Il senso della vita

IL SENSO DELLA VITA

 

Talvolta le persone mi chiedono quale sia il senso della vita.

Questo genere di interrogativi porta inevitabilmente a confrontarsi con la religione. Alcune di queste persone, nel porre questa domanda, cercano una conferma: vorrebbero sentirsi sostenere la loro convinzione di seguire la “giusta” dottrina, cosa che, ovviamente, io non faccio.

Fede e convinzioni non sono la stessa cosa. La spiritualità e la fede in qualcosa di più grande di noi ha senz’ombra di dubbio un effetto rilevante sulla nostra salute e sul nostro benessere, ma la domanda non ha a che vedere con la fede. Si tratta di applicazioni alla vita quotidiana.

Il senso della vita è semplicemente quello che voi decidete di darle.

Ciò che credete influenzerà ciò che vedrete, che udirete e che proverete: ecco perchè ha senso prestare particolare attenzione alle proprie convinzioni.

Io credo nella capacità di provare meraviglia di fronte all’essere umano e cerco di trasmettere questa convinzione anche ai miei pazienti.

Non è difficile, se ci pensate.

Dopotutto, se non fossimo già parte di qualcosa di più grande della semplice somma di singoli individui, come potrebbero questi miliardi di neuroni fisicamente scollegati lavorare di concerto per produrre pensieri coerenti, un senso di storia e l’esperienza stessa del “sè”?

L’organismo umano ha del miracoloso: nell’arco di una vita il cuore batte per circa due milioni di volte ; ciascuno di noi ha delle impronte digitali uniche; ed il nostro cervello è capace di creare percorsi neuronali e connessioni in numero maggiore della quantità di atomi che compongono l’intero universo conosciuto.

E nonostante questa unicità tutti gli esseri umani del pianeta sono accomunati dalla macchina straordinariamente affascinante e complessa che raccoglie questa essenza; il corpo regolato dal cervello.

E’ facile credere che questo sia il prodotto di qualcosa di più grande, perchè effettivamente è così. Chiamatela genetica, o chiamatelo Dio, sono comunque forze che vanno ben al di là di ciascuno di noi preso singolarmente.

Credere in qualcosa di più grande, qualcosa che esiste da ben prima di noi e che ci sopravviverà, credere che una coscienza sufficientemente forte probabilmente resterà anche oltre la morte, questo è importante in molti modi.

Ricerche condotte su ampia scala hanno dimostrato che una fede intensa( indipendentemente dalla loro professione) e che vivono in accordo con ciò in cui credono hanno un terzo di possibilità in più di sopravvivere ad una grave malattia.

Al mondo esistono molte cose che non si possono spiegare e che, probabilmente non si spiegheranno mai.

Prendete la gravità, ad esempio: tutti ne parlano ma ancora non sappiamo come funzioni. Non sappiamo per quale motivo un elemento chimico abbia certe caratteristiche uniche. Ne conosciamo la temperatura di fusione e di ebollizione, sappiamo che combinandolo con altri elementi forma composti specifici. Sappiamo che se prendiamo idrogeno in quantità sufficiente e lo sottoponiamo ad altissime pressioni, possiamo creare un sole. Ma quanto ai motivi per cui questo non accade, proprio non ne abbiamo idea.

Per dirlo semplicemente quanto le vostre convinzioni sono così grandi, le piccole cose che vi trovate ad affrontare quotidianamente smettono di essere degli ostacoli insormontabili.

Questo è aver trovato un significato.

Questa è vita, e la vita è bella!

Richard Bandler “ The Secrets of Being Happy “ ( PNL per il benessere)

13 thoughts on “Il senso della vita

  1. Io mi meraviglio sempre di fronte all’immensità della scienza e al fascino della natura. La scienza, capace di spiegare il come, ma non il perchè e anche questo è meraviglioso a modo suo, perchè in quel “perchè” c’è spazio per tutti. L’importante è non assolutizzare i propri “perchè”.

