* La buona notizia del venerdì: Un rifugio galleggiante per gatti

Succede ad Amsterdam!

Non è il solito rifugio per gatti, è la Cat boat, una barca interamente abitata dai felini randagi che si trova attraccata sulle sponde di una canale di Amsterdam, poco distante dalla stazione centrale.

La Cat boat, più che una barca sembra una sorta di arca di Noè, solo che a bordo non ci sono tutti gli animali del mondo ma una colonia di gatti. 

La struttura è gestita da “De Poezenboot”,un’associazione fondata da Henriette ven Weelde.

La donna si prende cura dei felini randagi da sempre, li recupera dalla strada e li aiuta nella crescita finché non sono in forze per essere adottati. Attualmente, ci sono più di cinquanta gatti, alcuni ‘padroni di casa’ della Cat boat, altri di passaggio.

Come si legge sul sito dell’associazione, ogni gatto viene sterilizzato, vaccinato e dotato di microchip.

L’Poezenboot è l’unico rifugio per animali che è letteralmente in acqua ed è un punto di riferimento per gli animali. Tutti i nostri gatti trovano alla fine una casa, ma nel frattempo, hanno bisogno di tutte le nostre cure e il nostro affetto”.

Nel 1968, Henriette ven Weelde ha comprato una barca, ma non per far fare ai turisti un giro sul canale di Amsterdam, ma per dare una casa fissa o temporanea a tanti trovatelli che per strada avrebbero avuto meno probabilità di sopravvivenza.

 

La prima randagia era una neomamma che si era rifugiata con i cuccioli nel giardino di casa della donna, ma man mano che la famiglia si allargava, lo spazio non bastava più. Così l’idea di spostare tutti i felini in barca, il Tjalk.

Oggi le case galleggianti sono due, oltre il Tjalk anche l’Ark, ma solo una è adibita a vera e propria pensione con ciotole per l’acqua e cibo e spazi divisi per gli animali. Qui ci sono trovatelli, gatti malaticci, ma tutti vengono sostenuti dalle donazioni e dallo straordinario lavoro dei volontari, infatti l’associazione è riconosciuta come un ente benefico.

https://www.greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/23785-rifugio-gatti-amsterdam

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* Bla…Bla…Bla…giudizi in libertà !

BLABLABLABLA…

BLABLABLABLA…

BLA..BLABLABLA

…BLA…

 

Comunichiamo le nostre opinioni attraverso i giudizi.

BLA

che bello…che brutto…

i fantastici cinque…

è affascinante…è uno stupido! “

Quando andavo alle elementari si chiamavano “aggettivi” e se ne mettevi tanti nei temi  dicevano che avevi un “ lessico ricco “ ( aggettivo o giudizio ?)
E i giudizi delle schede di valutazione ? Niente più numeri ma parole in libertà.
Per fare prima a riempire gli appositi spazi gli insegnanti coniavano sibillini schemi universali che confondevano i genitori e intimorivano gli studenti.
“ Opportunamente guidato convenientemente annuisce” ( ???)
Vogliamo parlare del  giudice che ha cacciato i progenitori dell’umanità dal paradiso creando il primo dualismo tra giusto o sbagliato? ( per quelli che ci credono ovviamente)
E quanti personaggi storici e letterati illustri hanno influenzato intere generazioni e persino i posteri con i loro giudizi?
La Divina Commedia non esprime forse  i personali  giudizi di Dante sui suoi contemporanei ? Tanto da mandarli o all’inferno o in paradiso?
Il giudizio della società puritana inglese sulla sua moralità è costato ad Oscar Wilde qualche anno di prigione.
Baudelaire scrivendo “ Le fleures du mal “ non ha forse dato un giudizio sul suo modo di vivere creandosi un seguito consistente di “ artisti maledetti”?
Molto più recente il dott. Spock ha codificato un suo modello di educazione privo di qualsiasi regola che limitasse una crescita responsabile dei figli, dividendo una generazione di genitori in “ moderni “ e  “ antiquati”. ( poi non contento dei risultati ha ritrattato tutto)
Tanto per fare qualche esempio.

