* Giardinieri sovversivi

Un mondo più verde, un’aiuola alla volta!

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Il gruppo romano è entrato in azione alle 12.00. Wired.it lo ha visto lavorare la terra e piantare semi per riportare in vita l’ennesimo giardino abbandonato a se stesso

Sono pronti a tutto. D’altro canto questa non è la prima azione del commando. Tuttavia l’obbiettivo è ambizioso, è l’ultimo della stagione. Poi le “armi” verranno deposte. Per lo meno per tutta l’estate, in attesa di un clima più favorevole, l’autunno.

Comunque le “bombe” sono pronte. E loro si sono preparati a lanciarle, lo sanno tutti, questa è gente che non scherza. Improvvisamente silenzioso sbuca anche il capo. Anche se i rivoluzionari verdi, di gerarchie, non vogliono proprio sentirne parlare. Però è lei ad avere la pala in mano… I guerriglia gardening tenteranno, per l’ultimo attacco di primavera, il così detto salto di qualità.

Alle 12.00  è previsto l’attacco. E loro, precisi come un orologio svizzero, entrano in azione. Con le pale smuovono la terra. Le zappe servono a tracciare i solchi e rimuovere le erbacce dell’ennesimo giardino pubblico abbandonato a se stesso. Poi sarà la volta delle “bombe”. Anche se queste non uccidono, e nonostante il nome, servono a dare la vita. Dagli esplosivi verdi, un mix di argilla, terra e semi, nasceranno dei bellissimi girasoli. All’improvviso, però, sbuca una pattuglia della polizia.

Un attimo di panico tra i 30 guerrilla gardening. Ma l’agente alza il pollice ed esclama: “ Continuate così ragazzi”. È fatta, anche le forze dell’ordine sposano la causa, pensa Vanessa Scarpa, il leader dei rivoluzionari dal pollice verde.

Dall’inizio dell’anno abbiamo fatto tre azioni per il recupero del verde pubblico abbandonato – spiega Vanessa. A Tor bella Monaca, San Paolo e a Corviale. Ma cosa ancora più importante, a gennaio, abbiamo aperto la scuola del giardiniere sovversivo, ad Acrobax, nell’ex cinodromo a Roma”.  

Nel frattempo i 30 componenti della colonna si muovono in perfetta sincronia. Ognuno sa quello che deve fare. Ognuno in mano ha la sua “arma”. In un paio di ore l’operazione è conclusa. L’area è rinata. E la dove c’era uno spazio degradato, in via di Poggio verde, ora c’è una bella superficie fiorita. Chissà come saranno felici i residenti del quartiere. E chissà cosa penseranno, invece, dal comune.

Tuttavia l’operazione non è ancora conclusa. Manca il marchio di fabbrica. La firma. Il lavoro deve essere rivendicato. Il capo estrae il documento. È una bandiera con lo stemma del commando: Giardinieri sovversivi romani. Che, naturalmente, viene piantata al centro del giardinetto.

Per l’autunno – racconta Vanessa – stiamo preparando delle azioni eclatanti. L’ultima del 2012, in inverno, a ridosso del Natale sarà clamorosa. Un mix tra recupero di un’area abbandonata e un’opera artistica. Però è segreta e non la si può svelare”.

Lassù nel cielo, c’è un sole splendente, ad  osservare il commando verde.

Chi sono i giardinieri sovversivi?

Sono persone di tutte le età unite dal comune interesse per il giardinaggio, sostenitori dell’ecologia e aperti a nuove amicizie. C’è chi ha il pollice verde, chi ha senso estetico, chi è esperto nel fai da te. C’è anche chi non ha particolari abilità, ma partecipa lo stesso per curiosità, voglia d aiutare e costruire insieme, per imparare in compagnia com’è facile migliorare qualcosa se lo si vuole e se non si è soli.

Alcuni giardinieri partecipano attivamente in cerca di zone da ripristinare e facendo sopralluoghi, accordandosi con gli abitanti del quartiere per cercare collaborazione; alcuni si occupano di reperire piante, attrezzi, concime e tutto ciò che è necessario ad una guerriglia perfetta, così come altri ci regalano tutte queste cose.

C’è chi è attivo sul terreno (è proprio il caso di dirlo) e lavora in prima persona estirpando, zappando, concimando e piantando e c’è chi ci aiuta annaffiando e controllando le nostre aiuole nei giorni successivi all’azione guerrigliera.

Sono attivamente impegnati a migliorare il mondo, anche se con piccole azioni, perché credono nel potere delle idee e della loro capacità di espandersi e perdurare: succede spesso, durante una guerrilla gardening, che persone si avvicinino, chiedano, si informino o addirittura aiutino.

Questo è il nostro potere, comunicare qualcosa in cui credi facendo qualcosa che ti piace fare; come piccole api portano a distanza un messaggio che si moltiplica e si espande, ed è bellissimo vedere che oltre alle aiuole fioriscano anche i nostri ideali nelle menti di chi li supporta.

Il giardinaggio sovversivo è per tutti!

Un mondo più verde, un’aiuola alla volta!

Gelsomino Group

Guerrilla Gardening (Soresina, Cremona),

Terra di Nettuno (Bologna),

Zappata Romana (Roma).

Badili Badola (Torino)

Giardinieri sovversivi romani

fonti:http://life.wired.it *

http://www.guerrillagardening.net




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