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* La buona notizia del venerdì: In Europa nascono i parchi giochi per anziani. E in Italia?

 

Sono cresciuta con nonna e zia,sorella della nonna, e per me erano parte della famiglia, inequivocabilmente.

Quasi sempre presenti in casa, o tutte e due, o l’una o l’altra perchè a volte indispensabili per gli altri nipoti.

Figure importanti nella mia adolescenza, più la zia che alle mie confidenze delle prime simpatie sentenziava” se son rose fioriranno” mentre sferruzzava golfini per tutti,e qualche volte persino calze.La sua abilità nel destreggiarsi con quattro piccoli ferri per creare una calza variopinta ha suscitato la mia passione per il lavoro a maglia.

La nonna, affermata pittrice in gioventù,era chiamata la “ nonna volante” perchè spesso andava in Argentina dove si era trasferito uno degli zii.

Sani principi come tolleranza, rispetto,dignità, umiltà,lealtà, ,e anche passione per la vita e la libertà.

Non ho fatto certo parte di una famiglia patriarcale alla Fanny e Alexander né partecipato a grandi riunioni di famiglia, che comunque davano un senso di appartenenza.

Per me quindi queste iniziative “per anziani”, rispecchiano i tempi.

Anche gli “anziani” devono essere inglobati nel ritmo di vita che pretende di essere sempre superoccupati!

In famiglia tutti corrono, figli, nipoti,zii e zie, cugini e cugine, dalla mattina alla sera, spesso nella stessa città, a volte non ci si conosce se non per lo stesso cognome.

Chi non è superoccupato deve andare dallo psichiatra … per adeguarsi.

E così non c’è stimolo alla creatività, costruire il tempo, in compagnia o soli, stare qui o là, andare qui o lì,divertirsi o annoiarsi perchè no,cantare o tacere in un silenzio d’oro, vivere con gioia.

E soprattutto non incaselliamoci in categorie: gli anziani, gli adolescenti, i lavoratori, i pensionati, le casalinghe…e chi più ne pensa più ne mette.

Riconosciamoci come esseri umani,uguali ma differenti, partecipanti di questa avventura che chiamiamo vita.

Viviamo insieme con gioia che ce ne è, ce ne è , ce ne è!

( chissà come si sarebbero divertite la nonna e la zia in questi parchi eh)

Di parchi simili nei paesi dell’estremo oriente se ne trovano moltissimi, aree in cui gli anziani si possono incontrare, fare amicizia, allenarsi, stare insieme, chiacchierare e giocare.

Adesso per la prima volta, un progetto del genere arriva anche in Europa, a Bilbao in Spagna, città in cui sono stati allestiti dei “parchi biosalutari” così chiamati proprio perché vogliono promuovere soprattutto negli anziani ma in generale in tutti i cittadini, degli stili di vita attivi e salutari.

Uno spazio di ritrovo in ogni parco pubblico, appositamente destinato agli over, ha il beneficio di combattere l’isolamento e di permettere agli anziani di ricrearsi una rete sociale anche solo attraverso delle chiacchierate o la condivisione della giornata mentre si fa qualche esercizio insieme,

Sono presenti “giochi” per stimolare le abilità cognitive, altri per esercitare le abilità psicomotorie, altri ancora per distendere e tenere attivi i muscolo e altri ancora per allenare la mente

Lo scopo è rimanere il più possibile attivi e propositivi, non sedendosi su una panchina mentre i bambini giocano, ma prendere loro stessi parte alle attività ricreative, creando un bel momento di condivisione con i nipoti,

Inoltre il parco è lo spazio perfetto in una città per godere anche della natura circostante, di un aria più fresca, del verde e di uno spazio di tranquillità in cui la frenesia rimane fuori, incrementando il beneficio di tutti i miglioramenti, fisici e sociali indotti dalla compagnia e dall’esercizio.

un’idea semplice ma estremamente efficace per migliorare la salute, l’umore e la socializzazione delle persone anziane che spesso si trovano sempre più isolate e che invece con un’area a loro dedicata in ogni parco troveranno un nuovo incentivo per uscire e fare due chiacchiere migliorando l’umore e la salute

I campi da gioco e esercizio fisico sono nati già dalla fine del secolo scorso in Cina e da lì si sono diffusi anche negli altri continenti.

In Europa sono stati pensati a seguito delle stime che prevedono un costante aumento dell’età media dei cittadini con la preoccupante constatazione che nel 2050 gli ultrasessantacinquenni europei saranno in media il 28,5% della popolazione.