BLABLABLABLA…BLABLABLABLA…

Ma voglio tornare all’inizio della mia riflessione.
Quando comunico una mia opinione, la mia espressione attraverso le parole è solo il 7% della comunicazione. Il resto lo faccio con il corpo e con il tono della voce.
Questo produce comunque un effetto sul mio interlocutore, che sia quello desiderato o no.
Tutte le volte che faccio paragoni tra due cose o persone e cancello il secondo termine di paragone, do un giudizio.
“ E’ il migliore ! E’ troppo caro, troppo costoso, troppo faticoso…”
Rispetto a cosa? In base a quale criterio o quale parametro?
“ L’hai fatto male! ”
Male rispetto a cosa? Ad un rendimento ideale? Rispetto a ieri? Al modo in cui lo fa un esperto? O rispetto al punto dal quale sei partito?
“ E’ giusto… è sbagliato… è una bella idea…”
Chi lo dice? Chi lo ha detto? Quando lo hai sentito ?

BLABLABLABLA…BLABLABLABLA…

Tanto più l’interlocutore ha in me fiducia o timore, tanto più il mio giudizio è importante e può essere fonte di stimolo o di limitazione nel futuro.
Per esempio i giudizi pesano molto sui bambini e diventano per loro leggi che li influenzano nelle loro scelte di vita.
Il giudizio non mi fa assumere la responsabilità del mio pensiero: stabilisco una regola universale e mi ci nascondo dietro.
Oppure mi adeguo alle mode e alle credenze  “dell’opinione pubblica” per apparire.
Se  dico:” Mi piace…secondo me…” esprimo il mio parere personale, i miei gusti e rispetto e invito l’altro a formulare il proprio.
Dire “ Questa palla è bella!” è diverso dal dire “Questa bella palla” . bella è un giudizio
“Questa palla a me piace” è dire la mia opinione su quella palla.

BLABLABLABLA…BLABLABLABLA…

Con tutto questo sproloquio ( giudizio) che mi sono voluta dire?
Qualsiasi cosa faccio o dico mi fa entrare in relazione con gli altri.

E viceversa.
Non si può non comunicare.

Si può farlo responsabilmente conoscendone gli effetti.

BLABLABLABLA…BLABLABLABLA…

Ma con giudizio! eh!

* La buona notizia del venerdì: A chi piacciono le bombe…

Come diventare dei Guerriglieri che Fanno Fiorire le Città

La Flower Power Generation degli anni settanta si è trasformata nella guerriglia urbana della Guerrilla Gardening, un movimento che punta ad abbellire le aree urbane dimenticate con fiori, piante ed alberelli tutto di nascosto dalle autorità, tutto senza farsi beccare dai proprietari dei cantieri abbandonati dove andranno a crescere fiori e prati.

Ma per diventare un vero combattente servono delle bombe, ma delle bombe che non distruggono la vita anzi che la creano, ecco perché voglio insegnarvi a fare le Bombe di semi per poter bombardare le rotonde, gli angoli nascosti della città, i giardini, le aiuole intorno agli alberi… insomma ovunque ci sia un pezzetto di terra incolto dove far crescere dei fiori.

Per prima cosa procuriamoci il materiale:

Argilla in polvere
• Terriccio ricco
• Mix di semi di fiori, quelli che preferite, meglio se della stessa dimensione
• Una ciotola
• Dell’acqua
• Un mattarello e un piano di lavoro dove stendere la terra

Seguendo questa regola: 1 parte semi, 3 parte terriccio e 5 parti di argilla, prepariamo la miscela nella ciotola, cioè per un cucciaio di semi mettiamo un cucchaio di terriccio e 5 di argilla.

