* Equinozio di autunno

EQUINOZIO D’AUTUNNO

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(E. Dickinson)

 

Inizia l’autunno astronomico.

La parola “equinozio” deriva dal latino e significa ” notte uguale”, al giorno, naturalmente.

Nell’emisfero settentrionale l’equinozio d’autunno cade generalmente o il 22 o il 23 settembre, ossia il momento in cui il sole incrocia il piano dell’equatore terreste (perpendicolarmente), nel punto detto appunto degli equinozi. Il punto dell‘equinozio d’autunno è  anche chiamato punto della Bilancia (¦Ø), dato che il sole si trova in questo segno zodiacale in questo periodo e ci sta per un mese circa.   Agli equinozi il Sole sorge precisamente ad est e tramonta precisamente ad ovest, ovunque.

Questo avvenimento ha sempre rappresentato nell’antichità un momento speciale nel quale le forze di luce e tenebra sono in perfetto equilibrio.

Per molte culture l’Equinozio d’Autunno è un giorno di celebrazioni.

Alcuni antichi racconti  narrano  che nel giorno dell’equinozio d’autunno gli Dei per  creare il giorno e la notte abbiano “ fatto pace, e si siano messi d’accordo almeno per un giorno”.

Inoltre gli sciamani di un tempo sapevano che per la Terra era un momento di massimo equilibrio tra le 2 forze cosmiche (sole e luna) (yin e yang), quindi facevano rituali per “fotografare” la propria conoscenza acquisita fino a quel giorno e fissarla, per  poi rinascere con forza.

Nella tradizione iniziatica questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per la meditazione, per rivolgersi all’interno, durante il quale la separazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si assottiglia sin quasi a scomparire.

Nell’antica Grecia si celebravano i Grandi Misteri Eleusini, con rituali che rievocavano il rapimento di Persefone, figlia della dea Demetra che regolava i cicli vitali della terra, condotta agli inferi dal dio Ade che ne fece la sua sposa.

La leggenda racconta che Demetra, come segno di lutto e fin quando non riebbe sua figlia, rese impossibile il germogliare delle sementi e delle piante e sterile la terra.  Gli uomini morivano di fame. Allora Zeus, per salvare il genere umano e per placare la dèa, dispose che Persefone vivesse due terzi dell’anno con la madre sulla terra e un terzo presso il marito negli Inferi.

Il mito simboleggiò dapprima il seme del grano che in autunno viene seppellito sotto terra e, poi, germoglia in primavera e più tardi venne a simboleggiare la morte del corpo umano e la resurrezione della sua anima.

Persefone finì così per assumere una duplice funzione : quella di divinità degli Inferi e quella di divinità agraria, indicata anche con il nome di Kore, simbolo della natura.

In Giappone questo giorno è una festività dedicata agli avi ed alla famiglia.

Durante la Rivoluzione francese, dal 1793 al 1805, questo giorno divenne il Primo dell’Anno.

I Celti chiamavano l’Equinozio Autunnale con il nome di Mabon, il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, figlio di Modron, la Dea Madre.

Con il frutto del secondo raccolto, il Mabon celtico (spesso avvicinato al mito di Persefone) rappresenta la conclusione del ciclo produttivo della terra.

Veniva chiamato anche Alban Elued, ”Luce dell’Acqua”, dove l’Acqua rappresenta l’oceano cosmico in cui si immerge il Sole nella parte calante dell’anno: la misteriosa profondità marina che diviene sempre più scura con l’accorciarsi dei giorni.

Mabon segna il completamento del raccolto con la vendemmia dell’uva, dono di Dionisio, dio della vite e dell’ebbrezza.

Il vino che si fermenta nelle botti al buio, rappresenta lo spirito degli iniziati nei riti misterici, il passaggio, la trasformazione, il cambiamento.

Costante messaggio degli Equinozi è che il tempo dell’equilibrio segna l’inizio della trasformazione. La prossima trasformazione invernale consiste in un viaggio nel sé profondo, in contatto con le divinità che si ritirano dal mondo manifesto.

A Oestara, Equinozio di Primavera, la luce e il buio si bilanciavano “fra pari” e ora, nuovamente, c’è equilibrio.

