* Quando c’era vita su Marte ….

 

Marte appare come un disco rosso sul quale si distinguono regioni più chiare e più scure. Quarto pianeta in ordine di distanza del Sole, deriva il suo nome dal dio romano della guerra proprio per il suo colore rosso con cui risulta visibile in cielo.

Nell’agosto 1911 Lowell pubblicava la notizia…

Già all’inizio del ‘600, usando osservazioni a occhio nudo del moto di Marte visto dalla Terra, Keplero rilevò che l’orbita del pianeta non era una circonferenza, come aveva pensato Copernico, ma una ellissi.
Poi arrivò il telescopio. Francesco Fontana, avvocato napoletano e astrofilo, nel 1636 fu il primo a vedere delle disuniformità sulla superficie di Marte: non più un disco omogeneo, ma con zone chiare e scure.

Nel 1877 l’astronomo americano Asaph Hall scopre l’esistenza delle due lune marziane (Phobos e Deimos) e Giovanni Schiaparelli, direttore dell’osservatorio milanese di Brera, inizia sul pianeta una serie di osservazioni che continuerà fino al 1890.
Le osservazioni di Schiaparelli, pubblicate in italiano negli Annali dell’Accademia dei Lincei, hanno eco mondiale. L’ottimo telescopio di Schiaparelli gli permette di vedere alcune strisce che sembrano collegare vaste macchie scure sul pianeta, attribuite a mari o distese d’acqua. Non c’è ancora la fotografia astronomica, e l’astronomo disegna a mano quello che vede, o che crede di vedere.

il pianeta Marte nella notte del 20 settembre 1909 ( disegno)

Un ricco americano, Percival Lowell, è un appassionato di astronomia.In particolare è interessato agli studi sul pianeta Marte. Viste le mappe marziane, nel 1896 fa costruire un osservatorio su una montagna dell’Arizona: il Lowell Observatory, che esiste ancor oggi.

Ma Lowell, folgorato dalle mappe di Schiaparelli, prese una terrificante cantonata di traduzione. Tradusse «canali» con «canals», parola simile ma di significato alquanto diverso. Mentre in italiano «canale» può essere artificiale (Villoresi) o naturale (Canale di Sicilia), in inglese non c’è dubbio: «canal» è solo artificiale.

Lowell, scrittore dotato di ottima fantasia, si convince così che quello che vede, o crede di vedere, sono canali scavati da una civiltà avanzata, al lavoro su Marte. I canali sono per loro essenziali: sono l’unico mezzo per trasportare l’acqua della fusione dei ghiacci polari fino alle zone equatoriali.
Anche Lowell fa mappe di Marte, addirittura costruisce un mappamondo marziano, con canali dritti, lunghissimi, che si incrociano in punti che sembrano città.
Manda la notizia al «New York Times», che la pubblica con grande risalto proprio cent’anni fa, il 27 agosto 1911. Nessuno allora dubitava della vita su Marte, tutti erano pronti ad accettare che non fossimo soli nel Sistema solare, anzi, si fanno complimenti ai nostri vicini planetari per le loro capacità ingegneristiche.

Sarà la fotografia astronomica a togliere poco dopo l’elemento di fantasia dai disegni degli astronomi. La sonda Mariner 4, nel 1965, nelle prime foto prese da vicino, non mostra canali, ma crateri, canyon e letti secchi di grandi fiumi.

L’acqua su Marte c’è stata, oggi ne siamo sicuri, ma se n’è andata, forse insieme con gran parte dell’atmosfera di un pianeta troppo piccolo per trattenerla. Attualmente, l’atmosfera di Marte è così sottile che l’acqua non può scorrere liquida in superficie: evaporerebbe istantaneamente.

( da un articolo del Prof. Giovanni Bignami )

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Un miliardo di anni fa Marte era un pianeta blu, ricchissimo di acqua. Probabilmente un grande oceano nell’emisfero Nord lo occupava per un terzo, la terraferma era piena di laghi e i fiumi erano almeno 40.000.

Il panorama di Marte e’ il risultato della prima ricerca che riunisce i dati osservati dal 2001 ad oggi dai satelliti di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) in orbita attorno a Marte.

Sembra ormai molto probabile che in passato un oceano profondo circa 550 metri copriva il 36% del pianeta e conteneva circa 124 milioni chilometri cubi di acqua.