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  2. Sono d’accordissimo, la vita e’ bella e ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo, bisogna credere sopratutto in se stessi e amare il nostro prossimo, animali compresi, baci Laura, buon weekend, i tuoi post sono aria fresca, tvb!!!!

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  3. Il senso della vita è la direzione e la forza che tu imprimi alla tua vita.
    E’ la direzione e la forza del lancio del giavellotto della tua vita.
    Direzione e forza sono la direzione e la forza delle tue credenze o fedi.
    Quasi sempre esse sono credenze imposte ma chi non vi si riconosce le può trovare custodite ed a disposizione nella propria anima o coscienza.
    Queste ultime sono le più appaganti e le più potenti e possono donare la felicità, indipendentemente dalle condizioni esterne.
    Il giavellotto della tua vita, piccolo o grande che sia, quando proviene dalla tua anima è sempre estremamente prezioso e ti illumina ed allunga la vita, rendendola forse immortale.
    Ed è sempre una tua scelta.
    Bravissima!!!

    Dovresti però correggere l’articolo per le pulsazioni del cuore che sono 86.400 in un giorno e quindi ben oltre due miliardi durante una esistenza di 72 anni, ed oltre tre miliardi per una esistenza di cento anni. E se vuoi puoi cancellare questo “addendum”: A presto.

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  4. Molto bello e interessante (compreso i commenti)quello che c’è scritto in questo post, però anche se sono convinta che sicuramente la vita ha un senso, a prescindere da come viene gestita, la domanda che mi turba di più è :qual’è il senso della morte? la fine del tutto o l’inizio …di cosa?
    Grazie per i tuoi articoli sempre coinvolgenti.
    Buona Domenica
    Ross 😀

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  5. Per Ross.
    Vita e morte sono due lati della stessa medaglia, due stati diversi della stessa entità.
    Così come la notte ed il giorno.
    Durante il giorno siamo illuminati dal Sole e non possiamo vedere le meraviglie della notte.
    E durante la notte nell’oscurità non possiamo vedere le meraviglie del giorno.
    Ma noi esistiamo comunque.
    Il senso della morte pertanto dovrebbe essere lo stesso di quello della vita perchè esso appartiene all’anima, l’essenza vitale invisibile ed immortale che si veste alternativamente con due abiti, quello della vita e quello della morte.Continuo domani…

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  6. Per Ross.
    Riprendo il filo interrotto.

    L’esistenza dell’anima sembra una faccenda controversa, ma molte testimonianze, individuali e storiche, sembrano confermare che essa esiste e noi, per poter dare un senso alla morte, dovremmo accertare, per quanto possibile, questa asserzione.

    Vi sono molte cose e realtà che noi non vediamo ma che esistono. Fra esse mi viene in mente il magnetismo terrestre, una enorme nuvola magnetica che avvolge tutta la Terra e dentro la quale noi siamo immersi, come in un grande oceano, senza che ce ne accorgiamo.

    Gli antichi egizi avevano idee ben chiare sull’anima che continua a vivere dopo la morte corporale se essi davano luogo ad un enorme dispendio di energie, mezzi ed immense ricchezze per rendere possibile e facilitare il viaggio delle anime dei faraoni defunti.

    Tali operazioni potevano scaturire solo dalla convinzione dell’esistenza dell’anima dopo la morte.

    Questa convinzione sembra essere stata il risultato di una superiore conoscenza perchè essi conoscevano finanche la destinazione finale delle anime dei morti e che era un gruppo di stelle della costellazione di Orione e di Sirio, ciò lasciato per iscritto sui Testi delle Piramidi.

    La cosa incredibile, ma vera, è che la scienza moderna solo recentemente ha “scoperto” che la Terra, assieme a tutto il sistema solare, e quindi con l’uomo, viaggia nello spazio verso Sirio ed Orione, da millenni e per millenni, alla velocità di 800.000 km/ora.

    Una coincidenza??? Difficile pensarlo. Il viaggio delle anime verso Sirio ed Orione è una testimonianza che l’anima dei defunti continua a vivere e continua nel suo viaggio intrapreso quando essa era anima vivente prima della morte.

