* C’è posto per tutto e tutto è uno!

 

 

…e in ogni angolo della mia anima c’è un
altare a un dio differente.
(Fernando Pessoa)

Giulio Romano: Palazzo Tè

* La buona notizia del venerdì: Come un notaio pazzo ha cambiato Favara

 

A Favara, il paese dell’agrigentino conosciuto fino a qualche anno solo per gli l’abusivismo edilizio dilagante, lo chiamano il notaio “pazzo”, ma se di pazzia trattasi di sicuro è follia redentrice.

Lui è Andrea Bartoli, ha scommesso in un sogno: ha scelto Favara, paese d’origine della moglie Florinda, invece di Parigi per provare le condizioni per vivere bene nella comunità di appartenenza.

Farm Cultural Park, così rinasce paese dellagrigentino
Il sogno di Andrea Bartoli, la cultura crea sviluppo

E così hanno fondato il centro culturale indipendente Farm Cultural Park il primo “parco turistico culturale” made in Sicily, un esempio tangibile «di rigenerazione urbana» riconosciuto persino dall’Ue.

La Farm ha ridisegnato il volto della cittadina che da luogo da cui fuggire – dove dice scherzando Bartoli «chi vive ad Agrigento fino a qualche tempo fa, non sarebbe andato nemmeno per sbaglio» – s’è trasformato in attrattore di energie e talenti, dove i giovani restano per provare a creare un futuro possibile.

Già, perché in sette anni, secondo un primo studio sugli impatti economici legati alla nascita del centro culturale innestato nel centro storico, sono stati investiti più di 20 milioni di euro. La Farm, e quindi Favara, è diventata meta turistica da 120 mila visitatori all’anno.

Sono nate nuove attività economiche, create opportunità di lavoro (150 occupati stabili) oltre l’indotto. Ma c’è di più, perché la Farm, che annovera tra le altre cose una scuola di architettura per i più piccoli, spazi espositivi e residenze per artisti, non è solo un luogo di produzione, sperimentazione e fruizione di Cultura, punta a creare un nuovo senso di comunità e con il recupero dell’intero centro storico a trasformare il Paese in meta turistica per diventare la seconda attrazione della provincia di Agrigento, dopo la Valle dei Templi.

«Io e Florinda – racconta Andrea Bartoli – abbiamo scelto Favara, invece di Parigi. E qui adesso stiamo facendo delle cose che forse all’estero non avremmo mai fatto. Il nostro desiderio era restare nella nostra comunità e stare bene. All’inizio ci consideravano degli “alieni”, c’era diffidenza, poi ci sono stati i primi riscontri. Stiamo mettendo le nostre idee e competenze a disposizione di tutti – prosegue – la scommessa era dimostrare che con arte e cultura si può».

«In questo forse sta nostra follia – aggiunge – le molla sono state la fiducia e l’entusiasmo. E poi qui succedono proprio cose belle. E’ una piccola capitale di rigenerazione urbana: è una comunità di persone che sta provando a cambiare lo status quo creando un modo nuovo di stare nel futuro».

E se persino dagli States pensano all’apertura di sede dell’ambasciata culturale americana proprio a Favara, nella factory della cultura a ridosso della Valle dei Templi, prenderanno il via sette giorni di festa per i sette anni di Farm Cultural Park con un calendario di eventi dal 23 giugno al 1 luglio.

Il primo appuntamento ai Sette Cortili è il 23 giugno alle ore 20 con l’Architetto Raul Pantaleo dello studio TAMassociati, già curatore del padiglione Italia della quindicesima Biennale di Architettura di Venezia, che dopo aver incontrato i bambini di Sou della scuola presenterà «La sporca bellezza, indizi di futuro tra guerra e povertà».


http://www.lasicilia.it/news/agrigento/90405/cosi-il-farm-cultural-park-ha-cambiato-favara.html

http://www.nonsprecare.it/farm-cultural-park-favara-sicilia?refresh_cens

Un progetto fotografico itinerante per salvare i borghi dell’entroterra sardo (Foto)

Piccoli borghi, la lezione cilena (foto). Li salvano vecchi artigiani e giovani imprenditori

Alberghi diffusi: così i borghi abbandonati tornano a vivere (Foto)

Turismo sostenibile, in Sicilia la cooperativa “Fiori di Campo”, bene confiscato alla mafia

* 18 Febbraio 1564 Quattrocento cinquantesimo anniversario della morte di Michelangelo

 

 


„Firenze ha festeggiato il 450° anniversario della morte di Michelangelo Buonarroti avvenuta il 18 febbraio 1864“

