* 4 Luglio: diritti e valori

1 – Io non ho inferto sofferenze

2 – Io non ho rubato con violenza

3 – Io non ho fatto violenza ad alcuna persona

4 – Io non ho rubato

5 – Io non ho ucciso nè uomini e nè donne

6 – Io non ho alleggerito le quantità secondo misure (al mercato)

7 – Io non ho agito con inganno

8 – Io non ho trafugato le cose che appartengono a Dio

9 – Io non ho pronunciato il falso

10 – Io non ho sottratto beni con la forza

11 – Io non ho pronunciato parole vili o cattive

12 – Io non ho sottratto cibo con la forza

13 – Io non ho agito con inganno (forse nel senso di trasgressione)

14 – Io non mi sono adirato

15 – Io non ho invaso i campi altrui

16 – Io non ho ucciso animali sacri

17 – Io non ho maltrattato terreni arati

18 – Io non mi sono intrigato in faccende con imbrogli

19 – Io non ho sparlato contro alcun uomo

20 – Io non mi sono arrabbiato senza una giusta causa

21 – Io non ho fornicato o commesso sodomia

22 – Io non mi sono masturbato

23 – Io non ho fatto l’amore con la moglie altrui

24 – Io non ho impaurito alcun uomo

25 – Io non ho parlato con rabbia bruciante

26 – Io non sono stato sordo alle parole di giustizia e verità

27 – Io non ho fatto piangere alcuna persona

28 – Io non ho pronunciato parole blasfeme

29 – Io non ho agito con violenza

30 – Io non ho precipitato il mio cuore (nel senso di agire senza considerazione)

31 – Io non ho bucato la mia pelle e non mi sono vendicato verso Dio

32 – Io non ho parlato più del necessario

33 – Io non ho commeso frode e non ho guardato verso il diavolo

34 – Io non ho mai pronunciato maledizioni verso il Sovrano

35 – Io non ho sporcato acqua corrente

36 – Io non ho esaltato le mie parlate o discorsi

37 – Io non ho maledetto Dio

38 – Io non mi sono comportato con insolenza

39 – Io non ho fatto distinzioni o favoritismi

40 – Io non ho accresciuto la mia ricchezza ad eccezione dei miei propri possedimenti

41 – Io non ho maledetto le cose che appartengono a Dio e che sono con me

42 – Io non mi sono vergognato del patrono della città

Questa è la “Confessione Negativa” o “Dichiarazione di Innocenza” che le anime degli antichi egiziani deceduti pronunciavano davanti a 42 divinità nella  Sala del Giudizio, o “Maat”, presieduta da Osiride, Iside e Nephtys, con la presenza di Ra-Harmachis, Temu, Shu, Tefnut, Seb, Nut, Horus, Hathor, Hu, Sa, Anubis e Thoth, durante l’importante operazione e cerimonia della “Pesatura del Cuore” del deceduto su una grande bilancia posizionata al centro della Sala ove su un piatto della bilancia veniva messo il cuore del deceduto e sull’altro piatto vi era la piuma rappresentante il concetto ed i precetti di equilibrio del “Maat”.  

L’anima del deceduto veniva diretta nei campi elisi, in compagnia delle grandi divinità, se alla fine della cerimonia la bilancia rimaneva in equilibrio perfetto. Se invece la bilancia si inclinava da una parte o dall’altra l’anima veniva diretta all’inferno, come diremmo noi oggi, nel fuoco, e con infiniti tormenti e maltrattamenti.

se vuoi saperne di più:

http//beautiful41.wordpress.com

3 thoughts on “* 4 Luglio: diritti e valori

  1. Vi è quasi dell’incredibile sapere che migliaia di anni prima che Mosè sentisse il bisogno di ascivere ad altra persona, il nostro Dio antropomorfo, la responsabilità di decidere quello che l’uomo potesse o non potesse fare, con dieci poveri “comandamenti” scritti su due povere tavolette, manifestando con ciò poca fiducia in sè stesso ed una incapacità a decidere della propria vita con la propria testa e con la propria anima, ciò sia stato invece già conseguito dall’Uomo e dalla sua Anima con la sua Ragione e la sua sensibilità e senza alcun bisogno di farsi imporre passivamente le regole per la sua esistenza.

    Era il tempo in cui le moderne religioni non erano ancora state pensate nè concepite.

    Era il tempo in cui le forze evolutive del Cosmo erano i riferimenti immortali dell’Anima che, al centro dell’Universo, ne interpretava le leggi e ne ricavava le regole per vivere in Armonia e nel rispetto di tutti i loro elementi e componenti, in un equilibrio quanto più perfetto possibile.

    Questo era l’equilibrio del “Maat” ed era per questo motivo che alla fine vi era una grande bilancia che doveva verificare la bontà dell’equilibrio che si era riusciti a raggiungere durante la propria esistenza.

    Non vi può essere equilibrio senza rispetto per la dignità e la libertà per la natura, cose e persone.

    Abituati alla povertà dei dieci comandamenti, facciamo una certa fatica a riconoscere la ricchezza e la grandiosità di queste regole scaturite solo dall’Anima.

    Regole o aspirazioni come: “Io non ho sporcato acqua corrente”, oppure “Io non ho fatto piangere alcuna persona”, oppure “Io non ho parlato più del necessario”, oppure “Io non ho agito con violenza”, oppure “Io non ho inferto sofferenze”, e molte altre, testimoniano che queste erano le regole del vivere in equilibrio in un mondo basato sul Rispetto ed Armonia.

    Queste regole erano valide decine di migliaia di anni addietro, sono valide oggi e saranno ancora valide fra centinaia di migliaia di anni ancora di là da venire, ed esse sono valide dovunque e per chiunque, perchè esse sono immortali e scaturite dall’Anima immortale dell’Uomo.

    Queste regole segnano anche il confine fra la Civiltà e La Barbarie. Con esse ci si trova a vivere nel Regno della Civiltà. Senza di esse ci si trova a vivere nel Regno della Barbarie.

    L’esistenza di questo lontano pensiero e queste lontane regole sembra anche voler essere una testimonianza sulla mittica “Caduta dell’Uomo” quando egli, forse inavvertitamente, oltrepassò il confine della Civiltà precipitando nel mondo della Barbarie.

    Ma, se le leggi del Cosmo sono quelle che sono, i continui ritorni evolutivi un giorno riporteranno l’equilibrio perduto del vivere nel Rispetto ed Armonia.

    I sintomi di una nuova consapevolezza ci sono.

    Ed il tutto è favorito ed aiutato dall’opera impareggiabile di una divulgatrice eccezionale dalla sensibilità infinita.

    Bravissima!!!

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