    Ritornando a quanto accennato all’inizio, ed accettando l’esistenza dell’anima quale comune contenuto sia della vita e sia della morte, diviene quindi più chiaro come il senso della vita e quello della morte siano gli stessi, inscindibili, in comune ed eterni.

    Se dovessimo incontrare nell’al di là le anime di Hitler e di Madre Teresa di Calcutta forse riscontreremmo che esse hanno conservato la loro iniziale impostazione impressa da loro stessi quando erano in vita.

    Avendo risposto in qualche modo al primo interrogativo, la risposta al secondo interrogativo ne è una semplice conseguenza perchè l’anima, continuando il viaggio dopo la morte, potrà vedere cose, osservare meraviglie, scoprire segreti, che non era possibile constatare nello stato dei vivi, proprio come durante la notte possiamo assistere alle meraviglie del cielo non visibili di giorno.

    Ma abbiamo parlato di eternità??? Esiste l’eternità???

    Anche qui forse possiamo essere illuminati dal pensiero arcaico che la scienza moderna inizia solo a “scoprire”.

    Gli stessi egizi sopra citati hanno riferito che le anime dei faraoni defunti diventavano stelle una volta giunte alle dette destinazioni.

    Essi avevano una chiara idea dell’eternità evolutiva cosmica, con cicli di migliaia o milioni di anni, che rappresentavano con il serpente, in particolare il cobra che, raffigurato sui copricapi reali dei faraoni, rappresentava l’eternità “evolutiva” ove tale parola vuole significare evoluzione a sbalzi, come gli scatti fulminei dei serpenti cobra.

    Le stelle, lo sappiamo, nascono, collassano e muoioni e, con i buchi neri ed i big bang, danno origine alla rigenerazione di sè stesse e della vita nell’Universo.

    Oltre che la remota memoria di una conoscenza ed una storia dimenticata, tutto ciò sembra volerci indicare che l’Anima, nell’Eternità dei Tempi, come lestelle, si rigenera estinguendosi e lasciando nascere una nuova Anima ed una nuova Vita.

    I particolari di questa rigenerazione te li potrò comunicare quando sarò nell’al di là. Ciò fa parte delle meraviglie della notte.

    Ti saluto. E naturalmente saluto Laurin42 che ringrazio per la sua cortese ospitalità.

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    • molto bello è interessante quello che hai scritto, come me poi,per quanto riguarda Orione,l’atmosfera e l’Universo sfondi una porta aperta. Per quanto riguarda l’anima, invece, ho delle perplessità o forse delle paure,anzi diciamo la paura atavica della morte che ci “costringe” a trovare qualsiasi escamotage per evaderla o meglio per “sorpassarla” ovviamente credo in DIO però,come ho già scritto, nel mio profondo si unsinua il venticello malevolo che mi dice : «cenere sei e cenere ritornerai» , però La Quaresima ci insegna un’altra cosa:
      ————–
      Nel momento della morte viene meno l’alito di vita e l’uomo torna alla polvere da cui è stato tratto. Ma poste all’inizio del cammino quaresimale esse assumono anche una valenza nuova, colma di speranza. Il «memento mori» non è per la rassegnazione, ma è in vista del ravvedimento e della conversione della vita. L’itinerario quaresimale è infatti orientato alla Pasqua, là dove Gesù, morendo sulla croce effonde sull’umanità lo Spirito che dà la vita e Dio, risuscitando Gesù dalla morte, apre ad ogni uomo le porte del suo regno eterno.
      (tratto da: http://enkaipan.myblog.it)
      ————–
      Insomma,quello che voglio dire è che a volte scienza e religione sono in conflitto,come ragione e cuore,e questo mi manda in confusione,nonostante la fede.
      Grazie a te e Laurina per l’attenzione e le risposte
      Un caro saluto
      Ross 😀

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  7. Ciao Laurine, Posso? Mi presento: mi “chiamo” Marghian…. ma perche’ ho messo le virgolette? Il “nome di battesimo” e’ pur esso una convenzione. “Livio” e’ il mio “vero nome” ma tutti i nomi sono veri. Qui, “marghian” identifica me-se mi si conosce, e’ chiaro.