È chiara dunque l’importanza che ha nella nostra società la previsione di programmi di assistenza e supporto alla terza età in cui la creazione di queste aree si inserisce perfettamente.

Nel continente europeo i paesi che si sono mossi per primi sono l’Inghilterra, la Finlandia, la Germania e la Spagna mentre in Italia manca ancora un progetto strutturato a livello nazionale.

Fonti:

https://www.bilbao.eus/cs/Satellite?

https://www.positizie.it/2019/09/30/spagna-ecco-i-parchi-giochi-per-gli-anziani-per-combattere-la-solitudine-e-restare-attivi/

E in Italia ?
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Perchè siam donne: Sacheen Littlefeathe a gli Academy Awards 1973

È il 1973. Siamo agli Academy Awards.

Liv Ullmann e Roger Moore stanno per annunciare la vittoria nella categoria Miglior Attore Protagonista.  Marlon Brando è stato nominato per un Oscar per la sua famigerata interpretazione di Don Corleone in “Il Padrino”

Ma mentre partono le note della colonna sonora di Nino Rota, a raggiungerli non è l’attore, ma lei.

Sacheen Littlefeather, al secolo Marie Louise Cruz, attrice e attivista per i diritti delle persone #NativeAmericane,vestita di tutto punto con indumenti dei nativi americani.Apache.

Sacheen sale sul palco, rifiutando, con un gesto delicatissimo, la statuetta.

In mano le quindici pagine scritte da Brando per spiegare le ragioni del suo rifiuto.

L’attivista non potrà leggerle ma solo annunciare. Perché?

Uno dei produttori degli Oscar ha minacciato di farla arrestare se il discorso durerà più di sessanta secondi.

John Wayne, il #cowboy per eccellenza, si è detto pronto a trascinarla giù dal palco.

Così Sacheen parla, tra fischi, urla e applausi.

In diretta davanti a quasi novanta milioni di persone.

“Questa sera rappresento Marlon Brando. Mi ha chiesto di dirvi che è davvero dispiaciuto di non poter accettare questo premio. La ragione è dovuta al trattamento degli indiani d’America nell’odierna industria cinematografica e televisiva, anche rispetto ai recenti avvenimenti di Wounded Knee”.

Sacheen leggerà il testo per intero solo nel backstage e il New York Times lo pubblicherà il giorno dopo.

L’FBI per vendicarsi, inizierà a diffamare la #giovanedonna, precludendole la carriera.

La turbolenza sociale degli anni ’70 è stata un momento di cambiamento tanto necessario nel paese indiano.

I nativi americani erano negli strati più bassi di tutti gli indicatori socioeconomici, ed era chiaro ai giovani indiani d’America che il cambiamento non sarebbe avvenuto senza un’azione drammatica

Poi è arrivato Marlon Brando per portare tutto al centro della scena – letteralmente

Marlon Brando aveva una lunga storia di sostegno a vari movimenti sociali che risaliva almeno al 1946,  Aveva anche partecipato alla marcia su Washington nel 1963 e aveva sostenuto il lavoro del dottor Martin Luther King. Era anche noto per aver donato denaro alle Pantere Nere.

Brando era molto insoddisfatto del modo in cui Hollywood trattava gli indiani d’America e al modo in cui i nativi americani venivano rappresentati nei film.

I nativi americani non avevano praticamente alcuna rappresentanza nell’industria cinematografica nel 1973 ed erano usati principalmente come comparse, mentre i ruoli principali che raffigurano gli indiani in diverse generazioni di western venivano quasi sempre assegnati agli attori bianchi.

Sacheen Littlefeather ha ricevuto telefonate da Coretta Scott King e Cesar Chavez a seguito del suo intervento agli Academy Awards, congratulandosi con lei per quello che aveva fatto. Ma ha anche ricevuto minacce di morte e ha mentito sui media, comprese le accuse di non essere indiana. È stata inserita nella lista nera a Hollywood.

Il suo discorso l’ha resa famosa dall’oggi al domani e la sua fama sarebbe stata sfruttata dalla rivista Playboy. 

Littlefeather e una piccola serie di altre donne native americane avevano posato per Playboy nel 1972, ma le foto non furono mai pubblicate fino all’ottobre 1973, non molto tempo dopo l’incidente degli Academy Awards. 

Non ha avuto alcun ricorso legale per contestare la loro pubblicazione perché aveva firmato una liberatoria

Littlefeather è stata a lungo un membro accettato e molto rispettato della comunità dei nativi americani nonostante le persistenti speculazioni sulla sua identità. 

