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Perchè siam donne: A Bologna c’è Isabella Seragnoli e il suo Mast

A Bologna c’è un posto molto bello.

Un posto dove i bambini possono vedere i film come al cinema, senza che le loro famiglie debbano spendere niente.

Oggi in questo posto ho visto bambini con le mamme bionde e piene di gioielli e altri bambini con le mamme col capo coperto dal velo, e altri bambini ancora seduti in mezzo alle loro mamme e ai loro papà che avevano gli occhi di chi è nato in Estremo Oriente.

Ed è stato bello vedere che tutti questi bambini, almeno per una volta, erano perfettamente uguali, che tutti potevano passare la domenica a guardare un film al cinema, senza che questo momento gravasse sul bilancio delle loro famiglie: perché non tutte le famiglie possono regalare ai propri bambini un pomeriggio al cinema.

Ma per fortuna a Bologna c’è una signora molto buona, qualcuno la definirebbe una filantropa, si chiama Isabella Seragnoli.

Io non l’ho mai incontrata, ma questa signora buona ha regalato a Bologna e ai suoi bambini la magia del cinema. Lo ha fatto creando un posto bellissimo dove ci sono mostre aperte a tutti, dove si tengono incontri e presentazioni di libri, e dove i bambini (ma anche gli adulti) possono guardare film che non vedranno in tv senza mai pagare un solo euro.

Possono anche avere biscotti e brick di acqua, cioccolata e the senza dover mai tirare fuori un solo spicciolo.

Questo posto si chiama Mast ed è il regalo più bello che Isabella Seragnoli ha fatto nella sua generosa vita: la cultura ai bambini. ♥️

Fonte:

Deborah Dirani | Facebook

Il “MAST. Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia” di Bologna è un grande centro polifunzionale che si estende per più di 25.000 m² e che ospita al suo interno – oltre a diversi spazi espositivi – anche un auditorium da 400 posti, una academy dedicata alla tecnologia, un asilo nido, una palestra, un ristorante e un caffè, e laboratori per bambini.

Si trova nella prima periferia bolognese, nel quartiere Santa Viola.

È stato creato dalla Fondazione MAST dell’imprendrice Isabella Seragnoli, presidente e azionista unica di Coesia, un gruppo che controlla diverse aziende di packaging e della meccanica tra le quali la GD, che la sua sede storica proprio accanto al MAST.

Isabella Seragnoli nasce in una famiglia di industriali bolognesi: i fratelli Enzo e Ariosto (rispettivamente padre e zio di Isabella) hanno strutturato l’impero del packaging e posizionandosi nel giro di pochi anni ai vertici mondiali del settore. È all’inizio degli anni 2000 che Isabella prende le redini delle svariate società di famiglia diventando presidente ed azionista unico di Coesia.

Ad oggi l’impero di Coesia vanta una forza lavoro di oltre 7mila dipendenti dislocati in oltre 38 paesi e si prevede un fatturato 2019 che supererà 2,2 Mld di euro.

Tuttavia la forza di Isabella è anche riversata nella minuziosa cura per i propri dipendenti, il welfare aziendale: con lei alla guida si sono strutturate nuove mense “moderne” con al centro l’educazione al buon cibo e alla sana alimentazione (ricordiamo che Isabella ha conseguito la Laurea in Dietologia); pacchetti per le famiglie con il nido e summer camp per i figli; pacchetti per la formazione personale, oltre alle agevolazioni per palestre ed eventi culturali.

Quest’ultimo punto è ulteriormente sviluppato con il progetto della fondazione MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia), un luogo dove la principale mission è stimolare le nuove generazioni a molteplici interessi nel campo dell’imprenditoria, della tecnologia e dell’arte meccanica.

Isabella quindi pone l’investimento sulle persone come suo obiettivo di vita.

I suoi dipendenti, quindi, sono importantissimi per lei, ma ancora di più coloro che sono in difficoltà. Tramite la sua omonima Fondazione, Isabella riesce a sviluppare e a vincere importanti battaglie a sostegno dei malati non guaribili (gli Hospice dislocati in Emilia), dei disturbi del comportamento alimentare (Centro Gruber); sostiene finanziariamente l’ampliamento dell’Istituto di Ematologia del Policlinico di Bologna e la ristrutturazione di Istituti medici a Pisa; supporta gli sviluppi di nuovi programmi per la ricerca clinica e preclinica (corsi universitari in collaborazione con ASMEPA e UNIBO) a Bologna.

