* Racconto sulla Befana

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La scopa e… la Befana

Quando la Befana di Roma ha finito il suo giro, torna nel paese delle Befane dove, per prima cosa, sgrida sua sorella perché non ha lavato i pavimenti, non ha spolverato i mobili e non è andata dal parrucchiere.
Alla sorella della Befana non va di viaggiare sta sempre in casa a mangiucchiare cioccolatini e a succhiare caramelle all’anice. È più pigra di ventiquattro mucche.
Le due sorelle hanno un negozio .di scope.
Lì si servono tutte le Befane del paese.
Le Befane sono migliaia e consumano un monte di scope. Gli affari vanno benone.
Quando le vendite diminuiscono si pensa a lanciare una nuova moda.
La moda della miniscopa, ad esempio, fa furore.
In principio le Befane più anziane protestano.
Poi i cominciano anche loro a fare delle prove di nascosto in casa, con le tende ben tirate.
E un bel giorno escono anche loro con la miniscopa.
Dopo un po’ di tempo le vendite tornano a diminuire.
E allora viene lanciata la moda della maxiscopa: una scopa lunghissima.
Due volte più del necessario.
Il giorno che una Befana giovane giovane, molto graziosa, si fa vedere in giro con la maxiscopa, tutte le altre diventano matte per l’invidia.
L’anno dopo la sorella della Befana inventa la scopa midi e diventa ricca.
Mette su un negozio di aspirapolvere.
E qui cominciano i guai. Perché le Befane viaggiando con l’aspirapolvere, aspirano nuvole, comete, uccellini, paracadutisti, satelliti naturali e artificiali, pipistrelli, professori di latino.
Già, per i viaggi è più pratica la vecchia scopa.

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Gianni Rodari

Gianni Rodari è autore di molti libri per bambini. E’ un autore che aiuta a immaginare cose sempre nuove in fondo alle quali c’è sempre un messaggio.

 

 

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7 thoughts on “* Racconto sulla Befana

  1. Bellissimo il racconto. Molto molto piacevole anche per un adulto. Sai Laura che, quasi quasi, la sorella pigra mi gusta di più, assai, di quella girandolona.
    Mi sa che comincerò a corteggiare proprio quella. Comunque sia, viva la Befana.
    A Te buona giornata e buon inizio settimana.
    banzai43

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  2. Non riesco a decifrare il messaggio nascosto nel racconto, per cui cerco di cavarmela alla maniera di Giuseppe Garibaldi con una mia personale interpretazione.

    La scopa sta a significare la pulizia che si fa dopo ogni lavoro o attività raccogliendo rimasugli utili o belli, e rimasugli inutili o brutti.

    Nel nostro caso questa pulizia riguarda la pulizia di tutto ciò che è rimasto dall’anno appena trascorso.

    I rimasugli utili e belli, derivanti dalla spazzatura con la scopa, vengono raccolti e distribuiti ai bambini meritevoli in regalo. I rimasugli inutili e brutti vengono raccolti a parte e distribuiti ai bambini cattivi o non meritevoli.

    Tutto va liscio fino all’arrivo dell’idea di creare una nuova moda per un facile arricchimento e per soddisfare una smodata avidità.

    La sorella della Befana, attratta solo dal denaro, raggiunge la felicità quando riesce a piazzare sul mercato il suo meraviglioso aspirapolvere elettrico, incurante delle conseguenze.

    L’aspirapolvere ingoia e distrugge tutto, professori di storia e di filosofia, di italiano e di matematica, di chimica e fisica, di latino e greco, e tutti gli uccelli e le meraviglie dell’Universo.

    Tutto venendo distrutto dall’aspirapolvere, la Befana perde la capacità e la possibilità di separare, raccogliere e distribuire ai bambini buoni e cattivi la giusta ricompensa. Un danno incommensurabile.

    La sorella della Befana diventa ricchissima e pensa che il denaro e l’avidità siano il motore del mondo e la sola cosa che conti.

    La Befana, accortasi del madornale errore, e sapendo che la vera ricchezza sta nell’equilibrio di poter distribuire premi belli o brutti a seconda del merito, ripristina la vecchia scopa dimenticata.

    Sembra una storia che abbiamo vissuto sotto i nostri occhi. O no???…

    Bravissima!!!

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    • A Beautiful41
      Hai l’abilità di cogliere sempre i messaggi più nascosti e riportarli alla realtò attuale!
      Originalissima questa interpretazione!
      Ma i bambini sono tutti buoni, sono gli adulti che spesso non capiscono le loro esigenze.
      Si tratta sempre di giudizi per non assumersi la responsabilità di educare.
      La Befana è saggia e porta a tutti il carbone, ma dolce!
      Alla prossima!
      L

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  3. Carissima,

    ti ringrazio del tuo intervento che apre nuovi orizzonti, più giusti e sensati, sull’argomento Befana.

    Ciò mi costringe però a rivedere le posizioni già espresse, con una nuova interpretazione del racconto ma sempre alla maniera di Giuseppe Garibaldi.

    La funzione della scopa è quella di spazzare via tutte le cose inutili e brutte, magari riciclandole, separandole da tutte le cose belle e utili che, raccolte, vengono distribuite a tutti i bambini del mondo per la loro felicità.

    In tal modo i bambini vengono educati tutti alla stessa maniera e cioè senza fare distinzioni nè favoritismi, ciò che li fa crescere nella serenità.

    Tutto va liscio fino a che la sorella della Befaha, per arricchirsi e nuotare nell’oro, ha l’idea di creare nuove mode ed escogita l’uso dell’aspirapolvere che, come abbiamo visto, ingoia e sminuza tutte le meraviglie dell’Universo, tutti gi uccellini e tutti i professori.

    I bambini, ricevendo solo cose sminuzzate e senza valore, diventano tristi e infelici, cioè proprio al contrario della sorella della Befana, tutta raggiante di felicità per la ricchezza accumulata.

    La Befana, donna molto saggia, vede quello che la sorella non vede. La Befana vede il pericolo del volersi distinguere “a tutti i costi”. La Befana è terrorizzata dal realizzare che i bambini, educati serenamente senza distinzioni,diventando grandi si trovano nel mondo degli adulti basato sulle distinzioni, venendone traumatizzati, alcuni per sempre.

    La Befana così ripristina la vecchia scopa nella speranza che un giorno anche il mondo degli adulti elimini le “distinzioni”.

    Anche in questa interpretazione però traspare quanto tutto ciò sia già noto e fonte di irreparabili disastri.

    Ti abbraccio

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