( magari Michelangelo fosse stato così longevo da arrivare fino a ben tre secoli dopo! )

Potrebbe interessarti: http://www.firenzetoday.it/eventi/corteo-repubblica-centro-anniversario-michelangelo-foto.html

*La buona notizia del venerdì:I Ricercatori Fanno Una Scoperta Sorprendente a Chernobyl

25 years abandoned city near Chernobyl, apocalyptic landscape all over, vegetation has taken over

La catastrofe che ha colpito la centrale nucleare di Chernobyl il 26 Aprile del 1986 ha costretto il governo ad evacuare totalmente le città e le zone adiacenti. Studiati gli effetti della fuga di radiazioni nell’ambiente è stato stabilito che la vita umana era incompatibile con la situazione che si era creata. A 30 anni di distanza la zona evacuata è ancora chiusa.

Pattuglie di polizia controllano attentamente che il perimetro della zona a rischio non venga sorpassato dalle migliaia di visitatori e curiosi che tutto l’anno vogliono girare per le piazze e gli edifici abbandonati, attratti dall’atmosfera desolata.

 

I ricercatori hanno individuato un anello centrale in cui la concentrazione di radiazioni è molto elevata, ma nell’anello più esterno, ugualmente abbandonato dalla popolazione, il livello di radiazioni è più basso e gli osservatori della fauna hanno fatto una scoperta sorprendente…

 


Spiegano i ricercatori che dopo 30 anni di assenza di vita umana nella zona più esterna,la natura ha cominciato a crescere rigogliosa, i boschi e i prati hanno aumentato la loro estensione. Con una vegetazione così ricca è aumentato anche il numero di animali erbivori, e la zona si è riempita di cervi, cinghiali, lepri e roditori.

E dove ci sono tanti erbivori non possono mancare i predatori. Orsi, lupi, volpi e persino un maestoso esemplare di lince iberica sono stati avvistati nei boschi. 

In totale la zona di esclusione ha un raggio di 30 km: il suo centro è molto pericoloso ma l’area esterna ha un livello più basso di radiazioni.

È tornato ad abitare i boschi dell’Ucraina anche l’orso bruno europeo, dopo 100 anni dall’ultimo avvistamento.

Si possono trovare poi alci, cavalli selvaggi e bisonti. 

I ricercatori sono stupiti da una fauna così rigogliosa in quelle zone che ormai si davano per devastate per sempre. Sembra che gli animali non risentano ad oggi delle radiazioni esistenti e per qualche ragione sconosciuta rimangono laddove il livello è tollerabile e non si inoltrano verso il centro.

Nel bosco i ricercatori hanno posizionato 42 telecamere per monitorare la crescita di queste meravigliose specie selvagge.

Il professore Jim Smith dell’Università di Portsmunta non ha dubbi: si è creata una vera e propria riserva naturale nei boschi di Chernobyl.

 

http://www.curioctopus.guru/read/6085/dopo-30-anni-dal-disastro-di-chernobyl-i-ricercatori-fanno-una-scoperta-sorprendente?utm_source=fb&utm_medium=EVERGREEN&utm_term=6085

https://www.keblog.it/pripyat-chernobyl-natura-vegetazione-animali-radiazioni/

* La buona notizia del venerdì: Una piscina a 94 anni!

Succede a Morris, Minnesota!

 

 

La pace e la tranquillità sembrano una buona cosa, finché non ne hai avuta troppa.

Così si è sentito troppo solo Keith Davison, dopo la morte di sua moglie Evy nel 2016 con la quale aveva trascorso ben 66 anni di matrimonio.

Troppa pace e tranquillità!

Ora non è più tranquilla la casa di Davison.

Alla fine di questa primavera il giudice pensionato di 94 anni ha costruito nel suo giardino una piscina poi la ha aperta ai bambini del quartiere.

«Sapevo che sarebbero venuti», dice Davison, ridendo.

La piscina del cortile di Davison è un fior di piscina , di 10 metri di lunghezza – e di 3 metri di profondità .

È una grande iniziativa in una città che non dispone di una piscina pubblica all’aperto.

Molti di loro pensavano che fosse uno scherzo quando Davison propose l’idea.

Davison ammette che, anche dal punto di vista economico, non avrebbe senso a 94 costruire una piscina . Ma lui non si preoccupa.

“Meglio che stare solo a guardare i muri!”, sorride.

D’altra parte, dice Davison : “Che altro potrei fare per avere la compagnia di un gruppo di ragazzi ogni pomeriggio?”

Davison dice che i bambini non sono gli unici a divertirsi , anche lui ama ancora nuotare dopo che loro sono andati a casa .