    Come sono capitato qui? Ross, l’amica Ross mi ha letteralmente consigliato di leggerti, e non si e’ sbagliata. Per adesso ho gia’ scritto tanto, ma aggiungo una cosa: “anima”, “universo”, “spirito” sono le parole maggiormente ricorrenti nei miei posts (esclusi quelli su altri argomenti-che non mancano- come la musica o l’attualita’-.
    Un mio blog lo vedrai cliccando sul nome di fianco all’avatar, ma quello che uso maggiormente e’
    marghemarg.wordpress.com/ Ti saluto.

    Marghian

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  8. Ciao Ross. Eccomi qui. :)Ho promesso a Laurine che non avrei scritto altro e questa volta saro’ conciso.
    ^Conosci i miei pensieri sull’anima, su Dio o sulla vita postuma-che io considero ^come sai un prosieguo di questa, su piani di esistenza extrafisici- ma non per questo meno concreti. Non sono dogmatico, anche se..avrai notato, cerco di “interpretare” anche i dogmi (quelli, pochi, che ritengo abbiano “un fondo di verita’” che spesso non trovi nelle interpretazioni letterali dei “testi antichi”).
    Non credo nella reincarnazione, ^come sai, ma in qualcosa di simile: si passa da un piano di esistenza ad un altro, ma “non rinascendo come animale terrestre” e comunque non perdendo mai la propria individualita’ di se’ cosciente e personale. Eccoti un esempio di “dogma” che io ho cercato di “interpretare”, in cio’ che di “vero” ci puo’ essere: il “purgatorio”. Lungi dall’essere un “reparto dove si sconta una pena” esso magari e’..l’evoluzione dell’anima attraverso piu’ livelli di coscienza fino a raggiungere la dimensine di “perfezione”, la condizione che, in “gergo” si chiama “paradiso”.
    Come sai io ci vado piano con il 2012 (pur non escludendo un antico “sapere segreto”, parte del quale era forse… ^anche in possesso dei Maya) .

    “Come sai” ..cosi’ anche Laurine ha una idea, seppur parziale, del mio “identikit” come blogger. Ciao.

    Marghian

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  9. A Beautiful41, Ross, Marghian
    Grazie ragazzi di questa vivace presenza sul mio blog! Sollecitare riflessioni e scambi di riflessioni è lo scopo di ogni blogger!
    Invito tutti i ” contendenti ” a scambiarsi visite.
    In particolare sottolineo il blog ” Pensieri dell’uomo” di Beautiful41 campione di Conoscenza e Saggezza Antica.
    Love
    L

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  10. Ciao, Laurin (ioi avevo scritto “laurine” 🙂 ). Non manchero’, appena possibile, la vita reale (non che qui non lo sia, infatti vi chiamo “amici a distanza”, non “amici virtuali”… forse fra radioamatori o quando esistevano solo i telefoni fissi e la posta tradizionale si diceva “amico virtuale”? No) mi impegna parecchio-dieci ore di lavoro, ieri, per fare un esempio.
    Sono impiegato statale, ma ho i rientri pomeridiani, e come “addetto alla sorveglianza”-senza divisa, “tipo un bidello”…- devo fare sempre qualche mezz’ora in piu’ per aprire e chiudere -ah, e’ un archivio di stato, ad Oristano.

    Non manchero’, Laurin, proprio perche’ cio’ che tu scrivi e’ vero. :)Ciao, per adesso-ho preso un giorno di permesso, ho la macchina in officina, e questo pomeriggio la ritirero’…altro impegno…-.

    Marghian

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  11. Ti ringrazio per il “campione”, che accetto come un tuo gentile complimento.
    Ma la Conoscenza e la Saggezza a volte giocano brutti scherzi.
    Più se ne ha e più si scopre che è cresciuto enormemente quello che non si ha.
    A presto.

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