcia per la pace dal nord di Israele a Gerusalemme circa quattromila donne di diverse religioni.

Questa marcia storica che unisce donne ebree, musulmane, cristiane e laiche che, semplicemente, si sentono unite come donne a favore della pace, terminerà il 10 ottobre a Gerusalemme”, ad annunciarlo è Foad Aodi, Focal Point per l’Integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà (UNAoC), Fondatore di #Cristianinmoschea e Co-mai che si è recato questa estate in missione in Terra Santa aprendo il Convegno organizzato da WWP con più di cinquecento donne di tutte le religioni presso Taibeh.

Della Marcia ha parlato anche l’Osservatore Romano. “È molto di più di un flash mob, spiegano le attiviste di Women Wage Peace, un movimento senza leader organizzato grazie al passaparola che corre sui social network. Lo dimostrano i numeri – ha scritto il quotidiano della Santa Sede – : migliaia di donne ebree, musulmane e cristiane hanno camminato insieme in Israele per la pace durante l’ultima iniziativa dell’ottobre scorso, una marcia verso Gerusalemme lunga duecento chilometri”.

Non ci fermeremo – si legge nel sito dell’organizzazione – finché non sarà raggiunto un accordo politico che porterà a noi, ai nostri figli, ai nostri nipoti un futuro sicuro”.

http://www.interris.it/2017/09/27/128448/cronache/religioni/terra-santa-donne-cristiane-musulmane-ed-ebree-in-marcia-per-la-pace.html
http://www.bocchescucite.org/marcia-delle-donne-cristiane-ebree-e-musulmane-cantano-la-preghiera-delle-madri/

Sebben che siamo donne... Nata nella valle Padana tra 1890 e 1914, entra presto nel repertorio delle mondine. L’autore è anonimo e ne esistono diverse versioni. La canzone è inserita nel film “Novecento” di Bernardo Bertolucci.

Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 – 1974, Roma, Newton Compton, 1975

* Ottobre, è tempo di raccogliere

Quando pensiamo alla parola Karma, l’immaginazione ci porta verso mondi di un passato che spesso abbiamo visto nei libri di storia o nei film al cinema, perchè quel termine riguarda qualcosa che abbiamo fatto nel “passato”, di buono o di meno buono.

In questi anni, da quando mi occupo di astrologia energetica, ho potuto notare che questo tempo trascorso non è sempre così lontano e spesso le fasi cicliche della reincarnazione possiamo vederla nell’esistenza che stiamo vivendo.

Quante volte ricordando qualcosa hai detto “era una vita fa”? E’ esattamente questo che è successo.

Abbiamo sempre l’opportunità di ricostruire scenari e opportunità in linea con i nostri cambiamenti.

E’ necessario farlo per sostenerci e proteggere il lavoro di evoluzione che costruiamo ogni giorno verso quell’equilibrio di noi stessi che è energetico, mentale, fisico, spirituale, che possiamo chiamare “serenità”.

Durante il mese di ottobre una buona energia sostiene la raccolta energetica del buono (e del meno buono) che abbiamo seminato nei primi mesi di quest’anno con le nostre scelte, con i nostri cambiamenti.

Questo periodo precede un momento collettivo dove saremo chiamati a sommarci nelle nostre forze e nella nostra disponibilità verso un atto di coraggio o di sottomissione. 

Come ho detto più volte, durante questi anni e fino al 2025 saremo protagonisti di un cambiamento mondiale che sarà il mondo del futuro.

Niente è deciso finchè non lo fai. Il destino è solo nel tempo che sta arrivando ma sarai sempre e solo tu a determinarne il valore.


https://energiamaya.org/2017/10/11/e-tempo-di-raccogliere-ottobre-2017/#like-3252