Quando avete mescolato bene gli ingredienti aggiungere un po’ d’acqua… pochissima per volta, a gocce direi, fino a quando il composto non diventa morbido tipo la plastilina. Potete anche usare uno spruzzino per regolare meglio l’acqua, ma se ne mettete troppa non preoccupatevi, lasciate asciugare il tutto fino a quando non riavrete la consistenza desiderata.

Impastate bene anche con le mani e fatene una palla, posizionate sul piano di lavoro e stendete col mattarello come se doveste fare la pasta, lasciandola però di mezzo centimetro di spessore. Ora tagliate la “pasta” di terra formando dei quadratini di due centimetri di lato, più o meno e con ognuno di essi formate delle palline che andrete a sistemare su un vassoio e lascerete seccare al sole per qualche giorno.

Su sito di GuerrillaGardener si può trovare questo altro metodo, ma sostanzialmente il risultato non cambia.

Ora prendete le vostre bombe e andate a bombardare la vostra città!!!!

Un consiglio? se ci riuscite sarebbe meglio cercare di bombardare di sera, in modo che l’umidità della notte faccia penetrare i semi nella terra, e se per caso ci riuscite tornate il giorno dopo ad annaffiare ?

 

Lo sapevate che negli Stati Uniti dove un gruppo di giovani creativi ha disseminato in giro per la città di Los Angeles delle macchinette distributrici di palline di argilla contenenti semi di vari fiori.

L’’iniziativa si chiama “Change for Change” , cambia per cambiare! Che idea!

In Thailandia a causa della deforestazione rimangono solo 6,2 milioni di km quadrati di foreste rispetto agli originari 16 milioni.

Una situazione drammatica che sta portando alla scomparsa di uno dei polmoni verdi più importanti del nostro paese.

Da qui l’iniziativa di utilizzare le bombe seme per provare a limitare i danni con il progetto Seed Bomb, lanciato dal Governo thailandese per 5 anni.

Quella delle bombe seme per favorire la nascita di nuovi alberi è un’idea nata per la prima volta in Giappone con una tecnica antica chiamata tsuchi dango che nel 20esimo secolo.

L’invenzione delle bombe di semi (seed bombs) nasce dall’idea di Masanobu Fukuoka, famoso botanico giapponese pioniere dell’agricoltura naturale e considerato il padre della permacultura. 

La tecnica che Fukuoka inventò, si basa sul principio del “non fare”. Un sistema che si può riassumere in tre fasi: seminare, pacciamare, raccogliere.

Fukuoka considerava erbicidi e pesticidi dei veleni. Non utilizzava nessun tipo di prodotto chimico ne macchinario agricolo. E nella sua fattoria non esisteva alcuna comodità moderna. Questo per rimanere in armonia con la natura. Iniziò a sviluppare metodi semplici ma efficienti come la pacciamatura utilizzando la paglia che normalmente gli altri agricoltori bruciavano, la consociazione di piante azoto fissatrici o il Nengo-Dango che consiste nel creare palline di argilla, le cosiddette bombe contenenti semi da spargere sul campo. Fukuoka era convinto che, sparare bombe di semi di fiori in tutto il mondo era molto più utile che costruire industrie di fertilizzanti.

Egli vedeva l’agricoltura come un cammino per raggiungere la saggezza e creò un ecosistema stabile nel quale tutti gli esseri viventi cooperavano in armonia. I microbi e i batteri stanno a contatto con le radici delle piante e fertilizzano il sottosuolo, agli animali più grandi, come gli uccelli, rane e capre pensano invece alla superficie.

Un equilibrio perfetto che solo così non viene toccato dalle malattie e dagli insetti che a volte infestavano, e infestano tutt’oggi, i raccolti.

Già nel 1933 a Honolulu furono utilizzati degli aeroplani per lanciare delle bombe di semi dall’alto in un progetto per riforestare alcune aree montuose.

Ora la Thailandia ha deciso di adottare la stessa tecnica per promuovere la riforestazione. 