Il Dio Sole inizia a declinare per fare posto alle divinità femminili, lunari. Il buio sta per prendere il sopravvento sulla luce. L’equilibrio è rivolto all’interno.

È il momento giusto per ringraziare gli Dei per la manifestazione, l’abbondanza del raccolto che ancora stiamo ricevendo e che ci stiamo organizzando per immagazzinare.

Si ringrazia per il sostentamento, mentre ci si prepara ad addentrarsi nel Tempo dello Spirito, perché non c’è attività spirituale che non sia sostenuta dalla prosperità materiale. Nel Dio che viene invocato, già c’è la promessa del sostentamento del prossimo anno:

Il Dio Sole sta invecchiando. La sua energia riposa dentro i semi che abbiamo messo da parte per le future semine e le colture del prossimo raccolto. Non c’è nel Sole alcun rimpianto: c’è soddisfazione, opera compiuta e promessa di continuità!

La Dea Terra è matura: dalle forme primaverili della fanciullezza era passata a quelle estive della fertilità ed ora sta per trasformarsi in quelle della saggezza e dell’introversione autunnale che, dopo Mabon, prenderà inizio.

La Dea attraversa una fase di trasformazione, iniziando con Mabon a manifestare la sua saggezza finale, che solo a Samhain, col completarsi del ciclo della Ruota dell’Anno, raggiungerà la piena maturazione: allora la Dea, diventerà Crona, la triplice complessa anziana che in sé contiene le forme precedenti.

Persefone dei misteri Eleusini, la fanciulla che sprofonda negli inferi è la Dea del periodo, anticipazione di Ecate Trivia, della Grande Madre che tutto include, di Maha Devi nei suoi tre aspetti riuniti…

Nella festa di Mabon c’è un carattere di socievolezza e allegria, un inno alla vita che continua, un prepararsi alla durezza dell’inverno con un sorriso ed un animo fiducioso. Le divinità ci hanno accompagnato finora, favorendo il nostro impegno per il sostentamento per il tempo buio dell’anno.  L’allegria di Mabon contrassegna il momento di sospensione prima della discesa nel mondo interiore: non è ancora la discesa vera e propria, il giorno della festa non è ancora tempo di preparazione ma è pausa e riorganizzazione.

Mabon non è una festa facile da comprendere… contiene gratitudine e malinconia, trasformazione e declino, abbandono e riorganizzazione, celebrazione e addii, introversione e socialità.

Tutti questi sentimenti sono in equilibrio contrapposto e tutto è segnale della prossima trasformazione.

Come ogni momento di passaggio ci vengono posti infiniti interrogativi che trovano risposta solo nel quadro più definito dell’intero ciclo della Ruota:

l’Equinozio d’Autunno segna il completamento nel ciclo evolutivo della ruota delle Streghe. Ancora una volta il giorno e la notte si trovano in equilibrio con pari ore di luce ed oscurità. Questo periodo è la fine del ciclo produttivo della natura per l’anno in corso ed è il momento di concludere ciò che si è cominciato.

Nella tradizione Wicca l’Equinozio d’Autunno segna il declino dell’anno, il momento in cui la Dèa scende negli inferi; mentre lei si ritira, noi vediamo il declino della Natura e l’inizio dell’Inverno.

L’Equinozio d’Autunno è, secondo la tradizione delle streghe, il completamento spirituale del raccolto, iniziato a Lughnasadh; viene visto come periodo consapevole di una rinascita successiva ad una fase vitale differente. Questo è il momento di annoverare le nostre fortune, rendere grazie per l’abbondanza e i doni che abbiamo ricevuto e guardarci dentro.

Rammentiamo quindi i passi fatti per raggiungere i nostri obbiettivi e di che cosa c’ è bisogno per conservarli.

“Nel mese del Passaggio –

nel difficile varco fra i mondi –

l’augurio di custodire –

mentre il buio avanza –

la memoria della luce…”

Poesia di Rosa Carotti

 


Leggi anche : ” Mabon “

FONTI:

http://www.ilcalderonemagico.it/home.html

http://www.antroposofia-roma.org

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