La voglia di Isabella di approfondire e sviluppare i «temi della filantropia nasce probabilmente anche da un trauma personale», dovuto alla scomparsa del fratello, morto per una leucemia a 16 anni: un momento fondamentale per Isabella, che la porterà ad essere una delle più importanti “mecenati sociali” dell’Emilia.

Le imprese, sia materiali che immateriali, di Isabella, ci aiutano a comprendere ancora di più l’importanza di Donne come lei, capaci di avere una salda responsabilità sociale verso il territorio e una visione imprenditoriale che non si limiti unicamente a numeri e dati, ma che converga sulla cura dei propri dipendenti, perno di ogni sana Impresa.

Isabella Seragnoli: esempio limpido di sana imprenditoria italiana.

ISABELLA SERAGNOLI: IMPRENDITRICE, FILANTROPA, DONNA ESEMPIO PER TUTTI – Studio Grimaldi (studiogrimaldipfi.it)

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La Luna piena del Lupo in Cancro svela le nostre più profonde emozioni per motivarci alle scelte future

La Luna piena in Cancro del 17 gennaio eserciterà un fortissimo influsso. Anticamente chiamata la Luna del lupo, animale simbolo delle notti di Luna piena, farà trionfare le emozioni e la sensibilità, trovandosi nella casa del Cancro, segno d’Acqua dominato dalla Luna.

Con tutta la sua intensità questa Luna ci spinge a recuperare le emozioni, dirigere sentimenti e intenti verso tutto ciò che è sensibilità e percezione, pazienza e dolcezza.

Prima ci siamo occupati di quello che c’era da fare.

Adesso è il momento di occuparci di tutto quello che c’è da sentire di lasciarci motivare dalle emozioni. Scegliere e fare con il cuore!

Anche se il Sole, Venere e Plutone sono sempre in Capricorno,segno del rigore e della puntualizzazione.

Tutti gli intenti pratici e le cose concrete che abbiamo iniziato con la scorsa Luna Nuova devono prima essere terminate. Anzi: con questa Luna Piena troveranno la loro espansione e realizzazione.

Ne abbiamo bisogno prima di tuffarci nelle emozioni: perché lo spirito di concretezza dei pianeti si fa ancora molto sentire.

Entriamo però nell’ottica che abbandonare un progetto non è un fallimento ma semplice accettare che non è ancora il momento giusto così possiamo concentrare meglio le nostre energie. Su ciò che veramente vogliamo .

Guardiamoci allo specchio e chiediamoci: «cosa voglio creare?». Non cosa vogliono gli altri che diventiamo, non cosa si aspetta il mondo che realizziamo un giorno. Chiediamoci di cosa abbiamo bisogno ora. Accettare un bisogno,vuol dire anche riconoscerci, ascoltarci e dare un nuovo ordine alle nostre priorità.

«Da grandi poteri derivano grandi responsabilità»: così suggerisce questa prima Luna Piena dell’anno

Un momento in cui riflettere sugli obiettivi che ci siamo dati all’inizio dell’anno, per capire quanto a lungo possiamo sostenere quello sforzo.

Nella Luna in Cancro opposta al Sole in Capricorno leggiamo una tensione tra ciò che ci siamo ripromessi di costruire e i nostri bisogni più profondi:

Il Sole in Capricorno richiama proprio un desiderio di costruzione responsabile, conscia delle proprie capacità, che non deve però dimenticarsi di coltivare la parte più profonda dei nostri bisogni primari, rappresentata dalla Luna in Cancro.

Il Sole è accompagnato da Plutone in questo momento, un pianeta che rappresenta potenza e trasformazione, e spinge con molta energia a valutare

le scelte per il raggiungimento degli obbiettivi che sono indispensabili per la crescita della coscienza individuale e soprattutto collettiva.

Questa Luna Piena è un momento in cui, osservando i progressi che abbiamo fatto, potremmo chiederci se siano ancora gestibili e sostenibili sul lungo periodo. Rallentiamo, soffermiamoci su quello che stiamo sentendo e ascoltiamo i nostri bisogni: siamo comunque nella posizione di scegliere e prendere le giuste decisioni e procedere con coraggio.

E.Mercurio è sempre in Acquario.

Il pensiero continua ad espandersi contemplando un mare di nuove possibilità, scavando cunicoli e aprendo varchi dove prima sembrava ci fossero blocchi.

E Marte, da tempo in Sagittario, continua a scuoterci in determinazione e volontà. Ora è come se all’improvviso sapessimo di poter raggiungere i nostri obbiettivi.

E lo vogliamo fare!

Con la consapevolezza di fare la cosa giusta.

E soprattutto con il cuore!

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La buona notizia del venerdì: Ikea da’ ai mobili una seconda vita

“Occasioni per la tua casa e per il pianeta”, si legge all’ingresso.