Ha continuato il suo lavoro di giustizia sociale per i nativi americani dalla sua casa nella zona della baia di San Francisco e ha lavorato come sostenitrice dei malati di AIDS dei nativi americani. Si è impegnata anche in altri lavori di educazione sanitaria e ha lavorato con Madre Teresa per l’assistenza in hospice per i malati di AIDS.

Oggi Sacheen Littlefeather ha 74 anni, e non ha smesso un minuto di lottare per la sua gente.

Non si è mai pentita di essere salita su quel palco: “Rosa Parks fu la prima a sedersi su quell’autobus. Qualcuno doveva essere il primo a pagare il prezzo del biglietto. Sono stata io la prima.”

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* Autunno, la vita va comunque

Autunno malato e adorato
morirai quando l’uragano soffierà sui roseti
quando avrà nevicato
sui frutteti.

Povero autunno
muori in biancore e ricchezza
di neve e di frutti maturi.
In fondo al cielo
planano sparvieri
sulle nixi graziose dai capelli verdi e nane
che non hanno mai amato.

Sui confini lontani
i cervi hanno bramito.

E quanto amo stagione quanto amo i tuoi suoni
i frutti che cadono e che nessuno raccoglie
il vento e la foresta che piangono
tutte le loro lacrime d’autunno foglia a foglia
le foglie
pestate
un treno
che passa
la vita
che va.

Guillaume Apollinaire

«L’autunno appartiene ad Afrodite perché durante questa stagione il seme viene gettato a terra e il compito di Afrodite è mescolare semi fertili e portarli in comunione con le cause del divenire.»
(C.G. Jung – Lettere)
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La buona notizia del venerdì: Si è aperto Il Salone internazionale del libro a Torino XXXIII edizione e finalmente in presenza!

Una scommessa vinta sul futuro quando il presente era cupo, un segnale fortissimo per il ritorno alla normalità

Una delle manifestazioni della cultura più attese dell’anno. E questa volta torna con la possibilità di ricevere in massima capienza il proprio pubblico.

La manifestazione che si tiene al Lingotto riprende in presenza con numerosi stand adeguatamente distanziati e sale per convention  disposte e organizzate in modo da consentire di partecipare a incontri ed eventi che si susseguono durante i 4 giorni di esposizione.

Gli  editori presenti in massa, dai più conosciuti a quelli minori, espongono una vasta gamma di libri, saggi e romanzi, con una particolare attenzione ai più piccoli, con ampi spazi per i libri ma anche per attività ludico didattiche

Il titolo scelto per questa edizione è “Vita Supernova”, un riferimento Dantesco di cui quest’anno si festeggiano i 700 anni dalla morte, ma anche un parallelo con la situazione incerta che dopo la pandemia.

Avremo bisogno di uno sguardo molto lungo per costruire un futuro in cui valga la pena di vivere”, ha affermato Nicola Lagioia, direttore del Salone. “Ci sarà bisogno di coraggio, intelligenza, senso di responsabilità, immaginazione. Il Salone è un formidabile laboratorio di idee, dove i temi più urgenti trovano occasione di dibattito”.

Nicola Lagioia, Direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino, commenta: “Le nuove disposizioni governative fanno sì che il progressivo ritorno alla normalità coincida con il ritorno del Salone. Ne siamo felici. Abbiamo del resto sempre lavorato come se, scommettendo con mesi di anticipo sulla possibilità di allestire una fiera di alto profilo internazionale, che consentisse, qualora ce ne fosse stata la possibilità, di riportare Torino e la comunità del Salone al centro della scena. Adesso la possibilità c’è. Vi aspettiamo tutti”.

Senza dimenticare poi il Salone del Libro Off, che presenta oltre 300 eventi (e durerà fino al 21 ottobre) tra incontri con autori, concerti, proiezioni, spettacoli, mostre e workshop in 100 location del Piemonte, dalle biblioteche ai circoli, passando per strade e case di quartiere

Il Salone Off è l’iniziativa nata nel 2004 per portare libri e spettacoli fuori dai padiglioni del Lingotto, con uno sguardo privilegiato alle periferie, al territorio dell’area metropolitana. Con gli anni il Salone Off si è rivelato incubatore di idee e progetti, moltiplicatore di luoghi e collaborazioni. Il programma è una festa della cultura, per esplorare lo spazio urbano e il territorio. Biblioteche, librerie, teatri, ex fabbriche, locali, strade e piazze, case del quartiere, ospedali, parchi e giardini, carceri, cimiteri e stazioni della metropolitana.