Si tratterebbe di una tecnica molto più rapida e meno costosa rispetto agli interventi manuali per la riforestazione. Le bombe seme lanciate dall’alto raggiungono una percentuale di successo del 70% e sono considerate delle “armi buone” per ripristinare le foreste e le aree verdi che sono state distrutte.

La deforestazione in Thailandia è causata soprattutto dalle attività umane e dai cambiamenti climatici. Sotto accusa troviamo soprattutto l’abbattimento sconsiderato degli alberi per fare spazio alle coltivazioni necessarie per la produzione della gomma e dell’olio di palma.

La speranza è che con il progetto Seed Bombing la Thailandia riesca davvero a rinverdire le foreste, nel frattempo però sarebbe necessario porre dei limiti alle multinazionali dell’olio di palma e della gomma in modo che le cause principali della deforestazione trovino un freno.

Anche noi nel nostro piccolo possiamo realizzare facilmente delle bombe seme da utilizzare per far nascere nuovi fiori e piante nelle aree abbandonate, nei parchi e nei cortili e per contribuire a ripristinare l’habitat naturale delle api e delle farfalle.

E ora seguiamo il consiglio del “poeta di strada” Ivan: “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”, noi gettiamo semi e facciamo fiorire la città!


Seed Bombing: How Thailand Plans To Restore Its Forests

https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/21231-bombe-seme-deforestazione-thailandia

Come realizzare bombe-seme di girasole from greenMe.it on Vimeo.

* Il Toro, Venere e l’Arcangelo Haniel

Toro, Venere, Athor, la Dea che genera, la Dea della Compassione e dell’Amore.Chi molto possiede può essere molto ricco, ma la ricchezza è sinonimo di responsabilità:Tu , o Dea, distribuisci doni ai tutti tuoi figli, equamente, siano essi reali di sangue e anima da Te generati, o che siano irreali come i desideri ai quali doni ugualmente Vita ed Energia. E’ questo, Toro, il tuo potere: rendere reali i sogni, i desideri, tutto ciò che ami,estendere all’universo questo potere è la tua missione.

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Il Toro è il segno dell’illuminazione.

Il motto esoterico è: “Io vedo e quando l’occhio è aperto, tutto è illuminato”.

E’ un raggio di luce che viene emesso dal centro dell’Ariete, e rivela l’area controllata dalla luce.”

Astrologia esoterica. Alice A. Bailey

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Se l’Ariete è il seme dell’anno, il Toro è la matrice.

Il geroglifico di questo segno zodiacale non rappresenta soltanto la testa cornuta di questo animale ma anche la matrice, l’involucro del seme, la coppa che attende e attira il raggio stimolante dell’impulso vitale, principio di ogni creazione.

Il suo compito è di irradiare il mondo fisico ed elevarlo verso il piano spirituale.

Il Toro è l’incarnazione del desiderio in tutte le sue forme, non solo il desiderio di benessere e di piaceri fisici. “ Io possiedo, dunque sono “ domina la sua esistenza.

Nell’astrologia esoterica il segno del Toro è il simbolo della terra, della fecondità, è un simbolo prettamente femminile legato alla Madre Terra e alla fertilità, non a caso è il primo segno di questo elemento che troviamo nell’oroscopo.

Quando il sole entra nel segno del Toro le stagioni sono definite, colori e profumi della primavera inoltrata caratterizzano il periodo. Gli egizi rappresentavano il Toro come il bue Api che era formato da Osiride che portava la luna, Iside, tra le corna il quale rappresenta proprio il simbolo femminile della mezzaluna.

Nei tempi antichi era appunto la donna ad occuparsi della casa e del bestiame, quindi oltre a simboleggiare il femminile rappresenta anche la proprietà privata e il lato economico delle cose e della società in genere che una volta basava la sua ricchezza proprio sull’allevamento del bestiame.

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Toro è in particolare rapporto con il Buddha: si dice che il Buddha sia nato, abbia raggiunto l’illuminazione e sia morto sotto il segno del Toro.

Buddha insegnò che attraverso il sentiero del distacco dal desiderio si può entrare nella Luce, espressione della Volontà Creativa.