È il Circular Hub di Ikea: il nuovo spazio all’insegna della sostenibilità all’interno degli store italiani del marchio.

Da sempre sensibile al benessere ambientale e promotrice di diverse iniziative green e di un approccio alternativo al consumo, Ikea ha infatti deciso di trasformare lo storico Angolo delle occasioni – l’area che ospita articoli venduti con un prezzo ribassato dal 15% al 70% – in un luogo dedicato alla circolarità e a uno stile di vita attento alla natura e alla persone.

È nato così il Circular Hub: uno spazio dove acquistare prodotti di seconda mano, quindi a un prezzo decisamente vantaggioso, ma anche, all’interno dell’area Learn&Share, parlare con alcuni esperti e imparare metodi creativi per riparare, riutilizzare e personalizzare ciò che già si ha in casa.

Un luogo in cui i consumatori, oltre che risparmiare, possano anche contribuire a ridurre gli sprechi e aiutare il pianeta.

Con il Circular Hub Ikea regala infatti una seconda vita, o anche di più, a mobili e accessori usati ma ancora perfettamente funzionanti e sicuri.

Prodotti provenienti da resi e lievemente danneggiati durante i trasporti, utilizzati per gli allestimenti nei negozi o riacquistati dall’azienda stessa con il servizio “Riporta e Rivendi”, che da otto anni aiuta le persone a prolungare la vita degli oggetti Ikea e che solo dal 2020 a oggi ha visto quasi 20mila pezzi consegnati negli store italiani.

L’obiettivo di questa e altre iniziative?

“Diventare un business circolare e generare un impatto positivo sul clima entro il 2030, in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”, dicono dall’azienda. “Trasformare Ikea in un business circolare è una delle nostre maggiori ambizioni e, al tempo stesso, una grande sfida per il futuro”, ha detto Ylenia Tommasato, country sustainability manager, parlando dell’impegno dell’azienda. “Sviluppare nuovi prodotti seguendo i nostri principi di design circolare, ovvero utilizzando materiali rinnovabili o riciclati e dare una seconda vita a quelli già usati, ci permette di sviluppare soluzioni per un futuro più sostenibile”.

I 15 negozi in cui trovare il Circular Hub

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Perchè siam donne: Speranza Scappucci dirige la Scala , prima donna italiana a salire sul podio!

Non si tratta della prima donna in assoluto a dirigere un’opera al Teatro alla Scala di Milano (fu preceduta da Claire Gibault e Susanna Mälkki) ma Speranza Scappucci è comunque la prima donna italiana a salire sul podio del teatro milanese e la prima in assoluto a dirigere un’opera del repertorio melodrammatico storico.

La direttrice anticipa così il suo esordio alla Scala, che era stato fissato al 5 maggio: Speranza Scappucci in primavera dirigerà infatti la Filarmonica della Scala per l’Ouverture in stile italiano di Schubert, la Sinfonia concertante di Mozart e la Sinfonia n. 4 Italiana di Mendelssohn.

Speranza Scappucci, nata a Roma nel 1973, si è diplomata alla Juilliard School di New York e al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, e ha lavorato nei teatri di Vienna, Roma, Barcellona, Zurigo, Los Angeles, New York, con esperienze su palcoscenici di grande importanza come quelli della Wiener Staatsoper e della Metropolitan Opera. Dal 2017 è direttrice della Royal Opéra de Wallonie di Liegi ed è tra i direttori d’orchestra più apprezzati della sua generazione. Per Speranza si tratta comunque di un ritorno a Milano, dato che nel giugno del 2021 aveva diretto i giovani dell’Accademia del Teatro alla Scala per il concerto dato in occasione dell’inizio dei lavori di ristrutturazione della Torre Velasca..

Come detto, Speranza Scappucci non è la prima donna in assoluto a dirigere l’orchestra della Scala.

Nel 2011 fu la volta di Susanna Mälkki, maestra finlandese dell’Ensemble Intercontemporain, è stata la prima tra le direttrici d’orchestra a dirigere un’opera lirica al Teatro della Scala di Milano. che diresse il debutto di Quartett di Luca Francesconi.

Certo il pubblico segue con occhio particolare le performances delle maestre e anche la critica spesso sembra essere più interessata al loro aspetto che non all’esecuzione.