I libri fanno la nostra storia, dobbiamo convincere i nostri ragazzi a leggerli, non messaggi di 15 parole, ma libri. E’ bene che i nostri ragazzi vengano al Salone, ma è bene anche che insieme facciamo una cosa in più: ricostruiamo le biblioteche scolastiche, quel luogo importante dove è bene sapere che tutti possiamo andare a ritrovarci. Abbiamo riaperto le nostre scuole e ora dobbiamo ritrovare la bellezza dello stare insieme, ma anche la bellezza di leggere insieme e poi di scrivere. Andando anche a scoprire la bellezza della parola degli altri, perché questo è il dialogo”.

Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenendo all’inaugurazione del Salone del Libro di Torino al Lingotto.

Io credo che il segnale che viene da questo Salone del Libro – ha aggiunto il ministro – è la riconquista della parola che unisce, non della parola che divide”.

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria.

Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortali all’indietro.

Umberto Eco

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Perchè siam donne: Si può essere National Park Ranger a 100 anni? Betty Soskin lo è ! In carica!

Betty Reid Soskin (nata Charbonnet; nata il 22 settembre 1921) è una ranger del National Park Service, assegnata al Rosie the Riveter/World War II Home Front National Historical Park di Richmond, California.

All’età di 100 anni, è la più anziana National Park Ranger al servizio degli Stati Uniti.

Nel febbraio 2018, ha pubblicato un libro di memorie, Sign My Name to Freedom.

Betty Charbonnet nacque nel 1921 a Detroit da Dorson Louis Charbonnet e Lottie Breaux Allen, entrambi cattolici e nativi della Louisiana. Suo padre proveniva da un background creolo e sua madre da un background Cajun.

La sua bisnonna era nata in schiavitù nel 1846. Trascorse la sua prima infanzia vivendo a New Orleans, fino a quando un uragano e un’alluvione distrussero la casa e gli affari della sua famiglia nel 1927, quando la sua famiglia si trasferì a Oakland, in California.

Bettysi è diplomata alla Castlemont High School di Oakland.

Durante la seconda guerra mondiale lavorò come archivista per la Boilermakers Union A-36, un’ausiliaria sindacale tutta nera. Il suo compito principale era quello di presentare le schede di cambio di indirizzo per i lavoratori, che si spostavano frequentemente.

Nel giugno del 1945, lei e il suo allora marito, Mel Reid, fondarono la Reid’s Records a Berkeley, in California, una piccola azienda di proprietà nera specializzata in musica Gospel. Si trasferirono a Walnut Creek, in California, nel 1950, dove i loro figli frequentarono scuole pubbliche migliori e una scuola elementare e media privata alternativa chiamata Pinel.

La famiglia ha incontrato un notevole razzismo e lei e suo marito sono stati oggetto di minacce di morte dopo aver costruito una casa nel sobborgo bianco.

Si convertì all’unitarianismo e divenne attiva nella Mount Diablo Unitarian Universalist Church e nel Black Caucus dell’Unitarian Universalist Association, e nel 1960 divenne una nota cantautrice nel Civil Rights Movement.

Divorziò da Mel Reid nel 1972 e successivamente sposò William Soskin, professore di psicologia all’Università della California, Berkeley.

Nel 1978, dopo che la salute e le finanze di Mel Reid erano diminuite, assunse la gestione del negozio di musica, il che la portò a diventare attiva nelle questioni civiche della zona e un’importante attivista della comunità. Reid’s Records è ancora in attività dal 10 maggio 2018.

In seguito ha servito come rappresentante sul campo per le donne dell’Assemblea dello Stato della California Dion Aroner e Loni Hancock, e in quelle posizioni è stata attivamente coinvolta nelle prime fasi di pianificazione e sviluppo di un parco per commemorare il ruolo delle donne sul fronte interno durante la seconda guerra mondiale.

Riflettendo sul suo ruolo nella pianificazione della creazione del parco e su come ha portato i suoi ricordi personali delle condizioni in cui le donne afroamericane lavoravano in quell’ambiente ancora segregato per sostenere gli sforzi di pianificazione, ha detto che, spesso, “era l’unica persona nella stanza che aveva qualche motivo per ricordare”

Nel 2003, ha lasciato il suo lavoro statale ed è diventata consulente presso il parco che ha contribuito a creare prima di diventare un ranger del parco con il National Park Service nel 2007 all’età di 85 anni.