Mentre una dozzina di bambini nuotano e si tuffano nell’acqua e e giocano a pallavolo in piscina, Davison si siede vicino all’ombra, godendo lo spettacolo dalla sua sedia a sdraio.

Le regole della piscina richiedono che un genitore o un nonno siano presenti anche quando i bambini stanno nuotando.

Davison ha tre figli adulti, ma non nipoti, quindi ha adottato l’intero quartiere dei bambini.

Il dolore può essere un luogo profondo e solitario.

Keith Davison ne è uscito dal giorno in cui ha aperto il suo giardino ed il suo cuore al quartiere

 

fonte: http://www.kansascity.com/news/nation-world/article167156502.html

* La buona notizia del venerdì: Andiamo al museo? sì all’ aereoporto!

L’aeroporto di Fiumicino diventa museo grazie a tre statue di Ostia Anticaa a

 

L’Aeroporto si trasforma così in un museo attraverso queste sculture che hanno un legame particolare con il territorio.

Provengono dalla zona che diventerà per secoli la base di arrivo e di partenza dei traffici dell’antica Roma, attraverso un sistema portuale capace di collegarsi con tutto il mondo allora conosciuto, la stessa area che oggi ospita l’Aeroporto internazionale Leonardo da Vinci. E’ dunque sulla base di questa significativa relazione storica, logistica e culturale con Ostia Antica che Aeroporti di Roma ha scelto di ospitare le tre statue.

La storia delle tre sculture è stata raccontata dai giovani attori del Teatro di Roma, che si sono esibiti di fronte ai passeggeri in un happening artistico-musicale nel corso dell’inaugurazione dell’area espositiva. L’area espositiva è stata inoltre dotata di alcuni supporti multimediali che descrivono la mostra e le bellezze del Parco Archeologico di Ostia Antica.

Sempre in collaborazione con il Parco di Ostia Antica, è in corso anche il progetto ’’Navigare il Territorio”, che consente a cittadini e passeggeri di visitare gratuitamente i Porti Imperiali di Claudio e Traiano, collegati direttamente con lo scalo da un servizio navetta gratuito. 

L’amministratore delegato di Adr, Ugo de Carolis, ha sottolineato:

”Con l’esposizione di statue originali di Ostia antica, diamo rilievo internazionale a un’altra grande realtà storica e archeologica del nostro territorio. Chi parte o atterra a Fiumicino – ha continuato de Carolis – può trovarsi immerso in una mostra, ascoltare un talento dell’Accademia di Santa Cecilia esibirsi al pianoforte, visitare il Porto di Traiano tra una coincidenza e l’altra, gustare le prelibatezze di grandi chef stellati che operano nei nostri Terminal”.

”E’ questo il nostro modo di accogliere i passeggeri, che ci hanno confermato il loro apprezzamento votandoci come primo aeroporto europeo per qualità dei servizi” ha concluso de Carolis. 

Mariarosaria Barbera, Direttore del Parco archeologico di Ostia antica ha dichiarato;

 ”la mostra costituisce il primo passo di un percorso appena avviato, che mira ad inserire lo splendido Parco di Ostia-Portus in un circuito più ampio di conoscenza e fruizione, da parte di un vasto pubblico che intendiamo estendere anche ai viaggiatori internazionali. Il Parco ha lavorato per concretizzare un’idea di Alfonsina Russo, in un’ideale staffetta tra Direttori, mossa dalla volontà di esplicitare lo stretto collegamento fra la più importante infrastruttura portuale dell’antichità e la più grande infrastruttura aeroportuale del nostro Paese, significativamente situati a brevissima distanza”.

Alfonsina Russo, Sovrintendente Belle Arti, e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, ha spiegato: 

“La statua del dio Tevere è centrale nell’esposizione, a richiamare lo stretto rapporto di Ostia antica con il fiume e con Roma, mentre la statua di Venere, dea che nasce dalle spume del mare, evoca il rapporto tra la città e il mare. La statua di Apollo, ritratto mentre suona la cetra, rimanda alla passione degli antichi Romani per la musica, le arti e le rappresentazioni teatrali e invita a visitare il teatro del I secolo d.C., il monumento forse di maggior fascino degli scavi di Ostia”

Fonte:

http://www.artemagazine.it/attualita/item/4495-l-aeroporto-di-fiumicino-diventa-museo-con-le-opere-di-ostia-antica

http://www.romeguide.it/index.php?pag=tour_roma&kw=tour&bbot=bb&lang=it -boat tours

https://www.paesionline.it/italia/come-muoversi-bari/aeroporto-bari-palese-karol-wojtyla

 

*La buona notizia del venerdì: Pedalare con le stelle si può!