Le direttrici d’orchestra donne non sono molte e nemmeno tanto conosciute, ma esistono piacevoli eccezioni. Ovviamente non mancano le difficoltà nel ricoprire un ruolo considerato da sempre una precisa prerogativa maschile

Tra le direttrici d’orchestra donne famose è da citare senz’altro Marin Alsop, entrata nella storia della musica per avere diretto per prima una grande orchestra. All’inizio il pubblico era sorpreso nel vedere sul podio una bionda dagli occhi castani al posto del classico direttore d’orchestra infervorato dalla bianca chioma scomposta. La classica icona capace di comandare “a bacchetta” schiere di musicisti sottomessi. La sua fortuna fu avere un padre musicista che le regalò una scatola di bacchette. In seguito divenne proprio allieva del grande Bernstein, che tra il 1989 e il 1996 la portò a dirigere l’ensemble americano Eugene Symphony. Prima di assumere la conduzione della Baltimore Symphony Orchestra, ruolo che ricopre dal 2007, la Alsop ha avuto modo di dirigere la Colorado Symphony e la Bournemouth Symphony.
Nel 2003 è stata giudicata artista dell’anno dalla rivista Gramophone e nel 2005 ha vinto il premio MacArthur Genius da mezzo milione di dollari. Nel 2010 una sua registrazione ha ricevuto una nomination ai Grammy come Best Classical Album, mentre dal 2012 è anche il principale direttore della São Paulo State Symphony Orchestra. La sua carriera prestigiosa comprende conduzioni della New York Philharmonic e della London Symphony Orchestra

La Alsop si è sempre augurata che il numero di donne maestre potesse aumentare, ma in realtà per lungo tempo ha avuto l’appoggio di poche eroiche colleghe. Andando a ritroso nella storia ci sono :

Nadia Boulanger, nata nel 1897, stata un’organista, compositrice, direttrice d’orchestra e insegnante di musica francese. Prima donna a dirigere la Boston Symphony
Anna Wilhelm ha diretto negli anni ’80 alcuni concerti da camera alla Scala. Poi tra le più conosciute ci sono

Sian Edwards alla English National Opera e

Xian Zhang, direttore delle Nozze di Figaro alla Central Opera House di Pechino.


Tra le altre direttrici italiane la romana Isabella Ambrosini, direttore dell’Orchestra Roma Sinfonica e del Coro Roma.

Inutile negare che anche in Italia il ruolo del direttore d’orchestra è sempre stato una prerogativa maschile. Anche nel nostro paese qualcosa lentamente si muove, anche se la proporzione è ancora di circa 600 maschi direttori contro 20 femmine.

Non mancano prestigiosi riconoscimenti e premi anche per Silvia Massarelli, a cominciare dal premio “Grand Prix de direction d’orchestre”. E’ ovvio che l’immagine abbia una certa importanza e può aiutare a farsi conoscere
Ad esempio dirige in frac Gianna Fratta arrivata a condurre i Berliner Symphoniker.


Beatrice Venezi invece è stata scelta da Audi e da una famosa marca di pasta. I brand sono sempre in cerca di esempi e testimonial fuori dal comune capaci di riassumere tendenze sociali e un mix di innovazione e tradizione.

E cosa più del ruolo di direttore d’orchestra incarna lo spirito delle nuove donne del millennio?

La donna che aspetta non guarda dietro,non guarda davanti. Si guarda dentro,e cresce; invoca il vento, le stelle, i mari e culla nei suoi occhi i sogni che fanno girare la terra.


Fonte: Direttrici d’orchestra – Musica classica (forumfree.it)

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Sirio non è solo la stella più lucente del cielo ma è l’energia e la forza che muovono l’evoluzione umana.

Attorno alle 19:30 da sud-est vedrete sorgere Sirio: la più luminosa stella del firmamento!

“La stella che innamora tutti gli sguardi” dalle nostre latitudini non si eleva mai troppo sull’orizzonte e la turbolenza ne devia in continuazione la luce generando una pulsazione continua dai colori lievemente cangianti. Uno spettacolo ipnotico! Non è un caso infatti che il suo nome derivi dal greco antico Σείριος (pronuncia Séirios), che significa splendente, ma anche ardente, bruciante.

Non è in realtà una stella particolarmente luminosa, ma trovandosi a poca distanza da noi (8,6 anni luce) nel cielo delle Terra appare prominente.

Intorno alla mezzanotte dei giorni che precedono e seguono il Solstizio d’inverno e Capodanno, tutti gli anni, da molte migliaia di anni, appare verso sud la più grande e lucente stella del firmamento, Sirio. E’ più lucente di un pianeta e non si può sbagliare nel riconoscerla.