A partire dal 2019, Betty Soskin è impiegata nel parco come ranger del parco e conduce tour del parco e funge da interprete, spiegando lo scopo del parco, la storia, i vari siti e le collezioni museali ai visitatori

È stata celebrata come “una voce instancabile per assicurarsi che l’esperienza di guerra afro-americana – sia i passi positivi verso l’integrazione che la presenza di discriminazione – abbia un posto di rilievo nella storia del Parco”.

Park Ranger Betty Soskin ha detto, commentando la sua vita nel 2015 all’età di 93 anni: “Vorrei aver avuto la fiducia quando la giovane Betty ne aveva bisogno per navigare attraverso i pericoli della vita quotidiana sul pianeta. Ma forse sono più in grado di trarre beneficio dall’averlo ora – quando avrò la maturità per valutarlo e l’audacia di brandirlo per quelle cose care.

Betty ha subito un ictus mentre lavorava al parco nel settembre 2019 ed è tornata a lavorare in una attività limitata e informale a gennaio 2020.

Nel 2021, è ancora considerata una ranger del parco attiva ed è la più anziana ranger del parco degli Stati Uniti.

Per celebrare il suo 100 ° compleanno, il distretto scolastico unificato di West Contra Costa ha ribattezzato la Juan Crespi Middle School in Betty Reid Soskin Middle School. ]

]Betty Reid Soskin – Wikipediaranger

PERCHé SIAM DONNE!!!

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Perchè siam donne: “I’m speaking” piccole donne parlano!

Lei è Iris Haq Lukolyo, 10 anni.

Un giorno dello scorso settembre, si collega a scuola su Zoom, e il suo insegnante dice alla classe che quel giorno avrebbero imparato a conoscere il ruolo dei Padri Fondatori nella costruzione dell’America.

Comincia ad ascoltare.

Iris è perplessa: una parte cruciale della narrazione manca, secondo lei, dal programma della lezione.

Quando ho tolto il mute all’audio, ho detto, ‘Ma gli schiavi e le schiave non hanno costruito l’America?'”

No, non ne parliamo in questa classe”.

Iris è l’unica studente afroamericana della classe, e rimane una voce isolata.

Spegne la telecamera per piangere.

“Prima di parlare, avevo paura a farlo. E dopo ho pensato, ‘Oh non avrei dovuto dirlo.'”

Ma poi in Iris scatta un clic e decide di trasformare quel sentire in azione.

Scrive un saggio sulla sua esperienza e sull’importanza di insegnare una storia americana accurata e inclusiva nelle scuole.

Un paio di mesi dopo, il saggio – intitolato “Mute: conversazioni di quinta elementare sulla schiavitù”. Viene pubblicato su Skipping Stones, una rivista letteraria giovanile nazionale.

E quando la madre di Iris, HeatherHaq, lo condivide su Twitter diventa virale.

L’insegnante di Iris lo legge e chiede scusa per averla fatta sentire ferita.

“Ma non può bastare dice Iris: la schiavitù non è tema per la lezione di un altro giorno.!”

(Da notare la maglietta di Iris: la ornai famosissima frase di KamalaHarris “I’m speaking”)

Il discorso di Kamala Harris:

così la nuova vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, nel suo discorso della vittoria.
“Sebbene io sia la prima donna a ricoprire questo incarico, non sarò l’ultima. Penso a intere generazioni di donne che hanno battuto la strada per questo preciso momento. Penso alle donne che hanno combattuto e sacrificato così tanto per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti, comprese le donne afroamericane, spesso trascurate ma che spesso dimostrano di essere la spina dorsale della nostra democrazia.

“La democrazia non è una cosa garantita per sempre. 

Col vostro voto avete mandato un messaggio chiaro, avete scelto la speranza, l’unità, la decenza, la scienza e la verità”,
Kamala ha anche ricordato la propria madre, Shyamala Gopalan Harris, così la nuova vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, nel suo discorso della vittoria. Ricorda come sempre sua madre, Shyamala Gopalan, endocrinologa e attivista arrivata negli USA dall’India negli anni Sessanta
.

Per Kamala Harris, sua madre non è solo un modello e una fonte di eterna ispirazione è “la donna responsabile della mia presenza qui oggi”. “Quando è arrivata dall’India all’età di 19 anni”, racconta nel suo discorso, “non si sarebbe mai immaginata questo momento, eppure credeva profondamente in un’America dove un momento del genere potesse essere possibile”..