Questi eventi vengono celebrati ogni anno nella Festa del Wesak, al momento della Luna piena, quando il Sole transita nel segno del Toro.

Ogni anno da 1500 anni, in una valle segreta del Tibet, si celebra il “ Wesak”

Wesak ,in lingua Tamil, significa maggio ed è il simbolo del patto con la natura che si risveglia dal sonno dell’inverno.

In questo luogo sacro, sul monte Kailash, si compie un miracolo, si apre un portale cosmico che rimane così aperto per otto minuti.

Tutti i Maestri Spirituali che sostengono e spingono l’umanità verso l’evoluzione delle coscienze si riuniscono nella dimensione astrale e mettono a disposizione di ogni essere umano una energia di luce cosmica.

Entrare in contatto con le forze di questa festa significa ricevere una qualità di energia che favorisce il risveglio del Sè interiore e aumenta la consapevolezza di far parte del Regno Umano, che in questo particolare momento rappresenta il gruppo guida della manifestazione sul cammino dell’ Evoluzione Spirituale.

La comunicazione tra noi e gli esseri di luce ci è stata annunciata attraverso gli scritti di Alice A. Bailey.

Nel 1981 la celebrazione del Wesak è giunta in Europa ed in Italia.

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Il pianeta Venere è il governatore del segno del Toro

Giunge una nuvola che velerà il Sole. Ma nascosto dietro la nuvola di immanenza è l’amore, e sulla Terra è amore, e nel cielo è amore; e questo, l’amore che rinnova tutte le cose, che deve essere rivelato. Ecco il proposito alla base di tutti gli atti di questo grande Signore della Sapienza.”

Alice A. Bailey “ Psicologia Esoterica”

Venere ha la funzione di trasformare la conoscenza in saggezza.

Essa collega armoniosamente le facoltà mentali inferiori a quelle superiori attraverso il Terzo Occhio, l’Occhio del Toro.

La conoscenza maggiore si tramuta in saggezza a beneficio di tutti.

Venere governa il Toro nella vita terrena.

Genera l’esigenza e le capacità di attrarre la forma, danaro, beni, ricchezza.

E stimola il desiderio di acquistare cose belle e di vivere esperienze che intensificano i piaceri fisici.

Di tutti i segni, il Toro è il più magnetico su piano terrestre e possiede un desiderio istintivo di acquisire oggetti fisici e sensazioni emotive. Il Toro dimostra una una tenace determinazione nel perseguire questi obbiettivi.

Si dice bene quando si afferma che al figlio o alla figlia del Toro non manca mai nulla.

Il Toro considera il suo bicchiere sempre mezzo vuoto, mai mezzo pieno.

I valori dell’umanità indirizzano le esperienze del Toro e gli donano una potenza creativa ed artistica eccezionale. La sua volontà e determinazione nel raggiungere gli obbiettivi sono speciali.

Venere governa anche il segno della Bilancia.

Arcangelo Haniel di Venere in Toro

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L’angelo dell’Amore, dell’attrazione dei cuori.

Toccato da questa Divina Essenza il Cuore si risveglia e sviluppa l’Amore Consapevole per tutto ciò che vive.

Haniel ama ogni regno della Natura. Compreso il regno segreto dei minerali e delle pietre, custodi energetici e silenziosi del nostro pianeta. Protegge i portatori di pace e tutti coloro che svolgono attività di volontariato sociale, comprese le organizzazioni umanitarie.

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Il Chakra legato al segno del Toro è quello del cuore, governato da Venere, ma anche il Chakra della Gola influenza il segno, donandogli quella sua tipica creatività.

Colore: il verde
Pietra: lo smeraldo
Metallo: il rame
Fiore: la rosa
Giorno favorevole: il venerdì, in onore di Venere

*

Qualsiasi configurazione si forma nel cielo è la manifestazione della qualità della Energia che serve in quel dato momento per procedere nell’evoluzione.E’ uno stimolo ed una indicazione del modo di percorrere il cammino per tutta l’umanità. E riguarda personalmente ogni essere umano consapevole. Ognuno di noi può riflettere sulle sue esperienze in atto nel qui ed ora e dare un indirizzo più soddisfacente alla sua vita.