Sirio non è una stella come tutte le altre. Essa è davvero particolare, anzi per meglio dire, speciale. Essa marca la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Cioè intorno alla mezzanotte di ogni capodanno guardando Sirio automaticamente noi guardiamo l’autostrada sulla quale stiamo procedendo. Sirio, o Iside, la “Sothis” greca o la “Spdt” egiziana, potrebbe essere la meta del nostro viaggio, una visita alla Monna Lisa del cosmo. E la sua lucentezza sembra fatta apposta per facilitarci questo viaggio, come per dire “segui la mia luce di splendore e ti ritroverai a casa”.

Sirio ci indica la nostra posizione nella nostra galassia e la direzione verso la quale la Terra e tutto il sistema solare si stanno dirigendo. Verso di Lei, come detto, c’è la direzione della nostra meta ed il nostro futuro intorno al centro della nostra galassia. A 90 gradi, a sinistra, c’è la parte di cielo che noi possiamo vedere bene alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio di primavera, la parte di cielo più piena di stelle proprio perchè quella è la direzione del centro del nostro ammasso galattico intorno al quale tutto il sistema solare gira. Ancora più avanti, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’estate, la parte di cielo che si apre davanti a noi indica la zona o strada da cui siamo passati e stiamo provenendo. Proseguendo ancora, alla mezzanotte dei giorni intorno all’equinozio d’autunno possiamo vedere la parte di cielo più povera di stelle proprio perchè stiamo guardando verso la parte opposta a quello del centro galattico. Finchè di nuovo, alla mezzanotte dei giorni intorno al solstizio d’inverno e capodanno, la nostra bella Sirio, o Iside, ritorna a splendere come non mai e ad indicarci la nostra meta con Lei come guida.

Sirio, nella plurimillenaria storia egiziana, rappresenta la grande dea Iside. Stella e Dea sono entrambe affascinanti e misteriose ed interi volumi sono stati scritti su entrambe. La loro storia risale alla notte dei tempi ed il loro culto è all’origine delle nostre fedi religiose. Sirio è bella, come Iside è bella. ed il loro misterioso fascino di natura femminile può forse essere paragonato all’ispirazione del Divino dato dal quadro più famoso al mondo, la celebre Monna Lisa di Leonardo.

Sirio era la rappresentazione della dea Iside, moglie di Osiride, a sua volta rappresentato dalla seconda forse più bella costellazione del cielo, la costellazione di Orione. Così Sirio, o Iside, segue Orione, o Osiride, nel cielo per l’eternità, a testimonianza del loro Amore cosmico e dell’Amore universale, oltre che di forse profonde verità, spirituali e scientifiche che ancora oggi ci sfuggono.

La famosa Stella di Natale, che noi mettiamo su tutti i presepi, non è altro che Sirio, o Iside, la più lucente e bella stella che da millenni, nei giorni di Natale, illumina la capanna del nuovo anno che nasce e la capanna della divinità che nasce e che rinasce con noi e dentro di noi.

Fino all’avvento del Cristianesimo il culto di Iside era osservato in tutto l’oriente  e nei paesi del mediterraneo. Anche a Roma e nel mondo romano esso era conosciuto e praticato e vi erano molte statue che la raffiguravano con un bambino in braccio.

Il bambino che Iside portava in braccio era suo figlio Horus, o Horo, avuto, così dice la leggenda, in pratica per magia o, come diremmo noi oggi, per opera dello spirito santo, anche se il concepimento fu frutto del seme di Osiride, perchè quando Lei concepì Horus suo marito Osiride era già morto, caduto in una trappola mortale tesagli, per invidia per il suo successo e popolarità, da suo fratello Seth assieme ad altri 72 congiurati.

Osiride fu un grande civilizzatore e girò il mondo intero portando il primo fondamentale messaggio di luce di sapienza, fratellanza, amore, giustizia, spiritualità, pace e perdono a tutti gli esseri umani. Insomma egli fu, molte migliaia di anni prima, il nostro Gesù così come Iside fu l’antesignana della Madonna col Bambino. E fu la storia di Iside a dare chiaramente l’idea al Cristianesimo dell’Immacolata Concezione.

L’importanza, la grandezza ed il mistero di Sirio non finiscono qui. Sirio fu scelta dagli antichi egiziani, già dai tempi predinastici, dal 3500 A.C. per certo, ma forse risalente a tempi più antichi, quale stella adatta a marcare l’anno di 365,2422 giorni che noi oggi conosciamo col calendario Gregoriano. Ciò era possibile perchè Sirio era, ed è, l’unica stella del firmamento che non ha movimenti precessionali come tutte le altre stelle. Noi sappiamo che a causa della precessione degli equinozi ogni 2160 anni circa tutte le stelle subiscono appunto un movimento precessionale di 30 gradi di ascensione retta. Sappiamo, per esempio, che a causa di tale movimento fra alcune migliaia di anni la stella che c’indicherà la direzione del Nord sarà la stella Vega e non più la attuale stella Polare dell’Orsa Minore. Ebbene per Sirio ciò non è accaduto e non si è verificato per oltre, ad oggi, 5500 anni!!