Lei credeva nell’America che rende possibili momenti come questo.

Penso a lei e penso a intere generazioni di donne, donne di colore, asiatiche, bianche, latine, native americane, che hanno battuto la strada per questo preciso momento.

Le donne che hanno combattuto e sacrificato così tanto per l’uguaglianza, la libertà e la giustizia per tutti. Le donne di colore che troppo spesso vengono trascurate, ma che così spesso dimostrano di essere la spina dorsale della nostra democrazia. Tutte le donne che hanno lavorato per garantire e proteggere il diritto di voto per oltre un secolo.

E ora, nel 2020, la nuova generazione di donne del nostro Paese che hanno votato e continuano a lottare per il loro diritto fondamentale a votare e a essere ascoltate”.
“Ai figli dei nostro Paese, indipendentemente dal vostro genere, abbiamo un messaggio chiaro per voi: sognate con ambizione, guidate con convinzione e guardate a voi stessi in modi che forse gli altri non vedranno, ma semplicemente perché non lo hanno mai visto prim
a.

E noi vi applaudiremo ad ogni passo“.

https://www.fanpage.it/esteri/il-discorso-di-kamala-harris-sono-la-prima-donna-vicepresidente-ma-non-saro-lultima/

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La buona notizia del venerdì: Vicino all’acqua siamo più felici! Blue Mind!

Siete degli amanti appassionati del mare, pronti a trascorrere tutte le vostre vacanze a due passi dall’acqua?

Molte sono le prove scientifiche che l’autore, Wallace J. Nichols, porta a sostegno della sua tesi: andare al mare non solo fa bene, ma è necessario per la nostra mente.

Il titolo, dicevamo: “Blue Mind: The Surprising Science That Shows How Being Near, In , On, Or Under Water Can Make You Happier, Healthier, More Connected, And Better At What You Do” (“Mente Blu: la scienza sorprendente che mostra come stare vicino, sopra, dentro o sotto l’acqua possa renderti più felice, più sano, più connesso e migliore in ciò che fai”).

Il volume raccoglie oltre dieci anni di ricerca scientifica che dimostrano come la vicinanza all’acqua stimoli il nostro cervello al rilascio di sostanze chimiche collegate alla felicità, come dopamina, serotonina e ossitocina.

Per il bene delle nostre “menti blu”, abbiamo riassunto qui sotto cinque teorie dal libro di Nichols.

1) L’acqua ci riporta al nostro stato naturale

Siamo connessi all’acqua fin dal principio della nostra vita. Il corpo dei bambini è composto per il 75% da acqua. Invecchiando, diventiamo più secchi (solo il 60%), ma il nostro cervello è ancora acqua per tre quarti e le nostre ossa per il 31%.

Il cervello, che si trova nella nostra testa nella forma di un “fluido cerebrospinale chiaro e privo di colore”, reagisce con piacere all’acqua perché – come scrive Nichols – “i nostri antenati vennero fuori dall’acqua ed evolsero le loro capacità dal nuotare allo strisciare fino al camminare. I feti umani, nelle prime fasi di sviluppo, hanno ancora strutture simili a fessure branchiali”, e l’acqua nelle nostre cellule “può essere paragonata a quella che si trova nel mare”.

Questa connessione biologica all’acqua – spiega Nichols – sollecita una risposta immediata nei nostri cervelli. Questo è il motivo per cui, quando vediamo o ascoltiamo l’oceano, sappiamo di essere “nel posto giusto”.


2) Lungo la costa siamo più rilassati

Secondo uno studio citato nel libro, per calmarci a livello subconscio basta anche solo osservare un paesaggio come quello qui sopra. Tramite risonanza magnetica funzionale, gli scienziati hanno notato che guardare immagini di natura fa attivare le parti del nostro cervello associate “a un atteggiamento positivo, alla stabilità emotiva e al recupero di ricordi felici”.

3) Guardare le fotografie fa bene, ma l’acqua nella vita reale fa ancora meglio

Lo stesso discorso vale per la vita reale. Nichols cita uno studio del 2011 in cui una applicazione chiamata Mappiness ha tracciato i livelli di benessere di circa 22mila utenti. Ai partecipanti veniva chiesto di valutare il loro grado di felicità in diversi momenti. Secondo le risposte inviate (più di un milione), non solo le persone erano più serene quando erano all’aria aperta, ma erano più felici del 5,2% quando si trovavano vicino a un corpo d’acqua.