Non si può quindi escludere che un ambiente come questo possa avere ospitato forme di vita. Il ciclo dell’acqua su Marte era molto simile a quello della Terra, con piogge, acqua che scorreva sulla superficie, si accumulava in laghi e in un oceano, formava ghiacciai ed evaporava.

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I mesa a forma di lacrima presenti nella Ares Vallis sono tra le strutture più famose su Marte, e secondo nuovi studi potrebbero indicare la passata presenza di un’oceano nella zona.

Jack Farmer, ricercatore dell’Arizona State University di Tempe ha detto di essere ”ottimista” sull’ipotesi che su Marte c’e’ stata o c’e’ vita.

Un altro scienziato Bill Schopf, ricercatore della University of California di Los Angeles ha aggiunti: ”Grazie alle sonde ed alle immagini orbitali e’ chiaro che ci sono letteralmente vaste aree di Marte tapezzate con vari tipi di solfati, tra cui il gesso”. A questo si deve aggiungere anche la presenza di metano rilevata su Marte.

E oggi c’è anche Curiosity!

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Guardando il cielo stellato nelle notti di agosto, lontano dalle luci dell’abitato,udendo il canto dei grilli, e la brezza estiva sulla pelle calda, le stelle sembrano di più.

Stelle, pianeti, asteroidi, costellazioni, si riconosce facilmente il grande carro e più in sù la stella polare…più giù…più su…qui brilla di più…là lampeggia…lì è rossa…là un pò viola…come un’orchestra il cielo vibra ed invita, anzi attrae a naufragare in quel mare blu scuro…

Come resistere all’immaginazione che porta alla velocità della luce su una stella, o un pianeta…magari su Marte…

E chi può stabilire quale è il sogno e quale la realtà?

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fonti:

http://www.timestars.org/spazio/spazio_oceani_fiumi_su_marte.html

http//link2universe.it 

6 thoughts on “* Quando c’era vita su Marte ….

    • Cara Mirna,ma la via del progresso è costellata di sogni realizzati! Anche gli scienziati sognano immaginando di spiegarsi la realtà che ci circonda. Senza sogni non si andrebbe oltre. Del resto la vita stessa è un sogno che perseguiamo…
      Felice estate
      Love L

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  1. Incredibile…ma alla fine secondo te non potrebbe essere anche una questione di risorse la ragione per cui hanno tutta questa “curiosity”? Volendo rendere il tutto una storia alla Tom Clancy potrebbe esserci nel futuro la possibilità di prendere il metano da questo pianeta…

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  2. “E chi può stabilire quale è il sogno e quale la realtà?”
    Ma è l’Anima naturalmente, il più potente e veloce navigatore intergalattico che in una frazione di secondo si sposta da una stella ad un’altra, da un universo ad un altro, da un pianeta ad un altro.
    L’Anima vede cose immensamente lontane e molto in anticipo sul limitato orizzonte della realtà.
    E non c’è dubbio che i passi dell’Uomo siano dettati dagli aneliti della sua Anima.
    L’Anima ha regole ben precise che parecchio tempo fa furono consegnate all’Uomo affichè seguendole egli potesse vivere nella Civiltà che significa Armonia e Rispetto.
    Ma l’Uomo ha preferito fare di testa sua, abbandonando l’Anima e dandosi alla pazza gioia di una illimitata libertà individuale pertanto senza Armonia nè Rispetto.
    E finanche Marte, un semplice vagabondo del Cosmo, che, assieme ad altri 6 vagabondi, contribuì alla determinazione della fascia zodiacale, ci ricorda che se non rispettiamo la Natura ed ogni elemento del Creato la Natura viene stravolta e si vendica sull’Intelligenza.
    La morte della vita per la scomparsa dell’acqua su Marte potrebbe essere seguita dalla morte della vita sulla Terra per lo stesso motivo dato che l’acqua dolce sulla Terra sta paurosamente scarseggiando e non tutti vi hanno libero accesso.
    E questa volta non c’è dubbio che ciò sia un atto volontario dell’Uomo.
    Il vagabondo Marte, con la tua preziosa ed illuminante opera, ci rammenta tutto questo e molto di più.
    Bravissima!!!

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