Quindi Sirio è la stella fissa, o quasi, per eccellenza.

Un punto fermo nel Cosmo quasi a voler dare la possibilità a tutti gli uomini del pianeta di poter trovare, un giorno, la giusta strada della verità nella sapienza e nella spiritualità. Essa pertanto indica il Natale, Capodanno e l’Epifania tutti gli anni, adesso come duemila anni fa e come sei mila anni fa ed ancora più indietro.

Sirio inoltre è la stella che al centro del cielo ed in direzione sud, era traguardata, come attraverso un cannocchiale, dal condotto meridionale della Camera della Regina della Grande Piramide di Giza, condotto che pertanto appare essere stato costruito appositamente per Lei, questa stella fantastica e più che speciale. Gli antichi si dovettero rendere conto dell’importanza e dell’eccezionalità di questa stella, molto più di quanto siamo disposti a concedere noi oggi, nella nostra scettica aridità spirituale, pianificando la costruzione del più grande monumento al mondo, la Grande Piramide di Giza in Egitto, intorno alla sua essenza di Stella e Dea.

L’aver voluto far rappresentare l’unicità di questa splendente e magnifica stella dalla Dea Iside, una Donna, sembra infine essere stata una deliberata e chiara testimonianza dei fondatori della civiltà umana ad onorare, rispettare e ad amare la femminilità e l’eterno femminino di tutte le Donne, portatrici dell’affascinante mistero del Divino e dell’Amore che è all’origine della Vita e della sua rigenerazione.

Ogni Natale ed ogni Capodanno, la stella di Natale, Sirio, ci invita a riflettere su quale strada e quale percorso intraprendere , il cammino sul quale l’uomo pensante moderno può ritrovare i suoi valori . Perchè è su questa Terra che quest’uomo è qui ora per imparare a riconoscere se stesso.

“ In primo luogo vi è l’energia o forza emanata dalla stella Sirio. Cercando di esprimere a parole il concetto, l’energia del pensiero, o forza mentale, nella sua totalità, raggiunge il sistema solare da un lontano centro cosmico attraverso Sirio. Sirio funziona da trasmettitore, o da punto focale, da cui partono quelle influenze che producono l’autocoscienza nell’uomo.

Alice A. Bailey

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Perchè siam donne: * Sospese sulle stelle…a ricordarsi chi sono e di cosa sono capaci!

«Le donne devono sempre ricordarsi chi sono, e di cosa sono capaci.

Non devono temere di attraversare gli sterminati campi dell’irrazionalità’, e neanche di rimanere sospese sulle stelle, di notte, appoggiate al balcone del cielo.

Non devono aver paura del buio che inabissa le cose, perché quel buio libera una moltitudine di tesori.

Quel buio che loro, libere, scarmigliate e fiere, conoscono come nessun uomo saprà mai».

Virginia Woolf

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Il 3 Gennaio 1892 nasceva John Ronald Reuel Tolkien

Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare con il tempo che ci viene dato!”

La frase di J. R. R. Tolkien è un a citazione de “Il Signore degli Anelli” rivolta da Gandalf (lo stregone grigio) a Frodo (Hobbit) nelle caverne di Moria. Un invito a decidere su cosa fare della propria vita. Scegliere la via del male, oppure agire in nome del bene. La vita pone delle scadenze, ma soprattutto delle scelte. Ci pone sempre nella condizione di decidere, anche quando pensiamo di non avere scelte. Tante donne e uomini anche di fronte al rischio della vita non si sono mai piegati alla malvagia sete del potere. Non hanno scelto l’ingorda voglia di dominare o essere superiori agli altri. Hanno scelto di dedicare la loro vita per il bene degli altri. E il monito di Gandalf al buon Frodo è dettato proprio dalla profonda stima nei riguardi dell’amico Hobbit che deve dimostrare l’assoluto forza di saper rinunciare alle tentazioni dell’anello

Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings) è un romanzo scritto da J. R. R. Tolkien scritto  tra il 1937 e il 1949.

Fu pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955. Un libro che ha venduto oltre 150 milioni di copie e lo rendono una delle opere letterarie di maggior successo del XX secolo.

La storia  inizia dove si era interrotto Lo Hobbit, il romanzo precedente, e Tolkien usa lo stratagemma dello pseudobiblium per collegare le due storie.