4) L’acqua ringiovanisce le menti stanche

Al giorno d’oggi, con tutta la tecnologia che ci circonda, il nostro cervello ha ancora più bisogno di ricaricarsi. Secondo Nichols, in questo nulla può superare l’acqua.

In questo caso il riferimento è a uno studio del 1995 pubblicato su Environmental Psychology, in cui si analizza il rendimento e la concentrazione di due gruppi di studenti: uno a cui erano state assegnate stanze con viste più paesaggistiche (alberi, laghi, prati) e un altro a cui erano state date stanze su vedute più urbane. Il primo gruppo non solo aveva risultati più brillanti, ma dimostrava anche una maggiore capacità di attenzione funzionale.

5) Il blu dà sollievo

A quanto pare il blu è anche il colore preferito del mondo. L’autore cita un progetto di ricerca del 2003, in cui è stato chiesto a 232 persone in tutto il mondo di indicare il proprio colore preferito. Ancora una volta, il blu.

Nichols non si mostra per niente sorpreso: siamo evoluti in un pianeta che è principalmente fatto di sfumature d’acqua e cielo blu, è comprensibile che il nostro cervello sorrida di fronte a questo spettacolo.

Fonte:

Il vostro cervello vicino all’acqua è più felice. Per 5 ragioni scientifiche | L’HuffPost (huffingtonpost.it)

Assolutamente d’accordo che mi sono trasferita al mare da cinque anni e mi sento più viva!

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* Equinozio d’ autunno : Mabon, il bambino delle future generazioni

L’ EQUINOZIO D’AUTUNNO

Oltre l’Isola delle Mele cadono le foglie, i venti gelidi soffiano dal Nord il loro pianto funebre, le ore di luce comparano con quelle d’oscurità.

La ruota ha girato, il Cerchio avanza verso l’ora dell’Oscura.

E’ Mabon.

Al Tempio le figlie dell’Una e Trina hanno già addobbato l’altare come consuetudine: candele marroni, foglie di vite, edera e cardi sulla fredda pietra, frutta e foglie rigorosamente secche e in abbondanza deposte quali offerte ai suoi piedi.

Una fascetta di rami di betulla, albero sacro a Cerridwen, che ora abbandona il suo tempo, legata dalle Iniziate da nastri rossi e neri.

Tutto è pronto.

Possano i poteri dell’Uno,
La fonte di tutto il creato,
Onnipresente, onnipotente, eterno;
Possa la Dea,
La Signora della Luna,
Ed il Dio, Cacciatore Cornuto del Sole;
Possano i Poteri degli Spiriti delle Pietre,
Sovrani dei Regni Elementali;
Possano i poteri delle Stelle sopra e della Terra sotto,
E me che sono con Voi! 

Dea Misericordiosa,
Tu che sei regina degli Dei,
Luce della Notte,
Creatrice di tutte le cose selvagge e libere;
Madre delle donne e degli uomini;
Amante del Dio Cornuto e protettrice di tutti i Wiccan:
Discendi, Ti Prego!
Con il tuo raggio di Potere Lunare
Qui nel mio Cerchio!

Dio Luminoso
Tu che sei Re degli Dei,
Signore del Sole,
Sovrano di tutte le cose selvagge e libere
Padre delle donne e degli uomini;
Amante della Dea della Luna e protettore di tutti i Wiccan:
Discendi, Ti Prego! Con il tuo raggio di Potere Solare
Qui nel mio Cerchio!

Cadono le foglie,
I giorni si raffreddano.
La Dea si ricopre del Suo mantello di Terra,
Mentre Tu, o Grande Dio del Sole, navighi verso Occidente
Verso le Terre dell’eterno incanto,
Avvolto dal freddo della notte.
I frutti maturano,
I semi cadono,
Le ore del giorno comparano quelle della notte.
Venti gelidi soffiano dal Nord il loro canto funebre.
In questa apparente estinzione dei poteri della Natura,
Oh Dea Benedetta, io so che la vita continua.
Perchè non c’è Primavera senza raccolto,
Così come non c’è vita senza morte.
Che tu sia benedetto, o Dio Caduto,
Mentre viaggi nelle terre dell’Inverno,
E fra le braccia amorevoli della Dea.

O Dea misericordiosa della fertilità,
Ho seminato e raccolto i semi delle mie azioni,
Buone e Cattive.
Dammi il coraggio di piantare semi di gioia ed amore
Nell’anno che verrà, scacciando la miseria e l’odio.
Insegnami i segreti
Di un’esistenza saggia su questo pianeta,
O luminosa Signora della notte!