Leggi anche :

L’arcangelo di Venere e della Bilancia

Gira gira il grande zodiaco : Era del Toro

Fonti

http://www.ilgiardinodegliilluminati.it/significato_segni_zodiacali/

Alan Oken “ Astrologia dell’anima” Edizioni Crisalide

Alfredo Cattabiani “ Planetario” Oscar Mondadori

* La buona notizia del venerdì: Vittoria storica per gli elefanti!



Una notizia storica: la Cina chiude negozi e fabbriche di avorio!

La promessa di mettere al bando il commercio d’avorio e salvare gli elefanti sembra mantenuta. 

Il colosso asiatico infatti sta iniziando a chiudere i negozi e fabbriche che intagliano questo ambito materiale.

La prima tornata di chiusure riguarda circa un terzo di tutti i negozi e le fabbriche, secondo i documenti rilasciati dalla State Forestry Administration cinese.

A darne conferma è WildAid.

Alla fine dello scorso anno, la Cina aveva annunciato l’intenzione di bloccare tutte le vendite di avorio nazionali entro la fine del 2017.

Il paese è attualmente il più grande mercato del mondo per i prodotti in avorio ricavati dalle zanne di elefante. Anche se il commercio internazionale è proibito, fino a 30.000 elefanti vengono uccisi illegalmente ogni anno per le loro zanne.

Queste chiusure dimostrano che la Cina fa sul serio nella chiusura del commercio di avorio e per aiutare l’elefante africano”, ha detto PeterKnights, CEO di WildAid. “Il prezzo dell’avorio è sceso di due terzi dai massimi precedenti, quindi ora è un cattivo investimento. Ci aspettiamo ulteriori cali non appena si avvicinerà la chiusura totale alla fine dell’anno”.

Il calo del costo dell’avorio scoraggia anche il commercio illegale.

Un rapporto pubblicato nei giorni scorsi da Save the Elephants ha evidenziato che il prezzo all’ingrosso delle zanne d’avorio in Cina era sceso a $ 730 per chilogrammo, un calo importante rispetto alle cifre del 2014, quando l’avorio costava $ 2.100.

Evidentemente, anche le campagne di sensibilizzazione hanno dato i loro frutti, informando gli amanti dell’avorio delle terribili violenze che i loro acquisti comportavano per gli elefanti.

Finora in Cina operavano 34 fabbriche ufficiali sparse in tutto il paese. Dodici sono state chiuse. Di queste, 10 praticavano anche la vendita dal dettaglio dei prodotti intarsiati. Inoltre, 45 dei 130 punti vendita dotati di licenza sono già stati avviati alla chiusura.

La notizia è stata rilanciata anche da Leonardo DiCaprio su Instagram:

L’anno scorso la Cina ha promesso di fermare la vendita di avorio di elefante per la fine del 2017. Ora sta lavorando bene su quella promessa: 67 fabbriche di sculture in avorio e negozi di vendita al dettaglio in tutto il paese chiuderanno venerdì, e il resto durante l’anno. Questa è un’ottima notizia per i 30.000 elefanti uccisi ogni anno per le loro zanne in Africa”.

 

https://www.greenme.it/informarsi/animali/23523-avorio-cina-elefanti-negozi

 

” Fintanto che l’uomo continuerà a distruggere gli esseri viventi inferiori non conoscerà mai né la salute né la pace.

Fintanto che massacreranno gli animali, gli uomini si uccideranno tra loro.

Perchè chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore.”

Pitagora

*La buona notizia del venerdì: Mille pecore per aiutare i pastori del Centro Italia.

I pastori sardi donano mille pecore a quelli di Cascia che hanno perso le greggi

Mille pecore per aiutare i pastori del Centro Italia a rimettersi in piedi dopo il terremoto, che ha causato tra il resto anche la morte di molti animali.