( Uno pseudobiblion (dal composto greco ψευδής/ψευδές, falso, e βιβλίον, libro) o pseudobiblium (al plurale pseudobiblia) è un libro immaginario citato come vero in un’opera letteraria. )

Entrambi i romanzi risultano una trascrizione di un volume immaginario, il Libro Rosso dei Confini Occidentali, un’autobiografia scritta a quattro mani da Bilbo Baggins, protagonista de Lo Hobbit, e dal nipote e cugino Frodo, l’hobbit nipote di Frodo protagonista del Signore degli Anelli.  Il Signore degli Anelli racconta della missione di nove Compagni, la Compagnia dell’Anello, partiti per distruggere l’Anello del Potere, un’arma che renderebbe invincibile il suo creatore il mago malvagio Sauron se tornasse in possesso dell’anello.  

John Ronald Reuel Tolkien nasce nel 1892 a Bloemfontein, in SudAfrica, da genitori inglesi. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruola nei Lancashire Fusiliers e combatte sul fronte occidentale. Finita la guerra prosegue gli studi all’Exeter College, conseguendo nel 1919 il titolo di Master of Arts. Inizia allora l’attività di docente di Lettere a Leeds e la collaborazione alla redazione dell’Oxford English Dictionary. Nel 1925 viene nominato professore di Filologia Anglosassone al Pembroke College di Oxford e nel 1945 gli viene affidata la cattedra di Lingua Inglese e Letteratura Medioevale del Merton College, dove insegna fino al suo ritiro dall’attività didattica avvenuto nel 1959.

Durante il periodo di insegnamento Tolkien inizia a scrivere.

Nel 1937 pubblica “Lo Hobbit“, racconto fantastico ambientato in un fiabesco e lontanissimo passato inglese, avente per protagonisti piccoli esseri molto simili agli uomini, con le stesse paure e le stesse emozioni degli esseri umani. Essi sono affiancati da tutta una folta compagine di altri esseri fantastici, che ricordano inequivocabilmente i vari aspetti della natura umana, attori di una vera e propria cosmogonia.

Attorno al nucleo originario di quest’opera che l’autore andrà sviluppando nel decennio successivo il suo regno immaginario che lo renderà famoso e celebre in tutto il mondo, quello delle “Terre di Mezzo”, che prenderà soprattutto nella trilogia de “Il signore degli anelli“, la sua opera più importante.

Scritta in una lingua molto ricercata che imita la purezza dell’inglese medievale, la trilogia si compose inizialmente di tre distinti volumi: “La compagnia dell’anello” (1954), “Le due torri” (1955) e “Il ritorno del re” (1955), che verranno poi riuniti nel 1956 in un unico libro.

Libri da leggere e rileggere in varie stagioni della vita che hanno influenzato una intera generazione e sono sempre fonte di riflessione.

FONTE:

“Dobbiamo decidere cosa fare col tempo che ci viene dato” di JRR Tolkien (libreriamo.it)

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E’ passato un anno…

quando si dice guardare oltre…..

e del resto

L’essere umano è famoso per inventare cose del tutto arbitrarie e poi comportarsi come se esistessero davvero.

Il tempo è una di queste cose. Ma l’anno non esiste, o meglio esistono tanti anni a seconda di cosa decidiamo che sia esattamente una rivoluzione terrestre.

C’è l’anno siderale, l’anno solare, l’anno tropico e chi più ne ha più ne metta. Tanto poi arrotondiamo tutto a 365 giorni e ogni tanto aggiungiamo il 29 febbraio per far tornare i conti .

Nemmeno 365 giorni è un numero scritto nella pietra. Quando la Terra è nata, il “giorno” durava tre ore e mezza. Mentre i dinosauri facevano le loro cose da dinosauri il sole tornava sui suoi passi ogni 23 ore e mezza. Rallentiamo di 2 millisecondi ogni secolo, per via delle maree.

Come ogni anno, nel 2021 abbiamo percorso 1,6 milioni di km ruotando attorno all’asse terrestre, 940 milioni di km attorno alla nostra stella e siamo sfrecciati per ben 7,2 MILIARDI di km nella Via Lattea.

Sì, perché come la Terra gira intorno al Sole, anche il Sole orbita attorno al centro della nostra galassia. Ci mette circa 230 milioni di anni: si chiama “anno galattico

.Se misurassimo il tempo in anni galattici, l’universo sarebbe un signore di 60 anni, il Sole un bellimbusto ventiduenne e la Terra una bellissima ragazza di vent’anni. La vita sulla Terra è comparsa 15 anni fa, i primi animali un anno e mezzo fa. I dinosauri si sono estinti poco più di tre mesi fa e noi Homo sapiens siamo in giro da appena sette ore e mezza. La vita di ciascuno di noi dura non più di una dozzina di secondi galattici. Per quel signore di 60 anni dureremmo quanto la sigla di un telegiornale e 7 volte al secondo festeggiamo l’ennesima rivoluzione del nostro pianeta.