 

Addio spirito del Nord,
Io ti ringrazio per essere stato qui presente. Ritorna a potere.
Addio spirito dell’Est,
Io ti ringrazio per essere stato qui presente. Ritorna a potere.
Addio spirito del Sud,
Io ti ringrazio per essere stato qui presente. Ritorna a potere.
Addio spirito dell’Ovest,
Io ti ringrazio per essere stato qui presente. Ritorna a potere.

 

Io , Mabon, vengo in questo luogo come un bambino delle future generazioni.
Il mio dono è la fiamma gentile della speranza che ogni nuova vita porta in questo mondo.
Io , e quelli che mi seguono, chiediamo che quelli di voi che ci diedero la vita proteggano questa sacra fiamma.
Voi che siete i guardiani terreni della saggezza unitevi insieme in pace ed armonia, per proteggere questo pianeta, la nostra casa.
Questo io chiedo per i bambini del mondo .

(dalla cerimonia druidica -Alban Arthan)

Leggi anche : “ Siamo arrivati all’equinozio di Autunno : pronti a piantare i semi della rinascita ?”

Fonti.

http://tesseavalon.freeforumzone.leonardo.it

http://www.cronacheesoteriche.com

Scott Cunningham “WICCA” (Armenia Edizioni).

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La buona notizia del venerdì: Le Big Banch per cambiare punto di vista!

Si chiamano “panchinisti itineranti” e vanno a caccia di panchine giganti – o big bench – per tutto il Paese.

L’idea nasce originariamente da Chris Bangle, designer americano che insieme alla moglie Catherin ha ideato la prima Big Bench, installata a Clavesana, in provincia di Cuneo. La panchina gigante è stata poi riprodotta sempre uguale ma con colori diversi e ogni Big bench è stata collocata in punti panoramici in diverse regioni d’Italia.

L’originalità di Bangle accompagnata dalla bellezza del territorio hanno dato vita nel 2010 alla prima Big Bench che posizionò in un luogo panoramico di sua proprietà accessibile ai visitatori.

L’intenzione di Bangle è riuscire a trasmettere un messaggio positivo, di collettività, di unione e condivisione.

L’iniziativa ha lo scopo di favorire il turismo, aiutando a scoprire e condividere panorami nuovi e incantevoli fuori dai circuiti normali. Inoltre, il progetto Big Bench sostiene artigiani e comunità locali delle località in cui si trovano le panchine giganti.

Ciò che attrae delle Big Bench oltre alla notevole dimensione sono i colori brillanti ispirati alla natura. Ogni colore è legato al territorio che le ospita. Il giallo dei girasoli, il viola della lavanda, il rosso del vino, il marrone delle nocciole. Le Grandi Panchine sono tutt’uno con i colori del territorio piemontese!

Attualmente le Grandi Panchine sono 106, ogni panchina è numerata ed ha il logo della Big Banch Community-

La maggior parte sono in Piemonte , ma se ne trovano anche in altre regioni.

Pian piano il fenomeno si sta espandendo un po’ ovunque.

Le Grandi Panchine nella maggior parte dei casi, si trovano in cima alle colline, in luoghi panoramici, lontane dai centri abitati Per sapere esattamente dove si trovano si può utilizzare la App gratuita Big Banch.

Google fornisce la mappa con la geolocalizzazione in mmodo da condurvi esattamente dove si trova la panchina che volete raggiungere,

Oltre alla mappa ci sono diverse informazioni utili riguardanti il territorio dove si trova la Big Banch e il grado di difficoltà per raggiungerla. Infatti a volte occorre seguire sentieri poco praticabili, magari tra i vigneti o i campi coltivati, anche con distanze notevoli.

Le Panchine Giganti sono spesso conosciute per immagini, ma una volta che ci si siede su una di esse e si prova la sensazione di godersi la vista come se “si fosse di nuovo bambini”, si vive un’esperienza intensa, da condividere con gli altri. Le panchine sono fatte per rilassarsi, a differenza di una sedia o di una poltrona sono larghe abbastanza da accogliere uno o più amici. Sedersi su una panchina è un gesto sociale piacevole, e fare buon uso di tutta l’energia positiva che le Panchine Giganti emanano è la visione alla base del Big Bench Community Project”, spiega Chris Bangle.

Le Grandi Panchine – Dove si trovano le Big Bench? – Mai fermarsi