Ecco La Pista Ciclabile Che Si Illumina Di Notte… E Si Ricarica Col Sole!

Sappiamo quanto andare in bicicletta sia ecologico, un modo per spostarsi e viaggiare in totale rispetto dell’ambiente, ma appena cala il sole spesso preferiamo utilizzare automobili o comunque mezzi di trasporto che possano percorrere sentieri illuminati.

Ma cosa accadrebbe se anche le piste ciclabili diventassero veri e propri sentieri che magicamente si illuminano non appena il giorno volge al termine?

È esattamente questo ciò che accade nel nord della Polonia, vicino a Lidzbark Warminski, dove è stata ideata una particolare pista ciclabile capace di accumulare energia solare e di auto-illuminarsi al calar del sole.

Ecco come appare la pista ciclabile non appena il buio si manifesta.

Il cemento di cui è composta la pista inizia ad emanare una luce di un blu intenso che guiderà i ciclisti lungo il sentiero.

La TPA Instytut Badań Technicznych ha realizzato questa pista servendosi di un materiale sintetico che può illuminarsi fino a 10 ore.

Sebbene ce ne sia un tipo simile in Olanda, lì usano LED, mentre qui si fonda solo sull’accumulo di energia solare.

 

 

***

L’Olanda celebra Vincent Van Gogh con una pista ciclabile luminescente che si ispira al celebre dipinto del 1889, “Notte stellata”, conservato al MoMA di New York, in cui il maestro olandese del post-impressionismo morto a soli 37 anni catturò uno splendido paesaggio notturno tra i cieli di Saint-Rémy-de-Provence, in Francia.
“Pedalare” in un quadro, dunque, ora si può grazie al Van Gogh-Roosegaarde Cycle Path di Nuenen, vicino Eindhoven, in Olanda, intitolato proprio al grande pittore dell’Ottocento dove, per una volta, è la realtà a evocare la pittura e non viceversa.

Il percorso ciclabile, inaugurato nel novembre 2014, è stato progettato in occasione del “Van Gogh 2015 International Theme Year” dedicato ai 125 anni dalla scomparsa dell’artista . Collega due mulini e aggiunge un nuovo tratto alla pista ciclabile lunga 335 chilometri che si snoda nella regione del Brabante del nord, unendo la casa di famiglia in cui nacque Van Gogh al paese di Nuenen, dove trascorse buona parte della sua vita e dove, nel 1885, dipinse il suo primo capolavoro, “Il Mangiatore di Patate”.

L’Olanda, patria dei mulini a vento, dei tulipani, delle dighe e soprattutto delle biciclette, il mezzo più diffuso per via del territorio pianeggiante, non smette di stupire in particolare per le sue piste ciclabili. E quest’ultima è davvero un’opera d’arte unica al mondo realizzata dalla compagnia Heijmans e dallo studio Roosegaarde per ricreare la stessa magica atmosfera del quadro di Van Gogh con un artificio tecnologico e poetico allo stesso tempo: 50mila sassolini scintillanti incastonati nel tracciato accumulano energia durante il giorno per rilasciarla nella notte fino a brillare come stelle. Una sorta di cielo precipitato al suolo percorribile su due ruote per un vero incanto ecosostenibile per ciclisti, turisti e residenti. È ciò che l’artista e designer Daan Roosegaarde definisce “tecno-poesia”, ovvero la tecnologia combinata con l’esperienza attiva.

Il metodo di illuminazione non provoca fastidio agli occhi e non interferisce con la natura circostante e, anzi, permette di pedalare di sera con molta più facilità rispetto alle piste tradizionali. Inoltre, lungo alcuni punti, ci sono LED che garantiscono luce supplementare nel caso in cui l’energia solare non sia sufficiente a illuminare l’intero percorso, ad esempio dopo una giornata nuvolosa.
La vita di Van Gogh, la sua terra, le sue origini, i suoi blu pastosi e i suoi gialli di grano, le sue visioni liriche e le sue ossessioni, “srotolate su un sentiero di luce” per celebrare e riscoprire il suo genio in modo originale e nel massimo rispetto dell’ambiente. 

Una pista che coniuga arte, fascino e cultura per pedalare tranquillamente in bicicletta sopra una scia di stelle “sulle tracce” di Van Gogh.

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fonti:
http://www.curioctopus.guru/read/10384/ecco-la-pista-ciclabile-che-si-illumina-di-notte…-e-si-ricarica-col-sole?utm_source=fb&utm_medium=EVERGREEN&utm_term=10384

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/29/olanda-pista-ciclabile-per-van-gogh-pedalare-notte-stellata/1234363/