Se ci pensate, è strano festeggiare il fatto che la Terra abbia compiuto un altro giro attorno al Sole.

La mezzanotte del 31 dicembre è un momento del tutto arbitrario, ma siamo esseri umani e ci comportiamo come se in quell’istante qualcosa effettivamente finisse e qualcos’altro cominciasse. In fondo abbiamo bisogno di un momento per fare bilanci, buoni propositi, archiviare qualcosa e sperare collettivamente che tutto ciò a cui teniamo vada bene.

Che il 2022 sia un altro bel giro attorno a questa nana gialla che chiamiamo “Sole”.

Auguri di cieli sereni, la voglia di guardare sempre oltre e, soprattutto, di continuare a non avere paura del buio.

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La buona notizia del venerdì: I fuochi d’artificio silenziosi a misura di animali

fuochi d’artificio possono spaventare i nostri amici a quattro zampe, ma le alternative per non rinunciare a questo magico spettacolo esistono, si tratta dei giochi pirotecnici silenziosi e coreografici, in cui ci non sono esplosioni, ma solo effetti speciali come cascate, fontane e girandole.

Qualcosa che esiste già in Canada dove, il 1 luglio, per festeggiare il Canada Day, sono stati utilizzati giochi pirotecnici silenziosi.

Volevamo ridurre al minimo l’impatto sulla fauna selvatica che vive in città e nel nostro parco nazionale, perché i fuochi d’artificio rumorosi possono essere stressanti dichiara il vicesindaco di Banff

Banff è una località turistica situata all’interno del Parco Nazionale di Banff nelle Montagne Rocciose, qui è possibile ammirare orsi, alci, lupi grigi, cervi, bisonti e tanti altri bellissimi animali.

Chiunque ha un cane o un gatto sa bene cosa possono significare questi rumori assordanti per loro. Gli animali scappano, sono terrorizzati pur essendo al sicuro nelle loro case. Immaginate che impatto può avere tutto ciò sugli animali selvatici”, dice Reg Bunyan, vice presidente dei naturalisti della Bow Valley.

Noi lo ripetiamo spesso, i fuochi d’artificio e in generale i botti, sono una fonte di stress e un serio fattore di rischio per la loro vita. Molti uccelli, ad esempio, muoiono di crepacuore o fuggono all’impazzata.

Se n’è accorto anche qualche comune italiano che già da tempo, ha sostituito i fuochi tradizionali a quelli silenziosi senza rinunciare alla bellezza dello spettacolo. L’azienda che li produce è italianissima, guardate che belli in questo video:

Anche a Roma Capodanno 2022, botti vietati !

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha firmato l’ordinanza che vieta i botti di Capodanno su tutto il territorio della Capitale a partire dal 31 dicembre fino al 6 gennaio.

Nell’ordinanza si legge che vige il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi. Le multe previste arrivano fino a 500 euro.

L’ordinanza serve a evitare feriti e incendi, e salvaguardare gli animali domestici spaventati dalle esplosioni.

Saranno duemila gli uomini e le donne delle forze dell’ordine schierati per i controlli. Rafforzati i controlli nel centro della Capitale e nelle altre zone della movida, ma i controlli riguarderanno anche hotel e Bed & Breakfast, strade e piazze dove sono vietati assembramenti, annullati tutti i festeggiamenti in piazza. Massima attenzione al rispetto dell’obbligo delle mascherine all’aperto

Vietato a locali e ristoranti fino al 10 gennaio di tenere pubblici spettacoli. Il timore è che le sale da pranzo si trasformino in discoteche aggirando così il divieto di feste con musica dal vivo e dj. Per i partecipanti multe tra i 400 e i 1000 euro, e sanzioni fino alla chiusura temporanea degli esercizi.

Chi non c’era, ricorderà le immagini trasmesse in televisione degli storni abbattuti a migliaia, sulle vie del centro di Roma, dai botti del capodanno scorso.

Una strage da non dimenticare, secondo la Federazione italiana associazione diritti animali e ambiente che fa sapere con una nota, chiede ai sindaci di intervenire, con ordinanze mirate.

Diwali: la tradizionale festa delle luci senza fuochi d’artificio per il troppo inquinamento – greenme

https://www.money.it/Botti-Capodanno-2022-dove-vietati-elenco-Comuni-sanzioni

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