Il dono arriva dai colleghi sardi in nome di un’antica tradizione isolana di solidarietà chiamata “Sa paradura”, in base alla quale i pastori regalano uno o più capi a chi ha perso i suoi a causa di roghi o calamità naturali.

Sabato 1 aprile le prime 780 pecore sono arrivate nella città umbra di Cascia e nei prossimi giorni arriveranno le altre. All’iniziativa hanno aderito oltre 600 pastori di circa 150 Comuni della Sardegna. Gli animali sono stati caricati su due autotreni imbarcati su una nave a Olbia assieme a 500 quintali di foraggio.

Domenica pomeriggio alle 16, in piazza Leone XIII, ci sarà la cerimonia di consegna al comitato “Pastori di Cascia e frazioni” costituito da 38 allevatori umbri. “E’ un gesto carico di significati e soprattutto un atto di vera solidarietà”, ha detto all’Ansa il vicesindaco di Cascia Mario De Carolis, ricordando che “nella prima fase post sisma, la nostra città è stata assistita dai volontari della Protezione civile della Sardegna: quindi, con questo ennesimo atto di generosità, il legame tra la nostra terra e l’isola si rafforza ulteriormente”.

Un’iniziativa simile era stata realizzata anche nel 2009 in occasione del sisma dell’Abruzzo. Il progetto stavolta è nato da un’idea di Gigi Sanna, pastore e leader del gruppo musicale Istentales, ed è stato sposato da Coldiretti Sardegna. Sanna dopo la consegna terrà un concerto insieme a Tullio de Piscopo e Roberto Vecchioni.

La consegna del gregge, che conta anche numerosi agnellini, è avvenuta in un clima di festa con uno scambio di prodotti tipici della tradizione sarda e umbra, rallegrato da musiche folcloristiche e che ha coinvolto centinaia di agricoltori e allevatori, oltre ai rappresentanti delle Istituzioni. 

L’area del cratere, sottolinea la Coldiretti, è a prevalente indirizzo agricolo con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinchè la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo. 

Sono 25mila le aziende agricole e le stalle nei 131 comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo con 292mila ettari di terreni agricoli coltivati soprattutto a seminativi e prati e pascoli da imprese per la quasi totalità a gestione familiare (96,5%), secondo le elaborazioni Coldiretti sull’ultimo censimento Istat.

Significativa la presenza di allevamenti con quasi 65 mila bovini, 40 mila pecore e oltre 11 mila maiali che sviluppano un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo.

Il crollo di stalle, fienili, caseifici e la strage di animali hanno limitato l’attività produttiva nelle campagne, con lo stress da scosse e freddo che ha tagliato del 30% la produzione di latte mentre lo spopolamento ha ridotto le opportunità di mercato. 

Il dono del maxigregge è stato realizzato grazie ad una operazione logistica organizzativa senza precedenti coordinata dalla Coldiretti con l’arrivo di pecore da tutta la Sardegna, dalla Barbagia alla Gallura, dall’Ogliastra al Campidano, dalla Nurra al Sarrabus. 

Un gesto di solidarietà che acquisisce ancora maggiore valore se si considera che tantissimi pastori si sono privati di parte del proprio gregge nonostante la drammatica situazione di crisi che sta vivendo l’allevamento in Sardegna dove si trova il 40% delle pecore italiane.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/01/terremoto-i-pastori-sardi-donano-mille-pecore-a-quelli-di-cascia-che-hanno-perso-le-greggi/3491953/

https://www.ascolinews.it/2017/04/02/terremoto-pastori-sardi-donano-mille-pecore-ai-colleghi-di-cascia/

* Ma è primavera ? I gatti lo sapranno!

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Una rondine non fa primavera?

I gatti lo sapranno!


Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l’alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole –
viso di primavera,
farai gesti anche tu.

” I gatti lo sapranno” di Cesare Pavese (1950)